Parte la mini Class Action sulla Banca Popolare di Bari

Dopo l’azione col­let­ti­va con­tro Ban­ca Popo­lare di Vicen­za parte la mini class action con­tro la Ban­ca Popo­lare di Bari per il recu­pero delle somme addeb­i­tate per la ven­di­ta delle sue azioni illiq­uide, azione di cui da’ con­to Repub­bli­ca in questo arti­co­lo.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/08/07/azioni-svalutate-parte-la-class-action-sulla-popolare-bariBari02.html?refresh_ce.(*)
per info sull’iniziativa info@avvocatideiconsumatori.it

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Azioni svalutate” parte la class action sulla Popolare Bari

LELLO PARISE

DUE donne con­tro la più grande ban­ca del Sud. «La class action è sta­ta noti­fi­ca­ta alla con­troparte e iscrit­ta a ruo­lo davan­ti alla nuo­va sezione spe­cial­iz­za­ta del Tri­bunale delle imp­rese» fa sapere Domeni­co Romi­to, coor­di­na­tore dell’associazione Avvo­cati dei con­suma­tori. La sto­ria è quel­la che dal mese di aprile di quest’anno sem­i­na ansie e pau­re tra i pic­coli risparmi­a­tori. Con­vin­ti ad acquistare azioni, che però non sono quo­tate in Bor­sa. Per­ciò chi vuole vendere o com­prare deve bus­sare alle porte di Ban­ca popo­lare di Bari. Va tut­to bene fino a quan­do quat­tro mesi fa l’assemblea dell’istituto di cred­i­to delib­era di tagliare il prez­zo di queste azioni: da 9,15 a 7,50 euro. Tut­ti quel­li che ave­vano deciso di imp­ie­gare un po’ di quat­tri­ni in un’operazione di questo genere, è come se si sen­tis­sero man­care l’aria. Per­dono il fia­to, però, nel momen­to in cui dopo avere ingoia­to il rospo per avere subito una perdi­ta sec­ca del 20%, quan­do recla­mano di ritornare in pos­ses­so del “tesoret­to” sopravvis­su­to alle manovre sui titoli, si vedono più o meno sbat­tere porte in fac­cia.

Si trat­ta di gente, come si legge nell’atto di citazione, «del tut­to pri­va di espe­rien­za o conoscen­ze in mate­ria finanziaria». Sì, insom­ma, che mai e poi mai avrebbe dovu­to essere imbar­ca­ta in ques­ta avven­tu­ra. A meno che non fos­se sta­ta adeguata­mente infor­ma­ta sui peri­coli che cor­re­va. Cosa che, evi­den­te­mente, non sarebbe sta­ta mes­sa in sce­na. Per­ché, diver­sa­mente, nel­lo stes­so atto di citazione l’avvocato Romi­to non avrebbe cita­to, per esem­pio, un arti­co­lo del rego­la­men­to di Con­sob che risale al 2007 sec­on­do cui gli «inter­me­di­ari for­niscono ai cli­en­ti o poten­ziali cli­en­ti, in una for­ma com­pren­si­bile, infor­mazioni appro­pri­ate affinché essi pos­sano ragionevol­mente com­pren­dere la natu­ra del servizio di inves­ti­men­to e del tipo speci­fi­co di stru­men­ti finanziari inter­es­sati e i rischi ad essi con­nes­si». Nel caso delle due donne, entrambe pen­sion­ate, il val­ore del­la con­tro­ver­sia è pari a 105mila 678 euro e 97 cen­tes­i­mi.

La grana che adesso finisce per la pri­ma vol­ta nelle aule di gius­tizia, è solo la pun­ta di un ice­berg. Sarebbe nutri­to il grup­po di cor­ren­tisti made in Bpb inci­ampati in questo vero e pro­prio infor­tu­nio al portafoglio. «Siamo sta­ti get­tati nel­la dis­per­azione » rac­con­ta uno di loro in un’email a Repub­bli­ca: si fir­ma con nome e cog­nome, las­cia il suo numero di tele­fono, ma, pre­cisa, «per il momen­to preferirei restare nell’anonimato». Non per questo lo sfo­go è pri­vo di forza: «Ci sono azion­isti che anco­ra non vedono un cen­tes­i­mo dell’80% rimas­to del cap­i­tale iniziale… C’è in più il sospet­to di irre­go­lar­ità nei rim­bor­si effet­tuati, di cui avreb­bero ben­e­fi­ci­a­to esclu­si­va­mente ami­ci e ami­ci degli ami­ci… La situ­azione è grave… Qual­cuno, tra noi sfor­tu­nati, sta pen­san­do di occu­pare la sede di cor­so Cavour (il quarti­er gen­erale di Popo­lare, ndr) ».

La rab­bia è come un fiume in piena. Un altro azion­ista smart con­fes­sa, per metà fras­tor­na­to e per metà inviper­i­to: «Non so come muover­mi. Quel­li del­la ban­ca mi dicono di stare tran­quil­lo, però… Mi chi­amo Nico­la Tan­no. Ave­vo impeg­na­to denaro per 103mila euro, nel 2015 ero rius­ci­to a piaz­zare sul mer­ca­to azioni per 30mila euro. Però non riesco a recu­per­are il resto del­la som­ma: 73mila euro. Trovano scuse per non alien­are le altre azioni o, peg­gio, non mi rispon­dono. Cre­do che ci siano delle anom­alie. Domani ci riu­nire­mo con altri mal­cap­i­tati come il sot­to­scrit­to in un bar del quartiere Japi­gia, per sta­bilire il da far­si».

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C’è il sospet­to che dei rim­bor­si fat­ti, avreb­bero ben­e­fi­ci­a­to ami­ci e ami­ci degli ami­ci”

IN CORSO CAVOUR

La sede cen­trale del­la Ban­ca popo­lare di Bari nel palaz­zo tra cor­so Cavour e via Pic­cin­ni

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