Terra dei Fuochi. A ridosso dell’Aniene, tutta Roma Est interessata dall’inquinamento

Ter­ra dei Fuochi. A ridos­so dell’Aniene, tut­ta Roma Est inter­es­sa­ta dall’inquinamento

La carta dei probabili interramenti di Roma EstAltro che la Cam­pa­nia: la vera Ter­ra dei Fuochi è a due pas­si da casa nos­tra. L’Aniene per anni ha accu­mu­la­to rifiu­ti e liqua­mi e le cave intorno al suo cor­so sono inter­rate, pre­sum­i­bil­mente cop­erte dai rifiu­ti.
Pao­lo Car­tas­so, pres­i­dente dell’Associazione – Comi­ta­to di Quartiere Case Rosse 2014, ha pro­to­col­la­to giovedì 19 gen­naio un espos­to e con­tes­tuale denun­cia sul­lo sta­to di degra­do del fiume Aniene pres­so lo Spe. Sec­on­do ques­ta denun­cia, sul­la quale stan­no già lavo­ran­do gli uomi­ni del­lo Spe, è plau­si­bile ritenere che ci siano rifiu­ti peri­colosi inter­rati in tut­to il quad­rante est di Roma.
Nell’esposto-denuncia si legge come l’Aniene attra­ver­si, dopo aver super­a­to Vil­la Adri­ana, moltissime aziende e abitazioni che scar­i­cano i loro liqua­mi nel suo cor­so d’acqua. “Non si capisce per­ché vengano effet­tuati pochi con­trol­li, né per­ché non si provve­da alla depu­razione degli scarichi”. I con­trol­li, affi­dati all’Arpa, ven­gono effet­tuati soltan­to su richi­es­ta del Comune, del­la Cit­tà Met­ro­pol­i­tana e del­la Regione. Le aziende sot­to il miri­no di questo espos­to sono elen­cate nel cor­poso alle­ga­to: il cemen­tifi­cio di Guido­nia, la Trelle­borg a Vil­la Adri­ana, le Nuove Cartiere di Tivoli, le cave di traverti­no, Niec e la famiger­a­ta Basf, il cui scari­co a valle fu seques­tra­to nel 2014 con con­seguente revo­ca d’autorizzazione.
Se l’Aniene non gode di otti­ma salute, il ter­reno non può dirsi sereno. Pren­den­do come pun­to di rifer­i­men­to la A24 nel pun­to dove l’Aniene pas­sa nel Munici­pio VI, ci sono numerosi siti da ver­i­fi­care a destra e a sin­is­tra del suo cor­so. In alle­ga­to alla denun­cia Car­tas­so por­ta una carti­na con delle X in prossim­ità di alcu­ni prob­a­bili inter­ra­men­ti: via Gia­co­mo Per­oni al Polo Tec­no­logi­co Tiburtino, le dis­cariche di Roc­ca Cen­cia, di Castelverde e di Lunghezzi­na, e le Latomie di Salone.
Sot­to al Polo Tec­no­logi­co Tiburtino furono rin­venu­ti, durante gli scavi arche­o­logi­ci, rifiu­ti ospedalieri dell’Umberto I di Roma, boni­fi­cati in loco e inter­rati nell’invaso sot­to a via Gia­co­mo Per­oni.
Rifiu­ti ospedalieri sono sta­ti rin­venu­ti anche sot­to la dis­car­i­ca di Castelverde, prove­ni­en­ti da Rieti e provin­cia, nonché “sem­br­erebbe anche uranio impov­er­i­to”. Ad oggi, di ques­ta dis­car­i­ca, pos­si­amo vedere soltan­to un telone bian­co che copre una cava, sen­za che nes­suno sap­pia cosa nascon­da.
Il grup­po Spe, quan­do era guida­to da Di Mag­gio, ave­va rin­venu­to invece a Roc­ca Cen­cia degli inter­ra­men­ti, sospet­tan­do l’inquinamento del­la fal­da dell’Acqua Vergine. “L’intervento dei vig­ili su del­e­ga del pm Alber­to Galan­ti – si legge nell’esposto – è avvenu­to dopo una serie di accer­ta­men­ti a cui si è dato inizio dopo aver scop­er­to che nel sot­to­suo­lo era­no pre­sen­ti rifiu­ti liq­ui­di e soli­di poten­zial­mente peri­colosi”.
Nel 2014 Enri­co Ste­fano, con­sigliere comu­nale Cinque Stelle ora in mag­gio­ran­za men­tre allo­ra era all’opposizione, in un’interrogazione ave­va chiesto, a propos­i­to del­la dis­car­i­ca di Lunghezzi­na: “C’è un vec­chio fie­nile abban­do­na­to pieno di eter­nit e rifiu­ti tossi­ci appe­na sot­to il man­to erboso . Per questo moti­vo abbi­amo pro­to­col­la­to due inter­rogazioni urgen­ti al sin­da­co e all’assessore all’Ambiente al fine di chiedere mis­ure imme­di­ate per tute­lare la salute dei cit­ta­di­ni e bonifi­care quan­to pri­ma le aree”.
Le Latomie di Salone, anti­ca­mente cave d’estrazione del tufo e del traverti­no utili alla costruzione del Colosseo, era­no diven­tate pri­gioni nat­u­rali. Invece di val­oriz­zarle a liv­el­lo ambi­en­tale, arche­o­logi­co e cul­tur­ale, oggi le latomie “pre­sen­tano riem­pi­men­ti che prob­a­bil­mente nascon­dono rifiu­ti d’ogni tipo, anche rifiu­ti peri­colosi se non addirit­tura radiot­tivi”, sot­to­lin­e­an­do, per quest’ultima affer­mazione, che è ciò che si “tra­man­da nel ter­ri­to­rio”. Alcu­ni cit­ta­di­ni, tut­tavia, “han­no dichiara­to di aver vis­to decine di fusti all’interno delle cave”. Nel sopral­lu­o­go del 21 dicem­bre scor­so, a opera del­lo Spe, “vi era un muc­chio di cemen­to e amianto, oltre a 9 motori­ni rubati”, rimossi dagli stes­si vig­ili.
In un doc­u­men­to pre­sen­ta­to alla Com­mis­sione Ambi­ente di Roma Cap­i­tale pre­siedu­ta da Daniele Dia­co il 29 novem­bre scor­so, si legge che “nel­la per­ife­ria Est di Roma la morte per patolo­gie gravi supera del 30% la media di Roma Cit­tà Met­ro­pol­i­tana, come ripor­ta­to dalle sta­tis­tiche del­la Regione Lazio. Una popo­lazione di 300mila per­sone, con una gran­dis­si­ma pre­sen­za di bam­bi­ni, coesiste con la più alta con­cen­trazione di aziende inquinan­ti e la pre­sen­za d’interramenti di rifiu­ti peri­colosi che emer­gono ad ogni sca­vo”.
Nell’esposto si chiede, allo­ra, la tutela dell’ambiente, in par­ti­co­lare la sor­gente dell’acqua sacra egli orti che si rifor­niscono di tale acqua. In che modo? Appli­can­do la legge. Il decre­to leg­isla­ti­vo 152/99 e 152/2006 impone la ver­i­fi­ca che tut­ti gli scarichi risulti­no nei lim­i­ti con­ces­si. Inoltre, la pro­pos­ta di Car­tas­so è di effet­tuare caro­tag­gi nei ter­reni adi­a­cen­ti impianti nei luoghi indi­cati dal­la X sul­la carti­na di cui abbi­amo già accen­na­to; anal­iz­zare le acque dei pozzi e bonifi­care le cave.
Dal­la Com­mis­sione per le petizioni del Par­la­men­to Europeo è giun­ta una rispos­ta il 29 feb­braio 2016. “L’inefficienza del sis­tema di ges­tione dei rifiu­ti in Lazio e in altre regioni ital­iane è moti­vo di grande pre­oc­cu­pazione”, per la quale sono arrivate sen­ten­ze dal­la Corte di Gius­tizia dell’Unione Euro­pea, con­dan­nan­do l’Italia per la sec­on­da vol­ta “Per non aver garan­ti­to la cor­ret­ta appli­cazione del­la leg­is­lazione dell’UE in mate­ria di rifiu­ti con rifer­i­men­to a numerose dis­cariche ille­gali esisten­ti sul ter­ri­to­rio ital­iano”.
La Com­mis­sione invi­ta dunque le autorità ital­iane a “Indi­vid­uare e bonifi­care le  dis­cariche ille­gali esisten­ti sul ter­ri­to­rio ital­iano, com­p­rese quelle seg­nalate dal fir­matario, che sono state indi­vid­u­ate in segui­to ai lavori di sca­vo nel­la parte ori­en­tale di Roma”.
La soluzione finale sec­on­do Car­tas­so res­ta, tut­tavia, quel­la di creare un uni­co grande polo per il trat­ta­men­to dei rifiu­ti, che lui pro­pone pos­sa real­iz­zarsi in un’area di 600 ettari in local­ità Allu­miere di pro­pri­età del demanio mil­itare oggi inuti­liz­za­ta.
Flavio Quin­til­li

http://www.fieradellest.it/terra-dei-fuochi-a-ridosso-dellaniene-tutta-roma-est-interessata-dallinquinamento/
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COMANDANTE DEI CARABINIERI SI TOGLIE LA VITA IN CASERMA: GIACOMO AVEVA 25 ANNI -FOTO

COMANDANTE DEI CARABINIERI SI TOGLIE LA VITA IN CASERMA: GIACOMO AVEVA 25 ANNI -FOTO

Comandante dei carabinieri si toglie la vita in caserma: Giacomo aveva 25 anni -Foto

PORDENONE — Il coman­dante del­la stazione dei cara­binieri di Val­lelun­ga Prata­meno (Cal­tanis­set­ta), Gia­co­mo Marzaro, 25 anni, di Por­de­none, si è ucciso la scor­sa notte sparan­dosi un colpo di pis­to­la in boc­ca con l’arma di ordi­nan­za men­tre si trova­va in uno degli allog­gi del­la caser­ma. 
 
Il sottuf­fi­ciale era in servizio da un anno a Val­lelun­ga e recen­te­mente si era dis­tin­to per il suo impeg­no durante l’emergenza neve. La salma è sta­ta trasporta­ta nell’obitorio dell’ospedale Sant’Elia di Cal­tanis­set­ta.

http://www.leggo.it/news/italia/comandante_carabinieri_suicida_giacomo_marzaro_caserma_pordenone_foto-2229932.html

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ILDE, VENDUTA IN SPOSA AL BOSS PER 50MILA LIRE: “MI FACEVO SCHIFO

ILDE, VENDUTA IN SPOSA AL BOSS PER 50MILA LIRE: “MI FACEVO SCHIFO

Ilde, venduta in sposa al boss per 50mila lire: "Mi facevo schifo"

di Ste­fano Ian­nac­cone
Ave­va appe­na 12 anni quan­do è sta­ta ven­du­ta a un boss del­la camor­ra per cinquan­tami­la lire. Un episo­dio che ricor­da cronache di Pae­si lon­tani, ma che è accadu­to in Italia, nem­meno tan­to tem­po fa: era­no negli anni Set­tan­ta. Ilde Ter­rac­ciano, oggi 59enne, ha trova­to la forza di uscire dall’inferno, nonos­tante tante dif­fi­coltà. “Anche dal pun­to di vista fisi­co non ho mai fat­to pace con me stes­sa. Per un lun­go peri­o­do ho fat­to la doc­cia con la biancheria inti­ma addos­so, mi face­vo schi­fo”, rac­con­ta. E ora, per met­ter­si alle spalle tut­to, ha anche pub­bli­ca­to un roman­zo auto­bi­ografi­co, inti­to­la­to Scap­pa a Pie­di Nudi, pro­mosso su un pro­fi­lo Face­book, diven­ta­to una rac­col­ta di pen­sieri.
Per ricom­in­cia­re non bisogna pen­sare cosa si è per­so ma guardare cosa ci res­ta.
Nel suo roman­zo, in ven­di­ta nei book­store online, Ilde Ter­rac­ciano ha riv­e­la­to il lun­go cal­vario, ripreso anche da un arti­co­lo del Cor­riere del­la Sera. Tut­to com­in­cia quan­do la madre la cede come un ogget­to a un camor­rista di Otta­viano, in provin­cia di Napoli. L’uomo, all’epoca di 28 anni, la usa a pro­prio piaci­men­to: la vio­len­ta, la mal­trat­ta, incu­rante del fat­to che si tro­vi di fronte a un’adolescente. Una bam­bi­na di 13 anni a cui è sta­ta strap­pa­ta l’infanzia per un pun­go di lire. Il boss tira drit­to: gestisce un giro di pros­ti­tuzione e por­ta con sé Ilde. In una delle vio­len­ze, finisce per met­ter­la inc­in­ta e decide di sposar­la: nes­suno si oppone. Il mat­ri­mo­nio viene cel­e­bra­to nel­la chiesa di San Gennarel­lo ad Otta­viano, con il ben­estare del sac­er­dote dell’epoca.
Ilde accetta di par­torire, ma capisce che il lim­ite è sta­to super­a­to: scap­pa, trovan­do rifu­gio in stazione. Ma il cal­vario non è fini­to: conosce un altro uomo, nient’affatto migliore, che la por­ta in una gang crim­i­nale. Per questo moti­vo, infat­ti, ha prob­le­mi con la giusi­tizia, finen­do in carcere per reati legati alla dro­ga e alla ricettazione. Ilde, però, riesce a risoll­e­var­si con la forza del­la fede, come scrive nel libro. E alla fine ottiene anche l’annullamento del mat­ri­mo­nio alla Sacra Rota, costru­en­do pez­zo per pez­zo la sua vita.
http://www.leggo.it/news/italia/ilde_terracciano_venduta_boss-2229695.html
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YOUTUBE Lottatore di thai box picchia padre e figlia per una doppia fila

YOUTUBE Lot­ta­tore di thai box pic­chia padre e figlia per una doppia fila

Lottatore di thai box picchia padre e figlia per una doppia fila 4

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Lottatore di thai box picchia padre e figlia per una doppia fila 2

Lottatore di thai box picchia padre e figlia per una doppia fila

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Lottatore di thai box picchia padre e figlia per una doppia fila 6

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GOLD COAST – Un lot­ta­tore di box thai­lan­dese è accusato di aggres­sioni e lesioni per­son­ali dopo aver aggred­i­to, in stra­da, un padre e sua figlia. Daniel Valusaga ha aggred­i­to padre e figlia a Surfer Par­adise nel­la cit­tà di Gold Coast in Aus­tralia e nel­la sera di saba­to è sta­to iden­ti­fi­ca­to e denun­ci­a­to alla stazione del­la polizia di South­port.
Nel video pub­bli­ca­to su YouTube, si vede Valusaga che aggre­disce Nathan Har­ris e sua figlia nel pomerig­gio di saba­to 28 gen­naio per uno screzio inizia­to in mez­zo al traf­fi­co. Le per­cosse han­no las­ci­a­to il padre pri­vo di sen­si per cir­ca cinque minu­ti.
Tut­to com­in­cia dopo che il sign­or Har­ris esce dal­la sua auto a Trick­ett Street nel­la local­ità di Surfers Par­adise per andare ver­so il lot­ta­tore. Quest’ultimo rifi­la un pug­no che man­da a ter­ra Nathan Har­ris. La figlia inter­viene per difend­ere il padre e riceve anch’essa diver­si pug­ni.
Al ter­mine del­la ris­sa, i para­medici sono sta­ti costret­ti a soc­cor­rere Har­ris sul pos­to pri­ma di por­tar­lo in ospedale.  Una vol­ta ripresi i sen­si in ospedale, Nathan Har­ris ha rac­con­ta­to ad una nota tv locale di vol­er “dimen­ti­care tut­to”. Sua moglie Shayle Har­ris, ha invece spie­ga­to per­ché non è inter­venu­ta durante la ris­sa: la don­na è rimas­ta bloc­ca­ta in macchi­na a causa di una cin­tu­ra di sicurez­za difet­tosa che è rius­ci­ta a togliere solo dopo che suo mar­i­to era a ter­ra: “In quel momen­to ho pen­sato al peg­gio” ha aggiun­to Shayle Har­ris.
Nathan è sta­to dimes­so dall’ospedale poche ore dopo. Sua figlia ha chiesto invece che le venisse fat­ta una las­tra alla mas­cel­la: “Ogni vol­ta che sor­ride fa male” spie­ga sua madre Shayle. Nathan  ha spie­ga­to che Valusaga si è inner­vos­i­to dopo che lui si era mes­so un atti­mo in doppia fila con la sua auto, pochi metri pri­ma. Quan­to accadu­to ha fat­to scattare Valusaga che ora rischia una con­dan­na. Il lot­ta­tore è infat­ti fuori con cauzione e il prossi­mo 13 feb­braio ver­rà proces­sato dal­la South­port Mag­is­trates Court.

http://www.blitzquotidiano.it/blitztv/youtube-lottatore-di-thai-box-picchia-padre-e-figlia-per-una-doppia-fila-2629204/
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Alexa Bliss, campionessa del wrestling racconta: “Ero anoressica ho rischiato di morire” FOTO

Alexa Bliss, cam­pi­ones­sa del wrestling rac­con­ta: “Ero anores­si­ca ho rischi­a­to di morire” FOTO

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ROMA – Alexa Bliss, vero nome Alex­is Kauf­man, oggi è una delle lot­ta­tri­ci di wrestling più famose ed affer­mate del mon­do. La gio­vane che fa anche la model­la gra­zie alla fama rag­giun­ta, in realtà nasconde un pas­sato che l’ha por­ta­ta vici­no alla morte. La Bliss ha infat­ti sof­fer­to di anores­sia e ha rischi­a­to di morire per­den­do in meno di 2 mesi ben 18 kg.
Ora che è cel­e­bra­ta dai mag­a­zine sportivi di tut­to il mon­do, Alexa ha rac­con­ta­to all’Akron Bea­con Jour­nal per la pri­ma vol­ta la brut­ta espe­rien­za vis­su­ta e la battaglia che anco­ra con­tin­ua a con­durre con­tro una parte di se stes­sa.
Alexa è orig­i­nar­ia dell’Ohio. I pri­mi prob­le­mi si man­i­fes­tano quan­do sta al liceo. Il prob­le­ma con­tin­ua e si acu­tiz­za quan­do arri­va all’Università di Akron: “Face­vo parte del­la squadra di cheer­leader. Dove­va­mo seguire una dieta molto dura e io mi sta­vo ripren­den­do pro­prio allo­ra dai miei pri­mi prob­le­mi con gli scom­pen­si ali­men­ta­ri. Dove­va­mo fare degli esa­mi a cui si sot­to­pon­gono gli atleti di alto liv­el­lo. Sono crol­la­ta, pas­san­do da 54 a 36 kg in sole sei set­ti­mane”.
Per evitare di crol­lare, come scrive il Cor­riere del­la Sera, Alex­ia decide di las­cia­re l’università: “Subito dopo una par­ti­ta di cal­cio [ero anco­ra con] l’uniforme delle cheer­leader e ho det­to al coach che dove­vo asso­lu­ta­mente tornare a casa e chiedere aiu­to. Mi han­no por­ta­to al Nation­wide Children’s Hos­pi­tal di Colum­bus e i medici sono sta­ti fan­tas­ti­ci. Mi han­no aiu­ta­to a guarire. È sta­to un peri­o­do dif­fi­cilis­si­mo, ma ha tem­pra­to il mio carat­tere”.
Alexa, dopo essere usci­ta dall’ospedale sco­pre la pas­sione del body-build­ing. Ciò le per­me­tte di diventare una star del wrestling che con­ta 1,4 mil­ioni di fan sui social in gen­erale. Su Insta­gram, la gio­vane con­ta 900mila fan, su Twit­ter si fer­ma a “soli” 450mila fan.
“Non mi con­sidero affat­to una celebrità – con­clude Alex­ia, che si con­sid­era anco­ra una sem­plice ragaz­za dell’Ohio . Se non sono in viag­gio, amo pas­sare le ser­ate sul divano, davan­ti alla tv con i miei cani Ted­dy e Izzy. Cer­to è stra­no entrare in uno Star­bucks ed essere riconosci­u­ta. Tut­tavia la mia vita nor­male non è affat­to cam­bi­a­ta. Poi c’è sem­pre il fan­tas­ma dell’anoressia. È sem­pre sbaglia­to pen­sare di essere guar­i­ti. In realtà, si lot­ta con questo spet­tro per il resto del­la pro­pria vita. Non è uno sprint, è una mara­tona”.
http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/alexa-bliss-campionessa-del-wrestling-racconta-ero-anoressica-ho-rischiato-di-morire-foto-2629043/
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Polonia: “Auschwitz era lager ‘tedesco’, non polacco. Online la lista di tutti gli SS

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Polo­nia: “Auschwitz era lager ‘tedesco’, non polac­co. Online la lista di tut­ti gli SS

ROMA – L’Istituto polac­co del­la Memo­ria nazionale (Ipn) ha pub­bli­ca­to ieri su inter­net l’elenco com­ple­to di 8.500 fun­zionari delle SS che durante la Sec­on­da guer­ra mon­di­ale han­no presta­to servizio ad Auschwitz, il più grande cam­po di ster­minio nazista.

È una gior­na­ta stor­i­ca, l’inizio di un prog­et­to che svilup­per­e­mo, pub­bli­can­do gli elenchi anche di altri campi di con­cen­tra­men­to”, ha spie­ga­to in con­feren­za stam­pa il pres­i­dente, Jaroslaw Szarek. Elet­to per ques­ta car­i­ca pochi mesi fa, gra­zie all’appoggio del par­ti­to pop­ulista ‘Dirit­to e gius­tizia’ (Pis) del leader Jaroslaw Kaczyn­s­ki, attual­mente al gov­er­no in Polo­nia, Szarek ha spie­ga­to che la pub­bli­cazione è una rispos­ta polac­ca al ripeter­si dei casi in cui i campi di con­cen­tra­men­to sit­uati in Polo­nia durante l’occupazione tedesca ven­gono indi­cati ingius­ta­mente come “campi polac­chi”.

Ecco la nos­tra rispos­ta, tramite inter­net fac­ciamo conoscere l’equipe che ha gesti­to i campi”, ha det­to il pres­i­dente. L’elenco pub­bli­ca­to sul sito www.truthaboutcamps.eu/zalogass con­tiene i dati per­son­ali, le foto e le con­danne inflitte. Sec­on­do i media, alcune decine degli ex fun­zionari del cam­po di Auschwitz sono anco­ra in vita.

Per l’esattezza, i nomi sono 9686. La sua com­pi­lazione è opera del­lo stori­co Alek­sander Lasik, che se ne occu­pa­va dal lon­tano 1982, dell’IPN stes­so e del Museo-memo­ri­ale di Auschwitz-Birke­nau. Per met­ter­la insieme, il team ha con­sul­ta­to archivi polac­chi, tedeschi, aus­triaci, amer­i­cani, rus­si e di altri pae­si. (Andrea Tar­qui­ni, La Repub­bli­ca)

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/polonia-auschwitz-era-lager-tedesco-non-polacco-online-la-lista-di-tutti-gli-ss-2629000/

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Ucraina, si combatte in Donbass, 7 morti

Tre mil­i­tari e quat­tro sep­a­ratisti. Poroshenko antic­i­pa rien­tro

epa05749802 Local citizens go past the pro-Russian rebels on a checkpoint as they try to go on the Ukraine controlled territory on the Severskiy Donets riverside in the Stanitsa Luhanska village of Luhansk area, Ukraine, 25 January 2017. Severskiy Donets River is a border between pro-Russian rebels controlled bank and Ukrainian riverside.  EPA/ALEXANDER ERMOCHENKO

epa05749802 Local cit­i­zens go past the pro-Russ­ian rebels on a check­point as they try to go on the Ukraine con­trolled ter­ri­to­ry on the Sev­er­skiy Donets river­side in the Stan­it­sa Luhan­s­ka vil­lage of Luhan­sk area, Ukraine, 25 Jan­u­ary 2017. Sev­er­skiy Donets Riv­er is a bor­der between pro-Russ­ian rebels con­trolled bank and Ukrain­ian river­side. EPA/ALEXANDER ERMOCHENKO

Si com­bat­te nel­la zona indus­tri­ale di Avdi­iv­ka, nel Don­bass in guer­ra. Il quarti­er gen­erale delle truppe ucraine annun­cia che nel­la notte sono sta­ti uccisi tre sol­dati e altri 20 sono rimasti fer­i­ti. I sep­a­ratisti dell’autoproclamata repub­bli­ca popo­lare di Donet­sk ripor­tano la morte di quat­tro miliziani e il fer­i­men­to di altri sette “nelle ultime 24 ore”. Il pres­i­dente ucraino Petro Poroshenko ha inter­rot­to ieri sera la sua visi­ta uffi­ciale a Berli­no antic­i­pan­do il ritorno in patria a causa dei “bom­bar­da­men­ti su Avdi­iv­ka”, che “han­no por­ta­to a una situ­azione di emer­gen­za che rasen­ta il dis­as­tro uman­i­tario”.

Intan­to, un bom­bar­da­men­to delle forze armate ucraine ha inter­rot­to le for­ni­ture di ener­gia elet­tri­ca alla miniera Zasi­ad­ko, nel Don­bass, e 207 mina­tori sono rimasti bloc­cati nelle gal­lerie del­la strut­tura: lo sostiene un por­tav­oce del min­is­tero del­la Dife­sa dell’autoproclamata repub­bli­ca popo­lare di Donet­sk, cita­to dall’agenzia Inter­fax. Dopo l’avvio delle oper­azioni di soc­cor­so, 92 mina­tori sono sta­ti trat­ti in sal­vo.

Il Crem­li­no pun­ta l’indice con­tro Kiev per la recente esca­la­tion del con­flit­to nel Don­bass e i com­bat­ti­men­ti ad Avdi­iv­ka. “Tali azioni aggres­sive delle forze armate ucraine — ha dichiara­to il por­tav­oce di Putin, Dmitri Peskov — stan­no minan­do la mes­sa in atto degli accor­di di Min­sk. Inoltre — ha aggiun­to Peskov — sem­bra che com­pi­en­do queste azioni aggres­sive” le autorità ucraine “stiano cer­can­do di dis­togliere l’attenzione da una situ­azione inter­na molto pre­caria”. Il por­tav­oce del Crem­li­no — accusato di sostenere mil­i­tar­mente i sep­a­ratisti del Don­bass — ha poi affer­ma­to che “ieri non sono state unità mil­i­tari ucraine ma alcu­ni battaglioni di volon­tari nazion­al­isti a cer­care di attac­care il ter­ri­to­rio con­trol­la­to” dai ribel­li filorus­si, ma “con il sosteg­no dell’artiglieria delle forze armate ucraine”. “L’attacco è sta­to respin­to”, ha dichiara­to Peskov.

(ANSA)

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GALLIPOLI: UOMO UCCISO, COPERTO E DI CALCE E CHIUSO IN UN BIDONE -FOTO

Orrore a Gal­lipoli, dove la scor­sa di lunedì è sta­to trova­to il cor­po sen­za vita di un uomo, ran­nic­chi­a­to all’interno di un grosso bidone di ben­z­i­na. La scop­er­ta è sta­ta effet­tua­ta nel­la zona alle spalle del cam­po sporti­vo comu­nale, in via Ghan­di, dopo una tele­fona­ta anon­i­ma arriva­ta intorno alle 22 al cen­trali­no dei cara­binieri.

Al momen­to sconosci­u­ta l’identità dell’uomo. Una delle ipote­si è che pos­sa trat­tar­si dei resti di un cit­tadi­no marocchi­no del quale si era­no perse le trac­ce la scor­sa estate e la cui scom­parsa era sta­ta denun­ci­a­ta dai famil­iari. Nes­sun dub­bio che si trat­ti di un omi­cidio, dal momen­to che il cor­po era sta­to ricop­er­to di calce e poi chiu­so del bidone. Il fus­to metal­li­co, di col­ore verde, era ada­gia­to in posizione oriz­zon­tale, cop­er­to da rami sec­chi, e la sua estrem­ità era sig­illa­ta da pietre e cemen­to.

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Trova­to un cada­v­ere, è mis­tero

Sul pos­to sono inter­venu­ti i cara­binieri del nucleo inves­tiga­ti­vo, che ora svol­go­no le indagi­ni, e il mag­is­tra­to Alessio Coc­ci­oli del­la Direzione dis­tret­tuale anti­mafia di Lec­ce.

Il cada­v­ere è sta­to trasporta­to nel­la sala mor­tu­ar­ia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lec­ce, dove nelle prossime ore si svol­gerà l’autopsia affi­da­ta al medico legale Alber­to Vaglio, dis­pos­ta dal mag­is­tra­to per sco­prire le cause del­la morte e accertare l’identità dell’uomo.

http://www.leggo.it/news/italia/gallipoli_cadavere_mistero-2229725.html

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TI SFREGIO LA FACCIA COME GESSICA”. ARRESTATO UN DIRIGENTE DELLANCONA CALCIO

TI SFREGIO LA FACCIA COME GESSICA”. ARRESTATO UN DIRIGENTE DELLANCONA CALCIO

"Ti sfregio la faccia come Gessica". Arrestato un dirigente dell'Ancona calcio

RIMINI — «Ti farò del male. Ti sfre­gio la fac­cia come Ges­si­ca». È fini­to in carcere con l’accusa di atti per­se­cu­tori nei con­fron­ti dell’ex com­pagna, Fab­rizio Giglio, trentenne orig­i­nario del­la Puglia e con­sigliere di ammin­is­trazione dell’Ancona Cal­cio nonché pres­i­dente del club di serie B mal­tese FC Gharghur.  La Squadra Mobile di Rim­i­ni, ques­ta mat­ti­na, ha dato ese­cuzione all’ordinanza di cus­to­dia caute­lare in carcere dis­pos­ta ieri dal Gip Sonia Pasi­ni, su richi­es­ta del pm Pao­lo Gen­garel­li. L’uomo, già con­dan­na­to dal Tri­bunale di Rim­i­ni per fat­ti analoghi commes­si dal novem­bre 2014 all’aprile 2015, di nuo­vo con ‘con­dotte reit­er­ate nel tem­po molesta­va e minac­cia­va la parte offe­sa, cau­san­do alla stes­sa un grave e per­du­rante sta­to di ansia e pau­ra tale da ingener­are un fonda­to tim­o­re per la pro­pria inco­lu­mità, per quel­la dei pro­pri famil­iari, facen­do di con­seguen­za mod­i­fi­care alla don­na le pro­prie abi­tu­di­ni di vità. 
Ges­si­ca, la miss sfre­gia­ta Le gravi con­dotte sono con­sis­tite nell’invio di centi­na­ia di mes­sag­gi con­te­nen­ti gravis­sime minac­ce, anche di morte, non solo a cari­co del­la ragaz­za ma anche nei con­fron­ti dei suoi ami­ci e famil­iari. In alcune occa­sioni, il 30enne, appo­stan­dosi fuori dal­la scuo­la fre­quen­ta­ta dal­la ragaz­za, l’ha insul­ta­ta pub­bli­ca­mente con frasi pesan­te­mente offen­sive. Ma la pau­ra più grande per la gio­vane è sta­ta quan­do si è sen­ti­ta minac­cia­re di fare la fine di Ges­si­ca, la rim­i­nese sfre­gia­ta con l’acido dal fidan­za­to. In casa del pugliese, gli agen­ti han­no trova­to doc­u­men­ti di prove­nien­za furti­va, apparec­chia­ture elet­tron­iche per inter­cettazioni ambi­en­tali, un paio di manette di lib­era ven­di­ta e un maglione di lana con scrit­ta Polizia, sul­la cui prove­nien­za sono in cor­so accer­ta­men­ti. Sec­on­do gli inquiren­ti, Giglio ha prece­den­ti penali per fur­to, rap­ina e stu­pe­facen­ti.

http://www.leggo.it/news/italia/dirigente_ancona_fabrizio_giglio_minaccia_sfregio_gessica-2229904.html

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PESTICIDI, L’ALLARME CHOC: UN TERZO DELLA NOSTRA FRUTTA E VERDURA È CONTAMINATO

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Un ter­zo del­la frut­ta e del­la ver­du­ra che finisce sulle nos­tre tav­ole (il 36,4%) è con­t­a­m­i­na­ta da almeno un pes­ti­ci­da. Da esa­mi di lab­o­ra­to­rio, nel the verde sono state riscon­trate 21 dif­fer­en­ti sostanze chimiche, 20 nelle bac­che, da 7 a 9 in uva e vino. Lo riv­ela un rap­por­to del­la ong ambi­en­tal­ista Legam­bi­ente. I prodot­ti fuo­ri­legge (cioè con almeno un resid­uo chim­i­co che supera i lim­i­ti di legge) sono solo una pic­co­la per­centuale (l’1,2% nel 2015, con­tro lo 0,7% nel 2014). Tut­tavia l’utilizzo di prodot­ti chimi­ci nell’agricoltura ital­iana, cala­to del 10% fra il 2010 e il 2013, nel 2014 è cresci­u­to da 118.000 a 130.000 ton­nel­late rispet­to all’anno prece­dente.

L’Italia si piaz­za al ter­zo pos­to in Europa nel­la ven­di­ta di pes­ti­ci­di (con il 16,2%), dopo Spagna (19,9%) e Fran­cia (19%), piaz­zan­dosi però al sec­on­do pos­to per l’impiego di fungi­ci­di. Crescono però le aziende bio­logiche. La super­fi­cie agri­co­la bio­log­i­ca in Italia tra il 2014 e il 2015 ha reg­is­tra­to un aumen­to del 7,5%. «Lo stu­dio pre­sen­ta­to oggi — ha dichiara­to la pres­i­dente di Legam­bi­ente Rossel­la Muroni — evi­den­zia in modo inequiv­o­ca­bile gli effet­ti di uno stori­co vuo­to nor­ma­ti­vo: man­ca anco­ra una rego­la­men­tazione speci­fi­ca rispet­to al prob­le­ma del simul­ta­neo impiego di più prin­cipi attivi sul medes­i­mo prodot­to. Da qui la pos­si­bil­ità di definire »rego­lari«, e quin­di di com­mer­cial­iz­zare sen­za prob­le­mi, prodot­ti con­t­a­m­i­nati da più prin­cipi chimi­ci con­tem­po­ranea­mente, se con con­cen­trazioni entro i lim­i­ti di legge».

http://www.leggo.it/news/italia/pesticidi_allarme_choc_1_3_nostra_frutta_verdura_contaminata_legambiente-2229875.html

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