Libia, le carte di Hillary Clinton: "La Francia distrusse l'Italia"

La guerra che portò il caos in Libia venne scatenata dai francesi con l'avallo degli americani. L'obiettivo era uno solo: affermare la potenza transalpina ed eliminare ogni influenza italiana nel Maghreb

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Ecco chi è Zuccaro, il procuratore che punta il dito contro le Ong

Catanese, alle dieci di sera è ancora in ufficio. Disponibile, ma riservato e solitamente misurato nelle sue dichiarazioni, guida i pm etnei dal giugno del 2016

(Foto V. Barbagallo)
(Foto V. Barbagallo)

Alle dieci di sera, solitamente, è ancora chiuso nel suo ufficio, a piazza Verga. Riservato, estremamente attento a evitare sovraesposizioni e partecipazioni pubbliche - non c’era nemmeno alla Festa di Sant’Agata, la patrona della città - Carmelo Zuccaro gode di grande stima negli ambienti giudiziari. È diventato procuratore della Repubblica di Catania nel giugno del 2016 ottenendo al Csm 16 voti contro i 7 andati all’altro candidato, Carmelo Petralia. Una soluzione di piena continuità visto che Zuccaro era, come aggiunto, praticamente il braccio destro dell’ex capo dei pm Giovanni Salvi. Le sue recenti dichiarazioni su possibili legami tra i trafficanti di migranti e alcune Ong stanno sollevando molte polemiche, ma Zuccaro non è magistrato che cerca i riflettori: predilige il lavoro di squadra e non manca mai di elogiarlo durante gli incontri con la stampa.

La carriera

Profondo conoscitore del territorio etneo, è proprio a Catania che Zuccaro è nato, ha studiato Giurisprudenza e poco dopo è diventato ufficiale di complemento nella Guardia di Finanza, privilegio concesso soltanto ai 50 migliori laureati. Da magistrato Zuccaro inizia la carriera a Caltanissetta, poi sarà pretore a Paternò fino al 1989, anno in cui entra a far parte della procura di Catania, dove nel 1991 viene istituito, affidandogli il coordinamento, il gruppo della Direzione Distrettuale Antimafia. Nel 1996 ritorna a Caltanissetta, per presiedere la Corte D’Assise. Sono gli anni dei processi sulla strage di Capaci e su via D’Amelio Ter. Dal 2001 al 2009 Zuccaro guida la Procura di Nicosia, poi diviene aggiunto a Catania, dove continuerà la carriera fino a diventare capo dei pm.

«Ancora molto da fare per diffondere senso di legalità»

Quando è stato nominato procuratore capo a Catania, Zuccaro ha dichiarato: «Sono orgoglioso per l’incarico di dirigere uno degli uffici giudiziari più importanti, ma anche consapevole delle responsabilità che ci sono e del lavoro da fare: nonostante la grande opera fatta negli anni scorsi c’è ancora da fare per diffondere il senso di legalità».

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Oggi l'Istituto Gaslini commemora la scomparsa di una bimba, Giannina( a sinistra nella foto), che non è stato possibile salvare e, insieme a lei, la scelta coraggiosa dei suoi genitori Gerolamo e Lorenza, che diedero vita a un grande ospedale dedicato a tutti i bambini del mondo.

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Chi ha ucciso Sharon Tate, John Lennon e Michael Jackson

Prima la morte di Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, massacrata in una villa in California. Un crimine costato l’ergastolo all’ambiguo Charles Manson, ritenuto il guru di una setta satanica. Poi la tragica fine di John Lennon, il leader dei Beatles, freddato a colpi di pistola da un fanatico. E infine quella di Michael Jackson, deceduto in circostanze mai del tutto chiarite, dopo un’iniezione praticatagli dal medico personale. Morti clamorose e in qualche modo collegate tra loro, attraverso singolari “coincidenze”. Lo sostiene l’avvocato Gianfranco Carpeoro, studioso di esoterismo e simbologia, massone con alle spalle importanti relazioni internazionali. Nella sua ricostruzione, Carpeoro evoca la figura del celeberrimo produttore musicale Phil Spector, attualmente in carcere per omicidio. E spiega: fu Spector ad allontanare Polanski dalla moglie, organizzandogli un viaggio in Europa. Nel delitto fu incastrato Manson, che era in contatto con Spector. Lo stesso Spector era il produttore dei Beatles, voleva i loro diritti ma Lennon si oppose e lo cacciò. Da allora, tra Spector e Lennon fu guerra. Poi i diritti vennero acquistati da Michael Jackson, a cui proprio Spector aveva fornito il medico che gli fu accanto nelle ultime ore, causandone il decesso.

Intervistato da “Forme d’onda”, trasmissione radio su web che si occupa di misteri irrisolti, Carpeoro si dice convinto che Phil Spector, di recente al centro di una scomoda ricostruzione cinematografica interpretata da Al Pacino, sia al crocevia Al Pacino nei panni di Phil Spectordi tanti delitti eccellenti. «Spector è stato un satanista», sostiene Carpeoro, «nonché un produttore musicale straordinario». Il suo carisma eccentrico e misterioso avrebbe però spinto molte star – da Brian Ferry a David Bowie, da Freddy Mercury a Elton John – a declinare le sue offerte di collaborazione. Inventore della tecnica del “Wall of Sound”, Spector fu pioniere del suono dei gruppi femminili degli anni Sessanta come le Crystals e le Ronettes, e realizzò più di 25 singoli da classifica solo tra il 1960 e il 1965. Più tardi lavorò con Tina Turner e i Ramones, collaborò alla realizzazione di “Let it be” dei Beatles e al “Concert for Bangla Desh” di George Harrison, rispettivamente vincitori di Oscar e Grammy.

Phil Spector conosceva anche Charles Manson, l’ex giovane sbandato che – tra un arresto e l’altro – sperava di diventare una rockstar. «Attraverso un altro produttore – aggiunge Carpeoro – Spector gli aveva promesso di aiutarlo a coronare il suo sogno». Poi, qualcuno ha convinto Manson a raggiungere la villa di Los Angeles, lasciando tracce della sua presenza, poco dopo la strage costata la vita a Sharon Tate. Lo stesso Spector, continua Carpeoro, «aveva organizzato il viaggio in Europa di Polanski, impegnato col film “Rosemary’s Baby”», che racconta di un “patto col diavolo” stipulato per avere successo: «In realtà era un film ispirato proprio alla storia di Spector, che aveva capito tutto e aveva deciso di fargliela pagare». La moglie del regista, l’attrice Sharon Tate, fu massacrata a coltellate la sera dell’8 agosto 1969 insieme ad altre quattro persone, secondo la polizia da membri della “Charles Manson’s Family”, il gruppo di esaltati che circondava il guru. Sul posto furono rilevate le impronte dello stesso Manson, arrestato e condannato a morte (pena poi commutata in ergastolo, con l’abrogazione della pena capitale in California). Ipotesi: è come se a Manson fosse stato chiesto un sacrificio temporaneo, per depistare le indagini, in cambio del futuro aiuto per la sua ipotetica carriera musicale. Secondo Carpeoro, una volta in carcere, completamente abbandonato a se stesso, Manson intuì probabilmente di essere finito in trappola. «Eppure non parlò mai: pur dichiarandosi innocente, finora si è ben guardato dall’accusare qualcuno. Poteva difendersi e uscirne, ma non ha parlato. Il nome di Spector non l’ha mai fatto». Un suo avvocato fu ucciso? «Forse, Manson gli aveva raccontato la verità. Poi, vista la fine che ha fatto il legale, si sarà convinto a tenere la bocca chiusa: sulla ricostruzione di quella notte non ha mai detto nulla di quello che sa».

Dal mancato musicista Manson, sepolto vivo in una cella (per la giustizia americana è lui il colpevole della morte di Sharon Tate) ad una delle più famose popstar del secolo, John Lennon. «I Beatles erano in crisi, da quando Lennon e Yoko Ono avevano preso ad abusare dell’Lsd, che veniva fornita loro da Spector», dichiara Carpeoro. «Le cose non facevano che peggiorare da quando, nel gruppo, era comparso il produttore: decisero di liquidarlo, dopo il duro scontro finale che proprio John Lennon ebbe con lui, anche perché Spector pretendeva di acquisire i diritti delle loro canzoni». Una decina d’anni dopo, Lennon è stato ucciso a colpi di pistola (l’8 dicembre 1980) all’ingresso della sua casa di Manhattan. L’omicida, Mark David Chapman, appena tre ore dopo il fermo rilasciò una dichiarazione delirante, nella quale citava il protagonista del Michael Jackson“Giovane Holden”, il capolavoro di Salinger, e il demonio. «Sono sicuro – disse – che una grossa parte di me sia Holden Caulfield, il resto di me dev’essere il diavolo».

Fu sempre Spector, aggiunge Carpeoro, a introdurre a Hollywood il dottor Conrad Murray, ora condannato a 4 anni di carcere per “omicidio involontario” dopo le cure praticate al cantante la sera in cui morì, il 25 giugno 2009. «Michael Jackson era entrato nella massoneria di potere degli Stati Uniti, attraverso Quincy Jones», rivela Carpeoro, «ma dopo un po’ si era allontanato da quel mondo, da cui si sentiva sfruttato come strumento di consenso». Il cantante «aveva cominciato a mettersi di traverso lanciando segnali precisi, come la canzone “They don’t care about us”, la denuncia delle incredibili ingiustizie del sistema carcerario americano e anche allusioni all’11 Settembre». Jackson, inoltre, si era rifiutato di cedere i diritti sui brani dei Beatles, che aveva acquisito dopo lo scioglimento del gruppo inglese. E’ noto che Spector, quei diritti, li avrebbe voluti per sé, al punto da litigare con John Lennon. Oggi, Phil Spector, duramente provato dal carcere (è stato condannato nel 2009 per la morte della modella e attrice statunitense Lana Clarkson) avrebbe perso la facoltà di parola. Muto, come Charles Manson, in prigione ormai da decenni. Tragedie a catena, dalle quali alla fine non si salva nessuno: «E’ il tipico esito del satanismo», conclude Carpeoro, «che travolge chiunque si illuda di stringere patti con chissà chi, basandosi su qualcosa che in realtà non esiste. Si finisce sempre col fare soltanto del male, agli altri e alla fine anche a se stessi».

Grazie a www​.libreidee​.org per la trascrizione dell’articolo.

https://​carpeoro​.wordpress​.com/​2​0​1​7​/​0​4​/​2​9​/​c​h​i​-​h​a​-​u​c​c​i​s​o​-​s​h​a​r​o​n​-​t​a​t​e​-​j​o​h​n​-​l​e​n​n​o​n​-​e​-​m​i​c​h​a​e​l​-​j​a​c​k​s​on/

Kissinger71

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La (tardiva) liberazione di Enzo Tortora

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Anche lui nella Storia...

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Un giovane caduto tedesco, appositamente "preparato" per la foto. Non poteva mancare una bomba a mano "Stielhandgranate" e una foto di Hitler...

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Expo 2015. A Farinetti assegnato senza appalto ‘il più grande ristorante del mondo’ oltre 2 milioni di pasti

oscar farinetti

Anche la Corte dei Conti ha avuto da ridirre sulla prassi che molti appalti di Expo 2015 siano stati assegnati senza appalto.
Ma il caso più eclatatante riguarda un grande amico di Matteo Renzi, Oscar Farinetti. Il patron di Eataly si è accaparrato due padiglioni per un totale di 8 mila metri quadri in cui attiverà venti ristoranti, progetto già presentato come ‘il più grande ristorante del mondo’.
Farinetti prevede di servire durante l’evento Expo 2015 circa 2,2 milioni di pasti e dichiara  “Eataly non solo è lieta, ma è anche orgogliosa di partecipare da protagonista alla vita di Expo 2015. Basta con i gufi di Expo: i visitatori saranno più dei 20 milioni previsti, saranno almeno 30 milioni, un terzo dei quali stranieri. Sarà l’occasione di fare uno scatto e raddoppiare esportazioni e turismo. Expo cambierà Milano e l’Italia come le Olimpiadi hanno cambiato Torino”.
 Non solo: “Nel futuro del nostro Paese”, ha aggiunto Farinetti, “per non soccombere, bisogna puntare sull’incremento delle esportazioni di agroalimentare di qualità e sulla crescita del numero di turisti stranieri. Sono le nostre due principali vocazioni, abbiamo prodotti alimentari, paesaggi e un patrimonio di opere d’arte incomparabili. Expo 2015 è un appuntamento fondamentale per favorire questi obiettivi e sicuramente non li mancherà”.
Volti rabbuiati tra gli altri concorrenti. Piero Sassone ha presentato un esposto aRaffaele Cantone, presidente dell’autorià anticorruzione, in cui denuncia presunte irregolarità nella gara. Si chiede “Ma è possibile che a Eataly siano stati dati due padiglioni senza gara? Cantone e il Bureau International des Expositions non hanno niente da eccepire?”.
I 20 ristoranti di Italy is Eataly saranno gestiti a turno, un mese ciascuno, da 120 ristoratori italiani, a cui andrà il 70 per cento degli incassi.
 Il resto a Farinetti, che nei suoi 8mila metri quadrati si propone di “esaltare la biodiversità della cucina e dei nostri prodotti agroalimentari, il nostro vero primato nel mondo”.
http://​www​.articolotre​.com/​2​0​1​4​/​1​2​/​e​x​p​o​-​2​0​1​5​-​a​-​f​a​r​i​n​e​t​t​i​-​a​s​s​e​g​n​a​t​o​-​s​e​n​z​a​-​a​p​p​a​l​t​o​-​i​l​-​p​i​u​-​g​r​a​n​d​e​-​r​i​s​t​o​r​a​n​t​e​-​d​e​l​-​m​o​n​d​o​-​o​l​t​r​e​-​2​-​m​i​l​i​o​n​i​-​d​i​-​p​a​s​ti/
Dalema71
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Vittorio Gassman e la figlia Paola vanno a trovare RenatoZero in camerino. ..Prima di un concerto...1978!!!!

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Calabria,1934.Costume tradizionale di Gioiosa Jonica.

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