Invitata a uso mascherina, danneggia bus

Denun­ci­a­ta per dan­neg­gia­men­to e inter­ruzione pub­bli­co servizio

(ANSA) — ROMA, 14 LUG — A bor­do di un bus di lin­ea sen­za masche­ri­na è sta­ta più volte invi­ta­ta dal­l’autista a indos­sar­la, ma la don­na è anda­ta su tutte le furie e ha dan­neg­gia­to il mez­zo. E’ accadu­to ieri in via Mario Cora, in per­ife­ria di Roma.
    La cit­tad­i­na nige­ri­ana, più volte richia­ma­ta a indos­sare la masche­ri­na, avrebbe aggred­i­to l’autista, infran­to il vetro in plex­i­glass e dan­neg­gia­to il volante. Sul pos­to la polizia. La don­na è sta­ta denun­ci­a­ta per dan­neg­gia­men­to e inter­ruzione di pub­bli­co servizio.

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Oltre Santa Sofia c’è di più. Le mire di Erdogan e le colpe gravi dell’Europa (di Amerigo Mascarucci)

(di Ameri­go Mas­caruc­ci)

La vicen­da di San­ta Sofia rap­p­re­sen­ta sen­za dub­bio una feri­ta pro­fon­da per la cris­tian­ità, una sor­ta di sec­on­da “cadu­ta d Costan­ti­nop­o­li” ad opera del nuo­vo “sul­tano” tur­co- ottomano Recep Erdo­gan. Ma sarebbe sbaglia­to inquadrare la ques­tione in un’ottica pura­mente reli­giosa, qua­si uno scon­tro di civiltà. Ci sono dietro ques­ta vicen­da, che è soltan­to l’ultima ciliegi­na sul­la tor­ta di una polit­i­ca islamista riv­ol­ta a sviare l’attenzione dai gravi prob­le­mi eco­nomi­ci del Paese usan­do l’integralismo reli­gioso come arma di ricom­pat­ta­men­to dell’opinione pub­bli­ca, delle gravis­sime respon­s­abil­ità politiche. Respon­s­abil­ità che anco­ra una vol­ta chia­mano in causa soprat­tut­to l’Unione euro­pea.

Quell’Europa che, dopo aver fal­li­to il prog­et­to di includ­ere la Turchia, ha per­me­s­so la forte legit­ti­mazione di Erdo­gan sul piano inter­nazionale. Fino a min­i­miz­zare, o peg­gio igno­rare, i reiterati ten­ta­tivi dell’ex pre­mier e pres­i­dente di riportare la Turchia ad essere un Paese islam­i­co. Il tut­to men­tre lo stes­so veni­va “coc­co­la­to” dai Pae­si europei come leader mod­er­a­to, un vero cam­pi­one di democrazia, capace di inte­grare Islam e  laic­ità (parole di Emma Boni­no, ma anche di Sil­vio Berlus­coni che si era illu­so di essere lui il reg­ista dell’ingresso dei turchi nel­la Ue).

E men­tre l’Europa guar­da­va ad Erdo­gan come ad un prezioso alleato, che per entrare in Europa ave­va aboli­to la pena di morte e si mostra­va disponi­bile a risol­vere la ques­tione cipri­o­ta, i pae­si islam­i­ci (i musul­mani si conoscono bene fra loro) guar­da­vano con grande pre­oc­cu­pazioni le mosse di Ankara; riv­olte all’esterno a con­ser­vare l’immagine di Paese mod­er­no, occi­den­tale, filo europeista, e all’interno a con­sol­i­dare il potere dei Fratel­li musul­mani con il ten­ta­ti­vo, osser­va­to con mol­ta dif­fi­den­za dall’Arabia Sau­di­ta, di un asse priv­i­le­gia­to con l’Iran sci­ita.

Da qui lo scon­tro con l’esercito, stori­co cus­tode del­lo Sta­to laico sec­on­do i det­ta­mi del­la cos­ti­tuzione volu­ta da Kemal Ataturk, il padre del­la Turchia occi­den­tale, che ha vis­to decap­itare il pro­prio sta­to mag­giore. E men­tre da parte dei Pae­si ara­bi un colpo di sta­to veni­va larga­mente aus­pi­ca­to, l’Occidente, Sta­ti Uni­ti ed Europa, si muove­vano in direzione diame­tral­mente oppos­ta, scor­ag­gian­do l’opzione  mil­itare giu­di­ca­ta peri­colosa e anti­de­mo­c­ra­t­i­ca e in prat­i­ca raf­forzan­do il potere di Erdo­gan; che rimas­to in sel­la di fronte ad un eserci­to sem­pre più inde­boli­to e guarda­to qua­si come un ele­men­to di desta­bi­liz­zazione dal­la Comu­nità inter­nazionale, ha avu­to buon gio­co a com­pletare il suo dis­eg­no, spun­tan­do le armi all’unica isti­tuzione laica che pote­va davvero bloc­care la sua asce­sa.

La svol­ta c’è sta­ta nel 2011, con l’esplodere delle cosid­dette pri­ma­vere arabe che, tan­to per cam­biare, l’Occidente e l’America del­la pre­mi­a­ta dit­ta Oba­ma-Clin­ton han­no appog­gia­to sen­za capire nul­la di ciò che sta­va real­mente acca­den­do. E’ sta­to a quel pun­to che Erdo­gan, di fronte ad un’Europa inca­pace di deciderete  sull’adesione, bloc­ca­ta al pro­prio inter­no fra favorevoli e con­trari e da nodi insu­per­abili come la ques­tione di Cipro e il riconosci­men­to del geno­cidio armeno da parte di Ankara, ha sposta­to le pro­prie mire sul Medio Ori­ente, con l’obiettivo di ritagliar­si un ruo­lo geopoliti­co sem­pre più pre­dom­i­nante nel mon­do islam­i­co, in aper­ta com­pe­tizione con Ara­bia Sau­di­ta e Iran. Una sor­ta di nuo­vo impero ottomano

Il pri­mo tas­sel­lo del dis­eg­no è sta­to quel­lo di “annet­tere” l’Egitto dove, dopo la cadu­ta di Mubarak alleato stori­co dei sau­di­ti e la vit­to­ria alle prime elezioni libere dei Fratel­li musul­mani, Erdo­gan ha ten­ta­to di assumere il con­trol­lo del Canale di Suez, fino a quel momen­to inter­det­to alle navi ira­ni­ane, per negoziare diret­ta­mente con Teheran i ter­mi­ni del­la ria­per­tu­ra. Prog­et­to van­i­fi­ca­to però dall’intervento dell’Arabia Sau­di­ta che ha orga­niz­za­to e finanzi­a­to il golpe mil­itare del gen­erale Al-Sisi che ha mes­so al ban­do i Fratel­li Musul­mani e ricon­dot­to l’Egitto nell’orbita di Ryad attra­ver­so una nuo­va dit­tatu­ra. E non è un caso se oggi i rap­por­ti fra Ankara e Il Cairo han­no toc­ca­to il min­i­mo stori­co.

Altro cam­po d’interesse del­la Turchia neo-ottomana è sta­ta la Siria, dove Erdo­gan è diven­ta­to il prin­ci­pale sosten­i­tore e finanzi­a­tore del­la resisten­za anti-Assad, for­nen­do sup­por­to mil­itare ai ribel­li sun­ni­ti, e diven­tan­do anche uno dei prin­ci­pali alleati del Califfa­to islam­i­co (Isis); incon­tran­do in questo sce­nario l’opposizione degli alleati stori­ci del regime Baath, Rus­sia e Iran.

Ulti­mo cam­po d’azione la Lib­ia, dove Erdo­gan è sce­so mil­i­tar­mente in cam­po per sostenere il gov­er­no del fratel­lo musul­mano Al Ser­raj ed impedire che il Paese pos­sa finire nelle mani del gen­erale filo-rus­so Haf­tar, diven­tan­do a tut­ti gli effet­ti il prin­ci­pale attore del­lo sce­nario libi­co. Ed è ormai noto a tut­ti il legame fra Ankara e i prin­ci­pali grup­pi ter­ror­isti islam­i­ci, non soltan­to l’Isis ma anche i movi­men­ti del­la Jihad islam­i­ca che oper­a­no nei vari con­testi (com­pre­si i seques­tra­tori di Sil­via Romano lib­er­a­ta pro­prio gra­zie ai servizi seg­reti turchi) e Hamas in Palesti­na.

E l’Europa? Oggi è fini­ta sot­to il ricat­to del­la Turchia che dopo aver incas­sato i mil­iar­di del­la Ue per fer­mare l’immigrazione, minac­cia sis­tem­ati­ca­mente di aprire le fron­tiere con la Gre­cia. E’ avvenu­to così nei mesi scor­si, quan­do di fronte ai mas­sac­ri dei cur­di siri­ani nelle zone di con­fine, gli stes­si che han­no con­tribuito a scon­fig­gere l’Isis nelle cit­tà del­la Siria in prece­den­za occu­pate, i Pae­si europei han­no osato alzare la voce. Sono sta­ti redar­gui­ti con annes­so ricat­to lega­to all’invasione dei profughi. Per non par­lare poi del ruo­lo gio­ca­to all’interno del­la Nato che Ankara uti­liz­za sem­pre ed uni­ca­mente a pro­prio van­tag­gio, anche qui eserci­tan­do uno spregiu­di­ca­to potere di ricat­to nei con­fron­ti dell’Occidente.

Un’Europa che oggi assiste qua­si impas­si­bile di fronte al brac­cio di fer­ro fra Turchia e Rus­sia sul­la Lib­ia, las­cian­do che siano attori extra Ue a decidere i des­ti­ni del Paese con la forza delle armi pri­ma anco­ra che con la diplo­mazia delle chi­ac­chiere.

Quel­la Rus­sia che ormai, di fronte ad un’Europa che ha uffi­cial­mente ripu­di­a­to le pro­prie radi­ci cris­tiane abbrac­cian­do la log­i­ca del glob­al­is­mo plan­e­tario, è oggi l’ultimo grande balu­ar­do di dife­sa del­la cris­tian­ità di fronte all’assalto di un nuo­vo sul­tana­to ottomano.

E Cipro? Qui c’è in bal­lo la par­ti­ta del gas­dot­to EastMed real­iz­za­to e gesti­to da Gre­cia, Repub­bli­ca di Cipro, Israele ed Egit­to. Ankara ha deciso di met­tere in cam­po un prog­et­to alter­na­ti­vo con un gas­dot­to da costru­ire entro il 2025 fra Turchia e repub­bli­ca tur­co-cipri­o­ta che gov­er­na la parte set­ten­tri­onale dell’Isola e che non è riconosci­u­ta dal­la Comu­nità inter­nazionale  (pro­prio il niet dei turchi a sman­tel­lare il pro­prio gov­er­no cipri­o­ta favoren­do la riu­nifi­cazione del Paese con il ver­sante gre­co è sta­to il prin­ci­pale osta­co­lo ai negoziati europei). Erdo­gan in questo caso pun­terebbe ad offrire all’Europa un petro­lio a prezzi più van­tag­giosi rispet­to a quel­lo dei con­cor­ren­ti e il suo inter­ven­to in Lib­ia è stret­ta­mente col­le­ga­to anche a questo prog­et­to. Infat­ti la Turchia ha fir­ma­to un accor­do per la lim­i­tazione delle rispet­tive zone di esclu­siv­ità com­mer­ciale con il gov­er­no di Tripoli, pro­prio lad­dove EastMed dovrà pas­sare, cre­an­do un serio osta­co­lo allo svilup­po dell’infrastruttura. Il prog­et­to tur­co-cipri­o­ta preved­erebbe una con­dot­ta sot­toma­ri­na di lunghez­za ridot­ta rispet­to a quel­la gre­co- israeliana (80 chilometri con­tro 1900) ad una pro­fon­dità min­i­ma, fat­to questo che con­sen­tirebbe una riduzione dei costi di real­iz­zazione e ges­tione dell’opera e di con­seguen­za una tar­if­fa più bas­sa per il mer­ca­to europeo. Il tut­to per non restare taglia­to fuori dal­lo sfrut­ta­men­to delle risorse fos­sili mediter­ra­nee.

Ecco per­ché oltre San­ta Sofia c’è di più. C’è la volon­tà di Erdo­gan di imitare Putin e restare al potere il più a lun­go pos­si­bile. E se Pari­gi val bene una mes­sa, Ankara val bene una moschea. Pen­sare di fer­mare oggi il sul­tano è un po’ come pen­sare di chi­ud­ere una stal­la con i buoi già in fuga. E pian­gere su San­ta Sofia è pian­gere lacrime di coc­co­drillo. Ad maio­ra.

Di Ameri­co Mas­caruc­ci

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Covid party”. Una bufala smascherata persino dal NYT

Covid party. Una bufala smascherata persino dal NYT
Francesco San­toian­ni
 Con i repar­ti di rian­i­mazione vuoti e nes­suna bara da mostrare in TV,  raschi­ano il fon­do del bar­ile i media pur di con­tin­uare a ter­ror­iz­zarci rac­cat­tan­do a caso dati su pre­sun­ti “mor­ti per Covid” o su “decine di migli­a­ia di con­ta­giati”, come se il virus SARS-CoV­‑2 – tan­to per dirne una —  ad aprile non avesse già con­ta­gia­to mil­ioni di Ital­iani.  
 E così dopo il “mor­to per Covid” che ave­va la leucemia,  il “trentenne mor­to per Covid”, in coma da tre anni o il trentaset­tenne che in pun­to di morte pen­sa a maledirsi per­ché non usa­va la masche­ri­na …. oggi il pez­zo forte è “Usa, paziente muore dopo aver parte­ci­pa­to a un Covid par­ty, le sue ultime parole: >” 

Una bufala così sbra­ca­ta da mer­itare una 
inchi­es­ta del New York Times.Dal­la quale appren­di­amo che: 
 
di questi “Covid par­ty” dove si vin­cerebbe un pre­mio chi si infet­ta per pri­ma, nonos­tante ne par­li­no tut­ti, non esiste alcu­na pro­va del­la loro esisten­za;
 
la dott.ssa Jane Apple­by del Methodist Hos­pi­tal che ha posta­to l’oramai cele­bre video non sa riferire nul­la del­la pre­sun­ta infer­miera che le avrebbe rac­con­ta­to la sto­ria;
 
nes­suno sa chi pos­sa essere l’uomo che avrebbe fat­to la dichiarazione all’infermiera e quel­li che potreb­bero essere i suoi famil­iari, subito pres­sati dal­la stam­pa, si sono rifi­u­tati di rilas­cia­re dichiarazioni.
 
Insom­ma, una bufala bel­la e buona che, per con­vin­cer­ci ad accettare il pro­l­unga­men­to dell’emergenza, con­tin­ua a troneg­gia­re su tut­ti i media ital­iani. Al pari del­la dichiarazione dell’infermiere di Cremona
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Caso Epstein, due importanti politici americani nei video della Maxwell

 capi d’accusa con­tro Ghis­laine Maxwell sono diver­si: cospi­razione nel traf­fi­co di minoren­ni, adesca­men­to e abu­so di minore. Come riv­e­la­to dagli agen­ti dell’Fbi che l’hanno arresta­ta, nel­la dimo­ra del­la Maxwell è sta­ta ritrova­ta “una scor­ta” di video e fotografie hard di ragazze gio­vanis­sime nude.
Diverse vit­time han­no riv­e­la­to in pas­sato che nelle pro­pri­età di Epstein era­no pre­sen­ti tele­camere di sorveg­lian­za in tutte le stanze, che ripren­de­vano i suoi ospi­ti in ogni momen­to e durante ogni loro attiv­ità. La cop­pia crim­i­nale Epstein-Maxwell ricat­ta­va così gli uomi­ni influ­en­ti che era­no soli­ti fre­quentare i par­ty da loro orga­niz­za­ti. Ed ora una nuo­va ril­e­vazione potrebbe far finire nei guai più di un per­son­ag­gio noto. Una fonte vic­i­na a Jef­frey Epstein e alla sua “dama nera” ha riv­e­la­to al Dai­ly Mail che la Maxwell sarebbe in pos­ses­so di video “hard”, nei quali com­paiono due impor­tan­ti politi­ci amer­i­cani. L’amico del­la cop­pia, che si fa chia­mare William Steel, ha affer­ma­to: “Mi vol­e­vano con­vin­cere del loro potere e di chi tenevano in pug­no. Ho vis­to video di celebrità, per­son­ag­gi noti a liv­el­lo mon­di­ale fare ses­so, persi­no orge con delle minoren­ni”.
L’anonimo insid­er ha riv­e­la­to la pre­sen­za di due “politi­ci amer­i­cani di alto pro­fi­lo” nei filmi­ni che la Maxwell e il mag­nate ped­ofi­lo gli fecero guardare. Ghis­laine Maxwell è sta­ta accusa­ta da diverse vit­time di Epstein, di essere “l’eminenza gri­gia” dietro il per­ver­so mil­ionario e di adescare gio­vani ragazze per sod­dis­far­lo. Due delle vit­time ses­su­ali del­la cop­pia, Vir­ginia Giuf­fre e Maria Farmer, han­no inoltre accusato la don­na di aver parte­ci­pa­to agli abusi nei con­fron­ti delle minori irretite da Epstein. Ma la figlia del famoso edi­tore Robert Maxwell ha nega­to tutte le accuse, soste­nen­do di non avere più con­tat­ti con Epstein dal 2005.

Allo­ra per­ché dopo l’arresto del finanziere nel 2019 la “dark lady” si è data alla mac­chia, facen­do perdere le sue trac­ce per un anno? Conoscen­ti del­la don­na affer­mano che Ghis­laine sarebbe scap­pa­ta per pau­ra di essere uccisa a per sal­vare la rep­utazione di quan­ti la conosce­vano. Men­tre molti espo­nen­ti del jet set inter­nazionale tre­mano, è sta­ta fis­sa­ta oggi 14 luglio l’udienza per decidere se Ghis­laine Maxwell potrà uscire o no su cauzione.
https://ne.
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Una reale valutazione dell’intelligenza, una volta tanto!

Naresh Jot­wani
thesaker.is

Su questo piane­ta stra­or­di­nar­i­a­mente bel­lo, una cer­ta soci­età di spic­co ha, negli ulti­mi decen­ni, mostra­to com­por­ta­men­ti piut­tosto strani. Sor­pren­den­te­mente, in ques­ta soci­età sono gli indi­vidui “ad alto QI,” i suoi pre­sun­ti “leader di pen­siero,” che mostra­no i mod­el­li com­por­ta­men­tali più strani.

Gli strani sche­mi di com­por­ta­men­to delle per­sone ad “alto QI” pos­sono essere, più o meno, cat­e­go­riz­za­ti come segue:

(1) Molte per­sone ad “alto QI” (in breve HIQP), han­no deciso di perder­si in chi­ac­chiere 24×7. Vari desideri sem­bra­no moti­vare questo com­por­ta­men­to; i più comu­ni: diventare esper­ti ben ret­ribuiti, celebrità, autori, fun­zionari politi­ci o con­sulen­ti, vin­cere elezioni locali o di altro tipo, spac­cia­re fal­si d’autore, rifar­si una rep­utazione, risol­vere vec­chie ques­tioni.

(2) Altri HIQP han­no deciso che il loro uni­co inter­esse per la soci­età è: quan­ti sol­di pos­so spre­mere da tut­ti gli altri, usan­do mezzi legali e non legali? In altre parole, per questi HIQP la soci­età è solo un’altra “risor­sa” da estrarre.

(3) Anco­ra, altri HIQP si ded­i­cano a stravol­gere qual­si­asi cosa vedano fun­zionare bene nel­la soci­età. Si pos­sono osser­vare almeno due tipi di dis­tur­bo, molto diver­si tra loro. Uno com­por­ta lo scon­vol­gi­men­to di tutte le relazioni eco­nomiche esisten­ti, per­ché tale proces­so può riv­e­lar­si estrema­mente red­di­tizio, data la mira­colosa tec­nolo­gia che si dice sia pro­prio dietro l’angolo. L’altro com­por­ta l’interruzione dell’autostima del­la soci­età, adi­ra­ta per le molte ingius­tizie sociali che si ver­i­f­i­cano in essa.

(4) Molti HIQP affol­lano il set­tore legale, con l’egoistica illu­sione che sia la legge a tenere insieme la soci­età. In realtà, anche gli avvo­cati sono dei per­tur­ba­tori, poiché non las­ciano pas­sare nes­sun dis­ac­cor­do sen­za aggravar­lo e trarne prof­it­to. Le cose sono arrivate al pun­to tale che persi­no la verten­za più banale non può essere risol­ta amichevol­mente.

(5) Molti HIQP fin­gono di essere “acca­d­e­mi­ci,” impeg­nati ad inventare nuove teorie “avan­zate” per miglio­rare le pro­prie car­riere. Pro­prio come esiste il “cap­i­tal­is­mo clien­te­lare,” esistono anche gli “acca­d­e­mi­ci clien­te­lari.”

(6) Alcu­ni HIQP preferiscono lavo­rare dietro le quinte, evi­tan­do le luci del­la rib­al­ta ed eserci­tan­do un potere nascos­to e sen­za respon­s­abil­ità. Non sem­bra­no aver capi­to che il sis­tema che pen­sano di con­trol­lare è diven­ta­to incon­trol­la­bile.

Nat­u­ral­mente, i sim­boli este­ri­ori di con­trol­lo sono tut­ti al loro pos­to, forse non più imper­me­abili e cap­pel­li, ma file di scher­mi di com­put­er che mostra­no ciò che si immag­i­na essere una visione fedele del­la realtà.

Queste cat­e­gorie di HIQP, ovvi­a­mente, si sovrap­pon­gono. Molti dei cosid­det­ti “acca­d­e­mi­ci,” ad esem­pio, sono anche impeg­nati a diventare celebrità e a cer­care incar­ichi politi­ci. In queste varie cat­e­gorie di HIQP si ver­i­f­i­cano infini­ti cicli ripet­i­tivi di col­lu­sione e con­cor­ren­za spi­eta­ta, a sec­on­da di ciò che l’”etica situ­azionale” det­ta in qual­si­asi momen­to.

A rig­or di ter­mi­ni, questi HIQP non apparten­gono alla soci­età. Men­tre sono rapi­di ad affer­rare tut­to ciò che pos­sono, abor­riscono il pen­siero di con­di­videre le dif­fi­coltà del­la soci­età. Aven­do vis­su­to felice­mente per decen­ni in bolle di irre­altà, sono diven­tati decisa­mente arro­gan­ti, nel­la con­vinzione che a loro non pos­sa accadere nul­la di così spi­acev­ole che non pos­sa essere risolto con un bel dis­cor­so. Di con­seguen­za, il loro istin­to di soprav­viven­za e la loro cre­ativ­ità si sono notevol­mente ridot­ti.

A parte il nir­vana tec­no­logi­co pro­prio “dietro l’angolo,” gli l’HIQP non han­no una visione con­di­visa per il futuro del­la soci­età, delle gio­vani gen­er­azioni o dei cit­ta­di­ni più deboli. Nonos­tante il loro alto QI, non sono in gra­do di dare alcun giudizio prati­co su situ­azioni dif­fi­cili con­nesse alla vita reale.

In effet­ti, la soci­età e il suo benessere sono con­ve­nien­te­mente igno­rati dalle men­ti con­fuse degli HIQP.

[Nota a lat­ere: molti ricorder­an­no il famiger­a­to det­to di Mag­gie Thatch­er: “Non esiste una cosa come la soci­età.” In sen­so filosofi­co astrat­to ave­va ragione, tranne ovvi­a­mente il fat­to che lei era un pri­mo min­istro, non un filoso­fo. Il benessere del popo­lo di un paese dovrebbe essere la prin­ci­pale respon­s­abil­ità di un pri­mo min­istro. Un filoso­fo astrat­to dovrebbe rin­un­cia­re a tut­to e andare [a med­itare] sull’Himalaya.

Quin­di, cosa dovrem­mo inten­dere per “soci­età”? Sem­plice­mente questo: “Il popo­lo di una nazione.” Sicu­ra­mente la Thatch­er non avrebbe potu­to affer­mare: “Non esiste qual­cosa come il popo­lo di una nazione!”

Immag­i­nate ora che la soci­età in ques­tione, infes­ta­ta da un ecces­so di HIQP, sia anche con­sid­er­a­ta una “super­poten­za,” nel sen­so che ques­ta soci­età possiede una ter­ri­f­i­cante gam­ma di armi di dis­truzione. Imme­di­ata­mente, si dovrebbe notare la trag­i­ca realtà che, al giorno d’oggi, il potere è asso­ci­a­to alla dis­truzione, piut­tosto che alla cre­ativ­ità.

Quali sono le fonti di questo par­ti­co­lare potere? Sopratut­to queste: (a) potere delle armi, (b) il bagaglio del­la sto­ria e, come corol­lario di queste due, © il potere finanziario.

Quin­di ora abbi­amo una situ­azione in cui gli HIQP dalle men­ti con­fuse con­trol­lano diret­ta­mente o indi­ret­ta­mente una vas­ta gam­ma di armi di dis­truzione, sia fisiche che finanziarie.

Ques­ta è sicu­ra­mente la sfi­da odier­na per una mente pen­sante. Ma ques­ta sfi­da non è fon­da­men­tal­mente diver­sa dalle innu­merevoli sfide che l’umanità ha dovu­to affrontare nel cor­so del centi­naio di mil­len­ni o giù di lì che ha pas­sato su questo bel­lis­si­mo piane­ta.

***

Allo­ra, che cosa cen­tra la fotografia [all’inizio dell’articolo]? Sicu­ra­mente è fuori pos­to qui!

La fotografia NON è fuori pos­to. Mostra un solda­to cor­ag­gioso, esat­ta­mente l’opposto di un HIQP. Sicu­ra­mente, il solda­to è una per­sona intel­li­gente ma, prob­a­bil­mente, NON se la caverebbe trop­po bene nei test sul QI ideati dagli HIQP a pro­pria glo­ri­fi­cazione e favore.

Il solda­to è, con ogni prob­a­bil­ità, un padre di famiglia e un mem­bro rispet­ta­to del­la sua comu­nità. È una per­sona affid­abile ed è pron­to a perdere la vita in guer­ra, sicuro che la sua famiglia sarebbe più o meno al sicuro nel­la comu­nità. La sua prin­ci­pale pre­oc­cu­pazione in guer­ra sarebbe quan­ti nemi­ci potrebbe “far fuori” pri­ma di perdere egli stes­so la pro­pria vita.

Un HIQP e un solda­to cor­ag­gioso sono fon­da­men­tal­mente uno l’opposto dell’altro. Qual’è allo­ra il rap­por­to tra HIQP e sol­dati?

Dal pun­to di vista dell’HIQP, i sol­dati sono (cos’altro?) “pedine.” Queste “pedine” devono essere uti­liz­zate in un illu­so­rio gio­co di scac­chi geopoliti­ci.

Dal pun­to di vista del solda­to, gli HIQP rap­p­re­sen­tano il “potere civile.” Nell’era mod­er­na del­la dif­fu­sione glob­ale del­la con­sapev­olez­za, tut­tavia, il solda­to non ha cieca fidu­cia in alcun potere, che sia civile o div­ina­mente pre­de­ter­mi­na­to, per il quale sac­ri­fi­care con gioia la pro­pria vita.

Il solda­to oggi ha una mente crit­i­ca, cosa che le “pedine” del­la Pri­ma Guer­ra Mon­di­ale, per esem­pio, potreb­bero non aver avu­to. Oggi un solda­to deve conoscere e accettare le moti­vazioni per andare in guer­ra.

Pos­sono gli HIQP fornire un gius­to moti­vo per cui un solda­to voglia rin­un­cia­re alla pro­pria vita?

Nel mon­do ego­cen­tri­co degli HIQP, gius­to e sbaglia­to non con­tano. Per far sem­brare “intel­li­gente” la loro folle vita, gli HIQP han­no inven­ta­to frasi come “post-ver­ità.” Finché si è arti­co­lati, per­sua­sivi, foto­geni­ci, assertivi e ben introdot­ti, ciò che si dice non ha impor­tan­za.

La ver­ità di una nar­ra­ti­va non con­ta. Ciò che con­ta è solo il risul­ta­to: quale nar­ra­ti­va “è sem­bra­ta prevalere?” Ciò spie­ga gli spro­lo­qui 24×7 degli HIQP.

In tale con­testo, il dibat­ti­to razionale non è pos­si­bile.

Il dibat­ti­to razionale richiede com­pren­sione rec­i­p­ro­ca e accettazione delle pre­messe e del proces­so di pen­siero logi­co. Esiste poi la rego­la non scrit­ta dei sag­gi, sec­on­do cui le pre­messe devono accor­dar­si con la realtà, con la ver­ità.

Per gli HIQP, tut­to ciò che con­ta è se un ora­tore è arti­co­la­to, per­sua­si­vo, foto­geni­co, asserti­vo e ben introdot­to. Non c’è bisog­no di inserire nel dibat­ti­to sco­mode “ver­ità.” È molto più sem­plice con­tin­uare a essere arti­co­lati, per­sua­sivi … eccetera. Con­tin­uare a gio­care. La ver­ità è una lat­ti­na che può sem­pre essere cal­ci­a­ta un po’ più avan­ti lun­go la stra­da.

Domani è un altro giorno.

Se il dibat­ti­to razionale non è pos­si­bile, può la diplo­mazia avere suc­ces­so? Ovvi­a­mente no! Dopo­tut­to, anche la diplo­mazia ha le sue pre­messe e le sue regole di dibat­ti­to.

E cosa suc­cede se la diplo­mazia fal­lisce? Con­flit­to, cos’altro?

Qui va nota­to che, anche durante una guer­ra, gli HIQP “dirigereb­bero” il cor­so del con­flit­to per con­to di uno o più avver­sari.

Quin­di, ora arriv­i­amo ad un pun­to chi­ave. Gli HIQP non sem­bra­no com­pren­dere una nozione basi­lare: il can­none non vince la guer­ra; lo fa il solda­to che sta dietro al can­none.

In battaglia sono asso­lu­ta­mente nec­es­sarie le più alte qual­ità men­tali. Un ingre­di­ente chi­ave di una mente così alta­mente adde­stra­ta è la fede costante di stare con­ducen­do una guer­ra gius­ta.

Tut­tavia, gli ego­cen­tri­ci HIQP sono gui­dati dall’avidità e dal­la bramosia, com­pre­sa la bra­ma di potere. È sem­plice­mente impos­si­bile per loro dare vita ad una moti­vazione o ad una visione unif­i­cante che sol­i­darizzi le per­sone ver­so una causa gius­ta e deg­na, che richie­da un grande sac­ri­fi­cio.

[Nota a lat­ere: gli HIQP stringono e infran­gono alleanze di con­tin­uo, anche all’interno delle loro pic­cole coterie. Ad esem­pio, se alcu­ni di loro lot­tano per la stes­sa posizione di potere, mag­a­ri di scarsa impor­tan­za ma appariscente, dici­amo Assis­tant Spe­cial Sec­re­tary (Hous­ing) per Oman, Libano ed Egit­to, allo­ra, per tut­ti gli scopi prati­ci, sono l’un l’altro “con il coltel­lo alla gola.” Il benessere del popo­lo dell’Oman, del Libano e dell’Egitto è solo un “meme” che, qualche vol­ta, potrebbe riv­e­lar­si utile.

Nell’attuale era del­la con­sapev­olez­za, è inevitabile che la mag­gior parte dei sol­dati sco­pra le vere inten­zioni degli HIQP, anche se alcu­ni di loro potreb­bero effet­ti­va­mente unir­si agli HIQP per inseguire potere e fama.

Vivi­amo in tem­pi inter­es­san­ti, quan­do anche il sig­ni­fi­ca­to di “intel­li­gen­za” deve essere mes­so in dis­cus­sione e riscop­er­to.

Se l’”intelligenza” è gui­da­ta dall’avidità e dal­la bramosia, diven­ta tragi­ca­mente e pato­logi­ca­mente miope. Quin­di, un “alto QI” può solo peg­gio­rare e accel­er­are le cose.

La definizione preferi­ta di “intel­li­gen­za” da parte dell’autore la col­le­ga stret­ta­mente al benessere del­la comu­nità.

Naresh Jot­wani

Fonte: thesaker.is
Link: https://thesaker.is/a‑true-intelligence-assessment-for-once/
13.07.2020Condividi

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LA TRAMA DEL QUARTO RAMO DEL GOVERNO NORD AMERICANO

Ger­man Gor­raiz Lopez

Charles Wright Mills, nel suo libro The Pow­er Elite(1956), indi­ca che la chi­ave per com­pren­dere la pre­oc­cu­pazione del­la elite nor­damer­i­cana risiederebbe nell’eccessiva orga­niz­zazione del­la loro soci­età. Per­tan­to, l’istituzione gov­er­na­ti­va sarebbe “il grup­po d’élite for­ma­to dall’unione delle sot­to-élite politiche, mil­i­tari, eco­nomiche, uni­ver­si­tarie e dei mass media degli Sta­ti Uni­ti”, men­tre le pres­sioni eserci­tate da parte di grup­pi di potere sareb­bero inter­con­nesse attra­ver­so “una allean­za basa­ta sul­la loro comu­nità di inter­es­si e ori­en­tate ver­so la metafisi­ca mil­itare.
Questo con­cet­to è sup­por­t­a­to da una definizione dell’apparato mil­itare indus­tri­ale del­la realtà che avrebbe trasfor­ma­to l’economia in una guer­ra eco­nom­i­ca per­ma­nente e il cui par­a­dig­ma sareb­bero i Rock­e­feller che han­no da sem­pre parte­ci­pa­to alle lob­by dell’industria finanziaria, mil­itare ed ebraica e di cui David sarebbe il pro­mo­tore dai tem­pi del­la Com­mis­sione tri­lat­erale (TC) o tri­lat­er­al nel 1973.

La deri­va total­i­taria degli Sta­ti Uni­ti.
La Cen­tral Intel­li­gence Agency (CIA) è sta­ta cre­a­ta nel 1947 da Har­ry Tru­man in sos­ti­tuzione dell’Office of Strate­gic Ser­vices (OSS) per inda­gare sug­li archivi ammin­is­tra­tivi e fis­cali sen­za avere un’autorizzazione giudiziaria e avere la filosofia iniziale di met­tere a dis­po­sizione del pres­i­dente un sec­on­do pun­to di vista svilup­pa­to dai civili rispet­to a quel­lo por­ta­to dai sol­dati del­la Nation­al Secu­ri­ty Agency (Nation­al Secu­ri­ty Agency – NSA). Fino a Eisen­how­er, la CIA era l’unica orga­niz­zazione di intel­li­gence cen­trale del gov­er­no degli Sta­ti Uni­ti ed era respon­s­abile di moltepli­ci com­pi­ti rel­a­tivi alla for­mazione degli insor­ti e alla desta­bi­liz­zazione dei gov­erni con­trari alle politiche del Pen­tagono.

Lo stes­so Eisen­how­er, un anno pri­ma del­la fine del suo manda­to, tenne un dis­cor­so pre­sci­en­tifi­co sul­la suc­ces­si­va mutazione del “Cam­pus” iniziale con­tro il gov­er­no fan­tas­ma che pro­tegge l’attuale democrazia amer­i­cana e di cui tut­ti i pres­i­den­ti elet­ti sono tenu­ti in ostag­gio. Demo­c­ra­ti­ca­mente: “Nei con­sigli di gov­er­no, dob­bi­amo stare atten­ti a un’influenza ille­git­ti­ma, indipen­den­te­mente dal fat­to che sia o meno proi­et­ta­ta dal com­p­lesso mil­itare-indus­tri­ale. Il ris­chio di assis­tere allo svilup­po di un potere usurpa­to esiste e per­sis­terà. Non tollerere­mo mai il peso di ques­ta con­giun­zione che minac­cia le nos­tre lib­ertà o i nos­tri pro­ces­si demo­c­ra­ti­ci “, ma il com­p­lesso mil­itare-indus­tri­ale sarebbe sta­to trasmu­ta­to nel cosid­det­to Dipar­ti­men­to di sicurez­za inter­na e l’idra prim­i­ti­va che è la CIA.

Da parte sua, Kennedy, in un dis­cor­so alla Colum­bia Uni­ver­si­ty, ave­va ammes­so che “vi è una forte pres­sione da parte dei grup­pi di potere amer­i­cani a trasfor­mare l’ufficio del pres­i­dente in qual­cosa di pura­mente fig­u­ra­ti­vo” e così fu costret­to il 21 novem­bre 1963 a fir­mare il decre­to esec­u­ti­vo 11490, “che con­sente al gov­er­no di pren­dere mis­ure eccezion­ali, tipiche anche per qual­si­asi dit­tatu­ra”. Poco pri­ma del­la sua parten­za per Dal­las, disse ai suoi più stret­ti con­siglieri: “Dob­bi­amo con­frontar­ci con la CIA, men­tre seg­re­ta­mente prepari­amo un incon­tro con Fidel Cas­tro”.
Tut­to questo impli­ca­va una chiara deci­sione di affrontare la CIA, un vero deten­tore del potere ombra e pro­fon­da­mente rad­i­ca­to in tut­ti gli appa­rati del potere negli Sta­ti Uniti,[1] . Da allo­ra, tut­ti i pres­i­den­ti degli Sta­ti Uni­ti suc­ces­si­va­mente elet­ti sono sta­ti tenu­ti in ostag­gio.

Intel­li­gence Agency

[1] Anche la comu­nità dell’intelligence amer­i­cana è sem­pre più vista come un quar­to ramo. A questo propos­i­to, l’aspetto del “quar­to ramo” del­la comu­nità dell’intelligence, col­le­ga­to con grup­pi di inter­esse e altri attori esterni, si sovrap­pone sig­ni­fica­ti­va­mente con la costruzione del­lo “Sta­to pro­fon­do” (Deep State).

fonte: http://www.observateurcontinental.fr

Traduzione: Ger­ard Trous­son

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Ombre cinesi (e tedesche) sulla sorte di Autostrade per l’Italia

Autostrade per l'Italia (LaPresse)


ECONOMIA
 /

Pao­lo Mau­ri
15 LUGLIO 2020

Sul­la sorte di Aspi (Autostrade per l’Italia) si allungano ombre cine­si e tedesche. La ques­tione del­la pos­si­bile revo­ca delle con­ces­sioni per la ges­tione di parte del­la rete autostradale ital­iana, ora in mano per l’88% ad Atlantia, la soci­età con­trol­la­ta dal­la famiglia Benet­ton tramite Sin­to­nia, pre­oc­cu­pa la Ger­ma­nia e la Cina, che sono diret­ta­mente inter­es­sate gra­zie alla parte­ci­pazione azionar­ia in Aspi di un grup­po cap­i­tana­to da Allianz assi­cu­razioni e dell’agenzia cinese Silk Road Fund.

In Autostrade per l’Italia il 12% restante ven­du­to da Atlantia, per una val­oriz­zazione com­p­lessi­va che ammon­ta­va a più 13,5 mil­iar­di di euro, è infat­ti in mano per il 7% ad Appia Invest­ment, un fon­do sot­to­scrit­to dal grup­po tedesco Allianz, Edf Invest e Dif, men­tre il restante 5% è in mano a Silk Road Fund, un mec­ca­n­is­mo finanziario volu­to da Pechi­no nel quadro degli inves­ti­men­ti per la One Belt One Road Intia­tive, la Nuo­va Via del­la Seta cinese che rap­p­re­sen­ta lo stru­men­to glob­ale di pen­e­trazione eco­nom­i­ca del­la Cina.

La pos­si­bil­ità di revo­ca, da parte del­lo Sta­to, delle con­ces­sioni di ges­tione in mano ad Atlantia, pre­oc­cu­pa quin­di Berli­no e Pechi­no, tan­to che nell’incontro di lunedì tra il pre­mier Giuseppe Con­te ed il can­cel­liere tedesco Angela Merkel si sarebbe dis­cus­so, sec­on­do alcune fonti ripor­tate da Il Sole 24 Ore pro­prio del futuro del­la soci­età che con­trol­la le infra­strut­ture autostradali, mes­sa in sta­to di accusa a segui­to del crol­lo del ponte Moran­di avvenu­to ad agos­to del 2018. La Merkel, sol­lecita­ta dagli indus­tri­ali tedeschi e da Allianz, avrebbe infat­ti ripor­ta­to al pres­i­dente del Con­siglio delle pres­sioni rice­vute dal tes­su­to eco­nom­i­co del Paese affinché riferisse le pre­oc­cu­pazioni riguardan­ti le deci­sioni del Gov­er­no in mer­i­to al futuro di Aspi.

Sull’altro fronte anche la Cina non è rimas­ta a guardare. Sem­pre nel­la gior­na­ta di ieri si è venu­to a sapere che l’ambas­ci­a­tore ital­iano a Pechi­no, Luca Fer­rari, è sta­to con­vo­ca­to dai ver­ti­ci di Silk Road Fund per chiedere spie­gazioni in mer­i­to alla stes­sa ques­tione che pre­oc­cu­pa i tedeschi.

Silk and Road Fund rien­tra nel mec­ca­n­is­mo europeo del­la One Belt and One Road che al dicem­bre del 2014 ave­va a dis­po­sizione 40 mil­iar­di di dol­lari elar­gi­ti dal­lo Sta­to per “incre­mentare i com­mer­ci” tra la Cina e gli altri Sta­ti, con par­ti­co­lare atten­zione ai suoi “vici­ni di casa”. Uno dei prim­is­si­mi inves­ti­men­ti, infat­ti, ha riguarda­to il set­tore idroelet­tri­co in Pak­istan, per creare quel “cor­ri­doio eco­nom­i­co” lun­go 3mila chilometri che col­le­ga il por­to di Gwadar nel Belucis­tan, con la regione cinese del­lo Xin­jiang, e che pre­oc­cu­pa non poco Nuo­va Del­hi. L’India infat­ti lamen­ta la pre­sen­za di mil­i­tari cine­si nel Gilgit-Baltistan, una regione del Kash­mir pak­istano, dove uffi­cial­mente era­no sta­ti imp­ie­gati nel­la ricostruzione post allu­vione del 2010, ma da dove non se ne sono mai andati.

A capo di Silk Road Fund c’è Xie Duo, un per­son­ag­gio che è sta­to vicepres­i­dente di Afca, l’Asian Finan­cial Coop­er­a­tion Asso­ci­a­tion e seg­re­tario gen­erale di Nafmii, la Nation­al Asso­ci­a­tion of Finan­cial Mar­ket Insti­tu­tion­al Investors, un’agenzia che mira a pro­muo­vere lo svilup­po del mer­ca­to finanziario cinese com­pos­to da mer­ca­to obbligazionario inter­ban­car­io, mer­ca­to dei presti­ti inter­ban­cari, mer­ca­to dei cam­bi e mer­ca­to dell’oro.

Sostanzial­mente uno stru­men­to del­lo Sta­to per con­trol­lare l’attività finanziaria e ban­car­ia. Il vicepres­i­dente di Silk Road Fund è Ding Guorong, che in una dichiarazione del 2016 ci ha ricorda­to lo scopo del­la soci­età: ottenere la parte­ci­pazione del­la Cina nel­la costruzione e ges­tione di infra­strut­ture, nel set­tore ener­geti­co e per imple­mentare la coop­er­azione coi Pae­si esteri in mate­ria di capac­ità indus­tri­ale e attiv­ità finanziarie, sem­pre, ovvi­a­mente, nel­lo spir­i­to del “win-win”. Polit­i­ca che però ha come effet­to, molto spes­so, l’indebitamento del Paese con­traente e quin­di la ces­sione di sovran­ità di infra­strut­ture alla Cina, come avvenu­to per il por­to gre­co del Pireo o per quel­lo di Ham­ban­to­ta, nel­lo Sri Lan­ka, le cui infra­strut­ture costru­ite da Pechi­no sono pas­sate sot­to con­trol­lo cinese a fronte di un deb­ito che il gov­er­no di Colom­bo non è sta­to in gra­do di ripa­gare.

Il futuro di Aspi sem­bra così con­dizion­a­to, più che dal­la pos­si­bile deci­sione del Gov­er­no ital­iano di nazion­al­iz­zare la soci­età in mano ad Atlantia, da inter­es­si stranieri. Ger­ma­nia e Cina dif­fi­cil­mente ced­er­an­no a ques­ta even­tu­al­ità, e qualo­ra dovessero far­lo bisognerebbe chieder­si che tipo di con­tropar­ti­ta ver­rebbe loro offer­ta.

Il ris­chio, una vol­ta che lo Sta­to fos­se rius­ci­to a met­tere le mani su Aspi, è che ven­ga deciso di vendere diret­ta­mente quel 88% di Atlantia alle soci­età cine­si e tedesche o di aumentare le loro quote di parte­ci­pazione, con un con­seguente prob­le­ma di sovran­ità del­la ges­tione del­la rete autostradale.

Le con­giun­ture eco­nomiche derivate dal­la crisi pan­dem­i­ca non sono affat­to a nos­tro favore in questo sen­so, e questo peri­co­lo c’è. Abbi­amo già vis­to che gra­zie a mec­ca­n­is­mi come il Recov­ery Fund, attori stranieri, come la Fran­cia, potreb­bero facil­mente met­tere le mani sull’eccellenza indus­tri­ale ital­iana. La con­vo­cazione dell’ambasciatore ital­iano in Cina, sebbene lecita in quan­to si trat­ta pur sem­pre di un affare che coin­volge lo Sta­to, è quan­tomeno poco orto­dos­sa nei meto­di e suona molto come una “repri­men­da” da parte cinese. Il tem­po, per quan­to riguar­da Aspi, è agli sgoc­ci­oli: se non si tro­verà un accor­do entro fine set­ti­mana scat­terà la revo­ca.

Ci auguri­amo che questo gov­er­no agis­ca negli inter­es­si nazion­ali e non si dimostri prono a quel­li altrui, spes­so camuf­fati da accor­di “alla pari” che in realtà nascon­dono sub­dola­mente mec­ca­n­is­mi di con­trol­lo di infra­strut­ture strate­giche per una nazione.

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Migranti, da Amantea al Celio di Roma. Intanto cercasi seconda nave quarantena

Navi della speranza su cui i migranti approdano in Italia.

Emer­gen­za nel­l’e­mer­gen­za, i migranti giun­ti sulle coste del­la Sicil­ia e del­la Cal­abria affet­ti da Covid-19 ver­ran­no spo­sta­ti nelle prossime ore negli ospedali mil­i­tari, cer­casi intan­to nuo­va nave quar­an­te­na.

Gli scafisti han­no stu­di­a­to nuove rotte di appro­do e così gli sbarchi fan­tas­ma si molti­pli­cano come han­no cer­ti­fi­ca­to i numeri del Vim­i­nale. Ecco che Aman­tea, graziosa local­ità di mare in provin­cia di Cosen­za si è ritrova­ta a dover gestire dei migranti affet­ti anche da nuo­vo coro­n­avirus.

La rab­bia è esplosa incon­teni­bile e dopo la minac­ciosa let­tera del­la gov­er­na­trice Jole San­tel­li riv­ol­ta a Con­te, ecco che Lam­orgese di con­cer­to con il min­is­tero del­la Dife­sa ha deciso di andar­si a pren­dere i migranti da Aman­tea per por­tar­li al poli­clin­i­co mil­itare a Roma: il Celio.

I 13 migranti pos­i­tivi al Covid-19 sbar­cati a Roc­cel­la Jon­i­ca (142 chilometri più a sud e in provin­cia di Reg­gio Cal­abria), passer­an­no quin­di tut­to il peri­o­do nec­es­sario alla loro gua­ri­gione nell’ospedale mil­itare.

Strutture militari e le navi quarantena

Com­plice le migliori con­dizioni del mare e la ria­per­tu­ra dell’Italia dopo il lock­down, gli sbarchi sulle nos­tre coste si sono molti­pli­cati aggiun­gen­do emer­gen­za all’emergenza.

Il Vim­i­nale ha così allo stu­dio l’uso di strut­ture mil­i­tari per alleg­gerire lo sbar­co dei migranti autono­mi in Sicil­ia e in Cal­abria.

Le strut­ture mil­i­tari a cui si allude sono in par­ti­co­lare gli ospedali mil­i­tari, che già sono pron­ti ad accogliere pazi­en­ti affet­ti da Covid-19 per­ché aller­tati nei mesi scor­si quan­do si teme­va una esplo­sione di casi in Italia anco­ra peg­giore di quel­la che si è nei fat­ti ver­i­fi­ca­ta.

Intan­to il min­is­tero dell’Interno è alla ricer­ca anche di una nave quar­an­te­na, ma dopo la pri­ma gara urgente anda­ta deser­ta, ora si spera nel­la sec­on­da che ter­min­erà alle ore 24 di giovedì 16 luglio 2020.

Non è da esclud­ere che si pos­sa pro­cedere con un atto di forza req­ui­sendo una nave, dato lo sta­to di emer­gen­za san­i­taria anco­ra in vig­ore fino al 31 luglio almeno.

Sindaco di Pozzallo preoccupato

Il sin­da­co di Poz­za­l­lo Rober­to Ammatu­na, è invece pre­oc­cu­pa­to dell’aumento di sbarchi di asi­ati­ci. I 60 migranti sbar­cati a Roc­cel­la Jon­i­ca, ad esem­pio, sono ben­gale­si.

Ammatu­na è pre­oc­cu­pa­to per­ché da deter­mi­nati pae­si asi­ati­ci, dove la pan­demia è fuori con­trol­lo, potreb­bero arrivare numero­sis­si­mi casi di pos­i­tivi al virus.

I 20mila abi­tan­ti di Poz­za­l­lo han­no affronta­to con rig­ore e sac­ri­fi­cio i mesi dell’isolamento forza­to in casa spie­ga il loro sin­da­co e non vuole che tut­to ven­ga get­ta­to alle ortiche.

Nell’hotspot sicil­iano di Poz­za­l­lo vi sono 200 migranti, men­tre i migranti degli ulti­mi sbarchi sono sta­ti trasfer­i­ti in una strut­tura indi­vid­u­a­ta dal­la prefet­tura tra Ragusa e Comiso.

Ammatu­na attende con appren­sione l’esito dei tam­poni su questi ulti­mi arrivi, ma anche chiede un nuo­vo approc­cio e pro­to­col­lo per gestire questi sbarchi. Un pro­to­col­lo da real­iz­zare a giorni, non tra qualche set­ti­mana, chiede il sin­da­co di Poz­za­l­lo.

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Proteste antigovernative a Parigi nel Giorno della Bastiglia

Le manifestazioni a Parigi nel giorno della presa della Bastiglia il 14 luglio

Guar­da la diret­ta da Place de la Republique a Pari­gi mart­edì 14 luglio, men­tre i man­i­fes­tanti si riu­nis­cono per le proteste antigov­er­na­tive dopo un appel­lo del­la Con­fed­er­azione gen­erale dei sin­da­cati.

Questo è dovu­to al rim­pas­to di gabi­net­to del paese e per la nom­i­na di Jean Cas­tex come nuo­vo Pri­mo Min­istro. Il rim­pas­to è sta­to vis­to come parte delle mis­ure avvi­ate dal pres­i­dente Macron per raf­forzare l’e­cono­mia del paese col­pi­ta dal­la pan­demia di coro­n­avirus.

La protes­ta si sta svol­gen­do nel Giorno del­la Bastiglia, la prin­ci­pale fes­ta nazionale del paese, e poco dopo del rim­pas­to di gabi­net­to e la nom­i­na di Jean Cas­tex come nuo­vo Pri­mo Min­istro.

Anche i mem­bri del movi­men­to dei “gilet gial­li” si uni­ran­no alla protes­ta.

Le riu­nioni pub­bliche di oltre 5.000 per­sone sono anco­ra vietate in Fran­cia a causa del­la pan­demia del coronavirus.https://youtu.be/e80vdU899uk

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