Il piroscafo norvegese Oria, requisito dai tedeschi, che naufragò al largo di Capo Sounion, non lontano da Atene, con più di 4000 prigionieri italiani destinati ai campi di prigionia nella notte tra l’11 e il 12 febbraio 1944. Il relitto è stato ritrovato nel 2002 e il naufragio, uno dei più gravi nella storia, è rimasto sconosciuto per molti decenni.

Il piroscafo norveg­ese Oria, req­ui­si­to dai tedeschi, che naufragò al largo di Capo Sounion, non lon­tano da Atene, con più di 4000 pri­gion­ieri ital­iani des­ti­nati ai campi di pri­gio­nia nel­la notte tra l’11 e il 12 feb­braio 1944. Il relit­to è sta­to ritrova­to nel 2002 e il naufra­gio, uno dei più gravi nel­la sto­ria, è rimas­to sconosci­u­to per molti decen­ni.

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Non si trat­tò di un episo­dio iso­la­to nel Mare Egeo: gli affon­da­men­ti del Donizetti, del Petrel­la e del­la nave Sin­fra provo­carono la morte, rispet­ti­va­mente di 1584, 2646 e 1850 ital­iani.
La nave las­ciò il por­to di Rodi alle 17.40 dell’11 feb­braio 1944. Rot­ta sul Pireo, ma incap­pò subito in una notte di furiosa tem­pes­ta: la Oria finì con­tro lo scoglio di Med­i­na, 25 miglia a sud est del Pireo, impen­nan­dosi di pop­pa, con la parte prodiera fuori. Le con­dizioni del mare impe­di­vano i soc­cor­si, resi pos­si­bili soltan­to il suc­ces­si­vo 13 feb­braio, Si sal­varono solo 37 ital­iani, 6 tedeschi, un gre­co, 5 uomi­ni dell’equipaggio, inclu­so il coman­dante Bearne Ras­mussen e il pri­mo uffi­ciale di macchi­na.

Enri­ca Chiar­avalle 

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Non appena la Germania invade la Polonia iniziano le molestie e le umiliazioni per la popolazione ebraica. Soldati delle SS tedesche fermano un uomo religioso ebraico in strada e gli tagliano la barba. Questo tipo di umiliazione era una pratica comune tra le SS. Varsavia, Novembre 1939.

Non appe­na la Ger­ma­nia invade la Polo­nia iniziano le molestie e le umil­i­azioni per la popo­lazione ebraica. Sol­dati delle SS tedesche fer­mano un uomo reli­gioso ebraico in stra­da e gli tagliano la bar­ba. Questo tipo di umil­i­azione era una prat­i­ca comune tra le SS. Varsavia, Novem­bre 1939.

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LA SUPPOSTA COLLETTIVA CHIAMATA MPS

LA SUPPOSTA COLLETTIVA CHIAMATA MPSPER IL SALVATAGGIO DELMONTEIL CONTO PER LO STATO AUMENTA ANCORA: I 6,6 MILIARDI NON BASTANO, LA BCE CHIEDE DI PIÙ — I TEDESCHI INCAZZATI CON L’EUROPA ACCUSATA DI ESSERE TROPPO ACCONDISCENDENTE CON L’ITALIA PER EVITARE IL BAIL-IN — I POSSIBILI SCENARI

DRAGHI RENZI DRAGHI RENZI

Alessan­dro Bar­bera e Gian­lu­ca Paoluc­ci per “la Stam­pa”

Sem­bra ieri, eppure sono già pas­sati quat­tro mesi. Fu il pri­mo atto del gov­er­no Gen­tiloni, man­ca­vano poche ore a Natale e sem­bra­va non ci fos­se tem­po da perdere.

E invece la prat­i­ca Mps è sem­pre lì, inevasa, in un rim­pal­lo con­tin­uo fra Siena, Roma, Fran­co­forte e Brux­elles. L’ ulti­ma novità è che il sal­vatag­gio pub­bli­co del Monte più anti­co del mon­do si è com­pli­ca­to una vol­ta di più, con il ris­chio che l’ onere per lo Sta­to sal­ga anco­ra rispet­to ai 6,6 mil­iar­di ipo­tiz­za­ti fino­ra.

PADOAN GENTILONI1 PADOAN GENTILONI1

Che sta acca­den­do? Sono due i prob­le­mi emer­si. Nei giorni scor­si la Bce ha recap­i­ta­to a Siena gli esi­ti dell’ultima ispezione, con­clusa lo scor­so feb­braio e che riguar­da­va la clas­si­fi­cazione dei cred­i­ti, i liv­el­li di cop­er­tu­ra e la val­u­tazione delle garanzie dei cred­i­ti dete­ri­o­rati. La ban­ca, anche in virtù degli scam­bi di vedute con il team di ispet­tori europei, ave­va già mod­i­fi­ca­to metodolo­gie e para­metri uti­liz­za­ti per il cal­co­lo nel bilan­cio 2016. Ma l’esito dell’ispezione ha comunque fat­to emerg­ere perdite supe­ri­ori a quelle cal­co­late fino a ora e che pesano nel com­puto dell’ inter­ven­to statale.

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Il sec­on­do prob­le­ma irrisolto riguar­da la ces­sione delle sof­feren­ze. La Bce ha infat­ti richiesto che il val­ore ven­ga fis­sato nel piano sul­la base di offerte pun­tali di sogget­ti terzi. I prezzi di mer­ca­to sono però anco­ra estrema­mente bassi.

La maxi oper­azione lan­ci­a­ta da Uni­cred­it ha avu­to un prez­zo medio di poco supe­ri­ore al 17 per cen­to del nom­i­nale. Sul­la base dei val­ori delle sof­feren­ze scritte nei bilan­ci di Mon­tepaschi — sono attorno al 30 per cen­to — vender­le anche solo al 20 per cen­to com­porterebbe un’ ulte­ri­ore perdi­ta fino a cir­ca 4,5 mil­iar­di, con il qua­si azzera­men­to del pat­ri­mo­nio net­to che al 31 dicem­bre scor­so era di 5,4 mil­iar­di.

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La ricap­i­tal­iz­zazione nec­es­saria — cal­co­la­ta dal­la Bce in 8,8 mil­iar­di, di cui 6,6 di inter­ven­to pub­bli­co e 2,2 di obbligazioni sub­or­di­nate di investi­tori isti­tuzion­ali con­ver­tite in azioni — sarebbe suf­fi­ciente per riportare il Cet1 (il prin­ci­pale indi­ca­tore di solid­ità pat­ri­mo­ni­ale) oltre il lim­ite rego­la­mentare, ma non abbas­tan­za per cen­trare i tar­get Srep imposti dal­la Ban­ca cen­trale euro­pea. Di qui l’ aumen­to dell’ onere per il Tesoro, che però sarebbe anco­ra ogget­to di negozi­a­to con la vig­i­lan­za uni­ca e la direzione con­cor­ren­za del­la Com­mis­sione euro­pea.

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Tra le ipote­si avan­zate da parte ital­iana c’ è anche quel­la — in caso di val­u­tazioni ecces­si­va­mente basse — di non vendere tutte le sof­feren­ze (sono cir­ca 30 mil­iar­di lor­di) così da non reg­is­trare perdite tali da abbat­tere il cap­i­tale. Ma ques­ta soluzione, sec­on­do quan­to ricostru­ito, non sarebbe gra­di­ta a Fran­co­forte.

Sin da Natale obi­et­ti­vo delle par­ti è di chi­ud­ere l’ inte­sa entro giug­no. A Siena sono anco­ra ottimisti, ma il lun­go stal­lo, se è vero che non avrebbe avu­to effet­ti gravi sul­la fedeltà dei cor­ren­tisti, sta inizian­do a creare delle dif­fi­coltà oper­a­tive.

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Sul­lo sfon­do di ques­ta del­i­catis­si­ma trat­ta­ti­va c’ è poi il malu­more dif­fu­so di alcu­ni ambi­en­ti con­ti­nen­tali e in par­ti­co­lare tedeschi sul­la «ecces­si­va disponi­bil­ità» — così la definis­cono fra Can­cel­le­ria e Bun­des­bank — mostra­ta dall’ Europa nei con­fron­ti delle ragioni ital­iane per evitare le con­seguen­ze del cosid­det­to bail in (sal­vatag­gio inter­no) e for­ti perdite ad azion­isti ed obbligazion­isti. Ciò vale sia rispet­to alla vicen­da Mps che delle due banche venete, anche in questo caso lon­tano dall’ essere risol­ta.

Se è vero che l’ Italia non si è mossa quan­do le regole per­me­t­te­vano lau­ti aiu­ti statali alle banche — e molti ne fecero uso — oggi il quadro nor­ma­ti­vo è rad­i­cal­mente muta­to e i tedeschi si sono adeguati.

Basti dire che la famiger­a­ta Hsh di Ambur­go — in pas­sato pre­sa dalle autorità ital­iane come esem­pio di doppi­ope­sis­mo teu­ton­i­co per­ché ben­e­fi­cia­ria di un aiu­to pub­bli­co autor­iz­za­to anni pri­ma — ha rischi­a­to di fal­lire e ora è in ven­di­ta. A pri­vati.

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/supposta-collettiva-chiamata-mps-salvataggio-monte-146784.htm

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Il Pentagono ha ucciso Abdul Hasib capo dell’Isis in Afghanistan

Gli USA in un raid han­no ucciso Abdul Hasib leader del­lo Sta­to Islam­i­co in Afghanistan e 35 mil­i­tan­ti, tra cui diver­si alti respon­s­abili dell’Isis. Nell’attacco sono mor­ti anche due mil­i­tari statu­niten­si.

Abdul Hasib

Se l’uccisione di Hasib sarà con­fer­ma­ta, questo ci aiuterà a rag­giun­gere il nos­tro obi­et­ti­vo di dis­trug­gere l’Isis nel 2017”, ha dichiara­to il coman­do amer­i­cano in Afghanistan.

http://www.laprimapagina.it/2017/04/29/il-pentagono-ha-ucciso-abdul-hasib-capo-dellisis-in-afghanistan/

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Razionamento dell’acqua nella città di Roma bombardata

Razion­a­men­to dell’acqua nel­la cit­tà di Roma bom­bar­da­ta

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Razion­a­men­to dell’acqua nel­la cit­tà di Roma bom­bar­da­ta (Umber­to Gen­tiloni Sil­veri, Mad­dale­na Car­li, Bom­bar­dare Roma
Gli Alleati e la “cit­tà aper­ta” , 1940–1944)

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Fila di donne in attesa davanti a una tripperia in via dei Mille, foto in ”Franco Cristofori, Bologna. Gente e vita dal 1914 al 1945”, Bologna, Alfa, 1980, p. 465.

Fila di donne in atte­sa davan­ti a una trip­pe­ria in via dei Mille, foto in ”Fran­co Cristo­fori, Bologna. Gente e vita dal 1914 al 1945”, Bologna, Alfa, 1980, p. 465.

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