Gli demoliscono la casa abusiva, muore d’infarto davanti alle ruspe

Gli demoliscono la casa abusiva, muore d'infarto davanti alle ruspe

di Francesco Faen­za
Gli demolis­cono la casa abu­si­va, muore di infar­to davan­ti alle ruspe. Sal­va­tore Garo­fa­lo ave­va 64 anni, vive­va a Cam­po­lon­go in via Carac­ci­o­lo. In zona ci sono 12 case abu­sive. Saba­to mat­ti­na la macchi­na del­la legal­ità si è fer­ma­ta davan­ti casa di Garo­fa­lo. Non appe­na sono iniziate le oper­azioni di recinzione del cantiere, Garo­fa­lo ha avu­to un mal­ore fatale: «Lo Sta­to si porterà sul­la coscien­za la morte del mio cliente» è il giudizio severo dell’avvocato Dami­ano Cardiel­lo.   I famil­iari di Garo­fa­lo e i medici del 118 han­no ten­ta­to invano di rian­i­mare il paziente. Sal­va­tore non si è più ripreso. I san­i­tari han­no con­stata­to il deces­so e han­no affida­to la salma a un’agenzia fune­bre. Il pen­sion­a­to vive­va con un sus­sidio statale dopo il trapianto di un rene. Alla Mari­na di Cam­po­lon­go si era trasfer­i­to 30 anni fa. Sal­va­tore era orig­i­nario di Pog­giomari­no ma ave­va deciso negli anni Ottan­ta di costru­ir­si una casa a Eboli. L’anziano con­di­vide­va l’abitazione con la moglie Maria Izzo. Padre di tre figli (Enzo, Lucrezia e Domeni­ca) Garo­fa­lo era rina­to a nuo­va vita con l’arrivo di tre nipoti.   L’uomo ave­va accolto nel­la casa in litoranea i tre pic­coli minoren­ni. Gio­ca­va con loro da anni, li por­ta­va a mare, a lan­cia­re pietre e rac­cogliere conchiglie. L’ordine di demolizione non è sta­to un ful­mine a ciel sereno. Il brac­co di fer­ro con lo Sta­to anda­va avan­ti dal 1998.   A rac­con­tare i para­dos­si di ques­ta sto­ria e’ l’avvocato Dami­ano Cardiel­lo: «Non appe­na il mio cliente ha saputo dell’imminente demolizione, ha avu­to un infar­to ful­mi­nante che non gli ha dato scam­po. Vedere anni di sac­ri­fi­ci dis­trut­ti da una buro­crazia ottusa e for­male gli ha provo­ca­to un dolore immen­so».   L’avvocato Cardiel­lo par­la di umil­i­azione da parte del­lo Sta­to. Il legale è infu­ri­a­to per la dinam­i­ca delde­ces­so. La casa era abu­si­va ma sec­on­do Cardiel­lo c’erano almeno tre motivi per rin­viare la demolizione. «Era la pri­ma e uni­ca casa di pro­pri­età di Sal­va­tore Garo­fa­lo». Pochi sec­on­di dopo, il legale elen­ca gli altri motivi: «In quel­la abitazione vivono tre bam­bi­ni minoren­ni. Garo­fa­lo ave­va pre­sen­ta­to anche una richi­es­ta di con­ces­sione in san­i­to­ria. Ma pri­ma che il Comune si esprimesse sul­la sana­to­ria, un sos­ti­tu­to procu­ra­tore ha dis­pos­to la demolizione dell’abitazione».
L’avvocato Cardiel­lo dichiara di aver pre­sen­ta­to anche un ricor­so alla Corte di Appel­lo di Saler­no. Ma i giu­di­ci anco­ra non si era­no espres­si.
http://www.leggo.it/news/italia/eboli_casa_demolita_salvatore_garofalo_foto-2512768.html
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