Chili persi e poi riguadagnati, effetto yo-​​yo per colpa dei batteri

Migliorano durante la dieta ma poi spesso tornano come prima

Blue yo-yo sitting on scales on blue background

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Effetto 'yo-yo'per composizione flora intestinale non variegata

ROMA - L'effetto 'yo-​​yo' della dieta, con i chili persi con fatica che poi vengono riguadagnati velocemente, potrebbe essere dovuto a una composizione di batteri dell'intestino non abbastanza variegata. E'quanto emerge da una ricerca tedesca, dello University Hospital Schleswig Holstein di Kiel, presentata al meeting della European Society of Endocrinology. Secondo gli studiosi durante la dieta dimagrante, quando si deve perdere peso perché si è ad esempio affetti da obesità, la varietà dei batteri che compongono la flora intestinale migliora, per poi tornare allo stato precedente nella fase cosiddetta di mantenimento, quella cruciale nella quale i chili persi si possono riguadagnare. Per arrivare a questa conclusione a 18 adulti obesi è stato chiesto di seguire una dieta che prevedeva un totale di 800 calorie al giorno, per tre mesi.

Successivamente è stato previsto per loro un regime alimentare di mantenimento, e in entrambe le fasi è stata misurata la sensibilità all'insulina, così come l'attività e la diversità dei batteri intestinali, utilizzando campioni di feci.

Dai risultati, comparati con quelli di un gruppo di controllo di tredici adulti obesi e tredici in forma, è emerso che se alla fine del regime dietetico vero e proprio la flora batterica risultava più diversificata, la diversità dei batteri non è stata conservata durante la fase di mantenimento del peso.

Questo nonostante una perdita di peso media di 20 chili.torna come prima

(ANSA)

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Muore a 24 anni per rottura aneurisma cerebrale dopo autoerotismo

by Contro*Corrente

142837283-c7d12362-05a4-495e-b119-73e6b719ce36 Morta a 24 anni, per la rottura di un aneurisma cerebrale, provocata da un orgasmo durante un atto di autoerotismo. Il caso, accaduto nel 2012, rarissimo ed eccezionale, viene riportato in uno studio sul legame tra attività sessuale e aneurismi realizzato da un gruppo di medici legali tedeschi, in un articolo pubblicato su American Journal of Forensic Medicine & Pathology.

La ragazza, di cui viene descritto il decesso, è stata ritrovata in bagno priva di vita. Accanto a lei un vibratore e abbondante vomito. Secondo l’autopsia, l’orgasmo ha provocato un aumento troppo rapido della pressione arteriosa, determinando la rottura dell’aneurisma. L’arrivo massiccio del sangue nelle meningi e nelle cavità cerebrali ha provocato nausea, vomito ed edema polmonare. L’emorragia subaracnoidea da rottura di aneurismi cerebrali, spiegano i ricercatori nello studio, ha una grande rilevanza clinica e spesso porta alla morte.

In generale, nel mondo, tra il 2% e il 5% ha aneurismi delle arterie cerebrali. Ma, in molti casi, queste formazioni (rigonfiamenti pieni di sangue) rimangono clinicamente silenti per decenni. Tuttavia ci sono numerosi fattori di rischio per la rottura di un aneurisma, compresi aumenti temporanei della pressione sanguigna, che possono essere indotti anche da attività sessuale. Rispetto a questo tipo di rischio i ricercatori tedeschi, analizzando il periodo che va dal 1985 al 2012 in un vasto repertorio di casi sottoposti ad autopsia, hanno individuato solo due episodi di emorragia subaracnoidea. Uno di un uomo deceduto durante un rapporto sessuale, l’altro della ventiquattrenne morta nel suo bagno.

http://​themeticulous​.altervista​.org/​b​l​o​g​/​m​u​o​r​e​-​2​4​-​a​n​n​i​-​r​o​t​t​u​r​a​-​a​n​e​u​r​i​s​m​a​-​c​e​r​e​b​r​a​l​e​-​a​u​t​o​e​r​o​t​i​s​mo/

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'Senza neanche un errore': come evitare strafalcioni e parlare sempre un italiano corretto

Indicazioni semplici e precise, testi ed esempi confezionati ad hoc: è il nuovo manuale firmato da due esperti in materia, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota. "Al tempo del web qualcuno pensa che ogni trasgressione linguistica sia lecita ma si viene ancora giudicati in base alla lingua che si usa. E' il primo biglietto da visita di una persona"

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Valeria Della Valle e Giuseppe Patota

COME ci esprimiamo? L'uso della lingua italiana, scritta o parlata, è il nostro biglietto da visita ogni volta che entriamo in contatto con qualcuno e in ogni occasione, pubblica o privata. Saper usare il tono giusto, scrivere con correttezza, rispettare la grammatica e saper collegare le frasi; è questo il minimo indispensabile per comunicare nella lingua reale e non in quella "di plastica", che non rispetta né regole né buon senso.

Ma si può migliorare? E' possibile evitare gli strafalcioni, le inesattezze diventate luoghi comuni, e risolvere "definitivamente" i dubbi che ciascuno si trova ad affrontare ogni giorno? E' quanto promette Senza neanche un errore, il nuovo manuale firmato da due esperti in materia, Valeria Della Valle e Giuseppe Patota che, al buon uso della lingua italiana, hanno dedicato finora dodici libri, tutti di successo.

Obiettivo è insegnare il linguaggio corretto per ogni situazione. E anche questa volta gli autori affrontano la sfida con il consueto pragmatismo, servendosi di indicazioni semplici e precise arricchite da esempi e testi confezionati ad hoc: quando e come usare congiuntivo e condizionali, come accentare le parole di uso comune che non si sa mai come pronunciare, come usare le congiunzioni, come schivare le trappole dell'ortografia, o come evitare i modi di esprimersi diffusi da cattivi modelli.

Per usare al meglio l'italiano sono indispensabili una buona dose d'intraprendenza e molto rispetto per le regole, avvertono i due autori. In sintesi: la prima necessità esorta all'uso corretto di nuove parole imposte dall'evoluzione dei tempi e della logica, come ministra o avvocata; la seconda serve a evitare le frasi fatte o i modi dire alla moda che suggeriscono di usare "team", invece che gruppo di lavoro o "spending review" al posto di tagli alle spese, ma anche a usare correttamente la punteggiatura o le virgolette, certe forme verbali irregolari o le parole composte di maggiore diffusione.

A Valeria Della Valle e Giuseppe Patota va riconosciuto il grande merito di avere, negli anni, insegnato e diffuso l'uso della grammatica italiana in modo efficace e divertente. Senza neanche un errore conferma la loro abilità di linguisti divulgatori e si rivela una guida essenziale per esprimersi in una lingua "viva, ricca e aperta", e "senza neanche un errore".

L'importanza di esprimersi in italiano corretto, al tempo del web.
"Oggi è più che mai importante esprimersi in un italiano corretto. Al tempo del web qualcuno pensa che ogni trasgressione linguistica sia lecita, in nome della libertà individuale a mettere in rete le proprie opinioni e i propri sfoghi. Ma nelle situazioni diverse dagli incontri nei social network si viene ancora giudicati in base alla lingua che si usa. L'italiano è il primo biglietto da visita di una persona: nelle interviste, nei colloqui di lavoro, nei contatti con chi non conosciamo, appena apriamo bocca o scriviamo una lettera o un curriculum, diamo di noi la rappresentazione più reale. Lo strafalcione, la costruzione sintattica zoppicante, la parola usata a sproposito rivelano immediatamente la mancanza di cultura, l'approssimazione, e perfino il poco rispetto nei confronti dell'interlocutore. Che cosa vuol dire, oggi, esprimersi in buon italiano? Significa, a nostro avviso, saper fare quattro cose: nel parlato, adattare il tono della lingua alla situazione; nello scritto, non trascurare gli aspetti formali; in entrambi, dominare le regole essenziali della grammatica e combinare le parole e le frasi in modo corretto".

Gli errori più frequenti da correggere subito
"Quando si scrive, alcuni errori fanno fare una pessima figura. Attenzione, dunque, a rileggere sempre quello che spediamo troppo frettolosamente, e attenzione a non fidarci del correttore automatico! Ecco qualche esempio di errori oggi molto comuni : "po'" scritto con l'accento invece che la forma corretta "po'" con l'apostrofo; "qual'è" scritto con l'apostrofo mentre deve essere scritto senza; "davanti la casa" invece del corretto "davanti alla casa"; "fuori la porta" invece del corretto "fuori dalla porta"; le frasi introdotte da "malgrado che", "a condizione che" prive di congiuntivo; le forme "sò" e "sà" del verbo "sapere" scritte con l'accento, mentre devono essere scritte senza. L'elenco è lungo e potrebbe continuare, ma preferiamo rimandare a quello che abbiamo scritto".

La vostra è una guida preziosa. Come utilizzarla al meglio?
"Il nostro libro, come i dodici che abbiamo scritto prima di questo, vuole aiutare i lettori a fare un controllo del proprio modo di parlare e di scrivere. Li vogliamo aiutare senza atteggiamenti da professori pedanti, ma in modo amichevole, senza mettere soggezione. "Senza neanche un errore" non è un libro da leggere tutto di seguito, ma scegliendo qua e là gli argomenti che interessano, o quelli nei quali ci si sente più "a rischio d'errore". Nell'ultima parte abbiamo aggiunto un capitolo intitolato "Italiano da evitare", dedicato a cinque modelli di italiano da cui tenersi alla larga, se ci si vuole esprimere bene: il burocratese, l'aziendalese, lo scolastichese, l'itanglese, il digitalese. Più che per la morte del congiuntivo siamo preoccupati per il diffondersi, non solo nel web, di una lingua di plastica fatta di luoghi comuni, volgarità, frasi fatte e inglese usato a sproposito. Con i nostri suggerimenti vogliamo incoraggiare l'uso di una buona lingua italiana: una lingua viva, ricca, aperta, ma non succube delle mode per snobismo provinciale o per imitazione di modelli considerati, a torto, più prestigiosi".

Valeria Della Valle
Giuseppe Patota
Senza neanche un errore
Sperling&Kupfer
Pagg.210, euro 17

http://​www​.repubblica​.it/​r​u​b​r​i​c​h​e​/​p​a​s​s​a​p​a​r​o​l​a​/​2​0​1​6​/​0​5​/​3​0​/​n​e​w​s​/​s​e​n​z​a​_​n​e​a​n​c​h​e​_​u​n​_​e​r​r​o​r​e​-​1​4​0​9​3​8​9​63/

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La supercazzola sugli scontrini del Bomba

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È la tredicesima fatica di Ercole, una vera e propria missione impossibile: poter visionare gli scontrini del Bomba quando era sindaco di Firenze e sapere quanti soldi ha usato per le sue spese. Le consigliere del M5S Arianna Xekalos e Silvia Noferi hanno fatto una nuova richiesta di accesso agli atti. Ecco a voi la risposta del Comune di Firenze, un raro esempio di “supercazzola” scritta in uno pseudo-​​legalese chiaramente incomprensibile per qualsiasi cittadino. Questa è la trasparenza secondo il Bomba e il suo valvassino Nardella: quattro pagine che abbiamo dovuto affidare ad uno staff legale per una traduzione in lingua italiana.

La lettera dice sostanzialmente questo:

a) Scontrini. Il Comune, dopo la sentenza del Tar, non può negarceli, così chiarisce che è stato tutto catalogato ma non è il caso di consegnarli tutti. Bisogna fissare un appuntamento per capire quando potranno essere presi alcuni scontrini. Quali? Ovviamente, soltanto quelli relativi a Nardella. Per quelli del Bomba, se ne parla più avanti. Rinvii dopo rinvii.

b) Cedolini degli stipendi. Avevamo richiesto una copia delle buste paga del Bomba e di Nardella per poter ricavare i rimborsi spese. Il Comune risponde che non può fornirci i cedolini perché sono coperti dalla privacy. Sì, il Bomba e Nardella pensano che il cedolino dello stipendio e dei rimborsi spese pagate da tutti i cittadini sia un “dato personale”.

Appare evidente il tentativo di prendere tempo, di fare, in qualche modo, ostruzionismo. E dire che parliamo dello stesso segretario del Pd che proprio a causa degli “scontrini” ha fatto cadere Ignazio Marino, non per la sua evidente incapacità politica dimostrata col caso Mafia-​​capitale.
La consegna degli “scontrini” da parte del comune di Firenze è un atto dovuto ai cittadini che sono i veri datori di lavoro dei politici. Così come per i cedolini degli stipendi. Cosa c'entra la privacy? Vogliamo sapere quanto soldi vi siete intascati a titolo di rimborso spese, non dove abitate.

Le consigliere comunali del M5S, dopo un primo appuntamento originariamente fissato per il 26 maggio, saltato per via del crollo degli argini dell’Arno, domani saranno a palazzo Vecchio per ritirare i primi scontrini messi a disposizione: non usciranno però da quegli uffici senza un calendario prefissato che, nell’arco di 30 giorni, porti alla consegna di tutti gli scontrini. Tra l'altro, nella lettera del Comune di Firenze emerge una notizia. Il Comune sostiene che gli scontrini richiesti dalle consigliere del M5S non sono quelli consegnati alla Corte dei Conti per le indagini sulle spese di Renzi (inchiesta poi archiviata). Ma perché il Comune non ha consegnato tutti gli scontrini alla Corte dei Conti?

Il M5S andrà in fondo anche a questa storia. Il premier ha qualcosa da nascondere? Nel frattempo, tutti i cittadini sanno cosa accade quando un candidato PD diventa sindaco: entra nel Comune, spende i soldi pubblici e nega il diritto di accesso ai cittadini!

http://​www​.beppegrillo​.it/​2​0​1​6​/​0​5​/​l​a​_​s​u​p​e​r​c​a​z​z​o​l​a​_​s​u​g​l​i​_​s​c​o​n​t​r​i​n​i​_​d​e​l​_​b​o​m​b​a​.​h​tml

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Via Ulivi, famiglia con bambini sfrattata: "Per noi nemmeno il dormitorio"

Il 25 maggio l'ufficiale giudiziario si è presentato nella loro casa ed ha eseguito il provvedimento. "Siamo stati dai servizi sociali ma hanno detto che per noi non ci sono soluzioni"

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Il lavoro perso, la casa anche. Il tutto nel giro di pochi anni. Un dramma nel dramma: un peso che si fa fatica a sostenere, anche insieme alla propria famiglia. A Parma nel 2016 accadono ancora episodi come questo: periodicamente, nel silenzio della città, qualcuno subisce il provvedimento di sfratto, in seguito al mancato pagamento dell'affitto.

L'ufficiale giudiziario si è presentato nella loro casa di via Ulivi ed ha eseguito il provvedimento. Ma dal Comune di Parma non è arrivata nessuna proposta o soluzione per la famiglia, composta da padre, madre e quattro figli, due minorenni e due maggiorenni. Il 25 maggio, dopo essere stati sfrattati, hanno atteso invano un incontro con i servizi sociali ed oggi si ritrovano senza un tetto sopra la testa.

"Siamo andati dagli assistenti sociali ma non ci hanno proposto nessuna soluzione, nemmeno il dormitorio come avviene spesso in questi casi". A Parma il problema della mancanza di un alloggio è ancora un'emergenza, anche se spesso sotterranea. "Ho perso il lavoro - ci dice il padre - e non ho più potuto pagare l'affitto dell'appartamento. E' partita la procedura di sfratto e poi il 25 maggio ci hanno fatto uscire. Ma per noi non c'era niente e così ora non sappiamo cosa fare".

"Tutto il giorno dai servizi sociali per sperare in qualche briciola, in una soluzione degna per noi o almeno per i minorenni della famiglia e per la madre. Ma niente, non è uscita nessuna possibilità di appoggio. Ora non sappiamo veramente come comportarci, forse troveremo ospitalità da qualche amico, ma questa situazione non potrà durare a lungo".

http://​www​.parmatoday​.it/​c​r​o​n​a​c​a​/​f​a​m​i​g​l​i​a​-​b​a​m​b​i​n​i​-​s​f​r​a​t​t​a​t​a​-​v​i​a​-​u​l​i​v​i​.​h​tml

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Calabrone killer, dalla Cina all'Italia: la sua puntura può uccidere

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Nove italiani su 10 vengono punti almeno una volta nella vita da un'ape, una vespa o un calabrone. E fino a 8 su 100 possono sviluppare una reazione allergica di varia gravità al veleno di imenottero: da sintomi locali importanti allo shock anafilattico, fino alla morte. Ogni anno nel nostro Paese sono circa 10 i decessi accertati e, apicultori a parte, i più vulnerabili sono gli anziani. In vista dell'estate, stagione in cui i pungiglioni colpiscono duro, torna la campagna 'Punto nel vivo', patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus-​​Federazione italiana pazienti.

Nel mirino degli esperti entra in particolare la vespa velutina, al secolo 'calabrone killer': una sorta di 'specie aliena', spiegano, particolarmente pericolosa per l'uomo perché priva di nemici naturali. Con ogni probabilità quest'anno sarà più presente nei cieli della Penisola.

'Punto nel vivo', giunta alla seconda edizione e realizzata con il contributo incondizionato di ALK-​​Abellò, proseguirà fino a ottobre inoltrato attraverso vari canali: una pagina dedicata su Facebook (www​.facebook​.com/​p​u​n​t​o​n​e​l​v​ivo, con più di 11 mila fan) offre consigli sull'uso dell'immunoterapia specifica come prevenzione e dell'adrenalina autoiniettabile come trattamento d'emergenza, e informazioni sugli oltre 80 centri di allergologia che aderiscono all'iniziativa; volantini e poster saranno diffusi in più di 200 pronto soccorso italiani; un corso gratuito di formazione a distanza (Fad) insegnerà agli specialisti in medicina d'urgenza il percorso diagnostico-​​terapeutico più adeguato a gestire eventuali allergie al veleno di imenotteri, un'affollata famiglia che conta oltre 100 mila specie di insetti. Coordinatrice della campagna Maria Beatrice Bilò, allergologa degli ospedali Riuniti di Ancona.

Le persone che registrano il maggior numero di reazioni allergiche al veleno di imenotteri sono gli apicultori: il rischio al quale sono esposti è di tipo professionale e li porta a subire praticamente un terzo (32%) delle reazioni sistemiche complessivamente causate dai pungiglioni. Escludendo gli addetti ai lavori, una particolare attenzione va rivolta agli anziani che diventano allergici agli imenotteri: «Il loro problema - precisano gli esperti - consiste nel rischio di sviluppare reazioni più gravi nella fragilità, dovuto nella maggioranza dei casi alla presenza di patologie concomitanti, specie le malattie cardiovascolari. Meno esposti al pericolo di reazioni gravi i bambini», tranquillizzano invece i promotori della campagna.

I riflettori dell'edizione 2016 sono puntati però sulla vespa velutina. Originaria della Cina, ha cominciato ad allarmare l'Italia la scorsa estate quando dalla Francia ha scavallato le Alpi arrivando a regioni del Nord Ovest come Piemonte e Liguria. Ribattezzata appunto calabrone killer, può essere confusa con il nostro calabrone comune, ma mostra sostanziali differenze. È più piccolo, evidenziano gli specialisti, è lungo circa 3 centimetri contro i 4 cm del calabrone e ha colori diversi: antenne nere e zampe bicolori giallonere. Poiché il 'piatto' preferito dalle sue larve sono le api, la vespa velutina rappresenta una minaccia sia per la biodiversità vegetale sia per le colture agricole basate sull'impollinazione delle api. Oltre ai rischi ambientali, ci sono quelli per la salute: a detta degli esperti «si tratta di una specie aggressiva che può infliggere punture pericolose, potenzialmente letali per l'uomo».

La sua presenza, dunque, rende ancora più importante disporre di armi mirate in caso di necessità. E su questo fronte FederAsma e Allergie Onlus lanciano un appello: «Desideriamo che 'Punto nel vivo' segnali una volta ancora ai cittadini e alle istituzioni la necessità di correggere un problema che vede l'Italia muoversi a 2 velocità nell'accesso a importanti terapie salvavita - afferma Massimo Alfieri, presidente dell'associazione - Ci riferiamo all'immunoterapia specifica che a oggi non è rimborsata in tutte le regioni italiane, pur rappresentando secondo gli esperti l'unica terapia in grado di regolare la risposta immunitaria nei soggetti allergici, proteggendoli da successive reazioni nel lungo termine».

In Lazio, Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna non è previsto nessun tipo di rimborso, citano per esempio i promotori della campagna, mentre in Piemonte e in Puglia ci sono facilitazioni: nel primo il paziente paga il 50% del prezzo praticato al sistema sanitario regionale, nella seconda il rimborso viene stabilito in base al reddito Isee. «Questa disparità di trattamento, a fronte di linee guida scientifiche chiare, non dovrebbe essere possibile. Per questo motivo - conclude Alfieri - ci batteremo affinché i diritti dei pazienti all'accesso dell'immunoterapia, siano gli stessi in tutta Italia».

http://​www​.ilmessaggero​.it/​p​r​i​m​o​p​i​a​n​o​/​c​r​o​n​a​c​a​/​c​a​l​a​b​r​o​n​e​_​k​i​l​l​e​r​_​i​t​a​l​i​a​_​p​u​n​t​u​r​a​_​u​o​m​o​_​u​c​c​i​d​e​-​1​7​6​7​6​7​6​.​h​tml

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Voragine Firenze, accuse a società gestita dai fedelissimi di Renzi

Voragine a Firenze, accuse alla società del "Publiacqua" gestita dagli uomini di Renzi

operai-fabbrica-ape--2- Duecento metri di nastro d'asfalto completamente divelto e sprofondato a causa di un tubo rotto davanti agli Uffizi. E' la voragine che si e' aperta ieri mattina, intorno alle 6,15 sul Lungarno Torrigiani, tra Ponte Vecchio e Ponte alle Grazie, nel pieno centro di Firenze a seguito del cedimento di una grossa conduttura dell'acqua, lungo la dorsale della riva sinistra dell'acquedotto. E ora le polemiche si infiammano sulla società Publiacqua, società controllata dal Comune che si occupa di servizi idrici, gestita dai fedelissimi di Renzi. "Le perdite erano già state segnalate", ha segnalato Miriam Amato di Alternativa libera, come riporta il fatto quotidiano. Da una foto "si intuisce che il tubo si sarebbe rotto in un punto in cui c'era da tempo una perdita, tanto che sulla spalletta era nata la vegetazione". Anche martedì mattina i residenti hanno segnalato a Publiacqua guasti sulla rete e mancanza di acqua. E le segnalazioni sono continuate per tuta la giornata.

LA SOCIETA' DEL GIGLIO MAGICO: I NOMI - Il caso è subito diventato politico perché Publiacqua è dal 2009 la "culla del renzismo". Presidente nominato dall'allora sindaco Renzi era Erasmo D'Angelis (poi messi a capo della struttura sul dissesto idrogeolico dal renzi premier e poi insediato come direttore dell'Unità dal Renzi segretario Pd), a cui nel 2009 venne affidata una giovane e inesperta Maria Elena Boschi, inserita per volere di Renzi nel cda della partecipata.

Oggi è guidata da Filippo Vannoni, altro fedelissimo del Giglio Magico. E' marito di Lucia De Siervo, figlia del presidente della Corte Costituzionale Ugo de Siervo e sorella del direttore di Rai Trade Luigi, capo di gabinetto poi assessore nella giunta Renzi, tra i fodnatorei dell'associazione Noi Link creata nel 2007 per finanziare l'attività politica dell'attuale premier su idea di Marco Carrai. Nel cda c'è anche Carolina Massei, coordinatrice della Leopolda 2013.

LA CRONACA - Un cratere di 200 metri di lunghezza per 7 di larghezza. La citta' si sveglia con le sirene e il frenetico via vai dei mezzi di soccorso. Due palazzi in via precauzionale evacuati, viabilita' deviata, ma per fortuna neanche un ferito. Delle oltre 20 auto parcheggiate, alcune sono state letteralmente inghiottite e coperte dall'acqua. Altre si sono inclinate sul manto stradale con il muso all'ingiu'. Tra lo sbigottimento generale e il via vai dei mezzi dei vigili del fuoco, protezione civile e delle altre forze dell'ordine, Firenze ha vissuto una giornata da vera emergenza, soprattutto per l'assenza dell'erogazione dell'acqua nella maggior parte della citta' e in molti comuni dell'interland. Inizia la corsa contro il tempo.

Sul luogo del disastro il sopralluogo del sindaco Nardella di primo mattino. Alle 7. "Nessun ferito - ha detto il primo cittadino - ma solo danni: danni pesantissimi". Poi anche la visita e il sopralluogo anche del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti. La procura apre un fascicolo senza ipotesi reato. Gli esperti commentano: "All'origine della voragine di Firenze mi sembra di aver capito ci sia la rottura di un tubo dell'acqua. Un tubo dell'acquedotto lo puo' fare ma non e' che il crollo e' contingente alla rottura, l'acqua deve aver lavorato a lungo per attaccare il substrato e far andare giu' il manto stradale" dice all'Agi il geologo Mario Tozzi.

Tra una riunione dell'unita' di crisi a Palazzo Vecchio e continui monitoraggi, vigili del fuoco, tecnici di Publiacqua e protezione civile lavorano senza sosta per valutare la portata dei danni e per evitare ulteriori ripercussioni, anche di tipo strutturale. Per limitare al massimo i disagi tre autobotti entrano in azione nelle vie limitrofe al cratere. Inevitabili le polemiche sulle cause. Qualcuno parla di due guasti che sommati avrebbero creato, in momenti diversi, il crollo. Quanto ai danni, le prime stime parlano di 5 milioni.

Nel tardo pomeriggio l'emergenza e' finita. A tenere a bada la voragine, anche strumenti sofisticati, come quello installato dall'universita' di Firenze, che ha applicato alcuni radar per il monitoraggio degli spostamenti del terreno. Gli stessi che furono applicati sulla Costa Concordia.

http://​www​.affaritaliani​.it/​c​r​o​n​a​c​h​e​/​v​o​r​a​g​i​n​e​-​i​n​g​h​i​o​t​t​e​-​l​u​n​g​a​r​n​o​-​f​i​r​e​n​z​e​-​s​f​i​o​r​a​-​d​i​s​a​s​t​r​o​-​4​2​4​1​1​9​.​h​tml

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SVIZZERA: REDDITO DI CITTADINANZA DI 2500 FRANCHI PER TUTTI, COMPRESI I MINORI

Referendum in Svizzera per l'ntroduzione in Costituzione di un "reddito di base incondizionato".

operai-fabbrica-ape--2- STEFANIA CAIAFA

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Svizzera al voto per il reddito di cittadinanza

Il 5 giugno i cittadini svizzeri sono chiamati a pronunciarsi sull'introduzione in Costituzione di un reddito di cittadinanza che spetterebbe, dalla nascita alla morte, a tutti i cittadini, compresi i minori. Il reddito previsto ammonterebbe a 2500 franchi, circa 2230 euro, mentre per i minori a 625 franchi. La misura nasce dall'esigenza di eliminare la povertà, garantendo un minimo mensile. Ricordiamo che in Svizzera la soglia di povertà e' stabilita intorno ai 29 mila franchi annuali, quindi questo reddito, detto reddito di base incondizionato, supererebbe di poco la soglia. Questa misura, secondo i sostenitori, consentirebbe a tutti i cittadini di trovare un lavoro che piace, di formarsi, di dedicare più tempo alla famiglia.

A chi spetterà il reddito di cittadinanza
A ricevere questo sussidio saranno tutti i cittadini svizzeri, indipendentemente che lavorino o meno. Anche i bambini riceveranno un fisso settimanale di 130 euro. Le prestazioni in contanti saranno mantenute per tutti gli aventi diritto, quindi andranno ad aggiungersi al reddito di base incondizionato. Secondo i proponenti, un gruppo di intellettuali, il mensile non demotiverà i cittadini disoccupati dal cercare un lavoro, ma permetterebbe loro di trovare il lavoro che maggiormente li gratificherebbe e ciò porterebbe anche ad una maggiore produttività e rendimento. Se la proposta venisse approvata la Svizzera andrebbe ad aggiungersi ai già tanti Paesi che da tempo hanno adottato questa misura, permettendo alle persone di coprire i propri bisogni di base abolendo la dipendenza dall'assistenza sociale.

Il Governo è contrario, il costo ammonta a 208 miliardi di franchi
Il Governo rifiuta la proposta motivando che i costi sarebbero eccessivi e comporterebbero un aumento delle tasse, inoltre le persone sarebbero disincentivate a cercare un'occupazione. Gli stessi svizzeri, ben il 71% dei votanti, secondo i sondaggi, sarebbero contrari. Il progetto costerebbe 208 miliardi all'anno alla Svizzera, circa un terzo del Pil. Secondo i proponenti, però, la copertura ci sarebbe. Il progetto verrebbe finanziato da trasferimenti da prestazione di sicurezza sociale, ciò che molti già ricevono, mentre per "solo" il restante 25 miliardi si ricorrerebbe ad imposte quali l'aumento dell'Iva.

http://​it​.blastingnews​.com/​c​r​o​n​a​c​a​/​2​0​1​6​/​0​5​/​s​v​i​z​z​e​r​a​-​r​e​d​d​i​t​o​-​d​i​-​c​i​t​t​a​d​i​n​a​n​z​a​-​d​i​-​2​5​0​0​-​f​r​a​n​c​h​i​-​p​e​r​-​t​u​t​t​i​-​c​o​m​p​r​e​s​i​-​i​-​m​i​n​o​r​i​-​0​0​9​4​4​9​3​7​.​h​tml

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