Yitzhak Shamir

Israele: morto lex premier Yitzhak Shamir (AGI)

Yitzhak Shamir, nato a Ròzana, 15 ottobre 1915 – Tel Aviv, 30 giugno 2012, è stato un politico israeliano

È stato primo ministro di Israele due volte dal 1983 al 1984 e dal 1986 al 1992. Ebreo di origine polacca (il suo nome di nascita era Icchak Jaziernicki) studiò in Polonia ed emigrò in Palestina nel 1935.
Fu un importante esponente del gruppo di terroristi ebrei Banda Stern (Lehi), responsabile di atti come l'assassinio nel 1948 del negoziatore ONU, il  conte svedese, Folke Bernadotte ed insieme all'Irgun, degli attentati (due anni prima) all'hotel King David di Gerusalemme (sede del comando del mandato britannico) e di quello che distrusse l'ambasciata di Londra a Roma.
Membro del partito conservatore del Likud fin dalla fondazione (1977), di cui fu leader dal 1983 al 1992, fu deputato alla Kessnet, ministro degli esteri e primo ministro. Lasciò la politica attiva nel 1996.
Malato da tempo, si è spento il 30 giugno 2012 a Tel Aviv.
 

                                                                                                                             Fenix

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Stanziati 52,6 mld di dollari dalla Banca Mondiale per paesi via di sviluppo

Jakarta, 30 giu.  La Banca Mondiale ha stanziato 52,6 miliardi di dollari per i paesi in via di sviluppo nel 2012. Il fondo di assistenza si concretizzera’ in prestiti, borse di studio e di garanzia per contribuire a stimolare la crescita economica. “Da quando ho aderito a questa istituzione nel 2007 la Banca Mondiale ha stanziato 300 miliardi di dollari di per lo più utilizzati per aiutare i paesi a superare la crisi alimentare ed economica”, ha sottolineati il presidente della Banca Mondiale Robert B. Zoellick. Il presidente della Banca Montiale, poi, ha sottolineato, che l’istituzione si impegnerà in 884 operazioni di aiuto alle persone piu’ povere, in particolare nei settori dell’istruzione e della sanita’.

(Adnkronos/​Xinhua)

news​.liberoreporter​.eu

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RETTIFICA

IL BISCIONE SNIFFA - L’AVVOCATO DI PAOLA BARALE CI INVIA LA SEGUENTE RETTIFICA ALLARTICOLO CHE DAGOSPIA HA RIPRESO DALA STAMPA”: “I FATTI NARRATI NELLA INTERCETTAZIONE SONO FALSI… E LA PUBBLICAZIONE È VIEPPIÙ LESIVA PERCHÉ DEL TUTTO GRATUITA; RIFERISCE FATTI RISALENTI NEL TEMPO; DEL TUTTO PRIVI DI INTERESSE PUBBLICO PER IL LETTORE. PAOLA BARALE, INFATTI, HA LAVORATO NELLA TRASMISSIONEBUONA DOMENICACITATA FINO ALLANNO 2001”…

www​.dagospia​.com 

Riceviamo e pubblichiamo:
Paola BaralePaola Barale  STUDIO LEGALE DEL RE - SIRIANNI

Rettifica ai sensi dell'art. 8 L. stampa
La sottoscritta avv. Maddalena Claudia del Re, in qualità di rappresentante e difensore della sig.ra Paola Barale espone quanto segue:
in data 29 giugno 2012, sul sito internet denominato dagospia​.com precisamente al seguente indirizzo web
http://​www​.dagospia​.com/​r​u​b​r​i​c​a​-​2​/​m​e​d​i​a​_​e​_​t​v​/​1​-​b​u​f​e​r​a​-​d​i​-​n​e​v​e​-​s​u​-​m​e​d​i​a​s​e​t​-​i​n​-​u​n​a​-​t​e​l​e​f​o​n​a​t​a​-​s​p​u​n​t​a​n​o​-​c​o​s​t​a​n​z​o​-​e​-​l​a​-​b​a​r​a​l​e​2​-​4​0​8​8​3​.​htm
è pubblicato l'articolo dal quotidiano La Stampa a firma Andrea Sceresini: "Spacciavano cocaina a Mediaset" nel sommario: "Arrestati 22 uomini. E in una telefonata spuntano i nomi di Costanzo e della Barale".
paola barale a misteropaola barale a mistero

 Nell'indice iniziale, tutto in grassetto si legge: "1. Bufera di neve su mediaset: in una telefonata spuntano Costanzo e la Barale; 2. ""l'amico mio ha preso 12 anni di galera perché lavorava con Maurizio Costanzo. Davide Caffa, lui gli dava la barella... (cocaina) alla Barale, a Costanzo, ad ogni Buona Domenica ... Gli dava due etti e mezzo. Gliela pagavano profumata... È successo... E ha preso 12 anni".
3. l'ira di Paola Barale: "sono totalmente estranea ai fatti mai visto o sentito nulla. fare nomi senza verificare è da idioti. si rovina la reputazione delle persone". 4. la procura di Milano precisa che nessun VIP è stato mai sentito dagli inquirenti e non esiste assolutamente nessun riscontro: allora perché sputtanarli?"

3bo55 ta haggiag pa barale paola barale dvd14 paola barale raz degan paola barale raz deganIl servizio di Dago Spia è corredato di foto della sig.ra Paola barale di cui quella più in rilevanza è modificata con il programma photoshop e la rappresenta in foggia di drogata con occhiaie profonde e pupille (ovviamente modificate) piccole come spilli. Nella stessa foto a fare da sfondo una lametta per formare le cosiddette "piste", quantità notevole di cocaina e un rotolo di banconote, nonché il, conduttore Costanzo, non modificato.
Dall'articolo della Stampa è riportata la trascrizione di una conversazione telefonica tra tale Marco Damiolini e Raffaele Laudano nella quale, tra l'altro, il Damiolini racconta: "l'amico mio ha preso 12 anni di galera perché lavorava con Maurizio Costanzo. Davide Caffa, lui gli dava la barella... (cocaina) alla Barale, a Costanzo, ad ogni Buona Domenica ... Gli dava due etti e mezzo. Gliela pagavano profumata... È successo... E ha preso 12 anni".
Successivamente si precisa nell'articolo che la Procura di Milano, in assenza di riscontri, non ha ritenuto di dover sentire i personaggi citati. E il PM Sagermano spiega: "Mediaset è completamente estranea alle indagini".
costanzo baralecostanzo baralepaola baralepaola baraleLa signora Paola Barale con la presente richiesta di rettifica formale precisa di non aver mai conosciuto o incontrato le persone citate nell'articolo a parte, ovviamente, il signor Maurizio Costanzo.
I fatti narrati nella intercettazione telefonica riportata dall'articolo messi tra virgolette in cui viene citata la signora Barale, sopra integralmente richiamati, sono falsi e in ogni caso la signora Barale ne è del tutto estranea e non la riguardano assolutamente.
Si precisa inoltre che la pubblicazione della suddetta intercettazione, con la pubblicazione del nominativo della signora Paola Barale, riportato anche nel sommario dell'articolo, è lesivo della dignità e del decoro della signora Paola Barale poiché, con superficialità e leggerezza dell'articolista, la stessa viene collegata al mondo della droga, all'inchiesta che ha visto diversi arresti anche di dipendenti della società Mediaset, lasciando intendere al lettore un coinvolgimento giudiziario della famosa conduttrice televisiva nella suddetta inchiesta.
barale 301barale 301La pubblicazione è vieppiù lesiva perché del tutto gratuita; essa, si ribadisce, riferisce fatti di un'intercettazione telefonica non corrispondenti al vero; risalenti nel tempo; non attuali e pertanto del tutto privi di interesse pubblico per il lettore. La signora Paola Barale, infatti, ha lavorato nella trasmissione "Buona Domenica" citata fino all'anno 2001.
barale dicembregqbarale dicembregqPer quanto sovraesposto, la signora Paola Barale ha subito e continua subire dalla pubblicazione del suddetto articolo danni gravi alla immagine e alla reputazione.
Si chiede pertanto a codesta spettabile testata così diffusa nella sua versione on-​​line di voler pubblicare la presente rettifica ai sensi dell'art.8 della legge sulla stampa, e di voler altresì eliminare integralmente il richiamo del tutto gratuito alla signora Paola Barale nel suddetto sito con contestuale eliminazione degli articoli riportati.
Con riserva di tutelare tutti i diritti della mia assistita Paola Barale nelle competenti sedi giudiziarie.
Si insiste per la pubblicazione della presente rettifica ai sensi dell'art. 8 della Legge sulla stampa.
Milano, 29 giugno 2012
avv. Maddalena Claudia del Re
RISPOSTINA
A DIFFERENZA DE "LA STAMPA", NEL TITOLO ABBIAMOCRITICATO IN MANIERA ESPLICITA IL FATTO CHE LA PROCURA DI MILANO MANDA ALLA STAMPA INTERCETTAZIONI TELEFONICHE SU PERSONAGGI CHE NON SONO STATI NE' INDAGATI NE' INTERROGATI. SECONDO, LA FOTO DELLA BARALE IN APERTURA NON E' STATA FATTA CON PHOTOSHOP PERCHE' RISALENTE A UNO SPETTACOLO DELLA STESSA SHOW-​​GIRL.
CORDIALI SALUTI
DAGOSPIA
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Chrome su iOS: perché è più lento di Safari?

Google Chrome per iOS

Google Chrome è più lento di Safari in quanto Apple impedisce al browser di utilizzare il motore di rendering Nitro.

Durante il Google I/​O, in corso a San Francisco, l’azienda di Mountain View ha annunciato Chrome per iPhone e iPad, la versione iOS del noto browser desktop. Si tratta di una valida alternativa a Safari, sopratutto per la presenza di più funzionalità rispetto al browser integrato, ma i primi test pubblicati in Rete hanno rivelato una eccessiva lentezza nel rendering delle pagine web. Google ha realizzato un software scadente? No, la colpa in realtà è di Apple.

Safari utilizza un motore JavaScript, denominato Nitro, che sfrutta la compilazione JIT (Just-​​In-​​Time) per eseguire gli script e quindi aumentare la velocità di caricamento delle pagine. Ebbene, Apple impedisce ai browser alternativi e alle applicazioni web di terze parti di usare Nitro. Google Chrome, quindi, non è altro che una nuova interfaccia di Safari, in quanto è obbligato ad utilizzare una vecchia versione di Nitro, denominata UIWebView, per il rendering delle pagine web. Apple avrebbe imposto questo vincolo per garantire in teoria una maggior sicurezza del sistema operativo.
In base ai commenti pubblicati dagli utenti sull’App Store, Chrome è circa 3,5 volte più lento di Safari nel benchmark SunSpider. Gli screenshot mostrati in Rete indicano una superiorità ancora più marcata: Safari completa il test in 1.784 ms, mentre Chrome impiega 6.863 ms. La versione desktop di Chrome sfrutta il motore JavaScript V8, grazie al quale è diventato il browser più veloce in assoluto, ma come detto Apple ne proibisce l’utilizzo.
In definitiva, Apple sembra cercare di usare tutti i mezzi a sua disposizione per impedire agli utenti di scegliere un browser alternativo, nonostante Chrome integri diverse feature assenti in Safari, tra cui la possibilità di aprire un numero maggiore di schede. L’azienda di Cupertino non permette nemmeno di impostare Chrome come browser predefinito: tutti i link verranno quindi aperti automaticamente in Safari.

www​.webnews​.it

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Fa troppo caldo. A Londra svengono le reclute da ore sotto il sole

Svenimenti a catena, malori e abbassamenti di pressione per una dozzina di cadetti della Metropolitan Police

Svenimenti a catena, malori e abbassamenti di pressione per una dozzina di cadetti della Metropolitan Police

Come riporta Repubblica​.it, si sono registrati "svenimenti a catena, malori e abbassamenti di pressione, alla presenza del sindaco di Londra Boris Johnson una dozzina di cadetti della Metropolitan Police sono stati portati via dai medici del pronto intervento durante il giuramento delle reclute dell'accademia di polizia di Hendon". Le cause? Il caldo eccessivo. E dopo diverse ore sotto il sole, in molti non hanno retto.

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 www​.cadoinpiedi​.it

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Nicola Zingaretti. La Sinistra Reale trova un nuovo modello: Israele

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di Miguel Martinez - www​.kelebeklerblog​.com
Nicola Zingaretti, presidente della provincia di Roma, è la versione postmoderna del funzionario sovietico.
Wikipedia ci racconta infatti la sua fortunata carriera di non lavoratore, di cui diamo qui un breve riassunto:
“A diciassette anni è tra i fondatori dell’associazione di volontariato antirazzista “Nero e non solo”, impegnata nelle politiche dell’immigrazione e per una società multietnica e multiculturale.”
Segnaliamo che “Nero e non solo” è diretto da persone dai nomi multietnici e dalle posizioni multiculturali, come Marco Pacciotti (fondatore,oggi dirigente del PD), Gianpiero Cioffredi (ex-​​presidente, passato dal PCI all’ARCI al PD) e Aniello Zerillo, attuale presidente e dirigente ARCI.
“Nel 1991 [Zingaretti] viene eletto Segretario Nazionale della Sinistra Giovanile e l’anno successivo Consigliere Comunale di Roma: [...] organizza il primo Campeggio Giovanile Antimafia di San Vito Lo Capo e numerose iniziative in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.”
I due Santi Laici della Legalità non potevano mancare…
“Dal 1995 al 1997 è presidente dell’Unione Internazionale della Gioventù Socialista (IUSY) e Vice Presidente dell’Internazionale Socialista.
Nel 1998, a 33 anni, entra a far parte della Commissione che elabora la piattaforma politica dei socialisti per il nuovo secolo “Progresso Globale”.
Dal 1998 al 2000 è responsabile delle Relazioni Internazionali presso la Direzione Nazionale dei Democratici di Sinistra e nel 1998 organizza, a Milano, il Congresso dei Socialisti Europei. Con una delegazione DS composta anche da Walter Veltroni, nel 1999 si reca in Birmania a sostegno del “Movimento per la democrazia” e incontra il Premio Nobel per la Pace 1991 Aung San Suu Kyi. Lo stesso anno organizza il viaggio del Dalai Lama a Roma.
Nel 2000 è eletto Segretario dei Democratici di Sinistra di Roma. L’anno seguente è uno dei promotori della candidatura di Walter Veltroni a Sindaco di Roma.
Nel marzo del 2004 è [eletto] al Parlamento Europeo nella lista Uniti nell’Ulivo. [...] Fa anche parte delle delegazioni interparlamentari per i rapporti con Israele e la penisola coreana, degli intergruppi parlamentari “Volontariato”, “Disabilità”, “Diritti delle persone omosessuali” e “Tibet”.
Pare che abbia un particolare legame con il mondo degli imprenditori tessili, tanto che:
“Dal 2005 al 2007 è relatore per il Parlamento europeo della direttiva Ipred2 sulle Sanzioni penali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale e riesce a far approvare un progetto legislativo che per la prima volta introduce sanzioni penali uniformi in tutti gli Stati membri dell’Unione europea. La direttiva attribuisce sanzioni penali per i contraffattori che importano merci illegali e pericolose dai paesi extra-​​Ue.”
L’ambulante senegalese condannato per aver venduto qualche patacca Gucci ai turisti saprà chi ringraziare.
Adesso il nostro uomo dell’apparato (anche elettronico: lui realizza “il progetto ProvinciaWiFi, che consiste nell’installazione in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo del territorio provinciale di apparati WiFi per l’accesso gratuito ad Internet“) ha un rimedio di sinistra per i problemi del Lazio:
““Laboratorio Israele” ovvero “Start-​​up Nation” di Dan Senor e Saul Singer, diventa l’occasione per il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, per rendere omaggio al “modello Israele”, con tanto di invito rivolto ai giovani italiani a emularne l’esempio per rilanciare la nostra poco creativa economia.”
“I ragazzi impegnati in questo progetto – dedicato a promuovere l’innovazione nelle università romane – vinceranno per il secondo anno consecutivo un viaggio premio in Israele. Un viaggio nel corso del quale incontreranno imprenditori, professori universitari, venture capitalist, esperti del trasferimento tecnologico, che spiegheranno ai nostri giovani come funziona il ‘modello Israele’. Un esempio per il mondo di come possa costruirsi un ecosistema dell’innovazione efficiente e capace di competere, in pochi anni, con il meglio del mondo. Un viaggio destinato a lasciare i nostri ragazzi con occhi attenti e la voglia di replicare quello che hanno visto qui da noi.

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L'odissea di un profumo in mezzo alla burocrazia

Lanfranco Vaccari

RETROPENSIERI

Un'eau de parfum dimenticata in Usa diventa il simbolo di un Paese soffocato da un apparato assurdo e costoso.

di Lanfranco Vaccari

Al duty free di Parigi ho comprato due bottigliette di eau de parfum per mia figlia. Le ho dimenticate in albergo a San Francisco. Così ho chimato l’hotel, che si è messo in contatto con FedEx e ha organizzato la spedizione in Italia (avrei naturalmente speso meno se fossi andato in una qualsiasi profumeria di Milano e le avessi ricomprate, ma questo è un altro discorso).
Dopo qualche giorno, ho ricevuto una telefonata dal broker monomandatario di FedEx a Malpensa, quello che si occupa di sbrigare le questioni burocratiche.
UN NULLA OSTA DA 40 EURO. Mi hanno detto che, in base alla legge italiana, l’eau de parfum non poteva essere consegnata senza il nulla osta dell’Ufficio Sanità, operazione che costa 40 euro, dal momento che proviene da un Paese extra Ue. Ho fatto presente che l’ho acquistata all'aeroporto Charles De Gaulle ed è ancora nel sacchetto di plastica del duty free, che è per uso personale, che se me la fossi portata in valigia nessuno mi avrebbe detto niente, che si tratta di una quantità largamente inferiore al massimo consentito (quattro “colli”, per adattarmi al gergo in uso).
Mi hanno risposto che è stata spedita dagli Stati Uniti, «a conoscenza un Paese fuori dell’Europa», e che la disposizione vale per tutti i prodotti di profumeria che vengono a contatto con il corpo e per gli integratori alimentari: così, se voglio ritirare l’eau de parfum, che rientra nella prima categoria, devo pagare «la tariffa stabilita dall’Ufficio Sanità».
Ho risposto che la toiletterie e gli integratori sono due cose diverse e che mi sembrava una legge demenziale. E loro: «Non possiamo farci niente».

Il broker monomandatario e la rendita puramente parassitaria

Così ho chiamato l’Ufficio Sanità. Il funzionario, senza essere sollecitato, ha concordato sull’assurdità della disposizione, aggiungendo un particolare interessante: il loro nulla osta è gratuito, è il broker monomandatario che stabilisce la tariffa per la sua intermediazione.
Si tratta dunque di una rendita puramente parassitaria, un taglieggiamento applicato in maniera indiscriminata: perché (sul piano del semplice buon senso) un conto è se sono un’azienda che importa tre quintali di deodorante, un altro se sono un privato che acquista due flaconi per evitare che gli maleodorino le ascelle.
Il funzionario dell’Ufficio Sanità mi ha detto che potevo avere il nulla osta andando alla Dogana e compilando il modulo, che poi doveva essere consegnato a loro. Sono andato a Malpensa Cargo City (a questo punto, con i soldi che mi stava costando la faccenda, avrei potuto comprare su eBay lo Chanel n.5 di Marilyn ma, ancora una volta, è un altro discorso), edificio C.
LO SCONCERTO DEI FUNZIONARI. Sono salito al secondo piano, dove stanno gli uffici della Dogana, entrando in un ufficio a caso. Ho trovato due funzionari gentilissimi che dopo aver ascoltato la storia hanno scosso la testa: «Non ha senso». E mi hanno dato una mano per recuperare il modulo.
All’Ufficio Sanità, al quarto piano, c'era il medico di turno, anche lui di squisita gentilezza, che ha avuto una reazione desolata: non si capacitava di come una norma potesse venir applicata in modo tanto ottuso e indiscriminato. Ha messo il timbro e apposto la firma (ho scoperto qui che il broker monomandatario ha gli uffici proprio di fronte, sul lato destro del corridoio: d'altronde, 40 euro per fare due passi sono una tariffa adeguata a una rendita parassitaria...). Ho riportato il modulo alla Dogana. Il funzionario mi ha detto che si occuperà lui di far avere la documentazione a FedEx per portare a termine la consegna, cosa che effettivamente è avvenuta 36 ore dopo.

L'Italia: uno Stato etico  che si pone come arbitro assoluto del bene e del male

Questa storiella minima è un interessante spaccato di come un’amministrazione borbonica soffochi l’Italia e gli impedisca di diventare un Paese moderno. Chiacchierando con i funzionari della Dogana e il medico di turno dell’Ufficio Sanità, sono entrato nella ratio della legge. Si parte da due flaconi di eau de parfum ma si arriva molto lontano.
LIBERALE O ASSOLUTISTA. Ci sono due possibili concezioni del ruolo dello Stato. Una è liberale e fa capo a John Stuart Mill, il filosofo britannico vissuto nell’800. Mill sosteneva che «su di sé, sul suo corpo e sulla sua mente, l’individuo è sovrano»: lo Stato non ha il diritto di intervenire per impedire che uno si faccia del male, se questo non provoca danni al resto della società.
Per capirci: un individuo può decidere di scalare le montagne, fumare o andare in biciletta in città; i suoi comportamenti preoccupano le compagnie di assicurazione e le mamme, ma sono giustamente tollerati dallo Stato.
Naturalmente ci sono alcuni gruppi sociali che hanno bisogno di una qualche forma di protezione (i bambini e i diversi tipi di tossicodipendenti, dalla cocaina all’alcool), ma quello che i governi devono fare è soprattutto educazione sanitaria.
L’altra concezione è assolutista: nasce con Thomas Hobbes, un altro filosofo britannico, vissuto nel 600, e viene perfezionata poi da Georg Wilhelm Friedrich Hegel, un filosofo tedesco vissuto fra il 700 e l'800. Il loro pensiero sta alla base delle grandi dottrine totalitarie, il comunismo e il fascismo: lo Stato si pone come fine supremo e arbitro assoluto del bene e del male. L’Italia funziona secondo queste linee: è ancora in gran parte uno Stato etico.

L'ossessione da controllo e il ruolo di lobby e centri d'interesse

Lo Stato etico ha la pretesa, necessaria alla sua esistenza, di controllare tutto. Dunque è perfettamente logico che voglia anche il nulla osta per due flaconi di eau de parfum di evidente uso personale. Non ovunque. In Europa è così: l’Olanda, per fare un esempio, è molto più liberale; per uso personale puoi importare qualsiasi cosa, salvo che se scoprono che è illegale finisci in galera. Vale anche in altri settori. In Francia, crostacei e molluschi vengono venduti per strada senza particolari permessi; in Italia bisogna ottemperare a un’infinità di disposizioni previste dalle Asl. Il risultato è che il tasso dell’epatite a in Francia è molto inferiore rispetto a noi.
APPARATO COSTOSO. L’ossessione da controllo costa molto, in termini di apparato e di denaro, e produce risultati discutibili. «Il costo per lo Stato etico si può anche sostenere in alcuni casi», mi ha detto il medico di turno all’Ufficio Sanità di Malpensa, «ma questo è un Paese di azzeccagarbugli, dove un esercito di avvocati, commercialisti e notai si mette immediatamente al lavoro per trovare espedienti che aggirino qualsiasi disposizione legislativa. È un battaglia infinita e, dal punto di vista economico, perdente».
È lo stesso meccanismo per cui, se uno vuole avviare un’attività, deve passare sotto un’infinita sequela di forche caudine che possono anche fargli perdere anni. Mentre, in Paesi più liberali, si fa in sei settimane, sei giorni o addirittura sei ore. Ma smantellare lo Stato etico è un’impresa titanica. Vuol dire combattere potenti centri d’interesse, lobby corporative e gente che si è assicurata rendite parassitarie come il broker monomandatario di FedEx.

Sabato, 30 Giugno 2012

www​.lettera43​.it

 

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"Per anni il mio lavoro è stato inviare curriculum e aspettare"



Davide, 34 anni, non trova più lavoro. Ha girato per agenzie interinali (è iscritto in oltre 40 agenzie, ma nessuna lo ha mai chiamato!), risponde alle inserzioni del Centro per l’Impiego, dove è iscritto, e a quelle che compaiono settimanalmente su tutti i quotidiani.

“Alla mia età, senza capitali da investire in un’attività mia, e senza conoscenze e agganci che mi consentano di lavorare come dipendente, è già finita! Ne ho tanti di amici che non lavorano, pur continuando a cercare e ad inviare curriculum, come faccio io. Il risultato è lo stesso, anche per loro. Viviamo tutti a casa dei genitori, come fosse facile, alla nostra età! Ma soprattutto senza avere la percezione di un possibile domani!”
 
Le agenzie interinali hanno tutto l’interesse a farti iscrivere, a prescindere dal fatto che abbiano o meno un lavoro da offrirti: quello che serve loro sono banche dati corpose per vendersi meglio alle aziende. Così si spiegano i tanti annunci civetta con cui attirano i candidati… Ma senza specifiche, particolari qualifiche, la possibilità di ricevere una telefonata è praticamente nulla!
 
Anche le aziende fanno la loro parte. Molte utilizzano gli annunci di lavoro come forma di pubblicità a costo zero. Basta girare per il corso di una qualunque delle nostre città per notare cartelli di ricerca del personale che rimangono esposti per mesi e mesi (provate a inviare il vostro curriculum… non risponderà nessuno). Questo perché un’azienda che offre lavoro dà di sé un'immagine sana, positiva

Così, sempre più persone, giovani e adulti, rinunciano a inviare la propria candidatura. Non hanno più fiducia nel sistema di reclutamento della forza lavoro. “Serve una spinta”, “Serve l’aggancio”, “Servono soldi per farsi raccomandare”. E non rinunciano certo per scarsa determinazione... Dopo che la ricerca affannosa di anni si traduce in soli 3 mesi di impiego, o in 6 mesi di stage come cassiera, l’autostima crolla (non solo nei giovani, ma anche in chi, in passato, si è messo alla prova in diverse occasioni) e la speranza è persa! 

Di tanta ricerca cosa rimane?
 
Davide mi guarda per un istante coi suoi occhi verdi e vibranti, che abbassa per rispondermi senza farsi travolgere dall’emozione: “Ormai sono così depresso, che invio curriculum solo per i miei genitori… tanto a cosa serve? Come si può lavorare così poco e poi inviare candidature che parlano di “esperienza” lavorativa? Quale esperienza, ormai? Per anni, il mio lavoro è stato propormi a chiunque, inviare curriculum, e aspettare… aspettare… Non ce la faccio più!”
 
di Maria Cabri
 
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Orsos, è nata l’isola privata trasportabile ovunque

di REDAZIONE

Qualcosa di simile l’avevamo già segnalato: era la Yacht Island Design, una società che progetta esclusive barche ispirandosi a temi o location particolari. Quelle che propone la Orsos Islands si presentano invece come vere e proprie isole artificiali; o almeno, questa è l’idea. Non si tratta di yacht, ma di piattaforme galleggianti da piazzare dove si vuole, praticamente delle vere e proprie residenze marine. Certo, si possono spostare a piacimento, ma occorrono dei rimorchiatori e per i viaggi più lunghi è consigliato l’affitto di una nave da carico.
Ovviamente stiamo parlando di qualcosa di estremamente lussuoso. L’idea di Orsos Islands è di offrire il meglio del mercato immobiliare di terra, in termini di esclusività, comodità e stabilità, ma in versione galleggiante.
Ma perché uno dovrebbe acquistare un’isoletta semovente? Ad esempio per farsi una vacanza in intimità, ormeggiato in qualche baia meravigliosa raggiungibile solo via mare. Oppure per vivere ogni mese in un posto diverso, in giro per gli oceani, ma senza perdere il comfort di una casa. E c’è spazio in abbondanza per fare feste ed eventi, o magari mettere in piedi un piccolo albergo super esclusivo.

www​.lindipendenza​.com

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Decide di cambiare sesso ad 84 anni

Cina – (Express​-news​.it) Un uomo ha deciso di sottoporsi ad un operazione per il cambiamento di sesso all’età di 84 anni.
Qian Jinfan è nato Jiaxing, a sud di Shanghai, esperto di calligrafia, studioso di letteratura, collezionista d’arte, ha condotto per decenni una carriera di funzionario di medio livello presso l’ufficio culturale di una citta’ del Guangdong, dove si e’ sposato nel 1982, a 54 anni. Poi, nel 2008, compiuti gli 80 anni, ha deciso di diventare donna.
Si è sottoposto ad una cura di ormoni, si è rifatto il seno ed ha iniziato a vestirsi da donna, ora si fa chiamare Yi Ling. I suoi parenti ed i suoi colleghi lo difendono e apprezzano la sua decisione.
Ora, si sente pronto per l’operazione di cambiamento di sesso per cambiare ufficialmente da uomo a donna.
“Questo è il mio vero io. Mi sono nascosto negli ultimi 80 anni”, ha detto al Qian Guangzhou Southern Metropolis. “Spero di resistere al pregiudizio che le persone hanno verso i transessuali. Voglio eliminarlo.”
La sua decisione di rendere pubblica la sua lotta per il riconoscimento dei diritti sessuali è stato elogiato dalle comunità gay, lesbica e transgender della Cina, che lo hanno dichiarato un eroe.

www​.express​-news​.it

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