Max Gallo, morto lo storico e romanziere francese: aveva 85 anni

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Max Gallo, morto lo storico e romanziere francese: aveva 85 anni

PARIGI – E’ morto lo storico e romanziere francese Max Gallo: è quanto scrive Le Figaro​.fr. Gallo aveva 85 anni ed è stato uno degli intellettuali più importanti e popolari di Francia.

Storico, romanziere, accademico: la sua opera contribuì a porre la Storia e i suoi grandi protagonisti alla portata di tutti. In politica – ricorda Le Figaro​.fr – si impegnò con il presidente socialista, Francois Mitterrand. Portavoce del terzo governo di Pierre Mauroy, fu tra i fondatori del Mouvement des citoyens con Jean-​​Pierre Chevènement, prima di annunciare, nel 2007, il suo sostegno a Nicolas Sarkozy. Da anni era affetto dalla sindrome di Parkinson.

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Thomas Haller, l’alpinista disperso, ritrovato morto nel crepaccio sull’Adamello

Thomas Haller, l'alpinista disperso, ritrovato morto nel crepaccio sull'Adamello

Thomas Haller, l’alpinista disperso, ritrovato morto nel crepaccio sull’Adamello

ROMA Thomas Haller, l’alpinista disperso, ritrovato morto nel crepaccio sull’Adamello. E’ stato trovato morto questa mattina l’alpinista altoatesino Thomas Haller, precipitato un in crepaccio nella zona dell’Adamello, tra il Passo Brizio e il Corno Bianco, a 3088 metri di quota, nel Bresciano. Haller, 47 anni, – spiega il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico -, residente a San Leonardo in Passiria (Bolzano), era stato avvistato per l’ultima volta tra sabato e domenica nei pressi del bivacco Zanon Morelli ma poi aveva proseguito da solo la sua escursione.

In fase di rientro, l’infortunio mortale. Il ritrovamento stamattina. Sono intervenuti 23 tecnici della V Delegazione Bresciana del Cnsas Lombardo, con il Soccorso alpino Guardia di Finanza e i carabinieri. Le squadre a terra si sono calate nei crepacci e lo hanno avvistato. È intervenuto anche l’elicottero dell’Altair di Bolzano. Il corpo si trova nella sala mortuaria dell’ospedale di Edolo (Brescia).

 
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Accoltellati per aver urinato sul muro di casa: muore un ragazzo di 23 anni

Accoltellati per aver urinato sul muro di casa: muore un ragazzo di 23 anni

Non ce l'ha fatta. È morto la notte scorsa uno dei due giovani accoltellati il 16 luglio scorso, a Monte Sant'Angelo (Foggia), rei di aver urinato sul muro esterno dell'abitazione del loro aggressore, Luciano Antonio Rinaldi, di 60 anni, autista del 118. La vittima è Felice Fischetti, di 23 anni.

L'altro ferito è un 22enne e guarirà in otto giorni. Dopo aver inveito contro i due ragazzi, Rinaldi era sceso in strada impugnando un grosso coltello col quale aveva colpito uno dei ragazzi alla gamba, provocandogli una lieve ferita, e l'altro all'addome.

Quest'ultimo era stato ricoverato presso la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo in gravi condizioni. La notte scorsa il 23enne è morto a causa delle ferite riportate. Rinaldi è piantonato in stato d'arresto presso la Casa sollievo della sofferenza dove è stato ricoverato subito dopo l'aggressione a causa di un crollo psico-​​fisico.

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Tentano di salvare una bimba: annegano in due, uno era il papà

Tentano di salvare una bimba: annegano in due, uno era il papà

Due persone sono morte mentre erano in acqua in un tratto di spiaggia libera in località Bosco Verde. Le vittime sono il padre di una bimba che giocava a riva, Simon Alessandro Pearson, un turista inglese di 48 anni, e un dipendente di un lido vicino, Martino Maggi, 49 anni, di Locorotondo, che avrebbe tentato di soccorrere la piccola.

La bimba, racconta OstuniNotizie, si era trovata in difficoltà a causa del mare agitato mentre giocava vicino a riva ed è stata poi tratta in salvo da altri soccorritori. La tragedia è avvenuta tra Pilone e Rosa Marina di Ostuni, località battuta anche oggi dal maestrale. A tentare invano di salvare i due uomini sopraffatti dalle onde anche il personale di altri lidi confinanti.

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Casaluce, trovato un cadavere: è Angela Picone

Casaluce, trovato un cadavere: è Angela Picone

Tragedia a Casaluce. Trovata morta una giovane impiccata ad un albero. E’ Angela Picone. Il ritrovamento choc è stato fatto sulla strada che collega Teverola a Casaluce. Precisamente Regi Lagni, in un’area in cui si erano concentrate, nelle ultime ore, le ricerche delle forze dell’ordine e dei volontari.

E’ da giorni che amici e parenti si erano messi alla ricerca di Angela. Da giovedì non dà sue notizie, da quando era uscita in bici per andare a lavoro senza fare più ritorno. Del caso si era occupato anche Chi l’Ha Visto?

Al momento si trovano sul posto i carabinieri e gli uomini della scientifica per i rilievi del caso. I familiari di Angela Picone sono stati avvertiti del ritrovamento. In un primo momento avevano escluso che potesse trattarsi della ragazza ma l’abbigliamento è risultato corrispondente a quello indossato da lei nel giorno della sparizione. Il medico legale, in seguito ad un’ispezione, non ha riscontrato segni di violenza perciò si ipotizza che si tratti di un gesto suicida. Sul posto è stata rinvenuta anche la borsa che conteneva al suo interno la cordicella con cui si sarebbe impiccata.

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Caserta, si lancia dal terzo piano della Reggia di Caserta: gli attimi prima di morire

Caserta, si lancia dal terzo piano della Reggia di Caserta: gli attimi prima di morire

Mirta era bella. Secondo alcuni bellissima. 44 anni, incarnato scuro, labbra carnose. Ma probabilmente era vittima di un amore tormentato. A rivelare il retroscena sulla morte della dipendente della Sma Campania un sms scritto ritrovato dagli investigatori nella memoria del suo cellulare, ora sotto sequestro.

E’ successo tutto di fretta. Erano circa le 10 e 30 quando Mirta aveva appena staccato una telefonata dopo un litigio furioso che aveva attirato l’attenzione di altri dipendenti. La 44enne ha messo da parte il telefonino e si è alzata sul davanzale. I presenti si sono avvicinati, nel tentativo disperato di salvarla, hanno capito cosa stavano facendo. Ma lei, a quel punto, si è lasciata cadere dalla finestra al terzo piano della Reggia di Caserta, da un’altezza di 16 metri. Lo schianto l’ha uccisa dal colpo, tra le urla disperate degli altri dipendenti.

Il movente del gesto va ricercato in un malessere vicino alle pene patite per amore. Di certo, il suo è stato un «suicidio-​​messaggio», più che un’apologia della morte. Ha scelto una fine scenografica Mirta, architetto in servizio nella società partecipata Sma. Amava il flamenco e frequentava il museo Madre. Viveva a Chiaia. Si era laureata nel 2003 alla Federico II ed era iscritta all’albo. Una carriera era piena di luce, costellata di successi.

«L’abbiamo sentita litigare al telefono, dopo ha riagganciato e si è seduta sul davanzale della finestra, proprio lì, di fronte agli uffici della Soprintendenza», hanno raccontato al Mattino alcuni testimoni presenti ieri nella reggia. «Ha smanettato per qualche secondo con il cellulare, ma quando ha capito che volevamo salvarla si è lasciata cadere nel vuoto». Un custode del palazzo ha accusato un malore dopo aver assistito alla tragica scena.

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Usa, poliziotto litiga al telefono con la moglie e dimentica il figlio di 11 mesi nella vasca: il piccolo muore annegato

Poliziotto litiga al telefono con la moglie e dimentica il figlio di 11 mesi nella vasca: il piccolo muore annegato

di Federica Macagnone

Per quarantacinque minuti non ha più pensato a nulla, troppo preso dal vomitare addosso alla moglie dalla quale stava divorziando tutta la sua frustrazione e il suo rancore per il matrimonio finito. Una rabbia che gli ha fatto dimenticare di aver messo dentro la vasca da bagno il suo bimbo di 11 mesi, tragicamente morto annegato mentre suo padre, Raymond Licon Jr., poliziotto 27enne di El Paso, Texas, stava litigando al telefono con la sua mamma.

Lo scorso 20 luglio, alle 20.34, Raymond aveva deciso di fare il bagno al piccolo Azrael, ma qualcosa lo ha distratto: dopo aver messo il bimbo in vasca e aver aperto il rubinetto, si è allontanato per rispondere al cellulare. Era la mamma dei suoi due figli che, in quei giorni, erano a casa con lui: tra loro è scoppiata un'accesa discussione scandita da urla al telefono e messaggini al vetriolo. Solo quarantacinque minuti dopo, quando l'acqua ha iniziato a invadere il piano superiore dell'appartamento, Raymond si è ricordato del piccolo Azrael che, nel frattempo, era annegato: a nulla è valso il suo tentativo di rianimarlo e la corsa al Medical Center University. Il piccolo è morto senza che i medici potessero far nulla per salvarlo.

«Si tratta di pura mancanza di buonsenso - ha detto George Montenegro, suocero di Raymond, confermando che tra la figlia e il genero è in corso una causa di divorzio - Non si lascia un bambino da solo in una vasca da bagno. Non si fa, qualunque cosa accada intorno a te».

Raymond non ha accampato scuse e ha ammesso immediatamente tutto, assumendosi la responsabità per la morte del piccolo: è stato arrestato e la sua cauzione è stata fissata a diecimila dollari. È accusato di aver causato la morte del figlio e adesso la sua vita è nelle mani del giudice. Intanto gli è arrivata la lettera di licenziamento: non sarà più un poliziotto di El Paso.

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Scomparsi 75 anni fa, coppia di coniugi ritrovata in un ghiacciaio

Scomparsi 75 anni fa, coppia di coniugi ritrovata in un ghiacciaio

Una coppia di coniugi, di cui non si avevano più notizie dal 15 agosto 1942, è stata ritrovata, a distanza di quasi 75 anni, in un ghiacciaio in Svizzera, a un'altitudine di 2615 metri. Marcelin Dumoulin, 40 anni, e sua moglie Francine, di tre anni più giovane, erano andati a dare da mangiare alle loro mucche in un campo vicino Chandolin, nel Canton Vallese; da quel giorno non si è più saputo nulla di loro e i loro sette figli rimasero orfani, ma finalmente il mistero è stato risolto.

A riportare la notizia è Le Matin, che ha sentito anche la figlia più giovane della coppia, Marceline, che all'epoca della scomparsa dei genitori aveva 4 anni: «Per tutta la vita li abbiamo cercati, senza mai perdere la speranza. Sapevamo che un giorno avremmo potuto dar loro il funerale che si meritavano». I corpi, intrappolati nel ghiaccio, si erano perfettamente conservati, così come i vestiti indossati dai coniugi e i documenti che portavano in tasca. Gli ultimi dubbi saranno fugati inequivocabilmente dal test del dna.

LeMatin​.ch

Lunedì

Les corps momifiés d'un homme et d'une femme sont sortis de la glace.

Deux corps d'alpinistes ont été retrouvés jeudi soir, près du téléski du Dôme. Selon les premiers éléments de l'enquête, leur mort daterait de la période avant-​​guerre.
lematin​.ch
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Con lo scioglimento dei ghiacciai, si moltiplicano progressivamente le scoperte di corpi di persone scomparse diverso tempo fa: basti pensare a Fidelis, Cletus e Johann, fratelli scalatori scomparsi nel 1926 e ritrovati nel 2012. O Jean-​​Pierre C., il terzo membro di un gruppo di alpinisti spariti nel 1954, identificato solo nel 2008.

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Razzismo e bullismo, ragazza di origine polacca si impicca nei bagni della scuola

Razzismo e bullismo, ragazza di origine polacca si impicca nei bagni della scuola

«Il vero problema di nostra figlia non era tanto il razzismo, quanto il bullismo». Sono ancora profondamente addolorati, inconsolabili e furiosi, i genitori di Dagmara Przybysz, una 16enne polacca trasferitasi da piccola con la famiglia in Gran Bretagna. La ragazza, che sognava di diventare fotografa, si è impiccata nei bagni della sua scuola oltre un anno fa (era il 17 maggio 2016) ma solo negli ultimi giorni, come riporta Metro​.co​.uk, la verità sul suo suicidio sta venendo a galla con le testimonianze dei genitori e del suo fidanzato.

Stando a quanto rivelato dai coniugi Przybysz e da Lewis Simpson, il fidanzato e suo coetaneo, negli ultimi tempi Dagmara aveva problemi con alcune compagne di scuola che l'avevano presa di mira, probabilmente per la sua bellezza e per le sue origini. La ragazza, che viveva a Redruth, in Cornovaglia, ma andava a scuola nella vicina Pool, avrebbe sopportato per mesi insulti di ogni genere tra cui "stupida polacca" e "tornatene al tuo paese". È quanto emerge dall'inchiesta che sta ascoltando diversi testimoni.

«Dagmara mi parlava spesso dei problemi con le compagne di scuola ed era una ragazza che poteva essere ferita facilmente se qualcuno le diceva cose spiacevoli» - ha raccontato agli inquirenti e ai media Ewelina, la mamma della ragazza - «Ma era una bellissima, giovane donna, dotata di una sensibilità speciale». La goccia che fece traboccare il vaso, probabilmente, avvenne il giorno prima del suicidio di Dagmara: il 16 maggio 2016 lo zio, Tomasz Dobek, accompagnò la ragazza al pronto soccorso dopo che, a scuola, si era ferita dopo aver dato un pugno al muro in seguito a uno scatto d'ira. L'uomo ricorda così quel giorno: «Davanti a noi erano passate due ragazzine con l'uniforme della scuola e Dagmara mi disse 'Potresti investirle?'. Pensavo fosse una battuta, non mi immaginavo niente di simile».

Il giorno del suicidio Dagmara disse al padre di non voler andare a scuola e di aver preso alcune pillole, ma i genitori decisero comunque di accompagnare la figlia all'istituto. Jedrzej, il papà, è ancora sotto choc ripensando a quel giorno: «Non sembrava aver preso pillole, stava bene e per questo l'abbiamo portata a scuola, altrimenti l'avremmo portata in ospedale. Se le avessimo dato retta, forse sarebbe ancora viva». Poche ore dopo, il tragico epilogo: il tragitto compiuto dalla ragazza nei corridoi che portano ai bagni della scuola, ripreso anche da alcune telecamere a circuito chiuso dell'istituto, e il suicidio, avvenuto prima che qualcuno la scoprisse e senza che fosse possibile salvarla. Le indagini intanto proseguono per accertare i responsabili dell'ennesima, tragica storia di bullismo e razzismo.

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Fa l'amore mentre allatta al seno, il video con il commento del figlio fa infuriare i followers

Fa l'amore mentre allatta al seno, il video con il commento del figlio fa infuriare i followers

In passato ha detto più di una volta di essere solita fare l'amore mentre allatta al seno, ora un nuovo video della vlogger Tasha Maile, star di You Tube, ha suscitato nuove polemiche. Nel filmato il figlio di tre anni Josiah pronuncia questa frase: "E’ bello allattare e baciare".

Followers perpessi anche per la continuazione del video. "Ieri stavi facendo finta di essere la mia fidanzata, e io sono il tuo ragazzo, quindi ti ho baciato", prosegue il bimbo. Molti utenti hanno definito ‘malato’ il commento del minorenne, criticando duramente anche la madre.Tasha Maile è una fervida sostenitrice dell’allattamento al seno e ritiene che non bisogna assolutamente distogliere i piccoli dall'attaccarsi al capezzolo, mentre risale a un paio di anni fa un'intervista televisiva in cui spiegava di fare sesso durante l'allattamento. Un video diventato virale in pochissimo tempo. Tasha aveva evidenziato di consumare rapporti ‘intimi’ e allattare al seno simultaneamente: "Mio figlio vuole allattare sempre, di giorno e di notte, quindi non riesce mai stare solo nel lettino. Così io e mio marito siamo stati costretti a fare l’amore mentre dormiva accanto a me o su di me. Mio figlio, ovviamente, non sapeva nulla di quello che stavamo facendo".
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