da grandi poteri derivano grandi responsabilità

L'immagine può contenere: una o più persone e persone sedute

 

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Goliardia unica via.

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi e spazio all'aperto

 

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Corso Trieste, Favelas Roma,

 

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COMINCIAMO BENE, CARO PRESIDENTE MATTARELLA!

COMINCIAMO BENE, CARO PRESIDENTE MATTARELLA!
         Si pensava che con le dimissioni di Napolitano ci saremmo liberati di chi ha scheletri negli armadi. Si pensava che il nuovo Presidente fosse una persona onesta ben diversa da quei personaggi che, dopo Pertini, erano stati eletti al Quirinale. Ma così non è. Sergio Mattarella era ministro della Difesa del Governo Amato quando fu coinvolto nella vicenda dell’Uranio impoverito e nell’impressionante numero di leucemie linfoblastiche acute e linfomi tra i nostri militari che erano o erano stati in missione nei Balcani, soprattutto in Bosnia, ma non solo.
         Sergio Mattarella negò a più riprese il possibile nesso tra l’insorgere delle patologie e il servizio. Negò che la Nato avesse mai utilizzato proiettili all’Uranio Impoverito, negando tantomeno che questo fosse contenuto nei missili sparati in zona di guerra dalle navi Usa in Adriatico. Insomma, Mattarella, candidato di Renzi al Quirinale, negò su tutta la linea.
         Negò pure ciò che era possibile reperire nei primi giorni di internet sugli stessi siti della Difesa Usa, che magnificava l’efficacia degli armamenti al DU e dettava, contestualmente, le precauzioni sanitarie da adottare in caso di bonifica: protocolli di sicurezza molto rigidi, che prevedevano l’utilizzo di tute, guanti e maschere protettive, per svolgere il lavoro che invece a mani nude e senza protezioni facevano i nostri soldati, i quali, nel frattempo, continuavano ad ammalarsi e morire.  Secondo l’Osservatorio Militare i militari morti sono 307 mentre i militari malati sono 3700. Questi sono gli scheletri che Mattarella si porta al Quirinale.
Alessandro in Lotta Alessandro Verga
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Mattarella, caos Forza Italia e Ncd. Renzi: “Riforme? Scommetto su Berlusconi”

Mattarella, caos Forza Italia e Ncd. Renzi: “Riforme? Scommetto su Berlusconi”

Mattarella, caos Forza Italia e Ncd. Renzi: “Riforme? Scommetto su Berlusconi”
Il presidente del Consiglio conferma l'impegno con Berlusconi: “Patto del Nazareno a rischio? Non è colpa di Berlusconi ma di chi gli sta intorno”. Alfano sotto processo, ma il leader Pd insiste: "Avanti fino al 2018"
 
L’elezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica sembra una mareggiata che cambia il paesaggio. Il quadro che alla vigilia dei 665 voti per l’ex giudice costituzionale sembrava stabile e solido e ora in apparenza si presenta trasformato dal trionfo di Matteo Renzi, l’unico a non dover raccogliere macerie. C’è Forza Italia, compagna di riforme del Pd, ormai finita a coriandoli: Silvio Berlusconi si ritrova contro perfino quella che è stata definita la “badante”, Maria Rosaria Rossi, senatrice e tesoriera, che se la prende con Denis Verdini e Gianni Letta, vale a dire il collante del Patto del Nazareno: “Vi siete preoccupati del cerchio magico ma non vi siete accorti del duo tragico”. Nel frattempo una parte del Nuovo Centrodestra, il principale alleato di governo di Renzi, è come minimo imbufalita:Angelino Alfano, pur di unirsi – scintillante – ai 4 minuti di standing ovation per Mattarella, lascia sul campo Maurizio Sacconi e Barbara Saltamartini, dimissionari da capogruppo al Senato e da portavoce.
Il patto non muore mai. Renzi: “Scommetto su Fi”
Ma se la battuta più pronunciata in queste ore (“Il Nazareno dopo tre giorni risorge”, scritta da Jena sulla Stampa venerdì) ci sarà un motivo: resta da capire, cioè, se e quanto l’implosione dei due partiti di centrodestra con cui Renzi ha stretto accordi istituzionali abbiano davvero effetti su Italicumriforme istituzionali e destino del governo. La posizione del presidente del Consiglio, anzi, sembra quella di chi assiste a un temporale ma al tepore di un salotto con caminetto. I problemi ce li hanno gli altri. “Le riforme andranno avanti ma il partito di Berlusconi deve capire bene cosa intende fare – dice Renzi al Foglio – Ha due opzioni di fronte a sé: decidere se soffrire nel fare delle riforme che condivide oppure decidere di offrirsi per fare delle riforme importanti e avere così la possibilità di poter raccogliere e condividere i dividendi con noi. Il punto è sempre lo stesso: Berlusconi è, ahimé, circondato da persone che alimentano uno spirito non costruttivo. Io però oggi sono molto ottimista”. Poi il capo del governo va al Tg1 e ci dà dentro: “Le riforme andranno avanti comunque ma io scommetto anche con l’apporto di Fi perché non sono riforme per il Pd o per Fi, ma sono riforme per il Paese”.
Il disastro del centrodestra
I berlusconiani – di varia natura: ex, attuali, dissidenti, pentiti, convinti, scettici – sognavano di usare il voto per il Quirinale come un’occasione per darsi il mignolino e fare la pace. Chissà quanti di loro ci credevano davvero ma il risultato è che dopo essere addirittura partiti dall’ipotesi di un candidato di bandiera (Antonio Martino) sono tornati al punto di partenza: Forza Italia ha votato ufficialmente scheda bianca, una parte del partito ha votato Mattarella vestendosi volentieri (per i motivi più diversi) da franco tiratore, Ncd ha fatto una giravolta e in 24 ore è passato dal no all’applauso sorridente insieme al Pd e a Sel per l’elezione del capo dello Stato. Matteo Salvini, l’unico leader ancora in salute a destra, non aspettava altro: “Il centrodestra è morto”.
La bufera dentro Forza Italia
Per Raffaele Fitto è la pistola fumante: la strategia del patto del Nazareno avvantaggia solo Renzi, ripete, è un fallimento della linea condotta da Denis Verdini e alla quale Silvio Berlusconi ha dato credito da un anno fa. Anna Cinzia Bonfrisco – sua collega forzista critica su Italicum e riforme – lo definisce Cassandra.  “Buon lavoro a tutti noi per ricostruire dalle macerie il centro-​​destra” scrive sconsolato l’ex sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, responsabile formazione di Forza Italia. Il senatoreLucio Tarquinio da giorni lancia un assalto ai capigruppo: “Trovo alquanto ridicolo che alcuni non si siano ancora resi conto che si stia perseverando nei soliti errori. Se i capigruppo di Forza Italia, Brunetta e Romani pensano che possano continuare, seduti con pochi intimi, ad assumere decisioni sulla linea del partito a nome di tutti, si sbagliano di grosso”. “Quello che è successo – dichiaraGabriella Giammanco – ha sancito, una volta per tutte, che di Renzi, politicamente parlando, non ci si può fidare, un patto con lui non può esistere e non può reggere”. Renato Brunetta, dopo ore di interviste tv e dichiarazioni alle agenzie, è sparito già da prima dello scrutinio decisivo: “Nulla sarà più come prima – il suo testamento – Il percorso è stato rotto da Renzi”. Poi nel Mattinalefa scrivere che Renzi “ha venduto il Nazareno”. Paolo Romaniprima dell’elezione diceva che con Mattarella sul Colle le riforme sarebbero diventate un problema. “Più che rabbia è un senso di amarezza” spiegava mentre ancora dovevano essere chiamati alle urne gli ultimi grandi elettori. Berlusconi la tentazione ce l’ha, secondo un retroscena dell’Ansa: è stata una delusione tale da fargli venire voglia di “dare un calcio alle riforme”.
Ma Toti: “Faremo le riforme”
Ma mentre il gorgo sembra portarsi giù tutto c’è Giovanni Toti, che fino a prova contraria è il consigliere politico dell’ex presidente del Consiglio e in modo significativo è stato il volto di Forza Italia in tutte le interviste televisive successive alla proclamazione di Sergio Mattarella. “Si interrompe un clima di fiducia e dialogo tra i nostri due partiti – scandisce , faremo le riforme ma in un clima che da oggi è diverso”. E infatti Renzi al Foglio sottolinea il bicchiere mezzo pieno: “Io guardo al lato positivo di quello che è successo oggi e il gesto di Forza Italia di rimanere in aula e votare scheda bianca non è un gesto di scontro ma è un gesto che testimonia unavolontà di incontro“.
Ncd caos. Il Pd: “Ma c’è una maggioranza sola”
Poi c’è l’altro fronte. Quello della maggioranza di governo. Ma anche lì c’è da fare più per Alfano che non per Renzi. A votare scheda bianca, tra gli altri, anche quella del viceministro della giustizia Enrico Costa. “Non posso non constatare come da oggi cambia anche la maggioranza che sostiene Renzi, che si sposta più a sinistra con il sostegno di Sel” dice Barbara Saltamartini mentre lascia pistola e distintivo di portavoce e secondo alcune fonti si prepara a bussare a Forza Italia o Lega. “Il cinismo di ridare peso alle sinistre dentro e fuori il Pd uccide riforme lavoro, giustizia, fisco. Fine di ogni speranza” twitta Sacconi, un altro furibondo per il cambio deciso in corsa. Maurizio Bernardo lascia l’incarico di tesoriere del gruppo parlamentare della Camera. Fabrizio Cicchitto chiede un confronto dentro alla maggioranza. Il rischio di possibile spostamento a sinistra dell’asse della maggioranza era anche il terrore del capogruppo di Montecitorio Nunzia De Girolamo. Alfano, ora sotto processo, forse verrà costretto a chiedere una “verifica di maggioranza” o un “rimpasto”. Tutte parole che a Renzi – nonostante abbia appena fatto eleggere un ex dc come capo dello Stato – fanno venire l’agitazione di stomaco. “Ma quali elezioni anticipate? – dice al Tg1 – Finalmente l’Italia vede una ripresa anche se timida. Ci sono le condizioni perché finalmente, dopo anni di segno meno, si torni a un segno più. Si voterà nel 2018″. Per poter ascoltare queste parole, non a caso, con Alfano si è speso anche il presidente emeritoGiorgio Napolitano.
http://​www​.ilfattoquotidiano​.it/​2​0​1​5​/​0​1​/​3​1​/​s​e​r​g​i​o​-​m​a​t​t​a​r​e​l​l​a​-​f​o​r​z​a​-​i​t​a​l​i​a​-​n​c​d​-​i​m​p​l​o​d​o​n​o​-​r​e​n​z​i​-​r​i​f​o​r​m​e​-​b​e​r​l​u​s​c​o​n​i​-​d​e​c​i​d​a​/​1​3​8​6​8​52/
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Vittorio Muò, tra il solenne e il dissacrante: abbattere i muri delle resistenze culturali

Vittorio Muò, tra il solenne e il dissacrante: abbattere i muri delle resistenze culturali

Ogni generazione ha una storia da raccontare: la propria. Spesso in totale discontinuità con quella della generazione precedente: cambiano i gusti, le aspirazioni, gli interessi, le condizioni, ed ove tra il “vecchio” ed il “nuovo” si acuisca un’apparenteincomunicabilità e non si trovino punti di contatto né accordiper una civile convivenza, allora si ricorre allo scontro oppure si erigono muri di limite, di segregazione e di confine.
In questo episodio di Creativi di Fatto, il docente, concertista, compositore e produttore Vittorio Muò ci parla di uno dei tanti muri costruiti durante la nostra storia recente: non un muro di mattoni, di pietre o di cemento, bensì un muro culturale innalzato per distinguere la musica considerata solenne, sacra e regale dalla musica ritenuta dissacrante, profana e popolare. AttraversoTchaikovsky ed i Beatles, il maestro Muò ci offre una testimonianza preziosa degli sforzi compiuti da una generazione di musicisti nel tentativo di riconoscere ed elevare la musica di innovazione sperimentale al rango della musica di tradizione classica.
Jai Guru Deva _​ Il Network dei Creativi
http://​www​.ilfattoquotidiano​.it/​2​0​1​5​/​0​1​/​3​0​/​v​i​t​t​o​r​i​o​-​m​u​o​-​t​r​a​-​i​l​-​s​o​l​e​n​n​e​-​e​-​i​l​-​d​i​s​s​a​c​r​a​n​t​e​-​a​b​b​a​t​t​e​r​e​-​i​-​m​u​r​i​-​d​e​l​l​e​-​r​e​s​i​s​t​e​n​z​e​-​c​u​l​t​u​r​a​l​i​/​1​3​8​2​7​87/
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Maurizio Arcieri, morto il leader dei New Dada. Pioniere della musica elettronica

Maurizio Arcieri, morto il leader dei New Dada. Pioniere della musica elettronica

Maurizio Arcieri, morto il leader dei New Dada. Pioniere della musica elettronica
Il musicista e compositore si è spento a 73 anni in una clinica di Varese. Negli ultimi tempi si era fatto vedere in tv nei programmi di Piero Chiambretti
 
E’ morto all’età di 73 anni il cantante e compositore Maurizio Arcieri, grande protagonista della storia recente della musica italiana prima con i New Dada, poi da solista e infine con la compagna Christina Moser, insieme alla quale formò i Krisma, pionieri del pop elettronico in Italia.
Nato a Milano nel 1942, si è spento in una clinica in provincia di Varese. Capace di passare con disinvoltura dalla sperimentazione al pop fino al punk, molti sono gli artisti con i quali Arcieri ha collaborato: da Vangelis a Hans Zimmer, dai Subsonica a Franco Battiato. Grande innovatore, sempre attento alle tendenze d’avanguardia in arrivo dall’estero, fu lui a fare da spalla ai Beatles nel loro celebre concerto italiano, al Vigorelli.
Fra i suoi brani di maggior successo “5 minuti e poi”, “L’amore è blu”, “Water”, “Many Kisses”. Negli ultimi tempi si era fatto vedere in tv, ospite nei programmi di Piero Chiambretti.
http://​www​.ilfattoquotidiano​.it/​2​0​1​5​/​0​1​/​3​0​/​m​o​r​t​o​-​m​a​u​r​i​z​i​o​-​a​r​c​i​e​r​i​-​p​i​o​n​i​e​r​e​-​m​u​s​i​c​a​-​e​l​e​t​t​r​o​n​i​c​a​-​i​n​-​i​t​a​l​i​a​/​1​3​8​4​0​59/
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Dario Fo, romanzo storico sulle memorie segrete di un re pazzo in Danimarca

Dario Fo, romanzo storico sulle memorie segrete di un re pazzo in Danimarca

Dario Fo, romanzo storico sulle memorie segrete di un re pazzo in Danimarca
Documenti inediti e diari ritrovati sul il giovane Cristiano VII e il Paese scandinavo del '700: il nuovo libro del premio Nobel
 
Pubblichiamo un’anticipazione di “C’è un re pazzo in Danimarca” (Chiarelettere) di Dario Fo.
Prima parte. L’autore più importante di queste memorie riapparse è nientemeno che Cristiano VII, re di Danimarca eNorvegia. Il testo che abbiamo avuto la fortuna di ritrovare inizia così.
Stamane mi sono svegliato proprio in salute. Neanche uno spizzico di male al capo, mi son ritrovato con un cranio senza peso, libero, e inoltre muovendo la schiena non ho dovuto né sopportare gli scricchiolii, né respirar con gemiti. Insomma sono proprio in luna festante, come non mi succedeva da tempo. Ho sbattuto via coperte e lenzuola, ho lanciato le gambe con forza fuori dal letto e mi sono ritrovato subito all’impiedi in perfetto equilibrio, senza manco un accenno di tremore.
Eccoli qua, gli scritti segreti della mia memoria, ne ho stese già una cinquantina di pagine
dario fo 250
Devo assolutamente approfittare di questo stato davvero eccezionale e pormi subito alla scrivania per continuare il mio racconto. Che racconto? Quello della mia vita! Non ho da perdere un solo attimo, evito perfino di rivestirmi, mi basta infilare la vestaglia e scrivere sfogliando il mio cervelloche in questi rari frangenti è ben disposto a ricordare tutto ciò che, appena torno in crisi, sparisce dalla mente come se ogni pensiero franasse dentro una fossa nera senza fine (…). Eccoli qua, gliscritti segreti della mia memoria, ne ho stese già una cinquantina di pagine. Sono pronto! Però, prima di cominciare, come faccio sempre, le rileggo, correggo gli errori e allargo gli avvenimenti di fatti nuovi che vedo tornare a galla leggeri, come per incanto. Dentro e fuori da una favola.
Leggo: Mi chiamo Cristiano, di fede luterana. Ho più o meno trent’anni, non ricordo di preciso, ma mi secca chiedere informazioni sulla mia nascita a qualcuno della servitù o della corte. Son venuto al mondo a Copenaghen, immagino nel palazzo reale con la città coperta dalla neve, era pieno inverno…! Era più o meno la metà del Settecento. Mia madre, Luisa di Hannover, era la prima moglie di Federico V, naturalmente re diDanimarca. Di lei non rammento quasi nulla, né la voce né i suoi seni mentre mi allattava. Infatti sono subito stato posto fra le braccia di una balia di cui mi ricordo esattamente mammelle tenere e gonfie di latte e una voce che mi cantava perché prendessi sonno.
Mia madre è morta che avevo due anni e non lo seppi che molto tempo dopo, quando il re mio padre si risposò con un’altra donna nobile, molto bella ma avida, e priva di umanità, Giuliana Maria di Brunswick Lüneburg, della quale mi sforzerò di parlarvi largamente fra non molto. Vi anticipo soltanto che scoprire di questa signora, che pareva uscita da una leggenda mitica di un antico narratore scandinavo, fu per me qualcosa di terribilmente sgradevole. Era proprio una matrigna da favole crudeli inventate apposta per spaventare i bimbi. Nel giorno in cui, di lì a un anno, lamatrigna diede alla luce il suo primogenito io fui colto da una febbre terribile, non certo per quella nascita.
Il medico, chiamato d’urgenza, decretò che forse non si trattava dicosa grave: era soltanto un normale fenomeno inerente allo sviluppo infantile. Ma, ahimè, la diagnosi era completamente sbagliata, non mi ripresi che dopo mesi di semincoscienza. In un primo momento sembrava proprio che fossi riuscito a cavarmela da quella disperata condizione (…). Fui affidato a un maestro perché imparassi a scrivere e apprendere arte, matematica e filosofiacome è di regola per un principe (…).
Scoprii di adorare la lettura e il narrare impugnando una penna. Il maestro era paziente e ben dotato di sapere. Mi accompagnava intorno per tutta la tenuta. Si navigava su una barca, lungo piccoli corsi d’acqua che conducevano fino al porto zeppo di navi (…). Ogni tanto mi sentivo venir meno e di lì a poco crollavo perdendocoscienza. Il mio tutore mi abbracciava come fosse all’istante divenuto mio padre, di cui non avevo mai conosciuto un gesto simile. A ogni crisi arrivavano a visitarmi nuovi luminari delcervello.
Quegli uomini di alto sapere finivano a scontrarsi con durezza. E verso la fine del diverbio c’era sempre qualcuno che proponeva di sottopormi a una trivellazione cranica
Spesso quei sapienti organizzavano un consulto, mi palpavano il cranio come tenessi al posto della testa un melone di cui scoprire se fosse già maturo o meno. Immancabilmente quegli uomini di alto sapere finivano a scontrarsi con durezza e male parole. E verso la fine del diverbio c’era sempre qualcuno che proponeva di sottopormi a una trivellazione cranica che mi avrebbe liberato da quegli umori gassosi che di certo, comprimendo lecirconvoluzioni cerebrali, causavano l’orrenda malattia. Ne discutevano davanti a me come se non esistessi, convinti che trattando l’argomento con termini latini essi fossero dispensati dall’avere un minimo di attenzione verso la mia persona, tanto che a un certo punto sono uscito davvero dalla grazia di Dio e ho urlato:
“Sapete cosa vi dico, signori sapienti? Che con voi sono d’accordo anch’io, bisogna risolvere con una trapanazione: non c’è altro rimedio, infilate pure il trapano, ma non nel mio cranio… nel vostro culo!”. Che non era proprio un’espressione da re! In uno dei giorni sempre più rari in cui mi trovavo in condizioni direi favorevoli mi capitò di attraversare il parco del palazzo diFrederiksberg sul cavallo donato da mio padre. Qualcosa turbò il puledro, che si impennò sbattendo le zampe anteriori proprio nel momento in cui una madre con il proprio bimbo tenuto per mano attraversava il sentiero. Il piccolo si spaventò e tentò di fuggire ma inciampando finì al suolo (…) Io scesi di sella e corsi a sollevare di terra il bimbo. La donna mi ringraziò: “Vi sono molto grata, principe”. Quindi si allontanò e mi capitò di udire il bimbo che chiedeva: “Madre, ma quello non è il figlio pazzo del re?”.
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Il necrologio "sessista" per Colleen McCullough: "Era senza dubbio grassa"

Il necrologio "sessista" per Colleen McCullough: "Era senza dubbio grassa"

Un necrologio davvero imbarazzante su The Australian: "Piena di qualità e, senza dubbio, grassa"
La scrittrice australiana Colleen McCullough, soprannominata la regina di Uccelli di rovo, suo bestseller planetario, è morta mercoledì pomeriggio in un ospedale della piccola isola di Norfolk, nell'oceano tra l’Australia e la Nuova Zelanda, all'età di 77 anni.
Era diventata cieca per una forma degenerativa maculare, diagnostica nel 2004, e da tempo viveva su una sedia a rotelle. L’annuncio della scomparsa è stato dato dal Sydney Morning Herald. Ma è stato un altro giornale, The Australian, a scatenare il putiferio per unnecrologio davvero imbarazzante: "Piena di qualità e, senza dubbio, grassa".
Visualizza l'immagine su Twitter
Award for worst opening lines of an obituary goes to ...
Fortunatamente a prendere le difese della McCullough ci hanno pensato i lettori. Una decisa critica è stata, infatti, lanciata su Twitter dove il necrologio è stato bollato come "sessista". "Nonostante? Quindi una donna può essere di spirito nonostante la sua apparenza. Che scoperta...".
 
http://​www​.ilgiornale​.it/​n​e​w​s​/​c​u​l​t​u​r​a​/​n​e​c​r​o​l​o​g​i​o​-​s​e​s​s​i​s​t​a​-​c​o​l​l​e​e​n​-​m​c​c​u​l​l​o​u​g​h​-​e​r​a​-​s​e​n​z​a​-​d​u​b​b​i​o​-​1​0​8​7​7​6​5​.​h​tml
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Colleen McCullough, morta la scrittrice che firmò il bestseller “Uccelli di rovo”

Colleen McCullough, morta la scrittrice che firmò il bestseller “Uccelli di rovo”

Colleen McCullough, morta la scrittrice che firmò il bestseller “Uccelli di rovo”
L'autrice è morta in un ospedale della piccola isola di Norfolk, nell’oceano tra l’Australia e la Nuova Zelanda, all’età di 77 anni. Era diventata cieca per una forma degenerativa maculare, diagnostica nel 2004, e da tempo viveva su una sedia a rotelle. Dal suo libro più celebre la fiction sull’intensa storia d’amore proibita tra la giovane Maggie e il reverendo Ralph de Bricassart

Colleen McCullough, scrittrice australiana autrice del bestseller planetario “Uccelli di rovo“, è morta ieri pomeriggio in un ospedale della piccola isola di Norfolk, nell’oceano tra l’Australiae la Nuova Zelanda, all’età di 77 anni. Era diventata cieca per una forma degenerativa maculare, diagnostica nel 2004, e da tempo viveva su una sedia a rotelle. L’annuncio della scomparsa è stato dato dal “Sydney Morning Herald“. McCullough viveva dal 1988 sull’isola di Norfolk, abitata da circa 2.000 anime, in gran parte discendenti dei marinai ammutinati del Bounty, dove aveva sposatoRic Robinson.
Autrice di 25 romanzi, il suo libro più famoso è “Uccelli di rovo” del 1978 da cui venne tratta, nel 1983, la popolare miniserie tv conRichard Chamberlain e Rachel Ward: racconta la storia della famiglia australiana dei Cleary, dai primi del ‘900 e l’intensa storia d’amore proibita tra la giovane Maggie e il reverendo Ralph de Bricassart. “Uccelli di rovo” ha venduto oltre 30 milioni di copie nel mondo. Colleen McCullough ha scritto molti altri romanzi di successo, pubblicati in Italia da Rizzoli e quasi tutti disponibili nel catalogo Bur. Tra i più recenti, “La morte in più”, “Cleopatra”, “Come la madre” e “L’indipendenza della signorina Bennet”.
http://​www​.ilfattoquotidiano​.it/​2​0​1​5​/​0​1​/​2​9​/​c​o​l​l​e​e​n​-​m​c​c​u​l​l​o​u​g​h​-​m​o​r​t​a​-​s​c​r​i​t​t​r​i​c​e​-​f​i​r​m​o​-​b​e​s​t​s​e​l​l​e​r​-​u​c​c​e​l​l​i​-​r​o​v​o​/​1​3​7​9​8​14/
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