Addio Fabio Garriba, il poeta del cinema

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L’attore e reg­ista Fabio Gar­ri­ba

Sebbene il pub­bli­co, soprat­tut­to gio­vane, lo conosca poco, l’attore Fabio Gar­ri­ba, nato a Soave il 13 novem­bre 1944 e spen­tosi a Verona tre giorni fa, il 9 agos­to, è sta­to uno dei volti del cin­e­ma ital­iano degli anni Set­tan­ta.
Oltre che per il gemel­lo Mario (Voce del ver­bo morire, 1970, e In pun­to di morte, 1971, Par­do d’Oro all’opera pri­ma al Fes­ti­val di Locarno), Fabio Gar­ri­ba ha recita­to, fra gli altri, per il Grup­po Dzi­ga Ver­tov (Ven­to dell’est, 1969), Rober­to Rosselli­ni (Agosti­no d’Ippona, 1972), Lui­gi Comenci­ni (Lo sco­pone sci­en­tifi­co, 1972), Mar­co Bel­loc­chio (Sbat­ti il mostro in pri­ma pag­i­na, 1972), Lui­gi Mag­ni (La via dei bab­bui­ni, 1974), Bernar­do Bertoluc­ci (Nove­cen­to, 1976) ed Ettore Sco­la (La ter­raz­za, 1980). È sta­to anche aiu­to reg­ista di Bertoluc­ci (Part­ner, 1968, ispi­ra­to a Il sosia di Dos­to­evskij), Pier Pao­lo Pasoli­ni (Por­cile, 1969), Carme­lo Bene (Capric­ci, 1969) e Mar­co Fer­reri (La cagna, 1972).
Nel 2011 la Mostra del Cin­e­ma di Venezia ha reso omag­gio ai fratel­li Gar­ri­ba (sopran­nom­i­nati «i Woody Allen di Cam­po de’ Fiori») all’interno del­la ret­ro­spet­ti­va «Oriz­zon­ti 1960–1978», dove, insieme ai lavori di Mario, è sta­to proi­et­ta­to anche un cor­to scrit­to e diret­to dal­lo stes­so Fabio (che ha pure lavo­ra­to come sogget­tista insieme a Nico Gar­rone, padre del reg­ista Mat­teo): I par­en­ti tut­ti (1967), nel quale un ragaz­zo immag­i­na di essere mor­to e di sen­tire i com­men­ti di famil­iari e ami­ci. «Ques­ta ambi­gu­i­tà riflette la mia situ­azione reale», dichiarò Fabio Gar­ri­ba. «Si trat­ta­va cioè di un mio bisog­no per­son­ale di vedere mor­ta e sep­pel­li­ta la mia infanzia, la mia ado­lescen­za e chi­ud­ere così i rap­por­ti con i famil­iari per pot­er resus­citare adul­to. Oggi, a un anno di dis­tan­za, pos­so dire in sin­cer­ità che la cas­sa car­i­ca­ta sul car­ro fune­bre era vuo­ta per­ché mi ritro­vo con addos­so anco­ra il mio cada­v­ere alla ricer­ca di una fos­sa dove sep­pel­lir­lo».
Non va inoltre scor­da­ta la car­ri­era par­al­lela di Gar­ri­ba come poeta. Nel­la pre­sen­tazione del­la sua ulti­ma rac­col­ta (Il fas­tidio delle parole, sul­la cui cop­er­ti­na è accred­i­ta­to come Gar­rib­ba), l’amico Bernar­do Bertoluc­ci lo ha defini­to «accu­ra­to e iron­i­co come il ritrat­tista che in realtà non è, per­ché Fabio è un vero poeta. I ver­si di Fabio cadono sul­la pag­i­na come goc­ce ed è un mira­co­lo se non si can­cel­lano da soli, men­tre li sti­amo leggen­do». La cer­i­mo­nia fune­bre si ter­rà ques­ta mat­ti­na alle 8 al Cimitero Mon­u­men­tale.
Angela Boset­to

http://www.larena.it/home/spettacoli/personaggi/addio-fabio-garriba-il-poeta-del-cinema‑1.5062505

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