Estinzione di massa: evidenze scientifiche e cause spirituali

La malat­tia, dila­gante e bru­tale, del mate­ri­al­is­mo – non solo l’eccessivo amore per le cose mate­ri­ali ma anche l’errata idea che la realtà stes­sa sia solo mate­ri­ale e non essen­zial­mente spir­i­tuale – ha con­ta­gia­to le men­ti delle masse.

di David Lang­ness
Orig­i­nale in inglese su bahaiteachings.org

Sec­on­do arti­co­lo del­la serie: Estinzione di mas­sa

Estinzione di massa: evidenze scientifiche e cause spirituali

Pro­prio adesso, in questo pre­ciso momen­to, la vita sul­la Ter­ra sta viven­do un even­to sen­za prece­den­ti: l’estinzione di mas­sa di specie ani­mali e veg­e­tali.

Abbi­amo por­ta­to il tas­so di estinzione bio­log­i­ca, la perdi­ta per­ma­nente di specie, fino a diverse centi­na­ia di volte oltre i suoi liv­el­li stori­ci e siamo minac­ciati dal­la perdi­ta del­la mag­gio­ran­za delle specie entro la fine del XXI sec­o­lo. – Peter Raven, ex pres­i­dente dell’American Asso­ci­a­tion for the Advance­ment of Sci­ence (AAAS), nel­la pre­fazione alla loro pub­bli­cazione AAAS Atlas of Pop­u­la­tion and Envi­ron­ment, 2016.

Raven sicu­ra­mente non rap­p­re­sen­ta una voce che gri­da nel deser­to – un con­sen­so sci­en­tifi­co impres­sio­n­ante con­fer­ma le sue scop­erte. Diver­si stu­di con­va­l­i­dati dal­la comu­nità sci­en­tifi­ca sosten­gono unanime­mente questo even­to bio­logi­co, tra questi, ad esem­pio, un rap­por­to del 2004 sull’estinzione di mas­sa pub­bli­ca­to sul­la riv­ista Nature e numerosi doc­u­men­ti di ricer­ca redat­ti dai mem­bri del­la pres­ti­giosa Inter­na­tion­al Union for the Con­ser­va­tion of Nature (IUCN) sul­la loro Lista Rossa, un elen­co pub­bli­ca­to annual­mente, di specie minac­ciate. Queste pub­bli­cazioni soll­e­vano un que­si­to impor­tante: da ogni con­ti­nente e regione del mon­do gli scien­ziati han­no lan­ci­a­to ter­ri­bili avver­ti­men­ti sul mas­s­ic­cio decli­no del­la bio-diver­sità. Il famoso biol­o­go, ricer­ca­tore, teori­co, nat­u­ral­ista, autore e vinci­tore del pre­mio Pulitzer E. O. Wil­son ha cal­co­la­to, nel suo libro The Future of Life del 2002, che se l’attuale tas­so di dis­truzione umana del­la bios­fera per­siste invari­a­to, metà delle forme di vita supe­ri­ori del­la Ter­ra si estinguer­an­no entro la fine di questo sec­o­lo. Fer­mi­amo­ci a pen­sare per un momen­to all’enormità di ques­ta affer­mazione: metà delle forme di vita supe­ri­ori del­la Ter­ra.

… dovrem­mo davvero con­sid­er­are le impli­cazioni morali di ciò che sti­amo facen­do. Che tipo di specie siamo noi che trat­ti­amo il resto del­la vita così a buon mer­ca­to? C’è chi pen­sa che sia il des­ti­no del­la Ter­ra: siamo arrivati, sti­amo antropiz­zan­do la Ter­ra, e sarà il des­ti­no del­la Ter­ra che la specie umana spazzi via se stes­sa e la mag­gior parte del resto del­la bio­di­ver­sità. Ma pen­so che la grande mag­gio­ran­za delle per­sone pen­san­ti con­sid­eri ques­ta una visione moral­mente sbagli­a­ta e molto peri­colosa. (da un’intervista a E.O. Wil­son pub­bli­ca­ta sul numero di novem­bre 2014 di Nation­al Geo­graph­ic)

Come abbi­amo vis­to, per chi voglia appro­fondire la conoscen­za di ques­ta spaven­tosa realtà, esiste una vas­ta gam­ma di otti­mi lib­ri tra cui scegliere. Uno dei migliori, The Sixth Extinc­tion, An Unnat­ur­al His­to­ry, di Eliz­a­beth Kol­bert, ha vin­to anche il pre­mio Pulitzer. In esso Kol­bert dis­cute le ragioni per cui così tante per­sone non riescono a con­cepire l’umanità come respon­s­abile del­la dis­truzione dell’integrità eco­log­i­ca del nos­tro piane­ta – e le ragioni per cui ciò sta acca­den­do a dis­pet­to del­la nos­tra negazione men­tale, psi­co­log­i­ca e spir­i­tuale.

In altre parole, il mon­do nat­u­rale che ami­amo così tan­to rischia di essere degrada­to o, addirit­tura, dis­trut­to per sem­pre.

Non c’è dub­bio: è un con­cet­to dif­fi­cile da accettare. È più facile con­tin­uare sem­plice­mente con la nos­tra soli­ta vita di tut­ti i giorni evi­tan­do di pen­sare a ques­ta sco­mo­da realtà. Dopo­tut­to l’estinzione delle specie bio­logiche non sem­bra avere molte impli­cazioni imme­di­ate, a breve ter­mine, sul­la nos­tra vita di domani o dopodomani. È un proces­so grad­uale, a lun­go ter­mine, che si sta svol­gen­do ora ma le cui con­seguen­ze si faran­no sen­tire solo più avan­ti nel tem­po.

Da una prospet­ti­va bahá’í quali sono le cause di ques­ta estinzione di mas­sa? Poiché gli inseg­na­men­ti bahá’í dicono che gli esseri umani han­no una relazione organ­i­ca con il mon­do, cosa, nelle nos­tre vite inte­ri­ori, ha scate­na­to tale caos, squilib­rio e morte nel reg­no ester­no del­la natu­ra?

I bahá’í riten­gono che gli esseri umani abbiano per­so la pro­pria stra­da spir­i­tuale. La malat­tia, dila­gante e bru­tale, del mate­ri­al­is­mo – non solo l’eccessivo amore per le cose mate­ri­ali ma anche l’errata idea che la realtà stes­sa sia solo mate­ri­ale e non essen­zial­mente spir­i­tuale – ha con­ta­gia­to le men­ti delle masse. La reli­gione e la spir­i­tu­al­ità, che nelle loro forme più pure e poten­ti inseg­nano il rispet­to e l’amore per il mon­do nat­u­rale, han­no di con­seguen­za per­so la loro influen­za e non han­no eserci­ta­to un impat­to mod­er­a­tore sull’avidità e la rapac­ità umane.

Gli inseg­na­men­ti bahá’í chiedono di ele­var­si al di sopra del mare di mate­ri­al­is­mo e di con­tem­plare le mer­av­iglie del­la creazione:

Il mare del mate­ri­al­is­mo è in piena marea e tutte le nazioni del mon­do sono immerse in essa. Spero che i pesci risal­gano in super­fi­cie in modo che pos­sano vedere altri mer­av­igliosi aspet­ti del­la creazione; per­ché le per­sone sono come i pesci che nuotano in pro­fon­dità, igno­ran­do il resto dell’universo. Pos­sano essi trasfor­mar­si in uccel­li del cielo e librar­si al di sopra dell’atmosfera infer­nale! Pos­sano spez­zare tut­ti i vin­coli delle lim­i­tazioni in modo che pos­sano osser­vare dall’alto le pro­ces­sioni sig­no­rili di infi­nite crea­ture; vedran­no i cieli blu tem­pes­ta­ti di stelle lumi­nose, fiu­mi che scor­rono con acqua salu­bre, gia­r­di­ni ornati di fiori pro­fu­mati, alberi ador­nati di fiori e frut­ti, uccel­li che can­tano can­ti di luce, l’umanità che si sforza sem­pre di pro­gredire, ogni ato­mo di esisten­za che res­pi­ra vita e forza – l’universo di Dio è un teatro mer­av­iglioso sul cui pal­cosceni­co ogni cosa cre­a­ta fa la sua parte. (‘Abdu’l-Bahá, Divine Phi­los­o­phy, pp. 138–139, traduzione per­son­ale)

Ciò sig­nifi­ca, per i bahá’í, che ogni per­sona deve svilup­pare una pro­fon­da con­sapev­olez­za del­la nos­tra unità, sia bio­log­i­ca che spir­i­tuale, con il mon­do:

In questi giorni c’è bisog­no di una potente capac­ità di accor­do instil­la­ta nelle nazioni. I prin­cipi dell’unità del mon­do dell’umanità devono essere procla­mati, com­pre­si e mes­si in prat­i­ca, in modo che tutte le nazioni e le reli­gioni pos­sano di nuo­vo ricor­dare il fat­to ormai dimen­ti­ca­to – che sono tutte prog­e­nie dell’umanità pri­mor­diale, Adamo, e abi­tan­ti di una ter­ra. Non stan­no res­pi­ran­do tut­ti la stes­sa aria? Non è lo stes­so sole che splende su tut­ti?

… Con­sid­era la creazione dell’universo infini­to. Questo nos­tro globo è uno dei più pic­coli pianeti. Quei cor­pi stu­pen­di che ruotano in uno spazio incom­men­su­ra­bile, l’infinita chioma blu di Dio, sono molte volte più gran­di del­la nos­tra pic­co­la ter­ra. Ai nos­tri occhi questo globo appare spazioso; tut­tavia, quan­do lo guardiamo con occhi divi­ni, è ridot­to all’atomo più pic­co­lo. Questo pic­co­lo piane­ta non è deg­no di divi­sione. Non è una sola casa, una sola ter­ra natia? Non è tut­ta l’umanità una sola raz­za? Dal pun­to di vista del­la creazione non c’è alcu­na dif­feren­za tra i popoli. (‘Abdu’l-Bahá, Divine Phi­los­o­phy, pp. 177–178, traduzione per­son­ale)

Questo riconosci­men­to fon­da­men­tale dell’unione delle nazioni, delle razze, delle reli­gioni e del piane­ta stes­so è al cen­tro degli inseg­na­men­ti bahá’í. Nei suc­ces­sivi arti­coli di ques­ta serie spiegherò come un mon­do uni­fi­ca­to pos­sa com­bat­tere la con­tin­ua estinzione delle specie che ora affligge il nos­tro piane­ta.

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Queste sono opin­ioni pura­mente per­son­ali e non rap­p­re­sen­tano l’opinione del­la comu­nità bahá’í o di qualunque sua isti­tuzione. Gli scrit­ti bahá’í invi­tano ogni sin­go­lo ad una lib­era ed indipen­dente ricer­ca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più dilet­ta di tutte le cose è la Gius­tizia; non allon­ta­nartene se desideri Me, e non trascu­rar­la accioc­ché Io pos­sa aver fidu­cia in te. Con il suo aiu­to ti sarà pos­si­bile dis­cernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e appren­dere per cog­nizione tua e non con quel­la del tuo vici­no. Pon­dera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In ver­ità la Gius­tizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio ten­ero amore. Tie­ni­la adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

 

Estinzione di mas­sa: evi­den­ze sci­en­ti­fiche e cause spir­i­tu­ali

Placidi71

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