2016-08-18 (02:19:16)

GUERRA SANTA DA RIDEREIL BESTIARIO DI LADY JIHAD E DELLA SUA FAMIGLIA — I DUBBI DELLA MAMMA: ”C’E’ LA CORRENTE NELLO STATO ISLAMICO?” — LA SORELLA: ”PARTIAMO SOLO CON LE MUTANDE” — IL BATTIBECCO MADRE-FIGLIA: ”SE NON MI TROVO BENE DOPO ME LA PRENDO CON TE

Maria Giulia Sergio non smette di decantare quanto sia bello vivere nello stato islamico, la sorella manifesta qualche dubbio: “Mamma è preoccupata per la biancheria, come fa? Io dico va beh partiamo solo con le mutande così mettiamo dentro tutte le lenzuola, tutte le cose, non lo so”…

Fab­rizio D’Esposito per il “Fat­to Quo­tid­i­ano”
MARIA GIULIA SERGIO CON LA SORELLA MARIANNAMARIA GIULIA SERGIO CON LA SORELLA MARIANNA
Ci vor­rebbe il Totò d’Arabia per alcu­ni brani irre­sistibili del bes­tiario jihadista del­la famiglia di Torre del Gre­co con­ver­ti­ta all’Isis, i Ser­gio, poi emi­grati in provin­cia di Milano. I quat­tro, padre, madre e due figlie, di cui una già in Siria, l’ormai nota Maria Giu­lia alias Fati­ma, dis­cu­tono a lun­go del­la parte­ci­pazione dell’intero nucleo famil­iare alla guer­ra. Pri­ma di decider­si a par­tire, il padre Ser­gio e la mam­ma Assun­ta man­i­fes­tano però parec­chi dub­bi.
C’è la cor­rente lì?
M. Giu­lia: Mia suo­cera dice vi aspet­ta a brac­cia aperte.
Mar­i­an­na (l’altra figlia): Inshal­lah.
Assunta:Digli però mia mam­ma è pre­oc­cu­pa­ta che vuole por­tar­si tutte le cose che ha di là, come dob­bi­amo fare?
M. Giu­lia: Ma per questo mam­ma non c’è prob­le­ma mam­ma, poi adesso par­lo io con Said (il mar­i­to albanese di Maria Giu­lia, Aldo Kobuzi diven­ta­to un muja­hed, ndr).
MARIA GIULIA SERGIO PAPA E MAMMAMARIA GIULIA SERGIO PAPA E MAMMA
Mar­i­an­na: Carichi­amo­ci pure il mobile del­la sala.
Assun­ta: Pure i mobili mi porterei.
M. Giu­lia: No mam­ma, i mobili no.
Assun­ta: La cor­rente c’è lì?
M. Giu­lia: C’è tut­to.
Mar­i­an­na: C’è anche la lava­trice però a mam­ma la lava­trice gliela dan­no lo stes­so? Per­ché è anziana?
M. Giu­lia: A mam­ma gli dan­no tut­to io scri­vo una let­tera a Dawla Islamia, non pre­oc­cu­par­ti.
Assun­ta: Allo­ra fac­ciamo i bagagli e andi­amocene.
Mar­i­an­na: Per­ché sai che mam­ma deve met­tere sette otto lava­tri­ci al giorno, come sem­pre no?
Il par­adiso
MARIA GIULIA SERGIO JIHAD CALIFFATOMARIA GIULIA SERGIO JIHAD CALIFFATO
Scrive il gip di Milano: Maria Giu­lia non smette di decantare quan­to sia bel­lo vivere nel­lo sta­to islam­i­co, dove a tut­ti viene dis­tribuito cibo in abbon­dan­za, viene garan­ti­ta l’assistenza san­i­taria, il dirit­to allo stu­dio e dove vige una rig­orosa dis­ci­plina nel modo di vestire, così che nes­suno si sen­ta migliore degli altri.
Mutande e biancheria
Mar­i­an­na: Mam­ma è pre­oc­cu­pa­ta per la biancheria, come fa? Io dico va beh par­ti­amo solo con le mutande così met­ti­amo den­tro tutte le lenzuo­la, tutte le cose, non lo so.
M. Giu­lia: Sì così, così sì.
Mar­i­an­na: Par­ti­amo solo con le mutande.
Tieni un autotreno? Il gip pre­cisa che i famil­iari anco­ra in Italia, padre e madre par­lano in napo­le­tano
MARIA GIULIA SERGIO FAMIGLIA 4MARIA GIULIA SERGIO FAMIGLIA 4
Assun­ta: La roba che ho qua, poi là devo fare l’eremita che non ho niente, neanche un asci­uga­mano.
Ser­gio: Scusa come te li por­ti là, pri­ma cosa, tieni un autotreno?
Spir­i­to d’iniziativa
Assun­ta: E se io non mi tro­vo bene là? Io non pos­so fare mar­cia indi­etro.
Mar­i­an­na: Ma che cosa non ti tro­vi bene?
Assun­ta: Che ne so io, qual­si­asi cosa.
Mar­i­an­na: Cosa… non ti piace il man­gia­re, non c’è il caf­fè? Devi avere un po’ di spir­i­to di inizia­ti­va, dai.
Assun­ta: Ehhh di inizia­ti­va voglio vedere voi per­ché lei dice­va mi man­cano le mie es ig en ze quan­do era lì?
M a r i an n a : Sì, per­ché tu hai det­to a mam­ma mi man­cano le mie abi­tu­di­ni ma io ho det­to a mam­ma sicu­ra­mente le tue coc­cole.
Assun­ta: Pure a me mi mancher­an­no le mie abi­tu­di­ni, cosa fac­cio?
Mar­i­an­na: Ma tu hai due figlie lì, lei era lì da sola.
Assun­ta: Non mi sen­to sicu­ra di fare questo viag­gio.
MARIA GIULIA SERGIO 2MARIA GIULIA SERGIO 2
Mar­i­an­na: Comunque, ques­ta è opera di Satana e bas­ta.
Assun­ta: È opera di Satana, non lo so di chi è l’opera.
Mar­i­an­na: Mam­ma, è opera di Satana.
Assun­ta: Però io so che non me la sen­to di fare questo viag­gio.
Ricor­dati che devi morire
Maria Giu­lia: Quan­do ti ho det­to c’è il calif­fo la Hijra (l’emigrazione) è un obbli­go… è obbli­ga­to­rio. Col­oro che non fan­no Hijranel­la (per) la ter­ra del l’Islam pagher­an­no tut­to nel giorno del giudizio con il fuo­co dell’inferno, e con l’ira di Allah l’Altissimo… che Dio mi salvi… che Allah l’Altissimo ci pre­servi da questo des­ti­no infe­lice, spe­ri­amo nel­la preghiera. Non fare come gli ipo­criti. Come quel­li che dicono noi siamo musul­mani ma non han­no l’islam nel cuore… fan­no soltan­to eser­cizio fisi­co… 5 preghiere al giorno e bas­ta, ok? Ricor­dati mam­ma che quan­do sarai mor­ta nes­suno ti aiuterà, nes­suno. Quan­do sarai mor­ta il des­ti­no è già scrit­to, hai capi­to? Nes­suno potrà aiu­tar­ti e non ci sarà per­dono alcuno per col­oro che han­no dis­obbe­d­i­to a Allah l’Altissimo.
MARIA GIULIA SERGIO COL PADREMARIA GIULIA SERGIO COL PADRE
Assun­ta: Io se non mi tro­vo bene dopo con te me la pren­derò per­ché tu mi hai costret­ta a venire.
Pri­ma i deb­iti
M. Giu­lia: Ah! Ascol­ta papà, par­liamo di una cosa seria, pà ascol­ta pà, per­ché tu vai di nuo­vo, cos’hai deciso di andare a lavo­rare.
Ser­gio: Sì.
FAMIGLIA JIHADISTI SERGIO 1FAMIGLIA JIHADISTI SERGIO 1
M. Giu­lia: Ma per­ché? Per­ché?
Ser­gio: Per­ché? Per­ché papà già cinque anni sono sta­to così, quat­tro anni e mez­zo.
M. Giu­lia: Ma cosa devi fare, ma Sub­hana Allah (Lode ad Allah), cosa devi fare a lavo­rare per questi maledet­ti kuf­far (mis­cre­den­ti)?
Assun­ta in sot­to­fon­do: D i gl i che devi togliere i deb­iti che abbi­amo.
Sì, sì, ho capi­to
M. Giu­lia: Noi non pos­si­amo stare in mez­zo ai mis­cre­den­ti maledet­ti.
Ser­gio: Sì, sì.
MARIA GIULIA SERGIOMARIA GIULIA SERGIO
Maria Giu­lia: Noi dob­bi­amo venire qui, nel­la ter­ra del­la Siria.
Ser­gio: Nel­la ter­ra del­la Siria, sì…
M. Giu­lia: Dove c’è il calif­fo.
Ser­gio: Esat­to, esat­to.
FAMIGLIA JIHADISTI SERGIOFAMIGLIA JIHADISTI SERGIO
http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/guerra-santa-ridere-bestiario-lady-jihad-sua-famiglia-104214.htm
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2016-08-18 (02:19:18)

SOTTO LA SOGLIA DELLUMANOIMMAGINI ORRIBILI DI BAMBINI FILIPPINI CHE SPULCIANO TRA FIUMI DI SPAZZATURA E MONTAGNE DI MERDARISCHIANO LA VITA CERCANDO MATERIALE RICICLABILE DA VENDERE IN CINA A PREZZI STRACCIATI 

A Navotas, a nord di Manila, sono migliaia i ragazzini che ogni giorno rischiano la vita per immergersi tra le verdi acque del fiume e procacciarsi qualcosa per sopravvivere. Le famiglie vivono nelle baraccopoli circostanti e sono tra le più povere del mondo…

bambini nelle filippineBAMBINI NELLE FILIPPINE
Un ragaz­zo tiene a fat­i­ca la tes­ta fuori dall’acqua men­tre nuo­ta in un tor­bido fiume pieno di rifiu­ti. Non lon­tano da lui, una bam­bi­na si aggi­ra su una zat­tera di for­tu­na men­tre rac­coglie mate­ri­ale rici­cla­bile dai rifiu­ti gal­leg­gianti.
Queste immag­i­ni ragge­lan­ti ci giun­gono dall’inquinato fiume del­la cit­tà di Navotas, a nord di Mani­la. E purtrop­po non si trat­ta di casi iso­lati, tutt’altro: Sono migli­a­ia i ragazz­i­ni che ogni giorno rischi­ano la vita per immerg­er­si tra le ver­di acque del fiume e pro­cac­cia­r­si qual­cosa per soprav­vi­vere.
bambini nelle filippine 9BAMBINI NELLE FILIPPINE 9
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Le famiglie vivono nelle barac­copoli cir­costan­ti e sono tra le più povere del mon­do. Qui adul­ti e bam­bi­ni si riducono a scav­are tra la spaz­zatu­ra alla ricer­ca di ogget­ti rici­cla­bili e rivendibili. Sono a ris­chio di malat­tie, come infezioni res­pi­ra­to­rie, pol­monite, diar­rea e tuber­colosi.
bambini nelle filippine 7BAMBINI NELLE FILIPPINE 7
Molti vivono nel­lo squallore più asso­lu­to e trascor­rono le loro gior­nate a spul­cia­re nei rifiu­ti per vendere ai rigat­tieri plas­ti­ca, met­al­lo, car­ta e vetro al chi­lo, che a loro vol­ta li riven­dono ai gran­di impianti di rici­clag­gio nel sud del­la Cina.
Sec­on­do l’Unicef, i rigat­tieri trag­gono il mas­si­mo prof­it­to e il min­i­mo ris­chio. Arrivano a guadagnare mil­ioni di pesos l’anno, men­tre i gio­vani lavo­ra­tori in dis­car­i­ca pren­dono cir­ca 50 pesos (1 euro) al giorno.
bambini nelle filippine 6BAMBINI NELLE FILIPPINE 6
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/sotto-soglia-dell-umano-immagini-orribili-bambini-filippini-che-104230.htm
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Lega-Fi, vietare burkini. E attaccano la “resa” di Alfano

Per min­istro provo­care è peri­coloso; Calderoli, legge quadro islam

Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, a margine della firma del protocollo d'intesa per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose e della criminalit?? organizzata nelle societ?? di calcio professionistiche, Roma, 18 maggio 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Il min­istro dell’Interno, Angeli­no Alfano, a mar­gine del­la fir­ma del pro­to­col­lo d’intesa per la pre­ven­zione delle infil­trazioni mafiose e del­la crim­i­nalit?? orga­niz­za­ta nelle soci­et?? di cal­cio pro­fes­sion­is­tiche, Roma, 18 mag­gio 2016.
ANSA/ANGELO CARCONI


Angeli­no Alfano

Evi­ti­amo che cer­ti divi­eti siano inter­pre­tati come delle provo­cazioni capaci di innescare delle ritor­sioni ver­so l’Italia. D’altra parte il ‘mod­el­lo francese’ di inte­grazione non ha dato gran­di risul­tati”. Il min­istro Alfano, pur annun­cian­do nuove regole per l’Islam in Italia, rin­un­cia a sanzionare il burki­ni deci­den­do di non seguire la lin­ea francese. Una pre­sa di posizione che apre una nuo­va — gius­ta­mente esti­va — polem­i­ca, ma ben dura nei toni. Il cen­trode­stra, Lega in tes­ta, attac­ca da varie ango­lazioni men­tre Ap difende la “scelta di lib­ertà” del Vim­i­nale che affi­da alla sin­go­la sen­si­bil­ità fem­minile la scelta se pre­sen­tar­si anche in spi­ag­gia bar­da­ta e cop­er­ta in osse­quio alle norme dell’Islam. A rias­sumere il tut­to è Fab­rizio Cic­chit­to: guar­date che Alfano difende la lib­ertà di tutte le donne, rispet­tan­do le loro scelte. Saran­no loro a scegliere tra il biki­ni e il burki­ni.
L’attacco più duro alla man­ca­ta sanzione arri­va, e non pote­va essere diver­sa­mente, da Mat­teo Salvi­ni e dal­la Lega ma ci sono critiche anche da Fi e Cor. Il seg­re­tario leghista pri­ma crit­i­ca (“Alfano, incom­pe­tente, non difende le donne”) e poi lan­cia un appel­lo a tut­ti i sin­daci di cit­tà riv­ierasche affinché fac­ciano quel­lo che, tra le polemiche, è sta­to fat­to in alcune cit­tà france­si e cioè vietare l’uso del burki­ni.
Ma questo non bas­ta a Rober­to Calderoli che in ser­a­ta annun­cia una sor­ta di legge quadro sull’Islam in Italia che pun­ta, tra l’altro, a vietare il burqa e il burki­ni (ma anche ad avere un albo degli imam, un reg­istro delle moschee e il reato di apolo­gia del­la sharia). E in Lom­bar­dia c’è chi già chi chiede — con una mozione regionale — di esclud­ere da subito l’uso del burki­ni nelle piscine. “E’ un sim­bo­lo di arro­gan­za di sopraf­fazione e vio­len­za nei con­fron­ti delle donne”, dice in sostan­za il Car­roc­cio. Il capogrup­po leghista alla Cam­era Mas­si­m­il­iano Fedri­ga definisce la pro­pos­ta del Vim­i­nale “una resa, una fol­lia; sig­nifi­ca pie­gar­si ai fon­da­men­tal­isti, sven­dere la nos­tra cul­tura”. Ma anche Fi, con approc­ci diver­si attac­ca il min­istro. “È molto peri­coloso dire che le nos­tre leg­gi devono essere fat­te in fun­zione del peri­co­lo che i fanati­ci islamisti si offen­dano e dunque ci attacchi­no”, spie­ga Lucio Malan.
“Guai — spie­ga il sen­a­tore crit­i­can­do Alfano — a far capire che bas­ta la minac­cia sot­tin­te­sa di atten­tati per far­ci cam­biare leg­gi e abi­tu­di­ni. Vor­rebbe dire che i ter­ror­isti islamisti han­no vin­to la loro guer­ra il cui obi­et­ti­vo è, né più né meno, la sot­tomis­sione dell’Europa al loro folle regime teo­crati­co”.
Per il Cor la vera provo­cazione è la scelta di Alfano di non vietare il burki­ni. Lo dice Daniele Capez­zone e Anna Cinzia Bon­frisco che, in par­ti­co­lare, spie­ga: “La Fran­cia sco­pre a sue spese gli errori di un pen­siero preva­lente nel­la sin­is­tra euro­pea. Se noi liber­ere­mo, con leg­gi severe, le donne immi­grate dal burqa loro saran­no il prin­ci­pale motore per l’isolamento del rad­i­cal­is­mo islam­i­co di cui sono le prime vit­time”.

(ANSA)

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2016-08-18 (02:19:21)

L’ITALIA NON E’ UN PAESE PER DONNE CHE GIOCANO A CALCIO: SCARSA ATTENZIONE DEI MEDIA E PREGIUDIZI AL VELENO SULLE “4 LESBICHE” — IL CALCIO FEMMINILE, SNOBBATO NEL NOSTRO PAESE, SI PRENDE LA RIVINCITA AL MONDIALE: STADI AFFOLLATI E INCASSI RECORD

In Italia persino il Mondiale, che domenica manderà in campo la rivincita della finale 2011 tra Giappone e Stati Uniti, non fa notizia — Eppure le cifre della competizione parlano di 52 match sold out disputati da 24 squadre in 6 stadi festanti, di un giro d’affari di 55 milioni € e di 1,15 milioni di spettatori perché non tutte le 30 milioni di praticanti del pianeta sono brutte e scarse, e se mai fossero lesbiche sarebbero solo fatti loro…

Gaia Pic­car­di per il “Cor­riere del­la Sera”
CALCIO FEMMINILECALCIO FEMMINILE
L’ Italia non è un Paese per donne. Che gio­cano a cal­cio. Minus­coli trafilet­ti con i risul­tati sui quo­tid­i­ani sportivi, nes­suna atten­zione per il mer­ca­to (eppure, udite udite, in questi giorni ben sette gio­ca­tri­ci del Bres­cia sec­on­do in cam­pi­ona­to, su una rosa di 18, sono corteggiate da squadre straniere: l’epicentro del movi­men­to è la Ger­ma­nia con 1,2 mil­ioni di tesser­ate); persi­no il Mon­di­ale, che domeni­ca man­derà in cam­po la riv­inci­ta del­la finale 2011 tra Giap­pone e Sta­ti Uni­ti, è snob­ba­to come la polen­ta nel menù di Fer­ragos­to. 
Cer­to se la nazionale gui­da­ta dal c.t. Anto­nio Cabri­ni (sì, quel Cabri­ni) avesse vin­to lo spareg­gio del novem­bre 2014 con­tro l’Olanda e si fos­se qual­i­fi­ca­ta per Cana­da 2015, la set­ti­ma edi­zione del Cam­pi­ona­to del mon­do fem­minile nato nel 1991 con 61 (ses­san­tuno, avete let­to bene) anni di ritar­do sug­li uomi­ni, qualche riga in più su «quelle quat­tro les­biche» che chiedono sem­pre sol­di (l’orrendo copy­right è dell’ex pres­i­dente del­la Lega nazionale dilet­tan­ti Felice Bel­loli, poi sfidu­ci­a­to all’unanimità dal con­siglio) avrem­mo potu­to scriver­la. Forse.
antonio cabrini con la nazionale femminile di calcioANTONIO CABRINI CON LA NAZIONALE FEMMINILE DI CALCIO
Se il Milan non si fos­se lan­ci­a­to alla ricon­quista di Ibrahi­movic, se Vidal non si fos­se schi­anta­to al volante di una Fer­rari dopo una par­ti­ta di Copa Amer­i­ca, se mez­za Serie A non stesse gio­can­do a rac­chet­toni sul­la spi­ag­gia di For­mentera (fer­mate le rota­tive!), se il soli­to manipo­lo di galan­tuo­mi­ni non avesse con­fes­sato di com­prare e vendere par­tite come noc­ci­o­line. Se, se, se…
 
JILL SCOTT E SAKI KUMAGAI CALCIO FEMMINILE MONDIALIJILL SCOTT E SAKI KUMAGAI CALCIO FEMMINILE MONDIALI
Invece, pri­gion­iero dei suoi stereotipi (le cal­ci­atri­ci sono scarse, brutte e omoses­su­ali) e stran­go­la­to dalle sue con­trad­dizioni (le ragazze ricadono sot­to l’egida del­la Lega dilet­tan­ti, quin­di non han­no lo sta­tus di pro­fes­sion­iste e godono di tutele mar­gin­ali), il cal­cio rosa in Italia con­tin­ua a lan­guire ai mar­gi­ni del play­ground del­lo sport, sur­clas­sato dalle pallavoliste, stra­paz­za­to dalle ten­niste, affoga­to dalle nuo­ta­tri­ci, infilza­to dalle scher­mitri­ci.
 
hope soloHOPE SOLO
Ma la lezione che arri­va dal Cana­da, cioè la rispos­ta a liv­el­lo mon­di­ale al non edi­f­i­cante mor­so che Luis Suarez piantò sulle spalle di Gior­gio Chielli­ni al Mon­di­ale uomi­ni dell’anno scor­so, un cult dell’orrore, par­la di 52 match sold out dis­pu­tati da 24 squadre in 6 sta­di fes­tanti, di un cal­cio più umano, meno esasper­a­to e quin­di più godi­bile, di un giro d’affari di 55 mil­ioni di euro e di 1,15 mil­ioni di spet­ta­tori sod­dis­fat­ti (124 Pae­si col­le­gati), per­ché evi­den­te­mente non tutte le 30 mil­ioni di prat­i­can­ti del piane­ta (il 52% sono in Cana­da e Usa, che deten­gono 2,2 mil­ioni di licen­ze su 4,8) sono brutte e scarse, e se mai fos­sero les­biche sareb­bero solo fat­ti loro.
 
hope soloHOPE SOLO
«Sto seguen­do da casa. Vedo un alto tas­so tec­ni­co, per­ché bene a cal­cio non san­no gio­care solo i maschi. Vedo match di qual­ità. E vedo atlete in for­ma eccezionale, tirate come le pan­tere dell’atletica leg­gera, altro che certe cal­ci­atri­ci con la pancetta e la cel­lulite del nos­tro cam­pi­ona­to». Mar­ti­na Rosuc­ci, 23 anni, tori­nese, cen­tro­camp­ista di sfon­da­men­to del Bres­cia e numero 10 dell’Italia, è una tipa sveg­lia. E fran­ca. «Non ci siamo qual­ifi­cate per il mon­di­ale per­ché la nos­tra preparazione fisi­ca non è all’altezza delle rivali europee». Essere l’ultima ruo­ta del car­ro, infat­ti, ha i suoi svan­tag­gi: staff tec­ni­ci di bas­so liv­el­lo, spes­so nes­suna assis­ten­za med­ica e fisioter­api­ca, impianti fatis­cen­ti, un cer­to tas­so di improvvisazione che non fa del bene al set­tore. «Il cam­pi­ona­to ital­iano non è allenante per­ché, al di là delle 3–4 squadre più for­ti, le altre non esistono…» spie­ga Mar­ti­na.
hope solo calcio femminileHOPE SOLO CALCIO FEMMINILE
rosucci 4ROSUCCI 4
E vedere par­tite che finis­cono 10–0, di cer­to non è un bel­lo spot. Cabri­ni, sostenu­to dai procla­mi del pres­i­dente del­la Fed­er­cal­cio Car­lo Tavec­chio (che ha impos­to ai mag­giori club del­la serie A di creare un pro­prio set­tore fem­minile com­pet­i­ti­vo), sta cer­can­do di scuotere l’ambiente dal suo con­gen­i­to immo­bil­is­mo. Ha dota­to la nazionale di un tailleur per le trasferte (anche il look vuole la sua parte anche se non vedremo mai le cal­ci­atri­ci in coulotte: rischiereb­bero di rimet­ter­ci le gambe), ha alza­to lo stan­dard del­lo staff medico e insegue il salto di qual­ità con il piglio che ris­ervò ai tedeschi nel­la finale del Mundi­al ’82.
 
martina rosucci 3MARTINA ROSUCCI 3
Ma non bas­ta. Solo un cam­bio net­to di men­tal­ità, accom­pa­g­na­to da un taglio deciso ai retag­gi e ai luoghi comu­ni del pas­sato, potrebbe far uscire le nos­tre ragazze dal Medio­e­vo in cui si dibat­tono. Sarebbe fan­tas­ti­co se l’effetto-Mondiale innescasse un cir­co­lo vir­tu­oso.
hope solo 8HOPE SOLO 8
Nel cal­cio donne non esistono dop­ing, scommesse, scor­ret­tezze ai lim­i­ti del rego­la­men­to, con­trasti spi­etati. Solo assist, fughe sul­la fas­cia, gol e auto­gol. Quel­lo del difen­sore Lau­ra Bas­sett, che a tem­po scadu­to ha con­seg­na­to il bigli­et­to per la finale al Giap­pone cam­pi­one in car­i­ca, ha get­ta­to nel­la coster­nazione tut­ta l’Inghilterra. Il pro­fi­lo twit­ter del­la gio­ca­trice, dopo un atti­mo di sgo­men­to, è sta­to inonda­to di mes­sag­gi d’incoraggiamento.
La mozione degli affet­ti come anti­do­to all’insuccesso. E poi lo chia­mano sport minore. 
rosucci 6ROSUCCI 6martina rosucciMARTINA ROSUCCIpatrizia panicoPATRIZIA PANICOmartina rosucci 1MARTINA ROSUCCI 1
panicoPANICO


http://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/italia-non-paese-donne-che-giocano-calcio-scarsa-attenzione-104223.htm
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Salvini, per Renzi giù tasse?Via il vino

Con il No al ref­er­en­dum lo man­di­amo a casa e ci pen­si­amo noi

Il leader della Lega Matteo Salvini in occasione del premio giornalistico Ischia, Napoli, 2 Luglio 2016. ANSA/CESARE ABBATE

Il leader del­la Lega Mat­teo Salvi­ni in occa­sione del pre­mio gior­nal­is­ti­co Ischia, Napoli, 2 Luglio 2016. ANSA/CESARE ABBATE

ROMA, 18 AGO — “Ren­zi scrive su FB (rac­coglien­do una marea di insul­ti) che il suo gov­er­no ha ridot­to le tasse…
Togli­etegli il bic­chiere!!!”. E’ la repli­ca, sem­pre su Face­book, che il leader del­la Lega Mat­teo Salvi­ni ris­er­va al pre­mier.
“Tas­sa uni­ca al 15%, via gli stu­di di set­tore, elim­i­nazione di Equi­talia, sbloc­co del pat­to di sta­bil­ità, tagli degli sprechi coi costi stan­dard, rot­ta­mazione del­la Mon­e­ta Uni­ca, can­cel­lazione del­la legge Fornero. Chi lo spie­ga al bugia­r­do cosa dovrebbe fare??? Vab­bè — con­clude — col NO al Ref­er­en­dum lo man­di­amo a casa e ci pen­si­amo noi”.

(ANSA)

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Trump twitta, mi chiameranno mr Brexit

Per accred­i­tar­si come can­dida­to anti-estab­lish­ment

epa05472830 The 2016 Republican presidential nominee Donald Trump speaks during a campaign event at the BB&T Center in Sunrise, Florida, USA, 10 August 2016. Trump campaigns in the general election battleground state of Florida, in the wake of making controversial comments at a campaign rally in North Carolina. The remark, which pertained to Democratic presidential nominee Hillary Clinton's alleged stance on gun rights, were interpreted by many as a suggestion that Second Amendment rights activist may need to stop Clinton from appointing Supreme Court justices that would constrict or revoke the right to bear arms. Trump and his running mate Indiana Governor Mike Pence will face Democrats Hillary Clinton and her running mate Senator Tim Kaine in the 08 November election.  EPA/CRISTOBAL HERRERA

epa05472830 The 2016 Repub­li­can pres­i­den­tial nom­i­nee Don­ald Trump speaks dur­ing a cam­paign event at the BB&T Cen­ter in Sun­rise, Flori­da, USA, 10 August 2016. Trump cam­paigns in the gen­er­al elec­tion bat­tle­ground state of Flori­da, in the wake of mak­ing con­tro­ver­sial com­ments at a cam­paign ral­ly in North Car­oli­na. The remark, which per­tained to Demo­c­ra­t­ic pres­i­den­tial nom­i­nee Hillary Clinton’s alleged stance on gun rights, were inter­pret­ed by many as a sug­ges­tion that Sec­ond Amend­ment rights activist may need to stop Clin­ton from appoint­ing Supreme Court jus­tices that would con­strict or revoke the right to bear arms. Trump and his run­ning mate Indi­ana Gov­er­nor Mike Pence will face Democ­rats Hillary Clin­ton and her run­ning mate Sen­a­tor Tim Kaine in the 08 Novem­ber elec­tion. EPA/CRISTOBAL HERRERA

WASHINGTON, 18 AGO — “Presto mi chi­am­er­an­no Mr.
Brex­it!”: questo l’ultimo tweet pub­bli­ca­to oggi da Don­ald Trump, per accred­i­tar­si come can­dida­to anti-estab­lish­ment, dopo aver apprez­za­to la deci­sione del­la mag­gio­ran­za degli elet­tori bri­tan­ni­ci di uscire dall’Unione euro­pea.

(ANSA)

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2016-08-18 (12:18:57)

L’Unità riapre, tutti contenti. Ma 95milioni li paghiamo noi

giornali-editoria-140108185344_big.jpg.pagespeed.ic.g1fO2pnWLk(di Redazione Blitz) – Mas­si­mo Donel­li ha scrit­to per il sito tvsvizzera.it un arti­co­lo che riper­corre la sto­ria dell’Unità. Il gior­nale fonda­to da Gram­sci nel 1924 ètor­na­to ora in edi­co­la, a dis­tan­za di qua­si un anno da quan­do ave­va dovu­to sospendere le pub­bli­cazioni. Donel­li, riper­cor­ren­do la sto­ria di finanzi­a­men­ti pub­bli­ci rice­vu­ti dall’ex organo del Par­ti­to Comu­nista. Infat­ti l’Unità (che smise di pub­bli­care il 1 agos­to 2014) ave­va accu­mu­la­to una mon­tagna di deb­iti: 95 mil­ioni di euro per l’esattezza.

Come scaricare sui contribuenti 95 milioni di debiti

Hypercorsivo di Massimo Donelli

Avete appe­na com­in­ci­a­to a leg­gere questo hyper­cor­si­vo. Vi avver­to: non è breve. Né facile. Cercherò di sem­pli­fi­car­lo al mas­si­mo, ma la sto­ria che sto per rac­con­tare assomiglia molto a un labir­in­to.
Perder­si è un atti­mo.
Quin­di, rispet­to al soli­to, occorre un pizzi­co di atten­zione in più.
Da parte mia, cer­to; ma anche da parte vos­tra.
Sec­on­do avver­ti­men­to: sem­bra una fic­tion, invece è tut­to vero.
Par­liamo di una rap­ina da 95 mil­ioni di euro.
Ai dan­ni di chi?
Se v’interessa saper­lo, armat­e­vi di pazien­za che si com­in­cia…
C’era una vol­ta un gior­nale fonda­to da Anto­nio Gram­sci. Si chia­ma­va l’Unità. La pri­ma usci­ta in edi­co­la fu il 12 feb­braio 1924. L’ultima il 30 luglio del 2014.
Novant’anni, cinque mesi e spic­ci­oli di vita.
O, per meglio dire, di sto­ria.
Era, infat­ti, il quo­tid­i­ano del Par­ti­to comu­nista ital­iano, il vec­chio Pci. E quan­do il Pci è mor­to ammaz­za­to, il 3 feb­braio 1991, l’Unità è diven­ta­to pri­ma il gior­nale del Par­ti­to demo­c­ra­ti­co del­la sin­is­tra (Pds), poi deiDemo­c­ra­ti­ci di sin­is­tra (Ds) e infine del Par­ti­to demo­c­ra­ti­co (Pd). Tan­to che Mat­teo Ren­zi ha volu­to chia­mare l’ultima fes­ta nazionale del suo par­ti­to (il Pd, appun­to) fes­ta dell’Unità.
Tut­to chiaro fin qui?
Bene.
Ora com­in­cia il guaz­z­abuglio.
E sì, per­ché se bus­sate a via Sant’Andrea delle Frat­te 16, sede del Pd, a due pas­si dal cele­ber­ri­mo Largo del Nazareno di cui al famoso pat­to; ecco se bus­sate lì e chiedete notizie del­la defun­ta Unità, vi rispon­dono innalzan­do l’immagine delle tre scim­mie: non vedo, non sen­to, non par­lo.
Come mai?
Per­ché il gior­nale si è las­ci­a­to alle spalle un deb­ituc­cio mica da rid­ere: 95 mil­ioni di euro.
Sì sì, avete let­to bene: 95 mil­ioni di euro.
Che il Pd, fin qui, non ha nes­suna inten­zione di pagare.
E che – oplà! – si pre­tende siano pagati dai con­tribuen­ti ital­iani.
Non ci cre­dete?
Con­tin­u­ate a leg­gere e vedrete che non rac­con­to balle.
Ma, pri­ma, fac­ciamo qualche pas­so indi­etro.
Anzi fac­cia­mone esat­ta­mente 10.
Così tut­to risul­terà più chiaro, ok?
  1. Dal 1924 al 1996 l’Unità è l’”Organo del Par­ti­to comu­nista ital­iano”, come si può leg­gere sot­to la tes­ta­ta. Per molti anni cam­pa alla grande. Poi, con il crol­lo del muro di Berli­no nel 1989, com­in­ciano i guai. S’arresta, infat­ti, il flus­so di denaro dal­la dis­in­te­gra­ta Urss (Unione delle repub­bliche social­iste sovi­etiche) al Pci. E il gior­nale, così come il par­ti­to, non riesce più a far tornare i con­ti. Viene deciso, allo­ra, di pri­va­tiz­zar­lo. Ma, nat­u­ral­mente, all’italiana. Ossia, si trovano degli impren­di­tori ami­ci e li si pre­ga di pren­dere in mano la pata­ta bol­lente (in cam­bio di che cosa? Non lo sapre­mo mai, temo…).
  2. Così, nel 1997 la pro­pri­età del­la tes­ta­ta pas­sa a due gio­van­ot­ti del­la Roma bene: Alfio Mar­chi­ni, ram­pol­lo di una famiglia ric­chissi­ma di costrut­tori fon­da­ta dal non­no (che regalò al Pci la stor­i­ca sede di via delle Bot­teghe Oscure: per la sua con­cla­ma­ta vic­i­nan­za ai comu­nisti fu sopran­nom­i­na­to calce e martel­lo ); eGiampao­lo Angeluc­ci, ram­pol­lo di una famiglia altret­tan­to facoltosa che opera nel­la san­ità (il padre si è fat­to da solo: era un por­tan­ti­no, ora è il più ric­co tra i par­la­men­tari ital­iani). Tut­to a pos­to? No, purtrop­po…
  3. Crol­la­to il muro e scom­par­so il Pci, infat­ti, affon­da, inevitabil­mente, anche il gior­nale. E la soci­età editrice si squaglia. Così il 28 luglio 2000 l’Unità muore una pri­ma vol­ta. E per­ché risor­ga bisogna trovare un nuo­vo impren­di­tore ami­co. Arri­va, provvi­den­ziale, uno del ramo, Alessan­dro Dalai, pro­pri­etario del­laDalai Bal­di­ni & Cas­tol­di, che por­ta con sé den­tro la Nie (Nuo­va inizia­ti­va edi­to­ri­ale) una cor­da­ta di volen­terosi. Risul­ta­to: l’Unità tor­na in edi­co­la il 28 mar­zo 2001. Final­mente al sicuro? Mag­a­ri… Dalai get­ta la spugna già nel 2003 per dis­si­di con i ver­ti­ci del par­ti­to (che non mette sol­di ma vuole coman­dare) e las­cia la poltrona di pres­i­dente a Mar­i­ali­na Mar­cuc­ci, ram­pol­la di una ric­chissi­ma famiglia impeg­na­ta nel set­tore far­ma­ceu­ti­co.
  4. Cinque anni dopo, il 20 mag­gio 2008, nuo­vo cam­bio di pro­pri­età: l’Unità pas­sa nelle mani di Rena­to Soru, fonda­tore di Tis­cali, al tem­po gov­er­na­tore del­la Regione Sardeg­na e oggi dep­u­ta­to europeo del Pd. E’ suo il 98% del­la Nie. E’ lui che nom­i­na il nuo­vo diret­tore, una don­na, la pri­ma nel­la sto­ria del gior­nale:Conci­ta De Gre­go­rio, invi­a­ta de la Repub­bli­ca (mem­o­riz­zate il suo nome, vi prego: capirete per­ché).
  5. Soru, però, resiste solo fino al 13 giug­no del 2012. Poi cede. O meglio: res­ta nel­la Nie, ma rin­un­cia alla mag­gio­ran­za. A favore di chi? Entra­no nell’azionariato una soci­età di comu­ni­cazione che fa capo al Pd, una soci­età lega­ta alla Lega delle coop­er­a­tive e un nuo­vo impren­di­tore ami­co. E’ Mau­r­izio Mian, ric­chissi­mo erede di una dinas­tia far­ma­ceu­ti­ca, che ha ven­du­to l’azienda di famiglia, l’Isti­tu­to Gen­tili, ha fat­to fare al denaro guadag­na­to il giro del mon­do e, infine, l’ha blinda­to in una fon­dazione inti­to­la­ta al suo cane, il pas­tore tedesco Gun­ther, sul quale ha costru­ito una mon­tagna di balle. Ridete pure, ma tra gli azion­isti dell’Unità com­pare anche la Gun­ther Reform Hold­ing. Nel frat­tem­po Conci­ta, fiu­ta­ta l’aria, pen­sa bene di dare le dimis­sioni  (7 luglio 2011) e…
  6. …nonos­tante i mil­ioni ver­sa­ti da…Gunther, i con­ti pre­cip­i­tano un’altra vol­ta. Di nuo­vo l’Unità affon­da. Ma di nuo­vo spun­ta un sal­va­tore. E’ il turno di Mat­teo Fagoenfant prodi­ge del­la new econ­o­my. Nel novem­bre 2013 diven­ta lui l’azionista di mag­gio­ran­za del quo­tid­i­ano. Sen­za ren­der­si con­to di aver com­pra­to l’ultimo bigli­et­to per il…Titan­ic.
  7. L’11 giug­no 2014, infat­ti, pas­sati appe­na otto mesi, la nuo­va pro­pri­età tar­ga­ta Fago annun­cia di aver mes­so in liq­uidazione la sfi­gatis­si­ma Nie. Le casse sono vuote, il capo­lin­ea è dietro l’angolo. Il 30 luglio l’Unità esce, per l’ultima vol­ta, in bian­co. Sì, in bian­co: una bandiera bian­ca che annun­cia la resa. Ci sarà una terza res­ur­rezione?
  8. Pas­sa qua­si un anno. Improvvisa­mente, la svol­ta. Domeni­ca 3 mag­gio 2015, a Bologna, par­lan­do dal pal­co del­la fes­ta nazionale del Pd, Ren­zi annun­cia: “Sti­amo veden­do con Cuper­lo alcune idee bis­lac­che per l’Unità che tornerà in edi­co­la”. Idee bis­lac­che?
  9. Pochi giorni dopo ecco un altro impren­di­tore ami­co far­si avan­ti. E’ Gui­do Veneziani, edi­tore di stam­pa popo­lare (Vero, Stop, Rakam, Mira­coli), molto, molto ram­pante e neo­ti­foso del pre­mier. Ci siamo? No. Pas­sano un paio di set­ti­mane, infat­ti, e…zac! Veneziani finisce in mano alla mag­i­s­tratu­ra con l’accusa diban­car­ot­ta frau­do­len­ta per il crac del­la Roto Alba, stori­co sta­bil­i­men­to tipografi­co del­la con­gregazione deiPaoli­ni (quel­li di Famiglia Cris­tianaacquis­ta­to dall’editore nel 2012. Addio rilan­cio? Mac­chè!
  10. L’Unità da mart­edì 30 giug­no 2015 riap­pare in edi­co­la gra­zie a una nuo­va com­pagine azionar­ia. Socio di mag­gio­ran­za è la soci­età Piesse, detenu­ta al 60% da Gui­do Ste­fanel­li, ammin­is­tra­tore del­e­ga­to del grup­po Pessi­na Costruzioni, e al 40% dal costrut­tore Mas­si­mo Pessi­na, pres­i­dente, appun­to, del grup­po Pessi­na Costruzioni, adeguata­mente “mas­sag­gia­to” da il Fat­to quo­tid­i­ano per i suoi trascor­si. E – fate bene atten­zione – tra mal­izieinsin­u­azioni e smen­tite, mes­so nel tri­tatut­to da il Gior­nale e Libero per un megap­pal­to edilizio ottenu­to a La Spezia con la benedi­zione del Pd. I due quo­tid­i­ani di area cen­trode­stra, infat­ti, han­no indi­vid­u­a­to una curiosa sequen­za tem­po­rale. Pri­ma mossa: l’asseg­nazione dell’affare spezzi­no da 175 mil­ioni di euro alla Pessi­na Costruzioni (denari pub­bli­ci, ero­gati dal min­is­tero del­la Salute, a gui­da Pd; e dal­la regione Lig­uria, allo­ra a gui­da Pd) è avvenu­ta il 21 mag­gio. Sec­on­da mossa: il varo del­la nuo­va com­pagine azionar­ia dell’Unità è avvenu­to il 22 mag­gio. Qui­di, sono pas­sate appe­na 24 ore tra un even­to e l’altro. Solo un caso? Per com­pletare il quadro del quo­tid­i­ano, Ste­fanel­li è l’amministratore del­e­ga­to del­la soci­età editrice Unità srl, già alle prese con prob­le­mi sin­da­cali, men­tre alla direzione siede Eras­mo D’Angelis, un fedelis­si­mo ren­ziano, affi­an­ca­to da Vladimiro Ilic Frul­let­ti (che per la defun­ta Unità segui­va come un’ombra Ren­zi)Entram­bi arrivano (indov­inate un po’?) dal­la Toscana
Stop.
Tut­to chiaro?
Lo spero.
L’Unità, quin­di, è alla terza res­ur­rezione (Laz­zaro, al con­fron­to, era un dilet­tante).
Tut­tavia, come potete immag­inare, crisi dopo crisi si sono accu­mu­lati deb­iti su deb­iti.
Fino ad arrivare alla mon­tagna di cui parlava­mo all’inizio: 95 mil­ioni di euro.
Chi deve pagar­li?
Nel Paese in cui gli ere­di di Enri­co Berlinguer, pur con­tin­uan­do a procla­mare la loro diver­sità eti­ca, si sono bel­la­mente dimen­ti­cati da tem­po la ques­tione morale (Mafia cap­i­tale docet), ecco che scat­ta l’inghippo ai dan­ni del popo­lo bue.
Così, a meno di un mira­co­lo, a pagare sarà, come sem­pre, Pan­talone
Infat­ti, il gov­er­no di sin­is­tra guida­to da Romano Pro­di (l’Uli­vo, ricor­date?) ha scodel­la­to una bel­la legge ad hocche ha per­me­s­so di scari­care i deb­iti del quo­tid­i­ano sul­la Pres­i­den­za del Con­siglio dei min­istri, cioè sulle spalle dei con­tribuen­ti.
Oplà!
Il colpo di mano è sta­to fat­to in piena estate con la legge numero 224 dell’11 luglio 1998. Pren­der­si la briga di leg­ger­la e avere mal di tes­ta è un atti­mo: non ci si capisce niente.
L’inghippo sta tut­to nell’articolo 4.
Tra­ducen­do­lo dal buro­cratese all’italiano, dice che se un par­ti­to non può pagare i deb­iti del suo gior­nale e non gli si può pig­no­rare nul­la, allo­ra i deb­iti pas­sano in cari­co alla Pres­i­den­za del Con­siglio, cioè ai con­tribuen­ti ital­iani.
Una por­ca­ta.
Un’autentica por­ca­ta che Mile­na Gabanel­li con il suo Report ha rac­con­ta­to in maniera magis­trale: potete vedere l’inchiesta clic­can­do qui. E mi sarete grati per avervi seg­nala­to una bel­la pag­i­na di gior­nal­is­mo che doc­u­men­ta una brut­ta sto­ria di polit­i­ca.
Ma tor­ni­amo ai deb­iti.
Davvero il Pd non possiede nul­la da vendere per ono­rar­li?
Balle.
Il Pd ha un pat­ri­mo­nio (2.400 immo­bili e altri beni) che gli per­me­t­tereb­bero di pagare sull’unghia e rimanere comunque pro­pri­etario di un tesoro.
E allo­ra per­ché non scuce nem­meno un cen­tes­i­mo?
Per­ché un tipo con i baf­fi alla Stal­in, il sen­a­tore Ugo Sposetti, ha blinda­to il tesoro appartenu­to al Pci in un com­pli­ca­to e inespugnabile forti­no di  fon­dazioni-cas­saforte for­mal­mente estra­nee al Pd. Che risul­ta, così, nul­late­nente…
Capi­to?
Non vi sfugge, nat­u­ral­mente, il con­flit­to di inter­es­si piom­bato su Mat­teo il Chi­ac­chierone, come lo chia­maGiampao­lo Pansa. Ren­zi 1, da seg­re­tario del par­ti­to, ripor­ta l’Unità in edi­co­la e, fin qui, si è ben guarda­to dal rot­ta­mare Sposet­ti con il suo deda­lo di fon­dazioni. Ren­zi 2, pres­i­dente del Con­siglio, si ritro­va un’ingiunzione di paga­men­to per i deb­iti del gior­nale.
E quin­di?
Aller­gi­co a tut­to ciò che ha un por­ta­to neg­a­ti­vo, come ben san­no i let­tori di Radio Mon­teceneri, Mat­teo ha affida­to al sot­toseg­re­tario agli Esteri, Benedet­to Del­la Vedo­va, il com­pi­to di rispon­dere a una inter­rogazione par­la­mentare del Movi­men­to 5 stelle che vol­e­va ved­er­ci chiaro. Si è scop­er­to, così, che l’Avvo­catu­ra del­lo Sta­toe l’Agen­zia delle Entrate stan­no stu­dian­do il dossier per con­to di Palaz­zo Chi­gi.
Vedremo a quale con­clu­sione giunger­an­no.
Sap­pi­ate, comunque, che intrec­cia­ta a ques­ta sto­ri­ac­cia ce n’è un’altra.
Brut­ta.
Anzi, brut­tis­si­ma.
Di soli­to, in questi casi, provvede l’editore.
Ma l’editore, cioè la Nie, non esiste più.
E, così, diret­tore e redat­tori si sono visti accol­lare la spe­sa (centi­na­ia di migli­a­ia di euro).
Stop.
Per il momen­to ci fer­mi­amo qui.
Quan­to al resto, non res­ta che atten­dere.
La fac­cen­da dei deb­iti è com­ple­ta­mente in mano a Ren­zi 1 (il seg­re­tario) e a Ren­zi 2 (il pres­i­dente del Con­siglio).
Spe­ri­amo, ren­ziana­mente, che sia #lavoltabuona.
Di più: che arrivi – per Conci­ta e gli altri 26; per i con­tribuen­ti ital­iani; e per le banche cred­itri­ci – #una­soluzionepuli­ta.
                                                 

https://infosannio.wordpress.com/2015/07/02/lunita-riapre-tutti-contenti-ma-95milioni-li-paghiamo-noi/
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2016-08-18 (12:19:02)

BENTORNATA UN CAZZOTORNA “L’UNITÀ” E DA SINISTRA LA IMPALLINANO SUBITONORMA RANGERI DELMANIFESTOCONTESTA UN ARDITO PARAGONE TRA RENZI E LUIGI PINTOR E MARCO TRAVAGLIO PER DUE GIORNI CERCA UNA NOTIZIA. INVANO

Travaglio: “Dire che la nuova Unità è il primo monumento equestre a Matteo Renzi e che, al confronto, la Pravda con il Pcus era un filino più sbarazzina, sarebbe riduttivo. La linea editoriale è molto più ambiziosa: Ottimismo Obbligatorio”…

1. LA NUOVA «UNITÀ» E QUEL PARAGONE CON PINTOR CHE IRRITA «IL MANIFESTO»
M.Gu per il “Cor­riere del­la Sera
LA NUOVA UNITALA NUOVA UNITA
La nuo­va Unità già lit­i­ga col Man­i­festo. Ha com­in­ci­a­to il diret­tore Nor­ma Rangeri con un cor­si­vo dal tito­lo «Ereti­co chi?». In boc­ca al lupo al gior­nale fonda­to da Gram­sci e via con l’accusa di «trav­is­are la sto­ria con tesi biz­zarre». Ren­zi come Lui­gi Pin­tor? L’azzardo è opera del neodi­ret­tore de L’Unità , Eras­mo D’Angelis (ex Man­i­festo), che riscon­tra nel­la «irruen­za» del pre­mier la stes­sa forza «riv­o­luzionar­ia» che ani­mò il suo «mae­stro di gior­nal­is­mo e di polit­i­ca, un ereti­co den­tro al Pci». Rangeri gli rin­fres­ca la memo­ria: «Pin­tor in quan­to ereti­co è sta­to radi­a­to dal Pci. Rot­tam­a­to».
ERASMO D'ANGELISERASMO D’ANGELIS
Era dunque «l’esatto con­trario» di Ren­zi, un «rot­tam­a­tore che sta met­ten­do ai mar­gi­ni gli ereti­ci del suo par­ti­to». D’Angelis rib­adisce la sua fede: «Il pre­mier sta facen­do riforme di sin­is­tra mai viste, Rangeri ragiona con sche­mi Anni 70. Ren­zi non è un destrone figlio di Berlus­coni». Ma Pin­tor, che c’azzecca? «Han­no por­ta­to entram­bi una riv­o­luzione a sin­is­tra. Mat­teo è un tal­en­to , nato per gov­ernare». Lecito chieder­si se l’Unità sarà «più real­ista del re». Tan­to più che, attac­ca Rangeri, «non è con gli ante­nati altrui che si ricon­quis­tano i let­tori». E D’Angelis, citan­do Ren­zi: «Il der­by è tra sper­an­za e antipo­lit­i­ca. O si cam­bia, o si muore».
 
2. TUTTO VA BEN, MADAMA L’UNITA
Mar­co Travaglio per il “Fat­to Quo­tid­i­ano
Michele Santoro Norma RangeriMICHELE SANTORO NORMA RANGERI
Quan­do nasce un gior­nale, è fes­ta per tut­ti. Quan­do rinasce, come l’Unità, è fes­ta doppia. Quin­di auguri a tut­ti i col­leghi del redi­vi­vo organo del Pd, soprat­tut­to se è vero che non ricev­erà più finanzi­a­men­ti pub­bli­ci. Anche l’ex edi­tore Rena­to Soru s’era impeg­na­to a rin­un­cia­rvi, poi ave­va rin­un­ci­a­to alla rin­un­cia. Il nuo­vo edi­tore è Mas­si­mo Pessi­na, costrut­tore e noto glo­be­trot­ter dei par­a­disi fis­cali, da San Mari­no alla Svizzera al Liecht­en­stein.
Il che spie­ga, forse, una cer­ta penuria di cronaca giudiziaria nel nuo­vo “quo­tid­i­ano fonda­to da Anto­nio Gramsci”e affonda­to dai Bersani Boys. Il nuo­vo diret­tore Eras­mo D’Angelis, già capo del­la Strut­tura di mis­sione di Palaz­zo Chi­gi con­tro il disses­to idro­ge­o­logi­co, non man­ca di ringraziare l’“editore entu­si­as­ta di esser­lo”: e ci mancherebbe pure che non lo fos­se: con stra­or­di­nario tem­p­is­mo, appe­na s’è saputo che Pessi­na lo sarebbe diven­ta­to, il suo grup­po ha vin­to dal gov­er­no Ren­zi e dal­la morente giun­ta Bur­lan­do – uni­co con­cor­rente – l’appalto da 165 mil­ioni per il nuo­vo ospedale di La Spezia.
marco travaglioMARCO TRAVAGLIO
Dire che la nuo­va Unità è il pri­mo mon­u­men­to equestre a Mat­teo Ren­zi e che, al con­fron­to, la Prav­da con il Pcus era un fil­i­no più sbarazz­i­na, sarebbe ridut­ti­vo. La lin­ea edi­to­ri­ale è molto più ambiziosa: Ottimis­mo Obbli­ga­to­rio.
Va tut­to molto bene, e domani andrà anco­ra meglio. “Il nos­tro gov­er­no – comu­ni­ca il diret­tore – ha fat­to tornare il fal­so in bilan­cio nel pos­to che meri­ta”: infat­ti ha fat­to assol­vere il sondag­gista di B. che era sta­to con­dan­na­to persi­no con il fal­so in bilan­cio scrit­to da B. Il pos­to che meri­ta è l’assoluzione. E Mafia Cap­i­tale? Spari­ta: ora c’è – tito­lo cubitale del pri­mo giorno – “#Anti­mafia Cap­i­tale”. E vab­bè, mo’ me lo seg­no. “La pri­ma cam­pagna del nos­tro gior­nale: fuori i cor­rot­ti e i cor­rut­tori”.
matteo renzi al g7MATTEO RENZI AL G7
Per la ver­ità ci ave­vano già pen­sato la Procu­ra e i Cara­binieri, ma fac­ciamo buon peso. Per l’angolo del­la sati­ra, oltre a Staino ma molto più diver­tente, c’è il salu­to di Ren­zi ai com­pag­ni (lui non dice così, ci mancherebbe): “Cara Unità, da quan­do ci hai momen­tanea­mente las­ci­a­to un anno fa, l’Italia sta meglio: è tor­na­ta a far­si sen­tire la cresci­ta”. Ma non è che ci sia un nes­so causale tra la scom­parsa dell’Unità e la rinasci­ta-ricresci­ta dell’Italia.
Il nes­so causale, dice Ren­zi, è che ora c’è Ren­zi: “Molte crisi azien­dali si sono risolte, le riforme van­no avan­ti a viso aper­to (quel­lo del­la Boschi, ndr) e sen­za mol­lare di un solo cen­timetro”. E soprat­tut­to “l’Italia è tor­na­ta a far­si sen­tire nelle orga­niz­zazioni inter­nazion­ali”, basti pen­sare che ora c’è la Mogheri­ni. Il com­men­to del giorno è affida­to invece al pres­i­dente del par­ti­to, Mat­teo Orfi­ni: “Se a Roma c’è la mafia – e c’è – il Pd deve essere pro­tag­o­nista”.
renzi elkann marchionne a melfiRENZI ELKANN MARCHIONNE A MELFI
E, inten­di­amo­ci, ha già fat­to molto. Ma ora, con “le sfide del Giu­bileo e delle Olimpia­di”, può fare anco­ra di più. Pepatis­si­mo il reportage dell’amico Umber­to Ranieri per i 90 anni di Gior­gio Napoli­tano, “impeg­na­to alacre­mente su vari fron­ti”: già, per­ché Egli insospet­ta­bil­mente “ama pro­fon­da­mente la poe­sia”. Atte­sis­si­mo (mai più sen­za) il “Diario dall’Expo ” del min­istro de ll’Agricoltura Mau­r­izio Mar­ti­na, “molto sod­dis­fat­to del lavoro stra­or­di­nario fat­to fin qui”.
Da chi? Da lui. I padiglioni, incom­piu­ti per il 40%, saran­no qua­si pron­ti per il 31 otto­bre quan­do ver­ran­no smon­tati. La polit­i­ca estera è affi­da­ta al min­istro degli Esteri Pao­lo Gen­tiloni, e chi meglio di lui. “Las­ci­ate le rughe al Cav­a­liere del­la Man­cia”, recita un altro titolone: un accen­no a B. che allun­ga la paghet­ta alle Olget­tine? No, a don Chis­ciotte. Fine del pri­mo numero. Ieri il sec­on­do, con una strepi­tosa inchi­es­ta sulle decine di migli­a­ia di scuole ital­iane che, come per incan­to, non cadono più a pezzi: “Riapre la scuo­la. Entra­no gli operai. Ottomi­la cantieri per un inves­ti­men­to di 4 mil­iar­di”.
renzi delrio con marchionne elkannRENZI DELRIO CON MARCHIONNE ELKANN
“Da oggi –turi­bo­la il diret­tore, anco­ra col cuore nel­la Strut­tura di mis­sione a Palaz­zo Chi­gi – riaprono le scuole per far entrare operai e ingeg­neri, imbian­chi­ni ed elet­tricisti”, sen­za con­tare fuochisti, mac­chin­isti, fer­rovieri, uomi­ni di fat­i­ca e fre­na­tori. L’ex min­istro Berlinguer recen­sisce la rifor­ma del­la min­is­tra Gian­ni­ni sul­la Buona Scuo­la: buona.
Diario da Expo del min­istro Mar­ti­na, sec­on­da pun­ta­ta: come inseg­nare ai bam­bi­ni, bol­li­ti fra i padiglioni a 40 gra­di all’ombra, a diventare “la gen­er­azione Fame Zero”. Sete, però, tan­ta. Gigan­tografie del­la min­is­tra Boschi e del­la vice­seg­re­taria Ser­rac­chi­ani men­tre leg­gono l’Unità, vaga­mente per­p­lesse. Forse per la foto-poster del­la vendem­mia fuori sta­gione, a luglio anziché a set­tem­bre.
RENZI MARCHIONNE ALLA FABBRICA CHRYSLERRENZI MARCHIONNE ALLA FABBRICA CHRYSLER
Ma il pez­zo forte è la suc­cu­len­ta inchi­es­ta sug­li sta­bil­i­men­ti Fiat-Fca di Cassi­no che pro­dur­ran­no la nuo­va Alfa Romeo: “Il sor­riso del­la Giu­lia, fan­no fes­ta gli operai”. “Final­mente si tor­na a lavo­rare davvero: com­pre­rò casa”, tripu­dia un for­tu­natis­si­mo a tutele cres­cen­ti. “Giu­lia”, che sarebbe una macchi­na, è più affasci­nante e arra­pante di una bel­la Fca, con il suo “muso aggres­si­vo”. Roba da far impal­lidire il vec­chio Illus­tra­to Fiat.
Mer­i­to del grande Mar­chionne, ami­co del pre­mier, ma anche del Jobs Act che “con­sol­i­da i suoi effet­ti”. Stra­no, l’Istat ha appe­na comu­ni­ca­to che gli occu­pati sono calati di 63 mila unità da aprile a mag­gio, ma ques­ta è roba da gufi e alla nuo­va Unità non la si fa: “Calano i dis­oc­cu­pati ma crescono gli inat­tivi. Tas­so invari­a­to”. Ah, beh, allo­ra.
federica mogheriniFEDERICA MOGHERINI
“Il min­istro Polet­ti: anco­ra seg­nali pos­i­tivi”. Che goduria. In fon­do, ecco final­mente un po’ di cronaca giudiziaria, con l’unica vera notizia in due giorni: “Clitennes­tra, è lei l’assassina”. La don­na avrebbe assas­si­na­to il mar­i­to, un cer­to Aga­men­none, con la com­plic­ità del l ’amante Egis­to, ma si atten­dono le inter­cettazioni. Purtrop­po pare che il reato sia pre­scrit­to.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/bentornata-cazzo-torna-unit-sinistra-impallinano-subito-104100.htm
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LITORANEA OSTIA-ANZIO, DOPO LO SCONTRO FINISCE NEL FOSSATO CON L’AUTO

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di Giulio Manci­ni
Una dis­trazione e l’alta veloc­ità su una stra­da estreme­mente peri­colosa come la Litoranea Ostia-Anzio, pote­vano costare cara ad un gio­vane auto­mo­bilista che ha impat­ta­to con­tro due auto ed è fini­to in un fos­sato. L’uomo è ricov­er­a­to in codice rosso all’ospedale “Gras­si” di Ostia: ha ripor­ta­to diverse frat­ture a trau­mi ma non è in peri­co­lo di vita.

L’incidente è avvenu­to intorno alle 14 all’altezza del Can­cel­lo 1 del­la spi­ag­gia lib­era di Castel­porziano. La Volk­swa­gen Polo con­dot­ta dal gio­vane proveni­va da Tor­va­ian­i­ca e per­cor­re­va la cor­sia in direzione di Ostia quan­do improvvisa­mente ha inva­so la cor­sia oppos­ta. In quel momen­to nel sen­so di mar­cia con­trario soprag­giungevano una Opel Cor­sa e una Toy­ota Yaris: i guida­tori sono rius­ci­ti a evitare lo scon­tro frontale e la Polo ha str­usci­a­to entrambe le mac­chine sul­la fian­ca­ta finen­do la sua cor­sa nel fos­sato di Canale Paloc­co.

For­tu­nata­mente la veg­e­tazione ha attuti­to il colpo e la vet­tura non è scivola­ta in acqua. Per estrarre il fer­i­to c’è sta­to bisog­no dell’intervento dei Vig­ili del fuo­co. Fer­i­to in modo meno grave anche il guida­tore del­la Yaris.

http://leggo.it/news/roma/litoranea_ostia_anzio_scontro_fossato_auto-1917088.html

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