Reggio Calabria, moglie uccide il marito ‘ndranghetista nel sonno con una roncola: anni di maltrattamenti e rancori per la morte del figlio

Reggio Calabria, moglie uccide il marito 'ndranghetista nel sonno con una roncola: anni di maltrattamenti e rancori per la morte del figlio

Una don­na di Castel­lace di Oppi­do Mari­na, in provin­cia di Reg­gio Cal­abria, ha ucciso nel son­no il mar­i­to con una ron­co­laMaria Giusep­pina Bar­ca, 63 anni, ha ucciso il mar­i­to Roc­co Cutrì, 71, men­tre dormi­va in casa nel pomerig­gio, sfer­ran­do diver­si colpi. I cara­binieri han­no arresta­to la 63enne moglie dell’uomo lega­to alla ‘ndrangheta..

Sec­on­do quan­to ricostru­ito attra­ver­so le indagi­ni, con­cen­trate sulle ultime ore del­la vit­ti­ma, l’uomo avrebbe trascor­so la gior­na­ta a casa con la moglie che, verosim­il­mente per ran­cori e dis­s­apori mat­u­rati negli anni a segui­to del­la morte del figlio Domeni­co, ucciso nel 2008 a Sinop­o­li dopo una lite per futili motivi, avrebbe aggred­i­to il mar­i­to nel pri­mo pomerig­gio, men­tre questo dormi­va, colpen­do­lo alla tes­ta con una ron­co­la.

La vit­ti­ma, nota ai cara­binieri per la vic­i­nan­za alla cosca ‘Alvaro-Vio­li-Macrì’, era il suo­cero di Carmine Alvaro det­to ‘u cuver­tu­ni’, affil­ia­to di spic­co del grup­po crim­i­nale, il cui spes­sore crim­i­nale è emer­so da indagi­ni iniziate sin dagli anni ‘80 con l’indagine ‘Pri­ma’, tan­to da scon­tare la con­dan­na per asso­ci­azione di tipo mafioso in regime deten­ti­vo ’41-bis’.

La ron­co­la verosim­il­mente uti­liz­za­ta per colpire a morte Cutrì, sporca di sangue e com­pat­i­bile con le ferite ril­e­vate sul cada­v­ere, è sta­ta rin­venu­ta dai mil­i­tari nel gia­rdi­no di una casa dis­abi­ta­ta vic­i­na all’abitazione dei coni­u­gi.

https://www.leggo.it/italia/cronache/oppido_mamertina_maria_giuseppina_barca_uccide_marito_rocco_cutri_28_febbraio_2018-3576926.html

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MA QUANTO HANNO ROTTO I COGLIONI QUEGLI INTELLETTUALI PER CUI TUTTO È FASCISMO?

MA QUANTO HANNO ROTTO I COGLIONI QUEGLI INTELLETTUALI PER CUI TUTTO È FASCISMO? — MASSIMILIANO PARENTE: “RIPETONO LO STESSO REFRAIN DA DECENNI E SEMPRE IN COINCIDENZA DELLE ELEZIONI POLITICHE, SOPRATTUTTO QUANDO IL CENTRODESTRA E’ DATO PER VINCENTE. NON SE NE POTEVA PIUGIAAI TEMPI DI PASOLINI E MORAVIA…”

Mas­si­m­il­iano Par­ente per ‘il Gior­nale’

MASSIMILIANO PARENTE MASSIMILIANO PARENTE

Ma quan­to saran­no intel­let­tuali, i cosid­det­ti intel­let­tuali, tan­to da con­tin­uare a ripetere lo stes­so refrain sull’antifascismo da decen­ni? E sem­pre in coin­ci­den­za delle elezioni politiche, soprat­tut­to quan­do il cen­trode­stra è dato per vin­cente. Quan­do già all’ epoca di Vit­tori­ni e Pavese e Pasoli­ni e Moravia del­la retor­i­ca antifascista non se ne pote­va più, uni­co grande fuori dal coro Alber­to Arbasi­no, al quale però Pasoli­ni scrive­va: «Fascista! Fascista!» solo per­ché con­tes­ta­va ai riv­o­luzionari di sin­is­tra di essere dei total­i­tari.

nicola lagioia nico­la lagioia

In tem­pi recen­ti ci si mise anche Umber­to Eco, cre­an­do la cat­e­go­ria dell’ Ur-fas­cis­mo che sig­nifi­ca «fas­cis­mo eter­no», in modo da sdo­ganare chi lan­cia con­tin­u­a­mente l’allarme di fas­cis­mo. Così in questi giorni, per essere attuale, la riv­ista Doppi­oze­ro (nome indica­ti­vo del­lo spes­sore del dibat­ti­to) pone «ad alcu­ni intel­let­tuali» delle domande sul fas­cis­mo attuale. C’è Nico­la Lagioia, il quale deve aver let­to Umber­to Eco, e risponde: «Il rispet­to del­la per­sona umana, la sua sacral­ità, che può essere anche un prin­ci­pio reli­gioso cer­ta­mente un prin­ci­pio cris­tiano è il vero canone dell’ antifas­cis­mo. L’antifascismo è dunque pre­politi­co».

UMBERTO ECO 1 UMBERTO ECO 1

Davvero? E per­ché, per gli stes­si prin­cipi, non è un vero canone dell’ anti­co­mu­nis­mo? E poi pre­politi­co cosa sig­nifi­ca? Perfi­no Giulio Cesare face­va polit­i­ca, bisogna risalire all’uomo delle cav­erne per trovare il vero fas­cis­mo? Men­tre Alessan­dra Sarchi, altra intel­let­tuale (mah), dice: «Essere antifascisti vuol dire pen­sar­si come cit­ta­di­ni di uno Sta­to che lo è a sua vol­ta».

Uno Sta­to tutt’ uno con il cit­tadi­no, pro­prio quel­lo che vor­rebbe un fascista. Un bel colpo di genio viene al criti­co Andrea Cortel­lessa, sen­tite qui: «Oggi sono ravvis­abili com­por­ta­men­ti ele­men­ti fascisti nelle dinamiche microso­ciali e nelle pratiche lin­guis­tiche, nonché nel­la strut­tura eco­nom­i­ca, di molti social net­work. Non è un caso che Face­book, anzi Fasch­book, si chi­a­mi così». Face­book si chia­ma così per­ché è fascista?

Franco Berardi Bifo Fran­co Berar­di Bifo

Bisogna dir­lo a Zucker­berg, lui cre­de­va che face sig­nifi­cas­se fac­cia. E questo sarebbe il criti­co let­ter­ario. C’è poi l’intellettuale Andrea Inglese che a dif­feren­za dell’ intel­let­tuale Lagioia non ha let­to l’ intel­let­tuale Umber­to Eco ma cita un’ anal­isi pro­fondis­si­ma dell’ intel­let­tuale Fran­co Berar­di Bifo (non cre­de­vo che qual­cuno citasse anco­ra Bifo, a quel pun­to meglio Toni Negri): «Il fas­cis­mo stori­co è sta­to mod­ernista e tradizion­al­ista insieme, pro­gres­si­vo e reazionario, al pun­to che avan­zo l’ipotesi che il fas­cis­mo sia pro­prio un effet­to dell’ ansia iden­ti­taria che si man­i­fes­ta in sogget­ti inca­paci di iden­ti­fi­car­si dis­cor­si­va­mente».

Allo­ra è fascista anche un groupie dei Baustelle. Per chi non conoscesse Bifo (non è obbli­ga­to­rio conoscer­lo, anzi) era uno dei sosten­i­tori dei Black bloc, uno di quel­li che gioi­va quan­do nel 2001 i man­i­fes­tanti vio­len­ti del G8 di Gen­o­va cir­con­da­vano i cara­binieri per pic­chiar­li e spac­car­gli la tes­ta con gli estin­tori. È, in altre parole, un comu­nista.

MOLOTOV E VON RIBBENTROP MOLOTOV E VON RIBBENTROP

D’altra parte, di cosa volete par­lare? La Sec­on­da guer­ra mon­di­ale ha avu­to inizio con il pat­to Molo­tov-Ribben­trop, allean­za tra nazisti e comu­nisti, ed è fini­ta con il Par­ti­to comu­nista fedele a Stal­in den­tro il nos­tro Par­la­men­to. Nep­pure i par­ti­giani ci fan­no una bel­la figu­ra, vis­to che pri­ma dell’Operazione Bar­barossa non c’è una sola azione antifascista da parte dei com­pag­ni (sta­vano con Stal­in, alleato di Hitler). Il fas­cis­mo è cadu­to il 25 luglio del 1943, il prob­le­ma è che sono rimasti gli antifascisti mil­i­tan­ti, ossia i comu­nisti, e gli «intel­let­tuali», insom­ma quel­la roba che chi­ami­amo così.

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/ma-quanto-hanno-rotto-coglioni-quegli-intellettuali-cui-tutto-168114.htm

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Di Maio a Berlusconi: “Noi facciamo bonifici a imprese italiane, tu li hai fatti a Cosa Nostra”

Luigi Di Maio attacca Silvio Berlusconi: “Caro Berlusconi, noi i bonifici li facciamo alle imprese italiane e ai cittadini italiani. Tu li hai fatti a Cosa Nostra. È scritto tutto nelle sentenze”.

Il can­dida­to alla pres­i­den­za del Con­siglio del MoVi­men­to 5 Stelle Lui­gi Di Maio attac­ca pesan­te­mente Sil­vio Berlus­coni, leader di Forza Italia: “Caro Berlus­coni – dice Di Maio da Bari – noi i bonifi­ci li fac­ciamo alle imp­rese ital­iane e ai cit­ta­di­ni ital­iani. Tu li hai fat­ti a Cosa Nos­tra. È scrit­to tut­to nelle sen­ten­ze”. Il capo politi­co del M5s repli­ca a una frase det­ta oggi da Berlus­coni: “Oggi gli ho sen­ti­to dire ‘avete vis­to il M5s, han­no fat­to in fret­ta a impara­re a rubare’”. Ma, con­tin­ua Di Maio, “entram­bi gli schiera­men­ti gareg­giano nel can­di­dare impu­tati, con­dan­nati e imp­re­sentabili”.

Di Maio non risparmia un attac­co al Pd: ”Dall’altra parte sto sen­ten­do il Pd dire che noi siamo quel­li che non san­no gov­ernare il Paese, ma loro che lo stan­no gov­er­nan­do passer­an­no alla sto­ria come quel­li che han­no fat­to leg­gi tremende come il Jobs act e la legge Fornero”. E anco­ra, un attac­co con­giun­to a Pd e Fi: “Ren­zi e Berlus­coni sono giorni che dicono che se non c’è una mag­gio­ran­za si va a votare. Lo sapete per­ché lo dicono? Ave­vano fat­to una legge elet­torale per met­ter­si insieme dopo le elezioni, solo che adesso il Pd ha il 20% e Forza Italia il 15 quin­di non han­no la pos­si­bil­ità di fare l’inciucio e temono di dover venire a par­lare con noi per fare un gov­er­no: noi oggi siamo la pri­ma forza polit­i­ca e tra qualche giorno potremo essere il pri­mo grup­po in Par­la­men­to e allo­ra o si par­la con noi per fare un gov­er­no o perder­an­no la poltrona per tornare a votare”.

Il capo politi­co del M5s sostiene che “non sapere chi siano i can­di­dati alla pres­i­den­za del Con­siglio degli altri schiera­men­ti è un prob­le­ma. E prob­a­bil­mente nei prossi­mi sette giorni non lo ver­re­mo a sapere, per­ché queste non sono delle coal­izioni ma gran­di ammuc­chi­ate”. Inoltre, Di Maio rib­adisce di non fidar­si del Pd nonos­tante le parole di Michele Emil­iano che pro­pone al Pd di appog­gia­re un gov­er­no a gui­da M5s: “Se ci saran­no con­ver­gen­ze saran­no su un con­trat­to su un pro­gram­ma di lavoro, con nes­suno scam­bio di poltrone. Il Pd, pur di restare aggrap­pa­to a qual­cosa, dice che bisogna sostenere un gov­er­no nos­tro”.

La telefonata tra Di Maio e Di Battista

Video tele­fona­ta tra Di Maio e Alessan­dro Di Bat­tista pub­bli­ca­ta su Instra­gram: nel­la con­ver­sazione il can­dida­to pre­mier affer­ma: “Ormai il bersaglio siamo noi ed è chiaro che loro devono colpire in tut­ti i modi. Non c’è nes­sun trat­ta­men­to equo, ormai la pren­do con filosofia, ma è chiaro che gli ital­iani devono dare una lezione col voto ai gior­nali e a questo sis­tema di dis­in­for­mazione”.

Non c’è nes­sun trat­ta­men­to equo – con­tin­ua Di Maio – la vicen­da del sin­da­co di Acireale (Rober­to Baraba­gal­lo) dimostra come il Pd stia rac­cat­tan­do voti con il voto di scam­bio e noi ci ritro­vi­amo a par­lare anco­ra del M5S che mette fuori chi sbaglia”. Di Maio chi­ude la tele­fona­ta con un annun­cio: “Domani dici­amo agli ital­iani un nome di un nos­tro min­istro, a Raitre, insieme lan­ci­amo uno dei nomi del­la nos­tra squadra”. I due saran­no infat­ti ospi­ti del­la trasmis­sione ‘1/2 in più’ con­dot­to da Lucia Annun­zi­a­ta.

Di Maio a Berlus­coni: “Noi fac­ciamo bonifi­ci a imp­rese ital­iane, tu li hai fat­ti a Cosa Nos­tra”

LePen71

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Quelli competenti (M.Travaglio)

http://italiadarifare.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2018/02/orlando-4.jpg

Fac­ciamo un esem­pio. Il tunisi­no Mohammed è inter­cetta­to dal­la Procu­ra di Roma per­ché sospet­ta­to di spac­cia­re dro­ga per con­to di una gang di con­nazion­ali malav­i­tosi. Ascoltan­do le sue tele­fonate, la polizia giudiziaria sco­pre che il tizio è dà appun­ta­men­ti not­turni ai pre­sun­ti cli­en­ti in un gia­rdi­no pub­bli­co. Altre tele­fonate dimostra­no che ha pure un’intensa attiv­ità ses­suale con diverse ragazze ed è soli­to van­tar­si delle sue prestazioni con una cer­ta Fati­ma chi­ac­chieran­do con l’amico del cuore Abdul­lah, che abi­ta a Napoli. Con la legge attuale, alla sca­den­za delle inter­cettazioni, la polizia giudiziaria con­seg­na al pm un rap­por­to inves­tiga­ti­vo con la trascrizione-brogli­ac­cio delle sue tele­fonate penal­mente ril­e­van­ti (sul­lo spac­cio) e con un’annotazione che reg­is­tra solo i des­ti­natari e l’oggetto delle tele­fonate penal­mente irril­e­van­ti (sulle not­ti brave), sen­za trascriver­le. Se il pm, leggen­do i rias­sun­ti, ha il dub­bio che qualche tele­fona­ta non trascrit­ta pos­sa esser­gli utile, la ascol­ta. E così l’avvocato di Mohammed: se, puta caso, il tunisi­no risul­ta­va a casa di una ragaz­za la notte in cui è accusato di aver spac­cia­to dro­ga, anche la tele­fona­ta a sfon­do ses­suale diven­ta ril­e­van­tis­si­ma, per­ché con­tiene l’alibi che può sca­gionarlo. Ora, come ha spie­ga­to ieri il Pg di Paler­mo Rober­to Scarpina­to sul Fat­to, la legge sta per cam­biare: il 25 luglio entr­erà in vig­ore il decre­to del­e­ga­to del min­istro Andrea Orlan­do sulle inter­cettazioni. Cosa cam­bia? La polizia giudiziaria non dovrà più infor­mare il pm su tutte le con­ver­sazioni inter­cettate, ma solo su quelle ritenute (da lui) ril­e­van­ti, trascriven­dole nei ver­bali-brogli­ac­ci; invece quelle che il poliziot­to riter­rà irril­e­van­ti per la sua indagine non dovrà più rias­sumer­le nell’annotazione, a meno che non gli ven­ga il dub­bio che siano ril­e­van­ti. Cer­to il pm non ricev­erà più una riga su con­dotte pri­vate, tipo quelle ses­su­ali, in nome del­la pri­va­cy.

Cosa cam­bierà nel caso di Mohammed? Che il poliziot­to non annoterà più nul­la delle tele­fonate sulle not­ti a luci rosse: né l’oggetto, né i nomi delle ragazze, né quel­lo dell’amico Abdul­lah. Dunque il pm non ne saprà nul­la, sal­vo che abbia qualche mese da perdere per ascoltar­si tutte le tele­fonate. Ora, poni­amo che Mohammed non sia solo uno spac­cia­tore, ma anche un ter­ror­ista jihadista, che finanzia la sua cel­lu­la col traf­fi­co di dro­ga per com­prare l’esplosivo e fare una strage; e che, già che c’è, abbia mes­so su un giro di squil­lo che al tele­fono gabel­la per sue aman­ti. E che il suo ami­co Abdul­lah sia indizia­to di jihadis­mo dal­la Dda del­la Procu­ra di Napoli. E che la sua pre­sun­ta ami­ca Fati­ma sia scap­pa­ta da Roma e l’abbia denun­ci­a­to a Firen­ze. Oggi anche le anno­tazioni di polizia sulle inter­cettazioni irril­e­van­ti con i nomi di Mohammed, Abdul­lah e Fati­ma finis­cono nel­la ban­ca dati del­la Procu­ra di Roma, in rete con i data­base di tutte le Dda coor­di­nate del­la Procu­ra nazionale anti­mafia e antiter­ror­is­mo, inven­ta­ta da Fal­cone per garan­tire lo scam­bio di infor­mazioni nel­la lot­ta alla crim­i­nal­ità orga­niz­za­ta. Così, incro­cian­do l’Abdullah inter­cetta­to a Roma insieme a Mohammed con l’Abdullah sospet­ta­to a Napoli si può sgom­inare la cel­lu­la ter­ror­is­ti­ca. E, incro­cian­do la Fati­ma che denun­cia Mohammed a Firen­ze con la Fati­ma cita­ta a Roma, si può dare un nome al suo sfrut­ta­tore e stron­care il clan che lucra sulle ragazze.

Con la rifor­ma Orlan­do e l’ancor più restrit­ti­va relazione illus­tra­ti­va, invece, i pm di Roma non sapran­no mai quel che fan­no i pm di Napoli e Firen­ze, e vicev­er­sa. Dunque, anziché per ter­ror­is­mo e pros­ti­tuzione, Mohammed se la caverà con un proces­set­to per spac­cio. Abdul­lah sarà archivi­a­to per insuf­fi­cien­za di prove, la cel­lu­la jihadista resterà in pie­di e farà una strage. E Fati­ma e le altre con­tin­uer­an­no a essere sfrut­tate. Tut­to per­ché la polizia giudiziaria non annoterà più i con­tat­ti di Mohamed con Abdul­lah e con Fati­ma, rite­nen­doli penal­mente irril­e­van­ti, e con piena ragione (con la dro­ga non c’entrano). Pec­ca­to che non lo siano nelle indagi­ni di Firen­ze e Napoli, di cui il poliziot­to non sa nul­la.

Oggi Firen­ze e Napoli, con una ricer­ca per nomi sul data­base, pos­sono sapere dell’inchiesta di Roma e vicev­er­sa. Con la “rifor­ma” Orlan­do (Pd), non più. C’era da atten­der­si che l’allarme di Scarpina­to inducesse il gov­er­no a scusar­si e riparare imme­di­ata­mente al grave errore (sem­preché di errore si trat­ti), come ha subito chiesto la pres­i­dente dell’Antimafia Rosy Bin­di. Invece Orlan­do ha dif­fu­so un comu­ni­ca­to-super­caz­zo­la che fa dubitare non solo del­la buona fede, ma anche dell’intelligenza dell’autore: “Al pm spet­ta impar­tire alla polizia giudiziaria del­e­ga­ta ogni utile istruzione per ori­en­tar­la ad un cor­ret­to modo di eseguire il com­pi­to asseg­na­tole, nel fer­mo rispet­to del ruo­lo deciso­rio del pm stes­so. La trascrizione del con­tenu­to delle con­ver­sazioni è gui­da­ta dal cri­te­rio (ampio e non irra­gionevol­mente selet­ti­vo) del­la ril­e­van­za a fini di indagine. La ril­e­van­za inves­tiga­ti­va ben può essere affer­ma­ta anche in rifer­i­men­to a pro­ced­i­men­ti altri rispet­to a quel­lo ove le inter­cettazioni sono ese­gui­te, sep­pure di altri uffi­ci del pub­bli­co min­is­tero”.

Fan­tas­ti­co: il pm dovrebbe essere il Padreter­no, ubiquo e onni­sciente, e sapere in anticipo se e quali altre Pro­cure stan­no inda­gan­do sul suo stes­so inda­ga­to o su per­sone in rap­por­ti con lui in “pro­ced­i­men­ti altri”; e, a pri­ori, dare le “utili istruzioni” alla polizia giudiziaria per­ché trascri­va gli ele­men­ti ril­e­van­ti in inchi­este “altre”, altrui e altrove che non conoscerà mai nep­pure a pos­te­ri­ori. E questi, sig­nore e sig­nori, sareb­bero i politi­ci “com­pe­ten­ti” che ci met­tono in guardia dal ris­chio di un gov­er­no di inca­paci. Fig­u­rar­si se fos­sero incom­pe­ten­ti.

Quel­li com­pe­ten­ti (M.Travaglio)

Placidi71

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Cassazione: Se lei non vuole fare l’amore, lui può andare con l’amante

Lo stabilisce la clamorosa sentenza, n. 2539 del 5 Febbraio 2014, che fa e farà discutere

E’ accadu­to a Pescara: un uomo ave­va abban­do­na­to il tet­to coni­u­gale ed era anda­to a vivere con un’altra don­na. Il moti­vo? La moglie non vol­e­va più far ses­so con lui. A quan­to pare la Cas­sazione gli ha dato ragione. L’episodio è accadu­to 15 anni fa, dopo la nasci­ta del loro pri­mo figlio. Da quel momen­to tra i due coni­u­gi non c’erano più sta­ti rap­por­ti ses­su­ali, una sor­ta di “sciopero del ses­so” da parte del­la don­na. A quel pun­to il mar­i­to non sop­por­tan­do più ques­ta situ­azione di asti­nen­za decise di mol­lare tut­to e cam­biare aria. Così andò a con­vi­vere con un’altra com­pagna. La moglie a quel pun­to, in occa­sione del­la sep­a­razione, denun­ciò il mar­i­to per abban­dono del tet­to coni­u­gale. Questo oltre­tut­to è sem­pre sta­to uno dei prob­le­mi spin­osi a cui il legale si è trova­to a dover rispon­dere, oltre alle even­tu­ali con­seguen­ze che derivano al coni­uge che abban­dona la casa e la famiglia, in segui­to ad una situ­azione di con­viven­za diven­ta­ta insosteni­bile. In genere, capi­ta che il part­ner in crisi abban­doni in modo fret­toloso il tet­to coni­u­gale, rite­nen­do che tale atteggia­men­to sia esente da rischi. Per poi mag­a­ri pen­tir­si di fronte alle pos­si­bili riper­cus­sioni di una sim­i­le deci­sione. Tut­tavia, in ques­ta cir­costan­za la Cas­sazione ha sor­pre­so tut­ti boc­cian­do la richi­es­ta del­la don­na e sta­bilen­do che sia sta­ta lei ad aver vio­la­to i doveri coni­u­gali. E’ sta­ta respin­ta inoltre anche la richi­es­ta del­la don­na di ris­arci­men­to dan­ni. Il Tri­bunale di Pescara ha però impos­to all’ex mar­i­to un asseg­no di man­ten­i­men­to per il figlio pari a 350 euro al mese e dis­pos­to l’affido con­di­vi­so.

Ulti­ma mod­i­fi­ca: 25 giug­no 2017

Cas­sazione: Se lei non vuole fare l’amore, lui può andare con l’amante

Costanzo71

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L’IPOCRISIA DEL COSIDDETTO MONDO CIVILIZZATO.…

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Dicono che i brasil­iani non san­no occu­par­si del­la fores­ta amaz­zon­i­ca. Dicono che sono igno­ran­ti e non san­no la ric­chez­za che han­no in mano. Lo sap­pi­amo. Si, noi sap­pi­amo e a parte alcu­ni sogget­ti total­mente sba­van­ti con sete di potere, noi ci teni­amo all’Amazzonia. Il nos­tro gov­er­no un po meno.… o meglio, non ci sa fare e pen­sa che gli stranieri sap­pi­ano far­lo meglio, per cui ven­dono, sven­dono aree intere e le loro ric­chezze che in ques­ta bel­lis­si­ma immen­sa fores­ta sono abbon­dan­ti. Gli stranieri, che se ne inten­dono sia di medio ambi­ente che di rispet­to alla natu­ra, vis­to che non dis­trug­gono più le loro foreste ma van­no a dis­trug­gere, sfruttare ed inquinare nelle terre altrui, approf­ittan­do dell’ignoranza e dell’ingordigia di ter­ror­isti politi­ci come per esem­pio la mul­ti nazionale Hydro Cred„ il cui azion­ista mag­gior­i­tario é il gov­er­no norveg­ese… che usa tubi di scari­co lan­cian­do mate­ri­ali tossi­ci dire­ta­mente negli afflu­en­ti del fiume Ama­zonas. Non solo ven­gono a sfruttare terre, uomi­ni e minori, ma anche ad inquinare, caden­do dalle nuv­ole quan­do pre­si in fal­lo …

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(google)

A. So.

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A ognuno il suo avatar per l’internet della salute

Si studiano gemelli virtuali per il programma europeo Health EU

Rap­p­re­sen­tazione artis­ti­ca del­la futu­ra inter­net del­la salute (fonte: Health EU)

Gemel­li vir­tu­ali da uti­liz­zare come avatar al servizio del­la pre­ven­zione e per met­tere a pun­to cure per­son­al­iz­zate: sono il pri­mo pas­so ver­so l’inter­net del­la salute, nel­la quale dati geneti­ci e fisi­o­logi­ci degli indi­vidui, insieme ad abi­tu­di­ni e stili di vita, saran­no let­ti dall’intelligenza arti­fi­ciale, mes­si in relazione e aggior­nati in tem­po reale.

Non è uno sce­nario da fan­ta­scien­za, ma l’obiettivo del pro­gram­ma europeo Health EU, coor­di­na­to dal Politec­ni­co di Losan­na (Epfl) e con un finanzi­a­men­to pre­vis­to di un mil­iar­do in dieci anni. Il pro­gram­ma, sul quale si attende una deci­sione per il 2020, è sta­to pro­pos­to alla Com­mis­sione Euro­pea come prog­et­to bandiera da 90 ricer­ca­tori di 47 isti­tu­ti e aziende di 16 Pae­si.

Sti­amo pro­po­nen­do un modo riv­o­luzionario di gestire i prob­le­mi del­la salute”, ha ril­e­va­to uno dei pro­mo­tori del prog­et­to, Adri­an Iones­cu, dell’Epfl. L’obiettivo è uti­liz­zare i gemel­li vir­tu­ali per miglio­rare pre­ven­zione e cura di malat­tie sem­pre più comu­ni, come i tumori e quelle neu­rode­gen­er­a­tive e car­dio­vas­co­lari.

Gli avatar — ha spie­ga­to Iones­cu — saran­no svilup­pati usan­do l’intelligenza arti­fi­ciale, che ela­bor­erà una grande quan­tità di dati”, rac­colti gra­zie a sen­sori indoss­abili e tec­niche di diag­nos­ti­ca per immag­i­ni. I gemel­li vir­tu­ali aiuter­an­no a sim­u­la­re l’evoluzione delle malat­tie o gli effet­ti di una cura, men­tre i nuovi far­ma­ci potran­no essere sper­i­men­tati uti­liz­zan­do organi su chip ottenu­ti con le cel­lule dei pazi­en­ti.

(ANSA)

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Sclerosi multipla, staminali domano l’infiammazione

Efficaci nei topi, entro 5 anni i primi test su uomo

Le sta­mi­nali neu­rali indotte con­trastano l’azione infi­amma­to­ria del­la microglia (fonte: S. Pluchi­no, Cam­bridge Uni­ver­si­ty)

L’incen­dio scate­na­to dal­la scle­rosi mul­ti­pla nel sis­tema ner­voso cen­trale può essere doma­to da micro­scop­i­ci ‘pom­pieri’: sono le cel­lule sta­mi­nali neu­rali indotte, ottenute rin­gio­va­nen­do le cel­lule adulte del­la pelle. Trapi­antate nei topi, han­no dimostra­to di saper inter­cettare e bloc­care le ‘chia­mate’ tra le cel­lule piro­mani del sis­tema immu­ni­tario, rius­cen­do così a ridurre l’infiammazione e i dan­ni che ne derivano.

I risul­tati, che aprono la stra­da all’uso delle cel­lule degli stes­si pazi­en­ti per svilup­pare ter­apie per­son­al­iz­zate sen­za ris­chio di riget­to, sono pub­bli­cati sul­la riv­ista Cell Stem Cell dal grup­po inter­nazionale coor­di­na­to da Ste­fano Pluchi­no, del Well­come Trust-Mrc Stem Cell Insti­tute dell’Università bri­tan­ni­ca di Cam­bridge. Lo stu­dio, con­dot­to con il sosteg­no dell’Associazione Ital­iana Scle­rosi Mul­ti­pla (Aism) e del­la sua Fon­dazione (Fism), ha coin­volto diver­si ricer­ca­tori ital­iani a Cam­bridge, come Luca Peruz­zot­ti-Jamet­ti, pri­mo autore del lavoro, e Chris­t­ian Frez­za del­la Mcr Can­cer Unit, che ha con­tribuito a stu­di­are i mec­ca­n­is­mi cel­lu­lari alla base del­la neu­roin­fi­ammazione cron­i­ca, por­tan­do la sua espe­rien­za nel cam­po dei tumori.

Rius­cen­do a mod­i­fi­care lo sta­to di infi­ammazione cron­i­ca attra­ver­so mec­ca­n­is­mi fisi­o­logi­ci, si apre una prospet­ti­va nuo­va per diverse malat­tie neu­rode­gen­er­a­tive ritenute sino ad oggi incur­abili”, spie­ga all’ANSA Ste­fano Pluchi­no. Per quan­to riguar­da le pos­si­bili appli­cazioni nel­la lot­ta alla scle­rosi mul­ti­pla pro­gres­si­va, “a Cam­bridge si sta già lavo­ran­do ad una sper­i­men­tazione sull’uomo di fase uno: siamo davvero all’inizio — sot­to­lin­ea il ricer­ca­tore — ma siamo del tut­to focal­iz­za­ti per rius­cire a iniziare il reclu­ta­men­to dei pri­mi pazi­en­ti fra 5 anni”.

(ANSA)

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Una molecola ispirata agli insetti sfida i giganti della chimica

Sviluppata al Politecnico di Milano, vince finanziamento Ue

Una nuo­va mol­e­co­la super-elas­ti­ca ottenu­ta in Italia si ispi­ra a una pro­teina di cui sono fat­te le strut­ture flessibili degli inset­ti (fonte: Guz­a­bie, Flickr)

Tram­poli­no’ europeo ver­so il mer­ca­to per la nuo­va mol­e­co­la elas­ti­ca ispi­ra­ta agli inset­ti che è sta­ta svilup­pa­ta al Politec­ni­co di Milano: prodot­ta in modo sem­plice e a bas­so cos­to per svari­ate appli­cazioni, che van­no dal­la cos­met­i­ca al bio­med­icale, ha vin­to un finanzi­a­men­to di 150.000 euro che il Con­siglio europeo per la ricer­ca (Erc) mette in palio per con­sen­tire ai ricer­ca­tori di trasfor­mare le loro inven­zioni in prodot­ti com­mer­cia­bili.

La nuo­va mol­e­co­la, chia­ma­ta ‘Minires’, è un bioe­las­tomero ispi­ra­to alla resili­na, la pro­teina di cui sono fat­te le strut­ture flessibili degli inset­ti: la sua strut­tura chim­i­ca con­ferisce ai mate­ri­ali eccezion­ali pro­pri­età elas­tiche. Per questo Minires rap­p­re­sen­ta un’evoluzione degli elas­tomeri con­ven­zion­ali, sostanze che han­no le pro­pri­età chim­i­co-fisiche tipiche del cauc­ciù, e in par­ti­co­lare la capac­ità di subire grosse defor­mazioni e di rias­sumere la pro­pria dimen­sione una vol­ta tor­nati ‘a riposo’.

Minires può essere usato come agente di for­mu­lazioni cos­metiche, in appli­cazioni bio­med­icali, per la pro­duzione di sup­por­ti per l’ingeg­ne­r­ia dei tes­su­ti, la med­i­c­i­na rigen­er­a­ti­va per la creazione di tes­su­ti e vasi san­guig­ni arti­fi­ciali, per il rilas­cio mod­i­fi­ca­to di far­ma­ci e nel­la real­iz­zazione di polimeri avan­za­ti come elas­tomeri ter­mo­plas­ti­ci”, spie­ga Pierange­lo Metran­go­lo del Dipar­ti­men­to di Chim­i­ca, Mate­ri­ali e Ingeg­ne­r­ia Chim­i­ca ‘Giulio Nat­ta’ del Politec­ni­co di Milano.

Minires sfi­da i pochissi­mi gran­di pro­dut­tori che deten­gono più del­la metà del mer­ca­to mon­di­ale degli elas­tomeri comu­ni, intro­ducen­do una mol­e­co­la più eco­nom­i­ca e per­for­mante. Il finanzi­a­men­to europeo appe­na ottenu­to “val­i­da la nos­tra idea a liv­el­lo impren­di­to­ri­ale”, sot­to­lin­ea Metran­go­lo. “Siamo già al lavoro per ren­dere la nos­tra mol­e­co­la anco­ra più appetibile per aziende o investi­tori pri­vati o di ven­ture cap­i­tal”.

(ANSA)

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