Panda tra soldati Star Wars: nuovo tormentone sul web FOTO

Panda tra soldati Star Wars: nuovo tormentone sul web FOTO

Su Reddit, l'utente Oneste ha voluto rendere omaggio ai rompicapi realizzati da The Dudolf, l'artista ungherese Gergely Dudas che ha pubblicato quiz su Facebook con protagonisti dei panda.
ROMA – Dopo il panda nascosto in mezzo a tanti pupazzi di neve, il gatto mimetizzato tra i gufi e il panda in mezzo a un’orda di metallari arriva il panda nascosto tra i personaggi di Star Wars. A realizzarlo su Reddit, l’utente Oneste che ha voluto imitare e rendere omaggio i rompicapi realizzati da The Dudolf, l’artista ungherese Gergely Dudas che ha pubblicato i suoi quiz illustrati su Facebook facendoli diventare il nuovo tormentone di internet.
Le immagini di Dudas sono state infatti condivise su Facebook da migliaia di persone che si sono sbizarrite nella ricerca della soluzione. La sua idea ha così scatenato copie e imitazioni, ispirate anch’esse “alla ricerca del panda”: l’ultima in ordine di tempo questa realizzata da Oneste che ha voluto inserire il panda all’interno di una parata di soldati della nota saga cinematografica.
La prima immagine era stata pubblicata nei giorni scorsi sul profilo Facebook di Dudolf e in pochissimo tempo era diventata virale con oltre 100mila condivisioni. C’è chi aveva preso il rompicapo con ironia, commentando: “Ho trovato il panda, è proprio vicino al pupazzo di neve”. Altri invece avevano messo in dubbio la sua esistenza, per poi ricredersi: “Cominciavo a dubitare che ci fosse un panda nell’immagine. Ma non arrendetevi, il panda c’è”.
Panda tra soldati Star Wars: nuovo tormentone sul web2
http://​www​.blitzquotidiano​.it/​f​o​t​o​-​n​o​t​i​z​i​e​/​p​a​n​d​a​-​t​r​a​-​s​o​l​d​a​t​i​-​s​t​a​r​-​w​a​r​s​-​n​u​o​v​o​-​t​o​r​m​e​n​t​o​n​e​-​s​u​l​-​w​e​b​-​f​o​t​o​-​2​3​5​0​7​13/
Share /​ Condividi:

Uccide col formaggino il pesce rosso, lo racconta su Fb e…

Uccide col formaggino il pesce rosso, lo racconta su Fb e…

Taylor Hogan, 20 anni, scozzese. Torna a casa ubriaca, dà il formaggino al pesce rosso del fratello e lo uccide. Poi pubblica su Facebook i rimproveri della madre e le sue risposte divertite. Molti la attaccano: "Infantile"
di Sergio Carli
LONDRA – Una ragazza prima uccide il pesce rosso del fratello facendogli mangiare del formaggio, poi  lo racconta su Facebook e è presa di mira sui social media per la sua “trovata infantile”. Invece era solo ubriaca.
La ragazza, rivela l’edizione on line del quotidiano inglese Daily Mail, vive a Dundee, in Scozia, si chiama Taylor Hagan e ha 20 anni. Il fratello si chiama Jamie. Non si conosce il nome del defunto pesce rosso.
Dopo una notte di baldorie è tornata a casa alle ore piccole piuttosto ubriaca e nei fumi dell’alcool ha deciso di farsi un tramezzino per equilibrare l’effetto delle schifezze che aveva bevuto fuori. L’occhio le è caduto sulla vaschetta a palla dove nuotava pigramente e sonnolento il pesce rosso del fratello e immediata è stata la decisione di dividere col pesciolino un po’ del formaggino Dairylea che stava in mezzo alle due fette di pane carré del sandwich.

Il pesce è morto. Come la racconta il Daily Mail, Taylor Hagan pensa sia stata colpa del pezzetto di formaggio che è risultato indigesto al pesce rosso, anche se non c’è da esserne così sicuri, visto che i pesci mangiano di tutto, anche i cadaveri, ma Taylor si è sentita terribilmente colpevole, specie dopo che la madre ha scoperto che il pesce rosso galleggiava di traverso nella sua palla di vetro piena d’acqua. Intanto Taylor è uscita di casa, è sera e segno dei tempi, invece di parlare con la figlia, la madre le ha scritto via Sms. Poi Taylor ha pubblicato tutto su  Facebook, intitolando il post: “Sono davvero una cattiva persona”. Sotto ampi stralci della conversazione via Sms fra Taylor e la madre. “Hai dato al pesce di Jamie del formaggio quando sei tornata a casa?” “Sì, penso che posso averlo fatto…Jamie era sveglio e ha detto che il pesce doveva mangiare. Io stavo mangiando un formaggino Dairylea e così ho pensato di dividerla col pesce”. La madre ha informato Taylor che Jamie, quando si è svegliato, ha scoperto che il pesce rosso era morto. La madre ha scritto: “Tuo fratello ora ha un pesce morto, cose simili non sono proprio divertenti, Taylor. Non puoi dare del formaggio a un pesce”. Replica di Taylor: “HAHAHAHAHHAHA”. Poi la promessa: “Non darò più formaggio a un pesce rosso”. “Vieni a casa che parliamo”. “Ho paura di venire a casa. Facciamo un funerale al pesce?”. “Mi sorprende che tu trovi tutto questo divertente, perché non lo è per nessun altro”. “No, sono davvero dispiaciuta, gliene comprerò un altro”. “Così puoi dargli dell’altro formaggino la prossima volta che torni a casa ubriaca cotta”. “Non pensavo al formaggino, pensavo piuttosto al formaggio Cheddar”.   “Non ti rispondo nemmeno”. Il resoconto è diventato rapidamente virale, con oltre 1.100 condivisioni e più di 8 mila like. Ben presto sono piovute aspre critiche da utenti di Facebook disgustati, che la hanno chiamata “sciagurata”, “infantile”, “immatura”. 

 http://​www​.blitzquotidiano​.it/​s​o​c​i​e​t​a​/​u​c​c​i​d​e​-​c​o​l​-​f​o​r​m​a​g​g​i​n​o​-​i​l​-​p​e​s​c​e​-​r​o​s​s​o​-​l​o​-​r​a​c​c​o​n​t​a​-​s​u​-​f​b​-​e​-​2​3​5​0​5​5​5​/​#​s​t​h​a​s​h​.​6​o​O​6​u​P​D​z​.​d​puf

Share /​ Condividi:

Stanlio e Ollio a Roma nel 1950: FOTO virale su Facebook

Stanlio e Ollio a Roma nel 1950: FOTO virale su Facebook

Una vecchia foto con Stanlio e Olio che arrivano a Roma in treno diventa virale su Facebook. Ecco la storia che si nasconde dietro questo scatto.

ROMA – Una vecchia foto in bianco e nero circola in questi giorni su Facebook. Lo scatto viene condiviso e dedicato agli amici per gli auguri di Natale e di fine anno. Si tratta di una immagine scattata tra il 22 e il 25 giugno del 1950. Stanlio e Ollio furono in Italia per un tour promozionale del loro celeberrimo “Fra’ diavolo” e per girare un’altra pellicola. Dopo essere arrivati in in Liguria, i due attori hanno proseguito il loro viaggio prima a Milano poi a Roma.
Come scrive Il Corriere della Sera che pubblica la notizia della foto
“Mostra Stan Laurel e Oliver Hardy – i due celeberrimi comici (il primo britannico e il secondo statunitense) più noti con il nome di Stanlio e Ollio – alla stazione Termini di Roma. Sono circondati dalla folla che li celebra in trionfo. Stanlio, che dei due geni della comicità era quello più magro, è sulle spalle di qualcuno che se lo è caricato. Dietro un’altra persona lo sorregge e lui ha in mano un mazzo di fiori. Ollio invece è qualche passo più avanti, cammina pacioso e allegro proprio come se fosse sul set di una delle ‘comiche’ del duo. Ad aprirgli la strada è un agente della polizia, anch’egli sorridente. Ricordiamolo: Laurel e Hardy in quel periodo erano all’apice del successo, un fenomeno planetario, celebrità note in tutto il mondo, divi – letteralmente – idolatrati a New York, Parigi, Londra. Poi un rapido declino, scavallato il 1950: le condizioni di salute vacillanti di entrambi, qualche affare sbagliato, la depressione che ogni tanto coglieva la maschera triste di Laurel. Tutta la scena irradia allegria, non c’è un volto che non compaia sereno”.
Come spiega ancora Il Corriere
“La fine della guerra è appena dietro le spalle, e quel bianco e nero che tinteggia la foto è in bilico tra neorealismo e la Roma dei poveri ma belli. La Dolce Vita è lì davanti, a un tiro di schioppo. Difficile datare l’immagine, anche con l’aiuto del signore – contattato da Corriere​.it – che ne detiene i diritti e che parla di un viaggio a Roma, quello di Stanlio e Ollio, avvenuto in una data difficile da collocare tra il ‘47 e il 52. Lui si chiama Giuseppe Casetti, vive tra Roma e Rieti, ha 65 anni, e nella vita fa il libraio.Ma è anche un collezionista di foto antiche. Setacciate in vecchi archivi, acquistate ai mercatini. O magari direttamente prelevata dalle mani di qualche anziano paparazzo in pensione. Ogni tanto il signor Giuseppe pubblica online una delle sue foto in bianco e nero che viene immediatamente condivisa (…)”.
Casetti racconta che
“Era ‘fra i negativi dell’archivio di un vecchio giornale romano che sono riuscito a recuperare in qualche modo. Piano piano ne sviluppo alcuni. Saltano fuori storie di cinquanta, sessanta anni fa. Romanzi in bianco e nero… Quando riesco metto online qualche immagine. Poi diventano virali? Beh, se ci fanno sentire meglio come nel caso di Laurel e Hardy a Roma, ne sono felice…”.

Stanlio e Olio a Roma nel 1950: FOTO virale su Facebook
La foto diventata virale su Facebook

http://​www​.blitzquotidiano​.it/​f​o​t​o​-​n​o​t​i​z​i​e​/​s​t​a​n​l​i​o​-​e​-​o​l​l​i​o​-​a​-​r​o​m​a​-​n​e​l​-​1​9​5​0​-​f​o​t​o​-​v​i​r​a​l​e​-​s​u​-​f​a​c​e​b​o​o​k​-​2​3​5​0​7​69/

Share /​ Condividi:

Morto il padre di Alberto Stasi, sempre al fianco del figlio durante il processo

Morto il padre di Alberto Stasi, sempre al fianco del figlio durante il processo

 morto ieri sera Nicola Stasi, padre di Alberto il giovane, ora trentenne, accusato dell'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, trovata morta nella sua villetta di Garlasco il 13 agosto del 2007. L'uomo era ricoverato dall'inizio del mese nel reparto di Ematologia del Policlinico San Matteo di Pavia. Nicola Stasi è sempre stato in prima linea nel difendere il figlio che quando Chiara, 26 anni, venne trovata morta era uno studente di 24 anni.

Aveva protetto Alberto dall'assalto dei media e dalle accuse più o meno velate dei familiari di Chiara, che non avevano mai nascosto di ritenerlo il responsabile dell'omicidio. Alberto Stasi, assolto in primo e secondo grado, dovrà tornare alla sbarra dopo l'annullamento delle sentenze da parte della Cassazione in aprile. «Non lo auguro a nessuno - aveva detto Nicola Stasi in un'intervista subito dopo la decisione della Corte allora Nicola Stasi - avremo altri anni massacranti».

http://​www​.ilmessaggero​.it/​p​r​i​m​o​_​p​i​a​n​o​/​c​r​o​n​a​c​a​/​s​t​a​s​i​_​a​l​b​e​r​t​o​_​n​i​c​o​l​a​_​g​a​r​l​a​s​c​o​_​o​m​i​c​i​d​i​o​_​c​h​i​a​r​a​_​p​o​g​g​i​-​2​3​8​6​1​1​.​h​tml

Share /​ Condividi:

Torino, auto civetta della polizia travolge e uccide un pedone

Torino, auto civetta della polizia travolge e uccide un pedone

Torino, auto civetta della polizia travolge e uccide un pedone

La vittima, 39 anni, stava attraversando la strada. Alla guida della Fiat Punto un agente di 26 anni risultato negativo all'alcol test

E’ stato travolto e ucciso da un’auto civetta della polizia mentre stava attraversando la strada. L’incidente è avvenuto martedì sera (29 dicembre) a Torino, in corso Grosseto, nel quartiere Borgo Vittoria. La vittima, Ciro Lo Muscio, 39 anni, abitava a poca distanza da lì. Dai primi accertamenti è emerso che stava attraversando a 50 metri dalle strisce pedonali. Sull’asfalto non è stato trovato nessun segno di frenata.
Dopo l’impatto, l’auto, una Fiat Punto senza contrassegni, si è subito fermata. Alla guida c’era un agente di 26 anni che tornava al commissariato Barriera di Milano, dove presta servizio, dopo essere stato alla sede della scientifica. Ha chiamato il 118 per i soccorsi, che sono stati inutili. Quando sono arrivati Lo Muscio era già morto. Sul posto anche la polizia municipale per effettuare i rilievi. L’agente è risultato negativo all’alcol test.
http://​www​.ilfattoquotidiano​.it/​2​0​1​5​/​1​2​/​3​0​/​t​o​r​i​n​o​-​a​u​t​o​-​c​i​v​e​t​t​a​-​d​e​l​l​a​-​p​o​l​i​z​i​a​-​t​r​a​v​o​l​g​e​-​e​-​u​c​c​i​d​e​-​u​n​-​p​e​d​o​n​e​/​2​3​3​9​3​83/
Share /​ Condividi:

Armi, droga, migranti: nel Mediterraneo le navi fantasma dei traffici illeciti. Le indagini portano alla Siria di Assad

Armi, droga, migranti: nel Mediterraneo le navi fantasma dei traffici illeciti. Le indagini portano alla Siria di Assad

Stanlio e Ollio alla stazione Termini: periodo compreso tra il 1950 e il 1952 (cortesia da Giuseppe Cassetti)Armi, droga, migranti: nel Mediterraneo le navi fantasma dei traffici illeciti. Le indagini portano alla Siria di Assad
Non sono le solite carrette del mare. La Direzione centrale dei servizi antidroga ha individuato una rete di cargo, armatori e società estere i cui nomi continuano a ripetersi in ogni tipo di trasporto illecito. L'inchiesta di Correct!v, in versione italiana esclusiva per ilfattoquotidiano​.it, ne segue le tracce. Che portano a società offshore, armatori, Security Manager e a un agente marittimo del Pireo. E al porto siriano di Tartus. Dove opera una sorta di "cooperativa" di cinque famiglie vicine al regime

di 

Era l’inizio dell’autunno 2014 quando la prima nave cargo carica di rifugiati siriani, la Ezadeen, enne intercettata dalla Guardia Costiera al largo di Crotone. I motori erano in panne, il mare in tempesta. È servito un elicottero militare per calare i soccorritori e fermare la nave bloccata in rotta di collisione con la costa.
Si trattava di una sfida nuova: non più barconi a rischio capovolgimento, ma vere e proprie navi, grosse pance di ferro e ruggine pronte a schiantarsi sugli scogli italiani. Navi fantasma, che a differenza delle solite carrette fanno capo a società e ad armatori ben identificati, anche se difficilmente afferrabili. A bordo sempre centinaia e centinaia di persone, infreddolite, spaventate. Si erano imbarcati di notte al largo di Mersin, nel sud-​​est della Turchia.
Da quel giorno ne sono arrivate decine, navi a perdere piene di migranti che solcano il Mediterraneo come balene impazzite, alla ricerca di una spiaggia dove morire. Una dopo l’altra, alle volte in contemporanea. A bordo, i rifugiati siriani hanno pagato fino a ottomila euro a testa per questo viaggio, garantendo profitti di milioni di euro per gli organizzatori della tratta, a fronte di un valore della nave di 200-​​300 mila euro. Su una di queste navi cargo, la Ezadeen, hanno viaggiato anche Amr e Rania, un imprenditore siriano in fuga dalla guerra e sua moglie, che il due gennaio scorso sono sbarcati a Corigliano Calabro.
È dal loro racconto che noi del centro di giornalismo d’inchiesta tedesco Correctiv siamo partiti. A chi apparteneva l’Ezadeen? Chi ha intascato i soldi del loro biglietto? E visto che le navi non viaggiano mai vuote, che cos’altro ha trasportato quella nave, prima di caricare il dolore e la speranza di così tante persone? Amr e Rania non vogliono darci dettagli: li abbiamo rintracciati nel sud della Germania e ci hanno raccontano la loro storia, ma quando chiediamo se se conoscono il proprietario della nave, Amr annuisce, ma non fa nomi. “Ci hanno aiutati, non voglio guai”.
Per scoprire chi si cela dietro alle “navi fantasma” il primo passo è parlare con Frontex. Non è semplice ottenere risposte dalla missione Europea, ma per fortuna in Germania è possibile appellarsi ad un “Foia” (Freedom Of Information Act), una richiesta di accesso agli atti che in Italia non è prevista dalla legge. Frontex ci consegna una lunga lista di “navi fantasma”. Molti dettagli considerati d’intelligence sono coperti da una riga nera. Ma accanto ad ogni nave viene lasciato l’Imo, ovvero la targa di una nave, punto di partenza per tracciare qualsiasi imbarcazione e le aziende ad esse connesse.
Ogni nave di questo tipo ha almeno tre aziende che la rappresentano: l’armatore o commercial manager, ilproprietario e il gestore della sicurezza a bordo(International Safety Manager). A essere responsabili del carico, solitamente, sono soltanto l’armatore e il gestore della sicurezza. Ma nel caso delle “navi fantasma” dei migranti è ovvio che anche il proprietario, che perde la nave, sa bene di che ‘carico’ si tratta.
http://​www​.ilfattoquotidiano​.it/​2​0​1​5​/​1​2​/​3​1​/​a​r​m​i​-​d​r​o​g​a​-​m​i​g​r​a​n​t​i​-​n​e​l​-​m​e​d​i​t​e​r​r​a​n​e​o​-​l​e​-​n​a​v​i​-​f​a​n​t​a​s​m​a​-​d​e​i​-​t​r​a​f​f​i​c​i​-​i​l​l​e​c​i​t​i​-​l​e​-​i​n​d​a​g​i​n​i​-​p​o​r​t​a​n​o​-​a​l​l​a​-​s​i​r​i​a​-​d​i​-​a​s​s​a​d​/​2​3​2​9​4​38/
Share /​ Condividi:

Agente del Sisde racconta cosa succederà in Italia

Agente del Sisde racconta cosa succederà in Italia

Un Agente del Sisde racconta quello che accadrà presto in Italia.
In questo video un Agente del Sisde racconta i retroscena di una preparazione di dittatura che esiste ormai da circa 20 anni in Italia, dalla creazione della seconda repubblica, ma che probabilmente è in atto a livello mondiale da parecchi anni.
Parecchi uomini, singolarmente avevano scoperto i piani dittatoriali di una classe altolocata, che detiene il patrimonio dell’umanità, possiamo chiamarli MassoniIlluminati, facenti parte del Gruppo Bilderberg, ma la sostanza non cambia, e che sono stati uccisi , e quello che questi uomini di “affari” vogliono, è creare dapprima il Caos, poi trovare le soluzioni, e successivamente in maniera graduale e sostanziale introdurre leggi ad personam per annullare definitivamente la libertà di scelta delle persone stesse.
Come l’agente del sisde racconta, questi potenti della terra , si sono riuniti insieme per creare un impero globale, e utilizzare il genere umano solo ed esclusivamente a loro piacimento, mantenendo il controllo e sfruttando al massimo le risorse della terra.
Nel video l’agente del sisde racconta (anonimo) e descrive quello che in Italia si sta facendo piano piano e ormai da parecchi anni:
La prima cosa è stata prendere il controllo dei sindacati, pagati bene per nascondere ai lavoratori i veri problemi legati al lavoro. Non ti sembra strano che un presidente sindacale percepisca uno stipendio milionario e sia li per tutelare i salari miseri di un lavoratore? E’ come se al ministero dell’ambiente mettessero un petroliere.
agente del sisde raccontaSecondo punto da attuare è stata l’eliminazione dell’articolo 18, in questo modo , le grosse multinazionali, che piano piano stanno prendendo il controllo anche degli stati, visto che ormai il controllo dell’economia è stato preso, possono decidere di lincenziare una persona immediatamente anche solo se questa deciderà di scioperare per le sue condizioni di sfruttamento, con l’eliminazione dell’articolo 18 le persone ci penseranno 1000 volte prima di scioperare e perdere il posto di lavoro. Così facendo si annullerà del tutto il diritto di sciopero, e le aziende avranno il controllo totale della vita di un essere umano, potendo decidere orario di lavoro , guadagni e soprattutto tenore di vita della gente.
Terzo punto è quello di far passare il titolo di studio come superfluo, è già da tempo che molte persone nel proprio curriculum decidono di non mettere un titolo di studio o una laurea, perchè spesso le aziende rispondono con un secco “no” per un profilo troppo alto per l’impego. Tutto questo parte già dagli anni settanta, quando gli univeristari rappresentavano davvero uno scoglio insormontabile per i potenti, la troppa cultura danneggia i piani di queste canaglie.
agente del sisde raccontaQuarto punto , come l’agente del sisde racconta è quello di far diventare il superfluo alla portata di tutti e il necessario fuori portata della maggior parte della gente, ti sembra normale che una bottiglia d’acqua costi 2 euro e una coca cola 1 euro? Oppure che un biglietto aereo per Londra oggi lo puoi pagare 20 euro e un kilo di pane anche 5 euro? Il superfluo sta diventando la merce di scambio perchè la gente possa accettare anche di lavorare la domenica e durante le feste.
Quello che potrebbe capitare all’Italia è qualcosa di drammatico, che sta già accadendo, serve solo capire quando , il come lo si è già capito , ma ti consiglio di condividere e guardare attentamente il video , prima che lo facciano sparire da Youtube, perchè l’agente del sisde racconta esattamente come poter evitare tutto questo.

Agente del Sisde Racconta una verità scomoda!

http://​ilcomplotto​.altervista​.org/​a​g​e​n​t​e​-​d​e​l​-​s​i​s​d​e​-​r​a​c​c​o​n​t​a​-​c​o​s​a​-​s​u​c​c​e​d​e​r​a​-​i​n​-​i​t​a​l​ia/
Share /​ Condividi:

Voti, trapani per tv e biglietti aerei: la superpoliziotta privata di Bobo Maroni

Voti, trapani per tv e biglietti aerei: la superpoliziotta privata di Bobo Maroni

Voti, trapani per tv e biglietti aerei: la superpoliziotta privata di Bobo Maroni

I SEGRETI DEL POTERE/​7 Prima delle regionali del 2013, Maria J. Falcicchia, dirigente di punta della mobile, fu intercettata mentre fa campagna elettorale per il futuro governatore e mette a disposizione della portavoce del leader leghista, Isabella Votino, un agente per i lavoretti a casa

di 

Continua la galleria dei personaggi che emergono dalle telefonate dei leghisti intercettati. Abbiamo già svelato i retroscena dell’accordo Lega-​​Pdl con le minacce di Berlusconi a Maroni di usare la clava mediatica contro il Carroccio, l’impegno leghista per aiutare l’imprenditore Salini che mirava alle penali per la mancata costruzione del Ponte sullo Stretto, le chiamate diMalagò che cercava il voto di un leghista per la presidenza delConi. L’indagine Breakfast della Procura di Reggio Calabriacontiene intercettazioni della Dia effettuate sotto il coordinamento del pm Giuseppe Lombardo e del procuratore Federico Cafiero De Raho. L’indagine va avanti in gran segreto dal 2012. Probabilmente le intercettazioni non porteranno a nulla. Ma a prescindere dalla rilevanza penale, devono essere pubblicate perché svelano fatti di rilievo pubblico dietro le quinte del potere.

Quanto tempo è passato dall’ottobre del 1996. Allora Bobo Maroniresisteva alla Polizia e mordeva ai polpacci gli agenti che osavano perquisire il suo ufficio in via Bellerio. Oggi una importante dirigente dellaPolizia vola con i puntiMillemiglia di Maroni. Non solo: chiede ai colleghi di votare per lui e mette a disposizione della sua portavoce un agente per i lavoretti a casa. La dirigente della Polizia si chiama Maria José Falcicchia: prima donna a dirigere una squadra anticrimine e papabile prima ‘capa’ di una squadra mobile.
Il 22 dicembre 2012, in piena campagna elettorale, parla con la sua amica Isabella Votino,  portavoce di Roberto Maroni, candidato alla guida della Regione e le racconta che ha fatto una riunione con i suoi colleghi dicendo che devono votare Maroni. Il 5 marzo 2013, chiede alla Votino di poter ritirare un televisore che si trova a casa sua. Invece di pagare un facchino, le due donne sfruttano AngeloS., un agente che dipende dalla dottoressa Falcicchia. Dovrebbe passare il tempo a cacciare i delinquenti, ma nella primavera del 2013 invece della pistola impugna il trapano e monta un televisore su richiesta del suo dirigente. Il 25 luglio Votino richiama la Falcicchia: è arrivato un documento per la madre in portineria. A casa sua quando non c’è nessuno è la Polizia a intervenire: Maria José le dice che manderà il solito Angelo. Il 28 giugno 2013 Votino chiama Maroni: “Lo sai che Maria José è stata promossa? Sì, questa notte ha dormito da me e, questa mattina presto, le hanno dato la buona notizia, (…) le ho detto ‘se me lo dicevi prima glielo facevamo sapere ad Angelino’ (Alfano, ndr) però comunque tanto ormai era arrivata… perché già l’anno scorso in realtà con Antonio (Manganelli, ndr), non riuscimmo…”.

Isa e Maria José sono legate al cerchio magico del segretario della Lega. Un mese dopo, entrambe trascorrono un weekend inCalabria ospiti dell’avvocato di Maroni e della Lega, Domenico Aiello. Il biglietto aereo (escluse le tasse) è pagato con le miglia accumulate da Maroni, frequent flyer anche grazie ai viaggi a spese del contribuente. È un meccanismo criticato ma lecito. InGermania, invece, i parlamentari devono restituire i premi delle compagnie aeree al Bundestag che li usa per ragioni istituzionali. Nel 2002 il politico di sinistra Gregor Gysi fu costretto a dimettersi per aver tenuto i premi per sé. In Italia tutti usano i biglietti premio per viaggi privati senza pensarci su tanto. In questo caso la stranezza è che a beneficiare del benefit di Maroni è una poliziotta.
Il 23 luglio 2013, dopo aver fatto prenotare un biglietto a nome Falcicchia con le miglia di Maroni, Votino è in imbarazzo perché potrebbe venire anche la sua amica Paola Patti. L’imbarazzo non discende dal fatto che il padre,Carmelo Patti, ex patron della Valtur originario di Castelvetrano, è sospettato di legami con il boss Matteo Messina Denaro e per questo i magistrati vorrebbero sequestrare il patrimonio. Il problema sono le miglia di Maroni che sono finite.
Votino: Anche perché per venire giù, non sto scherzando… non credo che con le miglia ci siano più posti… sai quanto costa il volo? Andata e ritorno, 500 e rotti euro!
Falcicchia: Come andare a New York.
V: È scandaloso, non c’è più neanche la tariffa…
F: Ma questo anche per me, Isa? Devo pagare 500 euro?
V: No, io per te ho già fatto con le miglia… ho fatto 40.000 miglia più 80 euro-​​90 euro… noi ce la siamo cavata con le miglia ma adesso non ce ne saranno anche più
Paola Patti poi non andrà. I biglietti per Votino e Falcicchia sul volo AZ7105, da Linate a Lamezia del 26 luglio 2013 e del ritorno, il 29 luglio, sono invece comprati con i punti della tessera mille miglia intestata a Maroni. Solo le tasse per un importo di 89 euro sono pagate da Votino. Un anno prima di essere ospite di Aiello, Falcicchia, nella sua veste di capo della sezione anti criminalità organizzata, l’8 agosto 2012 ha ricevuto in copia le carte delle intercettazioni di Bruno Mafrici, un sedicente avvocato che – secondo gli inquirenti – potrebbe essere legato alla ‘ndranghetareggina. In quel mazzo di intercettazioni ci sono anche i colloqui di Mafrici con l’avvocato Aiello (non indagato) ma forse lei non lo sa e villeggia serenamente a casa sua con la Votino. Quando sono in Calabria insieme, Isabella riceve una chiamata da Maroni che vuole domandare a Maria José un parere sul nuovo Questore di Varese.
Maroni: Volevo solo chiedere un parere alla José perché mi è stato consigliato da un po’ di persone Francesco Messina, che era capo della Mobile di Milano.
Votino: Tu lo conosci Ciccio Messina? Aspetta che te la passo…
Falcicchia: Ehi, Bobo, ciao, buongiorno!
M: Ciao, buongiorno.
F: Guarda, lui è stato il mio dirigente nella Mobile, è uno un po’ col culto di se stesso… e tanto che aveva esagerato, che andava sempre in televisione così, eh, che alla fine, un po’ la Procura e un po’ anche il Capo, all’epoca, non lo hanno voluto… lo mandarono via da noi! Ma non è uno stupido… è un ipertelevisivo, diciamo.
M: Eh, si! È un incontinente come Calderoli, insomma!
Anche il Questore di Milano Luigi Savina il 28 dicembre chiama Votino e le dice che lei può permettersi di chiedergli tutto perché è amica della Falcicchia e per lui, “è come se fosse una sorella”. Isa pronta chiede un aiuto per un suo amico, che dovrebbe recarsi con lei a New York, al quale hanno rubato il passaporto. Savina le dice che, lunedì, deve farlo presentare a Milano in piazza Cordusio e gli farà avere il passaporto.
Il 28 marzo 2013, Falcicchia partecipa a una cena a casa di Aiello con Paola Patti, il capo segreteria di Maroni Giacomo Ciriello, e poi Maroni e Votino. Il 28 giugno 2013 sia Aiello sia Isabella fanno gli auguri a Maria Josè per la promozione a Dirigente e tra loro commentano. Aiello: “Una buona notizia”. Votino dice che sarà il prossimo capo della Mobile di Milano: “La prima donna in Italia… questo è l’obiettivo… vediamo… intanto è stata promossa”. Aiello dice a Isabella che deve parlare con Maroni perché lui vuole organizzare a luglio una cena per sei persone selezionate: Aiello e moglie; Maroni e Isabella; Paola (Patti), Besozzi, Gibelli (Andrea allora segretario generale del presidente Maroni, ora presidente Fnm, ndr) con la ragazza e Giacomo (Ciriello, ndr). La cena a casa Aiello poi ci sarà il 24 luglio 2013 con Maroni, Ciriello, Votino e ovviamente Maria José Falcicchia.
Da il Fatto Quotidiano di martedì 29 dicembre 2015
http://​www​.ilfattoquotidiano​.it/​2​0​1​5​/​1​2​/​3​0​/​v​o​t​i​-​t​r​a​p​a​n​i​-​p​e​r​-​t​v​-​e​-​b​i​g​l​i​e​t​t​i​-​a​e​r​e​i​-​l​a​-​s​u​p​e​r​p​o​l​i​z​i​o​t​t​a​-​p​r​i​v​a​t​a​-​d​i​-​b​o​b​o​-​m​a​r​o​n​i​/​2​3​3​9​5​93/
Share /​ Condividi:

Una sentenza storica! Il tragitto per arrivare in ufficio rientra nell’orario di lavoro e quindi va retribuito. Ma solo ad una condizione

Un importante sentenza della Corte di Giustizia Europa chiarisce che gli spostamenti (il tragitto casa-​​lavoro) rientrano nell’orario di lavoro e sono da retribuire in busta paga. Il caso riguarda i lavoratori che non hanno un luogo di lavoro fisso e sono impegnati in spostamenti quotidiani decisi dal datore di lavoro. Vediamo nel dettaglio.

Arriva una importante pronuncia della Corte di Giustizia europea in materia di orario di lavoro: “Il tempo di spostamento deve essere considerato come orario di lavoro”. Più precisamente, i lavoratori che non hanno un luogo di lavoro fisso e abituale hanno diritto a vedersi riconosciuto come orario di lavoro retribuito gli “spostamenti quotidiani dal proprio domicilio ai luoghi in cui si trovano il primo e l’ultimo cliente indicati dal datore di lavoro”.

La sentenza ha un impatto importante sulla determinazione dell’orario di lavoro (e relativi limiti e riposi spettanti) e della retribuzione spettante ai lavoratori che abitualmente svolgono lavori e mansioni per le quali l’utilizzo dell’automobile (aziendale e non) è d’obbligo, come ad esempio i dipendenti addetti alle vendite ed ai rapporti con la clientela. La sentenza chiarisce in quali casi va retribuito il tragitto casa-​​lavoro.

Secondo la Corte, nel caso in questione, quello dei lavoratori che lavorano svolgendo una mansione per la quale sono abitualmente impegnati in spostamenti quotidiani, essendo i lavoratori sostanzialmente “a disposizione del datore di lavoro”, di fatto mettono le proprie energie lavorative a disposizione di quest’ultimo anche nei trasferimenti casa-​​lavoro, o per meglio dire, nei trasferimenti dalla propria abitazione al primo cliente (ad inizio giornata lavorativa) e dall’ultimo cliente al proprio domicilio (a fine giornata lavorativa).

Sono orario di lavoro gli spostamenti, chiarisce la Corte, solo nel caso in cui i clienti da raggiungere sono indicati dal datore di lavoro giorno per giorno. E pertanto in questo caso il datore di lavoro sottopone il lavoratore al proprio potere direttivo e di controllo.

Vediamo nel dettaglio il contenuto della Sentenza UE e le motivazioni.
Il caso

La Sentenza della Corte UE è intervenuta in un ricorso di una società spagnola, che vende impianti antifurto e antincendio. Questa società ha chiuso tutti i suoi uffici regionali ed ha affidato la propria rete di vendita a propri dipendenti che operano su tutto il territorio spagnolo, dotati di automobile societaria e di cellulari aziendali. La società spagnola per ogni proprio operatore di vendita fissava tutti gli interventi di giornata e quindi determinava, con il proprio potere direttivo, tutti gli spostamenti quotidiani che ogni operatore doveva fare dal proprio domicilio al primo cliente. Ed anche a fine giornata, di conseguenza, dall’ultimo cliente all’abitazione del proprio dipendente.
La sentenza

La Corte di Giustizia Europea ha stabilito nella propria sentenza che gli spostamenti sono da considerarsi orario di lavoro. E quindi i dipendenti vanno pagati anche per il tempo impiegato per recarsi da casa al luogo di incontro con i propri clienti. Vediamo perché.

La Corte richiama la nozione di orario di lavoro: L’art.

in una situazione nella quale è obbligato giuridicamente ad eseguire le istruzioni del proprio datore di lavoro e ad esercitare la propria attività per il medesimo”.

Di contro: “dalla giurisprudenza della Corte emerge che la possibilità per i lavoratori di gestire il loro tempo in modo libero e di dedicarsi ai loro interessi è un elemento che denota che il periodo di tempo in questione non costituisce orario di lavoro ai sensi della direttiva 2003/​88”.

Quindi la questione è: gli spostamenti sono un obbligo del lavoratore da retribuire oppure quest’ultimi conservano una possibilità di gestire il proprio tempo libero?

Nel caso specifico, come detto, la società fissava l’elenco e l’ordine dei clienti, che devono essere seguiti dai lavoratori di cui al procedimento principale, nonché l’orario degli appuntamenti presso i suoi clienti.

Quindi secondo la Corte di Giustizia “detti lavoratori non hanno la possibilità di disporre liberamente del loro tempo e di dedicarsi ai loro interessi, e pertanto essi sono a disposizione dei loro datori di lavoro”.

Quindi “se un lavoratore che non ha più un luogo di lavoro fisso esercita le sue funzioni durante lo spostamento che effettua verso un cliente od in provenienza da questo, tale lavoratore deve essere considerato come al lavoro anche durante tale tragitto”. E questo perché “gli spostamenti sono intrinseci alla qualità di lavoratore che non ha un luogo di lavoro fisso od abituale”.

E tale constatazione “non può essere inficiata dalla circostanza che i lavoratori, in una situazione come quella di cui trattasi nel procedimento principale, comincino e terminino tali tragitti presso il loro domicilio”. Quindi pur se partono da casa, sempre orario di lavoro è da considerarsi.

I lavoratori infatti “hanno perso la possibilità di determinare liberamente la distanza che separa il loro domicilio dal luogo abituale di inizio e di fine della loro giornata lavorativa”. E tale situazione è contrario “all’obiettivo di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, perseguito dalla direttiva 2003/​88, nel quale rientra la necessità di garantire ai lavoratori un periodo minimo di riposo”.

La Corte conclude: “qualora alcuni lavoratori che si trovano in circostanze come quelle di cui al procedimento principale utilizzino un veicolo di servizio per recarsi, durante la giornata lavorativa, dal loro domicilio presso un cliente indicato dal loro datore di lavoro o per tornare al loro domicilio dal luogo in cui si trova tale cliente e per recarsi dal luogo in cui si trova un cliente ad un altro, tali lavoratori devono, durante tali spostamenti, essere considerati «al lavoro», ai sensi dell’articolo 2, punto 1, della medesima direttiva”. Quindi come orario di lavoro effettivo.

Il tempo di spostamento deve essere considerato come orario di lavoro
Corte di Giustizia UE

Il dispositivo finale della Sentenza: “L’articolo 2, punto 1, della direttiva 2003/​88/​CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, deve essere interpretato nel senso che, in circostanze come quelle che caratterizzano il procedimento principale, nelle quali i lavoratori non hanno un luogo di lavoro fisso o abituale, costituisce «orario di lavoro», ai sensi di tale disposizione, il tempo di spostamento che tali lavoratori impiegano per gli spostamenti quotidiani tra il loro domicilio ed i luoghi in cui si trovano il primo e l’ultimo cliente indicati dal loro datore di lavoro”.

L’azienda in questione pertanto ha ridotto il tempo di riposo dei lavoratori e quindi lo spostamento domicilio-​​cliente è da considerarsi funzionale all’esecuzione dell’attività lavorativa del dipendente. E quindi è da considerarsi orario di lavoro. Ed è soprattutto da retribuire in busta paga.

28 dicembre 2015

fonte FanPage

http://​www​.sostenitori​.info/​u​n​a​-​s​e​n​t​e​n​z​a​-​s​t​o​r​i​c​a​-​i​l​-​t​r​a​g​i​t​t​o​-​p​e​r​-​a​r​r​i​v​a​r​e​-​i​n​-​u​f​f​i​c​i​o​-​r​i​e​n​t​r​a​-​n​e​l​l​o​r​a​r​i​o​-​d​i​-​l​a​v​o​r​o​-​e​-​q​u​i​n​d​i​-​v​a​-​r​e​t​r​i​b​u​i​t​o​-​m​a​-​s​o​l​o​-​a​d​-​u​n​a​-​c​o​n​d​i​z​i​o​n​e​-4/#

Share /​ Condividi: