Christo with wrapped car, 1963.

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Hans Christian Andersen

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97 MILIONI NOSTRI PER UNA GARA DI GOLF: COSIRENZI E MALAGOSI RIFANNO PER LA MANCATAMANGIATOIADELLE OLIMPIADIROMA

97 MILIONI NOSTRI PER UNA GARA DI GOLF: COSIRENZI E MALAGOSI RIFANNO PER LA MANCATAMANGIATOIADELLE OLIMPIADIROMA

Legge di Bilancio, governo stanzia 97 milioni a garanzia della Ryder Cup di golf: tutti gli interessi (e i vip) in ballo

 L’articolo 91 della bozza della legge di Stabilità copre una grossa fetta delle spese per la manifestazione che costerà oltre 120 milioni. Impossibile sapere a cosa serviranno quei soldi qualora qualcosa dovesse andare storto (è solo una garanzia dell’esecutivo). La Federazione non risponde alle domande de ilfattoquotidiano​.it. E si scopre che nel comitato organizzatore ci sono il figlio di Gianni Letta, la moglie di Frattini, il renziano Guido Barilla, l’ex presidente Rai Gubitosi ed Evelina Christillin. Festeggiano il presidente Coni Malagò e la Coni Servizi di Franco Chimenti, che è anche il campo del golf italiano

Nella legge di Bilancio c’è una voce che merita di essere approfondita. Nell’articolo 74, comma 11 e 12, il governo ha stanziato 97 milioni di euro a garanzia della Ryder Cup Europe LLP, la società che organizza l’omonima competizione golfistica sul suolo europeo, che nel 2022 l’Italia avrà l’onore (e l’onere) di ospitare. Più o meno gli stessi soldi che il governo ha deciso di investire per la ristrutturazione dei campi sportivi e delle palestre di tutto il Paese nei prossimi tre anni. Certo, la Ryder Cup non è un torneo di golf qualsiasi: parliamo di una delle manifestazioni sportive più importanti del pianeta, terza per copertura mediatica dopo Olimpiadi e Mondiali di calcio, capace di richiamare 250mila tifosi da tutto il globo. Per portarla in Italia, sui terreni privati del Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia Montecelio di proprietà della famiglia Biagiotti, ci vorrà un investimento complessivo di circa 120 milioni, a quanto apprende ilfattoquotidiano​.it. Ma su questi soldi, al momento, si sa poco o nulla, visto che la Federazione Golf “preferisce non fornire alcun tipo di dettaglio su costi e finanziamenti del progetto”. Quel che è certo è che buona parte dei finanziamentiservirà per aumentare il montepremi dell’Open d’Italia. E che la manifestazione ha l’appoggio incondizionato delle istituzioni, ben evidente anche dalla composizione del comitato organizzatore, dove siedono il figlio di Gianni Letta, la moglie dell’ex ministro Frattini o il braccio destro di Giovanni Malagò al Coni (giusto per citare alcuni nomi). E infatti il governo dopo aver sostenuto politicamente la candidatura, ha deciso di farlo anche economicamente nella manovra.

Nel frattempo gli appassionati di sport che si aspettavano un impegno concreto del governo potrebbero restare delusi dalla prossima legge di Stabilità: poco o nulla è dedicato all’attività di base, nessuna risorsa supplementare rispetto a quei 100 milioni da spendere fra il 2015 e il 2017 per ristrutturare 183 impianti in tutto il Paese (a fronte di oltre 1.500 richieste per cui sarebbero serviti un miliardo e 300mila euro di contributi). In compenso, l’articolo 91 assegna 97 milioni di euro a garanzia del “Progetto Ryder Cup”, in particolare per “l’adempimento degli impegni assunti nel periodo 2017-​​2027, non coperti dai contributi dello Stato” a favore di Ryder Cup Europe LLP. Al momento, non è possibile sapere quanto si esporrà con precisione l’Italia: la Federazione Golf non ha voluto rispondere a nessuna delle domande de ilfattoquotidiano​.it sui costi della manifestazione. In che misura verrà finanziata da contributi pubblici o privati, di chi e di cosa si fa garante il governo; nulla, nemmeno il costo complessivo dell’evento, nonostante la candidatura sia già stata assegnata. Anche perché, dopo il venir meno di Roma 2024 (e dei suoi fondi), alcune parti del progetto dovrebbero essere un po’ ricalibrate. Per ora bisogna accontentarsi di quanto c’è scritto nel testo della manovra: ovvero che i 97 milioni sono solo una garanzia, che in teoria non toccherà allo Stato sborsare quei soldi (non del tutto, almeno: sono previsti comunque dei contributi pubblici); e che la Federazione “provvederà a fornire annualmente una relazione sulle attività svolte, accompagnata da una analitica rendicontazione”. La trasparenza è rinviata al futuro, insomma. E se qualcosa dovesse andar storto, le responsabilità ricadrebbero sullo Stato. Come sempre del resto per i grandi eventi sportivi: la firma del governo è un passaggio di prassi, qualcosa di simile sarebbe stato previsto anche per le Olimpiadi di Roma 2024, ovviamente su un altro ordine di numeri (almeno 5 miliardi). Quello che il Movimento 5 stelle aveva definito “assegno in bianco per i Giochi” e che è stato una delle ragioni principali del no di Virginia Raggi.

Fonte: ilfattoquotidiano​.it

http://​direttanfo​.blogspot​.it/​2​0​1​6​/​1​0​/​9​7​-​m​i​l​i​o​n​i​-​n​o​s​t​r​i​-​p​e​r​-​u​n​a​-​g​a​r​a​-​d​i​-​g​o​l​f​.​h​tml
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Cade da un’impalcatura e si schianta a terra, Salvatore muore a 42 anni

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Portici. Ancora un incidente sul lavoro. A morire Salvatore Bianco, 42 anni, di Casapesenna. Secondo quanto riporta Il Mattino, la tragedia si è consumata in un cantiere edile al corso Garibaldi di Portici, in provincia di Napoli, dove sono in corso lavori di ristrutturazione e ampliamento della ex Casa materna.

In base ad una prima ricostruzione, l’opera io èprecipitato da un impalcatura ed è morto sul colpo. Inutili i soccorsi. La salma di Salvatore sarà sottoposta ad esame autoptico per poi essere riconsegnata ai familiari per la celebrazione delle esequie, che probabilmente si terranno domani nel suo paese d’origine.

Foto: archivio

http://​www​.teleclubitalia​.it/​c​a​d​e​-​d​a​-​u​n​i​m​p​a​l​c​a​t​u​r​a​-​e​-​s​i​-​s​c​h​i​a​n​t​a​-​a​-​t​e​r​r​a​-​s​a​l​v​a​t​o​r​e​-​m​u​o​r​e​-​a​-​4​2​-​a​n​n​i​/​1​2​5​8​7​56/

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La Nuvola di Fuksas da 500 milioni. Lo spot al grande spreco

Cinque anni di ritardo, investimento raddoppiato e un carico di guai giudiziari

La Nuvola nuova creazione a Roma di Massimiliano Fuksas

di Paola Zanca

Festeggiare i primi passi nell’anno in cui diventi maggiorenne è sintomo di una discreta capacità di vedere il cosiddetto bicchiere mezzo pieno. La dote non manca all’Eur Spa, proprietario della Nuvola, e al governo italiano che – con il ministero dell’Economia – ne è socio di maggioranza: il taglio del nastro, oggi pomeriggio, arriva a esattamente diciotto anni dal bando con cui si pensò di far nascere a Roma un Nuovo Centro Congressi. L’idea era brillante: portare nella Città eterna anche quel turismo di professionisti che viaggiano per convegni e seminari. E per realizzarla si fece avanti l’architetto Massimiliano Fuksas, uno che ha lasciato il segno in giro per il mondo e che Roma – la sua città – non era ancora riuscita a ospitare. A dirigere il cronoprogramma dei lavori vengono chiamati gli ingegneri tedeschi della Dress&Sommer, che invece nella Capitale avevano già realizzato – e pure nei tempi previsti – l’Auditorium firmato da Renzo Piano. Il lieto fine arriva oggi. Ma nel mezzo ci sono milioni di euro di troppo, cinque anni di ritardo e un carico di guai giudiziari.

I soldi: il costo finale della Nuvola è ben lontano dai 239 milioni di euro ufficiali. L’opera, parola della sottosegretaria all’Economia Paola De Micheli, “richiede un investimento complessivo di 467 milioni di euro” visto che, oltre ai costi di costruzione, sono state necessarie “iniezioni” decisive per la sopravvivenza del progetto. A fine 2014 il ministero è stato costretto a ricapitalizzare la società con 133 milioni di euro per convincere le banche a non chiudere i rubinetti. Scongiurato il fermo dei lavori, a giugno del 2015, Eur spa ha firmato con i creditori un accordo sulla ristrutturazione del debito (che, già “scontato”, ammontava a 37 milioni di euro: li ha anticipati il Mef, dovranno essere restituiti entro il 2029). Infine: la vendita dell’albergo, la Lama, doveva essere una delle entrate più sostanziose. Ma ad oggi è ancora sul mercato e il suo valore, nel frattempo, è precipitato da 140 a 50 milioni di euro.

I tempi: la posa della prima pietra è di dicembre 2007, l’obiettivo era chiudere entro la fine del 2010. Gli ingegneri tedeschi di cui sopra hanno scritto in 2 anni 91 report per segnalare i ritardi da parte di Condotte, l’impresa costruttrice. L’allora amministratore delegato di Eur spa, il fedelissimo di Alemanno Riccardo Mancini, finito nei guai per Mafia Capitale, però li fa fuori: la vicenda è arrivata fino al Consiglio di Stato, che ha dato ragione alla Drees&Sommer.

Le cause: la chiusura del contenzioso con Condotte è attesa per l’anno prossimo e vede sul tavolo 200 milioni di euro di varianti in corso d’opera; sulla querelle giudiziaria coi tedeschi invece pesa una richiesta danni per 10 milioni di euro, oltre a circa 800 mila euro di fatture non pagate; perfino la parcella di Fuksas è finita nel mirino della Corte dei Conti e non è chiaro a quanto ammonti il totale degli eventuali risarcimenti dovuti. La maledizione della Nuvola, insomma, potrebbe continuare. Gufi, andate. Oggi è tempo di brindare.

http://​www​.ilfattoquotidiano​.it/​p​r​e​m​i​u​m​/​a​r​t​i​c​o​l​i​/​l​a​-​n​u​v​o​l​a​-​d​a​-​5​0​0​-​m​i​l​i​o​n​i​-​l​o​-​s​p​o​t​-​a​l​-​g​r​a​n​d​e​-​s​p​r​e​co/

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Legge di Bilancio, nuovo sgravio fiscale per le fondazioni bancarie. Mentre il governo dimentica la povertà

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La manovra concede agli enti riuniti nell'Acri un credito di imposta del valore di 10 milioni di euro sui versamenti ai Centri servizio al volontariato aggiuntivi rispetto a quelli che devono fare per legge. Nessun accenno invece a interventi per gli indigenti. Nel 2017 partirà il Reddito di inclusione, prima misura universale ad hoc, ma i soldi stanziati l'anno scorso basteranno solo per un terzo dei 4,6 milioni di persone che ne avrebbero bisogno

di Chiara Brusini

Nuovo cadeaux, sotto forma di sgravio fiscale, per le fondazioni di origine bancaria. Mentre, a dispetto delle richieste delle associazioni, scompare ogni traccia di fondi aggiuntivi per la lotta alla povertà. Così la prima misura nazionale di contrasto all’indigenza, il Reddito di inclusione, partirà con risorse insufficienti per riuscire ad aiutare i 4,6 milioni di italiani che non possono permettersi nemmeno i beni e servizi essenziali. E’ quello che emerge dalla versione definitiva della legge di Bilancio per il 2017, firmata sabato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e inviata al Parlamento che ne avvierà l’esame mercoledì.

Gli 88 enti riuniti nell’Acri, la lobby guidata da Giuseppe Guzzetti, incassano un credito di imposta del 100% sui versamenti volontari ai Centri servizio al volontariato, che da tempo lamentano il calo dei fondi erogati per il loro funzionamento e hanno in corso proprio con l’Acri una complicata trattativa per il rinnovo del patto triennale firmato nel 2013. “La legge quadro sul volontariato del 1991 obbliga le fondazioni a versare almeno un quindicesimo dei loro proventi ai Csv”, spiega il presidente del coordinamento nazionale dei 71 Centri servizio italiani, Stefano Tabò. “Ma negli anni della crisi la loro redditività è calata, per cui i soldi sono diminuiti. Così, a integrazione della legge, nel 2013 avevamo stipulato un accordo che prevedeva stanziamenti aggiuntivi. Il Tavolo di monitoraggio dei risultati ottenuti, però, non si è mai riunito, e non siamo arrivati a un’intesa per il rinnovo“.

Così spunta lo sgravio, che costerà alle casse dello Stato 10 milioni di euro. Con questo zuccherino il governo punta ad invogliare le ricche fondazioni (nel complesso hanno 41 miliardi di patrimonio e nel 2015 hanno registrato proventi per 1,4 miliardi) a rimpolpare gli stanziamenti. Almeno fino a quando sarà varato il decreto attuativo della riforma del terzo settore che dovrà rivedere il sistema di accreditamento dei Csc e renderne stabile il finanziamento. “E’ una misura ponte”, ammette Tabò, “che ci viene in aiuto nel 2017 quando altrimenti gli enti di origine bancaria ci avrebbero versato solo i 29 milioni obbligatori, contro i 45 di quest’anno”.

Non si tratta comunque del primo regalo concesso dall’esecutivo agli enti soci del Tesoro in Cassa e depositi e prestiti, di cui detengono il 18,4%: se la legge di Stabilità per il 2015 aveva aumentato sensibilmente l’imposizione fiscale sui loro dividendi, lo scorso anno a parziale compensazione è arrivato un maxi sgravio del 75%, per un valore di oltre 100 milioni di euro, sui contributi destinati a un nuovo fondo per il contrasto alla povertà educativa. Questo nonostante le fondazioni si occupassero già, per statuto, di povertà e di educazione, investendoci risorse anche prima di ottenere il tornaconto fiscale.

In ogni caso, il Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile è effettivamente partito. I primi bandi sono stati pubblicati il 15 ottobre, giorno in cui il consiglio dei ministri ha dato in teoria il via libera alla manovra per il 2017, che in realtà è stata scritta nei successivi quindici giorni. Nella versione finale per la povertà assoluta – che significa, per una famiglia di quattro persone residente al nord, sopravvivere con meno di 1.500 euro al mese – non c’è nulla, nonostante una delle slide presentate quel giorno dal premier Matteo Renzi recitasse: “Povertà: 500 milioni – Dal 2018 aumento del fondo con i risparmi istituzionali”. Nel ddl di quei 500 milioni non c’è traccia. Né per l’anno prossimo né per il 2018. La povertà non viene del resto mai citata: il Capo I del Titolo III, che compariva nelle bozze in circolazione fino alla scorsa settimana ed era intitolato “Misure di contrasto alla povertà”, è stato espunto.

Il prossimo anno, dopo la sperimentazione del Sostegno di inclusione attiva, dovrebbe partire il Reddito di inclusione, prima misura organica anti indigenza nell’unico Paese europeo, insieme alla Grecia, che ancora non ne ha una. A disposizione c’è 1 miliardo, stanziato nel 2015. Secondo l’Alleanza contro la povertà basterà solo per il 35% degli indigenti, lasciandone scoperta la maggior parte. Se invece quei soldi fossero spalmati su tutti i 4,6 milioni di poveri assoluti italiani, hanno calcolato i tecnici del Servizio bilancio del Senato, ognuno di loro riceverebbe solo 20 euro al mese.

http://​www​.ilfattoquotidiano​.it/​2​0​1​6​/​1​0​/​3​1​/​l​e​g​g​e​-​d​i​-​b​i​l​a​n​c​i​o​-​n​u​o​v​o​-​s​g​r​a​v​i​o​-​f​i​s​c​a​l​e​-​p​e​r​-​l​e​-​f​o​n​d​a​z​i​o​n​i​-​b​a​n​c​a​r​i​e​-​m​e​n​t​r​e​-​i​l​-​g​o​v​e​r​n​o​-​d​i​m​e​n​t​i​c​a​-​l​a​-​p​o​v​e​r​t​a​/​3​1​3​2​9​56/

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Manovra, Ue insoddisfatta da risposta italiana: ‘Non costruttiva. Populista accusarci di frenare interventi antisismici’

Gebremstes Wachstum: EU-Whrungskommissar Pierre Moscovici bei einer Pk in Brssel zum Frhjahrsgutachten / 050515 *** Pierre Moscovici, European Commissioner in charge of Economic and Financial Affairs, Taxation and Customs giving a news conference about European Spring Econominc Forecast at European Commission headquarters in Brussels, Belgium; May 5th, 2015 *** [ GDP in 2015 is now expected to rise by 1.8 % in the EU.] Lapresse Only italyPierre Moscovici in conferenza stampa a Bruxelles per il Rapporto di primavera *** Local Caption *** 19957687

Gebremstes Wachstum: EU-​​Whrungskommissar Pierre Moscovici bei einer Pk in Brssel zum Frhjahrsgutachten /​ 050515 *** Pierre Moscovici, European Commissioner in charge of Economic and Financial Affairs, Taxation and Customs giving a news conference about European Spring Econominc Forecast at European Commission headquarters in Brussels, Belgium; May 5th, 2015 *** [ GDP in 2015 is now expected to rise by 1.8 % in the EU.] Lapresse Only italyPierre Moscovici in conferenza stampa a Bruxelles per il Rapporto di primavera *** Local Caption *** 19957687

Insoddisfazione” della Commissione Ue per una lettera giudicata “poco costruttiva“. Così, secondo le agenzie di stampa, è stata accolta a Bruxelles la missiva con cui il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha risposto alla richiesta di chiarimenti sul mancato rispetto degli obiettivi di bilancio concordati in primavera. Il titolare del Tesoro ha sostenuto che il “divario sostanziale” rilevato dall’esecutivo europeo tra il saldo strutturale promesso e quello che l’Italia intende effettivamente mettere a segno l’anno prossimo “è largamente spiegato dalle spese straordinarie legate a immigrazione e sisma“. Niente di più, in pratica, rispetto a quello che i tecnici della Commissione potevano leggere nel Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles il 18 ottobre e poi aggiornato. Di qui la “insoddisfazione”

Delle cinque lettere ricevute dai Paesi a cui erano stati chiesti chiarimenti, quelle di Portogallo, Finlandia, Belgio sono ritenute più costruttive e dialoganti, mentre quelle di Italia e Cipro “lo sono meno”. In più, secondo l’Ansa, accusare la Commissione di ostacolare la ricostruzione del patrimonio edilizio e scolastico italiano con criteri antisismici è ritenuto “populismo a buon mercato” perché la possibilità di investire in prevenzione per la messa in sicurezza degli edifici con misure antisismiche fuori dal Patto di stabilità è al contrario prevista dalla comunicazione sulla flessibilità del 13 gennaio 2015, nell’annesso uno. “Sotto le attuali regole Ue ci sono modi per escludere i costi a breve termine in risposta alle grandi catastrofi naturali, che vengono considerati misure one-​​off escluse dagli sforzi di bilancio quando si valuta il rispetto del Patto di stabilità”, ha spiegato una portavoce della Commissione, ricordando: “Lo abbiamo già fatto in passato per i terremoti in Abruzzo ed Emilia-​​Romagna”.

Se è improbabile che la Ue chieda entro l’1 novembre a Roma di rivedere il documento a causa di un “serio rischio di deviazione degli obiettivi di aggiustamento strutturale”, come prevedono i trattati, è certo che i negoziati proseguono perché qualche correzione è ritenuta necessaria.

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Pensioni, Landini vs Renzi: “Dopo 40 anni di contributi devo chiedere un prestito alla banca? Ma io ti corro dietro!”

di David Marceddu

Maurizio Landini attacca su tutti i fronti Matteo Renzi, che più volte chiama “il genio di Firenze”. Referendum, legge elettorale, riforma delle pensioni. “Il premier ha promesso che dopo il referendum farà un sacco di cose: dice che cambierà la legge elettorale, su cui aveva addirittura messo la fiducia tanto ci teneva; dice che cambierà l’Europa. Ma tutto dopo il referendum. Scusate, ma io di uno che ha detto Enrico stai sereno e il giorno dopo lo ha pugnalato alle spalle, non è che di natura mi fidi”, ha detto il segretario della Fiom, ospite di un’iniziativa a favore del No al referendum, a Bologna. Poi parla dell’Italicum: “Nel 1953 chiamavano Legge Truffa una legge elettorale che dava un premio di maggioranza a chi superava il 50%. Con l’Italicum basterebbe il 40%, al ballottaggio anche il 15-​​20%. Se quella era una Legge Truffa, questa che cazzo di legge è, come dobbiamo chiamarla”. Poi Landini, oltre ad attaccare una riforma costituzionale che ha cambiato 47 articoli, ma non ha toccato il pareggio di bilancio in Costituzione, attacca direttamente Renzi, sulla riforma delle pensioni e sul cosiddetto Ape, l’anticipo pensionistico: “Verso per 40 anni i contributi e poi se devo andare in pensione devo chiedere un prestito a una banca. A me l’istinto che mi viene è di corrergli dietro fino a quando non l’ho preso. Poi cosa posso fare non lo so”

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IL PAPIRO CON LA PIÙ ANTICA CITAZIONE DI GERUSALEMME È PROBABILMENTE UN FALSO, DICONO GLI ESPERTI

IL PAPIRO CON LA PIÙ ANTICA CITAZIONE DI GERUSALEMME È PROBABILMENTE UN FALSO, DICONO GLI ESPERTI

papyrus
Netanyahu mostra il papiro: “Una cartolina dal passato all’UNESCO” – credit: Ilan Assayag

Nir Hasson, 28 ottobre  2016 – 10:00 AM
Gli archeologi sono soliti diffidare di eventuali reperti che non siano stati ritrovati in uno scavo sorvegliato, anche se il Dipartimento israeliano delle antichità insiste a dire che l’antica pergamena è autentica.
Gli studiosi stanno mettendo in discussione l’autenticità di ciò che il Dipartimento israeliano delle antichità (Israel Antiquities Authority) dice essere un documento su papiro di 2.800 fa che riporta la parola “Gerusalemme” in ebraico, presentato mercoledì dal dipartimento.
Il papiro è stato trovato quattro anni fa mentre si seguivano dei ladri di antichità nel deserto della Giudea e datato al settimo secolo B.C.E. (Bachelor of Chemical Engineering), a dire del dipartimento dell’antichità; fatto che ne farebbe la prima citazione  conosciuta di Gerusalemme in ebraico al di fuori della Bibbia. Il frammento sembra essere un documento riguardante una spedizione di vino da Na’arat, nella Valle del Giordano, al re di Gerusalemme.
Parlando mercoledì presso il Centro Interdisciplinare, Herzliya, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha lodato il ritrovamento, definendolo “una cartolina dal passato all’Unesco”, riferendosi alla recente risoluzione dell’organizzazione che ignora il collegamento fra giudaismo e Monte del Tempio.
Non si sa bene dove i ladri abbiano trovato il documento, anche se sembra provenire da una grotta lungo l’Hever Stream nel deserto della Giudea. Gli archeologi sono soliti diffidare di eventuali reperti non ritrovati in uno scavo sorvegliato.
Ma in questo caso, gli studiosi che lo hanno studiato – il Prof. Shmuel Ahituv della Hebrew University, il dottor Klein Eitan e Amir Ganor del Dipartimento delle antichità – sono convinti che sia autentico. La datazione al Carbonio14 ha dimostrato che il papiro è stato realizzato da 2.500 a 2.800 anni fa e un esame epigrafico ha concluso che le lettere sono tipiche della scrittura ebraica del VII secolo B.C.E.
L’intero papiro con la prima menzione di Gerusalemme al di fuori della Bibbia. La sua provenienza non è chiara, ma gli esperti credono che sia un vero e proprio ed estremamente raro documento databile al regno di Giuda Shai Halevi. Dipartimento israeliano delle antichità.
Ma giovedì, in occasione della riunione di una conferenza del dipartimento delle antichità sulle Innovazioni nell’archeologia di Gerusalemme e della sua regione, l’archeologo Prof. Aren Maeir della Bar-​​Ilan University ha messo in dubbio l’autenticità del documento. Ha inoltre attaccato il dipartimento per la sua decisione di renderlo pubblico, anche se “era già chiaro in anticipo che avrebbe suscitato polemiche.”
Maeir ha detto che ci sono troppe domande senza risposta circa il papiro. “Come facciamo a sapere che non è un falso destinato al mercato antiquario?» Ha domandato, aggiungendo che i falsari potrebbero avere “sacrificato” deliberatamente questo documento per preparare la strada alla vendita di altri papiri che avrebbero “scoperto” più avanti.
Il fatto che la datazione al  carbonio14 abbia dimostrato l’età del papiro “non è sufficiente”, ha aggiunto. “Dopo tutto, ci sono casi noti in cui la scrittura è stata falsificata su un antico supporto”, ha detto. “Ci sono grandi probabilità che solo il papiro in sé sia antico.”
“A mio modesto parere, è lampante la necessità di ulteriori test, soprattutto se è un ente governativo che lo pubblica e gli dà un marchio di approvazione. Perché attendere le argomentazioni e solo dopo fare i test supplementari? Si sarebbero dovuti fare prima.”
Anche il Prof. Christopher Rollston della George Washington University ha espresso scetticismo, scrivendo sul suo blog di credere che il documento sia falso.
“Il fatto che il papiro stesso sia stato datato col carbonio al 7° secolo BCE, di certo non vuol dire che la scrittura sul papiro sia antica,” ha scritto. “Anzi, in realtà non significa nulla. Dopo tutto, un antico papiro si può facilmente trovare disponibile per l’acquisto online (controllare il web e vedere!), in tal modo, nessun falsario moderno con un po’ di sale in zucca si metterebbe a realizzare una scritta su un papiro moderno”.
Ahituv, ha comunque respinto gli argomenti dei suoi critici. In primo luogo, ha detto, il papiro era ripiegato quando è stato trovato, il che sembrerebbe rendere improbabile la contraffazione. “Potrebbe un falsario comprare un papiro antico, asciutto, fragile, scriverci sopra un testo tipico del VII secolo e poi piegarlo e legarlo con una corda e, quindi, mettere in pericolo tutto il suo lavoro?» ha domandato.
Anche lo stesso testo suggerisce che non è un falso, ha continuato. Lui e i suoi colleghi hanno letto il testo come “[me-a]mat. ha-​​melekh. me-Na’artah. nevelim. yi’in. Yerushalima,” che significa
“Dalla serva del re, da Na’arat, giare di vino, a Gerusalemme “.
Ma sia “Na’artah” che “Yerushalima” sono parole molto rare e quindi è improbabile che si tratti di un falsario”, anche se fosse un esperto della Bibbia”, ha detto Ahituv. “Se fossi un falsario, sceglierei un testo più impressionante”, ha aggiunto.
Anche Ganor ha respinto le critiche. “Abbiamo cercato in ogni modo possibile di controllare il papiro”, ha detto. “Abbiamo utilizzato gli stessi metodi usati per controllare i Rotoli del Mar Morto. Se qualcuno ha un altro metodo è invitato ad applicarlo. Noi, come Paese, siamo stati obbligati a mettere le mani su questo papiro e sono certo che sia autentico”.
trad. Simonetta Lambertini
https://​invictapalestina​.wordpress​.com/​2​0​1​6​/​1​0​/​3​0​/​i​l​-​p​a​p​i​r​o​-​c​o​n​-​l​a​-​p​i​u​-​a​n​t​i​c​a​-​c​i​t​a​z​i​o​n​e​-​d​i​-​g​e​r​u​s​a​l​e​m​m​e​-​e​-​p​r​o​b​a​b​i​l​m​e​n​t​e​-​u​n​-​f​a​l​s​o​-​d​i​c​o​n​o​-​g​l​i​-​e​s​p​e​r​ti/
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