97 MILIONI NOSTRI PER UNA GARA DI GOLF: COSIRENZI E MALAGOSI RIFANNO PER LA MANCATAMANGIATOIADELLE OLIMPIADI A ROMA

97 MILIONI NOSTRI PER UNA GARA DI GOLF: COSIRENZI E MALAGOSI RIFANNO PER LA MANCATAMANGIATOIADELLE OLIMPIADI A ROMA

Legge di Bilancio, governo stanzia 97 milioni a garanzia della Ryder Cup di golf: tutti gli interessi (e i vip) in ballo

 L’articolo 91 del­la boz­za del­la legge di Sta­bil­ità copre una grossa fet­ta delle spese per la man­i­fes­tazione che costerà oltre 120 mil­ioni. Impos­si­bile sapere a cosa servi­ran­no quei sol­di qualo­ra qual­cosa dovesse andare stor­to (è solo una garanzia dell’esecutivo). La Fed­er­azione non risponde alle domande de ilfattoquotidiano.it. E si sco­pre che nel comi­ta­to orga­niz­za­tore ci sono il figlio di Gian­ni Let­ta, la moglie di Frat­ti­ni, il ren­ziano Gui­do Bar­il­la, l’ex pres­i­dente Rai Gubitosi ed Eveli­na Chris­till­in. Fes­teggiano il pres­i­dente Coni Malagò e la Coni Servizi di Fran­co Chi­men­ti, che è anche il cam­po del golf ital­iano

Nel­la legge di Bilan­cio c’è una voce che meri­ta di essere appro­fon­di­ta. Nell’articolo 74, com­ma 11 e 12, il gov­er­no ha stanzi­a­to 97 mil­ioni di euro a garanzia del­la Ryder Cup Europe LLP, la soci­età che orga­niz­za l’omonima com­pe­tizione golfisti­ca sul suo­lo europeo, che nel 2022 l’Italia avrà l’onore (e l’onere) di ospitare. Più o meno gli stes­si sol­di che il gov­er­no ha deciso di inve­stire per la ristrut­turazione dei campi sportivi e delle palestre di tut­to il Paese nei prossi­mi tre anni. Cer­to, la Ryder Cup non è un tor­neo di golf qual­si­asi: par­liamo di una delle man­i­fes­tazioni sportive più impor­tan­ti del piane­ta, terza per cop­er­tu­ra medi­at­i­ca dopo Olimpia­di e Mon­di­ali di cal­cio, capace di richia­mare 250mila tifosi da tut­to il globo. Per por­tar­la in Italia, sui ter­reni pri­vati del Mar­co Simone Golf & Coun­try Club di Guido­nia Mon­te­celio di pro­pri­età del­la famiglia Bia­giot­ti, ci vor­rà un inves­ti­men­to com­p­lessi­vo di cir­ca 120 mil­ioni, a quan­to apprende ilfattoquotidiano.it. Ma su questi sol­di, al momen­to, si sa poco o nul­la, vis­to che la Fed­er­azione Golf “preferisce non fornire alcun tipo di det­taglio su costi e finanzi­a­men­ti del prog­et­to”. Quel che è cer­to è che buona parte dei finanzi­a­men­tis­ervirà per aumentare il mon­tepre­mi dell’Open d’Italia. E che la man­i­fes­tazione ha l’appoggio incon­dizion­a­to delle isti­tuzioni, ben evi­dente anche dal­la com­po­sizione del comi­ta­to orga­niz­za­tore, dove siedono il figlio di Gian­ni Let­ta, la moglie dell’ex min­istro Frat­ti­ni o il brac­cio destro di Gio­van­ni Malagò al Coni (gius­to per citare alcu­ni nomi). E infat­ti il gov­er­no dopo aver sostenu­to politi­ca­mente la can­di­datu­ra, ha deciso di far­lo anche eco­nomi­ca­mente nel­la manovra.

Nel frat­tem­po gli appas­sion­ati di sport che si aspet­ta­vano un impeg­no con­cre­to del gov­er­no potreb­bero restare delusi dal­la prossi­ma legge di Sta­bil­ità: poco o nul­la è ded­i­ca­to all’attività di base, nes­suna risor­sa sup­ple­mentare rispet­to a quei 100 mil­ioni da spendere fra il 2015 e il 2017 per ristrut­turare 183 impianti in tut­to il Paese (a fronte di oltre 1.500 richi­este per cui sareb­bero servi­ti un mil­iar­do e 300mila euro di con­tribu­ti). In com­pen­so, l’articolo 91 asseg­na 97 mil­ioni di euro a garanzia del “Prog­et­to Ryder Cup”, in par­ti­co­lare per “l’adempimento degli impeg­ni assun­ti nel peri­o­do 2017–2027, non cop­er­ti dai con­tribu­ti del­lo Sta­to” a favore di Ryder Cup Europe LLP. Al momen­to, non è pos­si­bile sapere quan­to si esporrà con pre­ci­sione l’Italia: la Fed­er­azione Golf non ha volu­to rispon­dere a nes­suna delle domande de ilfattoquotidiano.it sui costi del­la man­i­fes­tazione. In che misura ver­rà finanzi­a­ta da con­tribu­ti pub­bli­ci o pri­vati, di chi e di cosa si fa garante il gov­er­no; nul­la, nem­meno il cos­to com­p­lessi­vo dell’evento, nonos­tante la can­di­datu­ra sia già sta­ta asseg­na­ta. Anche per­ché, dopo il venir meno di Roma 2024 (e dei suoi fon­di), alcune par­ti del prog­et­to dovreb­bero essere un po’ rical­i­brate. Per ora bisogna accon­tentar­si di quan­to c’è scrit­to nel testo del­la manovra: ovvero che i 97 mil­ioni sono solo una garanzia, che in teo­ria non toc­cherà allo Sta­to sbor­sare quei sol­di (non del tut­to, almeno: sono pre­visti comunque dei con­tribu­ti pub­bli­ci); e che la Fed­er­azione “provved­erà a fornire annual­mente una relazione sulle attiv­ità svolte, accom­pa­g­na­ta da una ana­lit­i­ca ren­di­con­tazione”. La trasparen­za è rin­vi­a­ta al futuro, insom­ma. E se qual­cosa dovesse andar stor­to, le respon­s­abil­ità ricadreb­bero sul­lo Sta­to. Come sem­pre del resto per i gran­di even­ti sportivi: la fir­ma del gov­er­no è un pas­sag­gio di pras­si, qual­cosa di sim­i­le sarebbe sta­to pre­vis­to anche per le Olimpia­di di Roma 2024, ovvi­a­mente su un altro ordine di numeri (almeno 5 mil­iar­di). Quel­lo che il Movi­men­to 5 stelle ave­va defini­to “asseg­no in bian­co per i Giochi” e che è sta­to una delle ragioni prin­ci­pali del no di Vir­ginia Rag­gi.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

http://direttanfo.blogspot.it/2016/10/97-milioni-nostri-per-una-gara-di-golf.html
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Cade da un’impalcatura e si schianta a terra, Salvatore muore a 42 anni

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Por­ti­ci. Anco­ra un inci­dente sul lavoro. A morire Sal­va­tore Bian­co, 42 anni, di Cas­ape­sen­na. Sec­on­do quan­to ripor­ta Il Mat­ti­no, la trage­dia si è con­suma­ta in un cantiere edile al cor­so Garibal­di di Por­ti­ci, in provin­cia di Napoli, dove sono in cor­so lavori di ristrut­turazione e ampli­a­men­to del­la ex Casa mater­na.

In base ad una pri­ma ricostruzione, l’opera io èpre­cip­i­ta­to da un impal­catu­ra ed è mor­to sul colpo. Inutili i soc­cor­si. La salma di Sal­va­tore sarà sot­to­pos­ta ad esame autop­ti­co per poi essere ricon­seg­na­ta ai famil­iari per la cel­e­brazione delle ese­quie, che prob­a­bil­mente si ter­ran­no domani nel suo paese d’origine.

Foto: archiv­io

http://www.teleclubitalia.it/cade-da-unimpalcatura-e-si-schianta-a-terra-salvatore-muore-a-42-anni/1258756/

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La Nuvola di Fuksas da 500 milioni. Lo spot al grande spreco

Cinque anni di ritar­do, inves­ti­men­to rad­doppi­a­to e un cari­co di guai giudiziari

La Nuvola nuova creazione a Roma di Massimiliano Fuksas

di Pao­la Zan­ca

Fes­teggia­re i pri­mi pas­si nell’anno in cui diven­ti mag­giorenne è sin­to­mo di una disc­re­ta capac­ità di vedere il cosid­det­to bic­chiere mez­zo pieno. La dote non man­ca all’Eur Spa, pro­pri­etario del­la Nuvola, e al gov­er­no ital­iano che – con il min­is­tero dell’Economia – ne è socio di mag­gio­ran­za: il taglio del nas­tro, oggi pomerig­gio, arri­va a esat­ta­mente diciot­to anni dal ban­do con cui si pen­sò di far nascere a Roma un Nuo­vo Cen­tro Con­gres­si. L’idea era bril­lante: portare nel­la Cit­tà eter­na anche quel tur­is­mo di pro­fes­sion­isti che viag­giano per con­veg­ni e sem­i­nari. E per real­iz­zarla si fece avan­ti l’architetto Mas­si­m­il­iano Fuk­sas, uno che ha las­ci­a­to il seg­no in giro per il mon­do e che Roma – la sua cit­tà – non era anco­ra rius­ci­ta a ospitare. A dirigere il crono­pro­gram­ma dei lavori ven­gono chia­mati gli ingeg­neri tedeschi del­la Dress&Sommer, che invece nel­la Cap­i­tale ave­vano già real­iz­za­to – e pure nei tem­pi pre­visti – l’Auditorium fir­ma­to da Ren­zo Piano. Il lieto fine arri­va oggi. Ma nel mez­zo ci sono mil­ioni di euro di trop­po, cinque anni di ritar­do e un cari­co di guai giudiziari.

I sol­di: il cos­to finale del­la Nuvola è ben lon­tano dai 239 mil­ioni di euro uffi­ciali. L’opera, paro­la del­la sot­toseg­re­taria all’Economia Pao­la De Miche­li, “richiede un inves­ti­men­to com­p­lessi­vo di 467 mil­ioni di euro” vis­to che, oltre ai costi di costruzione, sono state nec­es­sarie “iniezioni” deci­sive per la soprav­viven­za del prog­et­to. A fine 2014 il min­is­tero è sta­to costret­to a ricap­i­tal­iz­zare la soci­età con 133 mil­ioni di euro per con­vin­cere le banche a non chi­ud­ere i rubi­net­ti. Scon­giu­ra­to il fer­mo dei lavori, a giug­no del 2015, Eur spa ha fir­ma­to con i cred­i­tori un accor­do sul­la ristrut­turazione del deb­ito (che, già “scon­ta­to”, ammon­ta­va a 37 mil­ioni di euro: li ha antic­i­pati il Mef, dovran­no essere resti­tu­iti entro il 2029). Infine: la ven­di­ta dell’albergo, la Lama, dove­va essere una delle entrate più sostanziose. Ma ad oggi è anco­ra sul mer­ca­to e il suo val­ore, nel frat­tem­po, è pre­cip­i­ta­to da 140 a 50 mil­ioni di euro.

I tem­pi: la posa del­la pri­ma pietra è di dicem­bre 2007, l’obiettivo era chi­ud­ere entro la fine del 2010. Gli ingeg­neri tedeschi di cui sopra han­no scrit­to in 2 anni 91 report per seg­nalare i ritar­di da parte di Con­dotte, l’impresa costrut­trice. L’allora ammin­is­tra­tore del­e­ga­to di Eur spa, il fedelis­si­mo di Ale­man­no Ric­car­do Manci­ni, fini­to nei guai per Mafia Cap­i­tale, però li fa fuori: la vicen­da è arriva­ta fino al Con­siglio di Sta­to, che ha dato ragione alla Drees&Sommer.

Le cause: la chiusura del con­tenzioso con Con­dotte è atte­sa per l’anno prossi­mo e vede sul tavo­lo 200 mil­ioni di euro di vari­anti in cor­so d’opera; sul­la querelle giudiziaria coi tedeschi invece pesa una richi­es­ta dan­ni per 10 mil­ioni di euro, oltre a cir­ca 800 mila euro di fat­ture non pagate; perfi­no la par­cel­la di Fuk­sas è fini­ta nel miri­no del­la Corte dei Con­ti e non è chiaro a quan­to ammon­ti il totale degli even­tu­ali ris­arci­men­ti dovu­ti. La maledi­zione del­la Nuvola, insom­ma, potrebbe con­tin­uare. Gufi, andate. Oggi è tem­po di brindare.

http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/la-nuvola-da-500-milioni-lo-spot-al-grande-spreco/

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Legge di Bilancio, nuovo sgravio fiscale per le fondazioni bancarie. Mentre il governo dimentica la povertà

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La manovra con­cede agli enti riu­ni­ti nell’Acri un cred­i­to di impos­ta del val­ore di 10 mil­ioni di euro sui ver­sa­men­ti ai Cen­tri servizio al volon­tari­a­to aggiun­tivi rispet­to a quel­li che devono fare per legge. Nes­sun accen­no invece a inter­ven­ti per gli indi­gen­ti. Nel 2017 par­tirà il Red­di­to di inclu­sione, pri­ma misura uni­ver­sale ad hoc, ma i sol­di stanziati l’anno scor­so baster­an­no solo per un ter­zo dei 4,6 mil­ioni di per­sone che ne avreb­bero bisog­no

di Chiara Brusi­ni

Nuo­vo cadeaux, sot­to for­ma di sgravio fis­cale, per le fon­dazioni di orig­ine ban­car­ia. Men­tre, a dis­pet­to delle richi­este delle asso­ci­azioni, scom­pare ogni trac­cia di fon­di aggiun­tivi per la lot­ta alla povertà. Così la pri­ma misura nazionale di con­trasto all’indigenza, il Red­di­to di inclu­sione, par­tirà con risorse insuf­fi­ci­en­ti per rius­cire ad aiutare i 4,6 mil­ioni di ital­iani che non pos­sono per­me­t­ter­si nem­meno i beni e servizi essen­ziali. E’ quel­lo che emerge dal­la ver­sione defin­i­ti­va del­la legge di Bilan­cio per il 2017, fir­ma­ta saba­to dal pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Ser­gio Mattarel­la e invi­a­ta al Par­la­men­to che ne avvierà l’esame mer­coledì.

Gli 88 enti riu­ni­ti nell’Acri, la lob­by gui­da­ta da Giuseppe Guzzetti, incas­sano un cred­i­to di impos­ta del 100% sui ver­sa­men­ti volon­tari ai Cen­tri servizio al volon­tari­a­to, che da tem­po lamen­tano il calo dei fon­di ero­gati per il loro fun­zion­a­men­to e han­no in cor­so pro­prio con l’Acri una com­pli­ca­ta trat­ta­ti­va per il rin­no­vo del pat­to tri­en­nale fir­ma­to nel 2013. “La legge quadro sul volon­tari­a­to del 1991 obbli­ga le fon­dazioni a ver­sare almeno un quindices­i­mo dei loro proven­ti ai Csv”, spie­ga il pres­i­dente del coor­di­na­men­to nazionale dei 71 Cen­tri servizio ital­iani, Ste­fano Tabò. “Ma negli anni del­la crisi la loro red­di­tiv­ità è cala­ta, per cui i sol­di sono dimi­nu­iti. Così, a inte­grazione del­la legge, nel 2013 ave­va­mo stip­u­la­to un accor­do che prevede­va stanzi­a­men­ti aggiun­tivi. Il Tavo­lo di mon­i­tor­ag­gio dei risul­tati ottenu­ti, però, non si è mai riu­ni­to, e non siamo arrivati a un’intesa per il rin­no­vo“.

Così spun­ta lo sgravio, che costerà alle casse del­lo Sta­to 10 mil­ioni di euro. Con questo zuc­cheri­no il gov­er­no pun­ta ad invogliare le ric­che fon­dazioni (nel com­p­lesso han­no 41 mil­iar­di di pat­ri­mo­nio e nel 2015 han­no reg­is­tra­to proven­ti per 1,4 mil­iar­di) a rim­pol­pare gli stanzi­a­men­ti. Almeno fino a quan­do sarà vara­to il decre­to attua­ti­vo del­la rifor­ma del ter­zo set­tore che dovrà rivedere il sis­tema di accred­i­ta­men­to dei Csc e ren­derne sta­bile il finanzi­a­men­to. “E’ una misura ponte”, ammette Tabò, “che ci viene in aiu­to nel 2017 quan­do altri­men­ti gli enti di orig­ine ban­car­ia ci avreb­bero ver­sato solo i 29 mil­ioni obbli­ga­tori, con­tro i 45 di quest’anno”.

Non si trat­ta comunque del pri­mo rega­lo con­ces­so dall’esecutivo agli enti soci del Tesoro in Cas­sa e deposi­ti e presti­ti, di cui deten­gono il 18,4%: se la legge di Sta­bil­ità per il 2015 ave­va aumen­ta­to sen­si­bil­mente l’imposizione fis­cale sui loro div­i­den­di, lo scor­so anno a parziale com­pen­sazione è arriva­to un maxi sgravio del 75%, per un val­ore di oltre 100 mil­ioni di euro, sui con­tribu­ti des­ti­nati a un nuo­vo fon­do per il con­trasto alla povertà educa­ti­va. Questo nonos­tante le fon­dazioni si occu­passero già, per statu­to, di povertà e di edu­cazione, investen­do­ci risorse anche pri­ma di ottenere il tor­na­con­to fis­cale.

In ogni caso, il Fon­do per il con­trasto alla povertà educa­ti­va mino­rile è effet­ti­va­mente par­ti­to. I pri­mi ban­di sono sta­ti pub­bli­cati il 15 otto­bre, giorno in cui il con­siglio dei min­istri ha dato in teo­ria il via lib­era alla manovra per il 2017, che in realtà è sta­ta scrit­ta nei suc­ces­sivi quindi­ci giorni. Nel­la ver­sione finale per la povertà asso­lu­ta – che sig­nifi­ca, per una famiglia di quat­tro per­sone res­i­dente al nord, soprav­vi­vere con meno di 1.500 euro al mese – non c’è nul­la, nonos­tante una delle slide pre­sen­tate quel giorno dal pre­mier Mat­teo Ren­zi recitasse: “Povertà: 500 mil­ioni – Dal 2018 aumen­to del fon­do con i rispar­mi isti­tuzion­ali”. Nel ddl di quei 500 mil­ioni non c’è trac­cia. Né per l’anno prossi­mo né per il 2018. La povertà non viene del resto mai cita­ta: il Capo I del Tito­lo III, che com­par­i­va nelle bozze in cir­co­lazione fino alla scor­sa set­ti­mana ed era inti­to­la­to “Mis­ure di con­trasto alla povertà”, è sta­to espun­to.

Il prossi­mo anno, dopo la sper­i­men­tazione del Sosteg­no di inclu­sione atti­va, dovrebbe par­tire il Red­di­to di inclu­sione, pri­ma misura organ­i­ca anti indi­gen­za nell’unico Paese europeo, insieme alla Gre­cia, che anco­ra non ne ha una. A dis­po­sizione c’è 1 mil­iar­do, stanzi­a­to nel 2015. Sec­on­do l’Alleanza con­tro la povertà basterà solo per il 35% degli indi­gen­ti, las­cian­done scop­er­ta la mag­gior parte. Se invece quei sol­di fos­sero spalmati su tut­ti i 4,6 mil­ioni di poveri asso­lu­ti ital­iani, han­no cal­co­la­to i tec­ni­ci del Servizio bilan­cio del Sen­a­to, ognuno di loro ricev­erebbe solo 20 euro al mese.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/31/legge-di-bilancio-nuovo-sgravio-fiscale-per-le-fondazioni-bancarie-mentre-il-governo-dimentica-la-poverta/3132956/

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Manovra, Ue insoddisfatta da risposta italiana: ‘Non costruttiva. Populista accusarci di frenare interventi antisismici’

Gebremstes Wachstum: EU-Whrungskommissar Pierre Moscovici bei einer Pk in Brssel zum Frhjahrsgutachten / 050515 *** Pierre Moscovici, European Commissioner in charge of Economic and Financial Affairs, Taxation and Customs giving a news conference about European Spring Econominc Forecast at European Commission headquarters in Brussels, Belgium; May 5th, 2015 *** [ GDP in 2015 is now expected to rise by 1.8 % in the EU.] Lapresse Only italyPierre Moscovici in conferenza stampa a Bruxelles per il Rapporto di primavera *** Local Caption *** 19957687

Gebrem­stes Wach­s­tum: EU-Whrungskom­mis­sar Pierre Moscovi­ci bei ein­er Pk in Brs­sel zum Frh­jahrsgutacht­en / 050515 *** Pierre Moscovi­ci, Euro­pean Com­mis­sion­er in charge of Eco­nom­ic and Finan­cial Affairs, Tax­a­tion and Cus­toms giv­ing a news con­fer­ence about Euro­pean Spring Econom­inc Fore­cast at Euro­pean Com­mis­sion head­quar­ters in Brus­sels, Bel­gium; May 5th, 2015 *** [ GDP in 2015 is now expect­ed to rise by 1.8 % in the EU.] Lapresse Only italyP­ierre Moscovi­ci in con­feren­za stam­pa a Brux­elles per il Rap­por­to di pri­mav­era *** Local Cap­tion *** 19957687

Insod­dis­fazione” del­la Com­mis­sione Ue per una let­tera giu­di­ca­ta “poco costrut­ti­va“. Così, sec­on­do le agen­zie di stam­pa, è sta­ta accol­ta a Brux­elles la mis­si­va con cui il min­istro dell’Economia Pier Car­lo Padoan ha rispos­to alla richi­es­ta di chiari­men­ti sul man­ca­to rispet­to degli obi­et­tivi di bilan­cio con­cor­dati in pri­mav­era. Il tito­lare del Tesoro ha sostenu­to che il “divario sostanziale” ril­e­va­to dall’esecutivo europeo tra il sal­do strut­turale promes­so e quel­lo che l’Italia intende effet­ti­va­mente met­tere a seg­no l’anno prossi­mo “è larga­mente spie­ga­to dalle spese stra­or­di­nar­ie legate a immi­grazione e sis­ma“. Niente di più, in prat­i­ca, rispet­to a quel­lo che i tec­ni­ci del­la Com­mis­sione pote­vano leg­gere nel Doc­u­men­to pro­gram­mati­co di bilan­cio invi­a­to a Brux­elles il 18 otto­bre e poi aggior­na­to. Di qui la “insod­dis­fazione”

Delle cinque let­tere rice­vute dai Pae­si a cui era­no sta­ti chi­esti chiari­men­ti, quelle di Por­to­gal­lo, Fin­lan­dia, Bel­gio sono ritenute più costrut­tive e dialo­gan­ti, men­tre quelle di Italia e Cipro “lo sono meno”. In più, sec­on­do l’Ansa, accusare la Com­mis­sione di osta­co­lare la ricostruzione del pat­ri­mo­nio edilizio e sco­las­ti­co ital­iano con cri­teri anti­sis­mi­ci è ritenu­to “pop­ulis­mo a buon mer­ca­to” per­ché la pos­si­bil­ità di inve­stire in pre­ven­zione per la mes­sa in sicurez­za degli edi­fi­ci con mis­ure anti­sis­miche fuori dal Pat­to di sta­bil­ità è al con­trario pre­vista dal­la comu­ni­cazione sul­la flessibil­ità del 13 gen­naio 2015, nell’annesso uno. “Sot­to le attuali regole Ue ci sono modi per esclud­ere i costi a breve ter­mine in rispos­ta alle gran­di cat­a­strofi nat­u­rali, che ven­gono con­siderati mis­ure one-off escluse dagli sforzi di bilan­cio quan­do si val­u­ta il rispet­to del Pat­to di sta­bil­ità”, ha spie­ga­to una por­tav­oce del­la Com­mis­sione, ricor­dan­do: “Lo abbi­amo già fat­to in pas­sato per i ter­re­moti in Abruz­zo ed Emil­ia-Romagna”.

Se è improb­a­bile che la Ue chie­da entro l’1 novem­bre a Roma di rivedere il doc­u­men­to a causa di un “serio ris­chio di devi­azione degli obi­et­tivi di aggius­ta­men­to strut­turale”, come preve­dono i trat­tati, è cer­to che i negoziati pros­eguono per­ché qualche cor­rezione è ritenu­ta nec­es­saria.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/31/manovra-ue-insoddisfatta-da-risposta-dellitalia-poco-costruttiva-populista-accusarci-di-ostacolare-interventi-antisismici/3142865/

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Pensioni, Landini vs Renzi: “Dopo 40 anni di contributi devo chiedere un prestito alla banca? Ma io ti corro dietro!”

di David Marced­du

Mau­r­izio Lan­di­ni attac­ca su tut­ti i fron­ti Mat­teo Ren­zi, che più volte chia­ma “il genio di Firen­ze”. Ref­er­en­dum, legge elet­torale, rifor­ma delle pen­sioni. “Il pre­mier ha promes­so che dopo il ref­er­en­dum farà un sac­co di cose: dice che cam­bierà la legge elet­torale, su cui ave­va addirit­tura mes­so la fidu­cia tan­to ci tene­va; dice che cam­bierà l’Europa. Ma tut­to dopo il ref­er­en­dum. Scusate, ma io di uno che ha det­to Enri­co stai sereno e il giorno dopo lo ha pug­nala­to alle spalle, non è che di natu­ra mi fidi”, ha det­to il seg­re­tario del­la Fiom, ospite di un’iniziativa a favore del No al ref­er­en­dum, a Bologna. Poi par­la dell’Italicum: “Nel 1953 chia­ma­vano Legge Truf­fa una legge elet­torale che dava un pre­mio di mag­gio­ran­za a chi super­a­va il 50%. Con l’Italicum basterebbe il 40%, al bal­lot­tag­gio anche il 15–20%. Se quel­la era una Legge Truf­fa, ques­ta che caz­zo di legge è, come dob­bi­amo chia­mar­la”. Poi Lan­di­ni, oltre ad attac­care una rifor­ma cos­ti­tuzionale che ha cam­bi­a­to 47 arti­coli, ma non ha toc­ca­to il pareg­gio di bilan­cio in Cos­ti­tuzione, attac­ca diret­ta­mente Ren­zi, sul­la rifor­ma delle pen­sioni e sul cosid­det­to Ape, l’anticipo pen­sion­is­ti­co: “Ver­so per 40 anni i con­tribu­ti e poi se devo andare in pen­sione devo chiedere un presti­to a una ban­ca. A me l’istinto che mi viene è di cor­rergli dietro fino a quan­do non l’ho pre­so. Poi cosa pos­so fare non lo so”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/30/pensioni-landini-vs-renzi-dopo-40-anni-di-contributi-devo-chiedere-un-prestito-alla-banca-ma-io-ti-corro-dietro/571855/

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IL PAPIRO CON LA PIÙ ANTICA CITAZIONE DI GERUSALEMME È PROBABILMENTE UN FALSO, DICONO GLI ESPERTI

IL PAPIRO CON LA PIÙ ANTICA CITAZIONE DI GERUSALEMME È PROBABILMENTE UN FALSO, DICONO GLI ESPERTI

papyrus
Netanyahu mostra il papiro: “Una car­toli­na dal pas­sato all’UNESCO” – cred­it: Ilan Assayag

Nir Has­son, 28 otto­bre  2016 – 10:00 AM
Gli arche­olo­gi sono soli­ti dif­fi­dare di even­tu­ali reper­ti che non siano sta­ti ritrovati in uno sca­vo sorveg­lia­to, anche se il Dipar­ti­men­to israeliano delle anti­chità insiste a dire che l’antica perga­me­na è aut­en­ti­ca.
Gli stu­diosi stan­no met­ten­do in dis­cus­sione l’autenticità di ciò che il Dipar­ti­men­to israeliano delle anti­chità (Israel Antiq­ui­ties Author­i­ty) dice essere un doc­u­men­to su papiro di 2.800 fa che ripor­ta la paro­la “Gerusalemme” in ebraico, pre­sen­ta­to mer­coledì dal dipar­ti­men­to.
Il papiro è sta­to trova­to quat­tro anni fa men­tre si seguiv­ano dei ladri di anti­chità nel deser­to del­la Giudea e data­to al set­ti­mo sec­o­lo B.C.E. (Bach­e­lor of Chem­i­cal Engi­neer­ing), a dire del dipar­ti­men­to dell’antichità; fat­to che ne farebbe la pri­ma citazione  conosci­u­ta di Gerusalemme in ebraico al di fuori del­la Bib­bia. Il fram­men­to sem­bra essere un doc­u­men­to riguardante una spedi­zione di vino da Na’arat, nel­la Valle del Gior­dano, al re di Gerusalemme.
Par­lan­do mer­coledì pres­so il Cen­tro Inter­dis­ci­pli­nare, Her­zliya, il pri­mo min­istro Ben­jamin Netanyahu ha loda­to il ritrova­men­to, definen­do­lo “una car­toli­na dal pas­sato all’Unesco”, rifer­en­dosi alla recente risoluzione dell’organizzazione che igno­ra il col­lega­men­to fra giu­dais­mo e Monte del Tem­pio.
Non si sa bene dove i ladri abbiano trova­to il doc­u­men­to, anche se sem­bra provenire da una grot­ta lun­go l’Hever Stream nel deser­to del­la Giudea. Gli arche­olo­gi sono soli­ti dif­fi­dare di even­tu­ali reper­ti non ritrovati in uno sca­vo sorveg­lia­to.
Ma in questo caso, gli stu­diosi che lo han­no stu­di­a­to – il Prof. Shmuel Ahi­tuv del­la Hebrew Uni­ver­si­ty, il dot­tor Klein Eitan e Amir Ganor del Dipar­ti­men­to delle anti­chità – sono con­vin­ti che sia aut­en­ti­co. La datazione al Carbonio14 ha dimostra­to che il papiro è sta­to real­iz­za­to da 2.500 a 2.800 anni fa e un esame epi­grafi­co ha con­clu­so che le let­tere sono tipiche del­la scrit­tura ebraica del VII sec­o­lo B.C.E.
L’intero papiro con la pri­ma men­zione di Gerusalemme al di fuori del­la Bib­bia. La sua prove­nien­za non è chiara, ma gli esper­ti cre­dono che sia un vero e pro­prio ed estrema­mente raro doc­u­men­to data­bile al reg­no di Giu­da Shai Hale­vi. Dipar­ti­men­to israeliano delle anti­chità.
Ma giovedì, in occa­sione del­la riu­nione di una con­feren­za del dipar­ti­men­to delle anti­chità sulle Inno­vazioni nell’archeologia di Gerusalemme e del­la sua regione, l’archeologo Prof. Aren Maeir del­la Bar-Ilan Uni­ver­si­ty ha mes­so in dub­bio l’autenticità del doc­u­men­to. Ha inoltre attac­ca­to il dipar­ti­men­to per la sua deci­sione di ren­der­lo pub­bli­co, anche se “era già chiaro in anticipo che avrebbe sus­ci­ta­to polemiche.”
Maeir ha det­to che ci sono troppe domande sen­za rispos­ta cir­ca il papiro. “Come fac­ciamo a sapere che non è un fal­so des­ti­na­to al mer­ca­to anti­quario?» Ha domanda­to, aggiun­gen­do che i fal­sari potreb­bero avere “sac­ri­fi­ca­to” delib­er­ata­mente questo doc­u­men­to per preparare la stra­da alla ven­di­ta di altri papiri che avreb­bero “scop­er­to” più avan­ti.
Il fat­to che la datazione al  carbonio14 abbia dimostra­to l’età del papiro “non è suf­fi­ciente”, ha aggiun­to. “Dopo tut­to, ci sono casi noti in cui la scrit­tura è sta­ta fal­si­fi­ca­ta su un anti­co sup­por­to”, ha det­to. “Ci sono gran­di prob­a­bil­ità che solo il papiro in sé sia anti­co.”
“A mio modesto parere, è lam­pante la neces­sità di ulte­ri­ori test, soprat­tut­to se è un ente gov­er­na­ti­vo che lo pub­bli­ca e gli dà un mar­chio di approvazione. Per­ché atten­dere le argo­men­tazioni e solo dopo fare i test sup­ple­men­tari? Si sareb­bero dovu­ti fare pri­ma.”
Anche il Prof. Christo­pher Roll­ston del­la George Wash­ing­ton Uni­ver­si­ty ha espres­so scetti­cis­mo, scriven­do sul suo blog di credere che il doc­u­men­to sia fal­so.
“Il fat­to che il papiro stes­so sia sta­to data­to col car­bo­nio al 7° sec­o­lo BCE, di cer­to non vuol dire che la scrit­tura sul papiro sia anti­ca,” ha scrit­to. “Anzi, in realtà non sig­nifi­ca nul­la. Dopo tut­to, un anti­co papiro si può facil­mente trovare disponi­bile per l’acquisto online (con­trol­lare il web e vedere!), in tal modo, nes­sun fal­sario mod­er­no con un po’ di sale in zuc­ca si met­terebbe a real­iz­zare una scrit­ta su un papiro mod­er­no”.
Ahi­tuv, ha comunque respin­to gli argo­men­ti dei suoi crit­i­ci. In pri­mo luo­go, ha det­to, il papiro era rip­ie­ga­to quan­do è sta­to trova­to, il che sem­br­erebbe ren­dere improb­a­bile la con­traf­fazione. “Potrebbe un fal­sario com­prare un papiro anti­co, asciut­to, frag­ile, scriver­ci sopra un testo tipi­co del VII sec­o­lo e poi pie­gar­lo e legar­lo con una cor­da e, quin­di, met­tere in peri­co­lo tut­to il suo lavoro?» ha domanda­to.
Anche lo stes­so testo sug­gerisce che non è un fal­so, ha con­tin­u­a­to. Lui e i suoi col­leghi han­no let­to il testo come “[me-a]mat. ha-melekh. me-Na’artah. neve­lim. yi’in. Yerushal­i­ma,” che sig­nifi­ca
“Dal­la ser­va del re, da Na’arat, gia­re di vino, a Gerusalemme “.
Ma sia “Na’artah” che “Yerushal­i­ma” sono parole molto rare e quin­di è improb­a­bile che si trat­ti di un fal­sario”, anche se fos­se un esper­to del­la Bib­bia”, ha det­to Ahi­tuv. “Se fos­si un fal­sario, sceglierei un testo più impres­sio­n­ante”, ha aggiun­to.
Anche Ganor ha respin­to le critiche. “Abbi­amo cer­ca­to in ogni modo pos­si­bile di con­trol­lare il papiro”, ha det­to. “Abbi­amo uti­liz­za­to gli stes­si meto­di usati per con­trol­lare i Rotoli del Mar Mor­to. Se qual­cuno ha un altro meto­do è invi­ta­to ad appli­car­lo. Noi, come Paese, siamo sta­ti obbli­gati a met­tere le mani su questo papiro e sono cer­to che sia aut­en­ti­co”.
trad. Simon­et­ta Lam­ber­ti­ni
https://invictapalestina.wordpress.com/2016/10/30/il-papiro-con-la-piu-antica-citazione-di-gerusalemme-e-probabilmente-un-falso-dicono-gli-esperti/
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