Roma, abusiva da dieci anni in un appartamento, sgomberata famiglia

Oper­azione dei vig­ili a Pri­mavalle inseri­ta nel piano di recu­pero del pat­ri­mo­nio immo­bil­iare di Roma Cap­i­tale

di FLAMINIA SAVELLI

126 Da dieci anni occu­pa­vano l’appartamento di via Bor­romeo a Pri­mavalle. Ma ques­ta mat­ti­na, in un’operazione dei vig­ili urbani inseri­ta nel piano di recu­pero del pat­ri­mo­nio immo­bil­iare di Roma Cap­i­tale, la famiglia di irre­go­lari è sta­ta sgomber­a­ta. La casa lib­er­a­ta è sta­ta già riasseg­na­ta a una delle famiglie che era in atte­sa di una col­lo­cazione. Un’assegnazione record per impedire che l’immobile venisse occu­pa­to nuo­va­mente.

Nel blitz era pre­sente anche l’Unità di Sup­por­to al Dipar­ti­men­to
Politiche Abi­ta­tive che dal giug­no 2016 sta coor­di­nan­do le oper­azioni per con­to del comune. L’appartamento era infat­ti tra gli immo­bili dell’Ater. Dal­la scor­sa estate sono 87 le occu­pazioni abu­sive che i caschi bianchi han­no accer­ta­to e sui cui sono scat­tate le oper­azioni di sgombero. Tut­ti gli immo­bili sono rien­trati nel pat­ri­mo­nio immo­bil­iare del Campi­doglio e anche in questo caso, per evitare altre occu­pazioni abu­sive, sono state già riasseg­nate agli aven­ti dirit­to.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2017/02/28/news/roma_occupavano_abusivamente_un_appartamento_sgomberata_famiglia-159460341/

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DEPUTATI DEL PD? 20MILA EURO AL MESE PER TROMBARE CON LE COLLEGHE! NEL PALAZZO NON SI PARLA D’ALTRO, ALLA FACCIA DI ESODATI E DISOCCUPATI

IN PARLAMENTO SI LAVORA POCO, MA SI SCOPA MOLTO! – NEI PALAZZI NON SI PARLA D’ALTRO: 5 COPPIE SEGRETE DENTRO AL PD, DI PARLAMENTARI SPOSATI. DUE VIVONO INSIEME DURANTE LA SETTIMANA, ALTRI DUE SONO STATI BECCATI DALLA MOGLIE DI LUI. UNA RELAZIONE INTENSA CONCLUSA DOPO LA PAURA DI UNA GRAVIDANZA GALEOTTA
Nei cor­ri­doi di palaz­zo si accu­sano gli ecces­si di noia del­la polit­i­ca, veri respon­s­abili di questo pre­oc­cu­pante accen­der­si degli ormoni demo­c­ra­ti­ci: Cinque cop­pie, unite nel cre­do politi­co, ma for­mal­mente clan­des­tine, vis­to che tut­ti e dieci gli aman­ti demo­c­ra­ti­ci han­no mat­ri­moni rego­lari e famiglie…
Fran­co Bechis per “Libero Quo­tid­i­ano”
Sem­bra un roman­zone rosa dei vec­chi tem­pi: amori clan­des­ti­ni, tradi­men­ti, vendette, doppie vite, perfi­no un figlio del­la col­pa. Fat­ti pri­vati, nat­u­ral­mente, che non meritereb­bero due righe non fos­se che tut­to ciò è avvenu­to nei grup­pi par­la­men­tari del Par­ti­to demo­c­ra­ti­co, e coin­vol­gen­do anche leader di pri­mo piano e due espo­nen­ti del gov­er­no, ques­ta pic­co­la Sodoma a Palaz­zo è ormai fra i prin­ci­pali argo­men­ti di chi­ac­chiera polit­i­ca nei capan­nel­li di sen­a­tori e dep­u­tati.
Cinque cop­pie, unite nel cre­do politi­co, ma for­mal­mente clan­des­tine, vis­to che tut­ti e dieci gli aman­ti demo­c­ra­ti­ci han­no mat­ri­moni rego­lari e famiglie. Due di loro sono i meglio orga­niz­za­ti: vivono insieme a Roma dal mart­edì al giovedì sera, poi il ven­erdì sal­vo impeg­ni isti­tuzion­ali ognuno dei due tor­na fra le brac­cia del­la famiglia rego­lare, lui nel cen­tro-Nord e lei a Sud.
Resistono da qualche anno, e sem­bra­no assai soli­di. Altri due han­no tuba­to per mesi, ma non sono sta­ti così bravi a pro­teggere la clan­des­tinità, vis­to che la notizia è arriva­ta alla moglie di lui. Sec­on­do i com­pag­ni di par­ti­to, la relazione è sta­ta così inten­sa e peri­colosa da avere fat­to rischiare il clas­si­co figlio del­la col­pa.
Un allarme che poi sarebbe rien­tra­to, con­vin­cen­do i due però a sep­a­rar­si subito dopo l’ estate. Nei cor­ri­doi di palaz­zo si accu­sano gli ecces­si di noia del­la polit­i­ca, veri respon­s­abili di questo pre­oc­cu­pante accen­der­si degli ormoni demo­c­ra­ti­ci…

FONTE
http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/parlamento-si-lavora-poco-ma-si-scopa-molto-palazzi-non-si-parla-113030.htm

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http://direttanfo.blogspot.it/2017/02/deputati-del-pd-20mila-euro-al-mese-per.html

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Ex Generale Mori: mafia sconfitta. I magistrati “oggi mafia più forte che mai”

Oggi la mafia è qua­si scon­fit­ta defin­i­ti­va­mente. Scon­fit­ta non dal­la polizia e dai mag­is­trati ma per­ché è venu­ta meno la soci­età che la sup­por­t­a­va. La mafia è una devi­azione cul­tur­ale, è sta­ta scon­fit­ta da una soci­età che si è evo­lu­ta. E quel­la soci­età che la tene­va in pie­di si è sgre­to­la­ta”. Fir­ma­to Mario Mori, ex gen­erale, ex prefet­to, ex coman­dante del ROS e ex diret­tore del Sis­de.

La Themis & Metis non può restare indif­fer­ente a sim­ili dichiarazioni, non fos­se altro che per quel che è emer­so durante l’incontro pub­bli­co da noi orga­niz­za­to insieme al M5S di Berg­amo, dal tito­lo “La mafia è sta­ta sconfitta?”dove, fra le autorevoli per­son­al­ità pre­sen­ti, Nino Di Mat­teo, mag­is­tra­to impeg­na­to nel proces­so trat­ta­ti­va Sta­to-mafia, ha smen­ti­to net­ta­mente le dichiarazioni rilas­ci­ate da Mat­teo Ren­zi, all’epoca Pres­i­dente del con­siglio che, affet­to dal­lo stra­no ottimis­mo che par colpire anche l’ex gen­erale Mori, dichiar­a­va al G20, alla pre­sen­za dei più gran­di capi di Sta­to “Abbi­amo scon­fit­to stra­gi e mafia, l’Italia ha la forza per affrontare anche il ter­ror­is­mo”

In quell’incontro, Nino Di Mat­teo disse “Mafia e cor­ruzione sono ormai fac­ce del­la stes­sa medaglia ma men­tre i boss sono adeguata­mente puni­ti, i cor­rot­ti che van­no a brac­cet­to con i padri­ni sono garan­ti­ti da una sostanziale impunità dal­la polit­i­ca”. Gli fa eco il mag­is­tra­to del­la DDA di Reg­gio Cal­abria Giuseppe Lom­bar­do: “il con­cet­to di mafia che ci rac­con­tano è super­a­to e oggi per com­bat­tere le mafie è nec­es­sario uti­liz­zare stru­men­ti di con­trasto estrema­mente evo­lu­ti che noi con­tinuiamo a chiedere. Una sola doman­da c’è da fare al potere politi­co e leg­isla­ti­vo: da che parte state?”.

Oggi la mafia è qua­si scon­fit­ta defin­i­ti­va­mente” dice Mori…

Poche set­ti­mane fa, un gior­nale ha defini­to Mario Mori ” leggen­da dell’intelligence ital­iana” il che ci stupisce notevol­mente dato che, pro­prio su questo sito, abbi­amo rac­con­ta­to i gran­di suc­ces­si dell’ex gen­erale in ques­tione che di leggen­dario non ha nul­la. Dopo lo stu­pore, arri­va il ridi­co­lo nell’apprendere che, pre­sen­tan­do il suo libro “Oltre il ter­ror­is­mo”, Mario Mori da lezioni di cac­cia ai ter­ror­isti islam­i­ci, lui che non ha cat­tura­to Proven­zano pur aven­do­lo a un tiro di schiop­po .

Citan­do un altro dei suoi lib­ri, “Servizi e seg­reti” il sen­so del ridi­co­lo non scom­pare per­ché, sem­pre facen­do il dovu­to rap­por­to fra la realtà pro­fes­sion­ale dell’ex gen­erale e quel che ten­ta di trasmet­tere ai suoi let­tori, ne dedu­ci­amo un modo biz­zarro di offrire ver­ità, ossia : Mario Mori face­va parte dei servizi e con­tem­po­ranea­mente collezion­a­va seg­reti che i mag­is­trati di Paler­mo, stan­no oggi ten­tan­do di sve­lare al Paese in quan­to moti­vo di pro­fondis­si­mi dub­bi sul­la con­dot­ta riscon­tra­ta anche nel proces­so “man­ca­ta cat­tura Proven­zano” che lo ha vis­to sul ban­co degli impu­tati. Da qui dunque i suoi servizi e i suoi seg­reti.

Oggi la mafia è qua­si scon­fit­ta defin­i­ti­va­mente” dice Mori…

E’ emer­so che Castel­ve­tra­no, paese del lati­tante numero uno in Italia, Mat­teo Messi­na Denaro, è la cap­i­tale del­la mas­sone­r­ia in Italia e che l’intreccio di potere cre­ato intorno alla pro­tezione del super­lati­tante, “è in gra­do di influire sulle attiv­ità ammin­is­tra­tive e il fun­zion­a­men­to degli enti pub­bli­ci.” Il medes­i­mo intrec­cio di potere avvis­ta­to nel nord dell’Italia, in Toscana esat­ta­mente; anche qui, il nome di Messi­na Denaro è una qua­si nor­mal­ità negli ambi­en­ti fre­quen­tati da impren­di­tori e banchieri.Matteo Messi­na Denaro è con­sid­er­a­to il boss più ric­co e potente di Cosa Nos­tra e dal 2010, è inser­i­to nell’elenco dei dieci lati­tan­ti più peri­colosi del mon­do. Numerose tes­ti­mo­ni­anze riscon­trate, affer­mano che la rete di potere che lo cir­con­da e pro­tegge, ha influen­za­to e con­tin­ua ad influen­zare la vita polit­i­ca ital­iana e quan­do i mafiosi arrivano ad occu­pare posti in Par­la­men­to, le ricadute sul­la vita sociale ed eco­nom­i­ca rag­giun­gono dimen­sioni cat­a­stro­fiche.

Oggi la mafia è qua­si scon­fit­ta definitivamente”dice Mori…

Rober­to Scarpina­to, Procu­ra­tore gen­erale del­la Corte d’Appello di Paler­mo, pochi giorni fa ha illus­tra­to il nuo­vo mon­do del­la mafia che non da alcun seg­no di scon­fit­ta ma al con­trario, evi­den­zia vita flori­da “gra­zie al coin­vol­gi­men­to 
di avvo­cati, com­mer­cial­isti, ban­cari e altri col­let­ti bianchi in un fenom­e­no con­sol­ida­to, per­ché sono loro a offrire i servizi di cui la crim­i­nal­ità orga­niz­za­ta neces­si­ta. Suc­cede nel Merid­ione, dove sono sta­ti con­dan­nati parec­chi pro­fes­sion­isti, suc­cede al Nord 
e all’estero.”

Non ultime, le anal­isi del procu­ra­tore nazionale anti­mafia Fran­co Rober­ti, anch’esse in net­to con­trasto rispet­to alle parole di Mario Mori: “Oggi la vera svol­ta è il salto del­la medi­azione: le mafie man­dano in Par­la­men­to e nelle isti­tuzioni i loro uomi­ni, le loro proiezioni”. Parole chiare che ci aiu­tano a capire quan­ta poten­za crim­i­nale in più ci sia nel Paese oggi rispet­to a 20 anni fa e pro­prio a causa delle col­lu­sioni che l’ex gen­erale, si guar­da bene dall’evidenziare ad ogni inter­ven­to pub­bli­co.

Oggi la mafia è qua­si scon­fit­ta defin­i­ti­va­mente” dice Mori, il fenom­e­no che si guadagna, (insp­ie­ga­bil­mente), pla­tee di stu­den­ti nelle scuole dove, emozionati e col fia­to sospe­so ascoltano il grande eroe che NON HA cat­tura­to i peg­giori mafiosi, che NON HA imped­i­to l’infiltrazione del­la mafia nel­la Cap­i­tale che NON HA por­ta­to a ter­mine altri obi­et­tivi pun­tual­mente fal­li­ti.”

Oggi la mafia è qua­si scon­fit­ta defin­i­ti­va­mente” è una men­zogna che fa como­do solo a chi non l’ha mai real­mente con­trasta­ta. Che ven­ga oltre­tut­to ripetu­ta davan­ti a gio­vani e gio­vanis­si­mi, ci reca una grande pre­oc­cu­pazione.

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Francesca Sco­leri

https://www.themisemetis.com/politica/ex-generale-mori-mafia-sconfitta-magistrati-oggi-mafia-forte-mai/765/

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Gianni come Dj Fabo, morto alle 12 un pensionato veneto in Svizzera

Gian­ni come Dj Fabo, mor­to alle 12 un pen­sion­a­to vene­to in Svizzera

È mor­to a mez­zo­giorno Gian­ni Trez, il pen­sion­a­to veneziano di 65 anni che ha scel­to il sui­cidio assis­ti­to nel­la stes­sa strut­tura svizzera in cui si è las­ci­a­to morire Dj Fabo. «Non ha sof­fer­to, era sereno, io e mia figlia gli abbi­amo stret­to le mani fino all’ultimo» ha det­to la moglie Emanuela Di San­zo, che ha poi ringrazi­a­to gli infer­mieri svizzeri del­la Dig­ni­tas, i volon­tari veneti dell’Avapo, lan­cian­do infine un appel­lo ai par­la­men­tari: «ora fac­ciano una legge per impedire questi pel­le­gri­nag­gi crudeli».  Le ultime parole. «Potrei vivere anco­ra mesi, forse anni, ma non riesco a man­gia­re, a par­lare, a dormire. Pro­vo dolori lanci­nan­ti. È una sof­feren­za sen­za sen­so». A dir­lo è Gian­ni, pen­sion­a­to Tele­com, vene­to, di 64 anni che sta­mat­ti­na si è sot­to­pos­to a sui­cidio assis­ti­to nel­la clin­i­ca Dig­ni­tas, la stes­sa dove ieri si è spen­to Dj Fabo. «Sono sem­pre sta­to un salutista. Veg­ano, addirit­tura», ha rac­con­ta­to l’uomo al Fat­to Quo­tid­i­ano. «Poi la diag­nosi del tumore, la pri­ma oper­azione, le cure. Quin­di la ricadu­ta, altre ter­apie, altra oper­azione. E ho det­to bas­ta! Mi sono infor­ma­to, ho manda­to le cartelle cliniche. E alla fine, dopo mesi di atte­sa, mi han­no con­vo­ca­to».  Inter­vis­ta­ta dal Cor­riere, la moglie Emanuela, in Svizzera con la figlia Mar­ta, spie­ga che «Gian­ni è mala­to da due anni e la sua malat­tia lo ha ridot­to ad avere una non vita. Diver­si anni fa, ben pri­ma che Gian­ni si ammalasse, erava­mo insieme davan­ti alla tele­vi­sione e guar­dava­mo un pro­gram­ma dove c’era un servizio pro­prio su questo sui­cidio assis­ti­to in Svizzera», rac­con­ta. «Gian­ni mi ha guarda­to e me lo ha det­to in quel momen­to: ‘Se mi amma­lo voglio morire così’. Adesso siamo qui». «Vivi­amo in un Paese incivile — sot­to­lin­ea la don­na — che non con­cede di morire in modo dig­ni­toso».

http://www.leggo.it/news/italia/morto_gianni_trez_pensionato_suicidio_assistito-2287357.html

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Nicki Minaj, su Instagram la foto dal set dell’ultimo video di Grizz Lee

Nic­ki Minaj, su Insta­gram la foto dal set dell’ultimo video di Grizz Lee

Nicki Minaj

LOS ANGELESNic­ki Minaj ha con­di­vi­so una foto dal set dove si sta giran­do l’ultimo video del suo ex fidan­za­to Grizz Lee. Nic­ki Minaj, bel­lis­si­ma e sexy, mette in mostra le sue curve. Intan­to è usci­to il nuo­vo sin­go­lo del rap­per Guc­ci Mane che duet­ta con Nic­ki Minaj e in pochi giorni la can­zone ha super­a­to ha già super­a­to il mil­ione e mez­zo di visu­al­iz­zazioni su YouTube. AncheKendrick Lamar ha fat­to i com­pli­men­ti a Nic­ki Minaj per la can­zone: “Lo adoro Nic­ki”. Imme­di­a­ta la rispos­ta del­la for­mosa can­tante: “Sape­vo che ti sarebbe piaci­u­ta. Gra­zie Kendrick”.

Com­pli­men­ti sor­pren­den­ti vis­to che in una stro­fa la Minaj non sem­bra molto ten­era con il fenom­e­no di Comp­ton. “Bitch I’m the great­est, no Kendrick and no Sia/ I’m the iPhone, you the Nokia”, “Sono io la più grande, non Kendrick, non Sia. Sono l’iPhone, voi il Nokia”.
 
 
http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/nicki-minaj-su-instagram-la-foto-dal-set-dellultimo-video-di-grizz-lee-2644881/
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Il mal di schiena accorcia la vita: innesca un effetto domino sulla salute

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SYDNEY – Il mal di schiena accor­cia la vita. Uno stu­dio dell’Università di Syd­ney indi­ca che chi sof­fre di quel­la che è la causa prin­ci­pale di dis­abil­ità nel mon­do ha una prob­a­bil­ità mag­giore del 13% di morire pri­ma del tem­po rispet­to a chi non ne sof­fre.

Nel­lo stu­dio pub­bli­ca­to sull’European Jour­nal of Pain i ricer­ca­tori del­la facoltà di Scien­ze del­la Salute dell’ateneo aus­traliano han­no esam­i­na­to la prevalen­za di mal di schiena (inte­so come dolore lom­bare gener­i­co o dolore acu­to) fra 4.390 gemel­li dane­si di età com­pre­sa fra i 70 e i 102 anni, e han­no poi com­para­to tali sta­tis­tiche con il reg­istro delle mor­ti.

Dal­lo stu­dio è emer­so che “le per­sone più anziane che denun­ciano dolore spinale han­no un mag­gior ris­chio del 13% di mor­tal­ità per anno di vita, ma la con­nes­sione non è causale”, scrive il respon­s­abile del­lo stu­dio Paulo Fer­reira. Il ricer­ca­tore si dichiara non sor­pre­so dei risul­tati. “Il dolore alla schiena ha impor­tan­ti con­seguen­ze con il pas­sare degli anni e le per­sone in genere non ne sono con­sapevoli”.

Riguar­do al fat­to che i risul­tati non sono “causali”, Fer­reira spie­ga che “benché non vi sia una cor­re­lazione indipen­dente con la dura­ta di vita, il dolore alla schiena tende a creare un effet­to domi­no, che impat­ta neg­a­ti­va­mente sul­la salute e accresce la prob­a­bil­ità di morte pre­matu­ra”, aggiunge.

http://www.blitzquotidiano.it/salute/il-mal-di-schiena-accorcia-la-vita-innesca-un-effetto-domino-sulla-salute-2644274/

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Israele ammonisce Amazon: “Rimuovete subito i libri negazionisti”

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ROMA – Israele ammonisce Ama­zon: “Rimuovete subito i lib­ri negazion­isti”. Nel ten­ta­ti­vo di con­tribuire alla lot­ta con­tro l’antisemitismo, Yad va-Shem (il Memo­ri­ale dell’Olocausto con sede a Gerusalemme) si è riv­olto di recente, e non per la pri­ma vol­ta, ad Ama­zon affinché ces­si le ven­dite di lib­ri che negh­i­no la Shoah, o che la banal­izzi­no. Lo ha det­to al Jerusalem Post Robert Rozett, diret­tore delle bib­lioteche del Museo dell’Olocausto di Gerusalemme. ”Già da molti anni – ha affer­ma­to – la let­ter­atu­ra che nega l’Olocausto è recu­per­abile lib­era­mente su Ama­zon.

Molti titoli sono accom­pa­g­nati da critiche entu­si­as­tiche di let­tori e da con­sigli di appro­fondi­men­ti del­lo stes­so stile”. In segui­to al dif­fonder­si di episo­di di anti­semitismo nel mon­do, Rozett ha scrit­to al numero uno di Ama­zon, Jeff Bezos, per chieder­gli nuo­va­mente di “rimuo­vere i lib­ri che negano, dis­tor­cono o banal­iz­zano l’Olocausto”.

La lib­era dis­cus­sione di idee è essen­ziale nei sis­te­mi demo­c­ra­ti­ci, ha riconosci­u­to Rozett, “ma facil­itare la dis­sem­i­nazione di idee cariche di odio è quan­to meno irre­spon­s­abile”. Sec­on­do Yad va-Shem, Ama­zon – così come altri oper­a­tori sul web – “non può esimer­si dalle pro­prie respon­s­abil­ità”.

L’accusa di Rozett, e di Israele, è quel­la di non fil­trare i con­tenu­ti negazion­isti nei pae­si dove confutare l’Olocausto non è reato, come per esem­pio negli Sta­ti Uni­ti e nel Reg­no Uni­to. Il quo­tid­i­ano israeliano “Times of Israel” ha ripor­ta­to alcu­ni titoli palese­mente negazion­isti che, almeno fino a qualche ora fa, era­no anco­ra disponi­bili e in ven­di­ta negli Usa e altri pae­si, come “Did Six Mil­lion Real­ly Die?” (“Sono davvero morte sei mil­ioni di per­sone?”) di Richard Har­wood, oppure “The Six Mil­lion: Fact or Fic­tion?” (“Sei mil­ioni: ver­ità o finzione?”) di Peter Win­ter e la ver­sione inglese de “Il mito del­lo ster­minio ebraico” del negazion­ista ital­iano Car­lo Mat­tog­no. Alcu­ni di questi lib­ri han­no svariati com­men­ti e recen­sioni che addirit­tura “lodano il loro lavoro”. (Antonel­lo Guer­ra, La Repub­bli­ca)

http://www.blitzquotidiano.it/media/israele-ammonisce-amazon-rimuovete-subito-i-libri-negazionisti-2644246/

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Oria. Ucciso da un vigile con un colpo di pistola: il Comune richiede la restituzione del risarcimento

vigile-RedazioneFredda­to con un colpo di pis­to­la esploso da unvig­ile urbano in servizio.
 Era l’11 agos­to del 1991 quan­doMario De Nuz­zo, gio­vane di Oria, provin­cia di Brin­disi, veni­va ucciso in pieno cen­tro davan­ti a sette tes­ti­moni. La sua uni­ca col­pa, dicono i famil­iari, aver ten­ta­to di scav­al­care un muret­to per assis­tere al palio cit­tadi­no.
 Più di vent’anni dopo, con una delib­era del pri­mo feb­braio scor­so, il Comune di Oria ha avvi­a­to le pro­ce­dure per ripren­der­si i 508mila euro di ris­arci­men­tocon­ces­si in un pri­mo tem­po ai famil­iari del 17enne ucciso.  
Dopo due sen­ten­ze di con­dan­na, in pri­mo e sec­on­do gra­do, il Comune ha fat­to ricor­so e nel mar­zo del 2012 la Cas­sazione ha annul­la­to le prece­den­ti sen­ten­ze.  
Sec­on­do i giu­di­ci di Cas­sazione, l’uomo con­dan­na­to per l’omicidio di De Nuz­zo avrebbe infat­ti agi­to per motivi di “risen­ti­men­to per­son­ale” (ques­ta l’espressione usa­ta nel­la sen­ten­za), e non nell’interesse dell’ente. Dietro l’omicidio del 17enne ci sarebbe sta­to infat­ti uno screzio, avvenu­to il giorno prece­dente: il vig­ile urbano avrebbe fer­ma­to Mario De Nuz­zo “pizzi­can­do­lo” sul­lo scoot­er assieme a un sec­on­do passeg­gero. 
Sec­on­do la tesi dei legali comu­nali ci sarebbe sta­to un vio­len­to diver­bio, sec­on­do i famil­iari il vig­ile avrebbe allon­tana­to il 16enne riv­ol­gen­dogli pesan­ti minac­ce. Il giorno dopo i due si incon­tra­no di nuo­vo durante la rie­vo­cazione stor­i­ca del ‘Toreno dei Rioni’.
Nasce un para­piglia, dal­la pis­to­la del vig­ile parte un colpo che colpisce Mario alla nuca. 

http://www.articolotre.com/2015/02/oria-ucciso-da-un-vigile-con-un-colpo-di-pistola-il-comune-richiede-la-restituzione-del-risarcimento/
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