Frederic Edwin Church (1826–1900), Rainy Season in the Tropics, 1866

Fred­er­ic Edwin Church (1826–1900), Rainy Sea­son in the Trop­ics, 1866

Artist: Fred­er­ic Edwin Church (1826–1900) 
Title: Rainy Sea­son in the Trop­ics
Date: 1866
Dimen­sions: Height: 1,428.75 mm (56.25 in). Width: 2,139.95 mm (84.25 in).
Cur­rent loca­tion: Fine Arts Muse­ums of San Fran­cis­co

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I 1000 quadri più belli di tutti i tempi


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Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne au collier, 1916–17 circa

Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne au col­lier, 1916–17 cir­ca

Amedeo Modigliani — Jeanne Hébuterne au col­lier, c. 1916–17. Oil on can­vas, 22 x 15 1/4 in. (55.8 x 37.8 cm). @ Sothe­by’s Images, New York
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Amnistia e Indulto, Carceri e detenuti: le news ad oggi 31 dicembre 2016

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Amnis­tia e indul­to, Carceri e detenu­ti: le news ad oggi 31 dicem­bre 2016. Le ultime notizie sul fronte detenu­ti, pur man­can­do di vere evoluzioni per l’adozione dei provved­i­men­ti di clemen­za di Amnis­tia e Indul­to, riguardano la riabil­i­tazione all’interno delle carceri. Oggi por­ti­amo quel­lo di Ange­lo, lo scrit­tore del carcere Due Palazzi, vinci­tore del pre­mio “Sil­vano Bel­loni”.

Carceri e detenu­ti: ultime news ad oggi 31 dicem­bre 2016.

Sec­on­do quan­to ripor­ta­to dal Mat­ti­no di Pado­va, un redat­tore del­la riv­ista “Ristret­ti Oriz­zon­ti” il pre­mio let­ter­ario “Sil­vano Bel­loni”, indet­to dal Comune di Vil­lano­va di Cam­posampiero è sta­to vin­to pro­prio da un detenu­to del Carcere Due Palazzi di Pado­va. Ange­lo Meneghet­ti ha vin­to con il suo “Lo chia­ma­vano Lord Brum­mel”. Il pre­mio è sta­to con­seg­na­to a Meneghet­ti mer­coledì pomerig­gio al Carcere Due Palazzi dal­la giuria del con­cor­so, alla pre­sen­za del sin­da­co di Vil­lano­va Cris­t­ian Bot­taro, dell’assessore Fed­er­i­ca Car­raro, di Ornel­la Favero, diret­trice di Ristret­ti Oriz­zon­ti, di Ange­lo Fer­rari­ni, inseg­nante di scrit­tura cre­ati­va all’interno del carcere e di altri detenu­ti. Grande emozione una cer­i­mo­nia che dimostra come un per­cor­so di riabil­i­tazione sia asso­lu­ta­mente pos­si­bile, gra­zie all’impegno quo­tid­i­ano dei volon­tari e gra­zie ad un impor­tante cam­bio di men­tal­ità, aggiun­giamo noi, che spe­ri­amo pos­sa portare nel 2017 ad una diver­sa visione del­la pena.

https://www.contattonews.it/2016/12/31/amnistia-e-indulto-carceri-e-detenuti-le-news-ad-oggi-31-dicembre-2016/668397/

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Nel cervello il ‘magazzino’ per imparare velocemente

Rende disponi­bili pro­teine giuste per rispon­dere a nuovi sti­moli

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Il cervel­lo ha un suo ‘mag­a­zz­i­no seg­re­to’, un depos­i­to di mol­e­cole pre­fab­bri­cate pronte da uti­liz­zare al momen­to oppor­tuno e nel giro di pochi minu­ti (fonte: Uni­ver­si­ty of Basel, Biozen­trum)

Se il cervel­lo sa impara­re tante cose diverse e tan­to in fret­ta il mer­i­to è del suo ‘mag­a­zz­i­no seg­re­to’, un depos­i­to di mol­e­cole pre­fab­bri­cate pronte da uti­liz­zare al momen­to oppor­tuno e nel giro di pochi minu­ti. E’ in ques­ta orga­niz­zazione che si tro­va il seg­re­to del­l’ap­prendi­men­to. Lo ha scop­er­to la ricer­ca con­dot­ta nel­l’u­ni­ver­sità svizzera di Basilea e pub­bli­ca­ta sul­la riv­ista Neu­ron. Il risul­ta­to spie­ga final­mente in che modo il più com­p­lesso degli organi sia anche il più flessibile e adat­ta­bile.

I neu­roni sono molto ‘prev­i­den­ti’
Quel­lo che entra in gio­co è “un mec­ca­n­is­mo di rego­lazione com­ple­ta­mente nuo­vo”, ha osser­va­to il coor­di­na­tore del­la ricer­ca, Peter Scheif­fele. Era noto che ogni vol­ta che una cel­lu­la ner­vosa riceve uno sti­mo­lo prende il via un proces­so nel quale la mol­e­co­la brac­cio destro del Dna, chia­ma­ta Rna, si atti­va e com­in­cia a copi­are le istruzioni nec­es­sarie per ottenere la pro­teina nec­es­saria per­chè il neu­rone pos­sa rea­gire. Dal­la copia ven­gono poi tagli­ate le par­ti che non con­tengono alcu­na istruzione, chia­mate introni. Fino­ra si cre­de­va, però, che questo proces­so si atti­vasse ogni vol­ta dac­capo, anche se a volte può richiedere tem­pi notevol­mente lunghi. Il grup­po di Scheif­fele ha invece sfa­ta­to ques­ta con­vinzione, sco­pren­do che i neu­roni sono molto ‘prev­i­den­ti’, al pun­to che nei momen­ti di tran­quil­lità si por­tano ‘avan­ti col lavoro’ pro­ducen­do gli stampi per le pro­teine, ovvero le mol­e­cole di Rna in cui sono ‘copi­ate’ le infor­mazioni del Dna. Tutte le copie pre­fab­bri­cate ven­gono quin­di immagazz­i­nate in un depos­i­to, pronte per essere uti­liz­zate ogni vol­ta che è nec­es­sario.

Il seg­re­to è nel­la rapid­ità
Il mag­a­zz­i­no si tro­va nel nucleo delle cel­lule ner­vose e, anche se le copie con­ser­vate al suo inter­no con­tengono anco­ra qualche fram­men­to di trop­po, è comunque pos­si­bile pro­durre le pro­teine molto rap­i­da­mente, ha spie­ga­to Ori­ane Mauger, pri­mo autore del­la ricer­ca. E’ un risparmio di tem­po per niente trascur­abile, con­sideran­do che copi­are i geni più gran­di può richiedere decine di ore. Il fat­to che le copie ‘pre­fab­bri­cate’ “siano già disponi­bili in una for­ma immatu­ra e che non richiedano altro che di essere com­ple­tate riduce — ha det­to Mauger — l’in­tero proces­so a pochi minu­ti”. E’ i ques­ta rapid­ità, sec­on­do i ricer­ca­tori, uno dei prin­ci­pali seg­reti del­la plas­tic­ità del cervel­lo e del­la sua capac­ità di appren­dere.

(ANSA)

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Lite furiosa con il compagno, botte e insulti: lo uccide con 20 coltellate «Lasciatemi, si è pugnalato da solo»

Lite furiosa con il compagno, botte
e insulti: lo uccide con 20 coltellate
«Lasciatemi, si è pugnalato da solo»

La donna, Ester Quici, ha 34 anni ed è madre di due bambini
avuti con la vittima: una vicina di casa ha dato l’allarme

BOLZANO — Una don­na di 34 anni ha ucciso il com­pag­no a coltel­late, durante una furiosa lite scop­pi­a­ta nel­la notte. 

È accadu­to a Bolzano, nel­la zona di cor­so Lib­ertà, e i cara­binieri han­no por­ta­to la don­na — Ester Quici, 34 anni — per inter­rog­a­r­la. A ritrovare il com­pag­no in un lago di sangue e a dare l’al­larme è sta­ta una vic­i­na di casa. Ad atti­rare l’atten­zione del­la vic­i­na, sec­on­do le prime infor­mazioni, sareb­bero state le urla del­la cop­pia, che avrebbe anche due figli pic­coli.

Sul pos­to poi, insieme ai cara­binieri del coman­do provin­ciale, è arriva­ta anche la pm Daniela Pol, che coor­di­na le indagi­ni. Gli inves­ti­ga­tori sono al lavoro per chiarire la dinam­i­ca del­l’ac­cadu­to. Sono al vaglio intan­to, tra l’al­tro, le immag­i­ni delle tele­camere a cir­cuito chiu­so del­la zona.

La don­na si è dife­sa dicen­do: «​Non sono sta­ta io, si è pug­nala­to lui da solo»


http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/PRIMOPIANO/bolzano_uccide_compagno_coltellate_durante_lite_ester_quici/notizie/1253301.shtml
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Gregorio Conrado Alvarez

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Added by: Mr. Bad­ger Hawk­eye

Birth: Nov. 26, 1925
Lavalle­ja, Uruguay
Death: Dec. 28, 2016
Mon­te­v­ideo
Mon­te­v­ideo, Uruguay

Uruguayan States­man. Born Gre­go­rio Con­ra­do Alvarez Armeli­no, he served as the de fac­to Pres­i­dent of Uruguay from Sep­tem­ber 1, 1981 to Feb­ru­ary 12, 1985. He entered the Uruguayan mil­i­tary acad­e­my in 1940 and remained in the army for a major part of his life. In 1962 he became chief of the mount­ed police in Mon­te­v­ideo. In 1971 he was pro­mot­ed to gen­er­al and then named chief of Esma­co, the Com­bined Armed Forces Com­mand that ran the coun­terin­sur­gency oper­a­tion against the urban guer­ril­la group Tupa­maros. When the mil­i­tary took pow­er in a 1973 coup, he became per­ma­nent sec­re­tary of the new Con­se­jo de Seguri­dad Nacional (Nation­al Secu­ri­ty Coun­cil). He became the com­man­der-in-chief of the army in 1978 and this made him the ruler of the coun­try since the actu­al pres­i­dent Apari­cio Mendez was just a fig­ure­head. After the coun­try vot­ed to restore democ­ra­cy in a ref­er­en­dum in 1980, he forced the Con­se­jo de Seguri­dad Nacional to name him pres­i­dent. He became the pres­i­dent in 1981 and served until the new­ly demo­c­ra­t­i­cal­ly elect­ed Julio Maria San­guinet­ti took over in 1985. Even though he was cov­ered by a 1986 amnesty, many felt that he should be pros­e­cut­ed for crimes com­mit­ted dur­ing the twelve year mil­i­tary dic­ta­tor­ship. He was indict­ed in 2007 for alleged human rights abus­es dur­ing the dic­ta­tor­ship in which he played a promi­nent role. On Octo­ber 22, 2009, he was con­vict­ed and sen­tenced to 25 years in prison for 37 counts of mur­der and human rights vio­la­tions; how­ev­er, he was not in court to hear the ver­dict as he was ill. He passed away of heart fail­ure. (bio by: Mr. Bad­ger Hawk­eye)

Bur­ial:
Unknown

Main­tained by: Find A Grave
Orig­i­nal­ly Cre­at­ed by: Mr. Bad­ger Hawk­eye
Record added: Dec 28, 2016
Find A Grave Memo­r­i­al# 174554557

http://www.findagrave.com/cgi-bin/fg.cgi?page=gr&GRid=174554557

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Bra blindata Montate le barriere

Una trip­lice fila di bar­riere di cemen­to arma­to lunghe sei metri e del peso di cinquan­ta quin­tali l’una. È la bar­ri­ca­ta che pro­teggerà piaz­za Bra durante la not­ta­ta di San Sil­ve­stro, dove sono attese almeno 40mila per­sone per i fes­teggia­men­ti di Capo­dan­no. Lo scopo dei new jer­sey è pre­venire atten­tati ter­ror­is­ti­ci che potreb­bero essere attuati, come è già accadu­to a Niz­za e più recen­te­mente a Berli­no, con Tir lan­ciati a tut­ta veloc­ità sul­la fol­la.

Nel pri­mo pomerig­gio di ieri gli addet­ti dell’autostrada A4, che han­no mes­so a dis­po­sizione del Comune le pesan­ti strut­ture, han­no dato inizio al loro posizion­a­men­to in cor­so Por­ta Nuo­va, a qualche deci­na di metri di dis­tan­za dai Por­toni del­la Bra. Le stesse bar­riere di cemen­to che fino alle 9 di lunedì 2 gen­naio bloc­cher­an­no il tran­si­to in piaz­za Bra, così come è sta­to dis­pos­to dal­la prefet­tura e dal­la ques­tu­ra, sono state poi instal­late in largo degli Alpi­ni, su cui proviene il traf­fi­co di via Pal­lone.

Gli altri varchi su piaz­za Bra sono sta­ti mes­si in sicurez­za tramite grosse fior­iere in cemen­to. Le bar­riere saran­no tolte nel­la mat­ti­na­ta di lunedì e rimesse giovedì 5 gen­naio per pro­teggere la piaz­za che il giorno dell’Epifania ospiterà il tradizionale falò del­la «vecia». Le strut­ture di cemen­to sono state dis­poste in modo tale da per­me­t­tere il pas­sag­gio delle ambu­lanze e dei mezzi dei vig­ili del fuo­co. L’accessibilità è sta­ta subito tes­ta­ta da un’autoscala dei pom­pieri che ha fat­to lo slalom tra i new jer­sey.
Enri­co San­ti

http://www.larena.it/territori/citt%C3%A0/bra-blindata-montate-le-barriere‑1.5385961

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Le post-cazzate dei nuovi inquisitori

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7 di Beppe Gril­lo

eres­sante quan­do Pitruzzel­la spie­ga come si com­bat­te la post-ver­ità: “dob­bi­amo decidere se las­cia­re Inter­net così com’è, il sel­vag­gio west, oppure se rego­la­men­tar­lo. Pen­so che queste regole vadano def­i­nite dal­lo Sta­to. […] Non è com­pi­to di entità pri­vate con­trol­lare l’in­for­mazione, questo è dei poteri statali: loro devono garan­tire che l’in­for­mazione è cor­ret­ta”. Tradot­to sig­nifi­ca che vogliono fare un bel tri­bunale del­l’in­qui­sizione, con­trol­la­to dai par­ti­ti di gov­er­no, che deci­da cosa è vero e cosa è fal­so. Immag­i­nat­e­vi la sce­na.

Scri­vo sul Blog: “I politi­ci pren­dono la pen­sione d’oro: è un priv­i­le­gio che vogliamo abolire!”.
Il tri­bunale dec­re­ta: “Fal­so, pren­dono una pen­sione nor­male come tut­ti, è un dirit­to acquisi­to. E’ post-ver­ità la tua! Ordini­amo che il Blog di Gril­lo sia mes­so al rogo!” “Ma non si può bru­cia­re, sua Pitruzzel­la: è fat­to di bit!” “Allo­ra al rogo il com­put­er di Gril­lo e pure il suo mouse, e se si lamen­ta al rogo pure lui”.

Purtrop­po Pitruzzel­la non è un paz­zo soli­tario. Il pre­mier foto­copia Gen­tiloni ieri ha det­to che gli strap­pi nel tes­su­to sociale del Paese sono causati anche da Inter­net. Per il sem­pre­g­ri­gio Napoli­tano “la polit­i­ca del click è mist­i­fi­cazione”. Ren­zi è con­vin­to di aver per­so il ref­er­en­dum per col­pa del web: “Abbi­amo las­ci­a­to il web a chi in queste ore è sot­to gli occhi inter­nazion­ali, a com­in­cia­re dal New York Times, in quan­to dif­fu­sore di fal­sità”. I trav­es­ti­ti morali sono abit­uati alla TV, dove se vai con una sche­da elet­torale fal­sa i gior­nal­isti ci cre­dono, ma se lo fate sul web i cit­ta­di­ni ve lo dicono che siete dei caz­zari, non pren­de­tevela.

Tut­ti uni­ti con­tro il web. Ora che nes­suno legge più i gior­nali e anche chi li legge non crede alle loro balle, i nuovi inquisi­tori vogliono un tri­bunale per con­trol­lare inter­net e con­dannare chi li sput­tana. Sono colpev­ole, ven­ite a pren­der­mi. Questo Blog non smet­terà mai di scri­vere e la Rete non si fer­merà con un tri­bunale. Bloc­cate un social? Ne fiori­ran­no altri dieci che non rius­cirete a con­trol­lare. Le vostre post-caz­zate non ci fer­mer­an­no.

http://www.beppegrillo.it/2016/12/le_post-cazzate_dei_nuovi_inquisitori.html

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