Ritrovata una scarpa 'magica' nell'Università di Cambridge: serviva a calmare i demoni?

Nelle mura dell'Università di Cambridge è stata ritrovata una scarpa che faceva parte di un rituale magico.

e73329fa40925f8f6148b1e918130e37 CHIARA ESPOSITO

e73329fa40925f8f6148b1e918130e37
Ritrovata scarpa magica contro i demoni a Cambridge

Chi dice che tutti gli studiosi sono degli scettici? In particolare quelli di 300 anni fa sembravano credere molto alla magia, o quantomeno alla fortuna. Nelle mura dell'Università di Cambridge, precisamente fra il muro di un camino e quello della rispettiva finestra è stata ritrovata una scarpa. La scarpa è di pelle, andava portata al piede sinistro e corrisponde alla moderna taglia 39. Sembra che il rituale magico in cui è stata coinvolta sia ironicamente andato a buon fine, poiché la struttura ha resistito a molti avvenimenti storici e non tutti positivi. La scarpa, dopo i lavori di ristrutturazione, sarà chiusa in una capsula del tempo e verrà rimessa al suo posto.

Il ritrovamento
Durante dei lavori di restauro alla Senior Common Room, una camera che fa parte di un edificio del complesso dell'Università di Cambridge, è stata ritrovata una scarpa di pelle vecchia di 300 anni. La scoperta potrebbe non destare alcun clamore, se non fosse per il fatto che era collocata dietro il muro di un camino vicino ad una finestra. Per fare chiarezza sul ritrovamento è stato interpellato Richard Newman, membro della Cambridge Archaeological Unit, che ha spiegato che la scarpa probabilmente faceva parte di un rituale magico per tenere lontani gli spiriti maligni, poiché oltre ad essere collocata in una posizione così particolare, presenta un buco nella suola.

Dubbi
Molti degli intellettuali già 300 anni fa non vedevano di buon occhio la #magia e la superstizione, quindi sorge spontaneo chiedersi chi fosse stato a mettere la scarpa in quel punto e perché l'avesse fatto. La scoperta è quindi molto importante per capire quanto le persone credessero alla magia in quel periodo. C'è da dire inoltre che il complesso fa parte dell'Università e all'epoca veniva usato come alloggio dei professori di Cambridge. Ulteriori ricerche potrebbero chiarire in maniera molto più esaustiva di che rituale faceva parte la scarpe e perché sia stato fatto nell'alloggio di persone tanto colte. Magari potrebbe solo essere un'azione piuttosto goliardica o magari qualcosa di vero nella magia c'è. A voi la scelta. #scienza #paranormale

http://​it​.blastingnews​.com/​c​r​o​n​a​c​a​/​2​0​1​6​/​0​8​/​r​i​t​r​o​v​a​t​a​-​u​n​a​-​s​c​a​r​p​a​-​m​a​g​i​c​a​-​n​e​l​l​-​u​n​i​v​e​r​s​i​t​a​-​d​i​-​c​a​m​b​r​i​d​g​e​-​s​e​r​v​i​v​a​-​a​-​c​a​l​m​a​r​e​-​i​-​d​e​m​o​n​i​-​0​0​1​0​9​1​7​0​3​.​h​t​m​l​?​s​b​d​h​t​=​_​p​M​1​Q​U​z​k​3​w​s​e​L​t​N​w​O​W​D​_​i​W​8​J​c​h​a​F​b​N​O​7​H​0​K​9​J​a​5​U​H​V​E​9​F​1​y​x​0​4​0​q​c​U​g2_

Share /​ Condividi:

Usa: il campione di football americano mangia alla mensa della scuola con il bambino autistico lasciato solo

e73329fa40925f8f6148b1e918130e37

Nel corso di una visita in una scuola media di Tallahasee, con tutta la squadra, il campione di football americano dei Florida State Seminoles, Travis Rudolph, ha pranzato alla mensa dell'istituto con Bo Paske, un bambino autistico con il quale nessuno dei suoi compagni vuole mangiare. "Mio figlio è un bambino dolcissimo", ha affermato la madre del piccolo. "Ha un abbraccio e un sorriso per tutte le persone che incontra. Non capisco perché venga emarginato. Non so di preciso cosa abbia spinto questo atleta a compiere un gesto così nobile, ma lo ringrazio infinitamente. Per un giorno, non ho dovuto preoccuparmi della solitudine di mio figlio alla mensa". (A cura di Ermanno Accardi)

http://​www​.repubblica​.it/​e​s​t​e​r​i​/​2​0​1​6​/​0​8​/​3​1​/​f​o​t​o​/​u​s​a​_​i​l​_​c​a​m​p​i​o​n​e​_​d​i​_​f​o​o​t​b​a​l​l​_​a​m​e​r​i​c​a​n​o​_​m​a​n​g​i​a​_​a​l​l​a​_​m​e​n​s​a​_​d​e​l​l​a​_​s​c​u​o​l​a​_​c​o​n​_​i​l​_​b​a​m​b​i​n​o​_​a​u​t​i​s​t​i​c​o​_​l​a​s​c​i​a​t​o​_​s​o​l​o​-​1​4​6​9​3​7​7​3​7​/​1​/​?​r​e​f​=​f​b​p​r#1

Share /​ Condividi:

FORSE BASTAVA SCUSARSI PER UNA BATTUTA INFELICE INVECE DI INVENTARSI GLI HACKER

FORSE BASTAVA SCUSARSI PER UNA BATTUTA INFELICE INVECE DI INVENTARSI GLI HACKER

1. DANIELA MARTANI A DAGOSPIA: ''VOLETE FARMI AMMAZZARE? STANNO ARRIVANDO MINACCE DI MORTE A ME ALLA MIA FAMIGLIA. AVEVO CHIESTO UNA RETTIFICA E INVECE CI SIETE ANDATI GIÙ PIÙ PESANTE. MI TRATTATE COME SE AVESSI AMMAZZATO PERSONALMENTE 250 PERSONE''
2. FORSE BASTAVA SCUSARSI PER UNA BATTUTA INFELICE INVECE DI INVENTARSI GLI HACKER
3. SELVAGGIA: LA MARTANI HA SCRITTO UNA CAZZATA. LEI FA PENA, CHI LE SCRIVE ''CAGNA, PUTTANA, CHE TI VENGA UN CANCRO, MUORI'' FA SCHIFO. NON SO CHI SE LA PASSA MEGLIO
4. CRIPPA: 'FANCULO AI CAZZEGGIATORI SOCIAL DA TERREMOTO E AL SISMICAMENTE CORRETTO'
5. GRAMELLINI: ''L'ULTIMA BUFALA È QUELLA DEI MIGRANTI CHE STRAVACCANO IN HOTEL MENTRE GLI SFOLLATI FINISCONO NELLE TENDOPOLI. TRA BERTOLASO E I RUTTI DA TASTIERA''

daniela martani nuda per gli animaliDANIELA MARTANI NUDA PER GLI ANIMALI
1. MESSAGGIO DI DANIELA MARTANI A DAGOSPIA
Avete deciso che volete farmi ammazzare? Stanno arrivando minacce di morte a me e alla mia famiglia. Avevo chiesto una rettifica ed invece ci siete andati giù ancora più pesante. Cosa volete ottenere? Che muoia di fame perché nessuno mi farà mai più lavorare? Che non possa più circolare per strada per paura di essere aggredita? Mi state trattando come se avessi ammazzato personalmente 250 persone.
2. UN CORDIALE VAFFANCULO AI CAZZEGGIATORI SOCIALI DA TERREMOTO E AI CORRETTISTI DELLA SISMOLOGIA
i commenti di daniela martani sul terremoto di amatriceI COMMENTI DI DANIELA MARTANI SUL TERREMOTO DI AMATRICE
Maurizio Crippa per Il Foglio
Ora, io confesso impunemente di non essere quel che si dice un socialite, ma rivendico con l' orgoglio della ragione di non essere mai stato a conoscenza, fino a mercoledì pomeriggio, dell' esistenza di una ragazza che si chiama Daniela Martani, "ex concorrente del Grande Fratello" e ora fervente sostenitrice del movimento vegano. (Sono tentato di scrivere che essere ferventi sostenitori del movimento vegano è l' ultimo rifugio delle canaglie, ma temo che ai vegani sfugga la citazione, e mal me ne incoglierebbe).
Daniela Martani è colei che avrebbe scritto su Facebook: "Ma è stata inventata ad Amatrice la famosa amatriciana? E vabbé, ma allora è karma". Adesso la sventurata dice che le hanno hackerato il profilo. E il fatto che esista gente interessata ad hackerare il profilo di una ex concorrente del Grande Fratello, esula dalle mie capacità cognitive. (Ma qui temo che sia colpa mia, non sono un socialite).
martani consolleMARTANI CONSOLLE
Però esula dalle facoltà della mia fantasia anche il fatto che esista, a Beverly Hills, un Bar Roma che aveva organizzato per la ragazza addirittura una serata. E che ora l' ha annullata in nome, come potremmo chiamarla?, di una correttezza sismica, diciamo, di cui non si sentiva la mancanza.
Se tutto questo esula dalla capacità cognitiva anche di qualcuno di voi, mi sentirò meno solo al mondo. Comunque, ai cazzeggiatori sociali da terremoto e pure ai corretti della sismologia, un tetto che gli crolla sulla testa glielo augurerei. Però anche Carlin Petrini, che propone due euro di donazione per un anno per ogni piatto di amatriciana, ma vaffanculo.
daniela martaniDANIELA MARTANI
1. LA MARTANI HA SCRITTO UNA CAZZATA. LEI FA PENA, CHI LE SCRIVE ''CAGNA, PUTTANA, CHE TI VENGA UN CANCRO E POSSA MORIRE'' FA SCHIFO. NON SO CHI SE LA PASSA MEGLIO
Selvaggia Lucarelli su Facebook
L'ex hostess, ex gieffina e ora vegana per mancanza di altri ruoli da ricoprire Daniela Martani ha scritto una cazzata. Ritenere che il karma abbia punito gli abitanti di Amatrice perché hanno inventato un primo piatto con la carne è un pensiero che non partorirebbe neanche Flavia Vento sotto prozac. Neanche il vegano più estremista, neppure quello che se lanci un croccantino al cane gli puoi provocare una lesione spinale causa torsione del collo.
DANIELA MARTANIDANIELA MARTANI
 Con questo ragionamento su Ariccia sarebbe caduta una pioggia di asteroidi a ogni sagra della porchetta e metà costa abruzzese sarebbe stata cancellata da uno tsunami durante le grigliate di arrosticini su spiaggia. Onestamente, tutto quello che mi viene da dire sulla Martani e la sua brillante teoria karmica è "pora scema".
Selvaggia LucarelliSELVAGGIA LUCARELLI
Al massimo posso scrivere un commento sarcastico. Fine. Ha parlato la Martani, mica Renzi. Da ieri invece assisto a questo fiume di insulti carichi di un odio, di un livore, di una violenza che mi fanno molto più orrore di una scemenza partorita da una che ha gli strumenti culturali di un portasigari in radica di noce. Cagna, puttana, che ti venga un cancro alla gola, che tu possa morire soffrendo sono i commenti più eleganti che ho letto. Tutto questo mentre reclamate empatia, solidarietà e rispetto per i morti.
La verità è che pieno di animali 2.0. che con la scusa del rispetto per i morti, cercano vivi a cui mancare di rispetto. E l'origine del livore non è mai l'empatia per chi soffre. È un automobilista con cui hanno scazzato al semaforo, è una bolletta troppo salata da pagare, è la loro squadra che ha perso. Questi-​​ piccoli,meschini- sono i sentimenti che li muovono. Non scomodate i morti per giustificare la vostra bava alla bocca perché la Martani fa pena, questo è sicuro, ma voi fate schifo.
TENDOPOLI AMATRICETENDOPOLI AMATRICE
Non so mica chi se la passa meglio.
4. CAPRI E CAPRONI
Massimo Gramellini per ''La Stampa''
Ma cosa c' entrano i migranti con il terremoto? C' entrano, c' entrano. Per parecchi nostri connazionali, teste sismiche e raffinatissime, lo scandalo dei disastri naturali in Italia non è rappresentato dalla mancanza di prevenzione e dall' eternità della ricostruzione. La vera vergogna è che gli sfollati dormono sotto le tende mentre i migranti pasteggiano a champagne, stravaccati nelle suite dei loro hotel a cinque stelle.
TENDOPOLI AMATRICE 2TENDOPOLI AMATRICE 2
Nella nobile arte della ricerca di un capro espiatorio ieri si sono esercitati in tanti: da Guido Bertolaso, noto esperto di prefabbricati abruzzesi scoperchiabili e di massaggi a pagamento altrui, fino a un parroco ligure, tale don Cesare, che ha spacciato la sua ricetta di mettere gli sfollati al posto dei migranti per «cristianesimo», contraddicendo il titolare del marchio ma ricevendo in compenso il plauso di Salvini.
migranti presso elias hotel di kosMIGRANTI PRESSO ELIAS HOTEL DI KOS
Il ruttodromo della Rete ha dilatato l' ideona ad argomento di dibattito, ostentando una fiera resistenza nei confronti della realtà: nessuno sfollato vorrebbe allontanarsi adesso dai luoghi del dramma, i migranti non stanno in alberghi di lusso ma nelle topaie, e dei 35 euro al giorno a loro destinati (soldi europei, peraltro) nelle tasche dei profughi ne entrano non più di due, per cui l' indignazione andrebbe semmai indirizzata agli italiani che ci lucrano sopra.
BERTOLASOBERTOLASO
Mi associo alla richiesta del signor Pierpaolo Ascari: issare fino al diploma di terza media certi pensatori del web (e pure certi parroci) è costato alla collettività 63.900 euro. Fanno circa 38 euro per ogni giorno di scuola. Si possono cortesemente riavere indietro? Questo sì sarebbe cristianesimo.
http://​www​.dagospia​.com/​r​u​b​r​i​c​a​-​2​/​m​e​d​i​a​_​e​_​t​v​/​d​a​n​i​e​l​a​-​m​a​r​t​a​n​i​-​d​a​g​o​s​p​i​a​-​v​o​l​e​t​e​-​f​a​r​m​i​-​a​m​m​a​z​z​a​r​e​-​s​t​a​n​n​o​-​a​r​r​i​v​a​n​d​o​-​1​3​0​9​1​4​.​htm
Share /​ Condividi:

TUTTI A “BERGAMO SEX”! IL 2 SETTEMBRE INIZIA L’UNDICESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELL'EROS

TUTTI A “BERGAMO SEX”! IL 2 SETTEMBRE INIZIA L’UNDICESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELL'EROS

TUTTI A “BERGAMO SEX”! IL 2 SETTEMBRE INIZIA L’UNDICESIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELL'EROS - TRE GIORNI DI LIVE SHOW, PERFORMANCE NO-​​STOP, SPETTACOLI EROTICI CON 40 PORNOSTAR - E QUESTANNO SARÀ POSSIBILE ANDARE A CENA CON LE DIVE PREFERITE - MADRINA DELLEDIZIONE 2016 SARÀ PRISCILLA SALERNO

BERGAMO SEXBERGAMO SEX
A cena con la star dell'eros dei sogni. Un desiderio che il "Bergamo Sex" dà l'opportunità di realizzare. Un'occasione quasi unica per gli amanti del genere. La fiera erotica è in programma ad Osio Sopra in provincia di Bergamo. La discoteca "Bolgia" sarà teatro dell'appuntamento più atteso dell'estate. L'evento è giunto all'undicesima edizione e vedrà esibirsi le attrici e gli attori del momento.
Madrina dell'evento sarà #Priscilla Salerno. Il simbolo della trasgressione mediterranea è stata protagonista di recente di un documentario sulla sua "Crazy Life" andato in onda sull'emittente Cielo. Da Salerno a Miami via Verona: un'ascesa prepotente quella della sinuosa mora diventata nel giro di pochi anni un'icona della trasgressione. All'evento prenderà parte un altro big del cinema a luci rosse. #Franco Trentalance è riuscito a conquistare la ribalta in un settore dove Rocco Siffredi, fino a pochi anni fa, aveva la ribalta assoluta.
BERGAMO SEXBERGAMO SEXpriscilla salerno 8PRISCILLA SALERNO 8priscilla salerno 3PRISCILLA SALERNO 3priscilla salerno 5PRISCILLA SALERNO 5priscilla salerno 4PRISCILLA SALERNO 4priscilla salerno 6PRISCILLA SALERNO 6priscilla salerno 7PRISCILLA SALERNO 7
priscilla salerno 9PRISCILLA SALERNO 9

http://​www​.dagospia​.com/​r​u​b​r​i​c​a​-​2​9​/​c​r​o​n​a​c​h​e​/​t​u​t​t​i​-​b​e​r​g​a​m​o​-​s​e​x​-​s​e​t​t​e​m​b​r​e​-​i​n​i​z​i​a​-​u​n​d​i​c​e​s​i​m​a​-​e​d​i​z​i​o​n​e​-​1​3​1​0​8​7​.​htm
Share /​ Condividi:

LA VERSIONE DI MUGHINI - “ A 30-​​40 ANNI PASSAVO LA BUONA PARTE DELLE MIE GIORNATE A LEGGERE. E MI CI SONO TROVATO MOLTO BENE

LA VERSIONE DI MUGHINI - “ A 30-​​40 ANNI PASSAVO LA BUONA PARTE DELLE MIE GIORNATE A LEGGERE. E MI CI SONO TROVATO MOLTO BENE

LA VERSIONE DI MUGHINI - “SECONDO ANDREA SCANZI, A PARTE I ‘WEBETI’, SU INTERNET SI INCONTRANO PERSONEMERAVIGLIOSE’. IO NON SONO SU FACEBOOK, NON HO MAI INVIATO UN TWEET, NON RISPONDO A ‘RICHIESTE DI AMICIZIA’. A 30-​​40 ANNI PASSAVO LA BUONA PARTE DELLE MIE GIORNATE A LEGGERE. E MI CI SONO TROVATO MOLTO BENE

giampiero mughiniGIAMPIERO MUGHINI
Giampiero Mughini per Dagospia
Caro Dago, un paio di giorni fa ho letto con piacere un lungo articolo di Andrea Scanzi in cui passava al setaccio alcune delle più ributtanti sottocategorie di “webeti”, ad usare la parola coniata da Enrico Mentana. Ossia i tantissimi che usano il web a manifestare il loro odio e la loro abissale ignoranza. (E anche se, devo confessarlo, non tengo in gran cale neppure quelli che stanno ore e ore a seguite le dirette televisive de La 7 condotte con ardore e misticismo da Enrico, che è bravissimo).
andrea scanziANDREA SCANZI
E pur tuttavia Scanzi ne concludeva che i “webeti” erano come delle scorie del web, su cui altrimenti incontri delle persone “meravigliose”. Mi pare di capire che lui dedichi molto tempo al web, cosa probabilmente inevitabile per uno della sua generazione e che fa il mestiere che fa. Io sono di un’altra e assai “passatista” generazione, non ho alcun mestiere e ho una giornata molto serrata.
Tre-​​quattro ore al giorno dedicate alla lettura dei libri, un’ora e mezza alla lettura dei giornali, tre ore in media a guadagnarmi di che mangiare due volte al giorno, un’ora abbondante ad assolvere tutte le pratiche fiscali (fatture, registrazioni delle fatture in acquisto, correzione delle fatture perché hai sbagliato una cifra dell’Iban), quaranta minuti al giorno a portare a passeggio il mio cane, non so quanto tempo ad affrontare le rotture di coglioni quotidiane.
INTERNETINTERNET
Ecco perché non sono su Facebook (che non so bene che cosa sia), non ho mai mandato un twitter in vita né ho mai pensato di mandarne uno (A chi? Alla belloccia e ribelle ex hostess dell’Alitalia palesemente incapace di intendere e di volere?), non rispondo alle “richieste di amicizia” che mi vengono da linkedIn da persone che probabilmente mi vorrebbero tenere al corrente di ogni istante della loro vita professionale.
INTERNETINTERNET
E con tutto questo la rottura dei coglioni che mi viene da mail e annessi e connessi è strepitosa. Su 100 mail quotidiane, 99 sono monnezza. Mail dove qualcuno mi chiede di prefare (gratis) un suo libro, oppure mi allega un suo imperdibile articolo su come va il mondo, oppure tre inviti a volta per una loro qualche inaugurazione da un centinaio di gallerie d’arte che non so neppure dove stiano, oppure i Radicali lì a promuovere ogni loro bisbiglio (i radicali mi stanno simpatici, ovvio), oppure un centinaio tra siti e radio private e giornali online che vorrebbero che io parlassi loro della Juventus, un argomento che io tocco solo il lunedì sera, e perché mi pagano benissimo.
INTERNETINTERNET
Di certo nel non frequentare il web, e a parte l’andare rovistare dieci volte al giorno fra le pagine di Dagospia, mi perdo qualcosa. Una volta, via mail, ho conosciuto una ragazza di cui ne valeva la pena e che è divenuta mia amica. Un’altra volte invece mi è arrivata una lettera vecchio tipo, una lettera scritta a mano, e anche quella ragazza _​ Barbara _​ è divenuta mia amica. Tutto qui, caro Andrea.
balzacBALZAC
Tieni presente che nei miei trent’anni e quarant’anni io non avevo niente e non ero connesso a niente. Il web allora non esisteva. Passavo la buona parte delle mie giornate a leggere i tomi della storia del fascismo di Renzo De Felice o i romanzi della Comédie Humaine di Honoré de Balzac. Mi ci sono trovato molto bene. Né mai mi sono trovato in difficoltà intellettuale se mi era di fronte qualcuno zeppo delle informazioni attinte sul web. Mai.
Giampiero Mughini
http://​www​.dagospia​.com/​r​u​b​r​i​c​a​-​2​/​m​e​d​i​a​_​e​_​t​v​/​v​e​r​s​i​o​n​e​-​m​u​g​h​i​n​i​-​s​e​c​o​n​d​o​-​a​n​d​r​e​a​-​s​c​a​n​z​i​-​p​a​r​t​e​-​w​e​b​e​t​i​-​1​3​1​1​4​9​.​htm
Share /​ Condividi:

SI RIPETE LA MANFRINA DELLABBATTIMENTO DELLE VELE DI SCAMPIA: ORA CI RIPROVANO RENZI E DE MAGISTRIS

SI RIPETE LA MANFRINA DELLABBATTIMENTO DELLE VELE DI SCAMPIA: ORA CI RIPROVANO RENZI E DE MAGISTRIS

UNA CITTASENZA SCAMPIA - SI RIPETE LA MANFRINA DELLABBATTIMENTO DELLE VELE DI SCAMPIA: ORA CI RIPROVANO RENZI E DE MAGISTRIS - ACCORDO PIENO TRA COMUNE E GOVERNO, MA MANCANO 53 MILIONI E LA SISTEMAZIONE ALTERNATIVA PER ALMENO 100 FAMIGLIE

Marco Demarco per il “Corriere della Sera
scampiaSCAMPIA
A giugno il decreto per le periferie: cinquecento milioni «per farle belle» e, secondo il pensiero di Renzo Piano, trasformarle in un argine «alla barbarie». Lunedì scorso la risposta del Comune di Napoli: un progetto per le Vele di Scampia, quelle immortalate per la prima volta da Salvatore Piscicelli in «Le occasioni di Rosa», e poi rese famose da «Gomorra» e famosissime da «Gomorra-​​LaSerie».
Nel primo film, del 1981, la bella Rosa guarda le Vele da poco abitate e sogna di rifarsi una vita altrove (c' era ancora speranza). Nella serie tv, il boss Savastano le guarda da lontano e trama invece per riprendersele e ripristinare la sua mega-​​piazza di spaccio (siamo già in piena barbarie).
Spacciatore di ScampiaSPACCIATORE DI SCAMPIA
Col decreto del governo e col piano del Comune si aprono ora due partite decisive.
Una tutta politica tra Renzi e de Magistris e un' altra tutta di civiltà, con Renzi e de Magistris, si spera, questa volta dalla stessa parte. La partita politica è presto detta: Renzi ha già commissariato l' ex area di Bagnoli e il progetto va a rilento, anche perché de Magistris, messo nell' angolo, non collabora; a Scampia, invece, i tecnici comunali e quelli di Palazzo Chigi hanno lavorato gomito a gomito, e il sindaco vuole dimostrare che è questo il metodo da seguire. Non solo.
AGGUATO A SCAMPIA REPUBBLICA ITAGGUATO A SCAMPIA REPUBBLICA IT
«Con noi, seduti allo stesso tavolo - spiega l' assessore-​​architetto Carmine Piscopo - ci sono stati anche i rappresentati dei comitati di base, e questo a riprova del fatto che nulla calerà dall' alto».
Più complicata, ma più interessante, la partita «civile». Il Comune vuole abbattere tre delle quattro Vele ancora esistenti, dove vivono 300 famiglie, e vuole salvarne una - la B, quella che nelle intenzioni doveva essere celeste - per riqualificarla e farne o un museo o un centro di aggregazione sociale: sarà un concorso internazionale a dire cosa e come. La gran parte dei residenti, duecento famiglie, hanno già una casa assegnata altrove.
scampiaSCAMPIA
Gli altri dovranno invece aspettare l' evolversi del progetto.
Per tutto questo, il Comune chiede il massimo che secondo il decreto può chiedere: 18 milioni per sé e 40 per l' area metropolitana. Di suo, poi, ci aggiunge altri 9 milioni.
Ne mancano 53, ma intanto è chiaro che de Magistris ha deciso di giocarsi tutto su Scampia. Un' ulteriore sfida a Renzi.
Ispirate alle architetture di Le Corbusier e di Kenzo Tange, le Vele sono poi diventate il simbolo del degrado italiano. Cioè l' esatto opposto di quella modernità progressista per cui furono pensate: come il quartiere Zen a Palermo di Vittorio Gregotti e il Corviale a Roma di Mario Fiorentino. Spinto dalla stessa «ideologia», Franz Di Salvo, tra il 1970 e il 1972 coordinò, per conto della Cassmezz, il gruppo di 6 architetti e 11 ingegneri che le disegnò. Ma ecco il punto.
scampiaSCAMPIA
Quel gruppo progettò le Vele, ma non ne curò la realizzazione, perché nel frattempo arrivò il terremoto del 1980 e non ci fu più tempo per i corridoi leggeri e trasparenti o le gradinate più larghe che avrebbero dovuto dare luce alle case.
«Dovevamo accompagnare quel progetto con un piano di sviluppo e non trasferire là solo i ceti più poveri e emarginati; e invece volemmo il maledetto e subito», disse poi l' assessore comunale del tempo, il comunista Andrea Geremicca. Risultato: in quelle sette Vele di 14 piani, alte fino a 45 metri, e ora quasi tutte con gli ascensori fuori uso da anni, ci finirono oltre mille famiglie.
Divennero un inferno. E toccò a Bassolino, nel 1997, il compito di iniziare l' abbattimento.
Quando in diretta Tv gli artificieri azionarono il comando a distanza, però, qualcosa non funzionò. Per l' imbarazzo, Bassolino impallidì, e si sentì uno scugnizzo urlargli: «Sindaco, avite fatto fetecchia ».
DE MAGISTRIS RENZIDE MAGISTRIS RENZI
Avete fatto cilecca. Ci volle qualche settimana per completare l' opera, ma rimasero comunque in piedi le attuali quattro vele. Ora Renzi ha 90 giorni di tempo per accettare o respingere il piano. Se lo accoglierà, occorreranno altri 30 giorni per stipulare le convenzioni. In primavera potrebbero così iniziare i lavori. Sarebbe una svolta, per Napoli, la fuoriuscita da un dopo terremoto durato 35 anni. E la camorra? Si ritirerà in buon ordine? Si vedrà.
http://​www​.dagospia​.com/​r​u​b​r​i​c​a​-​2​9​/​c​r​o​n​a​c​h​e​/​c​i​t​t​a​-​s​e​n​z​a​-​s​c​a​m​p​i​a​-​s​i​-​r​i​p​e​t​e​-​m​a​n​f​r​i​n​a​-​d​e​l​l​-​a​b​b​a​t​t​i​m​e​n​t​o​-​1​3​1​1​4​1​.​htm
Share /​ Condividi:

DA APPLE A GOOGLE, DA AMAZON A FACEBOOK, IL MONDO È IN MANO A UNA NUOVA MAFIA

DA APPLE A GOOGLE, DA AMAZON A FACEBOOK, IL MONDO È IN MANO A UNA NUOVA MAFIA

1. DA APPLE A GOOGLE, DA AMAZON A FACEBOOK, IL MONDO È IN MANO A UNA NUOVA MAFIA
2. GLI USA, CHE SONO LA PRINCIPALE VITTIMA DELLEVASIONE FISCALE DI APPLE E DEGLI ALTRI GIGANTI AMERICANI DELLA NEW ECONOMY CHE PARCHEGGIANO ALLESTERO 1200 MILIARDI DI DOLLARI, PROTESTANO CON VEEMENZA CONTRO LA MULTA DELLA UE DI 13 MILIARDI. IL MOTIVO E' SEMPLICE: SIA LE CAMPAGNE DI OBAMA CHE DI HILLARY CLINTON SONO STATE FINANZIATE DAI BIG DELLA NEW ECONOMY
3. NON SOLO L’IRLANDA, MA TUTTI GLI ALTRI GOVERNI EUROPEI POTREBBERO RECLAMARE PER LORO PARTE DI QUEL BOTTINO FISCALE DI 13 MILIARDI. L'ITALIA PERÒ NON PUÒ: POCHI MESI FA RENZI HA CONCLUSO UN ACCORDO CHE SANA L'INTERO ARRETRATO FISCALE DI APPLE CON 318 MILIONI, APPENA IL 2,3% DEI SUOI FATTURATI IN EUROPA. MA NON ERA PIÙ SAGGIO ASPETTARE LA MOSSA DI BRUXELLES?
1. FISCO, TASSI E COMMERCIO
Ugo Bertone per “Libero Quotidiano”
tim cookTIM COOK
L’accordo fiscale tra Apple e l’Irlanda venne siglato,nell’assoluta indifferenza delle autorità fiscali europee e americane, nel lontano 1991. Da allora ha avuto un ruolo determinante nel consentire alla Mela di accumulare un tesoretto di 187 miliardi di dollari custodito in vari Paradisi fiscali, al riparo dal fisco Usa e degli altri Paesi ove vende,con largo profitto,i suoi iPhone.
Merito di un’abile lettura delle contraddizioni e dei buchi della legislazione tributaria. Conta il dumping fiscale praticato nei fatti da Dublino, come dall’Olanda, oltre Oceano, dal Delaware e da altri. Ma anche un’architettura raffinata, a prova delle autorità dei singoli Paesi. In estrema sintesi, Apple ha concentrato i diritti sulla proprietà intellettuali in due controllate irlandesi che non pagano in pratica tasse perché considerate “non residenti”. Grazie a questo inghippo la Mela ha in pratica messo al riparo dal fisco più del 90% dei suoi guadagni internazionali negli ultimi dieci anni, pagando in media solo il 4% ai vari Paesi: una mancia piuttosto che una tassa.
PROTESTE PER LE POCHE TASSE PAGATE DA APPLEPROTESTE PER LE POCHE TASSE PAGATE DA APPLE
Di fronte a questi numeri sembrava scontata una levata di scudi degli Stati. A partire dagli Usa, la principale vittima: Apple e gli altri giganti americani parcheggiano all’estero qualcosa come1.200 miliardi di dollari che ben si guardano dal far rientrare in patria.
E in quella direzione ha mosso qualche passo il G20, promettendo indagini ed accordi sovranazionali. Ma, alla prova del fuoco, l’intesa è andata in frantumi: Washington, che pure ha opposto il veto all’emigrazione fiscale di Pfizer in Gran Bretagna, protesta con veemenza contro l’iniziativa della Ue, che si è mossa nonostante il monito del segretario al Tesoro americano Jack Lew.
LE TASSE DI APPLE E GOOGLELE TASSE DI APPLE E GOOGLE
Nel week-​​end scorso, mentre si trattava sul caso Apple,ci ha pensato il ministro dell’Economia tedesco Sigmar Gabriel ad entrare a gamba tesa dichiarando ormai fallito il negoziato sul trattato commerciale Ttip perché «l’Europa non cederà mai alle pretese americane». Intanto,sul fronte monetario, si allontanano le due rive dell’Atlantico: la Fed si avvia ad aumentare i tassi, l’Europa insisterà nella politica del denaro a tasso zero o quasi. Tre indizi, si sa, fanno una prova. Ovvero, sotto la pressione della crisi economica, evaporano le intese tra i Big dell’Occidente. O nascono nuove combinazioni: Londra, fuori dal rigore dell’Unione Europea, potrebbe essere il partner ideale.
PROTESTE PER LE POCHE TASSE PAGATE DA GOOGLEPROTESTE PER LE POCHE TASSE PAGATE DA GOOGLE
Tante sono le ipotesi, una la certezza: dietro il conflitto su Apple c’è qualcosa di ben più importante del fisco o dell’economia ma che investe due diverse filosofie messe sotto pressione dalla crisi. Gli Usa, alla vigilia della prova elettorale, non sembrano in grado di metter sotto controllo i Big della new economy. L’Europa non è in grado di praticare una politica comune: oggi fa la faccia cattiva perché  in ballo c’è un piccolo Paese, l’Irlanda, stremato dall’accanimento terapeutico tedesco. Ma è ormai una tigre di carta, inaffidabile perché divisa dai costanti conflitti di interesse.
2. LA MOSSA DI BRUXELLES E LA (PRECIPITOSA) SANATORIA IN ITALIA
Federico Fubini per il “Corriere della Sera”
draghi padoan 2DRAGHI PADOAN 2
Era il novembre del 2010, quando l' Irlanda gettò la spugna e chiese all' Europa un salvataggio da 67,5 miliardi di euro. In quel momento nessuno avrebbe immaginato ciò che sarebbe successo meno di sei anni dopo: ieri il governo di Dublino ha annunciato un ricorso alla Commissione Ue perché questa impone a una multinazionale di pagargli tasse per 13,5 miliardi.
Le autorità irlandesi, su tutte le furie, non vogliono quei soldi. Neanche se vengono da Apple, un gruppo il cui fatturato l' anno scorso è stato più o meno uguale a quello dell' intera economia celtica. Riportare tutto alle dimensioni dell' Italia dà la misura di quanto sta accadendo. È come se il ministro dell' Economia Pier Carlo Padoan rifiutasse, con sdegno, un versamento arretrato di imposte eluse per 100,8 miliardi. Basterebbero a risolvere le leggi di Stabilità dei prossimi dieci anni. Eppure il Paese interessato affronta un difficile caso presso la Corte di giustizia europea per poter conquistare il diritto a non incassare quei fondi.
COMMISSIONE UECOMMISSIONE UE
Preferisce mantenere gli sgravi speciali che portano multinazionali, grandi investimenti, occupazione e talenti anche in futuro, piuttosto che tasse oggi. Poco importa che il debito pubblico irlandese sfiori il 90% del reddito nazionale o che il governo debba ancora rimborsare gran parte di quel salvataggio da 67,5 miliardi, in nome del quale gli altri Stati europei si sono indebitati. Nessun caso poteva mettere a nudo con questo grado di follia i paradossi dei mercati globali. Apple, la più grande azienda al mondo per valore di Borsa, godeva in Irlanda di condizioni speciali disegnate proprio per attrarla.
irlandaIRLANDA
Come il gruppo di Cupertino fa anche altrove, e come fanno molte multinazionali ovunque, i suoi ricavi maturati nel resto d' Europa venivano registrati in Irlanda proprio per eludere le tasse. Ieri la Commissione Ue non ha deciso che quegli spostamenti contabili erano illegali (non ne avrebbe il potere); ha deciso che Apple non ha diritto a godere in Irlanda di condizioni migliori di altre imprese basate nello stesso Paese: questo è un aiuto specifico dello Stato celtico a Cupertino e va smantellato, con valore retroattivo. Così tutti i ricavi della prima azienda al mondo (Apple) nella prima economia al mondo (l' Unione Europea) possono finire a una delle economie mature più piccole al mondo (l' Irlanda). Si chiama globalizzazione.
piercarlo padoan margrethe vestagerPIERCARLO PADOAN MARGRETHE VESTAGER
La Commissione Ue cerca, con i suoi mezzi, di arginarne le assurdità. Del resto in teoria gli altri governi europei potrebbero reclamare per sé parte di quel bottino fiscale, ora che Apple è una preda bloccata in un angolo. L' Italia però non può: pochi mesi fa ha concluso un accordo che sana l' intero arretrato fiscale di Apple con 318 milioni, appena il 2,3% del totale da ieri dovuto dall' azienda sui suoi fatturati in Europa. Ma non era più saggio aspettare la mossa di Bruxelles?
3. BATOSTA UE DA 13 MILIARDIAPPLE
Ugo Bertone per “Libero Quotidiano”
Un dossier di 130pagine frutto di tre anni di indagini. Si basa su questo materiale la più clamorosa e pesante multa mai inflitta ad una multinazionale:13miliardi di euro (più interessi) comminati dalla commissaria Ue alla Concorrenza, Margrete Verstagen,alla Apple,ovvero la più ricca e potente società del mondo.
MARGRETHE VESTAGERMARGRETHE VESTAGER
L’accusa? La Mela avrebbe goduto di vantaggi fiscali illegali ottenuti in trattative private con i responsabili delle Finanze irlandesi. In particolare, secondo la ricostruzione di Bruxelles, Apple è riuscita a spuntare un’imposizione sui profitti europei dell’1% nel 2003,per poi scendere progressivamente addirittura allo 0,05% alla fine del periodo esaminato.
LOGO APPLELOGO APPLE
Per questo motivo, la società dell’iPad dovrà, secondo la Ue, pagare le tasse arretrate a Dublino (che non ci tiene affatto). Secca ed immediata la replica dell’azienda di Cupertino, affidata ad una lettera aperta del numero uno TimCook.«La richiesta -si legge -non ha alcuna base di diritto o nei fatti. Noi non abbiamo mai chiesto o ricevuto trattamenti di favore. E adesso ci ritroviamo nella singolare situazione di esser chiamati a pagare tasse retroattive ad un Paese che dice che noi non dobbiamo nulla oltre a quello che abbiamo già pagato». Scontato il ricorso di Apple che ha lanciato un monito minaccioso: «La decisione è nefasta - scrive ancora Cook - e avrà un effetto profondo e negativo sugli investimenti e la creazione di posti di lavoro in Europa».
Non meno violenta la reazione del Tesoro Usa: «State diventando un’autorità sovranazionale in tema di tasse e così facendo minacciate gli accordi internazionali sul piano fiscale». Vacilla così alla prima prova la collaborazione tra i governi in materia di fisco predicata più volte al G20e a cui si è richiamata la stessa Verstagen: «Io credo - ha detto - che una tassazione equa sia un obiettivo largamente condiviso da noi e dagli Usa».
tim cookTIM COOK
E a proposito del caso Apple ha aggiunto: «Quando vengo a sapere che Apple ha pagato di tasse l’1% dei profitti, per poi arrivare a pagarne lo 0,005%, come cittadino che pago le tasse io mi sento arrabbiata». Comincia così una sfida che promette di essere epica. E a cui l’Europa, al solito, si presenta con non poche contraddizioni.
La “vittima” del presunto sconto fiscale sta dalla parte dell’evasore, non dell’autorità fiscale. Il ministro delle Finanze di Dublino, Michael Noonan ha avuto parole di fuoco contro la Ue di cui pure fa parte:«Sono in profondo disaccordo con la decisione della Commissione. Il nostro sistema di tassazione è fondato sulla stretta applicazione della legge».
google tasseGOOGLE TASSE
La mossa di Bruxelles colpisce oltre ad Apple, anche il dumping fiscale praticato da Dublino per attrarre le multinazionali: oggi Apple occupa in Irlanda 5.500 lavoratori, circa un quarto dei suoi dipendenti nel Vecchio Continente. Per questo Dublino difenderà fino all’ultimo, il “double Irish”,un sistema in base al quale la società di Cupertino è riuscita a spostare tutti i profitti europei in due controllate - Apple Sales International e Apple Operations Europe - che «non esistono che sulla carta» ma che hanno consentito di «evitare l’imposta praticamente sulla totalità dei profitti generati dalle vendite sul mercato unico della Ue».
http://​www​.dagospia​.com/​r​u​b​r​i​c​a​-​4​/​b​u​s​i​n​e​s​s​/​a​p​p​l​e​-​g​o​o​g​l​e​-​a​m​a​z​o​n​-​f​a​c​e​b​o​o​k​-​m​o​n​d​o​-​m​a​n​o​-​n​u​o​v​a​-​1​3​1​1​5​8​.​htm

Share /​ Condividi:

D'ALEMA FOREVER: "SULLA RAI RENZI BRUTALE COME BERLUSCONI", E GIU' APPLAUSI DALLA PLATEA PD

D'ALEMA FOREVER: "SULLA RAI RENZI BRUTALE COME BERLUSCONI", E GIU' APPLAUSI DALLA PLATEA PD

D'ALEMA FOREVER: "SULLA RAI RENZI BRUTALE COME BERLUSCONI", E GIU' APPLAUSI DALLA PLATEA PD - E RICORDA: "MI SONO DIMESSO DA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DOPO AVER PERSO ELEZIONI IN MODO MENO CATASTROFICO DI MATTEO" - ALLA FESTA DELL'UNITA' DI CATANIA GENTILONI PERDE IL FACCIA A FACCIA CON BAFFINO

Fabio Albanese per “la Stampa
d'alema 5D'ALEMA 5
«Nel paese c'è tanto spazio per il no, ce n'è molto meno nell' informazione, largamente controllata anche dopo l' occupazione brutale della Rai da parte del governo, la cacciata dei dissidenti, cosa che mi ha molto colpito perché solo Berlusconi era arrivato a tanto».
Massimo D' Alema arriva alla festa nazionale dell' Unità, in corso a Catania, e nonostante sia stato invitato a parlare di politica estera con il ministro Gentiloni, punta dritto al referendum costituzionale e al suo «no» convinto: «Vedo che siete tutti interessati alla politica estera», esordisce, ironico, parlando con i giornalisti.
MASSIMO D'ALEMA IN BARCAMASSIMO D'ALEMA IN BARCA
E quando gli chiedono come si sente da invitato a una festa dell' Unità costruita sulla ricerca del consenso al «si» per il referendum, ribatte serafico: «La festa è per me un appuntamento a cui partecipo tutti gli anni, da una cinquantina d' anni e non trovo motivi per non esserci. Io non faccio parte di nessuna minoranza, faccio parte di me stesso».
L' ex premier conferma per il 5 settembre una riunione organizzativa per coloro che sono per il «no», «non solo gente del Pd, ci sono iscritti, non più iscritti ma anche gente mai iscritta al Pd».
 
Ernesto Menicucci per il "Corriere della Sera"
«Massimo, Massimo». Che non è Decimo Meridio, Il Gladiatore del cinema, ma Massimo D’Alema, che sbarca in Sicilia per la sua prima tappa del tour tra le feste dell’Unità, da nord a sud, passando per Roma dove il 16 settembre incrocerà «le lame» con Roberto Giachetti. Ma chi si aspettava un D’Alema avversario dentro casa sua, forse dovrà ricredersi.
MASSIMO D'ALEMAMASSIMO D'ALEMA
Al suo arrivo a Catania, nei giardini di Villa Bellini, prima ci sono saluti, selfie, strette di mano e poi, nel confronto col ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, qualche coro e molti applausi. Sia quando parla dei risultati elettorali («la povera gente non ci vota più perché crede che non siamo più in grado di difenderla. Abbiamo vinto ai Parioli perché abbiamo tolto l’Imu ai ricchi...»), sia sul referendum costituzionale. Il moderatore, Claudio Cerasa, chiede al pubblico come voterà e le mani per il No sono di più.
Gentiloni prova a cucire: «Una spaccatura non conviene neppure a D’Alema. Se vorrà si presenterà al congresso contro Renzi». L’ex premier ribatte: «La lettura del referendum, volete me o D’Alema, l’ha data Renzi. Io non cerco poltrone: mi sono dimesso da presidente del Consiglio dopo aver perso elezioni in modo meno catastrofico di Renzi».
roberto giachettiROBERTO GIACHETTI
Esiste una vita oltre il Pd? «Non dipende da me». Risponda tranquillamente, gli dice Cerasa. E lui: «Qui non devo essere garantito da nessuno». Poi giù su Renzi, che è diventato «un politico normale, anche sulla lottizzazione della Rai», che vuole cambiare la Costituzione «senza aver vinto le elezioni, con una maggioranza raccogliticcia», che ha perso «un milione di voti e molti hanno scelto Cinque Stelle contro di lui, non perché amino Grillo», che ha vinto «solo contro Enrico Letta». Gentiloni scherza: «Avevo capito che volevi il Renzi delle origini... Ma anche se il segretario sbaglia, non possiamo chiamarci fuori dalle campagne elettorali».
RENZI GENTILONIRENZI GENTILONI
Il riferimento è a Roma e D’Alema replica: «Avevo delle perplessità sulla candidatura di Giachetti, ma è lui ad aver detto: “D’Alema porta iella”. Quella candidatura era un errore, il risultato è stata una catastrofe». Gentiloni controreplica: «Sai quanti errori ho sostenuto io... Bisogna votare i candidati Pd». E D’Alema: «L’ho fatto, ma ero tra i pochissimi...».
I due lasciano il fioretto e si scambiano colpi. D’Alema attacca sui rapporti «ventennali» tra Verdini e Renzi, Gentiloni risponde con l’Udeur, Mastella (e strappa applausi anche lui) e la bicamerale con Berlusconi. D’Alema ribatte ancora («l’Ulivo aveva vinto le elezioni») e qui i sostenitori di Gentiloni si fanno sentire.
RENZI MARCHIONNERENZI MARCHIONNE
D’Alema chiude: «Non faccio scissioni. Le hanno già fatte gli elettori. Col Sì è schierato anche Marchionne». E Gentiloni: «La maggior parte del Pd è per il Sì». Ululati dal pubblico: «Va bene, magari non la maggioranza di questa platea». Alla fine, niente stretta di mano anche se i due restano a parlottare. In giro per la Festa, a Catania, niente banchetti dell’Anpi.
Ma le polemiche sono a Firenze: «Il Pd — dicono all’Anpi — ci ha detto che non è conciliabile la compresenza di opinioni opposte». La replica: «Nessun veto, abbiamo solo chiesto rispetto delle nostre posizioni». Il disgelo dei giorni scorsi sembra incrinarsi di nuovo, anche se — proprio a Catania — si sta pensando di organizzare il dibattito tra Matteo Renzi e Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi nazionale, l’11 settembre.
http://​www​.dagospia​.com/​r​u​b​r​i​c​a​-​3​/​p​o​l​i​t​i​c​a​/​a​l​e​m​a​-​f​o​r​e​v​e​r​-​r​a​i​-​r​e​n​z​i​-​b​r​u​t​a​l​e​-​c​o​m​e​-​b​e​r​l​u​s​c​o​n​i​-​g​i​u​-​a​p​p​l​a​u​s​i​-​1​3​1​1​5​7​.​htm
Share /​ Condividi:

IL "JOBS ACT" FUNZIONA, MA AL CONTRARIO! ISTAT: "63MILA OCCUPATI IN MENO A LUGLIO, È IL PRIMO CALO DA QUATTRO MESI"

IL "JOBS ACT" FUNZIONA, MA AL CONTRARIO! ISTAT: "63MILA OCCUPATI IN MENO A LUGLIO, È IL PRIMO CALO DA QUATTRO MESI"

IL "JOBS ACT" FUNZIONA, MA AL CONTRARIO! ISTAT: "63MILA OCCUPATI IN MENO A LUGLIO, È IL PRIMO CALO DA QUATTRO MESI" - LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE SCHIZZA AL 39,2% - AUMENTANO I POSTI DI LAVORO PER GLI OVER 50

DONNE E LAVORO IN FABBRICADONNE E LAVORO IN FABBRICA
A luglio gli occupati tornano a calare dello 0,3% rispetto al mese di giugno (-63 mila), interrompendo la tendenza positiva registrata nei quattro mesi precedenti.
Lo rileva l'Istat sottolineando che, rispetto allo stesso mese del 2015, ci sono 266 mila occupati in più (+1,2%). Il calo su base mensile è attribuibile sia agli uomini sia in misura maggiore alle donne e riguarda gli autonomi (-68 mila), mentre restano sostanzialmente invariati i dipendenti.
sarta al lavoroSARTA AL LAVORO
Il tasso di disoccupazione scende all'11,4% a luglio, in calo di 0,1 punti percentuali su giugno: torna così al livello di maggio. I disoccupati (2,9 milioni) diminuiscono dell'1,3% rispetto a giugno (-39 mila). Il calo interessa sia gli uomini (-1,4%) sia le donne (-1,2%) e tutte le classi di età eccetto i 15-​​24enni (+23 mila) e i 25-​​34enni (+38 mila). A questa riduzione contribuisce anche l'aumento degli inattivi (+53 mila).
DISOCCUPAZIONE GIOVANILEDISOCCUPAZIONE GIOVANILE
Sul fronte dei giovani, il tasso di disoccupazione dei 15-​​24enni, cioè la quota di giovani disoccupati sul totale di quelli attivi, è pari al 39,2%, in aumento di due punti percentuali rispetto al mese precedente. Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi.
Buone notizie per quanto riguarda l'occupazione degli over 50: nella stima preliminare relativa al mese di luglio, l'Istituto nazionale di statistica certifica un aumento di 402mila occupati in un anno. L'aumento potrebbe essere legato al ritardo dell'età pensionabile.
http://​www​.dagospia​.com/​r​u​b​r​i​c​a​-​2​9​/​c​r​o​n​a​c​h​e​/​j​o​b​s​-​a​c​t​-​f​u​n​z​i​o​n​a​-​m​a​-​c​o​n​t​r​a​r​i​o​-​i​s​t​a​t​-​6​3​m​i​l​a​-​o​c​c​u​p​a​t​i​-​m​e​n​o​-​1​3​1​1​6​0​.​htm
Share /​ Condividi: