Siriano urla «Allahu Akbar» e uccide cane poliziotto con un’ascia durante l’irruzione degli agenti

di Simone Pieri­ni

La polizia di Rot­ter­dam piange un cane poliziot­to mor­to dopo essere sta­to col­pi­to a morte con un’ascia da un siri­ano che ha attac­ca­to gli agen­ti di polizia. I vici­ni han­no rifer­i­to che l’uomo è sta­to avvis­ta­to sul bal­cone di un appar­ta­men­to agi­tan­do l’arma e urlan­do «Allahu Akbar» a Schiedam, vici­no a Rot­ter­dam, in Olan­da.

L’uomo è sta­to ucciso delle forze dell’ordine che sono inter­venute dopo una seg­nalazione. Han­no cer­ca­to di comu­ni­care con l’individuo che però ha rifi­u­ta­to di col­lab­o­rare. La polizia ha quin­di cer­ca­to di intro­dur­si in casa, ma l’uomo ha reag­i­to colpen­do il cane e minac­cian­do gli agen­ti, che han­no cer­ca­to di cal­mar­lo con un Taser. La polizia ha quin­di spara­to sull’uomo fer­en­do­lo. Questo è poi dece­du­to in ospedale.

Poli­tie Rot­ter­dam eo

@Politie_Rdam

Deze held heeft gis­teren het hoog­ste offer gebracht tij­dens een aan­houd­ing in Schiedam.

Anche il padre dell’uomo, di cui non sono state rese note le gen­er­al­ità, è sta­to tra le per­sone a chia­mare la polizia. Sia lui che i negozi­a­tori chia­mati per cer­care di sbloc­care la situ­azione non sono rius­ci­ti a cal­mare l’individuo. È a quel pun­to che la polizia ha fat­to irruzione nell’appartamento sit­u­a­to nel­la Van den Tem­pel­straat.

Sen­za effet­to l’uso del Taser, gli agen­ti han­no com­in­ci­a­to a sparar­gli alle gambe ma, trasporta­to d’urgenze in ospedale, non è sopravvis­su­to alle ferite. Sec­on­do quan­to riferiscono i media olan­desi, l’uomo avrebbe già mostra­to seg­ni di squilib­rio com­por­ta­men­tale in pas­sato e non sarebbe noto alle forze dell’ordine, ma la polizia sta ugual­mente ver­i­f­i­can­do il suo back­ground ed even­tu­ali con­nes­sioni con il ter­ror­is­mo.

https://www.leggo.it/esteri/news/siriano_urla_allahu_akbar_uccide_cane_poliziotto_un_ascia_durante_irruzione_degli_agenti-3767531.html#

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Attraversano sulle strisce: travolte da un camion. Muoiono una nonna e la nipote

di Pao­la Trep­po

SAN GIORGIO DI NOGARO (Udine) — Una don­na anziana e la nipote sono state tra­volte da un camion e sono morte sul­la stra­da statale a San Gior­gio di Nog­a­ro, intorno alle 12 di oggi, giovedì 31 mag­gio. Per cause in cor­so di accer­ta­men­to, la non­na e la nipote 40enne, che pare stessero attra­ver­san­do sulle strisce per­don­ali, in cen­tro paese, in prossim­ità del bar Mari­naio, sono state tra­volte da un mez­zo pesante.

Purtrop­po, per loro non c’è sta­to nul­la da fare. La cen­trale Sores ha invi­a­to subito in codice rosso una ambu­lan­za e l’elicottero decol­la­to dal­la elibase di Cam­po­formi­do. Sbar­ca­to il medico rian­i­ma­tore, è sta­to con­stata­to i deces­si; la stra­da è sta­ta tem­po­ranea­mente chiusa al traf­fi­co. Sul pos­to i vig­ili del fuo­co e i cara­binieri del­la stazione di San Gior­gio di Nog­a­ro. La comu­nità lamen­ta anco­ra una vol­ta la peri­colosità di ques­ta stra­da, non nuo­va a gravi e gravis­si­mi inci­den­ti.

https://www.leggo.it/italia/cronache/incidente_morte_mamma_figlia-3767668.html

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«Papà ho raggiunto il diploma» e lui, malato da tempo, muore

«Papà ho raggiunto il diploma» e lui, malato da tempo, muore

di Mar­co D’Incà

ALPAGORober­to De Marchi non ce l’ha fat­ta: il cinquan­taduenne di Tignes d’Alpago è spi­ra­to ieri, dopo che, un anno fa, era sta­to col­pi­to da un’emorragia cel­e­brale. Ha lot­ta­to a lun­go, Rober­to. Diver­si mesi. La forza per affrontare un per­cor­so in sali­ta e ric­co di osta­coli l’ha trova­ta den­tro se stes­so, ma anche e soprat­tut­to nel­la famiglia: nel­la moglie Glo­ria e nel­la figlia Irene. Quel­la stes­sa figlia da cui papà Rober­to aspet­ta­va una notizia. O meglio, un annun­cio, lega­to al rag­giung­i­men­to del diplo­ma. Irene ha super­a­to l’esame e taglia­to il tra­guar­do sco­las­ti­co, ren­den­do orgoglioso il padre. Il quale, una vol­ta rice­vu­ta la bel­la notizia, ha esala­to l’ultimo respiro. Sì, è come se avesse atte­so che la figlia com­ple­tasse uno degli step nel cam­mi­no di vita: in questo modo, Irene ha dato al gen­i­tore ulte­ri­ore forza, ener­gia e moti­vazioni per fron­teggia­re un des­ti­no cini­co. Il funerale si svol­gerà domani pomerig­gio, alle ore 15.30, nel­la chiesa arcipretale di Pieve…
https://www.leggo.it/italia/cronache/padre_muore_dopo_diploma_figlio_31_maggio_2018-3767597.html

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Il mostro di Loch Ness esiste? Un test del Dna per scoprirlo

Il mostro di Loch Ness esiste? Un test del Dna per scoprirlo

di Pao­lo Trav­isi

Il mostro di Loch Ness esiste o è solo il frut­to di una leggen­da popo­lare? A rispon­dere ad una doman­da vec­chia di qualche sec­o­lo, potrebbe essere il test del Dna. L’iniziativa appar­tiene a Neil Gem­mell, ricer­ca­tore dell’università di Ota­go, in Nuo­va Zelan­da, alla gui­da di un team, che nelle prossime set­ti­mane giungerà in ter­ra scozzese per com­piere la pro­va sci­en­tifi­ca. E sve­lare il mis­tero intorno a Nessie, il nome del­la fan­tomat­i­ca crea­tu­ra lacus­tre. Ma di quale Dna sti­amo par­lan­do? Una delle ipote­si meno fan­ta­siose, ma non per questo verosim­i­le, vor­rebbe il mostro come l’ultimo ple­siosauro sul­la ter­ra, ovvero un ret­tile acquati­co dal col­lo lun­go, sopravvis­su­to all’estinzione dei dinosauri. Ecco allo­ra che il team di ricer­ca rac­coglierà nelle acque di Loch Ness, 300 cam­pi­oni prel­e­vati a tre pro­fon­dità diverse e li sot­to­por­rà al meto­do del Dna ambi­en­tale: l’obiettivo è anal­iz­zare le trac­ce (pelle, piume, uri­na) las­ci­ate nel lago da qual­si­asi organ­is­mo vivente, con­frontan­do i risul­tati dei test con l’immenso archiv­io del­la Gen­Bank, in Amer­i­ca, che con­ser­va cir­ca 260 mil­iar­di di Dna di specie conosciute. Si trat­ta dunque, di uno screen­ing sen­za prece­den­ti col quale si real­iz­za un cen­si­men­to vero e pro­prio di tutte le crea­ture marine che popolano il cele­bre lago scozzese. Il pro­fes­sore neoze­landese, che non crede all’esistenza di Nessie, è però con­vin­to che il meto­do pos­sa chiarire una vol­ta per tut­to un mis­tero di antiche orig­ine. Le prime risposte dovreb­bero arrivare entro gen­naio del prossi­mo anno. Ma non è solo la cac­cia a Nessie, che inter­es­sa i ricer­ca­tori neoze­landesi, per­ché l’analisi del più grande baci­no d’acqua dolce del Reg­no Uni­to, servirà a cen­sire le nuove specie, pesci ma anche bat­teri, per com­pren­dere l’eterna lot­ta dell’evoluzione, organ­is­mi autoc­toni con­tro organ­is­mi inva­sivi.

https://www.leggo.it/scienze/mostro_loch_ness_esiste_dna_spoprirlo_31_maggio_2018-3767513.html

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ARTUR CACCIOLARI STAVA GIRANDO UN VIDEO CON DEGLI AMICI QUANDO HA CEDUTO ED È SCIVOLATO

CIRCO INFERNOACROBATA MUORE MENTRE CERCA DI ATTRAVERSARE CON UNA FUNE UNA CASCATA IN VAL DI SUSAARTUR CACCIOLARI STAVA GIRANDO UN VIDEO CON DEGLI AMICI QUANDO HA CEDUTO ED È SCIVOLATOIL DILUVIOLA FORZA DELLACQUA L’HANNO SCARAVENTATO CONTRO LE ROCCESU FACEBOOK UN MESE FA SCRIVEVA… VIDEO

VIDEOLE ACROBAZIE DI ARTUR CACCIOLARI

Lodovi­co Polet­to per la Stam­pa

artur cacciolari artur cac­ci­o­lari

I viag­gi a Lon­dra e a Doha City in Quatar. La pre­ca­ri­età del­la vita dell’ artista, la voglia di essere sem­pre il migliore. E per­ché no, anche diver­tir­si. Artur Cac­ci­o­lari, 21 anni, «stra­or­di­nario artista circense» come lo ha defini­to chi lo ha conosci­u­to in questi anni, è mor­to ieri in un laghet­to di mon­tagna, accan­to a un cas­ca­ta.

Ten­ta­va di attra­ver­sar­la attac­ca­to a una fune: un lun­go salto sot­to una gigan­tesca colona di acqua che scende potente da un’ altez­za di 14 metri. La Goja del Pis, local­ità fre­quen­tatis­si­ma d’ estate, ad Almese, in Bas­sa Val di Susa, pub­bli­ciz­za­to come uno dei dieci baci­ni nat­u­rali più sug­ges­tivi in cui fare il bag­no in Piemonte.

Insieme ad Artur, ieri, c’ era­no altri ami­ci: sta­vano preparan­do un video per l’ attiv­ità dell’ acro­ba­ta.

È com­pli­ca­to adesso sta­bilire come è anda­ta davvero ed è trop­po presto per far­lo.

Sta­bilire se le mani di Artur abbiano cedu­to per la fat­i­ca e lui abbia per­so la pre­sa, oppure se quel dilu­vio che si è abbat­tuto in zona fin dal pomerig­gio ha con­tribuito a ren­dere meno sicu­ra la cor­da anco­ra­ta alla roc­cia, è asso­lu­ta­mente impos­si­bile.

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Sta di fat­to che Artur è pre­cip­i­ta­to nel lago sot­to la cas­ca­ta e da lì sot­to non è più risal­i­to a causa del­la mas­sa d’ acqua impo­nente, fan­gosa, piena di pietre e detri­ti che con­tin­u­a­va a scen­dere sul suo cor­po.

Artur è sta­to scar­aven­ta­to con­tro le roc­ce del laghet­to. Era­no le 19. Anche i pom­pieri, il soc­cor­so alpino e gli uomi­ni del Saf , arrivati dopo la chia­ma­ta degli ami­ci rimasti sot­to choc per quel­lo che ave­vano vis­to, han­no fat­to fat­i­ca a recu­per­are il suo cor­po. Ci sono rius­ci­ti solo tre ore più tar­di e dopo molti ten­ta­tivi.

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Rac­con­tare adesso la sto­ria di Artur Cac­ci­o­lari è come rac­con­tare la sto­ria di un sog­no, quel­lo di un ragaz­zo brasil­iano cresci­u­to al Cirko Ver­ti­go, scuo­la di arti circensi che ha sede a Gruglias­co, nel Tori­nese, ma conosci­u­ta in tut­to il mon­do. Ecco Artur era arriva­to qui, da solo, è da solo vive­va in una roulotte.

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Inseguen­do quel­la sua voglia di ess­er il migliore, il più bra­vo tra gli artisti del cir­co, capace di salti impos­si­bili, di evoluzioni per­fette. Capace di far­si notare, di strap­pare quel­la definizione: «Il più stra­or­di­nario tal­en­to incro­ci­a­to in questi anni». Al Ver­ti­go era rimas­to un anno, anche meno. Deter­mi­na­to.

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Fisi­co pazzesco. Preparatis­si­mo. Uno che stu­di­a­va nei det­tagli ogni tipo di evoluzione pri­ma di accinger­si a provar­lo in sce­na.

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Con la scuo­la ave­va chiu­so i rap­por­ti nel dicem­bre del 2016 per andare a lavo­rare con “I Son­ics”, una com­pag­nia tori­nese di artisti circensi con­tem­po­ranei. Le evoluzioni era­no la sua vita, scom­met­tere sul­la sua indis­cutibile bravu­ra era la sua cifra. Scrive­va un mese fa sul suo pro­fi­lo Face­book: «When you don’ t know what’ s gonna hap­pen in your life, and just live tre moment…» quan­do non sai che ne sarà del­la tua vita e vivi ogni istante.

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A Gruglias­co era rimas­ta la sua roulotte dove i cara­binieri ieri sera sono andati a recu­per­are i doc­u­men­ti. E ora sono rimasti gli ami­ci, quel­li con cui ieri era anda­to a fare il fil­ma­to. «Un pri­mo» dicono per pre­sen­tar­si ad un altro grup­po di fama inter­nazionale.

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La Goja del Pis , sul tor­rente Mes­sa di Almese era il luo­go per­fet­to. Sug­ges­ti­vo. Impres­sio­n­ante se la guar­di da sot­to, quan­do il sole scende a pic­co­lo e alla mon­tagna. Spaven­toso ieri, gior­na­ta di piog­gia vio­len­ta. «Oggi il Mes­sa face­va davvero impres­sione» rac­con­ta Andrea Briot­ti, abi­tante nell’ ulti­ma casa pri­ma del per­cor­so pedonale per arrivare alla cas­ca­ta. «Sono anda­to a vedere com’ era nel pomerig­gio: mai vis­to in quelle con­dizioni, mi ha fat­to pau­ra».

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http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/circo-inferno-ndash-acrobata-muore-mentre-cerca-attraversare-175042.htm

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Chiese gli arresti per lʼex marito dellʼamante, a giudizio pm di Firenze

Il processo al sostituto procuratore Vincenzo Ferrigno inizierà il 18 settembre. La vicenda risale al 2015

E’ sta­to rin­vi­a­to a giudizio Vin­cen­zo Fer­rig­no, il sos­ti­tu­to procu­ra­tore di Firen­ze che ave­va chiesto gli arresti domi­cil­iari per l’ex mar­i­to del­la sua nuo­va com­pagna. Il procu­ra­tore aggiun­to Vit­to­rio Ranieri Miniati e il sos­ti­tu­to Cristi­na Camaiori lo accu­sano di abu­so d’ufficio men­tre il giu­dice per l’udienza pre­lim­inare Fran­ca Bor­zone lo ha prosci­olto dall’accusa di fal­so. Il proces­so inizierà il 18 set­tem­bre.

Chiese gli arresti per l'ex marito dell'amante, a giudizio pm di Firenze

La vicen­da risale al 2015: il mag­is­tra­to era sta­to inda­ga­to dopo l’esposto dell’ex mar­i­to del­la don­na con cui Fer­rig­no ave­va intrapre­so una relazione. La don­na ave­va denun­ci­a­to il mar­i­to di aver­la minac­cia­ta di morte dopo una vio­len­ta lite.

Il fas­ci­co­lo venne asseg­na­to a Fer­rig­no, che all’inizio non ritenne che vi fos­sero ele­men­ti per sostenere l’accusa. L’uomo con­tro­querelò la moglie e il pm chiese l’archiviazione una pri­ma e una sec­on­da vol­ta: richi­es­ta che venne respin­ta dal gip, il quale ordinò nuovi accer­ta­men­ti. In questo modo Fer­rig­no conobbe la cop­pia. Sec­on­do l’accusa dell’ex mar­i­to, però, da quel momen­to il pm e la ex moglie intrap­re­sero una relazione e poco dopo il mag­is­tra­to chiese gli arresti domi­cil­iari dell’uomo.

Nel frat­tem­po il fas­ci­co­lo per mal­trat­ta­men­ti venne trasfer­i­to a un altro mag­is­tra­to, che chiese e ottenne il rin­vio a giudizio dell’uomo, men­tre gli atti rel­a­tivi all’esposto ven­nero trasmes­si a Gen­o­va, com­pe­tente per le indagi­ni sui mag­is­trati toscani.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/toscana/chiese-gli-arresti-per-l-ex-marito-dell-amante-a-giudizio-pm-di-firenze_3143146-201802a.shtml

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AAA buonsenso cercasi (Marco Travaglio)

http://italiadarifare.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2018/05/maxresdefault.jpg

È vero che, nei man­i­co­mi, il buon­sen­so è mer­ce rara. Ma, vis­to quel che accade da 87 giorni, forse anche in un man­i­comio si rius­cirebbe a trovare un pizzi­co di buon­sen­so per arrivare a una soluzione. Si dovrebbe par­tire dal­la con­statazione che qua­si tut­ti i pro­tag­o­nisti, chi più chi meno, chi in buona fede chi meno, han­no commes­so errori, agevolati dal risul­ta­to asso­lu­ta­mente ined­i­to usci­to dalle urne, a sua vol­ta aggra­va­to da una legge elet­torale crim­i­nale e crim­ino­gena (non per l’impianto pro­porzionale, ma per i par­la­men­tari nom­i­nati, le mul­ti­can­di­da­ture e le finte coal­izioni). Dunque tan­to vale che lo riconoscano e impar­i­no dai pro­pri sbagli in vista di un futuro che potrebbe pure ripro­dur­si iden­ti­co al pre­sente.

Di Maio, sopraf­fat­to dal­la rab­bia per un gov­er­no anda­to in fumo quan­do pare­va pron­to a par­tire, ha per­so lucid­ità e ha invo­ca­to in tv la mes­sa in sta­to d’accusa di Mattarel­la, sal­vo poi, pre­via lava­ta di capo di Gril­lo, ingranare la retro­mar­cia. Troppe volte, in ques­ta crisi che ha mes­so a dura pro­va il sis­tema ner­voso di tut­ti, il leader 5Stelle ha cedu­to all’impulsività e ha par­la­to trop­po, o trop­po presto, o trop­po tar­di: dan­do per fat­te cose da fare, dan­do per chiusi forni anco­ra aper­ti, dan­do per aper­ti forni già chiusi, lan­cian­do ulti­ma­tum sul­la sua pre­mier­ship che poi la sua rin­un­cia ha trasfor­ma­to in penul­ti­ma­tum, esageran­do negli elo­gi al part­ner Salvi­ni (che si è ben guarda­to dal fare altret­tan­to) e tacen­do anziché vantare l’unico gesto nobile e dis­in­ter­es­sato di tut­ta la crisi: il suo rifi­u­to, per 80 giorni, di legit­ti­mare B. con un incon­tro, una stret­ta di mano, una tele­fona­ta, un self­ie, una pho­to oppor­tu­ni­ty, un min­istro forzista trav­es­ti­to da leghista, gio­can­dosi ogni pos­si­bil­ità di diventare pre­mier.

Ren­zi e il Pd, ormai tutt’uno, han­no pun­ta­to allo sfas­cio, al tan­to peg­gio tan­to meglio, rifi­u­tan­do di gio­care la par­ti­ta dopo averne scrit­to le regole e persi­no di indi­care e sostenere una qual­si­asi allean­za (o col cen­trode­stra o col M5S): sedu­ti coi pop-corn sull’Aventino in atte­sa del­lo schi­anto altrui, alla fine l’hanno ottenu­to, fre­gan­dosene se a schi­antar­si è l’Italia.

Loren­zo Fio­ra­mon­ti @lofioramonti

Difend­ere Savona e le sue opin­ioni è cosa gius­ta, ma impun­tar­si su una per­sona col ris­chio di far affon­dare il Paese nelle mani di un gov­er­no tec­ni­co o nel caos isti­tuzionale è davvero da irre­spon­s­abili. Forse era quel­lo il piano di Salvi­ni dall’inizio? Mi rifi­u­to di cred­er­ci

Salvi­ni, come tut­ti i bari che pos­sono gio­care su due tavoli per­ché non han­no scrupoli (Di Maio o B., purché se magna), ha colto al bal­zo l’assist di Mattarel­la per fare comunque gol: le elezioni subito, almeno sec­on­do i sondag­gi, con­ven­gono solo a lui. Se ci va col M5S (che sarebbe man­gia­to vivo), fa il pieno di col­le­gi uni­nom­i­nali e gov­er­na con loro, ma sta­vol­ta da pari a pari; se tor­na con B. (che vor­rebbe man­gia­r­si vivo), la destra può vin­cere e lui fare il pre­mier. Errori politi­ci non ne ha fat­ti, sem­preché la polit­i­ca sia il par­ti­to e non lo Sta­to. E sem­preché Salvi­ni riesca a real­iz­zare almeno qual­cu­na delle mille promesse: altri­men­ti, con tutte le aspet­ta­tive che ha cre­ato, gli elet­tori sco­pri­ran­no quel che è sem­pre sta­to fino a un mese fa: il Caz­zaro Verde.

Mattarel­la, purtrop­po, non ne ha azzec­ca­ta una. Ha sbaglia­to all’inizio negan­do l’incarico a Salvi­ni leader del cen­trode­stra, pri­ma coal­izione usci­ta dal voto, per met­ter­lo alla pro­va, ali­men­tan­do così il suo revan­scis­mo pro­pa­gan­dis­ti­co per non aver avu­to la sua occa­sione. E ha sbaglia­to alla fine resp­in­gen­do, col pretesto di Savona e del­lo spread (più bas­so con Savona che sen­za), l’unico gov­er­no pos­si­bile e legit­ti­mo (Con­te), get­tan­do altra ben­z­i­na sul fuo­co con l’incarico a Cottarel­li, gemel­lo fars­esco di Mon­ti, sen­za voti né min­istri.

Di B. inutile par­lare: lui non fa polit­i­ca, fa affari. Mes­si come siamo, se pri­ma era già arduo fare qual­cosa, ora è pres­soché impos­si­bile. Ci si potrebbe rius­cire solo se tut­ti ammettessero i pro­pri errori e abbas­sas­sero un po’ la cres­ta con un dis­ar­mo bilan­ci­a­to mul­ti­lat­erale, per fare l’unica cosa che inter­es­sa agli ital­iani e perfi­no ai mer­cati: un gov­er­no politi­co legit­ti­ma­to dal voto. Di Maio, riti­ra­to l’impeachment, ha incon­tra­to Mattarel­la per un chiari­men­to fra per­sone civili. Salvi­ni potrebbe fare altret­tan­to, rin­foderan­do i proposi­ti di mar­cia­re su Roma e accettan­do di spostare Savona, purché sia chiaro che l’indirizzo politi­co del gov­er­no lo dà il pre­mier, non il Colle o i mer­cati: altri­men­ti sarebbe chiaro a tut­ti che, fra gov­er­no e sondag­gi, Salvi­ni sceglie i sondag­gi.

Ma un pas­so potrebbe far­lo anche Mattarel­la. I migliori cos­ti­tuzion­al­isti gli han­no spie­ga­to che il veto tut­to politi­co su Savona esula­va dai suoi poteri. Teme anco­ra che, mal­gra­do le sue smen­tite, il con­trat­to M5S-Lega e gli impeg­ni di Con­te, Savona ci porterebbe fuori dall’euro? Lo chi­a­mi e ver­i­fichi con lui le sue inten­zioni, che a noi pare­vano già abbas­tan­za chiare. Se poi Savona gli con­fi­dasse di vol­er­si far esplodere nel Par­la­men­to di Brux­elles o nel­la Com­mis­sione Ue, avrebbe buon gio­co a boc­cia­r­lo (d’intesa, a quel pun­to, con Di Maio e lo stes­so Salvi­ni). Se invece Savona lo ras­si­curasse sui pat­ti con l’Ue, tutt’altro che incom­pat­i­bile con un’offensiva polit­i­ca per rivedere cer­ti trat­tati e accor­di demen­ziali, Mattarel­la potrebbe nom­i­narlo min­istro sen­za rischi, ris­er­van­dosi ovvi­a­mente di resp­in­gere even­tu­ali leg­gi incos­ti­tuzion­ali o finanziari­a­mente scop­erte.

Le alter­na­tive al ritorno di Con­te sono soltan­to due, entrambe peg­giori. O un gov­er­no Cottarel­li che si sa quan­do inizia ma non quan­do slog­gia, sostenu­to con astruserie bizan­tine (tipo la “non sfidu­cia tec­ni­ca”) da B., Lega e Pd. O elezioni in estate, con la stes­sa legge elet­torale, un’astensione mon­stre (non solo dei vacanzieri), i mer­cati impazz­i­ti e la prob­a­bile vit­to­ria del­la destra. Che ci regalerebbe un bel gov­er­no Berlusalvi­ni. Così chi storce­va il naso (e con molte ragioni) sul Salvi­maio con Con­te e Savona potrebbe persi­no rimpianger­li.

AAA buon­sen­so cer­casi (Mar­co Travaglio)

LePen71

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Melegatti, guerra in famiglia. La figlia di Ronca contro la seconda moglie: “Ha distrutto l’azienda”

Melegatti, guerra in famiglia. La figlia di Ronca contro la seconda moglie: "Ha distrutto l'azienda"

Gli striscioni di protes­ta davan­ti alla sede del­la Mel­e­gat­ti (ansa)

In un post su Face­book Sil­via Ron­ca, erede di Sal­va­tore, scom­par­so nel 2005, dice la sua dopo il fal­li­men­to deciso dal tri­bunale. E lan­cia pre­cise accuse alla com­pagna del padre, sen­za nom­i­narla mai

VERONA — Ha scel­to Face­book per dire la sua, il giorno dopo il fal­li­men­to del­la Mel­e­gat­ti, l’azienda veronese che ha lega­to il suo mar­chio al pan­doro. Sil­via Ron­ca, figlia di Sal­va­tore, pres­i­dente di Mel­e­gat­ti scom­par­so nel 2005, sul social net­work lan­cia accuse pre­cise e dirette. E il fal­li­men­to dopo 124 anni di sto­ria, con le con­seguen­ze dram­matiche per i 350 lavo­ra­tori, assume anche i con­torni del­la fai­da famil­iare. “L’1 luglio 2005 sei mor­to la pri­ma vol­ta, il 29 mag­gio 2018 sei mor­to un’altra vol­ta”, scrive la don­na nel suo post.

01/07/2005 sei mor­to la pri­ma vol­ta, 29/05/2018 sei mor­to un’altra vol­ta, con la dif­feren­za papà che, men­tre nel­la pri­ma piange­va solo la tua famiglia, quel­la VERA che ti ama­va, per­ché con­tro la malat­tia non ci si può che arren­dere, nel­la sec­on­da piange una cit­tà intera con famiglie dis­trutte e amareg­giate e questo per­ché non han­no com­bat­tuto con­tro una malat­tia ma con­tro per­sone indeg­ne, asse­tate di sol­di e di potere, che sputano sui sen­ti­men­ti del­la gente. Non amo per­sonal­mente con­di­videre le cose più intime del mio pri­va­to sui social, ma oggi la rab­bia è così forte che non pos­so TACERE..devo urlare al mon­do che purtrop­po la legge tutela i delinquenti..e lei anche ques­ta vol­ta ha vin­to!!
La mia sol­i­da­ri­età va a tutte quelle per­sone che han­no com­bat­tuto in questi mesi..io in silen­zio sono sta­ta dal­la vos­tra parte e la Mel­e­gat­ti come avete scrit­to ieri siete voi..ma anche questo non bas­ta per scon­fig­gere il mar­cio che ci circonda..nessuno più di me e del­la mia famiglia può capire con­tro chi avete cer­ca­to di lottare..

Sil­via Ron­ca

01/07/2005 sei mor­to la pri­ma vol­ta, 29/05/2018 sei mor­to un’altra vol­ta, con la dif­feren­za papà che, men­tre nel­la pri­ma…

Slået op af Sil­via Ron­ca29. maj 2018

Sal­va­tore Ron­ca, scom­par­so appun­to nel 2005, ave­va sposato Emanuela Per­az­zoli, che dopo la morte del mar­i­to ha assun­to le redi­ni dell’azienda dol­cia­ria, fino al tra­col­lo finanziario. “Sei mor­to un’altra vol­ta — ha scrit­to — con la dif­feren­za, papà, che men­tre nel­la pri­ma piange­va solo la tua famiglia, quel­la vera che ti ama­va, per­ché con­tro la malat­tia non ci si può che arren­dere, nel­la sec­on­da piange una cit­tà intera con famiglie dis­trutte e amareg­giate “. “E questo — ha aggiun­to — per­ché non han­no com­bat­tuto con­tro una malat­tia ma con­tro per­sone indeg­ne, asse­tate di sol­di e di potere, che sputano sui sen­ti­men­ti del­la gente. Non amo per­sonal­mente con­di­videre le cose più intime del mio pri­va­to sui social, ma oggi la rab­bia è così forte che non pos­so tacere, devo urlare al mon­do che purtrop­po la legge tutela i delin­quen­ti e lei anche ques­ta vol­ta ha vin­to!”.

Ron­ca nel suo post non nom­i­na mai Emanuela Per­az­zoli, ma l’obiettivo delle sue accuse è chiaro, come dimostra­no anche le sue risposte ad alcu­ni com­men­ti. Tra questi anche quel­li di alcu­ni dipen­den­ti o ex dipen­den­ti dell’azienda, e addirit­tura quel­lo di sua madre, Sil­vana Zor­dan.

La figlia del pres­i­dente scom­par­so si riv­olge poi ai lavo­ra­tori: “La mia sol­i­da­ri­età va a tutte quelle per­sone che han­no com­bat­tuto in questi mesi, io in silen­zio sono sta­ta dal­la vos­tra parte e la Mel­e­gat­ti come avete scrit­to ieri siete voi, ma anche questo non bas­ta per scon­fig­gere il mar­cio che ci cir­con­da. Nes­suno più di me e del­la mia famiglia può capire con­tro chi avete cer­ca­to di lottare” ha con­clu­so Sil­via.

http://www.repubblica.it/cronaca/2018/05/30/news/fallimento_melegatti_post_facebook_silvia_ronca-197768157/

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Castel Gandolfo, trovato cadavere sulla “discesa del diavolo”: aveva busta di plastica in testa

Castel Gandolfo, trovato cadavere sulla "discesa del diavolo": aveva busta di plastica in testa

Il cor­po di un uomo è sta­to ritrova­to ques­ta mat­ti­na, poco dopo le 7.30, nel bosco (sul cos­tone del lago di Cas­tel Gan­dol­fo) nel comune di Albano. A dare l’allarme alla polizia una per­sona che, men­tre sta­va facen­do una passeg­gia­ta nel trat­to del­la “disce­sa del diavo­lo”, ha nota­to il cada­v­ere con una bus­ta di plas­ti­ca bian­ca in tes­ta.
Sul pos­to sono inter­venute due volan­ti (una del com­mis­sari­a­to di Gen­zano e l’altra di Albano). Sono anco­ra in cor­so i rilievi del­la polizia sci­en­tifi­ca, del medico legale e del mag­is­tra­to. La vit­ti­ma dall’età appar­ente tra i 60 e i 70 anni era sen­za doc­u­men­ti.
https://www.leggo.it/italia/roma/trovato_cadavere_castel_gandolfo_discesa_diavolo_busta_plastica_31_maggio_2018-3767494.html
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Alfio Bardolla, financial coach: “Se una persona guadagna 1.000 euro al mese è perché non vale più di 1.000 euro al mese”

L’uomo che insegna come diventare ricchi ci ha raccontato le sue idee: “Bisogna investire sul proprio valore. L’università? Non basta essere book-smart. Bisogna essere street-smart”

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