Dove nasconderti (e quanto rimanere nel rifugio) se esplode una bomba atomica sulla tua città

Andy Kier­sz Dave Mosh­er

Shut­ter­stock

Il pres­i­dente Trump si è lan­ci­a­to in una nuo­va cor­sa agli arma­men­ti. La Rus­sia ha vio­la­to i trat­tati per accrescere il pro­prio arse­nale nucleare. La Corea del Nord sta svilup­pan­do mis­sili a lun­go rag­gio e si sta eserci­tan­do per la guer­ra nucleare — e l’esercito statu­nitense sta pren­den­do in con­sid­er­azione attac­chi pre­ven­tivi alle postazioni mil­i­tari del­la nazione iso­la­ta.

Nel frat­tem­po, il ter­ror­is­mo nucleare e le bombe sporche riman­gono una minac­cia pre­oc­cu­pante.

Anche se è improb­a­bile che queste situ­azioni inneschi­no l’opzione dis­per­a­ta del­la guer­ra nucleare, e men che meno di un’esplosione nel tuo quartiere, sono però molto pre­oc­cu­pan­ti.

Per cui potresti chieder­ti, “Come devo com­por­tar­mi in caso di soprav­viven­za a un’esplosione nucleare?”.

Michael Dil­lon, ricer­ca­tore del Lawrence Liv­er­more Nation­al Lab­o­ra­to­ry, ha fat­to un po’ di cal­coli e ha prova­to a immag­inare come com­por­tar­si in propos­i­to con uno stu­dio del 2014 pub­bli­ca­to dal gior­nale Pro­ceed­ings of the Roy­al Soci­ety A: Math­e­mat­i­cal and Phys­i­cal Sci­ences.

Analoga­mente, agen­zie gov­er­na­tive e altre orga­niz­zazioni han­no appro­fon­di­to questo ter­ri­bile  argo­men­to e han­no dif­fu­so rac­co­man­dazioni det­tagli­ate e piani d’intervento.

Lo sce­nario

TTstudio/Shutterstock

Sei in una grande cit­tà appe­na col­pi­ta da un’esplosione nucleare a bas­so poten­ziale, tra lo 0,1 e i 10 chilo­toni; una poten­za molto minore del­la bom­ba sgan­ci­a­ta su Hiroshi­ma, che era di cir­ca 15 chilo­toni. Non è improb­a­bile se si pen­sa ad arma­men­ti quali la nuo­va bom­ba a cadu­ta lib­era B61-12, che è sta­ta costru­i­ta dagli USA e rag­giunge i 50 chilo­toni, ma può essere por­ta­ta a una poten­za di 0,3 chilo­toni (Rus­sia e Pak­istan stan­no lavo­ran­do su sim­ili armi nucleari cosid­dette “tat­tiche”).

Gli stu­di han­no mostra­to che tu e almeno altri 100.000 tuoi concit­ta­di­ni potete sal­varvi, se rius­cite a restare sani di mente espo­nen­dovi poco alle radi­azioni.

Uno dei tuoi obi­et­tivi prin­ci­pali e imme­diati è quel­lo di evitare il fall-out.

Come evitare le radi­azioni del fall-out

Il fall-out è un insieme di mate­ri­ale esplo­si­vo, ter­reno e mac­erie vapor­iz­zate reso radioat­ti­vo e spar­so in giro dai ven­ti sot­to for­ma di pol­vere e cenere (a New York, ad esem­pio, si dif­fonderebbe ver­so est). Nel grafi­co sot­to è la mac­chia vio­la.

FEMA

La cosa migliore da fare è trovare un buon pos­to dove nascon­der­si. Mag­giore è la den­sità del mate­ri­ale che si frap­pone fra te e il mon­do ester­no, meglio è —  poi aspet­ta che i soc­cor­si ti rag­giungano.

Il gov­er­no USA racco­man­da di nascon­der­si in un edi­fi­cio vici­no, ma non tut­ti rap­p­re­sen­tano un vero riparo da un fall-out nucleare.

I rifu­gi inadeguati, che cos­ti­tu­is­cono cir­ca il 20% delle case, sono costru­iti con mate­ri­ali leg­geri e sono privi di scant­i­nati.

I rifu­gi migliori sono fat­ti di mat­toni pieni e cemen­to e privi di finestre. Come un rifu­gio antiatomi­co, appun­to.

Ques­ta immag­ine, trat­ta da una gui­da del gov­er­no USA for­nisce una vaga idea su che cosa ren­da un edi­fi­cio un pos­to migliore o peg­giore in cui nascon­der­si in caso di fall-out:

Liv­el­li di pro­tezione dalle radi­azioni offer­ti di vari edi­fi­ci e diver­si pun­ti. I numeri più alti sig­nif­i­cano un mag­gior liv­el­lo di pro­tezione. Lawrence Liv­er­more Nation­al Laboratory/FEMA

Nascon­der­si in un sot­to-sem­i­nter­ra­to di un con­do­minio in mat­toni di cinque piani, ad esem­pio, dovrebbe esporti a solo 1/200 del­la quan­tità di radi­azione da fall-out ester­na.

Men­tre restartene nel salot­to del­la tua casa a un piano costru­i­ta in leg­no, dimezzerà soltan­to la radi­azione, cosa che, se sei nei pres­si di un’esplosione nucleare non ti servirà a molto.

Allo­ra, cosa devi fare se non c’è un buon rifu­gio nelle imme­di­ate vic­i­nanze? Resti in un rifu­gio inadegua­to o rischi di esporti per trovare un rifu­gio migliore? E quan­to devi aspettare?

Resto o riman­go?

Nel suo stu­dio del 2014, Dil­lon ha svilup­pa­to dei mod­el­li per com­piere la scelta migliore. Men­tre la rispos­ta dipende dal­la dis­tan­za dall’esplosione, che deter­min­erà la veloc­ità con cui si pre­sen­terà il fall-out, esistono però alcune regole gen­er­ali da seguire.

Se durante l’esplosione ti tro­vi nelle imme­di­ate vic­i­nanze o all’interno di un rifu­gio soli­do, res­ta lì fino a quan­do i soc­cor­si ven­gono a evac­uar­ti ver­so un pos­to meno radioat­ti­vo.

Se non ti tro­vi già in un rifu­gio antiatomi­co, ma conosci un pos­to a cir­ca cinque minu­ti di dis­tan­za — mag­a­ri un grande con­do­minio con un sot­ter­ra­neo a qualche iso­la­to di dis­tan­za – i suo i cal­coli sug­geriscono di andar­ci velo­ce­mente e restarvi.

Ma se il bell’edificio di mat­toni pieni si tro­va a un quar­to d’ora, allo­ra è meglio rifu­gia­r­si nel rifu­gio ‘leg­gero’ per un po’— per spostar­ti prob­a­bil­mente dopo un’ora in un rifu­gio migliore.

Ciò per­ché un po’ del­la radi­azione più inten­sa dovu­ta a fall-out a quel pun­to si è pla­ca­ta, anche se è sem­pre meglio ridurre la tua espo­sizione.

https://it.businessinsider.com/dove-nasconderti-e-quanto-rimanere-nel-rifugio-se-esplode-una-bomba-atomica-sulla-tua-citta/

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