Caso Berlusconi a ‘Quarta Repubblica’, il giudice Esposito annuncia querele: «Trasmissione diffamatoria infarcita di faziosità, distorsioni e omissioni»


«Ho rice­vu­to manda­to dal dot­tor Anto­nio Espos­i­to di adire le vie legali nei con­fron­ti di tut­ti col­oro che si siano resi respon­s­abili del­la gravis­si­ma diffamazione ai suoi dan­ni pos­ta in essere nel cor­so del­la trasmis­sione anda­ta in onda ieri sera su Rete 4 ‘La Quar­ta Repub­bli­ca’».
Lo ha fat­to sapere l’avvocato Anto­nio Grieco, difen­sore del giu­dice Anto­nio Espos­i­to.

Il legale ha denun­ci­a­to «numerose faziosità, dis­tor­sioni e omis­sioni di cui è infarci­ta la diffam­a­to­ria trasmis­sione» e si è lim­i­ta­to «in via esem­pli­fica­ti­va ma non lim­i­ta­ti­va, a seg­nalarne» alcune.
Sull’episodio delle dichiarazioni rac­colte da uno dei legali di Berlus­coni, alle­gate al suo ricor­so alla Cedu, «da un bagni­no ter­male, un cameriere e uno chef di un alber­go di pro­pri­età dell’ex sin­da­co di Lac­co Ameno, par­la­mentare di Fi, coor­di­na­tore regionale di FI, legatis­si­mo al Berlus­coni, con le quali i tre dipen­den­ti accusa­vano Espos­i­to di avere ‘di con­tin­uo’ usato espres­sioni vol­gari e minac­ciose riguardan­ti il pre­det­to Berlus­coni» l’avvocato Grieco con­sid­era «estrema­mente grave» il fat­to che «il con­dut­tore ha omes­so di dare notizia del­la fon­da­men­tale cir­costan­za che il dot­tor Espos­i­to, come venne a conoscen­za di tali dichiarazioni, ebbe a sporg­ere querela nei con­fron­ti dei tre dipen­den­ti per le false affer­mazioni a lui attribuite e dai lui mai fat­te, e ha omes­so altresì di ricor­dare che, a segui­to di tale querela, fu istau­ra­to pro­ced­i­men­to penale attual­mente pen­dente pres­so la Procu­ra del­la Repub­bli­ca di Napoli».

Grieco ha anche dichiara­to che se durante la trasmis­sione «fos­se sta­ta mostra­ta tut­ta la cop­er­ti­na» del fas­ci­co­lo proces­suale a cari­co del Berlus­coni doc­u­men­to da cui risul­ta­va che la pre­scrizione per il proces­so Medi­aset era fis­sa­ta al 1 agos­to del 2013 «come cor­ret­tez­za avrebbe impos­to, i tele­spet­ta­tori avreb­bero avu­to modo di notare che nel­la parte alta del­la cop­er­ti­na era scrit­to a carat­teri cubitali CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE e che, in altra parte del­la cop­er­ti­na, vi era l’annotazione prove­niente dal mag­is­tra­to dell’ufficio pre­lim­inare dei ricor­si del­la Terza Sezione Penale del­la Corte (quel­la di Amedeo Fran­co) del provved­i­men­to: ‘Alla sezione feri­ale con­sid­er­a­to il ter­mine di pre­scrizione” (provved­i­men­to poi rib­a­di­to su appos­i­to mod­u­lo dal mag­is­tra­to del­la Terza sezione Luca Ramac­ci che, dopo aver rib­a­di­to ‘urgen­tis­si­mo’, “dispone l’assegnazione del pro­ced­i­men­to alla Sez. Feri­ale con­siderati i ter­mi­ni di pre­scrizione, 01.08.2013)».
«La visione com­ple­ta del­la cop­er­ti­na» – ha affer­ma­to anco­ra l’avvocato Grieco – «avrebbe fat­to com­pren­dere ai tele­spet­ta­tori che il proces­so venne innanz­i­tut­to asseg­na­to, come di rego­la, alla com­pe­tente sezione (la Terza, quel­la di Fran­co); e che fu tale sezione ad ‘asseg­nare’ il pro­ced­i­men­to ‘alla Sezione Feri­ale con­sid­er­a­to il ter­mine di pre­scrizione’. La visione di tale provved­i­men­to con­tenu­to sul­la cop­er­ti­na del­la Corte Supre­ma di Cas­sazione avrebbe dimostra­to, altresì, la fal­sità delle affer­mazioni rese dal Fran­co nell’inquietante col­lo­quio del giu­dice (ora­mai defun­to) con il con­dan­na­to allorquan­do par­la: “in effet­ti lì han­no fat­to una porcheria per­ché che sen­so ha man­dare il fas­ci­co­lo alla Feri­ale».

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Facchin871
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