2016-12-28 (10:19:57)

Storia

Sulle colline del­la Fran­ci­a­cor­ta, la colti­vazione del­la vite ha orig­i­ni remote, come tes­ti­mo­ni­ano i rin­ven­i­men­ti di vinac­ci­oli di epoca preis­tor­i­ca e gli scrit­ti di autori clas­si­ci quali Plinio, Col­umel­la e Vir­gilio. Il ric­co mate­ri­ale arche­o­logi­co di età preis­tor­i­ca rin­venu­to, come ad esem­pio i resti di palafitte ritrovati nel­la zona delle Tor­biere del Sebi­no, rac­con­ta come qui si stanziarono popo­lazioni prim­i­tive, alle quali suben­trarono via via i Gal­li Ceno­mani, i Romani e i Lon­go­b­ar­di.
La colti­vazione del­la vite fu una costante del­la Fran­ci­a­cor­ta, dove, dall’epoca romana al peri­o­do tar­do-anti­co fino al pieno medio­e­vo, creb­bero vigneti anche gra­zie alle favorevoli con­dizioni cli­matiche e pedo­logiche. Con alti e bassi, la viti­coltura in queste terre non s’interruppe mai.

Le cor­ti monas­ticheLa sto­ria del­la Fran­ci­a­cor­ta è sta­ta forte­mente carat­ter­iz­za­ta dal­la pre­sen­za di gran­di enti monas­ti­ci che qui ave­vano, già pri­ma del Mille, gran­di possed­i­men­ti e che fecero una grande opera di dis­so­da­men­to, bonifi­ca e colti­vazione del ter­ri­to­rio. Tra i più attivi c’era il monas­tero fem­minile di San Sal­va­tore (in segui­to inti­to­la­to a San­ta Giu­lia di Bres­cia), fonda­to dal re Lon­go­b­ar­do Deside­rio e da sua moglie Ansa nel 753, le cui pro­pri­età fran­ci­a­cor­tine sono doc­u­men­tate dal Polit­ti­co di San­ta Giu­lia, un anti­co codice del­la sec­on­da metà del IX sec.. Nel­la stes­sa epoca, tut­tavia, era­no pre­sen­ti numerose altre cor­ti monas­tiche, tra le quali quelle di Clu­sane (pri­o­ra­to clu­ni­a­cense), Colom­baro (cel­la di San­ta Maria), Tim­o­line (corte di San­ta Giu­lia), Nigo­line (corte di Sant’Eufemia), Borg­ona­to (corte di San­ta Giu­lia) e Tor­bia­to (corte dei monas­teri di Verona e di San Fausti­no di Bres­cia).
Il pri­mo doc­u­men­to che ci for­nisce notizia di pro­pri­età in Fran­ci­a­cor­ta da parte del monas­tero bres­ciano di San Sal­va­tore, divenu­to poi di San­ta Giu­lia, risale al 766. Si trat­ta del diplo­ma con cui Adelchi, figlio del re Deside­rio, don­a­va al monas­tero tut­ti i beni avu­ti dal non­no Veris­si­mo e dagli zii Don­no­lo e Adelchi, fra cui anche alcu­ni possed­i­men­ti in ques­ta zona. 

Tra guelfi e ghi­belli­ni Dante si rifugiò a Parati­coDurante il peri­o­do delle Sig­norie, la Fran­ci­a­cor­ta era tut­ta guelfa, tranne due cen­tri impor­tan­ti alle sue porte (Palaz­zo­lo e Iseo) che era­no nelle mani dei ghi­belli­ni. Vi tro­vò rifu­gio — alla corte dei Lantieri a Parati­co e poi a Capri­o­lo — l’esule Dante Alighieri. Furono anni assai cru­en­ti, pieni di lotte e d’intrighi, cui pose fine la sig­no­ria di Pan­dol­fo Malat­es­ta: gra­zie ad un pro­l­un­ga­to peri­o­do di sta­bil­ità si ripresero le attiv­ità agri­cole e rifiorì la pro­duzione vitivini­co­la. Il pas­sag­gio del bres­ciano, dal dominio vis­con­teo a quel­lo veneziano, vide alla rib­al­ta la Fran­ci­a­cor­ta. A Gus­sa­go, infat­ti, nel 1426 fu orga­niz­za­ta la con­giu­ra dei nobili guelfi che con­seg­narono la cit­tà di Bres­cia alla Repub­bli­ca Vene­ta. In questo peri­o­do furono costru­ite le prime alte tor­ri di avvis­ta­men­to quadrate e mer­late che ancor oggi carat­ter­iz­zano la Fran­ci­a­cor­ta. Il ter­ri­to­rio fran­ci­a­corti­no ver­so la fine del ‘400 era sud­di­vi­so nelle 3 quadre (una sor­ta di dis­tret­ti, con un pro­prio capolu­o­go) di Rova­to, di Gus­sa­go e, solo in parte, di Palaz­zo­lo. 

Gli sto­ri­ografi con­cor­dano nel far risalire la pri­ma apparizione del nome “Fran­za­cur­ta” al 1277, nel­lo statu­to munic­i­pale di Bres­cia, come rifer­i­men­to all’area a sud del lago d’Iseo, tra i fiu­mi Oglio e Mel­la. La Fran­za­cur­ta o Franzia Cur­ta era allo­ra una zona impor­tante per il riforn­i­men­to di vino per la cit­tà di Bres­cia, ma anche per i borghi del­la Val­ca­mon­i­ca e del­la Val­trompia e a sud per le cit­tà del­la valle padana. 

La delim­i­tazione geografi­ca attuale del­la Fran­ci­a­cor­ta, invece, risale a un atto del 1429 di Francesco Fos­cari, Doge di Venezia, men­tre la più anti­ca map­pa giun­ta fino a noi è del 1469: opera di un autore anon­i­mo, viene con­ser­va­ta nel­la bib­liote­ca estense di Mod­e­na.

I vespri di Rova­toLa lot­ta fra Venezia e la Fran­cia portò anco­ra la guer­ra in Fran­ci­a­cor­ta: nel 1509 la popo­lazione, in una ribel­lione divenu­ta qua­si leggen­daria e chia­ma­ta piut­tosto enfati­ca­mente “vespri del­la Fran­ci­a­cor­ta”, insorse con­tro i France­si. Cen­tro del­la riv­ol­ta fu Rova­to. In segui­to alle vit­to­rie italiche di Napoleone, anche nel bres­ciano, fu procla­ma­ta la Lib­era Repub­bli­ca e nei pae­si del­la Fran­ci­a­cor­ta si alzarono i ves­sil­li del­la lib­ertà e si dis­trussero le inseg­ne del­la Serenis­si­ma. Poi fu la vol­ta del­la dom­i­nazione aus­tri­a­ca, delle lotte risorg­i­men­tali, dell’annessione al Reg­no d’Italia.

In una relazione del ‘500 che il Podestà di Bres­cia, Pao­lo Cor­rer, scrive all’imperatore, si accen­na, oltre che alle val­late Val­ca­mone­ga, Val­trompia e Lasab­bio, anche alle quat­tro terre di Pede­monte, Fran­za­cur­ta, Asolano e Riv­iera.

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Medic James E. Callahan of Pittsfield, Mass., looks up while applying mouth-to-mouth resuscitation to a seriously wounded buddy north of Saigon, June 17, 1967. Communist guerrillas had raked a U.S. battalion with machine gun fire in a jungle clearing. (AP Photo/Henri Huet)

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Secondo i costituzionalisti i vitalizi dei parlamentari condannati sono intoccabili

Sec­on­do i cos­ti­tuzion­al­isti i vital­izi dei par­la­men­tari con­dan­nati sono intoc­ca­bili

vitalizi-Redazione- Sul tavo­lo del­la pres­i­den­za di Cam­era e Sen­a­to sono arrivati i pareri richi­esti in mer­i­to al taglio dei vital­izi agli expar­la­men­tari con­dan­nati.
Il pri­mo por­ta la fir­ma diSabi­no Cass­ese, giu­dice emer­i­to del­la Con­sul­ta, il sec­on­do quel­la di Mas­si­mo Luciani, ordi­nario di dirit­to cos­ti­tuzionale all’Università La Sapien­za di Roma.
 E in entram­bi i casi, sebbene con moti­vazioni diverse, il verdet­to è neg­a­ti­vo: gli asseg­ni non pos­sono essere revo­cati.
E son o ormai cinque i pareri acquisi­ti e, a quan­to pare, la vicen­da si con­clud­erà sen­za lieto fine, la delib­era dovrebbe essere boc­cia­ta.
Sec­on­do Cass­ese «le mis­ure che si vor­reb­bero adottare prestano il fian­co a numerose critiche per­ché ille­git­time cos­ti­tuzional­mente». Innanz­i­tut­to «dispon­gono, con atto rego­la­mentare, una misura sanzion­a­to­ria acces­so­ria a mis­ure penali, sen­za un adegua­to fon­da­men­to leg­isla­ti­vo». In sostan­za, si dovrebbe inter­venire con una legge e non con una delib­era.
 In sec­on­do luo­go «pri­vano, con misura sanzion­a­to­ria, in modo retroat­ti­vo i des­ti­natari di un dirit­to loro spet­tante in base alle norme prece­den­ti». Infine «preve­dono l’irrogazione di una sanzione sen­za che sia garan­ti­to il dirit­to di dife­sa».
Poi ci sono le con­clu­sioni di Mas­si­mo Luciani. Anche per il docente del­la Sapien­za, «la misura del­la ces­sazione dell’erogazione dei vital­izi e delle pen­sioni» con­figu­ra un «sanzione penale acces­so­ria».
http://www.articolotre.com/2015/03/secondo-i-costituzionalisti-i-vitalizi-dei-parlamentari-condannati-sono-intoccabili/
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Adolf Hitler

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2016-12-28 (12:19:51)

Feroce — Film Completo

https://www.youtube.com/watch?v=h8Dvm7mtpLc

Pub­bli­ca­to il 06 feb 2015
Feroce — Film Com­ple­to (Dram­mati­co, Fran­cia)
Alain, un maghre­bi­no in cer­ca di vendet­ta, decide di aderire a un par­ti­to d’estrema destra al solo scopo di uccidere il suo leader, Hugues Hen­ry Legle. Iscriv­i­ti al canale e non perder­ti neanche un film!https://www.youtube.com/user/filmstre…
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The Jackson 5

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https://www.facebook.com/CelebritiesRarePhotos/photos/a.209024982592899.1073741839.117815121713886/209026159259448/?type=3&theater

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