Fulvio Pironti‎In difesa dell'Avvocatura medio-​​bassa COLLEGHI, DIFENDIAMO IL NOSTRO DIRITTO ALLA

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COLLEGHI, DIFENDIAMO IL NOSTRO DIRITTO ALLA SOPRAVVIVENZA!

Mi auguro che questo Gruppo cresca velocemente a dismisura dando finalmente VOCE a tantissimi avvocati che fino ad oggi sono stati costretti, in silenzio, a subire le vessazioni della politica e delle istituzioni forensi. Il Gruppo (che in séguito si costituirà in Associazione forense) in tal modo guadagnerà una potente forza contrattuale che impiegherà per impedire e ribaltare con determinazione barricadera ogni nefandezza normativa varata e in corso di emanazione. Adesso basta, SIAMO LA MAGGIORANZA, usciamo tutti dal letargo, finiamola di piangerci addosso e progettiamo insieme le strategie vincenti per difendere il nostro sacrosanto DIRITTO ALLA SOPRAVVIVENZA!

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1. PER ECCESSO DI LECCACULISMO RISCHIA DI ROMPERSI IL TRIANGOLO MARINA-​​PASCALE-​​ROSSI - 2. LA

1. PER ECCESSO DI LECCACULISMO RISCHIA DI ROMPERSI IL TRIANGOLO MARINA-​​PASCALE-​​ROSSI - 2. LA RAMPOLLA DEL NANO DI ARCORE, CHE HA SEMPRE TELEGUIDATO IL DUPLEX PASCALE-​​ROSSI, SI È INCAZZATA NEL SENTIRSI CHIAMATA IN CAUSA DALLA FIDANZATA DI PAPÀ. È VERO, PURE LEI CONDIVIDE LE RAGIONI DELLE COPPIEOMO”; MA QUALE BISOGNO C’ERA CHE L’EX VALLETTA DI TELECAFONE SPIATTELLASSE UNA CONFIDENZA PRIVATA A MEZZO STAMPA? TRA L’ALTRO, IN UN CONTESTO ALQUANTO SBOCCATO DI POLEMICHE CON LA BONEV, CON SANTANCHÈ, CON TUTTI QUANTI DENTRO FORZA ITALIA COLTIVANO UNIDEA DIVERSA - 3. TANTOMENO MARINA GRADISCE CHE FRANCESCA L’ABBIA INVOCATA QUALE FUTURO LEADER - 4. E LA PASCALE SI DIVERTE A TORTURARE LA SANTANDECHE’: “ASSOMIGLIA A CRUDELIA DE MON, È IPOCRITA, DI QUELLIPOCRISIA DIFFUSA CHE STA FACENDO MARCIRE LA SOCIETÀ” -


1. IL DISAGIO DI MARINA, TESTIMONIAL INVOLONTARIA DELLA PASCALE
Ugo Magri per “La Stampa
BERLUSCONI E FRANCESCA PASCALE SU GENTEBERLUSCONI E FRANCESCA PASCALE SU GENTE
Forza Italia è un Maracanà. In preda al delirio. Adunanze di deputati e senatori prima convocate, poi disdette, infine riconvocate da Berlusconi, costretto a esercitare la sua leadership per mettere un briciolo di ordine nel caos. Siamo al punto che Gasparri, il quale tante ne ha vissute nella sua carriera, ieri sera esclamava scandalizzato: «Mo’ basta, altrimenti qui sembriamo come il Brasile...».
Già, perché tra i dirigenti regna la discordia. Uno fa e l’altro disfa. Romani, capogruppo a Palazzo Madama, per giorni aveva resistito alle pressioni dei «peones» guidati da Minzolini (ma il grosso della truppa è pilotata da Fitto) che vorrebbero rimettere in discussione gli accordi con Renzi sulle riforme, in particolare quella che secondo loro trasformerebbe il Senato in un cimitero di elefanti.
BERLUSCONI RONZULLI PASCALEBERLUSCONI RONZULLI PASCALE
Quando però gli hanno sventolato davanti 24 firme di altrettanti senatori che chiedevano un’assemblea, come ai tempi del Sessantotto, e per timore di diventare parafulmine della protesta, Romani ha detto «okay, facciamola». Con Berlusconi presente. Alle 10 di giovedì, cioè oggi. Solo senatori e senza i deputati. Dunque senza Brunetta, che è il vero stratega della resistenza anti-​​renziana.
 
E cosa ha fatto allora Brunetta? Ha convocato a sua volta i deputati. Mezz’ora prima dei senatori. Quelli di là e loro di qua. Una situazione assurda, inconcepibile. Ma la mossa è stata vincente. Perché l’ex Cavaliere verso sera ha ripreso in mano lo scettro e d’imperio ha cancellato entrambe le riunioni per tenerne una congiunta martedì prossimo, ore 10. Proprio come desiderava il capogruppo alla Camera. L’impianto delle riforme non verrà stravolto poichè «Roma locuta causa finita» come dicevano gli antichi: la decisione del Capo è presa e non si torna indietro. Però verrà meglio modulata, come anticipa il consigliere berlusconiano Toti, l’opposizione al governo, che sarà più tosta di quanto sia apparsa fin qui.
 
BERLUSCONI PASCALE DUDU IN AEREOBERLUSCONI PASCALE DUDU IN AEREO
A sera, dopo avere imposto il coprifuoco, Berlusconi è andato a presenziare una cena di raccolta fondi allestita dalla fedelissima Rossi, con gli ospiti che hanno sborsato (tramite preventivo bonifico) mille euro a capoccia. Accanto a Silvio, una Pascale raggiante per l’eco della sua campagna pro-​​gay: altro motivo di tensione tra le file «azzurre» e un po’ anche in famiglia. Dove parlare di irritazione forse è troppo, poiché affetto e stima per Francesca non sono certo venuti meno.
Però Marina Berlusconi non ha fatto i salti di gioia nel sentirsi chiamata in causa dalla fidanzata di papà. È vero, pure lei condivide le ragioni delle coppie «omo»; ma quale bisogno c’era (questo si domanda Marina) che la Pascale spiattellasse una confidenza privata a mezzo stampa? Tra l’altro, in un contesto alquanto sboccato di polemiche con la Bonev, con Santanchè, con tutti quanti dentro Forza Italia coltivano un’idea diversa...
marina berlusconiMARINA BERLUSCONI
Pure su questo la figlia maggiore di Berlusconi nutre riserve: non le sembra il momento adatto per aggiungere nuove tensioni dentro un partito già così litigioso. I diritti gay sono una grande questione di civiltà «che tuttavia lacera il centrodestra, di sicuro non lo compatta». Non a caso Marina ha sempre evitato di esporsi sull’argomento.
E il giorno in cui ritenesse giusto uscire allo scoperto, vi provvederebbe in prima persona, senza limitarsi a fare da testimonial per la battaglia della Pascale. Tantomeno Marina gradisce che Francesca l’abbia invocata quale futuro leader del centro-​​destra. La circostanza è stata più volte esclusa, «con preghiera di non insistere. Tra l’altro il capo c’è», obietta la presidente di Mondadori, «e di nome fa Silvio». Per cui non si comprende qualche motivo ci sia di tener vivo il tema della successione...
2. SANTANCHÉ: “IO PENSO A LAVORARE NON DISCUTO DI BORSE TAROCCATE
Amedeo La Mattina per “La Stampa”
francesca pascale e marina berlusconiFRANCESCA PASCALE E MARINA BERLUSCONI
Daniela Santanché fa finta di snobbarla, di rimanere su un piano di superiorità dantesca del tipo «non ti curar di loro ma guarda e passa». Loro sarebbero in effetti «Lei», la giovane e frizzante fidanzata di Silvio Berlusconi, la nuova signora di Arcore, la napoletana Francesca Pascale che azzanna la sua ex amica Daniela che ha avuto l’ardire di sostenere che iscriversi all’Arcigay è come iscriversi alla Fiom o alla Cgil. La compagna del Cavaliere non l’ha mandata giù e ha riversato sulla deputata di Fi altre parole poco affettuose.
«Assomiglia a Crudelia De Mon», è «ipocrita, di quell’ipocrisia diffusa che sta facendo marcire la società». Fin qui la pitonessa poteva forse sopportare l’affronto, ma mettere in dubbio che le sue borse non siano griffate e autentiche..., ecco questo no, è troppo. «Sì, ho le borse marocchine, lo sanno tutti che mi piace comprare le borse e scarpe dai miei amici marocchini».
 
Stira un sorriso ed entra nell’aula di Montecitorio dopo aver parlato fitto con il senatore Alfredo Messina, amico di vecchia data di Berlusconi, manager e vicepresidente vicario del gruppo Mediolanum.
BERLU E SANTANCHE images jpegBERLU E SANTANCHE IMAGES JPEG
«Mi occupo di altro, io, parlo di cose alte, importanti, di questioni serie, il resto è taroccato». Come le sue borse? «Io amo i marocchini, sono persone gentili. Di borse false sono altri che se ne intendono».
 
Potrebbe raccontare quando le due filavano d’amore d’accordo e andavano a correre insieme attorno al Villa Certosa in Sardegna. Potrebbe far presente quando Daniela regalò a Francesca la serie completa delle borse Hermes. Altro che roba fasulla di Fuorigrotta! Ma questo la Santanchè non lo dice e non lo direbbe mai... E infatti la pitonessa non cita mai la Pascale, finge di non sentirsi sfiorata.
Ma cosa ha fatto alla fidanzata del Cavaliere per essere così attaccata? «Che ne so io, lo chieda a lei, io sto qui a lavorare». Per Visibilia, la sua società che vuole allargarsi nell’editoria, addirittura pure ai compagni dell’Unità? «Io sto qui al partito a lavorare. Figurati se faccio interviste su queste cose. Io faccio politica e mi occupo della mia azienda. Io sono per il partito della pace e dell’amore. Me l’ha insegnato Berlusconi: dobbiamo costruire il partito dell’amore e io sto qui per questo, per l’a-mo-re», scandisce forte.
 
silvio berlusconi e maria rosaria rossiSILVIO BERLUSCONI E MARIA ROSARIA ROSSI
Di a-​​mo-​​re in Fi se ne vede poco. Ma perchè tanta acredine della Pascale? Il fiume di veleni dentro Fi tracima. C’è chi, vicino al cerchio magico di Arcore, dice che Daniela è sempre stata una cattiva consigliera del capo, che lei è tra le principali cause della rottura con Alfano. Altri sussurrano che c’è una questione di soldi. Le illazioni diventano sempre più fantasiose e fantastiche.
Se vogliamo stare alla cronaca, qualcosa lo stesso Berlusconi l’ha detta all’assemblea dei parlamentari la scorsa settimana. Si lamentava che la cassa del partito fosse vuota: «Avevo dato incarico a una persona per la raccolta dei fondi ma non ha portato un euro». Tutti hanno cercato con lo sguardo Daniela, titolare del fundraising. È mai possibile che Pascale ce l’abbia a morte con Santanchè per questo? Il fatto è che ora la raccolta fondi è stata messa in mano a fedelissima Maria Rosaria Rossi, la zarina in seconda dopo Pascale ad Arcore dove controlla pure quanti fagiolini vengono comprati e a che prezzo.
 
RENATO BRUNETTA PUBBLICA LA FOTO CON BERLUSCONIRENATO BRUNETTA PUBBLICA LA FOTO CON BERLUSCONI
Veleni, sospetti, «ma io non ho tempo per i veleni», dice Daniela che ieri alla Zanzara è stata definita un’icona delle lesbiche. Macché, ha commentato Pascale, «non ci credo. Chi la adora è la Walt Disney perché assomiglia a Crudelia De Mon». E invece è proprio così. Lo ha confermato ieri una che di queste cose se ne intende, l’ex deputata del Pd Paola Concia, paladina dei diritti omosex e felicemente sposata in Germania.
Quando nel cortile di Montecitorio vede Santanchè le si avvicina e le dice detto: «Ma perchè te la prendi con la Pascale che si è iscritta all’Arcigay e che vuole i matrimoni tra omosessuali? Proprio tu, poi, che sei una delle nostre icone?». Daniela estrae una lunga sigaretta da una fantastica borsa Hermes e spiega che lei non ha nulla contro i gay, ma i matrimoni omosessuali no. «Nemmeno tra eterosessuali».
3. PASCALE: SANTANCHÈ COME CRUDELIA DE MON
minzolini consiglio nazionale forza italia foto lapresseMINZOLINI CONSIGLIO NAZIONALE FORZA ITALIA FOTO LAPRESSE
«La Santanchè è scenica quando parla di politica, ma nessuno le ha chiesto di tesserarsi all’Arcigay. La mia è stata un’azione dettata dal cuore e dall’ideologia liberale». Così Francesca Pascale, fidanzata di Berlusconi, a La Zanzara su Radio 24, a proposito delle critiche sulla sua svolta pro diritti gay: «La invito a uno dei prossimi raduni Arcigay, noi non siamo omofobi. Se le lesbiche la adorano? Non credo, chi la adora è la Walt Disney perché assomiglia a Crudelia De Mon».
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1. 15 ANNI FA USCIVA AL CINEMAEYES WIDE SHUT”, STARRING TOM CRUISE E NICOLE KIDMAN, CON LE SCENE

1. 15 ANNI FA USCIVA AL CINEMAEYES WIDE SHUT”, STARRING TOM CRUISE E NICOLE KIDMAN, CON LE SCENE DELLORGIA CENSURATE. ORA LA WARNER BROS ANNUNCIA UN NUOVO DOCUMENTARIO SU STANLEY KUBRICK, CON IL SESSO ESPLICITO REINTEGRATO (VIDEO) - 2. KUBRICK NON AVEVA ALCUNA INTENZIONE DI RENDERE BLANDE LE SCENE DELLAMMUCCHIATA, PUR IMMAGINANDO CHE SAREBBERO STATE CENSURATE. QUANDO IN AMERICA LA PELLICOLA VENNE CLASSIFICATANC-​​17”, VIETATA AI MINORI DI 17 ANNI, LA WARNER BROTHERS DECISE DI ALTERARE DIGITALMENTE ALCUNE SCENE, AD ESEMPIO AGGIUNGENDO SAGOME CHE COPRIVANO GLI ATTI SESSUALI ESPLICITI. KUBRICK ERA APPENA MORTO E NON EBBE VOCE IN CAPITOLO - 3. PERFEZIONISTA, CI VOLLERO 200 CIAK PER UNA SCENA FRA CRUISE E SYDNEY POLLACK -


"Eyes Wide Shut" fece il suo esordio al cinema il 16 luglio 1999, quindici anni fa. Doveva essere girato in sei mesi, invece ci vollero due anni e Stanley Kubrick morì una settimana dopo aver completato il montaggio. Tom Cruise e Nicole Kidman firmarono un contratto aperto e si ritrovarono tra le riprese più lunghe della storia.
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Per celebrare l’anniversario dall’uscita Jeff Baker, della “Warner Brothers”, annuncia l’uscita di un documentario su Kubrick, il quale era più o meno un recluso. Tutta la pre e post produzione veniva fatta nella sua tenuta, e spesso sceglieva di girare le scene vicino casa. I dipinti che appaiono nell’appartamento di Tom Cruise e Nicole Kidman sono suoi, realizzati dalla moglie Christiane. Sue sono molte delle maschere veneziane indossate nell’indimenticabile scena dell’orgia. Le prese dal set e le appese alle pareti di casa.
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Il film non fu subito campione di incassi in sala, ma vendette tre milioni e mezzo di copie in VHS. Kubrick seguiva ossessivamente ogni parte del processo cinematografico, dal concepimento, alla realizzazione, alla diffusione. Era molto protettivo con le sue creazioni, chiedeva a se stesso a e agli altri “la perfezione”.
Voleva portare il film e gli attori al limite, e tutti lo seguirono. Era ossessionato dall’inquadratura perfetta. Una scena fra Cruise e Sydney Pollack fu girata duecento volte. Per ricostruire il Greenwich Village a Londra inviò un suo collaboratore a New York affinché misurasse l’esatta larghezza delle strade.
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Non aveva alcuna intenzione di rendere blande le scene orgiastiche. Non lo fece, pur  immaginando che sarebbero state censurate. Quando la “Motion Picture Association of America” classificò la pellicola “NC-​​17”, non adatta ai minori di 17 anni, la Warner Brothers decise di alterare digitalmente alcune scene, ad esempio aggiungendo sagome che coprivano gli atti sessuali espliciti. Kubrick era morto e non ebbe voce in capitolo. Le scene tagliate saranno recuperate nel nuovo documentario in uscita a fine anno.
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1. CURIOSI DI SAPERE CHI HA UCCISO ‘’L’UNITÀ’’? SCOPERTO IL KILLER: CONCITA DE GREGORIO! - 2. E NON

1. CURIOSI DI SAPERE CHI HA UCCISO ‘’L’UNITÀ’’? SCOPERTO IL KILLER: CONCITA DE GREGORIO! - 2. E NON LO SPIFFERANO I FUORUSCITI TRAVAGLIO E PADELLARO E FURIO COLOMBO BENSI' LO SVELA L’EX DIRETTORE DELL’”ESPRESSO”, OGGI EDITORIALISTA DIREPUBBLICA”, GIOVANNI VALENTINI SU TWITTER: “SULLA FOTO DELLA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DEL 2008 DI OLIVIERO TOSCANI CI SONO LE IMPRONTE DIGITALI DI CHI HA MESSO IN LIQUIDAZIONE ''L’UNITÀ''” - 3. E ALLEPOCA IL DIRETTORE DELLUNITÀ ERA APPUNTO CONCITA, CHE ARRIVAVA DA ‘’REPUBBLICA’’ ED È TORNATA A ‘’REPUBBLICA’, NOMINA CHE PORTA LA FIRMA DI VELTRONI - ’4. OGGI IL QUOTIDIANO FONDATO DA GRAMSCI (E AFFONDATO DA RENZI) SARÀ IN EDICOLA PER L’ULTIMA VOLTA. L'INEFFABILE VELTRONI: “CREDO CHE L’AMBIZIONE SIA QUELLO DI GUARDARE AL FUTURO E NON ALLA SOPRAVVIVENZA. SENZA ''L’UNITÀ'' SIAMO TUTTI PIÙ POVERI” -


1. DA D’ALEMA A VELTRONI, LE FIRME DELLULTIMA «UNITÀ» - OGGI IN EDICOLA IL NUMERO D’ADDIO DEL QUOTIDIANO
Concita De GregorioCONCITA DE GREGORIO
Oggi l’Unità sarà in edicola per l’ultima volta. Almeno per adesso. Martedì la redazione avrebbe voluto interrompere le pubblicazioni già dal 30 luglio, non appena saputo dai liquidatori del giornale che dall’assemblea dei soci non era venuta fuori alcuna soluzione per il salvataggio. Ma poi si è deciso di andare avanti fino al termine fissato dai liquidatori (il 1° agosto appunto) così da poter mandare in edicola un giornale con interventi autorevoli di molti ex direttori.
Giovanni ValentiniGIOVANNI VALENTINI
Tra questi quelli di Massimo D’Alema e di Walter Veltroni. Che scrive: «Come sarà l’Unità ? Non cosa è stata e cosa è. Credo che l’ambizione che oggi deve muovere la redazione e tutti quelli che hanno a cuore il destino del giornale, a cominciare dal Pd, sia quello di guardare al futuro e non alla sopravvivenza. Senza l’Unità siamo tutti più poveri». E ieri pomeriggio il comitato di redazione de l’Unità ha incontrato i vertici del Pd.
walter veltroniWALTER VELTRONI
Il presidente Matteo Orfini, il vicesegretario Lorenzo Guerini e il tesoriere Francesco Bonifazi hanno visto le rappresentanze sindacali dei giornalisti, gettando uno spiraglio di fiducia per il futuro. Con la chiusura de l’Unità sono un’ottantina i giornalisti che rimangono senza lavoro, oltre a tutti i poligrafici e gli amministrativi.
UN PO D ACQUA PER MASSIMO D ALEMA FOTO ANDREA ARRIGAUN PO D ACQUA PER MASSIMO D ALEMA FOTO ANDREA ARRIGA
Ma dal Pd avrebbero garantito che si sta lavorando affinché l’Unità non chiuda e che in proposito avrebbero già avuto manifestazioni di interesse. Infatti Guerini, Orfini e Bonifazi hanno spiegato al comitato di redazione che stanno valutando progetti che prevedano il rilancio del progetto editoriale complessivo nonché la tutela del corpo redazionale. 
2. LE IMPRONTE PORTANO A REPUBBLICA
Matteo OrfiniMATTEO ORFINI
Giovanni Valentini, diRepubblica, scrive su Twitter postando l’immagine della campagna pubblicitaria dell’Unità del 2008: «Su questa foto, ci sono le impronte digitali di chi ha messo in liquidazione l’Unità». All’epoca il direttore era Concita De Gregorio, che arrivava daRepubblica ed è tornata a Repubblica.
Insomma, le impronte digitali di chi messo in liquidazione l’Unità portano dritte al giornale di Mauro.
3. UNITÀ, ULTIMA CHIAMATA PER IL PD: UN COMPRATORE PER EVITARE LA SANTANCHÈ
Salvatore Cannavò Per il “Fatto quotidiano
Se davvero Matteo Renzi e il Pd vogliono salvare l’Unità ora è la loro occasione. Con l’uscita di scena degli azionisti la palla è nelle mani dei liquidatori che dovranno presentare un piano al commissario nominato dal Tribunale in quello che viene definito “concordato bianco”. Si tratta dell’ultimo miglio da percorrere prima del definitivo fallimento. In questo lasso di tempo, chi volesse rilevare l’Unità non ha che da presentare un’offerta giudicabile “forte” da parte del commissario. 
lorenzo gueriniLORENZO GUERINI
Il Partito democratico ha assicurato ieri pomeriggio al Cdr del quotidiano, incontrato dal presidente del partito, Matteo Orfini e dal vicesegretario Lorenzo Guerini, che sta lavorando per far emergere una proposta imprenditoriale con un piano editoriale credibile. Di fronte alla richiesta dei lavoratori del giornale di avere garanzia anche sul fronte dell’occupazione, la risposta è stata confortante. “C’è impegno” ha dichiarato il Cdr.
Sul fronte politico, la giornata è stata segnata dagli attestati di solidarietà. Da parte di tutti i senatori del Pd, dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, da Walter Veltroni e Roberta Pinotti, dall’Arci fino a Stampa romana. Tutti al fianco del quotidiano fondato da Antonio Gramsci e tutti d’accordo nel chiedere un impegno al partito di riferimento e, soprattutto, al presidente del Consiglio.
DANIELA SANTANCHEDANIELA SANTANCHE
Il “concordato in bianco”, o con riserva, permette alla società di beneficiare immediatamente degli effetti “protettivi” rispetto ai creditori dandogli il tempo di predisporre la proposta di concordato preventivo oppure di un piano di ristrutturazione. Si tratta, dunque, di capire la bontà delle offerte sul tavolo che, a differenza della fase precedente, non dovranno più essere approvate dai soci e non dovranno sottostare alla maggioranza del 91 per cento.
Nel Pd si confida che l’offerta promossa dal partito possa avere i requisiti necessari e battere così quelle, probabili, di Matteo Fago, che ha avanzato un suo piano, e di Daniela Santanchè che ieri con un tweet si rammaricava della “stupidità” con cui, per pregiudizio, è stata respinta la sua proposta. Ma la sua offerta potrebbe tornare di nuovo sul tavolo. Per evitarla serve una proposta più forte e credibile. L’ultima occasione per il Pd.
matteo fagoMATTEO FAGO
francesco bonifaziFRANCESCO BONIFAZI
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1. IL VERO OBIETTIVO DI ETIHAD È METTERE LE MANI ANCHE SULLAEROPORTO DI FIUMICINO - 2. L’INTESA

1. IL VERO OBIETTIVO DI ETIHAD È METTERE LE MANI ANCHE SULLAEROPORTO DI FIUMICINO - 2. L’INTESA CON LA FAMIGLIA BENETTON, CHE CONTROLLA LO SCALO ROMANO, C’È GIÀ - 3. GLI EMIRI SOGNANO DI TRASFORMARLO NEL PRIMO AEROPORTO D’EUROPA, CON SERVIZI DEFINITIIMPENSABILIAI PASSEGGERI E UNA FILOSOFIA COMMERCIALE DA CINQUE STELLE - 4. QUESTO OVVIAMENTE COMPORTEREBBE IL DEFINITIVO DECLINO DI MALPENSA COME HUB EUROPEO, MA È UN PROCESSO COMUNQUE IN CORSO GIÀ DA TEMPO IN MANIERA AUTONOMA - 5. IL VERO INCUBO DI ETIHAD NON È L’EREDITÀ TOTO-​​AIR ONE, MA IL RICORSO UE DI LUFTHANSA - 5. POSTE BY CAIO VOLEVA GESTIRSI IL TRAFFICO MERCI, MA GLI EMIRI HANNO RISPOSTO PICCHE -

Dagoreport
fratelli benettonFRATELLI BENETTON
Sarebbe il trionfo delle boutique di lusso, dei servizi più vari ai passeggeri, oltre che la gioia delle archistar. Un aeroporto di Fiumicino che passa nelle mani degli arabi di Etihad sarebbe tutto questo e tanto altro ancora. E i bene informati giurano che in tal senso ci sia già un accordo di massima tra la compagnia di Abu Dhabi e la famiglia Benetton, che oltre ad esser socia di Alitalia controlla lo scalo romano.
James HoganJAMES HOGAN
Gli uomini di James Hogan hanno già pronti un sacco di piani, oltre che un sacco di milioni. e mentre trattano con il governo e con le banche l’acquisto di Alitalia, fanno già i conti con il formidabile uso che potrebbero fare di Fiumicino se avessero in mano anche Aeroporti di Roma. Gli emiri sognano di trasformarlo nel primo scalo d’Europa, con servizi impensabili ai passeggeri e una filosofia commerciale tutta improntata al lusso. Questo ovviamente comporterebbe il definitivo declino di Malpensa come hub di un certo livello, ma va detto che quest’ultimo è un processo comunque in corso già da tempo in maniera autonoma.
AEROPORTO ROMA FIUMICINOAEROPORTO ROMA FIUMICINO
Mentre tutta l’attenzione è dunque, comprensibilmente, sulla “fase 1” dell’acquisto del pacchetto di maggioranza di Alitalia, Etihad sa già come espandere e “incrociare” il proprio business sui cieli – e sui terreni – di Roma. La palla sta dunque alla famiglia Benetton, che starebbe già pregustando i petrodollari di Abu Dhabi.
Abu Dhabi SCALOABU DHABI SCALO
Se quello dell’operazione su Fiumicino può essere il vero approdo dell’interesse manifestato su Alitalia, c’è tuttavia un punto che ancora preoccupa, e molto, gli acquirenti di Etihad. Si tratta del ricorso Ue di Lufthansa contro l’ingresso in forze di Etihad nella compagnia guidata da Del Torchio.
LufthanasaLUFTHANASA
Hogan, dopo l’ultimo aumento di capitale dei privati, è pronto a chiudere, ma vuole una manleva scritta nel caso il ricorso di Lufthansa venga accolto. Perché il rischio di sanzioni enormi esiste tutto quanto. E’ questo, più che la discussa eredità di Toto, il vero scoglio rimasto sulla chiusura del contratto.
Francesco CaioFRANCESCO CAIO
Un altro punto controverso riguarda il ruolo di Poste e non solo perché il suo ingresso con 70 milioni potrebbe configurarsi come un aiuto di Stato e scatenare le sanzioni di Bruxelles. La società guidato da Francesco Caio vorrebbe mettere le mani sul traffico merci, ma su questo Etihad non è d’accordo perché si tratta di un business che vuole gestire direttamente. 
GABRIELE DEL TORCHIOGABRIELE DEL TORCHIO
http://​www​.dagospia​.com/​r​u​b​r​i​c​a​-​4​/​b​u​s​i​n​e​s​s​/​v​e​r​o​-​o​b​i​e​t​t​i​v​o​-​e​t​i​h​a​d​-​m​e​t​t​e​r​e​-​m​a​n​i​-​a​n​c​h​e​-​s​u​l​l​-​a​e​r​o​p​o​r​t​o​-​8​2​0​2​8​.​htm
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E’ MORTO A 93 ANNI THEODORE VAN KIRK, L’ULTIMO AVIATORE DELLENOLA GAY, IL BOMBARDIERE CHE SGANCIÒ

E’ MORTO A 93 ANNI THEODORE VAN KIRK, L’ULTIMO AVIATORE DELLENOLA GAY, IL BOMBARDIERE CHE SGANCIÒ L’ATOMICA SU HIROSHIMA, 240 MILA MORTI PER I QUALI NON S’È MAI PENTITO. ANZI: “VEDEMMO LA CITTÀ BOLLIRE NELLE FIAMME. E PENSAI: LA GUERRA E’ FINITA. E PROVAI SOLLIEVO

Era il 6 Agosto 1945: alle 8.15 del mattino “Little Boy”, nome in codice della prima bomba nucleare, fu lanciato sulla città giapponese uccidendo più di 240.000 persone - Conclusa la storica missione, Van Kirk fu insignito di medaglie. Finita la guerra si prese un master in ingegneria chimica e lavorò per trent'anni alla DuPont…

Da “Il Giornale
Se ne è andato a 93 anni in una tranquilla casa di riposo a Stone Mountain, nel cuore della Georgia, Stati Uniti, «senza aver mai avuto un rimorso o un ripensamento». Theodore Van Kirk, l'ultimo membro dell'equipaggio dell'Enola Gay che sganciò la bomba atomica su Hiroshima nel 1945, è morto di vecchiaia.
theodore van kirkTHEODORE VAN KIRK
Arruolatosi nell'aviazione statunitense nel 1941, l'«Olandese» - così veniva chiamato Van Kirk - non divenne mai pilota, ma navigatore di volo talmente abile da essere scelto per quella che gli venne presentata come «una missione top-​​secret». Una missione che doveva portare alla fine della Seconda Guerra Mondiale. E così fu.
theodore van kirk 3THEODORE VAN KIRK 3
Assoldato dal collega ed amico colonnello Paul Tibbett - che divenne il capo team del fatidico bombardiere B-​​29 - dopo mesi di duro addestramento Van Kirk guidò con le sue carte di volo l'Enola Gay, in sole sei ore e mezza, dall'isola di Titian nelle Marianne sino ai cieli sopra Hiroshima.
Era il 6 Agosto 1945: alle 8.15 del mattino Little Boy - questo il nome in codice dell'ordigno - la prima bomba nucleare, fu lanciata sulla città giapponese. Uccise più di 240.000 persone e gettò il pianeta nell'era atomica. «L'aereo subì due enormi sobbalzi, fu avvolto da flash di luce fortissimi - ha raccontato in varie interviste l'Olandese - io guardai giù, la città sembrava bollire nelle fiamme, ed il mio primo pensiero fu: «La Guerra è finita. Bene». E provai sollievo».
theodore van kirkTHEODORE VAN KIRK
«Per tutta la sua vita mio padre ha pensato di aver fatto solo e semplicemente il suo dovere - ha raccontato il figlio Thomas - È stato un meraviglioso papà e la sua esistenza è molto più dell'Enola Gay».
Van Kirk non parlò della sua esperienza per molti anni. Ma nel 2005, in occasione del sessantesimo anniversario di Hiroshima, disse ai media americani: «Nessuno di noi dell'equipaggio soffrì alcun effetto fisico dalle radiazioni. Non solo: nessuno di noi ha avuto problemi psicologici o si è ritirato in un monastero».
Conclusa la storica missione, l'Olandese fu insignito di medaglie. Finita la guerra lasciò l'aviazione, si prese un master in ingegneria chimica e lavorò per trent'anni alla DuPont. Cresciuto in una fattoria in Pennsylvania, il «navigatore» era nato nel 1921: ora, i suoi resti torneranno nella cittadina d'origine di Northumberland.
sopravvisuto all'atomica su hiroshimaSOPRAVVISUTO ALL'ATOMICA SU HIROSHIMA
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ASL ROMA D, ZINGARETTIDIMENTICA” I SERVIZI TERRITORIALI METTENDO IN DIFFICOLTA’ I CITTADINI

ASL ROMA D, ZINGARETTIDIMENTICA” I SERVIZI TERRITORIALI METTENDO IN DIFFICOLTA’ I CITTADINI

grassiok

AG.RF.(MP).31.07.2014

 “riverflash” -  “A Ostia il Sert, servizio che assiste i tossicodipendenti e il Dipartimento di salute mentale, si sono visti ‘scippare’ otto infermieri dall’ospedale Grassi così, gli ambulatori in oggetto, che rivolgono la propria assistenza a persone fragili, si vedono costretti a ridurre drasticamente orari e prestazioni, in un settore particolarmente delicato, specie nella zona del litorale romano, in un periodo in cui la popolazione triplica. A quanto pare Zingaretti, la sanità territoriale l’ha soltanto ‘immaginata’. Piuttosto che fare annunci a vuoto, circondato da competenti addetti stampa e solerti giornalisti pronti a riportare ogni virgola delle sue dichiarazioni, senza nulla eccepire, il presidente farebbe cosa meritoria se andasse di persona nelle Asl, negli ambulatori, nei pronti soccorsi, nelle corsie degli ospedali. Soltanto così si renderebbe conto di cosa c’è bisogno e dei disagi che vivono quotidianamente i cittadini. Altro che ‘un nuovo modo di fare sanità’, questa è la sanità della stanza dei bottoni”.

http://​www​.riverflash​.it/​w​o​r​d​p​r​e​s​s​/​?​p​=​3​9​900
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GLI PSICOLOGI HANNO RIVELATO UNA CARATTERISTICA SCONCERTANTE SULLE PERSONE CHE SEMBRANO SEMPRE

GLI PSICOLOGI HANNO RIVELATO UNA CARATTERISTICA SCONCERTANTE SULLE PERSONE CHE SEMBRANO SEMPRE POSITIVE

positivodi Consolata Chiantelassa 

(riverflash) – Nel 1961, Stanley Milgram incuriosito dalla volenterosità di alcune persone ad eseguire ordini dati da figure autoritarie, iniziò un esperimento. Decise di sperimentare quanto un soggetto potesse provocare in uno sconosciuto scariche di adrenalina semplicemente per il fatto che gli fosse stato impartito un ordine. Alcuni soggetti, erano disposti ad arrivare ad uccidere per non disobbedire.

La notizia: Un esperimento analogo a quello di Milgram, pubblicato sulla rivista “Journal of Personality”  ha allargato il campo di ricerca andando a catalogare le personalità che si mostrano più propense ad obbedire. La scoperta è stata sorprendente. Le personalità più estroverse sono le più propense ad eseguire gli ordini e a infliggere ad altri le scariche adrenaliniche di cui sono consapevoli del dolore provocato mentre i meno estroversi sono meno inclini ad obbedire ed a ferire gli altri.

Il metodo e le scoperte: Per otto mesi i ricercatori hanno intervistato i soggetti per misurare sia la loro personalità sociale che il loro passato e la loro cultura politica. Quando hanno messo insieme queste informazioni con il comportamento del protagonista durante l’esperimento, una trama chiara è emersa: le persone che normalmente erano socievoli eseguivano gli ordini perché non volevano deludere il prossimo mentre quelli descritti come antisocievoli mantenevano il loro punto di vista.

L’ironia è che una personalità normalmente descritta come antisociale-​​ spiacevole può effettivamente essere associata ad un comportamento pro-​​sociale, afferma Kenneth Worthy in Psychology Today‘s. Questa associazione di idee deriva dalla volontà che certi individui hanno di sacrificare la propria popolarità a favore di cause morali come altruismo verso gli altri, gli animali e l’ambiente. La popolarità alla fine potrebbe non essere altro che un segno di garbo è può darsi un desiderio di sopportare superiorità morali.

Lo studio ha anche evidenziato che coloro che nutrono ideologie di sinistra hanno meno propensione a ferire gli altri. Un certo gruppo si è mantenuto determinato ed ha rifiutato di eseguire ordini distruttivi. Ad esempio donne che avevano precedentemente partecipato come attiviste in rivolte politiche quali scioperi o occupazioni di fabbriche.

L’effetto Nazista: Le scoperte si prestano oltre l’obbiettivo originale di Milgram negli anni 60 che cercava di capire la nascita del Nazismo. Milgram iniziò i suoi esperimenti nel Luglio del 1961, tre mesi dopo l’inizio del processo ad Adolf Eichmann, un Criminale di Guerra Nazista.  Milgram volle credere che le sue scoperte avrebbero potuto spiegare come persone apparentemente piacevoli possono effettuare cose orribili se gli si viene ordinato.

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ROMA: STANGATA SUI PARCHEGGI AG.RF.(MP).31.07.2014  “riverflash” – Brutte notizie per i romani, una

ROMA: STANGATA SUI PARCHEGGI

strisce-blu

AG.RF.(MP).31.07.2014

 “riverflash” – Brutte notizie per i romani, una vera e propria stangata per le strisce blu: aumentano infatti le tariffe, dentro e fuori le zone a traffico limitato, grazie ad una delibera approvata ieri dal consiglio comunale che prevede un aumento del 50% del costo della sosta, che passerà da 1 euro a 1,5. Ma c’è anche un’altra novità, relativa alle tariffe agevolate giornaliere (4 euro al giorno come spesa massima, anche se si superano le 8 ore di sosta) e mensili (costo: 70 euro): entrambe sono state abolite, per cui, chi fino a ieri pagava 4 euro, per poter lasciare l’auto ferma 8 ore, adesso per lo stesso tempo dovrà sborsare 12 euro. Restano in vigore altre tariffe agevolate, come quella di 20 centesimi per 15 minuti, la gratuità della sosta per le autovetture elettriche o ibride ma anche nei parcheggi in prossimità di ospedali, con limite temporale di 2 ore. L’opposizione ha presentato centinaia di emendamenti, ma quelli che si sono “salvati “ dal taglio, sono stati poi bocciati in aula. Dalla lista Marchini sono arrivate le prime critiche al nuovo provvedimento: “ aumentare le tariffe per le strisce blu ed eliminare gli abbonamenti giornalieri e mensili, è un furto legalizzato”; anche Forza  Italia ha polemizzato con le decisioni prese e alcuni manifestanti, hanno esposto striscioni con su scritto: “per i romani solo degrado e tasse”. Inoltre ieri, sempre all’interno della discussione sul Bilancio, è stata votata anche un’altra propedeutica, quella sul Regolamento della Iuc, (contiene Imu e Tasi), che per un pasticcio in aula (causato da un errore tecnico della maggioranza che lo ha bocciato) è dovuta ritornare ai Municipi e in commissione per un nuovo via libera. Infine oggi in aula, verranno discussi i provvedimenti con le nuove regole sui cartelloni pubblicitari e probabilmente nella giornata di domani, verrà discussa la delibera più importante, cioè la manovra vera e propria…. mentre i romani rimangono con il fiato sospeso, sperando di scongiurare nuove ulteriori tasse…..

http://​www​.riverflash​.it/​w​o​r​d​p​r​e​s​s​/​?​p​=​3​9​905
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