Povertà, le famiglie non si arrendono ma la disoccupazione è prima causa disagio

Povertà, le famiglie non si arrendono ma la disoccupazione è prima causa disagio

Ricerca L'Albero della Vita sui bisogni di chi è in difficoltà

POVERTA': 14% SENZA PASTI ADEGUATI, +130% IN 5 ANNI 

(di Angela Abbrescia)
  
Famiglie che non si arrendono alla povertà e continuano a combattere per dare una vita migliore ai propri figli: è quanto emerge dalle interviste realizzate in 7 città italiane per approfondire la condizione di 277 nuclei familiari, raccogliendo direttamente le loro esperienze, le loro difficoltà e le loro richieste. E, partendo dall’ascolto, capire in che modo chi è povero affronta i problemi, non solo con gli aiuti che riceve ma anche con le proprie capacità e risorse e, soprattutto, quanto sia disposto ad aiutarsi e aiutare altre persone che vivono la stessa condizione.
È questo il focus della ricerca promossa da L’Albero della Vita, organizzazione italiana che da 18 anni è impegnata a difendere e promuovere i diritti, il benessere e lo sviluppo dei minori in condizioni di disagio e marginalità sociale, e realizzata dalla Fondazione Emanuela Zancan, centro di studio e ricerca che opera nell'ambito delle politiche sociali, sanitarie, educative, dei sistemi di welfare e dei servizi alla persona.
E' il lavoro, e in particolare la disoccupazione, la prima causa di disagio tra le famiglie in Italia emerge dalla ricerca sui bisogni delle famiglie in lotta contro la povertà .
    Dall'indagine, svolta attraverso interviste a Milano, Torino, Firenze, Roma, Bari, Napoli e Palermo, emerge che quasi 9 famiglie su 10 hanno problemi di lavoro, 7 su 10 di disoccupazione. Dopo il lavoro la preoccupazione maggiore riguarda la casa, seguita dalla salute. Oltre una su cinque delle famiglie intervistate presenta problemi con la giustizia, una su sei esprime difficoltà legate al livello di istruzione.
    La maggioranza degli intervistati ha un'età compresa tra i 30 e i 50 anni e l'85% è di genere femminile; il 78% ha la cittadinanza italiana e il 22% è straniera. La ricerca ha fotografato anche diverse tipologie di aiuto ricevute dalle singole famiglie: sul totale di quelle intervistate, quasi tre quarti ricevono, o hanno ricevuto recentemente, contributi economici (diretti o in forma di compartecipazione per spese sanitarie, abitazione ecc.) e oltre 6 su 10 beni materiali di prima necessità. Meno frequente è, mediamente, l'aiuto ricevuto sotto forma di servizi.
La percezione della gravità degli aiuti non ricevuti fa emergere un dato interessante: su una scala da 1 a 3, la mancanza più grave (2.9) risulta quella relativa ai servizi di assistenza sociosanitaria e abitativa; seguono la mancanza di contributi economici (2.7) e di servizi di accoglienza ludico ricreativa, di orientamento e sostegno (2.5) e di sostegno socio educativo (2.3), mentre meno rilevante risulta la carenza di beni materiali di prima necessità (2.2).
    I genitori, infine, hanno trasmesso una consapevolezza importante: chi ha figli ha voglia di lottare e sviluppa inaspettate capacità. "Io non mi arrendo" è il messaggio chiave trasmesso da queste famiglie, e rappresenta - sottolineano i curatori della ricerca - il punto di partenza per attuare delle azioni concrete di lotta alla povertà.

 (ANSA)

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Bimbo inglese morto, a breve l'autopsia

Bimbo inglese morto, a breve l'autopsia

Indagati titolare ristorante, responsabile sala e chef

 

 NAPOLI, 31 OTT - Sarà disposta all'inizio della prossima settimana l'autopsia sul corpo del piccolo C.W., di sette anni, il bambino di nazionalità britannica deceduto ieri dopo avere mangiato con i genitori in un ristorante della Costiera Amalfitana. La Procura della Repubblica di Salerno ha notificato ieri a tre persone (il titolare del ristorante, il responsabile di sala e lo chef, iscritte quale atto dovuto nel registro degli indagati) un avviso di garanzia ipotizzando il reato di omicidio colposo.

(ANSA)

 

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Cadavere trovato in un pozzo in Irpinia

Cadavere trovato in un pozzo in Irpinia

Dopo svuotamento da parte Vigili del Fuoco

Cadavere trovato in un pozzo in Irpinia

 NAPOLI, 31 OTT - Il cadavere di un uomo è stato trovato in un pozzo svuotato dai Vigili del fuoco a Bonito (Avellino), in località Cinquegrane.
    Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Ariano Irpino (Avellino) che hanno avviato indagini per l'identificare il cadavere e stabilire le cause del decesso.

(ANSA)

 

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Cade ponteggio, due operai morti nel Casertano

Cade ponteggio, due operai morti nel Casertano

Stavano lavorando alla ristrutturazione di una chiesa

 

Si chiamavano Antonio Atzeri, 56 anni di Casoria (Napoli) e Tammaro Albino, 48,di Gioia Sannitica (Caserta), i due operai morti a Piedimonte Matese nel crollo dei ponteggi che stavano installando davanti alla chiesa di San Marcellino.
I due erano arrivati ad un'altezza di 8-​​10 metri quando la struttura ha ceduto, travolgendoli. Uno dei due operai è finito sotto i tubi di ferro, l'altro si è schiantato su un'auto parcheggiata. Sul posto c'era anche un terzo operaio che ha riportato solo ferite lievi. I tre operai lavoravano per una ditta di San Potito, l' "Alma Service", che sta effettuando lavori di ristrutturazione della facciata della chiesa di S. Maria Maggiore, basilica pontificia, dedicata al patrono di Piedimonte Matese, San Marcellino. Durante l' installazione dei ponteggi soffiava un vento molto forte. Sul posto stanno eseguendo i rilievi i carabinieri di Piedimonte Matese guidati dal capitano Giovanni Falso, che hanno trovato alcuni strumenti protettivi, come caschi e imbracature. I militari stanno accertando se gli operai li indossassero e se i due fossero regolarmente assunti dall' impresa.

(ANSA)

 

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Omicidio in strada nel Milanese, arrestato vigile urbano

Omicidio in strada nel Milanese, arrestato vigile urbano

Uomo raggiunto da diversi colpi di pistola, indagano carabinieri

 

Un agente della polizia locale è stato arrestato dai carabinieri del nucleo operativo di Monza, con l'accusa di aver ucciso il litografo di 53 anni, ammazzato ieri era a Bussero. Si tratta di Salvatore Empoli, 44 anni. Testimoni lo hanno visto litigare poco prima fuori da un bar, davanti al quale era stata notata anche la vittima.
Vittima era un litografo incensurato
 Era un litografo incensurato Gianfranco Ambrosini, l'uomo di 53 anni ucciso ieri sera a Bussero, nel Milanese. Sul posto sono stati trovati sei bossoli calibro 7x65 ma non è ancora chiaro quanti lo abbiano raggiunto. Dai primi accertamenti dei carabinieri di Cassano D'Adda la modalità sembra quella dell'esecuzione. Il 53enne è stato avvicinato mentre era a bordo della proprio Volkswagen Golf in viale Europa e poi è stato finito pochi metri più avanti dopo aver tentato una fuga. Gianfranco A. era incensurato, in passato non era mai stato segnalato alle forze dell'ordine. Era separato e con un figlio. Da qualche tempo era disoccupato. I militari stanno controllando alcune voci che riferiscono di uso di droga da parte della vittima ma non ci sono ancora conferme. E' comunque un punto di partenza per cercare di capire il movente dell'omicidio e il contesto.

(ANSA)

 

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Ena Kadic, morta l'ex miss caduta mentre faceva jogging in montagna

Ena Kadic, morta l'ex miss caduta mentre faceva jogging in montagna

Ena Kadic non ce l'ha fatta: la ragazza eletta miss Austria nel 2013 è morta.

Le ventiseienne era stata ricoverata in una clinica di Innsbruk in seguito a una caduta mentre faceva jogging in montagna, nel Tirolo.








Ena Kadic, modella austriaca 

http://​www​.ilmessaggero​.it/​P​R​I​M​O​P​I​A​N​O​/​E​S​T​E​R​I​/​e​n​a​_​k​a​d​i​c​_​m​o​r​t​a​_​m​i​s​s​_​j​o​g​g​i​n​g​_​m​o​n​t​a​g​n​a​_​f​o​t​o​/​n​o​t​i​z​i​e​/​1​6​3​1​5​1​8​.​s​h​tml 

“Amico e Collega da tutti stimato, è stato Socio Fondatore di Assirm, Presidente, Consigliere e membro del Comitato Disciplinare e ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo e all’affermazione in Italia delle ricerche sociali e di mercato. Sarà ricordato come un innovatore e un punto di riferimento per la grande passione, la creatività, il rigore metodologico, la profondità delle sue analisi e l’integrità che lo hanno contraddistinto e che ha saputo trasmettere con generosità, rappresentando un riferimento indiscusso per intere generazioni di ricercatori.” – Umberto Ripamonti, Presidente Assirm – Agosto 2015

Siamo lieti di riprendere il testo "Ricordo di Gabriele Calvi", a cura di A. Claudio Bosio, scritto per la rivista Micro&Macro Marketing:
Nel mese di agosto Gabriele Calvi ci ha lasciato. Figura tra le più eminenti della psicologia sociale italiana, nonché co-​​fondatore e brillante animatore di Micro & Macro Marketing fin dai suoi inizi, Calvi ha legato in modo significativo e duraturo il suo nome agli sviluppi della ricerca sociale e di marketing nel nostro Paese diventandone un riferimento pivotale per molte generazioni di ricercatori. Ad essa dedica fin dagli anni ’60 le sue energie di universitario e di professionista, di ricercatore e di imprenditore arrivando a trovare fra queste dimensioni un punto di fusione con la creazione di Eurisko (1972), istituto di ricerca che guida in modo assiduo (proverbiali i suoi “fuori orario” nei fine settimana) fino al 2003, anno in cui dismette l’attività professionale. Con l’aiuto di un coeso gruppo di collaboratori-​​amici (Marisa Cardani, Gabriella Calvi Parisetti, Paolo Anselmi, Francesco Castiglioni, Remo Lucchi, Giuseppe Minoia, chi scrive) in pochi anni Eurisko si delinea come un’autentica nave-​​scuola ed acquisisce un indiscusso prestigio, accreditando presso le aziende e nell’opinione pubblica il valore della ricerca sociale e di marketing. Il successo “quantitativo” dell’Istituto è solo la conseguenza di questo processo; un dato potrà dare il senso del percorso fatto: dalle poche unità degli esordi – una mano bastava a contarli – Eurisko aumenta progressivamente il numero dei suoi ricercatori a diverse centinaia (circa trecento al momento in cui confluisce nel 2003 in un gruppo internazionale NOP che poi si integrerà a sua volta nella multinazionale GFK).
Lo sviluppo di un simile percorso potrebbe far supporre nel leader fondatore la presenza di una precoce, solida e indefettibile “attrazione fatale” per il marketing e per la sua ricerca; chi ha conosciuto da vicino Gabriele Calvi e ne ha condiviso per decenni il progetto sa che non è così. Chiarire questo punto è decisivo per cogliere il valore dell’impresa ma anche la singolarità di una figura che, forse non ripetibile, può certamente insegnare molto alle nuove generazioni di ricercatori destinati ad iniziare il loro percorso in un contesto di grandi difficoltà.
Calvi da giovane vuole fare il medico (il suo sogno) e si indirizza agli studi di medicina (1943); la guerra lo dirotta su altri obiettivi (è partigiano con le Fiamme Verdi); il dopo-​​guerra gli offre la possibilità di diventare psicologo con Padre Gemelli in Università Cattolica (1953-​​55). In una condizione che oggi definiremo di “liquida incertezza” incrocia alla fine degli anni ’50 due figure: Piero Bassetti (imprenditore e politico) che al rientro dagli USA fonda “Misura” (un istituto di ricerche di mercato vera fucina di talenti) e Leonardo Ancona, direttore dell’Istituto di Psicologia dell’Università Cattolica, di cui diventa assistente.
Si delineano così i due ancoraggi base del percorso professionale e accademico di Calvi; ancoraggi fondativi destinati a restare poco integrati e in tensione fra loro. Il prezzo da pagare è alto sul piano personale: raramente ho visto Gabriele Calvi guardare a ritroso soddisfatto il percorso compiuto; molto più spesso l’ho visto interrogarsi preoccupato sul futuro (la sua propensione per la ricerca scenaristica, del resto, diventerà la nota dominante di una consistente attività di formazione e studio che troverà ampia risonanza negli anni ’90 con i seminari di Sinottica, veri e propri must per il mondo del marketing). Ma, al di là del prezzo personale, i risultati sono notevoli: mettendo a frutto la sua “presbiopia sociale” Calvi sa intercettare e anticipare alcune “visioni” destinate poi a diventare mainstream nella ricerca sociale e di marketing. Alcuni (solo alcuni) esempi:
-          agli inizi degli anni ’60 si dedica allo studio psicologico della creatività (primo italiano a farlo); l’obiettivo è di promuovere il potenziale creativo della persone e di favorirne l’espressione nelle attività sociali, marketing compreso (il nome dato al suo istituto – Eurisko, felice intuizione della moglie Maria – intende raccogliere questo obiettivo programmatico);
-          alla metà degli anni ’70 introduce in Italia le prime ricerche di segmentazione socio-​​culturale basate sugli stili di vita; ne perfeziona il modello di ricerca negli anni successivi e dà vita – con Sinottica – ad uno strumento frame of reference unanimemente riconosciuto come tale da analisti e operatori di marketing;
-          negli anni ’80 applica con forza la ricerca sociale empirica allo studio dei fenomeni politici (la tensione politica resta una sua costante e lo porterà ad una esperienza di parlamentare negli anni ’90 – se ricordo bene – non particolarmente soddisfacente, data la sua notevole tensione etica e la poca predisposizione al compromesso di risulta);
-          della passione per la ricerca di scenario già si è detto; ad essa si deve aggiungere un costante lavoro di aggiornamento sul mutamento socio-​​culturale che trova visibilità principalmente nella pubblicazione di Social Trends (trimestrale di aggiornamento molto frequentato da manager e accademici) nel periodo 1980-​​2003.
Nei primi anni 2000 avverte con insoddisfazione la perdita di impatto della ricerca nell’agire di marketing; alcuni interpretano le sue reazioni come tratto del carattere; la storia - con il fenomeno della globalizzazione (della ricerca e dei mercati) e con il progressivo impoverimento del valore strategico dell’azione di marketing - si incaricherà negli anni successivi di verificare come Gabriele Calvi avesse visto giusto ancora una volta anticipando questioni che oggi ci toccano profondamente e che Micro & Macro Marketing ha proposto più volte all’attenzione dei lettori.
Completo il ricordo di Gabriele Calvi con un’ultima annotazione. Il suo impegno a favore e a supporto delle dimensioni istituzionali e associative del mondo della ricerca sociale e di mercato è stato nei decenni costante e generoso: direttore del Giornale di Marketing (1970-​​75) in seno all’AISM, co-​​fondatore e presidente (1996-​​1997) dell’ASSIRM, co-​​fondatore e animatore di Micro & Macro Marketing, Calvi non si è mai sottratto al compito di spendersi per l’intera comunità dei ricercatori di mercato offrendo un contributo di riflessione culturale mai prevaricante e sempre ascoltato con attenzione.
Mi fermo qui. Ricordando la sobrietà e riluttanza all’enfasi di Gabriele, penso si stia già infastidendo per la lunghezza di queste note.
A noi – oltre ringraziare un compagno di percorso dai molti meriti – il compito di apprendere da una storia di vita veramente singolare e di riattualizzarla oggi: tempi certamente difficili ma forse non più difficili di quelli affrontati con tenacia e fiducia da Gabriele Calvi.
- See more at: http://​www​.assirm​.it/​r​i​c​o​r​d​o​-​d​i​-​g​a​b​r​i​e​l​e​-​c​a​l​v​i​_​n​e​w​s​2​9​5​.​h​t​m​#​s​t​h​a​s​h​.​n​z​W​B​V​u​T​0​.​d​puf
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GABRIELE CALVI

Z
(google)

Amico e Collega da tutti stimato, è stato Socio Fondatore di Assirm, Presidente, Consigliere e membro del Comitato Disciplinare e ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo e all’affermazione in Italia delle ricerche sociali e di mercato. Sarà ricordato come un innovatore e un punto di riferimento per la grande passione, la creatività, il rigore metodologico, la profondità delle sue analisi e l’integrità che lo hanno contraddistinto e che ha saputo trasmettere con generosità, rappresentando un riferimento indiscusso per intere generazioni di ricercatori.” – Umberto Ripamonti, Presidente Assirm – Agosto 2015

Siamo lieti di riprendere il testo "Ricordo di Gabriele Calvi", a cura di A. Claudio Bosio, scritto per la rivista Micro&Macro Marketing:

Nel mese di agosto Gabriele Calvi ci ha lasciato. Figura tra le più eminenti della psicologia sociale italiana, nonché co-​​fondatore e brillante animatore di Micro & Macro Marketing fin dai suoi inizi, Calvi ha legato in modo significativo e duraturo il suo nome agli sviluppi della ricerca sociale e di marketing nel nostro Paese diventandone un riferimento pivotale per molte generazioni di ricercatori. Ad essa dedica fin dagli anni ’60 le sue energie di universitario e di professionista, di ricercatore e di imprenditore arrivando a trovare fra queste dimensioni un punto di fusione con la creazione di Eurisko (1972), istituto di ricerca che guida in modo assiduo (proverbiali i suoi “fuori orario” nei fine settimana) fino al 2003, anno in cui dismette l’attività professionale. Con l’aiuto di un coeso gruppo di collaboratori-​​amici (Marisa Cardani, Gabriella Calvi Parisetti, Paolo Anselmi, Francesco Castiglioni, Remo Lucchi, Giuseppe Minoia, chi scrive) in pochi anni Eurisko si delinea come un’autentica nave-​​scuola ed acquisisce un indiscusso prestigio, accreditando presso le aziende e nell’opinione pubblica il valore della ricerca sociale e di marketing. Il successo “quantitativo” dell’Istituto è solo la conseguenza di questo processo; un dato potrà dare il senso del percorso fatto: dalle poche unità degli esordi – una mano bastava a contarli – Eurisko aumenta progressivamente il numero dei suoi ricercatori a diverse centinaia (circa trecento al momento in cui confluisce nel 2003 in un gruppo internazionale NOP che poi si integrerà a sua volta nella multinazionale GFK).

Lo sviluppo di un simile percorso potrebbe far supporre nel leader fondatore la presenza di una precoce, solida e indefettibile “attrazione fatale” per il marketing e per la sua ricerca; chi ha conosciuto da vicino Gabriele Calvi e ne ha condiviso per decenni il progetto sa che non è così. Chiarire questo punto è decisivo per cogliere il valore dell’impresa ma anche la singolarità di una figura che, forse non ripetibile, può certamente insegnare molto alle nuove generazioni di ricercatori destinati ad iniziare il loro percorso in un contesto di grandi difficoltà.

Calvi da giovane vuole fare il medico (il suo sogno) e si indirizza agli studi di medicina (1943); la guerra lo dirotta su altri obiettivi (è partigiano con le Fiamme Verdi); il dopo-​​guerra gli offre la possibilità di diventare psicologo con Padre Gemelli in Università Cattolica (1953-​​55). In una condizione che oggi definiremo di “liquida incertezza” incrocia alla fine degli anni ’50 due figure: Piero Bassetti (imprenditore e politico) che al rientro dagli USA fonda “Misura” (un istituto di ricerche di mercato vera fucina di talenti) e Leonardo Ancona, direttore dell’Istituto di Psicologia dell’Università Cattolica, di cui diventa assistente.

Si delineano così i due ancoraggi base del percorso professionale e accademico di Calvi; ancoraggi fondativi destinati a restare poco integrati e in tensione fra loro. Il prezzo da pagare è alto sul piano personale: raramente ho visto Gabriele Calvi guardare a ritroso soddisfatto il percorso compiuto; molto più spesso l’ho visto interrogarsi preoccupato sul futuro (la sua propensione per la ricerca scenaristica, del resto, diventerà la nota dominante di una consistente attività di formazione e studio che troverà ampia risonanza negli anni ’90 con i seminari di Sinottica, veri e propri must per il mondo del marketing). Ma, al di là del prezzo personale, i risultati sono notevoli: mettendo a frutto la sua “presbiopia sociale” Calvi sa intercettare e anticipare alcune “visioni” destinate poi a diventare mainstream nella ricerca sociale e di marketing. Alcuni (solo alcuni) esempi:

- agli inizi degli anni ’60 si dedica allo studio psicologico della creatività (primo italiano a farlo); l’obiettivo è di promuovere il potenziale creativo della persone e di favorirne l’espressione nelle attività sociali, marketing compreso (il nome dato al suo istituto – Eurisko, felice intuizione della moglie Maria – intende raccogliere questo obiettivo programmatico);

- alla metà degli anni ’70 introduce in Italia le prime ricerche di segmentazione socio-​​culturale basate sugli stili di vita; ne perfeziona il modello di ricerca negli anni successivi e dà vita – con Sinottica – ad uno strumento frame of reference unanimemente riconosciuto come tale da analisti e operatori di marketing;

- negli anni ’80 applica con forza la ricerca sociale empirica allo studio dei fenomeni politici (la tensione politica resta una sua costante e lo porterà ad una esperienza di parlamentare negli anni ’90 – se ricordo bene – non particolarmente soddisfacente, data la sua notevole tensione etica e la poca predisposizione al compromesso di risulta);

- della passione per la ricerca di scenario già si è detto; ad essa si deve aggiungere un costante lavoro di aggiornamento sul mutamento socio-​​culturale che trova visibilità principalmente nella pubblicazione di Social Trends (trimestrale di aggiornamento molto frequentato da manager e accademici) nel periodo 1980-​​2003.

Nei primi anni 2000 avverte con insoddisfazione la perdita di impatto della ricerca nell’agire di marketing; alcuni interpretano le sue reazioni come tratto del carattere; la storia - con il fenomeno della globalizzazione (della ricerca e dei mercati) e con il progressivo impoverimento del valore strategico dell’azione di marketing - si incaricherà negli anni successivi di verificare come Gabriele Calvi avesse visto giusto ancora una volta anticipando questioni che oggi ci toccano profondamente e che Micro & Macro Marketing ha proposto più volte all’attenzione dei lettori.

Completo il ricordo di Gabriele Calvi con un’ultima annotazione. Il suo impegno a favore e a supporto delle dimensioni istituzionali e associative del mondo della ricerca sociale e di mercato è stato nei decenni costante e generoso: direttore del Giornale di Marketing (1970-​​75) in seno all’AISM, co-​​fondatore e presidente (1996-​​1997) dell’ASSIRM, co-​​fondatore e animatore di Micro & Macro Marketing, Calvi non si è mai sottratto al compito di spendersi per l’intera comunità dei ricercatori di mercato offrendo un contributo di riflessione culturale mai prevaricante e sempre ascoltato con attenzione.

Mi fermo qui. Ricordando la sobrietà e riluttanza all’enfasi di Gabriele, penso si stia già infastidendo per la lunghezza di queste note.

A noi – oltre ringraziare un compagno di percorso dai molti meriti – il compito di apprendere da una storia di vita veramente singolare e di riattualizzarla oggi: tempi certamente difficili ma forse non più difficili di quelli affrontati con tenacia e fiducia da Gabriele Calvi.
- See more at: http://​www​.assirm​.it/​r​i​c​o​r​d​o​-​d​i​-​g​a​b​r​i​e​l​e​-​c​a​l​v​i​_​n​e​w​s​2​9​5​.​h​t​m​#​s​t​h​a​s​h​.​n​z​W​B​V​u​T​0​.​d​puf

http://​www​.assirm​.it/​r​i​c​o​r​d​o​-​d​i​-​g​a​b​r​i​e​l​e​-​c​a​l​v​i​_​n​e​w​s​2​9​5​.​htm

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