L’incidente è avvenuto in via Tiberina al Km 9.600, coinvolte una moto, un autocarro e un’autovettura

Roma, inci­dente tre veicoli in via Tibe­ri­na: un mor­to e un fer­i­to grave

Un inci­dente stradale è avvenu­to nel pri­mo pomerig­gio di oggi, mer­coledì 20 mar­zo in via Tibe­ri­na al Km 9.600, a Roma, coin­volte una moto, un auto­car­ro e un’autovettura. Sul pos­to sono inter­venute due squadre di Vig­ili del Fuo­co del­la Cap­i­tale. Un uomo è rimas­to fer­i­to, ricov­er­a­to in codice rosso pres­so una strut­tura ospedaliera, men­tre un altro uomo di cir­ca 30 anni è dece­du­to nell’incidente. La stra­da al momen­to è chiusa per per­me­t­tere i rilievi nec­es­sari agli inquiren­ti e enti com­pe­ten­ti del ter­ri­to­rio.

Redazione
20-03-2019 17:07
https://www.romait.it/articoli/27936/roma-incidente-tre-veicoli-in-via-tiberina-un-morto-e-un-ferito-grave?fbclid=IwAR3ZIJWxEaTq5-4kG8TPTiqLGTZF0Ptah4k2U7CeRBjJrw-Uwsvth4zRpLc
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SENZA RITORNO!!!

(google)

L’Hotel Mum­bai, attual­mente in Aus­tralia, rac­con­ta la straziante sto­ria degli attac­chi del grup­po mil­i­tante pak­istano Lashkar-e-Tai­ba in tut­ta la cit­tà indi­ana di Mum­bai nel novem­bre 2008. Indot­tri­nati per credere che i non musul­mani non sono umani, 10 gio­vani uomi­ni armati di granate e AK-47 van­no in un’orgia di dis­truzione. Spin­ti dai loro auri­co­lari da un fanati­co sen­za volto in Pak­istan che promette ric­chez­za per le loro famiglie e par­adiso per loro, mas­sacra­no 160 Indi­ani indi­ani e stranieri indife­si in 24 ore, tra cui molti ospi­ti e per­son­ale del lus­su­oso Taj Mahal Palace Hotel, pri­ma di tut­to tranne uno di loro ven­gono uccisi dalle forze spe­ciali indi­ane che arrivano in ritar­do da Nuo­va Del­hi. Il loro ring-mas­ter non viene mai cat­tura­to.

Il fanatismo dei grup­pi estrem­isti musul­mani ha por­ta­to a una fiorente indus­tria anti-ter­ror­is­mo in molti pae­si in tut­to il mon­do, inclusa l’Australia. Dopo l’11 set­tem­bre, l’attenzione iniziale si con­cen­trò sui ter­ror­isti sau­di­ti ed egiziani che pilotarono gli aerei nel World Trade Cen­ter e nel Pen­tagono. Questo è sta­to il pretesto per gli Sta­ti Uni­ti e i loro alleati di invadere l’Afghanistan nel 2001, l’Iraq nel 2003, la Lib­ia nel 2011 e la Siria nel 2014. Oltre a sbaraz­zarsi di Osama Bin Laden e Sad­dam Hus­sein, che non ave­va nul­la a che fare con il Attac­chi a New York e Wash­ing­ton, tutte le inva­sioni prodotte sono state la mas­s­ic­cia desta­bi­liz­zazione delle soci­età arabe, un numero enorme di rifu­giati per gli altri pae­si medior­i­en­tali e l’Europa da affrontare e una nar­ra­ti­va con­vin­cente per i grup­pi estrem­isti islam­i­ci da uti­liz­zare per attac­care “Infi­del” pae­si. I media occi­den­tali e i politi­ci con­ser­va­tori han­no rifi­u­ta­to di accettare la con­nes­sione: se invadete e bom­bar­date i nos­tri pae­si, attac­cher­e­mo i cit­ta­di­ni nei vostri pae­si o ovunque li tro­ver­e­mo. I pun­ti non sono anco­ra sta­ti col­le­gati nel­la mente dei politi­ci con­ser­va­tori occi­den­tali o del­la stam­pa reazionar­ia di Mur­doch.

Il mas­sacro di 49 musul­mani il 15 mar­zo in due moschee a Christchurch da un aus­traliano, Bran­ton Tar­rant, è doppi­a­mente scioc­cante per la decen­za e l’ospitalità dei neoze­landesi nei con­fron­ti dei migranti musul­mani e la loro evi­ta­men­to di un serio coin­vol­gi­men­to in guerre di vendet­ta nel Medio Ori­ente. E ‘anche un forte richi­amo al fat­to che il fanatismo non è il monop­o­lio dei musul­mani scon­tenti, ma è con­di­vi­so da un numero cres­cente di supremacisti bianchi altret­tan­to fanati­ci. Tar­rant sostiene di essere sta­to ispi­ra­to da Anders Behring Breivik, che nel luglio 2011 ha ucciso otto per­sone inno­cen­ti con una bom­ba a Oslo, e poi altre 69 in un cam­po esti­vo del­la Lega dei lavo­ra­tori norveg­ese sull’isola di Utoya. Breivik era con­trario all’Islam e sostene­va che il fem­min­is­mo era respon­s­abile di una “cul­tura del sui­cidio” in Europa. Vol­e­va che tut­ti i musul­mani fos­sero espul­si dall’Europa. Il man­i­festo di Tar­rant, che ha pub­bli­ca­to pri­ma di scate­nar­si, è sim­i­le a quel­lo di Breivik. I bianchi, dichiarò, devono alzarsi pri­ma che sia trop­po tar­di. Tut­ti gli immi­grati, i rifu­giati e i lavo­ra­tori migranti devono essere espul­si dall’Australia.   Sono tris­te­mente famil­iare con ques­ta men­tal­ità da un’altra fonte. Un ami­co di scuo­la con cui sono cresci­u­to, un indi­vid­uo alquan­to mite e intel­li­gente, ora in pen­sione dal suo stu­dio legale, siede davan­ti al suo com­put­er in una per­ife­ria aus­traliana fron­dosa osses­sion­a­ta dal­la minac­cia che vede i migranti musul­mani posare sul tes­su­to coeso del­la soci­età aus­traliana. Nel­la nos­tra gioven­tù, avrebbe can­ta­to inni di battaglia con­federati durante i nos­tri viag­gi escur­sion­is­ti­ci, ma le sue ten­den­ze razz­iste si sono ora ampli­ate ben oltre la guer­ra civile amer­i­cana in antag­o­nis­mo ver­so tut­ti i non-cau­ca­si­ci. Ho dis­cus­so invano su come le suc­ces­sive ondate di migranti — dall’Irlanda, dall’Italia, dal­la Gre­cia, dal­la Turchia, e poi dal­la Cina, dal Viet­nam e da altri pae­si asi­ati­ci — siano state inizial­mente viste come inas­sim­i­l­abili, solo in segui­to per con­fonder­si e diventare utili con­trib­u­tori per La soci­età aus­traliana e come i musul­mani di molti pae­si stan­no facen­do la stes­sa cosa. Res­ta poco con­vin­to al pun­to di con­sid­er­are i migranti musul­mani come una minac­cia per i suoi nipoti. Il mio ami­co non è una per­sona vio­len­ta e non potrebbe mai con­tem­plare di assalire un musul­mano. Ma è lì che si trovano le sue più intime con­vinzioni e prob­a­bil­mente con­sid­era le azioni di Tar­rant come gius­ti­fi­ca­bili.

Quan­ti altri ci sono nelle nos­tre soci­età occi­den­tali, come i sen­a­tori aus­traliani, Pauline Han­son e Fras­er Anning, che la pen­sano allo stes­so modo? E quan­ti sono con­fer­mati nelle loro con­vinzioni dai fis­chi razz­isti del pres­i­dente Don­ald Trump? Chiede un “bel muro” per iso­lare il suo paese dagli spac­cia­tori di dro­ga, dagli stupra­tori, dagli assas­si­ni e dai crim­i­nali che sostiene di essere inonda­to negli Sta­ti Uni­ti dal Mes­si­co. Il sot­totesto è che sono col­orati, inaf­fid­abili e non li vogliamo. I mes­si­cani sono cat­toli­ci, non musul­mani, ma sono “ispani­ci”, e Trump ei suoi seguaci non si dif­feren­ziano.

Né il Nation­al Ori­gins Act del 1924, che esclude­va tut­ti gli asi­ati­ci e non europei dagli Sta­ti Uni­ti. Qua­si nel­lo stes­so peri­o­do, sono state cre­ate pat­tuglie di con­fine per sorveg­liare il con­fine merid­ionale dell’America. È diven­ta­to una calami­ta per le orga­niz­zazioni razz­iste come il Ku Klux Klan, per il vig­i­lan­tismo e la bru­tale bru­tal­ità con­tro i mes­si­cani che ten­tano di entrare negli Sta­ti Uni­ti. Il muro di Trump è una metafo­ra del­la rinasci­ta razz­iale e un incor­ag­gia­men­to per il vig­i­lan­tismo bian­co come quel­lo di Breivik e Tar­rant. Nonos­tante le restrit­tive leg­gi sul con­trol­lo delle armi in Norve­g­ia, Nuo­va Zelan­da e Aus­tralia, sia Breivik che Tar­rant rius­cirono a procu­rar­si fucili semi­au­to­mati­ci di tipo mil­itare. Quan­to è più facile negli Sta­ti Uni­ti con le sue leg­gi per­mis­sive sui can­noni, per­ché i mas­sac­ri razz­isti si svol­gano tra grup­pi etni­ca­mente diver­si o con­gregazioni reli­giose?

A  Alcu­ni post-script promet­ten­ti:

Il pres­i­dente Trump potrebbe non avere mai il suo muro. La fron­tiera lun­ga 3.145 chilometri, di cui solo 481 chilometri con bar­ri­era per i veicoli e 560 chilometri con recinzione pedonale. Nel frat­tem­po, demo­c­ra­ti­ci ostili e alcu­ni repub­bli­cani han­no rifi­u­ta­to di approvare i mil­iar­di di dol­lari di cui ha bisog­no per costru­ire il muro che sostiene che il Mes­si­co pagherà. E c’è resisten­za locale. Il con­siglio comu­nale di Nogales, in Ari­zona, ordinò la rimozione di rotoli di filo spina­to che seg­na il con­fine con il suo vici­no merid­ionale, dicen­do che l’unico scopo del filo era quel­lo di muti­lare e uccidere, un’installazione che dovrebbe essere trova­ta solo in una pri­gione mil­itare o in una battaglia .

B  Se il muro non viene costru­ito e la posizione frau­do­len­ta di Trump viene mostra­ta per quel­lo che è, il calore potrebbe uscire dal dibat­ti­to e i fanati­ci bianchi potreb­bero perdere almeno una delle loro ispi­razioni. Nel frat­tem­po, le autorità aus­traliane e di altre autorità occi­den­tali stan­no inizian­do a vedere la minac­cia del ter­ror­is­mo da bianchi scon­tenti a causa del peri­co­lo mag­giore rispet­to al ter­ror­is­mo prove­niente da grup­pi islam­i­ci fanati­ci. Se Trump rius­cirà a riti­rare le truppe amer­i­cane dal Medio Ori­ente, e smet­terà di bom­bar­dare obi­et­tivi ter­restri, i fanati­ci islam­i­ci perder­an­no almeno una delle loro scuse per punire le soci­età occi­den­tali.

Scrive così una don­na dott. di psi­colo­gia sociale.

R. Cosa sta acca­den­do.

Non so come qual­cuno pos­sa tran­quil­la­mente cam­minare ver­so un bam­bi­no sdra­ia­to sul pavi­men­to criv­el­la­to di proi­et­tili, e poi sparare di più nei loro pic­coli cor­pi.

Eppure questo è ciò che questo mostro ha fat­to.

Nel far­lo, si è dimostra­to sub-umano come i ter­ror­isti dell’ISIS che pro­fes­sa di detestare, i bar­bari che get­tano i gay dai tet­ti, le donne di pietra a morte e incen­di­ano i nemi­ci nelle gab­bie in modo da bru­cia­re vivi.

Ma sot­to la sfera di una manipo­lazione men­tale, nel mind con­trol prat­i­ca­to le cose cam­biano.

Lo stu­dio sis­tem­ati­co di sper­i­men­tazione su costruzione di per­son­al­ità mul­ti­ple, ha con­fer­ma­to la coesisten­za di ignari assas­si­ni incon­scen­ti  o sub cosci­en­ti. Ecco la fred­da e metod­i­ca attuazione di un piano presta­bil­i­to e deter­mi­na­to da una sub­coscen­za alter­ata.
reso­con­to sul cam­po.
Quan­do l’assassino di Christchurch, un aus­traliano di nome Bren­ton Tar­rant, finì di sparare sul­la Moschea di Al Noor, almeno 41 per­sone morirono e ne risul­tarono più fer­i­ti, 20 in modo criti­co.

Fenix

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Addio alla pasionaria Tina Costa, partigiana di 93 anni

Addio alla pasionaria Tina Costa, partigiana di 93 anni

Orig­ine romag­nole, mil­i­tante comu­nista, da anni gira­va l’Italia con l’Anpi per pas­sare il tes­ti­mone ai più gio­vani. Sfilò in tes­ta al cor­teo dell’ultimo Gay pride. La cam­era ardente ven­erdì a Roma

di MATTEO PUCCIARELLI

Starò in piaz­za fino a quan­do avrò l’ultimo respiro, per­ché so di essere dal­la parte del gius­to e che le mie idee sono con­di­vise da tan­ti”, promise Tina Cos­ta. E infat­ti la scor­sa estate era in pri­ma fila al cor­teo per il Gay pride a Roma. La ex par­ti­giana si è spen­ta ques­ta mat­ti­na alle 6: era nata a Gem­mano, in provin­cia di Rim­i­ni, l’11 novem­bre 1925. Padre social­ista, madre iscrit­ta al Pci, i suoi tre fratel­li parte­ci­parono anche alla fon­dazione del Pci nel 1921 a Livorno. E lei ave­va anco­ra in tas­ca la tessera di Rifon­dazione comu­nista.

Si defini­va anco­ra oggi una ribelle, com’era sem­pre sta­ta. “La maes­tra delle ele­men­tari vol­e­va che indos­sas­si la divisa di Figlia del­la Lupa, ma io ho suc­chi­a­to un altro lat­te, sono cresci­u­ta in una famiglia comu­nista e così rifi­u­tai, accettan­do le punizioni che ne seguirono”, rac­con­tò all’Huff­in­g­ton post. Men­tre par­lan­do del pre­sente, dell’attualità, spiegò a Repub­bli­ca: “La mia impres­sione è che questi politi­ci non abbiano rispet­to per l’essere umano. Stan­no anco­ra qui a fare dis­cor­si di razze. Assur­do. La raz­za è una. Quel­la umana”.

Muore Tina Costa, 93 anni, partigiana e fino all’ultimo testimone antifascista: venerdì a Roma la camera ardente

{} E’ mor­ta ques­ta mat­ti­na Tina Cos­ta, 92 anni, figu­ra di spic­co tra i par­ti­giani del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale in Italia. Face­va parte del Comi­ta­to nazionale Anpi ed era vice pres­i­dente del Comi­ta­to provin­ciale di Roma. Qui, Tina Cos­ta in una foto scat­ta­ta a Roma lo scor­so 27 otto­bre durante la man­i­fes­tazione dell’Anpi con­tro un pre­sidio dei neo­fascisti di Forza Nuo­va a San Loren­zo.

{} Tina Cos­ta in piaz­za lo scor­so 27 otto­bre

{} Tina Cos­ta con Modesto Di Veg­lia

{} Tina Cos­ta il 25 aprile 2015 a Roma Ostiense, accan­to alla Piramide Ces­tia, alle cel­e­brazioni del 70esimo anniver­sario del­la Lib­er­azion. Al cen­tro del­la foto Ernesto Nas­si

{} Tina Cos­ta per la cam­pagna del Roma Gay Pride 2018 che ha sfi­la­to con lo slo­gan “La Lib­er­azione con­tin­ua”

{}

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Nel 2018 ricevette il pre­mio di “Arti­co­lo 21 liberi di…”, pro­mosso dall’Associazione insieme alla Fsni, la Fed­er­azione nazionale del­la stam­pa ital­iana, l’Ordine dei gior­nal­isti, l’Usigrai e la Casag­it. Riceven­do il riconosci­men­to assi­curò: “Con­tin­uerò ad andare nelle scuole e a chi mi chiede chi sono i par­ti­giani, come ha fat­to un ragazz­i­no immi­gra­to di una 4ª ele­mentare, rispon­do: tut­ti col­oro che si bat­tono con­tro le ingius­tizie, per la lib­ertà, la democrazia e soprat­tut­to per la pace. Per la pace dob­bi­amo unir­ci, oltre ogni cre­do politi­co o reli­gioso, per­ché solo con la pace si risolvono i prob­le­mi, anche se sono tan­tis­si­mi”.

La pres­i­den­za dell’Anpi nazionale la salu­ta così: “Ci ha las­ci­a­to una per­son­al­ità del­la Resisten­za, dota­ta di cor­ag­gio e grande gen­erosità, tes­ti­mone nelle scuole del­la lot­ta di Lib­er­azione dal naz­i­fas­cis­mo e degli orrori del­la guer­ra, voce fer­ma in tante inizia­tive pub­bliche in dife­sa dei dirit­ti civili e sociali. Un’autentica pasion­ar­ia del­la lib­ertà”.

La cam­era ardente si ter­rà a Roma, ven­erdì 22 mar­zo dalle 10 alle 15 in via San Francesco di Sales 5, pres­so la Casa del­la Memo­ria e del­la Sto­ria.

https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/03/20/news/addio_alla_pasionaria_tina_costa_partigiana_di_93_anni-222064316/?fbclid=IwAR0ntsXwe_Rmm2XGgOlKOj6EoPdx2pLRPBIX0QanqaTvLdVdYL8VP-ewRNw#gallery-slider=222086981

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UNA RAGAZZINA INDIANA DI 12 ANNI È STATA VIOLENTATA, STRANGOLATA E DECAPITATA DA TRE FRATELLI E UNO ZIO

DACCI OGGI IL NOSTRO ORRORE QUOTIDIANOUNA RAGAZZINA INDIANA DI 12 ANNI È STATA VIOLENTATA, STRANGOLATA E DECAPITATA DA TRE FRATELLI E UNO ZIOLA VITTIMA AVREBBE MINACCIATO DI DENUNCIARLI, SCATENANDO LA FURIA OMICIDA DELLE BESTIE CHE POI HANNO TENTATO DI DEPISTARE GLI INVESTIGATORI ACCUSANDO DEL CRIMINE UN VICINO DI CASA

Da “www.ilsussidiario.net”

indiana indi­ana

Ennes­i­mo caso di bru­tal­ità e vio­len­za assas­si­na su una minorenne in India, il paese del mag­gior numero di abusi sulle donne al mon­do. L’ultimo caso noto, riferisce il quo­tid­i­ano Hin­dus­tan Times, riguar­da una ragazz­i­na di 12 anni nel­lo sta­to del Mad­hya Pradesh, stupra­ta e decap­i­ta­ta.

india india

Sec­on­do il gior­nale, il caso sarebbe sta­to risolto con l’incriminazione dei suoi tre fratel­li, del­lo zio e del­la zia del­la bam­bi­na. Uno degli arresta­ti è minorenne.

indiana 1 indi­ana 1

L’episodio si era ver­i­fi­ca­to lo scor­so 13 mar­zo quan­do la ragazz­i­na era spari­ta dal­la cir­co­lazione, il giorno dopo il suo cor­po decap­i­ta­to era sta­to trova­to in un cam­po fuori del vil­lag­gio di Berkhe­di. Sec­on­do le autorità, tut­ti e quat­tro i maschi han­no abusato di lei: quan­do la ragaz­za ha minac­cia­to di denun­cia­r­li, l’hanno uccisa taglian­dole la tes­ta.

STUPRO INDIA STUPRO INDIA

La zia, che era al cor­rente di quan­to accadu­to, ave­va cer­ca­to di depistare le indagi­ni accu­san­do i vici­ni di casa, risul­tati subito inno­cen­ti.

STUPRO INDIA STUPRO INDIA

A quel pun­to han­no volu­to inter­rog­a­re i tre fratel­li del­la vit­ti­ma, uno di loro era spar­i­to, il minore invece ha fini­to per con­fes­sare. Sem­pre sec­on­do le autorità, il più grande dei tre fratel­li ave­va già stupra­to la sorel­la in altre occa­sioni sem­pre in ter­ra d’India.

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http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/dacci-oggi-nostro-orrore-quotidiano-ndash-ragazzina-indiana-12–198692.htm

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PALAZZO MADAMA PIGNORA L’INDENNITÀ DEL SENATORE DELLA LEGA ENRICO MONTANI: DEVE RESTITUIRE A UN CREDITORE 43MILA EURO

VERBANO VOLANT, SOLDI MANENTPALAZZO MADAMA PIGNORA L’INDENNITÀ DEL SENATORE DELLA LEGA ENRICO MONTANI: DEVE RESTITUIRE A UN CREDITORE 43MILA EURONON HA MAI PAGATO LE RATE CHE DOVEVA ALLA PERSONA CHE GLI AVEVA PRESTATO I SOLDI PER ISCRIVERE IL VERBANIA CALCIO, DI CUI ERA PROPRIETARIO, AL CAMPIONATO DI PROMOZIONEDOPO VARI TENTATIVI FINITI MALE, ORA SARÀ IL SENATO A TRATTENERE LA SOMMA DAL SUO STIPENDIO

enrico montani 3 enri­co mon­tani 3

Da www.verbano24.it

Un presti­to non ono­ra­to, due gra­di di giudizio di una causa civile, il pre­cet­to e il pig­no­ra­men­to. Sarà il Sen­a­to, trat­te­nen­do la som­ma da quelle voci del­lo stipen­dio non bloc­cate dal­la legge, a resti­tuire a un cred­i­tore i 42.969,58 euro che gli devono il sen­a­tore ver­banese del­la Lega Enri­co Mon­tani e la moglie.

enrico montani 1 enri­co mon­tani 1

Nell’estate del 2015 i Mon­tani, allo­ra pro­pri­etari del Ver­ba­nia cal­cio, ave­vano bisog­no di denaro per iscri­vere la squadra, appe­na retro­ces­sa, al cam­pi­ona­to di Pro­mozione, sanan­do anche vec­chie pen­den­ze. Il tem­po stringe­va e, non dispo­nen­do di risorse pro­prie, trovarono chi, sot­to­scriven­do una scrit­tura pri­va­ta, gli anticipò 24.200 euro.

enrico montani 4 enri­co mon­tani 4

L’accordo, fir­ma­to il 24 luglio, era che quel­la som­ma sarebbe sta­ta resti­tui­ta in undi­ci rate men­sili da 2.200 euro l’una a par­tire dal mese di set­tem­bre. Non ne fu paga­ta neanche una e il cred­i­tore si riv­olse a un legale, inten­tan­do una causa civile al tri­bunale di Ver­ba­nia. La sen­ten­za di pri­mo gra­do, a gen­naio 2017, gli fu favorev­ole, così come quel­la del­la Corte d’Appello di Tori­no, deposi­ta­ta lo scor­so gen­naio.

enrico montani 10 enri­co mon­tani 10

I ten­ta­tivi, com­pre­si pig­no­ra­men­ti immo­bil­iari, di ottenere quan­to asseg­na­to dal giu­dice, cioè una som­ma nel frat­tem­po lievi­ta­ta a cir­ca 43.000 euro per via delle spese legali, sono sta­ti infrut­tu­osi fino a quan­do, con le elezioni Politiche del mar­zo 2018, Mon­tani non è sta­to rielet­to al Sen­a­to, tor­nan­do par­la­mentare del­la Lega come lo fu tra il 2006 e il 2013. Ed è a Palaz­zo Madama che l’avvocato del cred­i­tore ha chiesto, medi­ante un pig­no­ra­men­to pres­so terzi con­ces­so dal tri­bunale di Ver­ba­nia, di avere indi­etro i 43.000 euro.

enrico montani 2 enri­co mon­tani 2

Per legge gli stipen­di dei par­la­men­tari sono impig­nor­a­bili, ma non per la quo­ta intera. Mon­tani per­cepisce men­sil­mente dal Sen­a­to tra 17.625,31 e 19.715,31 euro, così sud­di­visi: 10.385,31 euro lor­di di inden­nità, 3.500 di diaria per vit­to e allog­gio, 1.650 di rim­bor­so for­fe­tario delle spese gen­er­ali, 4.180 (al mas­si­mo, dietro ren­di­con­tazione e con un min­i­mo di 2.090) di rim­bor­so spese per l’esercizio del manda­to. Le prime due voci non si pos­sono toc­care e, quin­di, il pig­no­ra­men­to agirà sulle ultime due.

Enrico Montani Enri­co Mon­tani enrico montani 9 enri­co mon­tani 9 enrico montani 8 enri­co mon­tani 8 enrico montani 6 enri­co mon­tani 6 enrico montani 7 enri­co mon­tani 7 enrico montani 5 enri­co mon­tani 5 enrico montani 11 enri­co mon­tani 11

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/verbano-volant-soldi-manent-palazzo-madama-pignora-198772.htm

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Tumore allo stomaco, pazienti spendono 8 mila euro l’anno di tasca propria per probiotici e integratori

Necessari per 2 pazienti su 3 ma a carico solo di metà delle regioni

Sono 80 mila i pazi­en­ti che in Italia non han­no più lo stom­a­co per col­pa di un tumore gas­tri­co

- Fer­men­ti lat­ti­ci e inte­gra­tori pro­te­ici pos­sono miglio­rare la qual­ità di vita e la soprav­viven­za dei cir­ca 80 mila pazi­en­ti che in Italia non han­no più lo stom­a­co per col­pa di un tumore gas­tri­co. Oltre due pazi­en­ti su tre assumono pro­bi­oti­ci e sup­ple­men­ti di varia natu­ra, arrivan­do a sbor­sare di tas­ca pro­pria fino a oltre 8.000 euro l’anno: i pro­bi­oti­ci, per cui si spendono in media 155 euro l’anno con punte di 600, sono total­mente a cari­co dei pazi­en­ti e gli inte­gra­tori, respon­s­abili del resto dell’esborso con una spe­sa media di 22 euro al giorno per paziente, ven­gono ero­gati in poco più del­la metà delle Regioni, e solo per i prodot­ti in gara. Ques­ta è la fotografia fat­ta in occa­sione del Sem­i­nario Nutrizione e micro­bio­ta nei pazi­en­ti con tumore gas­tri­co, orga­niz­za­ta a Roma dall’Associazione Vivere sen­za stom­a­co si può Onlus. “Una nos­tra recente indagine ha dimostra­to che il 72% dei pazi­en­ti uti­liz­za pro­bi­oti­ci, il 41% per fron­teggia­re i dis­tur­bi legati alle cure chemioter­apiche e per i prob­le­mi intesti­nali dovu­ti alla gas­trec­to­mia, il 38% per gestire le alter­azioni del­la flo­ra bat­ter­i­ca, il 28% occa­sion­al­mente in con­comi­tan­za con una ter­apia antibi­ot­i­ca — spie­ga Clau­dia San­tan­ge­lo, pres­i­dente dell’Associazione Vivere sen­za stom­a­co si può — In metà dei casi è il gas­troen­terol­o­go a pre­scriver­li, in un quar­to dei pazi­en­ti il medico di famiglia e solo il 24% li sceglie da sé o con l’aiuto del far­ma­cista; solo nel 57% dei casi viene con­siglia­to un prodot­to speci­fi­co, agli altri viene dato il con­siglio gener­i­co di assumerne. L’acquisto però è a totale cari­co dei malati, con una spe­sa media di 155 euro l’anno e punte che arrivano a 600 euro”. Non va meglio con gli inte­gra­tori, impor­tan­ti per fornire nutri­en­ti che in pazi­en­ti con una gas­trec­to­mia parziale o totale non pos­sono essere adeguata­mente assor­biti e disponi­bili: li usa il 74%, la mag­gior parte tut­ti i giorni pro­prio per com­pen­sare il malas­sor­bi­men­to o per l’impossibilità di ali­men­ta­r­si in maniera cor­ret­ta. “La spe­sa è con­sid­erev­ole — fa notare San­tan­ge­lo — pari a una media di 22 euro al giorno: chi non può per­me­t­tersela res­ta sen­za, rischi­an­do la mal­nu­trizione”. Per Davide Festi, coor­di­na­tore Comi­ta­to sci­en­tifi­co dell’associazione l’alimentazione è “fon­da­men­tale”. “E’ un dato di fat­to — spie­ga — che l’incidenza del­la malat­tia sia mag­giore in aree come l’Appennino tosco-emil­iano e marchi­giano rispet­to al Sud. L’elevato con­sumo di carne e gras­si, pri­mo fat­tore di ris­chio, potrebbe aumentare infat­ti la malat­tia al Cen­tro e al Nord e ridurla al Sud dove si man­gia più frut­ta e ver­du­ra fres­che”. “La nos­tra sper­an­za è che pro­bi­oti­ci e inte­gra­tori vengano ero­gati gra­tuita­mente in modo omo­ge­neo e appro­pri­a­to su tut­to il ter­ri­to­rio nazionale — con­clude San­tan­ge­lo — Il nos­tro obi­et­ti­vo, inoltre, è anche favorire diag­nosi più tem­pes­tive”. (ANSA)

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Partorisca in udienza… Se il Tribunale di Roma nega il rinvio all’avvocatessa incinta

20 Mar­zo 2019

Quan­to con­ta la gravi­dan­za di un avvo­ca­to? Meno cer­ta­mente, ma molto meno delle esi­gen­ze orga­niz­za­tive del Tri­bunale – leg­gi, delle ques­tioni pri­vate del tale giu­dice – che infat­ti da un lato dispone il rin­vio d’ufficio per l’udienza sen­za fornire spie­gazioni, ma per con­tro nega il dif­fer­i­men­to pur se il difen­sore inc­in­ta si tro­va a meno di due mesi dal par­to.
Suc­cede a Roma, dove il Con­siglio dell’Ordine degli Avvo­cati prende una posizione forte nel caso di una avvo­cates­sa alla quale è sta­to rifi­u­ta­to un rin­vio per l’udienza del 16 aprile prossi­mo nonos­tante la data pre­sun­ta del par­to sia sta­ta fis­sa­ta il 17 aprile.
Si legge nell’estratto del ver­bale del 14 mar­zo che “il Pres­i­dente Gal­let­ti riferisce di avere appre­so che alla col­le­ga (omis­sis), nell’ambito del pro­ced­i­men­to civile per la sep­a­razione dei coni­u­gi pen­dente dinanzi al Tri­bunale di Roma, Sezione Pri­ma, con RG (omis­sis), è sta­to nega­to il dif­fer­i­men­to dell’udienza del 16.4.2019, nonos­tante lo sta­to di gravi­dan­za (con data pre­sun­ta del par­to al 17.4.2019) rap­p­re­sen­ta­to e doc­u­men­ta­to nell’istanza deposi­ta­ta il 5.3.2019. In par­ti­co­lare, il Giu­dice ha ris­er­va­to ogni val­u­tazione all’esito dell’acquisizione delle “deter­mi­nazioni del­la con­troparte, atte­sa la natu­ra del pro­ced­i­men­to e degli inter­es­si sotte­si“.
Il Pres­i­dente Gal­let­ti ril­e­va la grav­ità dei fat­ti e la vio­lazione del­la dis­ci­plina final­mente det­ta­ta dal­la legge di bilan­cio 2018 (all’art. 1 co. 465, 466 L. 27 dicem­bre 2017, n. 205) che ha dis­ci­plina­to la pos­si­bil­ità per gli avvo­cati in sta­to di gravi­dan­za di chiedere rin­vii di udien­za e decor­ren­za di ter­mi­ni, tenen­do con­to del peri­o­do ges­tazionale di due mesi ante­ri­ori alla data pre­sun­ta del par­to e di tre mesi suc­ces­sivi (cfr. artt. 81 bis c.p.c. e 420 ter c.p.p.). Con sif­fat­ta dis­ci­plina si è pos­to fine alla man­can­za di tutele per gli avvo­cati in gravi­dan­za, quale vera e pro­pria lesione del dirit­to di dife­sa e di par­ità sostanziale, nonché pregiudizio per la salute delle col­leghe e del nasc­i­turo.
Nel­la fat­tispecie, per­al­tro, l’udienza era sta­ta fis­sa­ta a segui­to di un rin­vio d’ufficio di quel­la già fis­sa­ta al 31 otto­bre 2018 con buona pace del­la “natu­ra del pro­ced­i­men­to e degli inter­es­si sotte­si” che evi­den­te­mente sono cede­voli rispet­to alle esi­gen­ze orga­niz­za­tive del Tri­bunale, ma non di fronte ai sacrosan­ti dirit­ti del­la dife­sa, del­la col­le­ga e del nasc­i­turo e, oltre­tut­to, non è com­pren­si­bile il rilie­vo delle “deter­mi­nazioni del­la con­troparte” (dunque, non del difen­sore del­la con­troparte, ma pro­prio del­la con­troparte…) rispet­to al fat­to ogget­ti­vo del­la gravi­dan­za quale legit­ti­mo imped­i­men­to.
Il Pres­i­dente ha già rap­p­re­sen­ta­to la grav­ità dei fat­ti al Pres­i­dente del Tri­bunale e, qualo­ra la situ­azione non dovesse mutare, ritiene doveroso denun­cia­re la situ­azione a tut­ti i capi degli uffi­ci giudiziari romani, al Con­siglio Giudiziario, al Procu­ra­tore Gen­erale pres­so la Supre­ma Corte e alla com­pe­tente Sezione del Con­siglio Supe­ri­ore del­la Mag­i­s­tratu­ra; chiede sin da ora a tut­ti i Con­siglieri di ren­der­si disponi­bili per la sos­ti­tuzione del­la col­le­ga all’udienza del 16 aprile 2019 e si ris­er­va di dis­porre la con­vo­cazione di un con­siglio stra­or­di­nario in adunan­za pub­bli­ca pres­so la sala avvo­cati del Tri­bunale civile di Roma alle ore 9,30 del 16 aprile 2019 in coin­ci­den­za con la cel­e­brazione dell’udienza, ponen­do all’ordine del giorno “1. tutela e val­oriz­zazione del ruo­lo dell’avvocato madre”.
Più chiaro di così.

Par­torisca in udien­za… Se il Tri­bunale di Roma nega il rin­vio all’avvocatessa inc­in­ta

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L’auto si schianta contro un ponte, Vincenzo muore a vent’anni. Tragedia all’alba

L'auto si schianta contro un ponte, Vincenzo muore a vent'anni. Tragedia all'alba

Trage­dia a Vil­lapi­ana, in provin­cia di Cosen­za: un ragaz­zo di appe­na vent’anni, Vin­cen­zo Mari­no, pro­prio di Vil­lapi­ana, è mor­to sul colpo all’alba di oggi in un inci­dente stradale avvenu­to sul vec­chio trac­cia­to del­la Statale 106. Vin­cen­zo viag­gia­va a bor­do di un’auto Cit­roen Saxo: men­tre per­cor­re­va l’arteria, oggi provin­ciale 253, nei pres­si del fiume Satanas­so, ha per­so il con­trol­lo dell’auto.

Per cause anco­ra in cor­so di accer­ta­men­to la macchi­na con il ven­tenne alla gui­da ha fini­to con l’impattare con­tro una delle strut­ture di un ponte: sul luo­go dell’incidente stradale sono inter­venu­ti, oltre ai cara­binieri e ai vig­ili del fuo­co, i san­i­tari del 118 che, però, non han­no potu­to fare altro che con­statare il deces­so del gio­vane. I mil­i­tari han­no avvi­a­to gli accer­ta­men­ti final­iz­za­ti a ricostru­ire la dinam­i­ca dell’accaduto.

https://www.leggo.it/italia/cronache/l_auto_si_schianta_contro_un_ponte_vincenzo_muore_vent_anni_tragedia_alba-4374202.html

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SE NE VA A 81 ANNI CINO MARCHESE, MANAGER DEI GRANDI CAMPIONI E MAESTRO DI MARKETING

IL MARCHESE DELLO SPORTSE NE VA A 81 ANNI CINO MARCHESE, MANAGER DEI GRANDI CAMPIONI E MAESTRO DI MARKETING: SCOPRILA SELES E WILANDER, LANCIOTOMBA E “INVENTO’” IL VILLAGGIO VIP AGLI INTERNAZIONALI DI TENNIS DEL FORO ITALICOLE LOVE STORY, LA JAGUAR VERDE, L’AMICIZIA CON NEWCOMBE, NAVRATILOVA, PANATTA E CON RUDY GIULIANI, L’EX SINDACO DI NEW YORKQUANDO PORTO’ “I MARZIANIBJON BORG E NADAL A PALERMO

Gaia Pic­car­di per corriere.it

cino marchese cino march­ese

Ave­va scop­er­to (tra gli altri) Jen­nifer Capriati, Mon­i­ca Seles e Goran Ivani­se­vic. Ave­va lan­ci­a­to Alber­to Tom­ba nell’empireo del busi­ness appli­ca­to allo sci (una prim­izia asso­lu­ta, in Italia e nel mon­do). Si era occu­pa­to di Pao­lo Rossi, Robi Bag­gio e Diego Arman­do Maradona gli era sfug­gi­to per un sof­fio. Ave­va accom­pa­g­na­to Adri­ano Panat­ta e Bjorn Borg, cui li lega­va un’imperitura ami­cizia, sul­la stra­da las­tri­ca­ta di trap­pole dell’immortalità ten­nis­ti­ca. Se n’è anda­to domeni­ca mat­ti­na, a 81 anni, nel­la sua bel­la casa nel cen­tro di Roma, Giuseppe March­ese per tut­ti Cino, tal­ent scout, man­ag­er sporti­vo, inven­tore nel nos­tro Paese del cor­po­rate busi­ness e del mar­ket­ing asso­ci­a­to ai gran­di even­ti, l’uomo che fece del Vil­lag­gio Vip degli Inter­nazion­ali d’Italia del Foro Ital­i­co the place to be (un’eredità di cui il tor­neo, nel 2019, ben­e­fi­cia anco­ra) e dell’hospitality per gli spon­sor un con­cet­to, oggi, irri­n­un­cia­bile.

Chi era

cino marchese cino march­ese

Piemon­tese di Valen­za Po, classe 1937, sfug­gi­to gra­zie a una felice intu­izione del­la moglie Gabriel­la, com­pagna di vita, al des­ti­no di orafo (lo era­no sia il padre che il non­no), dietro le quinte del­lo sport mon­di­ale Cino per trent’anni è sta­to un per­son­ag­gio riconosci­bilis­si­mo (la sua chioma argen­tea riful­ge­va a chilometri di dis­tan­za, atti­ran­do falene come un faro nel­la notte) e fon­da­men­tale per le idee riv­o­luzionar­ie (impor­tate da Sta­ti Uni­ti e Gran Bre­tagna, Wim­ble­don nel­lo speci­fi­co, le fonti a cui anda­va ad abbev­er­ar­si) di cui ha saputo ini­ettare, pri­ma per con­to di Img poi come con­sulente pri­va­to, gli even­ti. I tornei di ten­nis di Roma, Milano, Paler­mo. Il Mon­di­ale di sci di Bormio. L’indimenticabile Shoot Out al Foro. Per molti anni chi vol­e­va affrontare il pro­fes­sion­is­mo ad alto liv­el­lo, con garanzie di suc­ces­so, ha fat­to anti­cam­era nell’ufficio di Cino March­ese.

cino marchese cino march­ese

Gen­til­mente burbero, mille anni luce davan­ti a tut­ti, capace di cir­cum­nav­i­gare con intel­li­gen­za gli angoli acu­ti dei mille super cam­pi­oni di cui ha gesti­to gli inter­es­si, le love sto­ry, i capric­ci nell’età dell’oro del­lo sci, del ten­nis, del bas­ket e del cal­cio, Cino ver­rà rimpianto dagli ami­ci stori­ci, che in queste ore stan­no spe­den­do a Roma dal mon­do mes­sag­gi di cor­doglio: John New­combe, che da 50 anni alle 10 di mat­ti­na del 25 dicem­bre gli tele­fon­a­va dall’Australia per gli auguri di Natale, Mar­ti­na Navratilo­va, coc­co­la­ta durante le lunghe trasferte ital­iane, Bil­lie Jean King, Ion Tiri­ac, Adri­ano Panat­ta e persi­no Rudy Giu­liani, l’ex sin­da­co di New York, totem di un mon­do anda­to che non c’è più, che il March­ese del­lo sport ave­va con­tribuito ad edi­fi­care con lampi di genio poi copiati da tut­ti e modi ele­gan­ti impos­si­bili da imitare. Di Cino ce n’era uno. Con lui, si chi­ude — let­teral­mente — un’epoca. A tes­ta alta, con chioma argen­tea.

cino marchese cino march­ese

2. CINO MARCHESE

MASSIMO DELFINO per www.lastampa.it

«Con le sue idee man­age­ri­ali e il fiu­to per gli affari, non pote­va che essere nato a Valen­za». Così ami­ci e conoscen­ti ricor­dano Cino March­ese, uno dei per­son­ag­gi sim­bo­lo del ten­nis ital­iano, mor­to a Roma all’età di 81 anni. Ave­va stu­di­a­to al liceo ad Alessan­dria e gio­ca­to a ten­nis in cit­tà, poi era sta­to orafo nell’azienda di famiglia pri­ma di trasferir­si nel­la cap­i­tale e diventare il «numero uno» nell’organizzazione di even­ti sportivi.

«Fre­quen­ta­va il Ten­nis Club Alessan­dria, all’epoca mia, di Cor­ra­do Baraz­zut­ti e Rober­to Lom­bar­di — ricor­da Fran­co Deam­bro­gio, uno dei tan­ti for­ti gio­ca­tori dell’epoca -. Era incon­fondibile sia per l’imponente statu­ra, sia per­ché arriva­va al cir­co­lo con la Jaguar verde. Già da ragaz­zo ave­va mire da man­ag­er, lo aiu­ta­vano la per­fet­ta conoscen­za e padro­nan­za del­la lin­gua inglese, una rar­ità in quel peri­o­do».

L’ambiente del ten­nis portò Cino March­ese in con­tat­to con per­son­ag­gi illus­tri, su tut­ti l’australiano John New­combe. A Roma, divenne il respon­s­abile per l’Italia del­la Img, la più impor­tante soci­età di man­age­ment sporti­vo del mon­do, e fu il cre­atore degli Atp di Milano (indoor) e Paler­mo (all’aperto), che negli Anni ’70 e ’80 ave­vano un par­co iscrit­ti deg­no del­lo Slam pro­prio gra­zie alle conoscen­ze di Cino. Agli Inter­nazion­ali d’Italia, allestì invece il «vil­lag­gio vip», che diede un’impronta mon­dana al tor­neo di Roma. Sopran­nom­i­na­to «sil­ver fox» per la fol­ta chioma di capel­li gri­gio-bianchi, March­ese fu uno tra gli sco­pri­tori di Mats Wilan­der, lo svedese che dom­inò a lun­go il cir­cuito. Ma fu man­ag­er anche di assi di altri sport, dal cal­ci­a­tore Rober­to Bag­gio allo sci­a­tore Alber­to Tom­ba.

cino marchese valerio bianchini cino march­ese vale­rio bian­chi­ni

Cino March­ese era figlio di Gui­do, il sin­da­co di Valen­za negli anni del­la Lib­er­azione: a lui la cit­tà dell’oro dedicò una via (nel­la zona nuo­va, nei pres­si del super­me­r­ca­to Esselun­ga) una deci­na di anni fa: il giorno dell’intitolazione c’era anche Cino, fu quel­la l’ultima apparizione pub­bli­ca nel­la sua ter­ra.

3. CINO MARCHESE

Da www.palermotoday.it

Cino March­ese era un top man­ag­er del­lo sport dai capel­li bianchi e il sor­riso con­ta­gioso. Anda­to via lui, il grande tor­neo morì. Prob­le­mi di denaro. E di entu­si­as­mo. Nel­la dis­at­ten­zione gen­erale delle isti­tuzioni Paler­mo perse quel­la vet­ri­na mon­di­ale. In una bel­la inter­vista con­ces­sa a Repub­bli­ca qualche anno fa Cino March­ese rac­con­ta come fece a portare Borg a Paler­mo nel 1979. “In quei tem­pi — rac­con­tò March­ese — l’amicizia val­e­va più di mille con­trat­ti. E io ero un suo ami­co. Era la mia pri­ma edi­zione e gli chiesi di esser­ci: “Bjorn, non pos­so pre­sen­tar­mi sen­za di te, dai…”, gli dis­si durante il tor­neo di Roma. Lui sor­rise, era un sì. Così Paler­mo ebbe il re dei re, fres­co vinci­tore di Roland Gar­ros e Wim­ble­don. Bjorn fu rag­giun­to a Vil­la Igiea da Mar­i­ana Simiones­cu e chiese solo pri­va­cy e tran­quil­lità.

cino marchese cino march­ese

Ai ten­nisti poi, piace­vano da mat­ti le arancine e le gite a Mon­del­lo”. A Paler­mo giocò anche un cer­to Nadal. “Cre­do di aver sem­pre capi­to un sec­on­do pri­ma degli altri chi sarebbe diven­ta­to un top play­er. Anche con Rafael Nadal andò così. Gli offrii una wild card quan­do, ragazz­i­no, era solo una promes­sa. Ma Rafa si infor­tunò in un pic­co­lo tor­neo in Fran­cia e io mi infu­ri­ai con il suo man­ag­er, tra l’altro un mio allie­vo, l’ex gio­ca­tore Car­los Cos­ta. Arrivai a toglier­gli il salu­to per sei mesi. Ma l’anno suc­ces­si­vo, il 2004, lo zio di Rafa, Toni, una gran per­sona e il “pentito”Costa mi promis­ero che in set­tem­bre il futuro vinci­tore di 10 Slam avrebbe gio­ca­to a Paler­mo. Det­to, fat­to”

alberto tomba alber­to tom­ba

http://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/marchese-sport-ndash-se-ne-va-81-anni-cino-marchese-manager-198795.htm

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UNA 14ENNE RUSSA È MORTA FOLGORATA NELLA VASCA DA BAGNO MENTRE SMANETTAVA CON IL SUO SMARTPHONE IN CARICA: LA RAGAZZA STAVA CHATTANDO CON GLI AMICI QUANDO IL TELEFONO LE È SCIVOLATO DALLE MANI

UN SMS TI STRONCA LA VITAUNA 14ENNE RUSSA È MORTA FOLGORATA NELLA VASCA DA BAGNO MENTRE SMANETTAVA CON IL SUO SMARTPHONE IN CARICA: LA RAGAZZA STAVA CHATTANDO CON GLI AMICI QUANDO IL TELEFONO LE È SCIVOLATO DALLE MANI – I GENITORI, ACCORSI IN BAGNO, NON HANNO POTUTO NEMMENO TOCCARLA

Alessia Stri­nati per “www.leggo.it”

yulia vysotskaya 2 yulia vysot­skaya 2

Sta­va facen­do il bag­no men­tre il suo smart­phone era in car­i­ca ed è mor­ta. Yulia Vysot­skaya, stu­dentes­sa di soli 14 anni, è mor­ta fol­go­ra­ta nel­la sua casa a Chebok­sary, nel­la Rus­sia ori­en­tale. Sec­on­do una pri­ma ricostruzione dei fat­ti, l’adolescente sta­va facen­do un bag­no cal­do quan­do il tele­fono che era in car­i­ca è scivola­to in acqua.

smartphone in vasca 4 smart­phone in vas­ca 4

Sec­on­do quan­to ripor­ta il Dai­ly Mail, lo smart­phone sarebbe scivola­to acci­den­tal­mente, e ad accorg­ersene sono sta­ti i gen­i­tori che non han­no nem­meno potu­to toc­car­la e han­no chiam­a­to subito i soc­cor­si. All’arrivo dei medici però non c’era più nul­la da fare per Yulia, e sul pos­to è sta­ta dichiara­ta l’ora del deces­so.

yulia vysotskaya 1 yulia vysot­skaya 1

Non è la pri­ma vol­ta che accadono sim­ili episo­di, soprat­tut­to in Rus­sia, dove recen­te­mente sono morte due ragazze per lo stes­so moti­vo e con la stes­sa dinam­i­ca. Stupisce il fat­to che nelle loro abitazioni non sia scat­ta­to il dis­pos­i­ti­vo sal­vavi­ta, che in questi casi, inter­rompe il flus­so di ener­gia elet­tri­ca cer­can­do di evitare sim­ili tragedie.

smartphone in vasca 2 smart­phone in vas­ca 2

Non solo la Rus­sia però, in Italia un caso sim­i­le si è ver­i­fi­ca­to a Cro­tone, nel feb­braio del 2017, quan­do un ado­les­cente è mor­to fol­go­ra­to men­tre era nel­la vas­ca da bag­no. In questo caso il sal­vavi­ta si era atti­va­to, ma purtrop­po non è sta­to suf­fi­ciente.

smartphone in vasca 1 smart­phone in vas­ca 1 smartphone in vasca 3 smart­phone in vas­ca 3

 

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