Peter Paul Rubens, Susanna and the Elders, 1607–1608

Peter Paul Rubens, Susan­na and the Elders, 1607 — 1608

Peter Paul Rubens, Susan­na and the Elders, 1607 — 1608, oil on can­vas, 94 x 66 cm (Gal­le­ria Borgh­ese, Rome)
Il rac­con­to bib­li­co:
Susan­na, bel­la e pia ragaz­za, viene nota­ta da due vec­chi che fre­quen­tano la casa di suo mar­i­to men­tre fa il bag­no nel suo gia­rdi­no. Cos­toro sono appe­na sta­ti nom­i­nati giu­di­ci e, infi­ammati di lus­suria, si fan­no sot­to con pro­poste infa­mi, minac­cian­do di accusar­la pres­so il mar­i­to di aver­la sor­pre­sa con un gio­vane amante se non si con­cede a loro. Al rifi­u­to di Susan­na l’accusano pub­bli­ca­mente di adul­te­rio. Por­ta­ta davan­ti al tri­bunale viene riconosci­u­ta colpev­ole e con­dan­na­ta a morte medi­ante lap­i­dazione, ma a questo pun­to si fa avan­ti Daniele:

« Men­tre Susan­na era con­dot­ta a morte, il Sig­nore sus­citò il san­to spir­i­to di un gio­vanet­to, chiam­a­to Daniele, [46] il quale si mise a gri­dare: «Io sono inno­cente del sangue di lei!». Tut­ti si voltarono ver­so di lui dicen­do: «Che vuoi dire con le tue parole?». [48] Allo­ra Daniele, stan­do in mez­zo a loro, disse: «Siete così stolti, Israeli­ti? Avete con­dan­na­to a morte una figlia d’Israele sen­za inda­gare la ver­ità! [49] Tor­nate al tri­bunale, per­ché cos­toro han­no depos­to il fal­so con­tro di lei». »
Questo inter­ven­to di Daniele, che poi inter­ro­ga per­sonal­mente i due calun­ni­a­tori e ne fa emerg­ere l’inganno, cos­ti­tu­isce anche l’inizio del suo per­cor­so pub­bli­co di pro­fe­ta. La rep­utazione di Susan­na viene resti­tui­ta all’onore e la fama di Daniele cresce fra il popo­lo.
Fonte Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Susanna_(Antico_Testamento)

I 1000 quadri più belli di tutti i tempi
 
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Storie omosessuali sul piccolo schermo

Gay e les­biche nei tele­film d’oltre oceano

whenwerise-Ele­na Romanel­lo – In Italia abbi­amo assis­ti­to di recente all’indignazione del par­la­mentare Mau­r­izio Lupi per una sce­na les­bi­ca nel­la fic­tion I bas­tar­di di Piz­zo­fal­cone, sen­za con­tare gli attac­chi con­tinui dei vari Adi­nolfi e soci con­tro quel­la che loro chia­mano pro­pa­gan­da omoses­suale.

In realtà, le sto­rie gay sono diven­tate nelle serie tv non una ques­tione di moda o di pro­pa­gan­da, ma un rac­con­to di una realtà sem­pre più sfac­cetta­ta, con deside­rio di inda­gare e sul pas­sato e sul pre­sente di una fet­ta del­la popo­lazione occi­den­tale e non solo.

Sul canale ABC è appe­na anda­ta in onda When we rise, minis­erie in sei episo­di idea­ta da Dustin Lance Black e diret­ta tra gli altri da Gus Van Sant, che rac­con­ta il movi­men­to per i diri­ti civili degli omoses­su­ali, dai fat­ti di Stonewall del 1969 ai giorni nos­tri. Tra gli inter­preti Guy Pearce, Whoopy Gold­berg, Mary Louise Park­er e Rachel Grif­fiths, per una vicen­da che è sta­ta molto apprez­za­ta e che è basa­ta su fat­ti real­mente accadu­ti.

Sul­la HBO è anda­ta in onda la serie Look­ing, non un grande suc­ces­so com­mer­ciale ma molto ama­to dal­la crit­i­ca, incen­tra­ta sul­la vita di un grup­po di omoses­su­ali nel­la San Fran­cis­co di oggi giun­ta anche in Italia su Sky Atlantic.

In Gran Bre­tagna Rus­sell T. Davies ha ideato le tre serie Cucum­ber, Banana e Tofu, che han­no par­la­to di sto­rie di vita di gay ingle­si oggi, sen­za tabù ses­su­ali ma rac­con­tan­do vicende a tut­to ton­do: la pri­ma vede una cop­pia di uomi­ni di mezz’età che si con­fronta con la non voglia di sposar­si di uno dei due, la sec­on­da rac­con­ta i gio­vani omoses­su­ali e les­biche di Man­ches­ter, men­tre la terza si pre­sen­ta come una rac­col­ta di inter­viste di per­sone reali sull’omosessualità negli ulti­mi decen­ni.

Di nuo­vo negli Sta­ti Uni­ti si seg­nala Trans­par­ent, serie tv idea­ta da Jill Soloway, prodot­ta da Ama­zon stu­dios, sto­ria di una famiglia di Los Ange­les dove il padre si riv­ela essere un trans­es­suale, pre­mi­a­ta agli Emmy e ai Gold­en Globes.

Il tut­to sen­za con­tare i per­son­ag­gi omoses­su­ali che ci sono ormai come com­pri­mari e non solo in varie serie, da Orange is the new black a Once upon a time, dove si è for­ma­ta l’inedita cop­pia Mulan e Dorothy de Il mago di Oz.

Del resto, il com­pi­to delle serie tv e di tutte le nar­razioni di oggi è rac­con­tare la realtà, tra gioie e dolori, vite pre­sen­ti, pas­sate e future, e anche se mag­a­ri c’è chi con­tin­ua ad obi­ettare l’omosessualità fa parte delle vite delle per­sone.

http://www.articolotre.com/2017/03/storie-omosessuali-sul-piccolo-schermo/

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Nuova tegola per Silvio Berlusconi: altri soldi alle olgettine

olgettine

Ennes­i­ma tego­la giudiziaria per Sil­vio Berlus­coni.

La Procu­ra di Milano ha infat­ti chiu­so un nuo­vo filone dell’inchiesta ‘Ruby ter’, in vista del­la richi­es­ta rin­vio a giudizio, per l’ex pre­mier accusato di cor­ruzione in atti giudiziari per aver ver­sato fino allo scor­so otto­bre qua­si 400 mila euro a tre delle ospi­ti delle ser­ate hard ad Arcore in cam­bio del loro silen­zio.

L’avviso di con­clu­sione indagi­ni su queste ulte­ri­ori somme che sareb­bero state pagate riguar­da anche Aris Espinosa, Elisa Toti e Gio­van­na Riga­to.

 http://www.articolotre.com/2017/03/nuova-tegola-per-silvio-berlusconi-altri-soldi-alle-olgettine/
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In arrivo la cometa di aprile

cometa

Il pri­mo aprile tut­ti con il naso all’insù: osser­van­do il cielo sarà pos­si­bile ammi­rare il pas­sag­gio del­la cometa 41P.

Dopo oltre cen­to anni infat­ti la cometa 41P/­Tut­tle-Gia­cobi­ni-Kre­sak – riferiscono gli esper­ti del­la Nasa – rag­giungerà il pun­to di mas­si­mo avvic­i­na­men­to alla Ter­ra ad una dis­tan­za di cir­ca 21,2 mil­ioni di km.

Vis­i­bile attra­ver­so bino­co­lo o tele­sco­pio la cometa – che prende il nome dall’astronauta statu­nitense Horace Par­nell Tut­tle che la avvistò per pri­mo nel 1858 e dagli astro­nau­ti Michel Gia­cobi­ni e Lubor Kresák che la risco­prirono nel 1907 e nel 1951 – tor­na dopo un’orbi­ta intorno al sole di 5,4 anni.

Si trat­ta di una delle ‘mag­ni­fiche 7’ che solcher­an­no il cielo nel 2017, in par­ti­co­lare una delle quat­tro peri­odiche (riconosci­bili dal­la let­tera ‘P’) che si riaf­fac­ciano a inter­val­li più o meno rego­lari.

Chi non rius­cisse a goder­si lo spet­ta­co­lo a causa del brut­to tem­po avrà la pos­si­bil­ità di assis­tere allo ‘show’ online, sul sito del­la Slooh Com­mu­ni­ty, gra­zie a dei tele­scopi fis­sati nelle isole Canarie

http://www.articolotre.com/2017/03/in-arrivo-la-cometa-di-aprile/

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Bologna. Nasce il primo condominio per anziani gay

gay

Inizia­ti­va con­tro la soli­tu­dine a Bologna.

L’idea è quel­la di pren­dere in ges­tione un palaz­zo in cit­tà con almeno 50 appar­ta­men­ti da des­tinare alla comu­nità omoses­suale (uomi­ni e donne), per aiutare le per­sone che, invec­chi­an­do, pos­sono ritrovar­si sole (per­ché sen­za figli o mag­a­ri a causa di lega­mi famil­iari inter­rot­ti).

Per­sone – si legge su gay.it – che desider­a­no vivere con altre per­sone LGBT in una strut­tura for­ni­ta di assis­ten­za san­i­taria e tem­po libero. Il prog­et­to – real­iz­za­to alla Bologna Busi­ness School – ha anche una final­ità sol­i­dale dal pun­to di vista eco­nom­i­co.

La soci­età – si legge – si occu­perà di cer­care un edi­fi­cio adat­to e un investi­tore che potrebbe o antic­i­pare le quote di affit­to (in atte­sa che si tro­vi­no gli inquili­ni) con una quo­ta min­i­ma iniziale sti­ma­ta in 400 mila euro, oppure met­tere a dis­po­sizione l’immobile.

Abbi­amo sti­ma­to che almeno 35 mila per­sone over 55 potreb­bero essere inter­es­sate a ques­ta soluzione, poten­zial­mente estendibile anche ad altri gran­di cen­tri ital­iani e già col­lau­da­ta all’estero”, spie­ga Giu­lia Fal­cone, una delle pro­motri­ci del prog­et­to.

http://www.articolotre.com/2017/03/bologna-nasce-il-primo-condominio-per-anziani-gay/

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Blitz antivitalizi: sospesi 29 deputati M5S

Seduta sospesa nell'Aula della Camera dove deputati del M5S durante il question time in diretta televisiva (rispondeva il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti) hanno esposto cartelli sotto il banco della presidenza ed a quelli del governo con la scritta "#si tengono il privilegio". +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

Sedu­ta sospe­sa nell’Aula del­la Cam­era dove dep­u­tati del M5S durante il ques­tion time in diret­ta tele­vi­si­va (rispon­de­va il min­istro dell’Ambiente Gian­lu­ca Gal­let­ti) han­no espos­to cartel­li sot­to il ban­co del­la pres­i­den­za ed a quel­li del gov­er­no con la scrit­ta “#si ten­gono il priv­i­le­gio”. +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUOESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

Dieci giorni di sospen­sione ai 29 dep­u­tati M5S che han­no protes­ta­to in Aula cau­san­done lo stop in diret­ta tv e impe­den­do la pros­e­cuzione del ques­tion time.

Per 4 dep­u­tati i giorni di sospen­sione sono 12 in quan­to han­no espos­to cartel­li sot­to il ban­co del­la pres­i­den­za dell’Aula. E’ ques­ta la sanzione com­mi­na­ta dall’Ufficio di Pres­i­den­za del­la Cam­era in segui­to alla bagarre sui vital­izi del 22 mar­zo scor­so, divisa in due episo­di: il caos in Aula e la ten­ta­ta irruzione in uffi­cio di pres­i­den­za (per cui la sanzione decisa è di 15 giorni).

L’ufficio di Pres­i­den­za, sanzio­nan­do con 15 giorni la ten­ta­ta irruzione del M5S in occa­sione del voto sulle delibere sui vital­izi, sot­to­lin­ea come il com­por­ta­men­to “aggres­si­vo” dei dep­u­tati che han­no rot­to il cor­done ten­tan­do l’irruzione nel­la Bib­liote­ca del­la Pres­i­den­za abbia reso ancor più grave l’episodio a causa del quale, si ricor­da, 4 assis­ten­ti par­la­men­tari (3 uomi­ni e una don­na) sono dovu­ti ricor­rere a cure mediche.

Tra i dep­u­tati sanzionati per la ten­ta­ta irruzione fig­u­ra­no Alessan­dro Di Bat­tista, Giuseppe Bresca, Mas­si­mo De Rosa (uni­co che riuscì ad entrare), Dani­lo Toninel­li, Michele Dell’Orco, Mar­co Brugnerot­to.

http://www.articolotre.com/2017/03/blitz-antivitalizi-sospesi-29-deputati-m5s/

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Agnelli sapeva dello striscione su Superga: “Ale sei un ciuccio, ti hanno beccato”

23.02.14, Torino, Juventus Stadium, serie A, Juventus-Torino, nella foto: striscione dei tifosi della Juventus che si riferisce alla tragedia di Superga

23.02.14, Tori­no, Juven­tus Sta­di­um, serie A, Juven­tus-Tori­no, nel­la foto: striscione dei tifosi del­la Juven­tus che si riferisce alla trage­dia di Super­ga

Tor­na d’attualità la ver­gog­nosa vicen­da degli striscioni inneg­gianti alla sci­agu­ra di Super­ga esposti nel­la cur­va bian­con­era in occa­sione del der­by Juven­tus-Tori­no del 23 feb­braio 2014.

Nel­la relazione di polizia giudiziaria si legge che «gli striscioni clan­des­ti­na­mente introdot­ti, pur nel­la con­sapev­olez­za che la loro espo­sizione avrebbe com­por­ta­to una sala­ta ammen­da per la Soci­età, inneg­gia­vano alla trage­dia di Super­ga e com­por­tarono il sanzion­a­men­to del­la Juven­tus da parte del giu­dice sporti­vo, con una ammen­da di 25.000 euro».

E anco­ra: Alessan­dro D’Angelo e Raf­faele Buc­ci (poi sui­cidatosi, ndr), «al fine di evitare lo sciopero del tifo ed even­tu­ali ritor­sioni nei con­fron­ti del­la pro­pria Soci­età di apparte­nen­za, si prestarono a intro­durre per­sonal­mente, all’interno del­lo sta­dio, degli zai­ni con­te­nen­ti striscioni e fumo­geni, così elu­den­do la sorveg­lian­za delle forze dell’ordine».

Tut­to però venne immor­ta­la­to dalle tele­camere di sorveg­lian­za e le carte ripor­tano anche che «D’Angelo infor­ma Buc­ci che ė sta­to bec­ca­to e gli riferisce che il Pres­i­dente l’aveva apos­trofa­to con la frase “Ale sei un ciuc­cio, ti han­no bec­ca­to”.

Per altro – anno­ta il procu­ra­tore fed­erale Pec­o­raro – il pres­i­dente Agnel­li era per­fet­ta­mente a conoscen­za dell’introduzione di mate­ri­ale vieta­to all’interno del­lo sta­dio per­ché di ciò infor­ma­to dal D’Angelo con il quale risul­ta intrat­tenere un rap­por­to per­son­ale di ami­cizia oltre che rap­por­ti di natu­ra pro­fes­sion­ale».

Quin­di Andrea Agnel­li era al cor­rente di tut­to. Il 23 feb­braio del 2014 il pres­i­dente Agnel­li è al tele­fono con D’Angelo. È appe­na fini­to il der­by. E il Secu­ri­ty Man­ag­er del­la Juve rac­con­ta che gli ultras non ave­vano man­tenu­to i pat­ti nonos­tante gli zai­ni con gli striscioni e i fuochi pirotec­ni­ci.

«Il pres­i­dente Agnel­li si lim­i­ta­va a rispon­dere “ma no no sono dei coglioni” sen­za altro com­men­to, con ciò dimostran­do di essere per­fet­ta­mente al cor­rente dei rap­por­ti fra i pro­pri col­lab­o­ra­tori ed espo­nen­ti del tifo orga­niz­za­to e del­la malavi­ta, gesti­ti al fine di assec­on­dare i tifosi».

 

http://www.articolotre.com/2017/03/agnelli-sapeva-dello-striscione-su-superga-ale-sei-un-ciuccio-ti-hanno-beccato/

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Il generale Angiolo Pellegrini racconta chi erano gli uomini di Falcone

pellegrini

’Voglio che i gio­vani sap­pi­ano chi era Gio­van­ni Fal­cone’’.

Questo, insieme al crudo sve­lar­si delle stra­gi e delle ragioni che con­dussero ‘’ad una guer­ra che ci impedirono di vin­cere’’, è lo scopo prin­ci­pale dell’allora Coman­dante del­la Sezione Anti­mafia di Paler­mo, Angi­o­lo Pel­le­gri­ni, che ha deciso di rac­con­tar­si nel suo libro: Noi, gli Uomi­ni di Fal­cone.

Libro che il gen­erale Pel­le­gri­ni pre­sen­terà domani 31 mar­zo nei locali del­la bib­liote­ca Gof­fre­do Mameli a Roma in via del Pigne­to 22 alle 18:30, mod­er­erà il dibat­ti­to il gior­nal­ista Attilio Bol­zoni.

Angi­o­lo Pel­le­gri­ni è nato a Roma nel 1942, gen­erale dell’Arma dei Cara­binieri, è sta­to coman­dante del­la sezione anti­mafia di Paler­mo dal 1981 al 1985. Come uomo di fidu­cia del pool, e in par­ti­co­lare di Gio­van­ni Fal­cone, ha por­ta­to a com­pi­men­to le più impor­tan­ti indagi­ni nei con­fron­ti di Cosa Nos­tra.

Lo chia­ma­vano Bil­ly the Kid. un masti­no cal­abrese che non molla­va mai, temu­to ma rispet­ta­to anche da quel­li che avrebbe arresta­to.  Sbar­ca­to nel­la “ter­ra di mez­zo” nell’anno 1981 men­tre infu­ri­a­va la guer­ra di mafia, men­tre le lupare veni­vano sos­ti­tu­ite dai fucili d’assalto di fab­bri­cazione sovi­et­i­ca, men­tre i cor­leone­si spargevano ter­rore sot­to il Monte Pel­le­gri­no e sul­la trat­ta Paler­mo-Cata­nia cor­re­vano appalti e sub­ap­palti, spregiu­di­cate oper­azioni immo­bil­iari, mazzette, false fat­turazioni mil­iar­darie, indus­tri­ali col­lusi, col­let­ti bianchi e rispet­ta­bilis­si­mi cav­a­lieri del lavoro.

Nel Gen­naio del 1986, pro­mosso mag­giore,  è sta­to asseg­na­to all’Ufficio Crim­i­nal­ità Orga­niz­za­ta del Coman­do Gen­erale dell’Arma dei Cara­binieri: in tale veste ha parte­ci­pa­to e coor­di­na­to l’attività anti­crim­ine a liv­el­lo nazionale e ha svolto un ruo­lo di tut­to rilie­vo in organ­is­mi inter­nazion­ali.

Nel 1992 è sta­to chiam­a­to a dirigere il Cen­tro Oper­a­ti­vo del­la Direzione Inves­tiga­ti­va Anti­mafia  di Reg­gio Cal­abria,  incar­i­co che ha svolto fino ad  otto­bre 1998.

 Dal pri­mo otto­bre 2006 a mar­zo 2012 è sta­to  pres­i­dente del Con­sorzio Piana Sicu­ra, di cui face­vano parte la Regione Cal­abria, la Provin­cia di Reg­gio Cal­abria, l’Associazione Svilup­po Indus­tri­ale e i comu­ni del­la Piana di Gioia Tau­ro, con com­pi­ti di legal­ità, sicurez­za, svilup­po eco­nom­i­co ed immag­ine del­la Regione.

 

http://www.articolotre.com/2017/03/il-generale-angiolo-pellegrini-racconta-chi-erano-gli-uomini-di-falcone/

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