2016-12-05 (22:19:45)

I GIUDICI UCCIDONO”, MEDICO SUICIDA DOPO L’ARRESTO
DEL FIGLIO. LA MOGLIE SALVATA IN EXTREMIS


Il ponte monumentale di genova
GENOVA — Pri­ma di lan­cia­r­si nel vuo­to dal ponte Mon­u­men­tale, nel cen­tro di Gen­o­va, ha scrit­to il suo ulti­mo mes­sag­gio dis­per­a­to: «La mag­i­s­tratu­ra miope a volte uccide». Il bigli­et­to è sta­to trova­to con altri nel­la macchi­na che l’uo­mo, un affer­ma­to medico pedi­atra di 65 anni, ave­va fer­ma­to per far­la fini­ta: ave­va appe­na incon­tra­to il figlio far­ma­cista che da qua­si un mese era agli arresti domi­cil­iari per un’inchi­es­ta del­la mag­i­s­tratu­ra di Mon­za su un giro di far­ma­ci anti­tu­morali. Il far­ma­cista è sta­to poi scarcer­a­to oggi, in segui­to al sui­cidio del padre. DRAMMA «È rimas­to solo, ave­va una sorel­la che è purtrop­po dece­du­ta, sui­ci­da qualche anno fa. Sua madre ha bisog­no delle sue cure», ha rifer­i­to il suo legale. Il sui­cidio del­la sorel­la risale al 2013 ed è lega­to alla morte del mar­i­to anni pri­ma durante una immer­sione alla Haven, la petroliera maledet­ta inabis­sa­tasi al largo di Aren­zano e sul cui relit­to molti sub han­no per­so la vita. Sto­rie tor­men­tate ‚che oggi han­no col­pi­to i gen­i­tori del far­ma­cista inda­ga­to. Il padre non dove­va, a quan­to pare, uccider­si da solo. SALVATA LA MOGLIE Con lui dove­va lan­cia­r­si dal ponte anche la moglie che all’ul­ti­mo momen­to non ha avu­to invece la forza di seguir­lo. I poliziot­ti che l’han­no sal­va­ta l’han­no trova­ta agi­ta­ta, scon­vol­ta, titubante. Provvi­den­ziale l’al­larme lan­ci­a­to da alcune per­sone che ave­vano assis­ti­to impo­ten­ti alle fasi cul­mi­nan­ti del­la trage­dia. Mar­i­to e moglie ave­vano incon­tra­to il figlio ieri sera. Ma nul­la las­ci­a­va pre­sa­gire un segui­to così dram­mati­co. Sem­bra­va una nor­male ser­a­ta in famiglia. «Abbi­amo pas­sato insieme — ha det­to il far­ma­cista alla polizia — alcune ore. Abbi­amo cena­to, par­la­to, guarda­to perfi­no la tele­vi­sione. Poi sono andati via dicen­do che mio padre dove­va fare una visi­ta. Nul­la mi ha fat­to pen­sare che avessero deciso di toglier­si la vita». E nul­la del dram­ma inti­ma­mente vis­su­to mar­i­to e moglie ave­vano las­ci­a­to trasparire fino a quan­do, las­ci­a­to il figlio e la nuo­ra, si sono incam­mi­nati ver­so l’au­to. Non han­no fat­to mol­ta stra­da. Si sono diret­ti ver­so il ponte, dove tan­ti altri gen­ovesi han­no deciso, negli anni, di far­la fini­ta. Cosa sia accadu­to in quei momen­ti non è chiaro: né la moglie del medico sui­ci­da, ricov­er­a­ta sot­to choc in ospedale, è sta­ta in gra­do di spie­gar­lo con la nec­es­saria lucid­ità. Fat­to sta che l’uo­mo ha las­ci­a­to in auto i suoi bigli­et­ti­ni, com­pre­so quel­lo che for­nisce una chi­ave di let­tura del gesto, e si è diret­to ver­so la ringhiera. L’ha scav­al­ca­ta e si è lan­ci­a­to sul­la stra­da. È mor­to sul colpo. Il sui­cidio non sarebbe un atto sca­tu­ri­to da un tur­ba­men­to improvvi­so, ma sarebbe sta­to prepara­to come un gesto di denun­cia e di protes­ta nei con­fron­ti dei mag­is­trati del­la Procu­ra di Mon­za che coor­di­nano un’inchi­es­ta del Nas dei cara­binieri. INCHIESTA SUI FARMACI Il figlio del pedi­atra sui­ci­da è accusato di avere mes­so in com­mer­cio far­ma­ci di prove­nien­za illecita, e di avere for­ni­to ad altri grossisti doc­u­men­ti per oper­azioni inesisten­ti. Anche la moglie è far­ma­cista, ed è coin­vol­ta nel­la stes­sa indagine ma è sta­ta denun­ci­a­ta in lib­ertà. Il medico sta­va covan­do ran­core ver­so la mag­i­s­tratu­ra da set­ti­mane. DICONO TUTTI COSÌ Tur­ba­to dal­la notizia del sui­cidio, il procu­ra­tore di Mon­za, Cor­ra­do Carnevali, ha dife­so la sua indagine. Mag­i­s­tratu­ra miope? «Ormai — sostiene — dicono tut­ti così. Siamo pro­fon­da­mente dispiaciu­ti. Ma non c’è purtrop­po altro da com­mentare». Alle parole del procu­ra­tore ha repli­ca­to il vicem­i­nistro del­la Gius­tizia Enri­co Cos­ta: «Di fronte a questo tragi­co gesto che mi ha pro­fon­da­mente tur­ba­to, spero che le parole ripor­tate come pro­nun­ci­ate dal procu­ra­tore, non siano state ripor­tate in modo cor­ret­to, per­ché diver­sa­mente sareb­bero parole fuori luo­go».

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/genova_suicidio_ponte_monumentale/notizie/1321642.shtml
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2016-12-09 (01:19:49)

GIGI D’ALESSIO: “SONO SOLO UN INGENUO.
LA MIA ANNA NON SI FIDA PIÙ DI ME


ROMA — “Anna non si fida più di me”, a dir­lo è Gigi D’A­lessio in un’in­ter­vista a Il Fat­to Quo­tid­i­ano. Il can­tante par­la dei suoi ulti­mi guai giudiziari e sul peso che questi han­no sul­la sua relazione con Anna Tatan­ge­lo. La sua com­pagna non ha più fidu­cia in lui. “Ogni vol­ta che pre­sen­to un con­trat­to da fir­mare, — spie­ga — un doc­u­men­to, lo vaglia con il suo avvo­ca­to. Non con­sid­era più la mia opin­ione. E ques­ta è una cosa che pesa, ma lei fa bene”. Tut­ta col­pa del­la sua inge­nu­ità e del­la fidu­cia che ripone ver­so il prossi­mo. In pri­mo luo­go ram­men­ta l’ac­quis­to di un’au­to di lus­so per con­to di terzi: “una corte­sia a un ami­co che poi si è riv­e­la­to diver­so da come appari­va” fino al prog­et­to di riportare in Italia la pro­duzione del­la Lam­bret­ta per dare lavoro ai dis­oc­cu­pati cam­pani. Un prog­et­to che lo ha las­ci­a­to pieno di deb­iti.

Tatan­ge­lo e D’A­lessio, stop ai pet­te­golezzi

D’A­lessio ammette di non aver fiu­to negli affari e che a causa di questi suoi prob­le­mi Anna è ora più dif­fi­dente. L’amore c’è sem­pre, ma con qualche cautela in più.

http://www.leggo.it/GOSSIP/NEWS/gigi_d_amp_39_alessio_anna_non_si_fida_di_me/notizie/1318326.shtml
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