Ex commesso in un negozio con la terza media: ecco il grillino che gestirà i miliardi del Recovery Fund

Di Rober­to Vivaldel­li – Liv­el­lo d’istruzione? Terza media. Espe­rien­ze lavo­ra­tive? Dieci anni da commes­so in un negozio di ani­mali. Dopo­tut­to, uno vale uno, e chi se ne impor­ta se c’è da gestire una par­ti­ta del­i­catis­si­ma come quel­la del Recov­ery Fund. Come ripor­ta­to da DagospiaSer­gio Bat­tel­li, dep­u­ta­to del Movi­men­to cinque stelle, con buona pace del­la mer­itro­crazia, è sta­to ricon­fer­ma­to alla pres­i­den­za del­la Com­mis­sione per le Politiche dell’Ue: una car­i­ca impor­tan­tis­si­ma in ques­ta fase stor­i­ca, nuo­va­mente affi­da­ta all’esponente dei cinque stelle.La ricon­fer­ma a pres­i­dente del­la Com­mis­sione per le Politiche dell’Ue alla Cam­era è per me un grande onore e vor­rei ringraziare tutte le forze di mag­gio­ran­za e oppo­sizione per la fidu­cia e la sti­ma ripos­ta nei miei con­fron­ti
” spie­ga il dep­u­ta­to grilli­no. È gra­zie a loro se, pros­egue Ser­gio Bat­tel­li, in questi pri­mi due anni, “abbi­amo com­pi­u­to un lavoro davvero stra­or­di­nario cul­mi­na­to, per­al­tro, con un’attività conosc­i­ti­va sen­za prece­den­ti che la nos­tra Com­mis­sione ha forte­mente volu­to intrapren­dere all’indomani del­la crisi gen­er­a­ta dal Covid-19″.
Abbi­amo così dato spazio e rilie­vo, sot­to­lin­ea Bat­tel­li, “a esper­ti chia­mati a dare rispos­ta e val­u­tazioni su tut­ti gli stru­men­ti che il nos­tro Paese deve met­tere in cam­po per super­are ques­ta dif­fi­cile fase e affrontare le sfide del futuro in con­comi­tan­za con il più ampio piano europeo lega­to al Recov­ery Fund
“. Spul­cian­do il suo cur­ricu­lum, Dagospia ha ricorda­to che il dep­u­ta­to grilli­no “ha la terza media
” e come espe­rien­ze pro­fes­sion­ali van­ta “10 anni da commes­so in un negozio di ani­mali e chi­tar­rista di una band rock lig­ure
“. Bat­tel­li, già tesoriere del Movi­men­to cinque stelle e fedelis­si­mo del Min­istro degli esteri Lui­gi Di Maio, deve le sue can­di­da­ture ai voti ottenu­ti nel cor­so delle pri­mare oline del Movi­men­to del 2013 (appe­na 90 voti) e del 2018 (363 voti).

Nel mar­zo 2018, quan­do era emer­sa per la pri­ma vol­ta la notizia del­la sua espe­rien­za sco­las­ti­ca, il dep­u­ta­to pen­tastel­la­to si era gius­ti­fi­ca­to spie­gan­do che il suo era un caso di malasan­ità e che ave­va inizia­to a lavo­rare e suonare durante le supe­ri­ori per prob­le­mi vari: “In terza supe­ri­ore Itis mi amma­lo, per un gravis­si­mo caso di malasan­ità, riman­go appe­so nel­la mia malat­tia per un anno intero, solo dopo mille mila giri tra ospedali, cure e dot­tori final­mente un bravis­si­mo pneu­mol­o­go di Gen­o­va tro­va il mio prob­le­ma. Quel­la mat­ti­na piove­va, ero con mia madre in un pic­co­lo ambu­la­to­rio di Vil­la Scas­si men­tre mi dice­vano, a neanche 17 anni, che ave­vo un tumore ai pol­moni in una posizione “strana” da oper­are subito, non me lo dimen­ticherò mai. Pas­sano anco­ra un paio di mesi e final­mente ven­go oper­a­to a Pado­va, nel frat­tem­po ave­vo per­so qua­si due anni del­la mia vita per risol­vere il mio prob­le­ma
” ave­va spie­ga­to su Face­book. Nes­suno mette in dub­bio la sua sto­ria, per car­ità: ma forse, per una car­i­ca così strate­gi­ca e ril­e­vante, soprat­tut­to in ques­ta fase, non era meglio pen­sare a qual­cun altro?assegneitalia.info/
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Rivelata campagna dei sauditi sui social per screditare Hezbollah dopo l’esplosione al porto di Beirut

Rivelata campagna dei sauditi sui social per screditare Hezbollah dopo l'esplosione al porto di Beirut
La riv­ista amer­i­cana Newsweek ha sve­la­to le false notizie dif­fuse dagli account sau­di­ti sui social con­tro il movi­men­to libanese Hezbol­lah dopo l’e­s­plo­sione a Beirut
Mart­edì scor­so, poten­ti esplo­sioni han­no scos­so Beirut, cap­i­tale libanese. Le autorità libane­si non escludono che l’in­ci­dente, le cui indagi­ni sono anco­ra in cor­so, sia sta­to causato da neg­li­gen­za o  da azioni esterne, “con un mis­sile o una bom­ba” .Nel suo edi­to­ri­ale pub­bli­ca­to ieri, la riv­ista amer­i­cana  Newsweek ha sot­to­lin­eato che poco dopo l’e­s­plo­sione di Beirut, gli account dei social media legati all’Ara­bia Sau­di­ta han­no avvi­a­to una cam­pagna di dis­in­for­mazione, cer­can­do di col­le­gare il Movi­men­to di resisten­za islam­i­ca del Libano (Hezbol­lah) con l’in­ci­dente .
 
L’hash­tag # Hezbol­lah’s Ammo­nia Burns Beirut ha inizia­to a fare ten­den­za su Twit­ter a 24 ore dal­l’e­s­plo­sione, sebbene non ci siano prove che il movi­men­to libanese sia sta­to coin­volto nel­la trage­dia, si osser­va nel­l’ar­ti­co­lo.
 
A tal propos­i­to, pros­egue, il quo­tid­i­ano The Dai­ly Beast , citan­do fonti del­l’in­tel­li­gence che han­no par­la­to a con­dizione di anon­i­ma­to, ha riv­e­la­to che la cam­pagna di dis­in­for­mazione online è gui­da­ta da quat­tro account ver­i­fi­cati legati al regime sau­di­ta.
 
D’al­tra parte, Newsweek indi­ca che alcu­ni fun­zionari e media statu­niten­si han­no anche accusato Hezbol­lah del­l’in­ci­dente, sen­za fornire alcu­na pro­va chiara.antidiplomatico.it/dettnews-
 
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Regionali, sondaggio: Pd a rischio in Puglia e Marche

Sec­on­do gli ulti­mi sondag­gi alle prossime elezioni Region­ali il Pd rischia di perdere due delle regioni che anco­ra gov­er­na, ossia le Marche e la Puglia. Qui, i due can­di­dati di cen­trode­stra, sot­to­lin­ea l’analisi pub­bli­ca­ta su ‘Il Gior­nale’, “dovreb­bero rib­altare la par­ti­ta”.
I sondag­gi di Tec­nè, nelle Marche dan­no Francesco Acquaroli (Fratel­li d’Italia) tra il 43,5 e il 47,5 per cen­to, ossia 7 pun­ti e mez­zo sul can­dida­to di cen­trosin­is­tra Mau­r­izio Man­gialar­di (36–40%). Stes­sa situ­azione in Puglia, dove Noto sondag­gi dà Raf­faele Fit­to (cen­trode­stra) avan­ti di sei pun­ti sul gov­er­na­tore uscente Michele Emil­iano. In Puglia, se la Lega sec­on­do il sondag­gio è il pri­mo par­ti­to al 13 per cen­to, subito dietro tro­va Fratel­li d’Italia con il 12%. Buona tenu­ta anche di Forza Italia che arri­va al 10%Sempre sec­on­do i sondag­gi, i dem dovreb­bero ‘reg­gere’ in Cam­pa­nia (Vin­cen­zo de Luca al 42,5–46,5 con­tro Ste­fano Cal­doro 37–41%, fonte Tec­nè), e in Toscana dove però la for­bice si va riducen­do (Euge­nio Giani 44–48% con­tro la leghista Susan­na Cec­ca­r­di al 38,5–42,5, sem­pre Tec­nè). adnkro­nos
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Come perdere la sovranità: il Libano, un altro esempio in Medio Oriente

Come perdere la sovranità: il Libano, un altro esempio in Medio Oriente


Di Alber­to Rodríguez Gar­cía* — RT
 
 
In un’e­poca di putre­fazione morale e deca­den­za spir­i­tuale, in cui il denaro e il potere val­go­no più di ogni altra cosa, dove il Medio Ori­ente è il cor­tile di poten­ze inca­paci di pen­sare che il colo­nial­is­mo sia fini­to (almeno sul­la car­ta), la macchi­na del­l’in­ter­feren­za non si fer­ma mai. Non si riposa mai. Nem­meno dopo — e qua­si durante — il dram­ma del­l’e­s­plo­sione del por­to di Beirut, con più di 130 mor­ti e 5.000 fer­i­ti, anche allo­ra non si fer­ma. Nem­meno quan­do le famiglie piangono anco­ra i loro mar­tiri.
Ed è per questo che, di tut­ti i leader ara­bi e occi­den­tali, tut­ti i leader mon­di­ali, Emmanuel Macron ha viag­gia­to in Libano — cer­can­do di emu­la­re Chirac dopo l’as­sas­sinio di Rafik Hariri — per promet­tere aiu­ti alle vit­time del­la cat­a­strofe … e dele­git­ti­mare defin­i­ti­va­mente le isti­tuzioni libane­si a pic­co­lo comi­ta­to; per vedere se final­mente può mate­ri­al­iz­zare l’idea di un “pro­tet­tora­to post­mod­er­no” in un Libano che non si è mai sbaraz­za­to del gio­go colo­niale.
 
Per­ché il caso libanese , la cui sto­ria è sem­pre sta­ta deter­mi­na­ta da terzi anche oggi, con un sis­tema ered­i­ta­to dal­la Fran­cia — basato sul divide et impera — e un’e­cono­mia con­dan­na­ta a vivere di presti­ti e pagare i deb­iti nelle diverse con­feren­ze di Pari­gi I, II , III e IV — non pros­per­are mai — è il caso del­l’in­tero Medio Ori­ente; dove la sovran­ità non esiste e lo svilup­po del paese è deter­mi­na­to dal­la sua posizione regionale e inter­nazionale: sot­tomet­ter­si o accettare le con­tin­ue molestie . La costante cospi­razione.
 
L’E­git­to, molto logo­ra­to in pas­sato dal man­ca­to riconosci­men­to di Israele e dal­la minac­cia dei Fratel­li Musul­mani, si sta grad­ual­mente con­ver­tendo — tranne in casi speci­fi­ci come la Pri­mav­era ara­ba, fal­li­ta rap­i­da­mente, e la pre­sen­za del­l’I­SIS in Sinai — nel paese arabo più sta­bile da quan­do ha riconosci­u­to lo sta­to di Israele nel 1979. Tut­tavia, la “tran­quil­lità” ha un prez­zo molto alto, e ora che il Cairo vuole acquistare aerei da guer­ra da Mosca, Wash­ing­ton minac­cia; per­ché non vogliono perdere il monop­o­lio che han­no sul­la strut­tura di dife­sa egiziana. Non appe­na un paese nel­l’ovile minac­cia non di andarsene, ma di diver­si­fi­car­si per evitare la dipen­den­za, riceve una let­tera da Mike Pom­peo; pri­ma con la minac­cia, poi con la punizione.
 


 E la punizione con­tro col­oro che cer­cano di essere sovrani è sem­pre tan­to bru­tale quan­to spro­porzion­a­ta.. L’I­raq ha sof­fer­to di carestie, mor­tal­ità infan­tile, mis­e­ria … a causa delle sanzioni che gli Sta­ti Uni­ti han­no impos­to al gov­er­no di Sad­dam Hus­sein. Ma le sanzioni non sono arrivate per aver lan­ci­a­to una guer­ra con­tro l’I­ran. Inoltre non sono arrivate gasan­do migli­a­ia di cur­di ad Hal­ab­ja. Le sanzioni sono arrivate per aver mes­so in peri­co­lo gli inter­es­si degli Sta­ti Uni­ti nel­la regione. Oggi la stes­sa cosa accade alla Siria, la quale, facente parte del­l’Asse del­la Resisten­za, essendo uno dei pochi sta­ti ara­bi che con­tin­ua a sostenere — davvero, sen­za pan­tomime set­tarie — la causa palesti­nese, rifi­u­ta di accettare le con­dizioni di sot­tomis­sione che il Nord Amer­i­ca pone per porre fine all’ag­gres­sione. Un’ag­gres­sione mil­itare ed eco­nom­i­ca che arri­va al ridi­co­lo del­l’ec­ces­so sanzio­nan­do il figlio di Bashar al-Assad, un ado­les­cente sen­za alcu­na posizione nel gov­er­no.
 
Anche tra gli ami­ci non c’è rispet­to per la sovran­ità. Israele, prati­ca­mente il 51° sta­to degli USA, da anni cer­ca di avvic­i­nar­si al mer­ca­to cinese, ma ha un grosso imped­i­men­to: lo Zio Sam. Impedire agli alleati di svilup­pare le loro forze armate ed econo­mia che dipen­dono sem­pre meno da Wash­ing­ton è qual­cosa che è diven­ta­to comune. Ulti­ma­mente Pom­peo ha minac­cia­to la Ger­ma­nia con sanzioni e con­seguen­ze diplo­matiche ed eco­nomiche di ogni tipo per cer­care di fer­mare il prog­et­to Nord Stream 2, che, ormai qua­si com­ple­ta­to, porterebbe il gas rus­so diret­ta­mente nel cuore del ter­ri­to­rio tedesco attra­ver­so il Balti­co. La cosa sor­pren­dente è che Wash­ing­ton ques­ta vol­ta fa pres­sioni sul suo alleato più fedele.
 
Gli israeliani, abit­uati a fare sem­pre quel­lo che vol­e­vano in Medio Ori­ente, si sono trovati fac­cia a fac­cia con la realtà, e cioè che i gran­di man­giano sem­pre il poco. 
 
Sebbene gli Sta­ti Uni­ti tol­leri­no in una cer­ta misura buoni rap­por­ti com­mer­ciali tra Cina e Israele, i falchi di Wash­ing­ton han­no deciso di pas­sare all’of­fen­si­va costrin­gen­do Israele a can­cel­lare i con­trat­ti con i cine­si che van­no dal­l’in­dus­tria aerospaziale alla costruzione di un impianto di desalin­iz­zazione. È il prez­zo del­la Cina che prende il con­trol­lo del por­to di Haifa. Per­ché ones­ta­mente, nes­suno ha la sovran­ità in Medio Ori­ente sen­za la tutela delle vec­chie poten­ze.
 
L’asse fran­co-anglosas­sone non ha anco­ra super­a­to la men­tal­ità dei coloni. Ma a causa del­la mis­e­ria e degli errori dei loro sta­ti anco­ra gio­vani, ci sono anco­ra molti che rimpiangono i tem­pi pas­sati, man­te­nen­do la men­tal­ità dei col­o­niz­za­ti. Non c’è dominio sen­za sepoys. Suc­cede in Siria, con i cosid­det­ti cur­di — che rap­p­re­sen­tano solo un grup­po etno-nazion­al­ista molto speci­fi­co — che aprono le porte all’oc­cu­pazione statu­nitense e al sac­cheg­gio di risorse che apparten­gono solo alla Siria e ai siri­ani. Suc­cede in Libano dove i falangisti, i pre­sun­ti nazion­al­isti in stile francese, fir­mano mas­s­ic­cia­mente petizioni per diventare di nuo­vo un pro­tet­tora­to. E suc­cede in ogni ango­lo del mon­do dove ci sono oppor­tunisti che, sen­za la min­i­ma dig­nità, vivono desiderosi di diventare col­lab­o­ra­tori. Per­ché la sovran­ità non si perde pro­prio così.
 
Il Libano pri­ma del­l’e­s­plo­sione a Beirut sta­va già viven­do una crisi sen­za prece­den­ti. Lo stes­so giorno in cui è esploso il por­to, l’e­cono­mia libanese è entra­ta in iper­in­flazione. La neces­sità di una vita dig­ni­tosa, le proteste appe­na ascoltate, il gov­er­no tan­to cor­rot­to quan­to inef­fi­ciente, han­no por­ta­to molti libane­si a get­tar­si tra le brac­cia del colono alla dis­per­a­ta ricer­ca di aiu­to. E così, con una classe polit­i­ca man­cante e promesse avve­le­nate, il Libano perde grad­ual­mente ciò che res­ta del­la sua sovran­ità. Ma alla fine il Libano è solo un altro esem­pio nel­la regione.

*Gior­nal­ista esper­to in tem­atiche riguardan­ti il Medio Ori­ente, la pro­pa­gan­da e il ter­ror­is­mo. Account Twit­ter @AlRodriguezGar
 
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Vittorio Feltri invoca Salvini a Palazzo Chigi contro barbari divoratori di cani e gatti

Vit­to­rio Fel­tri con­tro i migranti che proven­gono dal­l’Africa (neo-bar­bari sec­on­do la sua visione) e che man­giano gli ani­mali di affezione: “Non lo tol­le­ri­amo”. E invo­ca Salvi­ni a Palaz­zo Chi­gi.

La richi­es­ta di Vit­to­rio Fel­tri non potrebbe essere più chiara, esplici­ta e dura con­tro una cer­ta parte non solo polit­i­ca, ma anche dell’opinione pub­bli­ca ital­iana in realtà.

L’u­ni­ca sper­an­za di salvez­za è che Salvi­ni torni a menare il tor­rone e ten­ga lon­tana da noi l’or­da dei sel­vag­gi imper­ver­san­ti e incon­teni­bili. Invece che proces­sare il capo del­la Lega lo isserei di impe­rio a Palaz­zo Chi­gi al pos­to del fog­giano ami­co di Casali­no.”

Per­ché dice questo il diret­tore, per­ché “un bran­co di migranti a Lampe­dusa” è entra­to in una masse­ria ed ha ruba­to galline, capre e anche un cagno­li­no per man­gia­rseli.

Quel­lo che ha dis­gus­ta­to e, dici­amo­ce­lo pure, fat­to arrab­biare il diret­tore di Libero è il fat­to che sia sta­to arros­ti­to anche il cane del­la sig­no­ra deru­ba­ta.

Questo per noi occi­den­tali, ital­iani in par­ti­co­lare, è ripug­nante” e Fel­tri cita anche il caso del gat­to abbrus­toli­to pub­bli­ca­mente da un immi­gra­to di col­ore che ave­va fame e che non ave­va trova­to altro da man­gia­re durante i mesi del lock­down.

Non lo tol­le­ri­amo – scrive Fel­tri – e ci ribel­liamo e invochi­amo severe pene per col­oro che, infis­chi­an­dosene dei nos­tri cos­tu­mi (non del tut­to) civili, accop­pano besti­ole di affezione allo scopo di divo­rar­le.”

La richi­es­ta di Fel­tri è che “chi viene abu­si­va­mente da queste par­ti sarebbe almeno obbli­ga­to a rispettare il nos­tro modo di vivere”.

Accomodatevi in Africa

Fel­tri chiede di acco­modar­si in Africa non tan­to ai migranti, ma a chi ai migranti vuole dare ospi­tal­ità e non lo dice con parole carine, ma sec­on­do il suo stile.

A col­oro che non bloc­cano l’in­va­sione dei neri e sim­i­lari direi sem­plice­mente che ci han­no rot­to le scat­ole e gradi­rem­mo si acco­modassero in Africa a nutrir­si di lucer­tole, inset­ti e a dormire nelle capanne acconce alla loro atti­tu­dine umana.”

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Il Lockdown “ha ucciso due persone ogni tre che sono morte di coronavirus” al culmine dell’epidemia

Mau­r­izio Blondet  8 Agos­to 2020 

uno stu­dio inglese ripor­ta­to dal Tele­graph:

Le stime mostra­no che 16.000 per­sone sono morte per man­ca­ta assis­ten­za med­ica entro il 1 ° mag­gio, men­tre il coro­n­avirus ha ucciso 25.000 nel­lo stes­so peri­o­do.

Le cifre includono 6.000 per­sone che non  si sono pre­sen­tate  al pron­to soc­cor­so al cul­mine del­la chiusura a causa del tim­o­re di con­trarre il virus e del­la sen­sazione di dover rimanere a casa a causa del mes­sag­gio “Stay Home, Pro­tect the NHS, Save Lives” .

Allo stes­so modo, si pen­sa che 10.000 per­sone siano morte in case di cura a causa del­la dimis­sione antic­i­pa­ta dall’ospedale e dell’impossibilità di accedere alle cure critiche.

[…]

I nuovi dati – pre­sen­tati a metà luglio allo Sci­en­tif­ic Advi­so­ry Group for Emer­gen­cies (Sage) del gov­er­no – sono sta­ti cal­co­lati dal Depart­ment of Health, dall’Office for Nation­al Sta­tis­tics (ONS), dal Gov­ern­ment Actuary’s Depart­ment e dall’Home Office.

Il doc­u­men­to sti­ma inoltre che altre 26.000 per­sone potreb­bero morire entro il prossi­mo mese a causa delle restrizioni san­i­tarie.  In totale, i ricer­ca­tori preve­dono che 81.500 per­sone potreb­bero perdere la vita nei prossi­mi 50 anni aspet­tan­do più a lun­go per cure elet­tive non urgen­ti e l’impatto del­la reces­sione causa­ta dal­la crisi del virus.

Nei prossi­mi cinque anni, si prevede che mori­ran­no anche 1.400 per­sone per­ché è sta­to diag­nos­ti­ca­to un can­cro trop­po tar­di .

[….]

Il pro­fes­sor Neil Mortensen, pres­i­dente del Roy­al Col­lege of Sur­geons of Eng­land, ha avver­ti­to che il servizio san­i­tario “non deve mai più essere un servizio esclu­si­va­mente per il coro­n­avirus”.

Dob­bi­amo trattare pri­ma con i pazi­en­ti clini­ca­mente più urgen­ti, e poi il pri­ma pos­si­bile con quel­li che aspet­tano da più tem­po”, ha det­to. “Il peri­o­do fino ad agos­to e set­tem­bre è di vitale impor­tan­za per com­piere pro­gres­si pri­ma che emergano le nor­mali pres­sioni inver­nali”.

Il resto qui:

Il resto qui:

https://www.telegraph.co.uk/news/2020/08/07/lockdown-killed-two-three-died-coronavirus/

da DWN:

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