Il titolare non è responsabile per l’uso scorretto della rete wi-fi di un negozio

Il tito­lare non è respon­s­abile per l’uso scor­ret­to del­la rete wi-fi di un negozio

Deci­sione del­la Corte di Gius­tizia euro­pea in una causa tra la Sony e un com­mer­ciante
EMANUELE BONINI
BRUXELLES
Atten­ti quan­do vi recate a fare acquisti. Se all’interno del negozio viene mes­sa a dis­po­sizione una rete inter­net sen­za fili gra­tui­ta, even­tu­ali usi scor­ret­ti del­la rete non saran­no a cari­co del tito­lare del pun­to ven­di­ta, il quale potrà con­cedere l’utilizzo del wifi solo dopo iden­ti­fi­cazione dell’interessato. In quel caso, tutte le respon­s­abil­ità saran­no a cari­co del cliente. La Corte di gius­tizia euro­pea lo sta­bilisce in modo chiaro, nel­la sen­ten­za espres­sa oggi. «Il gestore di un negozio che offre gra­tuita­mente al pub­bli­co una rete wi-fi non è respon­s­abile delle vio­lazioni dei dirit­ti d’autore commesse da un utente». A pat­to che attui politiche di dis­sua­sione di uti­lizzi impro­pri del web. Vuol dire obbli­go di reg­is­trazione con nome e pass­word. Ne con­segue che even­tu­ali vio­lazioni rischi­ano di ricad­ran­no su chi effet­ti­va­mente nav­i­ga su inter­net. Quin­di, fate atten­zione.  
Il caso  
Il pro­nun­ci­a­men­to dell’organismo di gius­tizia di Lussem­bur­go si riferisce al caso che vede opposti Tobias Mc Fad­den e Sony. Mc Fad­den gestisce un negozio di mate­ri­ali d’illuminazione e audio, in cui offre gra­tuita­mente al pub­bli­co una rete wi-fi al fine di atti­rare l’attenzione di poten­ziali cli­en­ti sui suoi beni e servizi. Nel 2010 un bra­no musi­cale di cui la Sony detiene i dirit­ti d’autore è sta­to mes­sa a dis­po­sizione del pub­bli­co per essere scar­i­ca­ta attra­ver­so la rete inter­net del negozio. Il tri­bunale regionale di Mona­co ha ritenu­to il cit­tadi­no tedesco respon­s­abile del­la vio­lazione delle leg­gi sui copy­right. Tut­tavia la diret­ti­va euro­pea 31 del 2000 sul com­mer­cio elet­tron­i­co esclude la respon­s­abil­ità dei presta­tori inter­me­di­ari per un’attività illecita inizia­ta da un ter­zo, e la Corte di gius­tizia euro­pea ritiene che questo sia il caso in ques­tione. 
La sen­ten­za  
Met­tere a dis­po­sizione del pub­bli­co una rete wi-fi al fine di atti­rare l’attenzione dei poten­ziali cli­en­ti sui prodot­ti o i servizi di un negozio «cos­ti­tu­isce un servizio del­la soci­età dell’informazione». Ora, se chi offre inter­net si limi­ta a fornire il solo acces­so alla rete e non orig­i­na la trasmis­sione di dati, non seleziona des­ti­natari di dati né le infor­mazioni disponi­bili, «il tito­lare di dirit­ti d’autore non può chiedere a tale presta­tore un ris­arci­men­to per il moti­vo che tale rete è sta­ta uti­liz­za­ta da terzi in vio­lazione», sostiene la Corte Ue, che però ritiene che i gestori di negozi pos­sano «dis­suadere gli uten­ti di una rete dal vio­lare dirit­ti di pro­pri­età intel­let­tuale». Come? Basterebbe fare in modo che gli uten­ti «siano obbli­gati a riv­e­lare la loro iden­tità pri­ma di pot­er ottenere la pass­word richi­es­ta, così da evitare che agis­cano anon­i­ma­mente». Atten­ti, quin­di. 
http://www.lastampa.it/2016/09/15/esteri/il-titolare-non-responsabile-per-luso-scorretto-della-rete-wifi-di-un-negozio-2L2FUJ44EnNWgimZKjZyyO/pagina.html
Share / Con­di­vi­di:
Questo articolo è stato pubblicato in Senza categoria da grognards . Aggiungi il permalink ai segnalibri.