Morto Guido Elmi, lo storico produttore di Vasco si è spento a 68 anni: "Era molto stanco..."

Morto Guido Elmi, lo storico produttore di Vasco si è spento a 68 anni: "Era molto stanco..."

Morto Guido Elmi, lo storico produttore di Vasco Rossi, si è spento in casa sua a Bologna a 68 anni.

Ne hanno dato notizia sui sociali Red Ronnie ed Enrico Ruggeri e lo ha confermato lo staff di Vasco Rossi: «è stato molto malato un anno fa, ma poi era migliorato, forse si è trattato di una recrudescenza improvvisa della malattia».

Guido se ne è andato improvvisamente... era molto stanco.
Io sono molto triste.
Una consolazione è che ha fatto in tempo a partecipare, vivere e vedere la grande festa di Modena Park !

Wiva Guido !

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Elmi era infatti con Vasco al Modena Park l'1 luglio scorso. «Il mio amico GUIDO ELMI - scrive Red Ronnie su fb - è volato nell'altra dimensione. Lo conosco dai primi tempi con Vasco Rossi inizio anni '80. Le ultime volte che l'ho visto è stato ai due concerti di #ModenaPark e nelle dirette dalla Fonoprint la settimana scorsa. Lo avevo visto molto stanco»: era «un grande produttore, quello che con »Bollicine« rivoluzion il rock in Italia». Era «un grande comunicatore - scrive Ruggeri su twitter - un artista, profondo e intuitivo. Pochi manager hanno saputo costruire cultura e costume come lui».

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La scheggia schizza dal macchinario e lo trafigge al collo: operaio muore dissanguato

La scheggia schizza dal macchinario e lo trafigge al collo: operaio muore dissanguato

SAN GIORGIO DELLE PERTICHE - Incidente mortale sul lavoro intorno alle 11'30 di oggi, luned' 31 luglio, in una ditta di San Giorgio delle Pertiche, la ​Unicka S.r.l., in viale Europa.
Un operaio è stato colpito da una scheggia, che lo ha trafitto al collo, ed è morto sul posto per la recisione dell'aorta. Stava utilizzando una macchina taglia lamiere. Inutile ogni tentativo di salvarlo, ai sanitari del Suem non è rimasto che constatarne il decesso. La vittima era un albanese di 49anni, Gezim Haka. Sul posto anche i Carabinieri.

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È morta Jeanne Moreau, icona del cinema francese

È morta Jeanne Moreau, icona del cinema francese

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Attrice, cantante e regista, aveva 89 anni e in carriera era stata scelta per un ruolo da protagonista da autori quali Truffaut, Malle, Antonioni, Losey, Welles

Il caschetto biondo, il sorriso e l'immancabile sigaretta accesa. Se ne è andata Jeanne Moreau, icona del cinema francese, attrice e regista. Stamattina è stata la cameriera a trovarla senza vita nella sua storica casa di Parigi, in rue du Faubourg Saint-​​Honoré. Aveva 89 anni. Si dichiarava una sopravvissuta "alla bellezza, che prima di tramontare ci regala l'acre profumo dell'intelligenza".

Addio a Jeanne Moreau, bellezza e talento del grande cinema francese

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Nella sua carriera è stata scelta per ruoli di primo piano da grandi registi francesi come Louis Malle e della Nouvelle Vague come Francois Truffaut e Jean-​​Luc Godard fino, negli anni Novanta, a Luc Besson che la scelse per interpretare l'insegnante di buone maniere della killer Anne Parillaud del film 'Nikita'. Ma quando le si chiedeva della sua imponente filmografia Jeanne Moreau spiegava: "Non la chiamo carriera, per me è un modo di vivere, un dono. Ho sempre scelto di seguire artisti che ammiravo, rifiutando anche ruoli importanti. Per me è sempre stato così". Il presidente francese, Emmanuel Macron, le ha reso omaggio: "Con lei - scrive in una nota  diffusa dall'Eliseo - scompare un'artista che incarnava il cinema nella sua complessità, la sua memoria, la sua ambizione".

Jeanne era nata a Parigi il 23 gennaio del 1928. Il padre era proprietario di un famoso ristorante a Montmartre, La Coche d'Or, la madre, Kathleen Sarah Buckley, era una ballerina inglese delle Tiller Girls che accompagnavano la Baker alle Folies Bergère. Per questo Jeanne era bilingue.

Da ragazzina vuole fare la violinista, la ballerina. Adolescente, un pomeriggio accompagna le amiche a vedere l'Antigone a teatro: capisce che il palcoscenico è la sua strada. Nel 1946 entra al Conservatoire. A 19 anni debutta sulle scene al Festival del Teatro di Avignone e a 20 è ammessa nel corpo della prestigiosa Comédie Française, è la più giovane attrice del gruppo.

Quando il cinema la scopre, Jeanne Moreau è già una  grande attrice teatrale.  Una serie di ruoli minori (è nel film "Grisbi" nel 1954) precedono la prima occasione da protagonista: è il film di Jean Dréville, "La regina Margot". E' il  1954. Nel frattempo l'attrice è diventata madre di Jerome, avuto dal marito-​​regista Jean-​​Louis Richard.

La notorietà internazionale arriva con  "Ascensore per il patibolo", folgorante debutto di Louis Malle: in questo noir sono indimenticabili la passeggiata notturna per le strade di Parigi e la colonna sonora di Miles Davis. Il ricordo del primo incontro  con Malle, con cui avrà un'intensa relazione professioanle e sentimentali, lo affida a Cahiers du cinéma: "E' stato un giorno di primavera, alla Closerie del Lilas. Siamo su una terrazza quando si scatena una tempesta che faceva presagire quello che sarebbe stato il nostro film, ma anche il nostro rapporto".

Nel 1958 durante il Festival di Cannes incontra un altro regista fondamentale per la sua carriera: François Truffaut. E' la nascita di una grande amicizia. Un ruolo piccolo in "I quattrocento colpi" (1959) ed arriva il momento dell'avventura italiana con Michelangelo Antonioni: "La notte", nel 1960. Nello stesso anno arriva un riconoscimento ufficiale dal Festival di Cannes che la consacra migliore attrice per il film 'Moderato cantabile' di Peter Brook.

La consacrazione con "Jules e Jim" nel triangolo amoroso più famoso della storia del cinema. Di quel film ci aveva raccontato in una intervista: "La gente ne dimentica la fine, che è terribile e crudele. A New York, a Los Angeles, mi è capitato di parlare con studenti che lo hanno visto. Sono entusiasti, perchè lo ritengono una stupenda storia d'amore. Quando però io dico che è un film terribile, rimangono interdetti. Ho chiesto loro se ricordavano il finale: quasi tutti lo avevano scordato. Ecco, credo che i ragazzi non vogliano pensare che sia impossibile vivere quell'amore, che sia un'utopia". E ancora, di quel film ricordava "Credo che sia un film che Tuffaut e tutti noi abbiamo fatto con leggerezza, profondità ed allegria allo stesso tempo. Avevamo pochi soldi, ma anche una grande libertà di lavorare così come volevamo". E regala un aneddoto culinario: "Facevo da mangiare per tutte le ventidue persone della troupe. All'epoca avevo comprato una Rolls-​​Royce d'occasione. Una gran bella macchina, con la quale il mio autista andava a fare la spesa. François Truffaut mi lasciava sempre libera un'ora prima degli altri perchè potessi preparare da mangiare per tutti. Un giorno dei ragazzi mi hanno detto non ce la facevano più a mangiare carne: da quel momento in poi hanno tutti ricominciato a mangiare solo panini".

Dopo quel film Jeanne Moreau viene cercata dai più grandi autori del mondo, molti dei quali scriveranno ruoli appositamente per lei. Nel 1962 "Il processo" di Orson Welles, nello stesso anno con Joseph Losey gira "Eva", mentre l'anno dopo è sul set con Luis Buñuel per "Il diario di una cameriera", nel 1963.

Il marito Jean Lous Richard nel 1965 la trasforma nell'affascinante spia Mata Hari, l'agente segreto H21. Nel 1976 passa dietro la macchina da presa (Lumière), attività che prosegue nel corso degli anni (L'adolescente, 1979; Lillian Gish, 1983).

Nel 1977, dopo il divorzio  con Richard sposa il regista americano William Friedkin e mentre continua a dividersi tra l'Europa e gli Stati Uniti, richiesta da Elia Kazan (""Gli ultimi fuochi", 1976), o da giovani registi come Rainer Werner Fassbinder che la vuole per "Querelle de Brest" (1982).

Ancora un divorzio, e negli anni Novanta è il momento di "Nikita" per Luc Besson, e poi con Wenders in  "Fino alla fine del mondo" (1991), per merito di Wim Wenders. Dopo 35 anni da "La notte", ritrova Antonioni e Mastroianni ("Al di là delle nuvole", 1995. Nel 2000 il Festival di Berlino la premia con l'Orso d'Oro alla carriera. Dal romanzo di Margaret Edson, (Premio Pulitzer 1999 per "Wit"), trae ispirazione per la sua prima regia teatrale, "Un tratto dello spirito" , storia di una donna condannata a morire di cancro.

Recita nello sceneggiato televisivo "I miserabili" (2000) e in un film italiano, Il manoscritto del principe (Roberto Andò, 2000)

Nel 1992 Jeanne Moreau riceve il Leone d'Oro alla carriera dalla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia mentre nel 1995 il Premio César onorario.Nel 1998 viene organizzato per lei un omaggio da parte dell'Academy statunitense presentato da Sharon Stone. In Francia è l'unica attrice ad aver presieduto per due volte la giuria del Festival di Cannes, nel 1975 e nel 1995. Dal 1986 al 1988 è stata presidente dell'Académie des Césars, mentre dal 2003 è presidente di giuria del festival Premiers Plans dedicato ai giovani registi. Nel 2005 crea inoltre la scuola di cinema Les Ateliers d'Angers.

Per la regia di Josee Dayan è stata Marguerite Duras, la grande scrittrice francese, con la quale, da ragazza, aveva inciso un 33 giri. "Era una grande amica - aveva raccontato la Moreau, - ma poi la sua corte di femministe ci aveva diviso". Nel 2005 recita nel film di Francois Ozon "Il tempo che resta", nel 2012 è in "Gebo et l'ombre" di De Oliveira, mentre nel 2013 è in "Lady in Paris", film che è un omaggio a Parigi, al cnema francese e alla stessa Moreau.

http://​www​.repubblica​.it/​s​p​e​t​t​a​c​o​l​i​/​c​i​n​e​m​a​/​2​0​1​7​/​0​7​/​3​1​/​n​e​w​s​/​m​o​r​t​a​_​j​e​a​n​n​e​_​m​o​r​e​a​u​_​i​c​o​n​a​_​d​e​l​_​c​i​n​e​m​a​_​f​r​a​n​c​e​s​e​-​1​7​2​0​2​4​4​5​7​/​#​g​a​l​l​e​r​y​-​s​l​i​d​e​r​=​1​7​2​0​3​0​256

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Jeanne Moreau

Jeanne Moreau E' morta questa mattina l'attrice Jeanne Moreau. Icona del cinema francese e simbolo della Nouvelle Vague, Moreau - che aveva 89 anni - ha permesso al cinema di fare della sua immagine l'espressione di un intero immaginario. Musa di Louis Malle e di Francois Truffaut, è stata l'incarnazione di una forte spinta innovatrice nel cinema, grazie a personaggi ambigui e tutt'altro che funzionali alla rassicurazione. Interprete di più di 100 pellicole, tra gli altri 'Jules e Jim'. Nel celebre poster del film, con i colori uniti al bianco e nero, il personaggio di Catherine è la perfetta sintesi di un'attrice dalle tante sfumature, in cui anche il sorriso più spontaneo viene contrastato dalla timidezza di due mani impacciate.

http://​totomorti​.com/

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Vincenzo Ruggiero ammazzato, il corpo non in mare: fatto a pezzi e murato in garage

Vincenzo Ruggiero ammazzato, il corpo non in mare: fatto a pezzi e murato in garage

Vincenzo Ruggiero ammazzato, il corpo non in mare: fatto a pezzi e murato in garage

NAPOLI – Aveva detto di essersi disfatto del cadavere buttandolo in mare e invece il corpo è stato ritrovato fatto a pezzi e murato nel garage. Ciro Guarente, 35 anni, è stato incastrato dal video in cui trascina una pesante valigia che all’interno conteneva il cadavere di Vincenzo Ruggiero. Fatto a pezzi, gettato nel cemento per nasconderlo. Il cadavere è stato ritrovato domenica sera in un fondo di via Scarpetta, nel quartiere Ponticelli, nella zona orientale a Napoli. Il corpo senza vita è quello di Vincenzo Ruggiero, il 25enne di Parete, scomparso il 7 luglio scorso ed u****o per un raptus di gelosia.

Ruggiero, l’attivista g*y scomparso da Aversa (Caserta) è stato u****o dal 35enne Ciro Guarente, fermato sabato dai carabinieri su ordine della Procura di Napoli Nord. Guarente avrebbe agito perché riteneva che il compagno trans Heven Grimaldi avesse iniziato una relazione con Ruggiero. In un post apparso su facebook, Grimaldi affida tutto il suo dolore e la sua frustrazione: “Scrivo qui perché nonostante mi distrugge interagire con il mondo, è l’unico modo per difendermi dalle perfide e immotivate accuse mosse nei miei confronti. Io Heven Grimaldi ero all’oscuro dello struggente episodio della morte di Vincenzo, è inutile esprimere il mio dolore qui sopra perché non ho più alcuna forza”.

Ciro Guarente è in carcere a Santa Maria Capua Vetere e verrà sentito dal gip, per la conferma del provvedimento di fermo, nella giornata di lunedì. Gli inquirenti non hanno più alcun dubbio sulla dinamica e sul movente del delitto, visto che è stato lo stesso Guarente a confessare dando conferma dei numerosi elementi di prova raccolti, come le immagine riprese dalle telecamere dello studio privato ubicato di fronte all’abitazione di Ruggiero, dove è avvenuto il delitto, che ritraggono Guarente mentre entra nel portone d’ingresso prima dell’arrivo di Ruggiero; dopo qualche ora ne esce con valige e un grosso sacco, forse contenente il corpo del 25enne, e carica tutto in auto.

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Una sera all'O'ReillyBar sulla Third Avenue a New York nel 1942.

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Foto di Marjory Collins/​LIibrary of Congress

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ANNUNCIO DELLA VITTORIA SUI CRUCCHI

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Tristan, Salvador Dali, Paul Eluard, Max Ernst, Rene Crevel

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Frank Sinatra and Elvis Presley

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