Stretto di Hormuz.... Venti di guerra

Ieri il vicepresidente iraniano, Mohamed Reza Rahimi, ha minacciato di chiudere al transito delle navi lo Stretto di Hormuz, se i paesi occidentali imporranno sanzioni sul commercio del petrolio dell’Iran. Oggi il comandante della marina militare iraniana Habibollah Sayyari, parlando alla tv iraniana in lingua inglese Press TV, ha assicurato che “chiudere lo Stretto di Hormuz per le forze armate iraniane è davvero facile … o come gli iraniani dicono, sarà più facile che bere un bicchiere d’acqua”. Anche se minacciose, si tratta ovviamente di pura retorica cui difficilmente l’Iran potrà dare seguito ma il fatto è che la marina iraniana ha in programma 10 giorni di esercitazioni militari in quelle acque e lo Stretto di Hormuz è così strategicamente importante per il commercio mondiale di greggio che è bastato questo a far fare un balzo al prezzo del petrolio suo mercati. Francia ha intimato all’Iran di rispettare il diritto internazionale che garantisce a tutte le navi la libertà di transito nello stretto, ma gli Stati Uniti, che nel vicino Bahrein hanno di base la Quinta Flotta, composta da venti navi, supportate da aerei da combattimento, con 15.000 uomini a bordo e 1.000 a terra, hanno rassicurato tutti dichiarando che “non verrà tollerata alcuna sospensione della libertà di navigazione”.

La tensione è aumentata tra l’Iran e l’Occidente dopo che i ministri degli Esteri Ue hanno deciso, tre settimane fa, di inasprire le sanzioni contro Teheran accusata di voler proseguire nel piano di costruzione di una bomba atomica. Per quanto restrittive le sanzioni approvate fino ad ora dall’Onu non hanno mai proibito l’acquisto di petrolio dall’Iran che ne è il 4° produttore mondiale e su cui si basa l’80% delle entrati statali. Tuttavia molte aziende internazionali del petrolio hanno smesso di commerciare con l’Iran e questa volta l’Europa non ha escluso che in futuro potrà estendere le sanzioni al comparto petrolifero iraniano.

Cos’è lo Stretto di Hormuz e perché è così importante?
Lo Stretto di Hormuz è una sottile striscia d’acqua che collega il Golfo Persico, su cui si affacciano otto Paesi esportatori di petrolio, con il Golfo di Oman da cui le navi prendono poi il largo verso il Mar Arabico.
E’ delimitato a nord dalle coste dell’Iran che formano quasi un golfo in cui si insinua l’Oman come estrema appendice della Penisola Arabica. E’ lungo circa 60 Km e nel punto più stretto misura appena 21 chilometri.

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La Sacralita' della Sindone

CITTA' DEL VATICANO - I risultati degli studi condotti per cinque anni sulla Sindone da un'equipe dell'Enea (L'Ente nazionale italiano per le nuove tecnologie e lo sviluppo sostenibile) rendono ancora più improbabile la tesi secondo cui il telo custodito al Duomo di Torino, che secondo la tradizione cristiana avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la crocifissione, possa essere un "manufatto", realizzato in epoca successiva al primo secolo. Degli esiti delle ricerche da' conto l'Osservatore Romano nell'edizione di domani, che sostiene che per la scienza la Sindone sarebbe ormai un oggetto "impossibile da falsificare". LE RICERCHE. Gli studi dell'equipe dell'Enea sono stati dedicati alla "Colorazione simil-​​sindonica di tessuti di lino tramite radiazione nel lontano ultravioletto". Si è cercato, cioè, di approfondire quello che è il tema centrale delle ricerche scientifiche sulla Sindone: come si sia formata quell'immagine che ai credenti evoca la passione del Signore. Le ricerche dell'Enea sono state condotte per un lustro ma in particolare nel 2010, durante l' "International workshop on the scientific approach to the acheiropoietos images" tenutosi a Frascati, nella sede dell'Enea, nel mese di maggio, utilizzando le più aggiornate fra le tecnologie attualmente disponibili (responsabili i professori di Lazzaro, Murra, Santoni, Nichelatti e Baldacchino). L'obiettivo era di tentare la "riproduzione" dell'immagine del tessuto sindonico (e del volto in particolare). "Se uno dei numerosi esperimenti effettuati da vari studiosi nel passato allo scopo di riprodurre l'immagine sindonica fosse riuscito, si sarebbe aperta la possibilità di dimostrare, con argomenti più validi, che la Sindone attualmente custodita a Torino possa essere un 'manufatto', realizzato in un'epoca successiva al I secolo", rileva l'Osservatore Romano. Ma anche i tentativi di riproduzione hanno evidenziato una colorazione troppo profonda e molti fili di lino carbonizzati, "caratteristiche incompatibili con l'immagine sindonica". Senza contare che le prove sono state condotte su porzioni di tessuto molto piccole. LA RIPRODUZIONE DELL'IMMAGINE SINDONICA. Per effettuare l'esperimento su una superficie come quella della Sindone (4,36 metri per 1,10 circa) bisognerebbe disporre di una Potenza di 34.000 miliardi di Watt: una quantità che, osservano gli scienziati Enea, "rende oggi impraticabile la riproduzione dell'intera immagine sindonica usando un singolo laser eccimero, poiché questa potenza non può essere prodotta da nessuna sorgente di luce vuv (radiazione ultravioletta nel vuoto) costruita fino a oggi (le più potenti reperibili sul mercato arrivano ad alcuni miliardi di watt)". "Diversamente da altri annunci sensazionali che si sono succeduti negli anni scorsi - commenta il quotidiano vaticano -, gli scienziati dell'Enea, molto attenti a documentare tutti i passaggi del metodo di lavoro seguito, presentano con estrema cautela le proprie conclusioni, limitandosi a proporre precise considerazioni che non esulano dal campo scientifico".

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Nigeria, uccisa coppia cristiana e il loro bambino di un anno Una bomba artigianale lanciata da

Nigeria, uccisa coppia cristiana e il loro bambino di un anno
Una bomba artigianale lanciata da alcuni assalitori contro una scuola araba nello stato del Delta, in Nigeria, ha ferito sette persone facendo alzare la tensione tra musulmani e cristiani dopo la serie di attentati contro le chiese in tutta la nazione.
Sei dei feriti sono bambini con meno di nove anni.
L'attacco, avvenuto alle 22 di ieri (ora locale), segue gli attentati di Natale contro chiese ed altri obiettivi da parte del gruppo militante islamico Boko Haram, che ha provocato 32 morti in attacchi coordinati e che sembrano voler alimentare le lotte settarie.
Sempre oggi, una famiglia di quattro persone è stata uccisa a colpi di machete nello stato di Plateau, anche se non ci sono indizi che gli omicidi possano essere legati agli attentati di domenica scorsa.
E una coppia di cristiani e il loro bambino di un anno sono stati uccisi nella notte in un villaggio vicino alla città nigeriana di Jos. Le autorità ritengono che l'attacco sia stato condotto da pastori musulmani. Negli ultimi anni sono centinaia le persone uccise in attacchi a sfondo religioso e di rappresaglia nell'area di Jos, 'cintura centrale' della nazione dove la maggioranza musulmana del nord del Paese incontra il sud a predominanza cristiana. Continuano le persecuzioni contro i cristiani tra l'indifferenza dei piu'

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L'Italia invecchia....

Siamo un Paese per vecchi, con un numero di nonni in graduale aumento negli anni a venire. L'asticella dell'età media, ferma a 43,5 anni nel 2011, si alzerà fino ad un massimo di 49,8 anni nel 2059. Dopo tale anno, l'età media è destinata a stabilizzarsi sul valore di 49,7 anni. La trasformazione della struttura per età della popolazione, fotografata dal rapporto Istat sul futuro demografico del Paese, comporta un marcato effetto sui rapporti intergenerazionali.

L'indice di dipendenza degli anziani (cioè il rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione in età attiva - 15-​​64 anni), oggi pari al 30,9%, cresce fino a un livello del 59,7% nel 2065, senza sostanziali differenziazioni rispetto sia allo scenario alternativo basso (59,4%) sia a quello alto (59,7%).

Particolarmente accentuato entro i prossimi trenta anni è l'aumento del numero di anziani: gli ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale, aumentano fino al 2043, anno in cui oltrepassano il 32%. Dopo tale anno, tuttavia, la quota di ultra 65enni si consoliderà intorno al valore del 32-​​33%, con un massimo del 33,2% nel 2056. A scattare la fotografia è l'Istat, con il suo report sul futuro demografico del paese.

E se da un lato aumentano le tempie grigie, dall'altro cala il numero di giovanissimi. La popolazione fino a 14 anni di età, oggi pari al 14% del totale, evidenzia un trend lievemente decrescente fino al 2037, anno nel quale raggiunge un valore minimo pari al 12,4%. Dopo tale anno la percentuale di under 15enni si assesta fino a raggiungere un massimo del 12,7% nel 2065. Il margine di incertezza associato a tale stima fa comunque ritenere che nello stesso anno, precisa l'Istat, tale quota potrebbe oscillare in un intervallo compreso tra l'11% e il 14%.

La popolazione in età lavorativa (15-​​64 anni) evidenzia, nel medio termine, una lieve riduzione, passando dall'attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. Nel lungo termine, invece, ci si aspetta una riduzione più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056, annodopo il quale l'indicatore si stabilizza, con un valore del 54,7% nel 2065, per un intervallo di stima compreso tra il 53,8% e il 55,8%.

Nel periodo 2011-​​2065 l'incidenza della popolazione straniera sul totale passerà dall'attuale 7,5% a valori compresi tra il 22% e il 24% nel 2065, a seconda delle ipotesi. E' quanto emerge da uno studio dell'Istat sul futuro demografico del paese.

Per l'Italia in complesso, considerando lo scenario centrale, l'incidenza di stranieri residenti verrebbe a registrare decisivi incrementi, passando dal 7,5% nel 2011 al 14,6% nel 2030, per poi raggiungere il 23% nel 2065). Su scala territoriale, pur partendo da livelli iniziali ben diversi, tutte le aree del Paese saranno comunemente interessate dal processo di crescita relativa della popolazione straniera: le regioni del Centro-​​nord, in primo luogo, vedrebbero più che raddoppiare l'incidenza di presenze regolari, muovendo da valori iniziali intorno al 10% a livelli superiori al 26-​​27%, fino a un massimo del 29% nel Nord-​​ovest.

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Onda record

Scoperta in Irlanda Onda da 120 piedi.
Il big wave rider irlandese Al Mennie, ritiene di aver scoperto un paio di spot al largo dell’Irlanda con il potenziale giusto per generare un’onda da 120 piedi. Ora Mennie e il suo compagno di team Andrew Cotton, aspettano la condizione giusta per surfarla. Emozioni da vendere.

 

Al Mennie. Foto courtesy Almennie​.com

 Scoperta in Irlanda Onda da 120 piedi.
Il big wave rider irlandese Al Mennie, ritiene di aver scoperto un paio di spot al largo dell’Irlanda con il potenziale giusto per generare un’onda da 120 piedi. Ora Mennie e il suo compagno di team Andrew Cotton, aspettano la condizione giusta per surfarla. Emozioni da vendere.

Surfare l’onda da 120 piedi è la missione di Al, che dichiara anche che il 90% delle mareggiate in quei due spot è insurfabile, soltanto pochi sono i giorni buoni. “Abbiamo già surfato la fuori, non erano enormi ma stiamo aspettando per condizioni ottimali” ha concluso.

L’esatta location dello spot non è stata rivelata. Uno si trova al largo di Donegal, l’altro al largo di Co Antrim. Entrambi rompono su fondale roccioso e Mennie afferma che il fondale è molto basso, probabilmente solo un metro e mezzo quando l’acqua viene succhiata via.

Mennie surfa Mavericks dal 2003 ed ha preso parte alla spedizione in Portogallo recentemente, quando è stata surfata l’onda da 90 piedi. Ciò che rende pià difficile la missione è la necessità di surfare con mute da 6 millimetri in acqua a 10° di temperatura, oltre alla difficoltà dello spot che va ancora studiato quanto a eventuali pericoli o piani di soccorso in caso di incidente.

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Natale con il Sakè

Il sake è la bevanda alcolica tradizionale giapponese ottenuta dalla fermentazione del riso e non come molti pensano dalla sua distillazione. 
Il prodotto, venduto in Italia soprattutto nei ristoranti cinesi, ha caratteristiche organolettiche diverse da quello proposto in decine di versioni in Giappone, che rendono il prodotto complesso e ricco di possibilità di abbinamento al cibo, tanto da poter essere definito il “vino di riso”. 
In Giappone con sake si indica una bevanda alcolica e questo ha creato molte volte l’equivoco del prodotto distillato, infatti nella regione del Kyushu meridionale con questo termine si indica anche un superalcolico ottenuto dalle patate dolci fermentate e distillate. 

LE ORIGINI

La storia del sake pare che abbia avuto origini in Cina, nel 5000 a.C., pressappoco la data di nascita di quasi tutte le bevande alcoliche fermentate create dall'uomo, che successivamente fu portata in Giappone con le prime migrazioni.
La nascita del fermentato si fa risalire alla scoperta della coltivazione del riso in ambiente umido, cosa che avrebbe portato allo sviluppo di muffe e lieviti. 
Il primo sake fu chiamato kuchikami (masticato in bocca), poiché mancando la cultura della maltazione (trasformazione degli amidi in zuccheri tramite germogliamento), questo processo doveva essere iniziato necessariamente dagli enzimi presenti nella nosta saliva. 
Il processo di masticazione e della amilasi salivare creava i presupposti della fermentazione, infatti gli lieviti sono incapaci di trasformare in alcol gli zuccheri complessi (amidi) presenti nei cereali, questo processo, per nulla piacevole alla vista, doveva essere svolto da ragazze vergini, per rendere più “gradito” lo sputo del bolo ottenuto. 
L’uso della masticazione per iniziare il processo di fermentazione è presente anche in altre culture del Centro America, per la fermentazione di alcolici provenienti dal mais, chiamati chicas ( ragazzina ) per il medesimo motivo. 
Data il basso potere di digestione della nostra saliva, il preparato alcolico non aveva grandi gradazioni e veniva probabilmente consumato come una zuppa, mancando anche un processo di filtrazione avanzato. 
Con la nascita della coltivazione in umido, si scoprì una muffa chiamata Koji-​​kin (aspergillus orzae) i cui enzimi trasformano in zuccheri gli amidi complessi, rendendo così inutile la masticazione e soprattutto aumentando il tasso alcolico del sake a 18, 20 gradi.
La scoperta fu come nel caso del vino e della birra assolutamente casuale e probabilmente ebbe inizio all’interno di una rudimentale dispensa dove era stata dimenticata una zuppa di riso.
Lo lievito Aspergillus è molto attivo e rende possibile la fermentazione in poco tempo, a differenza dei tempi piuttosto lunghi necessari ai saccaromiceti di vino e birra per trasformare gli zuccheri in alcol.

IL SUCCESSO DEL SAKE
Il sake divenne presto la bevanda ufficiale del palazzo imperiale di Kyoto, e fu al solito un monopolio del potere, che istituì un organismo competente atto alla sua produzione. 
Grazie alla creazione di questa istituzione dedicata al solo studio dei processi fermentativi e produttivi, la qualità del sake crebbe molto, ma non si riuscì mai ad eliminare , così come accadeva nel medioevo per vino e birra, l’acidificazione nei mesi più caldi. 
In maniera intuitiva si iniziò a “pastorizzare” il sake esponendolo a delle fonti di calore, così come i gli antichi romani, che immagazzinavano il vino sopra le cucine, senza comunque ottenere i risultati che 500 anni più tardi ebbe Louis Pasteur.
Il monopolio del sake fu spezzato durante l’era Meji dove furono promulgate delle leggi che autorizzavano la produzione di sake a tutti coloro che avessero avuto i mezzi per comprarsi i materiali necessari. 
Nacquero 30.000 fabbriche che fecero la fortuna del governo che iniziò a tassare la produzione di alcol, questi dazi sempre più crescenti per finanziare guerre e palazzi imperiali, furono anche i responsabili della drastica diminuzione degli esercizi che calarono lentamente a 8.000.

LA STORIA MODERNA
Nel 1904 il governo finanziò l’apertura di un istituto di ricerca sul sake e nel 1907 si tenne il primo concorso di degustazione a testimonianza delle qualità organolettiche del fermentato ricco di complessità e struttura, che lo avvicinano al vino. 
Si standardizzò l’uso dei serbatoi smaltati in luogo delle botti di legno, responsabili secondo gli studi di trasmettere i batteri dell’acescenza e cosa non trascurabile di trattenere circa il 3% del prodotto fra le loro fibre, liquido che comunque veniva tassato dal governo. 
Lo sforzo bellico sancì la fine di molte aziende, che furono costrette a cedere il riso per lo sforzo bellico e per la produzione di alcol ad uso militare. 
Per aumentare la produzione di sake che veniva abbondantemente distribuito alle truppe, seguendo la logica comune a tutti gli eserciti di tutte le guerre, del “coraggio liquido”, si diffuse la pratica di aggiungere alcol di origine agricola a 90°(bietole e canna da zucchero) e diluire con acqua il risultato. 
Il sake perdeva molti profumi primari, ma si aumentava la resa di quattro volte, cosa non trascurabile in tempo di guerra. 
Oggi, circa il 90% del sake commerciale a basso prezzo, si produce ancora con questa tecnica. Il dopo guerra fu molto pesante per le fabbriche di sake, ma la proverbiale tenacia giapponese fece in modo che la ricostruzione dello status quo procedesse a passi da gigante, fino a raggiungere nuovamente la produzione precedente sia qualitativa che quantitativa. 
Altri “nemici” si stavano però affacciando all'orizzonte, nuovi stili di consumo, dettati dal turismo e dall’apertura delle frontiere, il vino, la birra e i superalcolici di importazione fecero la loro comparsa sul mercato e presero sempre più piede fra le abitudini di consumo del popolo giapponese. 
Il sake a sua volta, divenne un importante voce dell’export giapponese, grazie alla diffusione della cucina orientale e alla dilagante moda dei sushi bar in tutto il mondo.

PREPARAZIONE E ABBINAMENTI CON IL CIBO
Il sake può essere servito sia caldo, sia freddo, esistendo diverse tipologie e stili di produzione, la cosa importante è che sia fresco di produzione per mantenere i suoi profumi. Il decadimento di un sake, come di un vino novello, inizia dal suo imbottigliamento, quindi prima si consuma , meglio è per poter apprezzare al meglio le sue qualità organolettiche. 
In molti ristoranti cinesi si assiste al riscaldamento con il beccuccio della macchina del caffè, cosa deleteria e dannosa al prodotto che viene allungato con l’acqua del vapore e “ scioccato” termicamente da un rapido innalzamento della temperatura. 
Il corretto servizio prevede di immergere il tokkuri, la bottiglietta in ceramica per il sake, in una pentola con acqua calda a 40 gradi e di far raggiungere la temperatura desiderata al prodotto. 
Gli abbinamenti sono i classici della cucina giapponese, quali sushi , sashimi, tempura e udon, preparazioni delicate e struttura debole, per le quali il vino potrebbe risultare troppo invasivo e con persistenze eccessive. I sake più complessi si prestano anche ad essere consumati a fine cena o come “distillati” da meditazione. 

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L'amaro svedese e le sue proprieta' benefiche

Queste sono le proprietà terapeutiche dell'Amaro Svedese - Ricetta originale di Treben

 

1. Aspirandole o fiutandole ripetutamente, inumidendo con le Erbe Svedesi la prima vertebra cervicale, applicata una pezzuola bagnata con esse, scompariranno dolore e vertigini e si rinforzeranno la memoria ed il cervello.

2. Giovano nell’offuscamento della vista, tolgono il rossore e tutti I dolori persino quando gli occhi sono Infiammati, torbidi e annebbiati. Rimuovono le macchie e la cataratta quando con esse vengono inumiditi gli angoli dell’occhio o quando si applica sulle palpebre degli occhi chiusi ,una pezzuola bagnata coni esse.

3. Il vaiolo e gli sfoghi di ogni genere, anche le croste nel naso o in qualsiasi parte del corpo guariscono inumidendo le parti spesso e bene.

4. Contro il mal di denti si diluisce un cucchiaio di queste gocce in un po’ d’acqua trattenendole in bocca per qualche tempo oppure inumidendo il dente dolente con una pezzuola. Il dolore svanirà e il marciume regredirà.

5. Con le gocce s’inumidiscono ripetutamente le vesciche sulla lingua o altre ferite; la guarigione non tarderà.

6. Quando la gola è arrossata o piagata per cui cibo e bevande causano dolore alla deglutizione, le gocce andranno ingerite al mattino, a mezzogiorno e alla sera; toglieranno il calore e guariranno la gola.

7. Chi soffre di crampi allo stomaco ne prenda un cucchiaio durante l’attacco.

8. Contro le coliche si prendano tre cucchiai, lentamente uno dopo l’altro; presto sentirete sollievo.

9. Le gocce annullano l’effetto dei venti nel corpo e rinfrescano il fegato, eliminano tutte le malattie dello stomaco e quelle Intestinali e giovano contro la stitichezza.

10. Sono anche un ottimo rimedio per lo stomaco quando questo digerisce male e rifiuta i cibi.

11. Giovano altrettanto contro i dolori alla cistifellea. Un cucchiaio ogni giorno, mattina e sera; di notte impacchi imbevuti di gocce elimineranno presto tutti i dolori.

12. Contro l’idropisia se ne prenda mattina e sera un cucchiaio nel vino bianco per la durata di sei settimane.

13. Contro dolori e ronzii all’orecchio si inumidisca con le gocce un batuffolo di cotone da introdurre nell’orecchio. Gioverà assai e restituirà persino l’udito perduto.

14. Ad una donna sofferente di dolori uterini se ne dia al mattino per tre giorni dl fila un cucchiaio nel vino rosso; dopo una mezz’ora le si faccia fare una passeggiata e poi la colazione, ma senza latte. Le gocce non vanno prese insieme a latte.

15. Prendendone un cucchiaio mattina e sera durante gli ultimi 15 giorni della gravidanza, il parto sarà facilitato. Per liberare più facilmente la placenta, si somministri alla puerpera un cucchiaino da dessert ogni due ore fino a che la placenta non si stacchi senza doglie. (sotto controllo medico NdS)

16. Se dopo il parto si verificano infiammazioni alla mammella con l’inizio dell’allattamento, esse spariranno rapidamente applicando degli impacchi dl gocce.

17. Liberano i bambini dalla varicella. Si somministri al bambino delle gocce, a seconda dell’età, diluite in un po’ d’acqua. Quando le vescicole cominciano a seccarsi, inumidirle ripetutamente con le gocce; non rimarranno cicatrici.

18. Sono efficaci contro vermi nei bambini e negli adulti; eliminano persino le tenie, solo che al bambino occorre somministrarle a seconda dell’età. Legare una pezzuola imbevuta di gocce sull’ombelico mantenendola sempre umida.

19. Nell’itterizia spariscono presto tutti i disturbi prendendo un cucchiaio dl gocce tre volte ai giorno ed applicando dei cataplasmi dl gocce sul fegato ingrossato.

20. Sbloccano tutte le emorroidi, guariscono i reni, eliminano dal corpo, senza altre cure, i liquidi ipocondriaci, tolgono la malinconia o le depressioni e stimolano l’appetito e la digestione.

21. Aprono anche internamente le emorroidi se le bagniamo ripetutamente e se le rendiamo molli ingerendo le gocce, soprattutto prima di coricarci. Per via esterna si applica un batuffolino di cotone bagnato con le gocce. Renderà fluido anche il resto dei sangue e gioverà contro i bruciori.

22. Se qualcuno è svenuto, gli si apra eventualmente la bocca somministrandogli un cucchiaio di gocce, e il malato ritornerà in se.

23. Prese per bocca allontaneranno anche li dolore dei crampi sordi fino a che col tempo non cessino del tutto.

24. Contro la tisi polmonare si prendano ogni giorno a digiuno e per la durata di sei settimane.

25. Quando una donna perde la sua depurazione mensile o questa sia troppo abbondante, è bene che prenda queste gocce per tre giorni ripetendo l’operazione per venti volte; il medicamento calmerà quanto è in eccedenza e rimedierà a quanto è insufficiente.

26. Questo medicamento giova anche contro le perdite bianche.

27. Se qualcuno è affetto dal mal caduco (epilessia), occorre somministrargliene immediatamente. Il malato continui poi a prendere esclusivamente questo medicinale in quanto esso rinforzerà sia i nervi affaticati che tutto il fisico allontanando ogni malattia.

28. Guariscono le paralisi, scacciano le vertigini e la nausea.

29. Guariscono anche i bruciori del vaiolo e della erisipela.

30. Se qualcuno avesse la febbre, calda o fredda che sia, e fosse molto debole, gli si dia un cucchiaio, e l’ammalato, se non ha caricato il proprio corpo con altri rimedi, tornerà presto in sè, e il suo polso riprenderà a battere; fosse anche stata altissima la sua febbre, li malato migliorerà presto.

31. Le gocce guariscono cancro, vaiolo e verruche di vecchia data nonché le screpolature delle mani. Se una piaga è vecchia e purulenta o se presenta delle escrescenze, la si lavi accuratamente con del vino bianco, coprendola poi con una pezza imbevuta di gocce. Esse elimineranno ulcere e dolori nonché l’escrescenza carnosa, e la ferita inizierà a guarire.

32. Tutte le ferite dovute a colpi o punture guariscono senza complicazioni quando vengono bagnate con le gocce. Immergete una pezza nelle gocce coprendo con essa le ferite. In brevissimo tempo elimineranno il dolore provenendo ogni cancrena o putrefazione e guariranno anche ferite dl vecchia data dovute ad arma da fuoco. Se ci sono buchi iniettate le gocce nella ferita che non occorre necessariamente pulire in precedenza; mediante l’assidua applicazione di una pezza Imbevuta, la guarigione avverrà in breve.

33. Fanno scomparire tutte Io cicatrici, anche quelle più annose, tutte le piaghe e tutti i tagli se queste vengono inumidite con le gocce fino a 40 volte;. tutte le ferite curate con queste gocce non lasceranno cicatrici.

34. Esse guariscono completamente tutte le fistole anche se sembrano inguaribili e indipendentemente dalla loro età.

35. Curano tutte le ferite da ustioni; che siano prodotte da fuoco, acqua bollente o grasso, quando queste vengano assiduamente bagnate con le gocce. Non si formeranno vesciche; il calore ne verrà estratto. Persino vesciche purulente guariranno totalmente.

36. Le gocce giovano contro tumori e macchie dovuti a urti o colpi.

37. Se qualcuno non riesce a mangiare con appetito, esse restituiranno il sapore perduto.

38. A chi è molto anemico ridonano il colore quando vengano ingerite al mattino per un certo periodo di tempo. Esse purificano il sangue formandone del nuovo e ne favoriscono la circolazione.

39. I dolori reumatici scompaiono prendendo le gocce per bocca o applicando sugli arti Infiammati delle pezze imbevute con le gocce stesse.

40. Curano mani e piedi congelati anche se piagati. Si consiglia dl applicarvi il più spesso possibile delle pezze imbevute soprattutto la notte.

41. Sui calli applicate un batuffolo di cotone imbevuto di gocce inumidendo con esso costantemente il punto dolente. Dopo tre giorni i calli si staccheranno da soli oppure potranno essere levati senza alcun dolore.

42. Curano anche morsi dl cani arrabbiati e di altri animali, prese per bocca, in quanto distruggono tutti i veleni. Coprite le ferite con un panno imbevuto.

43. In caso di peste o altre malattie contagiose è opportuno ingerirne ripetutamente durante la giornata poiché curano ulcere pestose e bubboni anche se insediati nella gola.

44. Chi di notte non dorme bene prenda queste gocce prima dl coricarsi. Nel caso di insonnia nervosa applichi sul cuore un panno imbevuto dl gocce diluite.

45. Somministrato in quantità di due cucchiai ad un ubriaco, fanno scomparire gli effetti della sbornia.

46. Chi prende queste gocce quotidianamente mattina e sera, non avrà bisogno di alcun’altra medicina, poiché esse rinforzano il corpo, rinfrescano i nervi ed il sangue, liberano dal tremore mani e piedi. In breve, allontanano ogni specie dl malattia. Il corpo rimarrà ben elastico, il viso manterrà la sua giovanilità e bellezza. 

Importante

: Tutti I quantitativi indicati. vanno Ingeriti diluiti in tisana o in acqua. 

 

Questi i 46 punti del "Antico Manoscritto" rivelano Il grande e miracoloso potere terapeutico dl questo miscuglio dl erbe. SI può asserire a ragion Veduta che praticamente non vi sia malattia contro la quale questo Erbe Svedesi non giovino; sono comunque valide come base per qualsiasi cura.

Tratto da: spazioinwind​.libero​.it

vedi: FITOTERAPIA , TISANE,  DECOTTI ecc. >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

 

L'Amaro Svedese si trova nelle erboristerie e nelle farmacie

 che trattano anche rimedi naturali, l’importante è che sia della ricette originale Treben.

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Uranio impoverito: risarcimenti in Sardegna

Uranio, in Sardegna quasi cento decessi
Saranno indennizzati i familiari dei militari morti per cause legate al servizio svolto in Sardegna. Lo ha annunciato il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, Rosario Costa che, assieme ai commissari, ha visitato per due giorni i poligoni di Quirra, in Ogliastra, quello di Teulada, nel sudovest della Sardegna, e quello di Capo Frasca, nell’Oristanese.
Secondo quanto reso noto nel corso di un workshop, sul poligono interforze del salto di Quirra, organizzato dall’assessorato regionale della Sanità, sarebbero novantotto i casi di morte per attività militare riconosciuti dallo Stato ai soldati deceduti, i cui familiari verranno risarciti per un totale di nove milioni di euro.

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Calcio sorteggi europei

Il Chelsea per Napoli, Milan con l'Arsenal
L'Italia pesca l'Inghilterra nei sorteggi di Nyon per gli ottavi di finale di Champions League. Al Napoli è capitato in sorte il Chelsea di Villas Boas, al Milan l'Arsenal Di Van Persie. Una squadra francese invece per l'Inter che affronterà il Marsiglia. Urna tutto sommato benevola per le nostre rappresentative che hanno evitato (in particolare Napoli e Milan) formazioni del calibro di Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco. Questi gli altri accoppiamenti: Basilea-​​Bayern, Bayer Leverkusen-​​Barcellona, Cska Mosca-​​Real Madrid, Zenit-​​Benfica, Lione-​​Apoel Nicosia.

Le gare di andata si giocheranno il 14-​​15 e 21-​​22 febbraio, quelle di ritorno il 6-​​7 e 13-​​14 marzo.

Questo il quadro degli accoppiamenti degli ottavi di finale della Champions League, determinati dal sorteggio di Nyon:

Lione (Fra) - Apoel Nicosia (Cip)
Napoli (Ita) - Chelsea (Ing)
Milan (Ita) - Arsenal (Ing)
Basilea (Svi) - Bayern Monaco (Ger)
Bayer Leverkusen (Ger) - Barcellona (Spa)
Cska Mosca (Rus) - Real Madrid (Spa)
Zenit San Pietroburgo (Rus) - Benfica (Por)
Marsiglia (Fra) - Inter (Ita)

L'Udinese se la vedrà con il Paok Salonicco nei sedicesimi di Europa League. Questo l'esito del sorteggio di Nyon. Andata il 16 febbraio al Friuli, ritorno il 23 febbraio in Grecia. La Lazio, invece, affronterà l'Atletico Madrid.  La squadra di Reja giocherà la prima partita in casa.

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Carceri: detenuti a casa!!!

Roma, 16 dicembre 2011 - Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al pacchetto carceri-​​giustizia presentato dal ministro della Giustizia Paola Severino. Il complesso dei provvedimenti prevede due decreti legge, un disegno di legge, un decreto del presidente della Repubblica e un decreto legislativo.
Tra i primi effetti del pacchetto, l'uscita progressiva dal carcere di circa tremilatrecento detenuti, per effetto del decreto che alzerà fino a 18 mesi la pena residua che si può scontare ai domiciliari. Inoltre sancisce l'uscita dal circuito carcerario per gli arrestati in flagranza di reato, e in generale di quanti alimentano il fenomeno delle cosiddette 'porte girevoli', entrando in carcere per la sola immatricolazione per poi essere scarcerati o inviati ai domiciliari. In questo caso il beneficio sarebbe di circa 21mila detenuti 'di passaggio' in meno ogni anno negli istituti detentivi italiani.
Nel pacchetto c’è anche un ddl che contiene le norme sulla depenalizzazione, e istituisce la ‘messa in prova’ che può dare luogo alla sospensione del procedimento (e alla sua estinzione se il periodo di servizio sociale svolto dal reo ha esito positivo) oltre alla pena della detenzione domiciliare: che il giudice potrà irrogare, per determinati reati, già al momento della sentenza, allo stesso modo della carcerazione o della sanzione amministrativa.

 

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