Il lupo Slavc trova l'amore in Italia

Munito di radiocollare l'esemplare sloveno e' andato a Trieste e in Veneto

LUBIANA - Si chiama Slavc, a ricordare le sue montagne, e ha scelto di venire in Italia dove, a quanto sembra, potrebbe aver trovato l'amore. Non e' una storia di gossip, perche' Slavc e' un bell'esemplare di lupo nato nel branco sloveno-​​croato denominato Slavnik, appunto dal nome della montagna intorno alla quale e' maggiormente presente. Proprio su quella montagna slovena, il 17 Luglio 2011, e' stato catturato dai ricercatori dell'Universita' di Lubiana e munito di radiocollare telemetrico Gps-​​Gsm per seguirne gli spostamenti nell'ambito del progetto europeo SloWolf.

Alla cattura il lupo pesava 40 kg ed e' stato stimato di un'eta' tra i due e i tre anni. In base agli ultimi dati raccolti, il suo branco di appartenenza conta dai tre ai quattro membri ed e' uno dei dieci branchi sloveni, dei quali cinque si muovono tra il territorio sloveno e quello croato. Il territorio del branco di Slavc e' vasto e comprende anche il carso triestino: dai rilevamenti telemetrici si e' visto che e' arrivato fino a 9 km dall'abitato di Trieste. Ma Slavc, non pago, ha attraversato quattro nazioni alla ricerca del suo territorio.
E' cosi' andato prima in Austria e poi e' risceso dall'area di Cortina d'Ampezzo fino al basso Veneto, nel Parco Naturale Regionale della Lessina dove, secondo gli ultimi rilevamenti, potrebbe aver trovato una compagna e dove, quindi, ha deciso di fermarsi. Almeno per il momento. (ANSA)

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Leggere cervello predice stili vita, da sesso a cibo

sservandolo con la risonanza magnetica funzionale

 ROMA - 'Leggere' il cervello di una persona consente di prevedere se nei mesi a venire ingrassera' o se avra' una vita sessuale 'vivace': uno studio unico nel suo genere mostra, infatti, che osservando con la risonanza magnetica funzionale le reazioni del cervello a certi stimoli si possono predire i comportamenti di un individuo per i sei mesi successivi.

La ricerca 'e stata condotta da Kathryn Demos del Dartmouth College e pubblicata su The Journal of Neuroscience. Gli psicologi hanno osservato il cervello di un gruppo di studentesse del college con la risonanza magnetica mentre le giovani erano impegnate ad osservare foto di vario tipo (animali, scenari naturali, cibi irresistibili, oppure foto accattivanti di persone dell'altro sesso etc).
I ricercatori hanno osservato le reazioni di una regione neurale implicata in sensazioni di desiderio, appagamento, gratificazione (il nucleo accumbens, gia' noto per il suo ruolo in vizi e dipendenze) e visto che se il cervello delle volontarie reagiva in modo intenso alla vista del cibo, la loro probabilita' di ingrassare nei sei mesi a venire era alta. Allo stesso modo, si e' osservato che se il cervello reagiva intensamente alla vista di soggetti maschi, il desiderio sessuale delle giovani (stimato con questionari ad hoc) e la loro vita sessuale erano piu' 'accesi' nei mesi successivi. (ANSA)

 

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Doping: Tas da' torto a Gran Bretagna

Londra, il Comitato olimpico non voleva atleti gia' squalificati

 LOSANNA, 30 APR - Il Tribunale di arbitrato dello sport da' torto al Comitato olimpico della Gran Bretagna, che aveva definito non eleggibili per le Olimpiadi gli atleti puniti con squalifiche per doping. Ad esempio, lo sprinter Dwain Chambers e il ciclista David Millar. Ma il Tas ha stabilito che una pena non puo' essere ''afflittiva due volte'': ovvero, chi ha scontato una squalifica per doping ha gia' 'pagato il conto' e non puo' essere punito una seconda volta, a meno che non risulti di nuovo positivo. (ANSA)

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QUESTO GOVERNO NON POTREBBE AMMINISTRARE UNA GELATERIA -

Dopo il pagamento di luglio, il governo effettuerà una verifica sul
gettito dell'Irmi e se dovesse mancare qualcosa per far quadrare
i conti potrebbe intervenire di nuovo sulle aliquote; anche le abitazioni sfitte, la cui situazione dipende dal mercato, cadono sotto
il regime della seconda casa, L'Agenzia delle entrate ha chiesto
le siano comunicate tutte le utenze telefoniche, comprese quelle
domestiche.

Commento.

Primo: è la conferma che non si intende ridurre la spesa pubblica,
ma si commisura l'entità delle casse dell'ammontare della spesa.
Secondo: nessuno arrmiinistrerebbe un'azienda con un bilancio
simile; questo governo non potrebbe amministrare neppure una
gelateria.

Terzo: Solo il sovrano assoluto variava le gabelle secondo i propri
bisogni,

Quarto: il cittadino non è in grado di programmare la propria vita
perché non saprà mai di quali risorse potrà disporre.

Quinto: per via fiscale, si sta instaurando' un regime totalitario di
socialismo reale cui questo governo evidentemente si ispira

Ma peggio del governo c'è certo giornalismo che fa letteralmente
schifo tanto e afono ,e servile davanti a tali mostruosità giuridiche
ed etico-​​politiche. *

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Stangata Udine, la Lazio annuncia ricorso: "Reazione di Marchetti e Dias condizionate da errore

© foto di Nicolo' Zangirolami/​Image Sport

Bergonzi è uno dei migliori arbitri che ci sono ma è stato evidente che c’è stato un errore tecnico, basta guardare le immagini”. Sono le parole di Igli Tare che, ai microfoni di Radio Manà Manà Sport 24, spiega che “vedendo il movimento dell’arbitro, si nota che lui, mano davanti alla bocca, aveva detto di voler annullare il gol ma poi il quarto uomo gli fatto cambiare idea decidendo il contrario e creando così confusione. Il regolamento è chiaro, non abbiamo mai chiesto nulla tranne il rispetto del regolamento. Prima l’arbitro e il quarto uomo hanno detto di voler annullare il gol poi hanno cambiato idea”. Durante la trasmissione ‘C’è calcio per te’, è intervenuto anche l’ex arbitro Paparesta che dice la sua: “L’arbitro Bergonzi non ammetterà mai di aver sbagliato, se fosse stato coerente doveva ammettere l’errore. Ricordo che per errore tecnico la partita può essere ripetuta. Bergonzi ha detto ai giocatori che si riprendeva con una rimessa dal fondo ma poi non l’ha fatto, questo è un errore tecnico. La cosa grave è il comportamento incerto condito da una scarsa conoscenza del regolamento. Le dichiarazioni del presidente dell’Aia sono gravi, non bisogna giustificare il fatto. Anzi Giannoccaro, quarto uomo di Udinese-​​Lazio, è stato premiato riproponendolo subito in campionato in Fiorentina-​​Novara. Per Nicchi è stato fatto tutto alla grande ma non è così”. E’ ancora il direttore sportivo della Lazio, poi, a riprendere la parola: “Siccome è il finale di stagione e ci giochiamo tanto allora bisogna stare attenti. Quello successo a Udine è un errore un umano ma tecnico. Faremo ricorso per le squalifiche di Marchetti e Dìas e valuteremo se ci sono i presupposti per la ripetizione della gara”. “Bisogna capire anche se e cosa ha scritto l’arbitro nel suo referto. Non pensiamo alla malafede e da qui a dire che la Lazio ha aggredito ce ne passa tanto. Le immagini sono brutte è vero, ma è pur vero che è chiaro l’atteggiamento dei giocatori e dei dirigenti che cercano solo di far rispettare il regolamento. – continua Tare - E’ una fase delicata del campionato e non ci va di subire queste squalifiche ingiuste. Se non dovessimo andare in Europa per questi torti non sarebbe una cosa bella. Abbiamo grande rispetto per le istituzioni ma ci vuole attenzione, noi ieri abbiamo solo chiesto di rispettare il regolamento che diceva che quel gol non andava convalidato. Va sottolineato che quello di Bergonzi è stato un errore tecnico”. “Appena c’è stata l’espulsione di Dìas – rivela - è scattato il parapiglia e così noi abbiamo deciso di intervenire per dividere i nostri giocatori ed evitare altre sanzioni contro la nostra squadra. C’è stato qualche dirigente dell’Udinese che ha cercato il contatto fisico con i dirigenti e con Dìas. Vedendo la sentenza del giudice sportivo c’è amarezza nel notare che non ci sono sanzioni per l’Udinese. Non ho aggredito nessuno nel tunnel degli spogliatoi, anzi abbiamo cercato di calmare gli animi. Detto questo facciamo i complimenti all’Udinese perché ha vinto meritatamente e questo non lo abbiamo mai messo in discussione. La Lazio l’anno scorso ha perso la Champions per la differenza reti e queste cose vanno sottolineate”. 

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STADIO. Avv. Gentile: «Trattativa per l’Olimpico fallita per i biglietti». L’alternativa è Palermo

(getty images)

«La trattativa con il Coni per l’affitto dello stadio Olimpico è fallita per la solita questione dei biglietti da concedere loro». È questa la posizione della Lazio dopo il mancato accordo per l’affitto dell’impianto romano. «E poi parlano di etica…» conclude il legale della società biancoceleste Gentile.
La risposta del Coni non si fa attendere:
«Evidentemente tutti gli sforzi compiuti da questa società per superare i dissidi che hanno caratterizzato il rapporto nella presente stagione e rendere disponibile anche alla Lazio il progetto di valorizzazione dello Stadio Olimpico – scrive l’ad della Coni Servizi Raffaele Pagnozzi -, non hanno sortito alcun effetto dovendosi registrare, come nel passato, una reale chiusura ad ogni trattativa di buona fede».
Il club biancoceleste «pur avendo a disposizione ampio tempo e con risultati sportivi che già dalle prime partite facevano prevedere un possibile accesso alle competizioni Uefa – la replica del Coniha atteso l’ultima settimana utile per manifestare un interesse, tra l’altro con toni e contenuti del tutto inappropriati, considerato che l’impianto non è di sua proprietà. Coni Servizi, nonostante ciò, si è resa disponibile per un incontro, tenutosi il 24, nel corso del quale sono state illustrati il progetto e le condizioni d’uso che questo comporterà nella prossima stagione, lasciando peraltro la possibilità di optare per un contratto annuale».
Nella riunione «sono state esposte le ragioni per le quali Coni Servizi intende continuare a concedere l’uso dello stadio per i giorni degli eventi calcistici poichè vi sono ospitate manifestazioni anche di altre Federazioni sportive». La lettera della Lazio ha sorpreso il Coni «poichè rimette in discussione questioni che nel corso dell’incontro sembravano già definite. Tale atteggiamento sembra piuttosto orientato a precostituire pretestuose argomentazioni da utilizzare successivamente in una eventuale sede giudiziaria, poichè allo stato questa società non può ritenere che sussistano le condizioni per rilasciare responsabilmente la dichiarazione d’uso ai fini Uefa. Non è stato raggiunto alcun accordo, ne è pensabile che Coni Servizi possa impegnarsi a concedere la disponibilità dell’impianto di proprietà in assenza di un accordo con il potenziale utilizzatore». «Nel confermare che si prende atto della vostra dichiarazione di non accettazione della proposta di uso dello Stadio Olimpico - conclude Pagnozzi - quale è stata da noi formulata nell’incontro del 24 aprile e reiterata con la lettera del 27 aprile, si comunica che il nulla osta richiesto, allo stato, non può essere concesso».
IPOTESI PALERMO – È Palermo l’alternativa allo stadio Olimpico per le gare in Europa della Lazio nella prossima stagione. Il club biancoceleste ha infatti presentato oggi in Figc la documentazione per le licenze Uefa per l’impianto romano (senza il sì del Coni) e per quello del capoluogo siciliano.

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Il giudice sportivo..... vaneggia!!!!!

Costa cara la rissa finale del "Friuli": 3 turni a Dias, 4 a Marchetti e ammenda alla società... Presidente dell'AIA: "Bergonzi ha ritenuto il fischio ininfluente"

30.04.2012 15:18 di Emiliano Storace   articolo letto 6984 volte
Fonte: Emiliano Storace/​ Giorgia Baldinacci - Lalaziosiamonoi​.it
Stangata doveva essere e stangata è stata. La rissa finale dello Stadio “Friuli”, costa cara alla Lazio sia in termini di squalifiche che di ammende pecuniarie. Sono stati infatti squalificati per 3 giornate di campionato il difensore brasiliano Andrè Dias per avere, al termine della gara nel recinto di giuoco, assunto un atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio nei confronti del Quarto Ufficiale venendo trattenuto con la forza dai presenti, e per 4 giornate il portiere Federico Marchetti, per avere, al termine della gara sul terreno di giuoco, posto da tergo le mani sulla spalla dell'Arbitro, spingendolo con veemenza. Inoltre è stata sanzionata la società Lazio, con un’ammenda di 20.000 € per aver omesso di impedire, al termine della gara, l'ingresso non autorizzato nel recinto di giuoco di un proprio dirigente e di un collaboratore, che spingeva un dirigente della squadra avversaria, facendolo cadere al suolo. Nessuna ammenda è stata invece corrisposta alla società Udinese calcio.
Una rissa quella nel finale dalle pesanti conseguenze per la Lazio, e proprio per questo, evitabilissima soprattutto perchè quel gol dell'Udinese era assolutamente ininfluente ai fini del risultato: "Quello che è successo lo hanno visto tutti, è mancato il buon senso perchè la partita era conclusa", ha commentato Marcello Nicchi, Presidente dell'AIA, durante la trasmissione 'La politica nel pallone' su Gr Parlamento. "Quello che ci coglie di sorpresa sono queste reazioni non prevedibili, anche violente, da parte di professionisti - continua il numero uno degli arbitri - Va sicuramente condannato quello sprovveduto che ha emesso il triplice fischio, ma bisogna controllare i nervi. L'arbitro ha chiaramente fatto capire che non aveva fischiato e ha fatto continuare il gioco perchè ha ritenuto che c'erano le condizioni per farlo". Il regolamento a tal proposito parla chiaro, l'arbitro deve interrompere il gioco se ritiene che un agente esterno abbia influito sul corso della partita, e chiaramente Bergonzi non ha ritenuto tale il fischio fantasma, come sottolinea ancora Nicchi: "L'unico che ha il potere di interrompere il gioco è l'arbitro, che in quel momento ha reputato che il fischio non aveva influito sulla gara. Spero - ha concluso - che il fischio fantasma sia provenuto dall'esterno e non dal recinto di gioco".
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La Lazio giocherà a Palermo?

Rottura tra Lotito e Coni. Petrucci: "E' impossibile andare d'accordo con certa gente"... La Lazio propone Palermo come alternativa, l'avvocato Gentile precisa: "Accordo saltato per i biglietti"

pubblicato alle ore 20.00
30.04.2012 23:05 di Luca Capriotti   articolo letto 4997 volte
Fonte: Giorgia Baldinacci/​Luca Capriotti​-Lalaziosiamonoi​.it
© foto di Marco Iorio/​Image Sport
Mancano 4 ore. Solo 4 ore prima della scadenza della concessione per giocare la prossima Champions League, o coppa europea di tono minore che sia, ed è rottura tra Coni e Lotito: il presidente biancoceleste avrebbe rifiutato, come riporta Sky, l'offerta del Comitato Olimpico. Fitto mistero sul quale sia la soluzione all'ennesima grana in casa biancoceleste, quel che è certo, è che le parti sono lontane. "Più passa il tempo e più mi rendo conto che con certa gente è impossibile andare d'accordo".Gianni Petrucci, presidente del Coni, motiva così la rottura della trattativa con Claudio Lotito per il rinnovo dell'affitto dello stadio Olimpico alla società biancoceleste. La Roma, lo ricordiamo, ha stipulato un accordo valevole fino a 30 giugno 2015. E alla Lazio mancano 4 ore, solo 4 ore.
PALERMO COME ALTERNATIVA - Il club biancoceleste deve presentare entro la mezzanotte di oggi la documentazione necessaria per ottenere la licenza Uefa, quello è l'obbligo. E dopo l'ennesima rottura con il Coni, Lotito è corso ai ripari per tutelare la partecipazione della Lazio alle prossime competizioni europee. Sembrerebbe infatti che comunque, nella giornata di oggi, il patron biancoceleste abbia presentato in Figc la documentazione, indicando come stadio per le coppe internazionali l'impianto capitolino in primis - pur senza il si del Coni - e come alternativa il 'Barbera' di Palermo. Se la Lazio non riuscisse a ricucire i rapporti con il Coni, sarà questa la prospettiva per la prossima stagione?
I BIGLIETTI LA CAUSA DI DISCORDIA - Intanto iniziano a emergere i primi dettagli sulla nuova rottura tra Lotito e il Coni. Secondo il club capitolino l'accordo - che sembrava esser stato trovato la scorsa settimana, con la firma che doveva arrivare prima di questo weekend - sarebbe invece saltato a causa dei biglietti che la Lazio si impegna a concedere al Coni per la prossima stagione: "La trattativa con il Coni per l'affitto dello stadio Olimpico è fallita per la solita questione dei biglietti da concedere loro", ha chiarito il legale del club biancoceleste Gian Michele Gentile, "E poi parlano di etica..." . Pronta però la smentita del Coni, non sono i biglietti la causa dell'ennesimo divorzio. E' quanto avrebbe comunicato al club biancoceleste l'amministratore delegato del Coni Raffaele Pagnozzi: "Evidentemente tutti gli sforzi compiuti da questa società per superare i dissidi che hanno caratterizzato il rapporto nella presente stagione e rendere disponibile anche alla Lazio il progetto di valorizzazione dello Stadio Olimpico - scrive l'ad - non hanno sortito alcun effetto dovendosi registrare, come nel passato, una reale chiusura ad ogni trattativa di buona fede. La Lazio pur avendo a disposizione ampio tempo e con risultati sportivi che già dalle prime partite facevano prevedere un possibile accesso alle competizioni Uefa -risponde il Coni- ha atteso l'ultima settimana utile per manifestare un interesse, tra l'altro con toni e contenuti del tutto inappropriati, considerato che l'impianto non è di sua proprietà. Coni Servizi, nonostante ciò, si è resa disponibile per un incontro, tenutosi il 24, nel corso del quale sono state illustrati il progetto e le condizioni d'uso che questo comporterà nella prossima stagione, lasciando peraltro la possibilità di optare per un contratto annuale". Un atteggiamento quello della Lazio che secondo il Coni è stato tutt'altro che disponibile per trovare una soluzione e un compromesso che riunisse le due parti.
LA LETTERA DELLA LAZIO - Il club capitolino ha reso nota una lettera che ha inviato al Coni con la sua proposta di rinnovo del contratto d'affitto dell'Olimpico. "Le nostre osservazioni traggono spunto dall'analisi delle condizioni di mercato in materia di impianti sportivi: il nostro rapporto ha ad oggetto l'unico impianto sportivo esistente a Roma autorizzato ad ospitare competizioni nazionali ed internazionali, e il fatto che non ve ne siano altri disponibili pone la vostra società in 'posizione dominante', con il conseguente obbligo del rispetto dei diritti del mercato. Inoltre Coni Servizi è il braccio operativo di una pubblica amministrazione e in quanto tale soggiace all'obbligo di rispettare il mercato e di evitare posizioni in conflitto con la legislazione antitrust". Poter usufruire dell'impianto capitolino 365 giorni l'anno, come Inter e Milan con lo Stadio di San Siro, la stessa proposta che aveva avanzato la Lazio un anno fa, quando si discuteva del rinnovo del contratto. Nella lettera la Lazio sottolinea anche che a Milano le spese di manutenzione straordinaria sono sostenute dalla proprietà e non dai club, la società biancoceleste avrebbe richiesto quindi lo stesso trattamento, assumendosi l'incarico di gestire i servizi di ristoro. Poi il nodo cruciale, quello relativo ai biglietti che la Lazio offre al Coni. Come sottolineato dall'avvocato Gentile sembra questo il pomo della discordia, e la società stessa sottolinea nella lettera la sua posizione: "L'attuale situazione del Paese porta ad abolire tutti i privilegi di cui godono alcuni soggetti rispetto ad altri. La politica governativa è nel senso del recupero delle entrate laddove sia possibile privatizzare servizi e prestazioni, ponendo a carico dei destinatari oneri economici per incrementare i ricavi e le entrate pubbliche". La Lazio avrebbe quindi proposto al Coni: "Di porre in vendita i posti della tribuna autorità Coni (122 posti) che avete in programma di realizzare e di dividere il ricavato tra le nostre società. I residui tagliandi richiesti per ospiti (100 tribuna d'onore, 100 Monte Mario, 30 distinti e 200 di servizio) sono a vostra disposizione. Per non appesantire la trattativa accettiamo di subire la determinazione del canone d'uso richiesto (2.880.000 euro per 10 mesi a cui vanno aggiunti Iva e adeguamento Istat) anche se non lo riteniamo conforme a quelli di mercato". Conclude poi la lettera del club capitolino: "Nel dichiararci disposti a sederci al tavolo delle trattative vi invitiamo a rilasciare entro oggi la dichiarazione di disponibilità dello stadio a nostro favore al fine di evitare che la tifoseria laziale, nell'auspicata partecipazione alla Champions o altra competizione europea debba essere costretta a recarsi in altra città per sostenere la propria squadra". La lettera è stata inviata dalla Lazio nella giornata di oggi, prima che arrivasse la rottura - ennesima e definitiva - tra la società biancoceleste e il Coni. 
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CODACONS: “UDINESE vs LAZIO va ripetuta per grave errore tecnico”

«Manca una manciata di secondi alla fine di Udinese Lazio. La palla è tra i piedi di Gonzales che potrebbe rilanciare nell’aria di rigore avversaria per un ultimo tentativo di pareggio. Qualcuno fischia la fine della partita, ma non è l’arbitro. Il giocatore della Lazio lascia la palla, il portiere Marchetti si getta in terra disperandosi per la fine della partita. Solo un giocatore dell’Udinese prende la palla e giocando praticamente da solo segna nella porta vuota, mentre l’arbitro Bergonzi fa segno di non aver fischiato la fine, con il che dimostrando di aver sentito anche lui il triplice fischio, che hanno sentito distintamente milioni di telespettatori.
L’arbitro convalida, poi si ferma e pare voglia scodellare la palla annullando il gol, poi ci ripensa e comanda la battuta dal dischetto del centrocampo. Si scatena una rissa e tre giocatori della Lazio vengono pesantemente sanzionati: ma avevano ragione. Infatti il regolamento dice: ‘Se uno spettatore emette un fischio e l’arbitro considera che tale fischio abbia interferito col gioco (ad esempio, inducendo un calciatore a raccogliere il pallone con le mani presumendo che il gioco sia stato interrotto), l’arbitro interromperà il gioco e lo riprenderà con una propria rimessa dal punto in cui si trovava il pallone quando il gioco è stato interrottò.
Tutto ciò si legge nell’Interpretazione delle Regole del Gioco e linee guida per arbitri preso dal sito dell’AIA, Associazione Italiana Arbitri. Di fronte all’evidenza delle immagini è lecito domandarsi se l’arbitro Bergonzi conoscesse il regolamento.
Il Codacons ha predisposto una richiesta alla FIGC ed alla Lega per la ripetizione della partita per grave errore tecnico. Il nostro compito - dicono dal Codacons – è tutelare gli azionisti e gli scommettitori. I primi subirebbero un danno se una S.P.A. quotata in borsa non centrasse l’obiettivo Champions League proprio per questo errore. I secondi sono danneggiati in maniera evidente: sia chi aveva scommesso sull’1 a 0, sia chi aveva scommesso sull’eventuale 1 a 1, sia, infine, chi ha scommesso sulla qualificazione della Lazio in Champions.
Se la partita non dovesse essere annullata e ripetuta il Codacons predisporrà azioni collettive di risarcimento a favore dei soggetti lesi e nei confronti della FIGC, della Lega Calcio e dello stesso arbitro Bergonzi».

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Crollo Palaexpo, dopo 8 anni tutti assolti

nell'incidente cinque operai rimasero gravemente feriti

Si è concluso con 5 assoluzioni, a otto anni dai fatti, il processo per il crollo avvenuto il 14 settembre del 2004 all’interno del Palaexpò di via Nazionale. Cinque operai rimasero gravemente feriti durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio: un controsoffitto cedette e il peso delle macerie provocò cadute a catena.
L’accusa, per i cinque imputati, era di concorso in disastro colposo e lesioni gravi. Il giudice monocratico Flavia Costantini ha assolto Ezio Mario Gruttadauria, responsabile dei lavori, Bruno Moauro, rappresentante della ditta che aveva appaltato i lavoro, Paolo Colasanti, capocantiere, Sergio Senni, direttore del cantiere e Antonio Di Muro, coordinatore della sicurezza.
Per quanto riguarda l’ imputazione di disastro colposo il giudice ha motivato la sentenza con la formula “perché il fatto non sussiste”, quanto alle lesioni gravi l’assoluzione è “per non aver commesso il fatto”. “Finalmente dopo anni di processo è stata fatta giustizia e riconosciuta la professionalità dell'azienda interessata”, hanno commentati i difensori degli imputati.

http://​www​.corriereromano​.it/​r​o​m​a​-​n​o​t​i​z​i​e​/​1​2​9​7​9​/​c​r​o​l​l​o​-​p​a​l​a​e​x​p​o​-​d​o​p​o​-​8​-​a​n​n​i​-​t​u​t​t​i​-​a​s​s​o​l​t​i​.​h​tml

 

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