Supercomputer, la Cina stacca gli Stati Uniti

I supercomputer cinesi non solo sono i più potenti, ma ora sono anche più numerosi di quelli USA.

Supercomputer, la Cina stacca gli Stati Uniti

La nuo­va edi­zione del­la TOP500, la lista che mette in fila i super­com­put­er più poten­ti al mon­do, vede il sor­pas­so cinese ai dan­ni degli Sta­ti Uni­ti. Non per il super­com­put­er più potente, quel­lo è già avvenu­to da tem­po, ma per il numero di sis­te­mi in clas­si­fi­ca: 202 con­tro 144. Per la Cina è ovvi­a­mente il pic­co più alto mai rag­giun­to, men­tre per gli USA è il liv­el­lo più bas­so da 25 anni a ques­ta parte.

Appe­na sei mesi fa gli Sta­ti Uni­ti gui­da­vano con 169 super­com­put­er, men­tre la Cina era “fer­ma” a 160. A seguire, molto più stac­cati, Giap­pone (35 sis­te­mi), Ger­ma­nia (20), Fran­cia (18) e Reg­no Uni­to (15). La Cina ha anche super­a­to gli States per prestazioni com­p­lessive con la super­poten­za asi­at­i­ca che ora van­ta il 35,4% dei flops totali, men­tre gli Sta­ti Uni­ti si fer­mano al 29,6%.

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La lista dei pri­mi dieci super­com­put­er al mon­do rimane pres­soché invari­a­ta rispet­to a luglio, con un paio di eccezioni. Davan­ti a tut­ti, per la quar­ta edi­zione con­sec­u­ti­va, c’è il cinese Sun­way Tai­hu­Light con prestazioni di 93,01 petaflops mis­urate in High Per­for­mance Lin­pack (HPL). A seguire, net­ta­mente stac­ca­to, il Tian­he-2 (Milky Way-2) con 33,86 petaflops. Il super­com­put­er svizze­ro Piz Daint, è ter­zo con 19,59 petaflops dopo l’aggiornamento del­lo scor­so anno alle Nvidia Tes­la P100, che ne han­no più che rad­doppi­a­to le prestazioni.

Il quar­to super­com­put­er al mon­do si chia­ma Gyouk­ou, ed è un sis­tema giap­ponese capace di offrire una poten­za di 19,14 petaflops gra­zie a proces­sori Intel Xeon e accel­er­a­tori PEZY-SC2. In totale il sis­tema con­ta su 19.860.000 core, il liv­el­lo più alto mai rag­giun­to da un sis­tema del­la TOP500. Chi­ude le prime cinque posizioni il Titan, un sis­tema statu­nitense con 17,59 petaflops di poten­za, figli prin­ci­pal­mente degli accel­er­a­tori Nvidia Tes­la K20X.

xeon scalable

In ses­ta posizione c’è il Sequoia (17,17 petaflops) e in set­ti­ma c’è il Trin­i­ty, aggior­na­to di recente con proces­sori Intel “Knights Land­ing” Xeon Phi per un totale di 14,14 petaflops. Otta­va posizione per Cori, un super­com­put­er statu­nitense con 1630 nodi Intel Xeon “Haswell” e 9.300 Intel Xeon Phi 7250 (14,01 petaflops).

Chi­udono la top 10 l’Oakforest-PACS (Giap­pone) con soluzioni Intel “Knights Land­ing” Xeon Phi che gli con­sentono di rag­giun­gere 13,55 petaflops, e il K com­put­er di Fujit­su, anch’esso instal­la­to in ter­ra nip­pon­i­ca con 10,51 petaflops.

Da anno­tare che per la pri­ma vol­ta tut­ti i pri­mi 10 super­com­put­er han­no rag­giun­to una poten­za di oltre 10 petaflops. Un totale di 102 sis­te­mi usa coproces­sori / accel­er­a­tori, rispet­to ai 91 di sei mesi fa. 86 di questi usano GPU Nvidia, men­tre 12 coproces­sori Intel Xeon Phi e 5 accel­er­a­tori PEZY Com­put­ing. Due sis­te­mi sono basati su una com­bi­nazione di GPU Nvidia e coproces­sori Intel, men­tre altri 14 usano Xeon Phi come proces­sore cen­trale.

supercomputer

La clas­si­fi­ca com­ple­mentare Green500, vede le prime tre posizioni occu­pate da tre super­com­put­er instal­lati in Giap­pone, tut­ti basati su architet­tura ZettaScaler-2.2 e con accel­er­a­tore PEZY-SC2. L’SC2 è un chip con 2048 core capace di offrire 8,19 petaflops di poten­za in sin­go­la pre­ci­sione. Il sis­tema più effi­ciente si chia­ma Shoubu sys­tem B e offre un’efficienza di 17 gigaflops/watt. Poco sot­to il Suiren2 con 16,8 gigaflops/watt, con il Saku­ra a seguire a 14,2 gigaflops/watt.

Il quar­to super­com­put­er più “green” è un sis­tema DGX Sat­urnV Vol­ta, che è instal­la­to nel quarti­er gen­erale di Nvidia a San Jose: è il 149esimo sis­tema del­la TOP500 e offre un’efficienza di 15,1 gigaflops/watt.

produttori supercomputer

Per quan­to riguar­da i pro­dut­tori, HPE è leader per super­com­put­er instal­lati con 122, qua­si un quar­to del­la clas­si­fi­ca TOP500. Sei mesi fa però l’azienda ne con­ta­va ben 144, quin­di c’è sta­to un calo. Pas­so indi­etro anche per Leno­vo, con 81 super­com­put­er instal­lati con­tro 88. A crescere sono Inspur, a quo­ta 56 rispet­to ai 20 prece­den­ti e Sug­on, con 51 mac­chine con­tro 44. Cray pas­sa da 57 a 53. IBM chi­ude con 19 sis­te­mi.

La TOP500 ha introdot­to infine anche un altro risul­ta­to di test chiam­a­to High-Per­for­mance Con­ju­gate Gra­di­ent (HPCG) che serve per offrire uno sguar­do “più bilan­ci­a­to” alle prestazioni. Questo bench­mark incor­po­ra cal­coli che rap­p­re­sen­tano meglio il mix di mod­el­li di acces­so ai dati e alle oper­azioni usate in molti cod­i­ci per super­com­put­er.

A questo riguar­do c’è un com­ple­to rib­al­ta­men­to del­la clas­si­fi­ca con il K com­put­er di Fujit­su che balza al top con 602,7 ter­aflops, segui­to dal Tian­he-2 con 580 ter­aflops. Il super­com­put­er Trin­i­ty è ter­zo con 546,1 ter­aflops, segui­to dal Piz Daint (486,4 ter­aflops) e dal Sun­way Tai­hu­Light con 480,8 ter­aflops.

https://www.tomshw.it/supercomputer-cina-stacca-gli-stati-uniti-89616

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