Le barbarie di una civiltà progredita.

l pro­gres­so è di due tipi. Mate­ri­ale: base del­la civiltà.
Spir­i­tuale: risveg­lio dell’anima alla percezione del­la divinità.

di David Lang­ness
Orig­i­nale in inglese trat­to da bahaiteachings.org

Pri­ma parte del­la serie: una nuo­va era nel pro­gres­so umano.

Benché un uomo pos­sa pro­gredire in cam­po sci­en­tifi­co o filosofi­co se non si avvale del potere del­lo spir­i­to res­ta incom­ple­to. (‘Abdu’l-Bahá, Divine Phi­los­o­phy 88, traduzione per­son­ale)

Mi piace passeg­gia­re attra­ver­so i cimi­teri. Per quan­to stra­no pos­sa sem­brare, i cimi­teri mi dan­no sper­an­za.

Nel­la cit­tà in cui vivo con mia moglie il panora­ma è carat­ter­iz­za­to da alcu­ni vec­chi cimi­teri. Attra­ver­sar­li ha sem­pre ispi­ra­to in entram­bi una pro­fon­da con­sapev­olez­za del pro­gres­so dell’umanità.
In questo momen­to vi state prob­a­bil­mente chieden­do cosa leghi un cimitero al pro­gres­so. So che sem­bra assur­do ma las­ci­ate­mi spie­gare.

La pic­co­la cit­tà in cui vivi­amo ha una lun­ga sto­ria

[N.d.T.: chiara­mente da un pun­to di vista statu­nitense.] che risale alla metà del XIX sec­o­lo, quan­do i coloni sco­prirono l’oro nelle vic­i­nanze. La cor­sa all’oro com­in­ciò nel 1848 non appe­na si dif­fuse nelle popolose cit­tà dell’est la voce di quelle prime scop­erte in posti come Sutter’s Mill nel­la Cal­i­for­nia del nord. Masse di avven­turi­eri calarono su questi posti e pic­coli vil­lag­gi si trasfor­marono in cit­tà in un bat­ter d’occhio. L’intero panora­ma cam­biò in con­seguen­za dell’arrivo di folle in cer­ca di facili ric­chezze. Cir­cum­nav­i­garono il sud Amer­i­ca, cav­al­carono attra­ver­so il con­ti­nente, si spostarono in carovane via ter­ra, insom­ma arrivarono qui con ogni mez­zo pos­si­bile, il tut­to per arric­chir­si velocemente.Lungo il cam­mi­no cac­cia­rono, qua­si ster­mi­nan­dole, le popo­lazioni indi­gene e crearono una colos­sale migrazione ver­so l’ovest. Pochi for­tu­nati cer­ca­tori diven­tarono molto ric­chi, i più, invece, morirono provan­do­ci. Morirono a causa di bufere di neve, uccisi da altri mina­tori, schi­ac­ciati dal crol­lo delle miniere, col­pi­ti dal pro­lif­er­are delle malat­tie a causa dell’affollamento e di con­dizioni di vita mal­sane, con i pol­moni dis­trut­ti dal­la sil­i­cosi per aver res­pi­ra­to troppe polveri di roc­cia nelle miniere, affamati per aver fini­to i sol­di. La cor­sa all’oro di fat­to pre­miò pochi e rese la vita triste, dis­umana e breve per tanti.Quando si attra­ver­sano quei cimi­teri e si leg­gono le loro vec­chie lapi­di si capis­cono imme­di­ata­mente parec­chie cose riguardan­ti la vita negli ulti­mi due sec­oli. In pri­mo luo­go allo­ra si mori­va più gio­vani. Poi la vita era molto più dura di oggi. La mor­tal­ità infan­tile colpi­va qua­si ogni famiglia. Ave­vano, in genere, molti più figli, prob­a­bil­mente per­ché pochi di loro soprav­vive­vano all’infanzia. Il lavoro duro nelle miniere accor­ci­a­va con­sid­erevol­mente le loro vite. Le malat­tie dila­ga­vano e nes­suna cura era pos­si­bile. Tut­to questo in una soci­età razz­ista, vio­len­ta, incivile e dom­i­na­ta dall’anarchia dove nativi amer­i­cani, afro-amer­i­cani, ispani­ci e asi­ati­ci ave­vano aspet­ta­tive di vita molto più bre­vi.

Queste ter­ri­bili e tragiche sto­rie sono rimaste incise sulle lapi­di. Dopo aver­le lette si potrebbe pen­sare che nel­la soci­età, da allo­ra, qualche pro­gres­so ci sia sta­to.

Tut­ta via non tut­ti con­cor­dano. Molti filosofi e stori­ci esper­ti non cre­dono nel pro­gres­so: Karl Pop­per e Kirk­patrick Sale, ad esem­pio, riten­gono che l’idea stes­sa del pro­gres­so sia una men­zogna. Sosten­gono che sia un costrut­to cul­tur­ale, un arte­fat­to che si oppone all’ecologia nat­u­rale. Nel suo famoso sag­gio Five Facets of a Myth Sale affer­ma che il pro­gres­so minac­cia la soprav­viven­za stes­sa del­la specie umana.

In ques­ta breve serie di arti­coli pren­der­e­mo in esame il con­cet­to di pro­gres­so e cercher­e­mo di deter­minare se, come specie umana, abbi­amo vera­mente fat­to pas­si avan­ti nel tem­po. Pren­der­e­mo inoltre in con­sid­er­azione gli inseg­na­men­ti bahá’í per tentare di com­pren­dere l’idea di pro­gres­so anche da un pun­to di vista spir­i­tuale.

I bahá’í han­no una visione dif­feren­zi­a­ta di pro­gres­so, lo con­sid­er­a­no com­pos­to da due pro­ces­si dis­tin­ti e tal­vol­ta opposti, uno inte­ri­ore e l’altro este­ri­ore:

Il pro­gres­so è di due tipi, mate­ri­ale e spir­i­tuale. Il pri­mo si ottiene con l’osservazione del­la realtà cir­costante e sta alla base del­la civiltà. Il pro­gres­so spir­i­tuale avviene attra­ver­so l’alito del­lo Spir­i­to San­to ed è il risveg­lio dell’anima cosciente dell’uomo alla percezione del­la realtà del­la divinità. Il pro­gres­so spir­i­tuale assi­cu­ra felic­ità e vita eter­na dell’anima. (‘Abdu’l-Bahá, Foun­da­tions of World Uni­ty 85, traduzione per­son­ale)

Abdu’l-Bahá pros­egue dicen­do che tal­vol­ta il pro­gres­so mate­ri­ale non gen­era felic­ità ma bar­barie:

…chi esam­i­nasse l’ordinato mod­el­lo di reg­ni, cit­tà, e vil­lag­gi, con il fas­ci­no degli orna­men­ti, la fres­chez­za delle risorse nat­u­rali, la raf­fi­natez­za dei con­geg­ni, la comod­ità dei mezzi di comu­ni­cazione, la vastità del sapere acquisi­to sul mon­do del­la natu­ra, le gran­di inven­zioni, le colos­sali imp­rese, le nobili scop­erte e le ricerche sci­en­ti­fiche, con­clud­erebbe che la civiltà con­duce alla felic­ità e al pro­gres­so del mon­do umano. Ma per chi guardasse la scop­er­ta di rovi­nose mac­chine infer­nali, lo svilup­po di forze dis­trut­tive e l’invenzione di scot­tan­ti stru­men­ti, che srad­i­cano l’albero del­la vita, sarebbe evi­dente e palese che la civiltà è com­mista alla bar­barie. Pro­gres­so e bar­barie van­no di pari pas­so, qualo­ra la civiltà mate­ri­ale non sia con­fer­ma­ta dal­la Gui­da Div­ina, dalle riv­e­lazioni del Mis­eri­cor­dio­sis­si­mo e da virtù spir­i­tu­ali e non sia raf­forza­ta da una con­dot­ta spir­i­tuale, dagli ide­ali del Reg­no e dalle effu­sioni del Reame del­la Pos­san­za. (‘Abdu’l-Bahá, Antolo­gia #225)

D’altra parte il pro­gres­so mate­ri­ale ha debel­la­to alcune delle più ter­ri­bili piaghe dell’umanità, ha elim­i­na­to malat­tie e pestilen­ze, nel pas­sato causa di immen­so dolore e altissi­ma mor­tal­ità, ha inven­ta­to tec­nolo­gie che han­no reso la vita molto più sop­porta­bile e sosteni­bile e con­sen­ti­to a più e più per­sone di vivere lib­era­mente in civiltà che ci pro­teggono dalle bar­barie e dalle sof­feren­ze. In questo sen­so le cose sono miglio­rate.

Ora sap­pi­amo però che lo stes­so pro­gres­so mate­ri­ale ha pure gen­er­a­to una cul­tura con­flit­tuale e indus­tri­al­iz­za­ta che minac­cia di sopraf­fare la capac­ità del­la ter­ra di sop­por­tar­la. Armi ter­ri­bili, nazioni bel­lig­er­an­ti, inquina­men­to di tut­to il piane­ta, gov­erni dal pug­no di fer­ro, tiran­ni­ci e dis­poti­ci, sono, assieme a molti altri, indi­ca­tori di una “civiltà… com­mista alla bar­barie”, come sosten­gono a chiare let­tere gli scrit­ti bahá’í. In ques­ta serie di arti­coli cercher­e­mo di com­pren­dere come le due cose si pos­sano sep­a­rare.

Prossi­mo arti­co­lo del­la serie:
i frut­ti malig­ni del­la civiltà mate­ri­ale.

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Queste sono opin­ioni pura­mente per­son­ali e non rap­p­re­sen­tano l’opinione del­la comu­nità bahá’í o di qualunque sua isti­tuzione. Gli scrit­ti bahá’í invi­tano ogni sin­go­lo ad una lib­era ed indipen­dente ricer­ca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più dilet­ta di tutte le cose è la Gius­tizia; non allon­ta­nartene se desideri Me, e non trascu­rar­la accioc­ché Io pos­sa aver fidu­cia in te. Con il suo aiu­to ti sarà pos­si­bile dis­cernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e appren­dere per cog­nizione tua e non con quel­la del tuo vici­no. Pon­dera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In ver­ità la Gius­tizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio ten­ero amore. Tie­ni­la adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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Sbrenna71

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