Terra dei Fuochi. A ridosso dell’Aniene, tutta Roma Est interessata dall’inquinamento

Terra dei Fuochi. A ridosso dell’Aniene, tutta Roma Est interessata dall’inquinamento

La carta dei probabili interramenti di Roma EstAltro che la Campania: la vera Terra dei Fuochi è a due passi da casa nostra. L’Aniene per anni ha accumulato rifiuti e liquami e le cave intorno al suo corso sono interrate, presumibilmente coperte dai rifiuti.
Paolo Cartasso, presidente dell’Associazione – Comitato di Quartiere Case Rosse 2014, ha protocollato giovedì 19 gennaio un esposto e contestuale denuncia sullo stato di degrado del fiume Aniene presso lo Spe. Secondo questa denuncia, sulla quale stanno già lavorando gli uomini dello Spe, è plausibile ritenere che ci siano rifiuti pericolosi interrati in tutto il quadrante est di Roma.
Nell’esposto-denuncia si legge come l’Aniene attraversi, dopo aver superato Villa Adriana, moltissime aziende e abitazioni che scaricano i loro liquami nel suo corso d’acqua. “Non si capisce perché vengano effettuati pochi controlli, né perché non si provveda alla depurazione degli scarichi”. I controlli, affidati all’Arpa, vengono effettuati soltanto su richiesta del Comune, della Città Metropolitana e della Regione. Le aziende sotto il mirino di questo esposto sono elencate nel corposo allegato: il cementificio di Guidonia, la Trelleborg a Villa Adriana, le Nuove Cartiere di Tivoli, le cave di travertino, Niec e la famigerata Basf, il cui scarico a valle fu sequestrato nel 2014 con conseguente revoca d’autorizzazione.
Se l’Aniene non gode di ottima salute, il terreno non può dirsi sereno. Prendendo come punto di riferimento la A24 nel punto dove l’Aniene passa nel Municipio VI, ci sono numerosi siti da verificare a destra e a sinistra del suo corso. In allegato alla denuncia Cartasso porta una cartina con delle X in prossimità di alcuni probabili interramenti: via Giacomo Peroni al Polo Tecnologico Tiburtino, le discariche di Rocca Cencia, di Castelverde e di Lunghezzina, e le Latomie di Salone.
Sotto al Polo Tecnologico Tiburtino furono rinvenuti, durante gli scavi archeologici, rifiuti ospedalieri dell’Umberto I di Roma, bonificati in loco e interrati nell’invaso sotto a via Giacomo Peroni.
Rifiuti ospedalieri sono stati rinvenuti anche sotto la discarica di Castelverde, provenienti da Rieti e provincia, nonché “sembrerebbe anche uranio impoverito”. Ad oggi, di questa discarica, possiamo vedere soltanto un telone bianco che copre una cava, senza che nessuno sappia cosa nasconda.
Il gruppo Spe, quando era guidato da Di Maggio, aveva rinvenuto invece a Rocca Cencia degli interramenti, sospettando l’inquinamento della falda dell’Acqua Vergine. “L’intervento dei vigili su delega del pm Alberto Galanti – si legge nell’esposto – è avvenuto dopo una serie di accertamenti a cui si è dato inizio dopo aver scoperto che nel sottosuolo erano presenti rifiuti liquidi e solidi potenzialmente pericolosi”.
Nel 2014 Enrico Stefano, consigliere comunale Cinque Stelle ora in maggioranza mentre allora era all’opposizione, in un’interrogazione aveva chiesto, a proposito della discarica di Lunghezzina: “C’è un vecchio fienile abbandonato pieno di eternit e rifiuti tossici appena sotto il manto erboso . Per questo motivo abbiamo protocollato due interrogazioni urgenti al sindaco e all’assessore all’Ambiente al fine di chiedere misure immediate per tutelare la salute dei cittadini e bonificare quanto prima le aree”.
Le Latomie di Salone, anticamente cave d’estrazione del tufo e del travertino utili alla costruzione del Colosseo, erano diventate prigioni naturali. Invece di valorizzarle a livello ambientale, archeologico e culturale, oggi le latomie “presentano riempimenti che probabilmente nascondono rifiuti d’ogni tipo, anche rifiuti pericolosi se non addirittura radiottivi”, sottolineando, per quest’ultima affermazione, che è ciò che si “tramanda nel territorio”. Alcuni cittadini, tuttavia, “hanno dichiarato di aver visto decine di fusti all’interno delle cave”. Nel sopralluogo del 21 dicembre scorso, a opera dello Spe, “vi era un mucchio di cemento e amianto, oltre a 9 motorini rubati”, rimossi dagli stessi vigili.
In un documento presentato alla Commissione Ambiente di Roma Capitale presieduta da Daniele Diaco il 29 novembre scorso, si legge che “nella periferia Est di Roma la morte per patologie gravi supera del 30% la media di Roma Città Metropolitana, come riportato dalle statistiche della Regione Lazio. Una popolazione di 300mila persone, con una grandissima presenza di bambini, coesiste con la più alta concentrazione di aziende inquinanti e la presenza d’interramenti di rifiuti pericolosi che emergono ad ogni scavo”.
Nell’esposto si chiede, allora, la tutela dell’ambiente, in particolare la sorgente dell’acqua sacra egli orti che si riforniscono di tale acqua. In che modo? Applicando la legge. Il decreto legislativo 152/​99 e 152/​2006 impone la verifica che tutti gli scarichi risultino nei limiti concessi. Inoltre, la proposta di Cartasso è di effettuare carotaggi nei terreni adiacenti impianti nei luoghi indicati dalla X sulla cartina di cui abbiamo già accennato; analizzare le acque dei pozzi e bonificare le cave.
Dalla Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo è giunta una risposta il 29 febbraio 2016. “L’inefficienza del sistema di gestione dei rifiuti in Lazio e in altre regioni italiane è motivo di grande preoccupazione”, per la quale sono arrivate sentenze dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, condannando l’Italia per la seconda volta “Per non aver garantito la corretta applicazione della legislazione dell’UE in materia di rifiuti con riferimento a numerose discariche illegali esistenti sul territorio italiano”.
La Commissione invita dunque le autorità italiane a “Individuare e bonificare le  discariche illegali esistenti sul territorio italiano, comprese quelle segnalate dal firmatario, che sono state individuate in seguito ai lavori di scavo nella parte orientale di Roma”.
La soluzione finale secondo Cartasso resta, tuttavia, quella di creare un unico grande polo per il trattamento dei rifiuti, che lui propone possa realizzarsi in un’area di 600 ettari in località Allumiere di proprietà del demanio militare oggi inutilizzata.
Flavio Quintilli

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COMANDANTE DEI CARABINIERI SI TOGLIE LA VITA IN CASERMA: GIACOMO AVEVA 25 ANNI -FOTO

COMANDANTE DEI CARABINIERI SI TOGLIE LA VITA IN CASERMA: GIACOMO AVEVA 25 ANNI -FOTO

Comandante dei carabinieri si toglie la vita in caserma: Giacomo aveva 25 anni -Foto

PORDENONE - Il comandante della stazione dei carabinieri di Vallelunga Pratameno (Caltanissetta), Giacomo Marzaro, 25 anni, di Pordenone, si è ucciso la scorsa notte sparandosi un colpo di pistola in bocca con l'arma di ordinanza mentre si trovava in uno degli alloggi della caserma. 
 
Il sottufficiale era in servizio da un anno a Vallelunga e recentemente si era distinto per il suo impegno durante l'emergenza neve. La salma è stata trasportata nell'obitorio dell'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta.

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ILDE, VENDUTA IN SPOSA AL BOSS PER 50MILA LIRE: "MI FACEVO SCHIFO

ILDE, VENDUTA IN SPOSA AL BOSS PER 50MILA LIRE: "MI FACEVO SCHIFO

Ilde, venduta in sposa al boss per 50mila lire: "Mi facevo schifo"

di Stefano Iannaccone
Aveva appena 12 anni quando è stata venduta a un boss della camorra per cinquantamila lire. Un episodio che ricorda cronache di Paesi lontani, ma che è accaduto in Italia, nemmeno tanto tempo fa: erano negli anni Settanta. Ilde Terracciano, oggi 59enne, ha trovato la forza di uscire dall'inferno, nonostante tante difficoltà. "Anche dal punto di vista fisico non ho mai fatto pace con me stessa. Per un lungo periodo ho fatto la doccia con la biancheria intima addosso, mi facevo schifo", racconta. E ora, per mettersi alle spalle tutto, ha anche pubblicato un romanzo autobiografico, intitolato Scappa a Piedi Nudi, promosso su un profilo Facebook, diventato una raccolta di pensieri.
Per ricominciare non bisogna pensare cosa si è perso ma guardare cosa ci resta.
Nel suo romanzo, in vendita nei bookstore online, Ilde Terracciano ha rivelato il lungo calvario, ripreso anche da un articolo del Corriere della Sera. Tutto comincia quando la madre la cede come un oggetto a un camorrista di Ottaviano, in provincia di Napoli. L'uomo, all'epoca di 28 anni, la usa a proprio piacimento: la violenta, la maltratta, incurante del fatto che si trovi di fronte a un'adolescente. Una bambina di 13 anni a cui è stata strappata l'infanzia per un pungo di lire. Il boss tira dritto: gestisce un giro di prostituzione e porta con sé Ilde. In una delle violenze, finisce per metterla incinta e decide di sposarla: nessuno si oppone. Il matrimonio viene celebrato nella chiesa di San Gennarello ad Ottaviano, con il benestare del sacerdote dell'epoca.
Ilde accetta di partorire, ma capisce che il limite è stato superato: scappa, trovando rifugio in stazione. Ma il calvario non è finito: conosce un altro uomo, nient'affatto migliore, che la porta in una gang criminale. Per questo motivo, infatti, ha problemi con la giusitizia, finendo in carcere per reati legati alla droga e alla ricettazione. Ilde, però, riesce a risollevarsi con la forza della fede, come scrive nel libro. E alla fine ottiene anche l'annullamento del matrimonio alla Sacra Rota, costruendo pezzo per pezzo la sua vita.
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YOUTUBE Lottatore di thai box picchia padre e figlia per una doppia fila

YOUTUBE Lottatore di thai box picchia padre e figlia per una doppia fila

Lottatore di thai box picchia padre e figlia per una doppia fila 4

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GOLD COAST – Un lottatore di box thailandese è accusato di aggressioni e lesioni personali dopo aver aggredito, in strada, un padre e sua figlia. Daniel Valusaga ha aggredito padre e figlia a Surfer Paradise nella città di Gold Coast in Australia e nella sera di sabato è stato identificato e denunciato alla stazione della polizia di Southport.
Nel video pubblicato su YouTube, si vede Valusaga che aggredisce Nathan Harris e sua figlia nel pomeriggio di sabato 28 gennaio per uno screzio iniziato in mezzo al traffico. Le percosse hanno lasciato il padre privo di sensi per circa cinque minuti.
Tutto comincia dopo che il signor Harris esce dalla sua auto a Trickett Street nella località di Surfers Paradise per andare verso il lottatore. Quest’ultimo rifila un pugno che manda a terra Nathan Harris. La figlia interviene per difendere il padre e riceve anch’essa diversi pugni.
Al termine della rissa, i paramedici sono stati costretti a soccorrere Harris sul posto prima di portarlo in ospedale.  Una volta ripresi i sensi in ospedale, Nathan Harris ha raccontato ad una nota tv locale di voler “dimenticare tutto”. Sua moglie Shayle Harris, ha invece spiegato perché non è intervenuta durante la rissa: la donna è rimasta bloccata in macchina a causa di una cintura di sicurezza difettosa che è riuscita a togliere solo dopo che suo marito era a terra: “In quel momento ho pensato al peggio” ha aggiunto Shayle Harris.
Nathan è stato dimesso dall’ospedale poche ore dopo. Sua figlia ha chiesto invece che le venisse fatta una lastra alla mascella: “Ogni volta che sorride fa male” spiega sua madre Shayle. Nathan  ha spiegato che Valusaga si è innervosito dopo che lui si era messo un attimo in doppia fila con la sua auto, pochi metri prima. Quanto accaduto ha fatto scattare Valusaga che ora rischia una condanna. Il lottatore è infatti fuori con cauzione e il prossimo 13 febbraio verrà processato dalla Southport Magistrates Court.

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Alexa Bliss, campionessa del wrestling racconta: “Ero anoressica ho rischiato di morire” FOTO

Alexa Bliss, campionessa del wrestling racconta: “Ero anoressica ho rischiato di morire” FOTO

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ROMA – Alexa Bliss, vero nome Alexis Kaufman, oggi è una delle lottatrici di wrestling più famose ed affermate del mondo. La giovane che fa anche la modella grazie alla fama raggiunta, in realtà nasconde un passato che l’ha portata vicino alla morte. La Bliss ha infatti sofferto di anoressia e ha rischiato di morire perdendo in meno di 2 mesi ben 18 kg.
Ora che è celebrata dai magazine sportivi di tutto il mondo, Alexa ha raccontato all’Akron Beacon Journal per la prima volta la brutta esperienza vissuta e la battaglia che ancora continua a condurre contro una parte di se stessa.
Alexa è originaria dell’Ohio. I primi problemi si manifestano quando sta al liceo. Il problema continua e si acutizza quando arriva all’Università di Akron: “Facevo parte della squadra di cheerleader. Dovevamo seguire una dieta molto dura e io mi stavo riprendendo proprio allora dai miei primi problemi con gli scompensi alimentari. Dovevamo fare degli esami a cui si sottopongono gli atleti di alto livello. Sono crollata, passando da 54 a 36 kg in sole sei settimane”.
Per evitare di crollare, come scrive il Corriere della Sera, Alexia decide di lasciare l’università: “Subito dopo una partita di calcio [ero ancora con] l’uniforme delle cheerleader e ho detto al coach che dovevo assolutamente tornare a casa e chiedere aiuto. Mi hanno portato al Nationwide Children’s Hospital di Columbus e i medici sono stati fantastici. Mi hanno aiutato a guarire. È stato un periodo difficilissimo, ma ha temprato il mio carattere”.
Alexa, dopo essere uscita dall’ospedale scopre la passione del body-​​building. Ciò le permette di diventare una star del wrestling che conta 1,4 milioni di fan sui social in generale. Su Instagram, la giovane conta 900mila fan, su Twitter si ferma a “soli” 450mila fan.
“Non mi considero affatto una celebrità – conclude Alexia, che si considera ancora una semplice ragazza dell’Ohio . Se non sono in viaggio, amo passare le serate sul divano, davanti alla tv con i miei cani Teddy e Izzy. Certo è strano entrare in uno Starbucks ed essere riconosciuta. Tuttavia la mia vita normale non è affatto cambiata. Poi c’è sempre il fantasma dell’anoressia. È sempre sbagliato pensare di essere guariti. In realtà, si lotta con questo spettro per il resto della propria vita. Non è uno sprint, è una maratona”.
http://​www​.blitzquotidiano​.it/​f​o​t​o​-​n​o​t​i​z​i​e​/​a​l​e​x​a​-​b​l​i​s​s​-​c​a​m​p​i​o​n​e​s​s​a​-​d​e​l​-​w​r​e​s​t​l​i​n​g​-​r​a​c​c​o​n​t​a​-​e​r​o​-​a​n​o​r​e​s​s​i​c​a​-​h​o​-​r​i​s​c​h​i​a​t​o​-​d​i​-​m​o​r​i​r​e​-​f​o​t​o​-​2​6​2​9​0​43/
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Polonia: “Auschwitz era lager ‘tedesco’, non polacco. Online la lista di tutti gli SS

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Polonia: “Auschwitz era lager ‘tedesco’, non polacco. Online la lista di tutti gli SS

ROMA – L’Istituto polacco della Memoria nazionale (Ipn) ha pubblicato ieri su internet l’elenco completo di 8.500 funzionari delle SS che durante la Seconda guerra mondiale hanno prestato servizio ad Auschwitz, il più grande campo di sterminio nazista.

È una giornata storica, l’inizio di un progetto che svilupperemo, pubblicando gli elenchi anche di altri campi di concentramento”, ha spiegato in conferenza stampa il presidente, Jaroslaw Szarek. Eletto per questa carica pochi mesi fa, grazie all’appoggio del partito populista ‘Diritto e giustizia’ (Pis) del leader Jaroslaw Kaczynski, attualmente al governo in Polonia, Szarek ha spiegato che la pubblicazione è una risposta polacca al ripetersi dei casi in cui i campi di concentramento situati in Polonia durante l’occupazione tedesca vengono indicati ingiustamente come “campi polacchi”.

Ecco la nostra risposta, tramite internet facciamo conoscere l’equipe che ha gestito i campi”, ha detto il presidente. L’elenco pubblicato sul sito www​.truthaboutcamps​.eu/​z​a​l​o​g​ass contiene i dati personali, le foto e le condanne inflitte. Secondo i media, alcune decine degli ex funzionari del campo di Auschwitz sono ancora in vita.

Per l’esattezza, i nomi sono 9686. La sua compilazione è opera dello storico Aleksander Lasik, che se ne occupava dal lontano 1982, dell’IPN stesso e del Museo-​​memoriale di Auschwitz-​​Birkenau. Per metterla insieme, il team ha consultato archivi polacchi, tedeschi, austriaci, americani, russi e di altri paesi. (Andrea Tarquini, La Repubblica)

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Ucraina, si combatte in Donbass, 7 morti

Tre militari e quattro separatisti. Poroshenko anticipa rientro

epa05749802 Local citizens go past the pro-Russian rebels on a checkpoint as they try to go on the Ukraine controlled territory on the Severskiy Donets riverside in the Stanitsa Luhanska village of Luhansk area, Ukraine, 25 January 2017. Severskiy Donets River is a border between pro-Russian rebels controlled bank and Ukrainian riverside.  EPA/ALEXANDER ERMOCHENKO

epa05749802 Local citizens go past the pro-​​Russian rebels on a checkpoint as they try to go on the Ukraine controlled territory on the Severskiy Donets riverside in the Stanitsa Luhanska village of Luhansk area, Ukraine, 25 January 2017. Severskiy Donets River is a border between pro-​​Russian rebels controlled bank and Ukrainian riverside. EPA/​ALEXANDER ERMOCHENKO

Si combatte nella zona industriale di Avdiivka, nel Donbass in guerra. Il quartier generale delle truppe ucraine annuncia che nella notte sono stati uccisi tre soldati e altri 20 sono rimasti feriti. I separatisti dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk riportano la morte di quattro miliziani e il ferimento di altri sette "nelle ultime 24 ore". Il presidente ucraino Petro Poroshenko ha interrotto ieri sera la sua visita ufficiale a Berlino anticipando il ritorno in patria a causa dei "bombardamenti su Avdiivka", che "hanno portato a una situazione di emergenza che rasenta il disastro umanitario".

Intanto, un bombardamento delle forze armate ucraine ha interrotto le forniture di energia elettrica alla miniera Zasiadko, nel Donbass, e 207 minatori sono rimasti bloccati nelle gallerie della struttura: lo sostiene un portavoce del ministero della Difesa dell'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, citato dall'agenzia Interfax. Dopo l'avvio delle operazioni di soccorso, 92 minatori sono stati tratti in salvo.

Il Cremlino punta l'indice contro Kiev per la recente escalation del conflitto nel Donbass e i combattimenti ad Avdiivka. "Tali azioni aggressive delle forze armate ucraine - ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov - stanno minando la messa in atto degli accordi di Minsk. Inoltre - ha aggiunto Peskov - sembra che compiendo queste azioni aggressive" le autorità ucraine "stiano cercando di distogliere l'attenzione da una situazione interna molto precaria". Il portavoce del Cremlino - accusato di sostenere militarmente i separatisti del Donbass - ha poi affermato che "ieri non sono state unità militari ucraine ma alcuni battaglioni di volontari nazionalisti a cercare di attaccare il territorio controllato" dai ribelli filorussi, ma "con il sostegno dell'artiglieria delle forze armate ucraine". "L'attacco è stato respinto", ha dichiarato Peskov.

(ANSA)

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GALLIPOLI: UOMO UCCISO, COPERTO E DI CALCE E CHIUSO IN UN BIDONE -FOTO

Orrore a Gallipoli, dove la scorsa di lunedì è stato trovato il corpo senza vita di un uomo, rannicchiato all'interno di un grosso bidone di benzina. La scoperta è stata effettuata nella zona alle spalle del campo sportivo comunale, in via Ghandi, dopo una telefonata anonima arrivata intorno alle 22 al centralino dei carabinieri.

Al momento sconosciuta l'identità dell'uomo. Una delle ipotesi è che possa trattarsi dei resti di un cittadino marocchino del quale si erano perse le tracce la scorsa estate e la cui scomparsa era stata denunciata dai familiari. Nessun dubbio che si tratti di un omicidio, dal momento che il corpo era stato ricoperto di calce e poi chiuso del bidone. Il fusto metallico, di colore verde, era adagiato in posizione orizzontale, coperto da rami secchi, e la sua estremità era sigillata da pietre e cemento.

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Trovato un cadavere, è mistero

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo investigativo, che ora svolgono le indagini, e il magistrato Alessio Coccioli della Direzione distrettuale antimafia di Lecce.

Il cadavere è stato trasportato nella sala mortuaria dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce, dove nelle prossime ore si svolgerà l'autopsia affidata al medico legale Alberto Vaglio, disposta dal magistrato per scoprire le cause della morte e accertare l'identità dell'uomo.

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"TI SFREGIO LA FACCIA COME GESSICA". ARRESTATO UN DIRIGENTE DELL'ANCONA CALCIO

"TI SFREGIO LA FACCIA COME GESSICA". ARRESTATO UN DIRIGENTE DELL'ANCONA CALCIO

"Ti sfregio la faccia come Gessica". Arrestato un dirigente dell'Ancona calcio

RIMINI - «Ti farò del male. Ti sfregio la faccia come Gessica». È finito in carcere con l'accusa di atti persecutori nei confronti dell'ex compagna, Fabrizio Giglio, trentenne originario della Puglia e consigliere di amministrazione dell'Ancona Calcio nonché presidente del club di serie B maltese FC Gharghur.  La Squadra Mobile di Rimini, questa mattina, ha dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta ieri dal Gip Sonia Pasini, su richiesta del pm Paolo Gengarelli. L'uomo, già condannato dal Tribunale di Rimini per fatti analoghi commessi dal novembre 2014 all'aprile 2015, di nuovo con 'condotte reiterate nel tempo molestava e minacciava la parte offesa, causando alla stessa un grave e perdurante stato di ansia e paura tale da ingenerare un fondato timore per la propria incolumità, per quella dei propri familiari, facendo di conseguenza modificare alla donna le proprie abitudini di vità. 
Gessica, la miss sfregiata Le gravi condotte sono consistite nell'invio di centinaia di messaggi contenenti gravissime minacce, anche di morte, non solo a carico della ragazza ma anche nei confronti dei suoi amici e familiari. In alcune occasioni, il 30enne, appostandosi fuori dalla scuola frequentata dalla ragazza, l'ha insultata pubblicamente con frasi pesantemente offensive. Ma la paura più grande per la giovane è stata quando si è sentita minacciare di fare la fine di Gessica, la riminese sfregiata con l'acido dal fidanzato. In casa del pugliese, gli agenti hanno trovato documenti di provenienza furtiva, apparecchiature elettroniche per intercettazioni ambientali, un paio di manette di libera vendita e un maglione di lana con scritta Polizia, sulla cui provenienza sono in corso accertamenti. Secondo gli inquirenti, Giglio ha precedenti penali per furto, rapina e stupefacenti.

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PESTICIDI, L'ALLARME CHOC: UN TERZO DELLA NOSTRA FRUTTA E VERDURA È CONTAMINATO

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Un terzo della frutta e della verdura che finisce sulle nostre tavole (il 36,4%) è contaminata da almeno un pesticida. Da esami di laboratorio, nel the verde sono state riscontrate 21 differenti sostanze chimiche, 20 nelle bacche, da 7 a 9 in uva e vino. Lo rivela un rapporto della ong ambientalista Legambiente. I prodotti fuorilegge (cioè con almeno un residuo chimico che supera i limiti di legge) sono solo una piccola percentuale (l'1,2% nel 2015, contro lo 0,7% nel 2014). Tuttavia l'utilizzo di prodotti chimici nell'agricoltura italiana, calato del 10% fra il 2010 e il 2013, nel 2014 è cresciuto da 118.000 a 130.000 tonnellate rispetto all'anno precedente.

L'Italia si piazza al terzo posto in Europa nella vendita di pesticidi (con il 16,2%), dopo Spagna (19,9%) e Francia (19%), piazzandosi però al secondo posto per l'impiego di fungicidi. Crescono però le aziende biologiche. La superficie agricola biologica in Italia tra il 2014 e il 2015 ha registrato un aumento del 7,5%. «Lo studio presentato oggi - ha dichiarato la presidente di Legambiente Rossella Muroni - evidenzia in modo inequivocabile gli effetti di uno storico vuoto normativo: manca ancora una regolamentazione specifica rispetto al problema del simultaneo impiego di più principi attivi sul medesimo prodotto. Da qui la possibilità di definire »regolari«, e quindi di commercializzare senza problemi, prodotti contaminati da più principi chimici contemporaneamente, se con concentrazioni entro i limiti di legge».

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