IN ITALIA CI SONO 560 PERSONE SOTTO SCORTA: MA A QUANTI SERVE DAVVERO?

IN ITALIA CI SONO 560 PERSONE SOTTO SCORTA: MA A QUANTI SERVE DAVVERO? — SE ALLEX PM INGROIA VIENE TOLTA LA MANTENGONO GIANFRANCO ROTONDI E L’EX MINISTRO LUPI, FIAMMA NIRENSTEIN E BELPIETRO — E POI BRUNO VESPA, MAGDI ALLAM, CALABRESI, SALLUSTI E MOLINARIIN GERMANIA CI SONO SOLO 40 PERSONE SOTTO SCORTA, NEL REGNO UNITO 20…

gasparri gas­par­ri

Estrat­to dell’articolo di Alessan­dro Man­to­vani per il “Fat­to quo­tid­i­ano”

Rac­con­tano al Vim­i­nale che Mau­r­izio Gas­par­ri […] abbia fat­to il diavo­lo a quat­tro, […] quan­do pen­sarono di toglier­gli la scor­ta. Così gliel’ han­no rida­ta, liv­el­lo 3 che prevede un’auto blin­da­ta. Un’altra lamentela arrivò, sem­pre ai tem­pi di Angeli­no, da Francesco Boc­cia del Pd in nome e per con­to del­la sua sig­no­ra, Nun­zia De Giro­lamo […]

lorenzo cesa loren­zo cesa

Perfi­no Gian­fran­co Roton­di […] ha vit­to­riosa­mente resis­ti­to al ten­ta­ti­vo di pri­var­lo del­la pro­tezione […] C’è una scor­ta, sem­pre di liv­el­lo 4, anche per Loren­zo Cesa […] A Maria Ele­na Boschi da quan­do non è più sot­toseg­re­taria è sta­to abbas­sato il liv­el­lo da 3 a 4. […] ce l’ha anco­ra e anche l’ex min­istro Mau­r­izio Lupi e l’ onorev­ole Ernesto Car­bone […]

ernesto carbone ernesto car­bone

[…] il tema delle scorte inutili esiste. Il min­istro degli Interni Mat­teo Salvi­ni dovrebbe occu­parsene dopo l’estate. […] Ad Anto­nio Ingroia, l’ex pm paler­mi­tano che indagò sul­la Trat­ta­ti­va Sta­to-mafia, oggi avvo­ca­to, man­ag­er e politi­co, la scor­ta l’hanno tol­ta un paio di mesi fa […]

lirio abbate lirio abbate

Cer­to le scorte sono tante […] attual­mente 560, per qua­si metà pro­teggono mag­is­trati. Alcu­ni, però, sono pro­tet­ti solo fino alle 19 dei giorni feri­ali e restano sen­za tutela nel week­end. Com­p­lessi­va­mente le scorte imp­ie­gano cir­ca 2.100 uomi­ni del­la polizia, dei cara­binieri e del­la Guardia di finan­za, più altri 300 per gli obi­et­tivi fis­si legati alle per­son­al­ità sot­to pro­tezione.

federica angeli fed­er­i­ca angeli

[…] in altri Pae­si dell’ Europa occi­den­tale […] gli scor­tati sono molti di meno: 165 in Fran­cia, 40 in Ger­ma­nia, 20 nel Reg­no Uni­to. […] Tra le 560 per­sone sot­to scor­ta in Italia, dopo i 260 mag­is­trati, ci sono una set­tan­ti­na politi­ci, poco più di 30 di impren­di­tori, una trenti­na di diri­gen­ti pub­bli­ci, una deci­na di pen­ti­ti e tes­ti­moni di gius­tizia che godono di mis­ure più rigide rispet­to ai cir­ca 6.000 inser­i­ti nei pro­gram­mi di pro­tezione e una venti­na di gior­nal­isti.

Magdi Cristiano Allam Mag­di Cris­tiano Allam

Alcu­ni sono […] nel miri­no del­la crim­i­nal­ità orga­niz­za­ta, dal vicedi­ret­tore dell’ Espres­so Lirio Abbate a Pao­lo Bor­rometi , ragu­sano, col­lab­o­ra­tore dell’ agen­zia Agi e respon­s­abile del sito www.laspia.it, […] Fed­er­i­ca Angeli di Repub­bli­ca […][…] Michele Albanese del Quo­tid­i­ano del Sud, minac­cia­to dal­la ‘ndrangheta. […]

Ma cor­rono peri­coli, evi­den­te­mente più gravi di Ingroia […] il fusti­ga­tore di islamisti e islam­i­ci Mag­di Cris­tiano Allam, l’ambasciatrice man­ca­ta di Israele Fiamma Niren­stein , il diret­tore del­la Ver­ità Mau­r­izio Belpi­etro , il diret­tore di Repub­bli­ca Mario Cal­abre­si , il diret­tore del­la Stam­pa Mau­r­izio Moli­nari , l’ edi­to­ri­al­ista ed ex diret­tore di Libero Vit­to­rio Fel­tri , il diret­tore del Gior­nale Alessan­dro Sal­lusti e il con­dut­tore di Por­ta a Por­ta Bruno Ves­pa .

Fiamma Nirenstein Fiamma Niren­stein

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/italia-ci-sono-560-persone-sotto-scorta-ma-quanti-serve-davvero-se-178320.htm

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IL REDDITO DI CITTADINANZA ALLAMERICANA

IL REDDITO DI CITTADINANZA ALLAMERICANAECCO PERCHÉ LA SILICON VALLEY CHIEDE A GRAN VOCE DI DARE UN REDDITO A COLORO CHE NON HANNO LAVORO – “SONO TERRORIZZATI DA QUELLO CHE STANNO FACENDO: LA TECNOLOGIA FA PERDERE POSTI DI LAVORO ALLA GENTE CHE VIENE SOSTITUITA DAI ROBOT. ALLA FINE CHIEDE ALLO STATO DI PAGARE” – “GLI USA NON SONO PRONTI A QUESTO CAMBIAMENTO: DOVREBBE SUCCEDERE CHE…”

DAGONEWS

robot lavororobot lavoro

Il moti­vo per cui la Sil­i­con Val­ley chiede a gran voce un red­di­to di base? «Per­ché sono pre­oc­cu­pati per il futuro che loro stes­si stan­no cre­an­do».

Sec­on­do l’analisti del­la gior­nal­ista Annie Lowrey, ospite di Recode Decode, il moti­vo per cui il cofonda­tore di Face­book Chris Hugh­es e l’incubatore di start­up Y Com­bi­na­tor stan­no inizian­do a sostenere questo tipo di politiche, è per­ché san­no che poten­zial­mente la tec­nolo­gia porterà alla perdi­ta di posti di lavoro.

robot e lavororobot e lavoro

E chi dovrebbe pagare per questo, sec­on­do la Sil­i­con Val­ley? Lo Sta­to, con un red­di­to di base.

«San­no bene che questo mon­do sarà migliore, ma non tut­ti saran­no feli­ci — ha det­to Lowrey — L’intelligenza arti­fi­ciale porterà le mac­chine a sos­ti­tuire l’uomo con una con­seguente perdi­ta di lavoro.

E se non aves­si­mo più bisog­no di così tan­ti commes­si per­ché tut­to si com­pra on line? E se non servis­sero più così tan­ti medici e infer­mieri per­ché abbi­amo cre­ato robot in gra­do di diag­nos­ti­care e curare?».

ROBOT ASSISTENTEROBOT ASSISTENTE

Ma, come sot­to­lin­ea Lowrey, l’idea che gli amer­i­cani accetti­no l’idea di un “red­di­to base” è lon­tana. «Cul­tural­mente, non siamo nem­meno vici­ni a qual­cosa di sim­i­le. L’americano non pen­sa min­i­ma­mente che sia gius­to pagare le tasse per qual­cuno che si mette in tas­ca denaro gratis.

Per accettare ques­ta idea dovrebbe esser­ci un grande cam­bi­a­men­to cul­tur­ale: dovrebbe avvenire qual­cosa di eccezionale, ad esem­pio che i robot sos­ti­tu­is­cano l’uomo in ogni set­tore e che, dunque, tut­ti sper­i­menti­no la perdi­ta del lavoro».

robot vigilante di casarobot vig­i­lante di casa

In altre parole: l’opinione popo­lare statu­nitense potrebbe cam­biare dras­ti­ca­mente idea sola­mente nel caso di un bal­zo in avan­ti del­la tec­nolo­gia tale da causare dis­oc­cu­pazione di mas­sa. Tut­tavia, gli abi­tan­ti di alcune aree — tra cui San Fran­cis­co — non sareb­bero in gra­do di fare affi­da­men­to solo sul “red­di­to di base”.

«Par­liamo di una cit­tà sem­pre più invivi­bile tranne che per le per­sone che stan­no “fab­bri­can­do” pro­prio quel­la ric­chez­za stra­or­di­nar­ia — ha con­clu­so Lowrey — Non puoi sem­plice­mente dare sol­di alle per­sone: han­no bisog­no di allog­gi, servizi di sup­por­to, pro­gram­mi di alfa­bet­iz­zazione e for­mazione pro­fes­sion­ale».

robot valigiarobot vali­gia

Mar­co Val­sa­nia per www.ilsole24ore.com” del 5 aprile 2018

Prob­a­bil­mente Lui­gi Di Maio non è mai sta­to a Stock­ton a par­lare del red­di­to di cit­tad­i­nan­za. Stock­ton è lon­tana dall’Italia, è una cit­tad­i­na del­la Cal­i­for­nia, ter­ra di esper­i­men­ti non solo hi tech ma di politiche sociali.

robot tuttofarerobot tut­to­fare

Ma uno di questi esper­i­men­ti — sul red­di­to garan­ti­to — ha oggi per pro­tag­o­nista pro­prio il modesto sob­bor­go di 310mila abi­tan­ti nel­la Cen­tral Val­ley cal­i­for­ni­ana. Perse­gui­tato da anni di dif­fi­coltà eco­nomiche e abit­ual­mente poco propen­so a fare scal­pore pre­so com’è tra le ben più aggres­sive regioni pro­gres­siste attorno a San Fran­cis­co e rurali e con­ser­va­tri­ci all’interno.

robot per servire ai tavoli trasportare pesi accompagnare a far la spesarobot per servire ai tavoli trasportare pesi accom­pa­gnare a far la spe­sa

Ebbene adesso il gio­vane sin­da­co 27enne Michael Tubbs, il pri­mo may­or afroamer­i­cano, ha deciso di inau­gu­rare pro­prio qui un ambizioso pro­gram­ma sper­i­men­tale di “red­di­to di base uni­ver­sale” per com­bat­tere la povertà.

Per i prossi­mi 18 mesi un selezion­a­to grup­po di famiglie ricev­erà, sen­za con­dizioni, men­sil­mente un asseg­no di 500 dol­lari al mese. E l’utilizzo del loro nuo­vo “stipen­dio min­i­mo” garan­ti­to e il suo risul­ta­to in ter­mi­ni di impat­to sulle oppor­tu­nità future ver­rà mon­i­tora­to per tut­ta la dura­ta del prog­et­to-pilota.

robot per pulire pavimenti vetri e finestrerobot per pulire pavi­men­ti vetri e finestre

Tubbs ha sot­to­lin­eato alla stam­pa amer­i­cana l’obiettivo del pro­gram­ma: «Potrebbe aiutare una mag­gio­ran­za di amer­i­cani — ha det­to — Per questo sono orgoglioso di intro­dur­lo qui, dove molti cit­ta­di­ni lavo­ra­no sodo ma potreb­bero non avere i rispar­mi per una brut­ta gior­na­ta o un aumen­to dell’affitto».

robot per pulire la lettiera dei gattirobot per pulire la let­tiera dei gat­ti

In Amer­i­ca dagli anni Ottan­ta la sperequazione sociale è solo peg­gio­ra­ta nonos­tante le fasi di espan­sione, con solo il 3% del­la cresci­ta com­p­lessi­va fini­ta alla metà meno abbi­ente del­la popo­lazione.

Stock­ton è un micro­cos­mo di travagli e ten­sioni da risol­vere: sono sot­to gli occhi di chi­unque voglia guardare e ne fan­no un ter­reno par­ti­co­lar­mente fer­tile per ver­i­fi­care suc­ces­si o fal­li­men­ti.

robot per insegnare le basi della programmazionerobot per inseg­nare le basi del­la pro­gram­mazione

Negli anni dopo la crisi del 2008 è sta­ta la più grande munic­i­pal­ità del Paese costret­ta a dichiarare lo sta­to di crisi e la pro­tezione dai cred­i­tori e rimane scos­sa da sen­za casa, alti tas­si di indi­gen­za e vio­len­za quo­tid­i­ana.

Per dare le dimen­sioni del­la deci­sione del­la cit­tad­i­na cal­i­for­ni­ana: Stock­ton diven­terà il pri­mo cen­tro urbano amer­i­cano a met­tere davvero in prat­i­ca un sim­i­le ten­ta­ti­vo. E diven­terà così forse un test cru­ciale: l’idea sta infat­ti pren­den­do piede sia in cir­coli pro­gres­sisti che con­ser­va­tori.

robot per i servizi quotidianirobot per i servizi quo­tid­i­ani

A per­me­t­tere l’esperimento non sono però le frag­ili casse pub­bliche locali: Stock­ton ha rice­vu­to un finanzi­a­men­to da parte di una grande non prof­it amer­i­cana, gui­da­ta da uno dei cofonda­tori di Face­book, Chris Hugh­es.

La fon­dazione, l’Economic Secu­ri­ty Project, verserà un mil­ione di dol­lari per ren­dere pos­si­bile il red­di­to uni­ver­sale tra i res­i­den­ti. Hugh­es, 34 anni, ha un par­ti­co­lare impeg­no su questo fronte: a liv­el­lo nazionale pro­pone un piano fed­erale da 290 mil­iar­di, paga­to da imposte sui ceti più ric­chi, per dare a tut­ti gli amer­i­cani che guadag­nano meno di 50mila dol­lari l’anno un con­trib­u­to di 500 dol­lari.

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http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/reddito-cittadinanza-all-rsquo-americana-ndash-ecco-perche-178507.htm

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Christine Nostlinger

Christine Nostlinger E’ mor­ta Chris­tine Nöstlinger, scrit­trice aus­tri­a­ca, conosci­u­ta soprat­tut­to per i suoi romanzi per l’infanzia: è una delle autri­ci più popo­lari in questo genere let­ter­ario. Ave­va 81 anni. Scrive prin­ci­pal­mente romanzi per ragazzi, ma è anche autrice tele­vi­si­va e radio­fon­i­ca. Fra i tan­ti riconosci­men­ti rice­vu­ti, il più pres­ti­gioso riconosci­men­to inter­nazionale è la Medaglia Hans Chris­t­ian Ander­sen, rice­vu­ta nel 1984. Fra i suoi tan­tis­si­mi romanzi, vi è anche una diver­tente e a trat­ti dram­mat­i­ca opera auto­bi­ografi­ca, sul­la sua infanzia a Vien­na durante la guer­ra, inti­to­la­ta Il non­no seg­re­to.

http://www.totomorti.com/

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Furto di Gas Tribunale assolve per mancanza di prova in relazione ai consumi effettuati dall’imputato

Per il Tri­bunale di Firen­ze (Sen­ten­za del 8-6-2018), la vio­lazione dei sig­illi apposti nel con­ta­tore del Gas e la con­seguente ria­per­tu­ra del­lo stes­so a segui­to del­la chiusura del­la for­ni­tu­ra per morosità, non sono suf­fi­ci­en­ti a provare la penale respon­s­abil­ità del pre­venu­to in assen­za di un accer­ta­men­to rel­a­ti­vo ai con­su­mi effet­tuati.

Mas­si­ma a cura di Davide Tuti­no, avvo­ca­to penal­ista in Cata­nia 

Testo del­la Sen­ten­za – Tri­bunale Firen­ze Sez. I, Sent., 08-06-2018

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE ORDINARIO DI FIRENZE

I SEZIONE PENALE

In com­po­sizione mono­crat­i­ca

Il Giu­dice Dott. Giu­liano Cala­man­drei ha pro­nun­ci­a­to la seguente

SENTENZA

nei con­fron­ti di:

D.S.H.T., nata B. il (…), res­i­dente a L. a S. Via A. del P. n. 2/B, dife­sa di fidu­cia da:

avv. Mar­co Anto­nio Valli­ni del Foro di Firen­ze (rin­un­cia al manda­to in data 19.09.2017). Dife­so di Fidu­cia dall’avv. Gio­van­ni March­ese del Foro di Firen­ze.

ASSENTE

IMPUTATI

Del reato di cui agli artt. 624, 625 n. 2 c.p. per­ché, medi­ante la rot­tura del sig­illo pos­to sul con­ta­tore (di pro­pri­età di T.E. S.p.A)  , sia pres­so la sede del­la dit­ta “G. srl” del­la quale è legale rap­p­re­sen­tante, sita in F. via delle O. n. 15, si impos­ses­sa­va di 3467 metri cubi di Gas metano, sot­traen­doli, al fine di trarne prof­it­to, alla soci­età E.E. S.p.A con la quale ave­va stip­u­la­to il con­trat­to di for­ni­tu­ra.

In Firen­ze nel peri­o­do com­pre­so tra l’09.12.2014 e il 1.07.2015.

Svol­gi­men­to del proces­so – Motivi del­la deci­sione
Svol­gi­men­to del proces­so

Con decre­to emes­so in data 11.05.2017 dal PM pres­so il Tri­bunale di Firen­ze, D.S.H. veni­va cita­to a giudizio per rispon­dere del reato indi­ca­to in epi­grafe.

All’udienza del 22.09.2017 si cel­e­bra­va dinanzi a questo Tri­bunale il dibat­ti­men­to nell’assenza dell’imputato e dopo l’ammissione delle prove tes­ti­mo­ni­ali, come da ver­bale d’udienza, il proces­so veni­va rin­vi­a­to per la trat­tazione.

All’udienza del 8.06.2018 si pro­cede­va a sen­tire il testi del PM L.M. che ren­de­va le dichiarazioni rese a ver­bale.

Il Tri­bunale sull’accordo delle par­ti, dichiar­a­va poi l’utilizzabilità di tut­ti gli atti con­tenu­ti nel fas­ci­co­lo dibat­ti­men­tale e – sulle con­clu­sioni del PM, e del­la dife­sa – ripor­tate nel ver­bale d’udienza – ritene­va il proces­so in deci­sione.

Motivi del­la deci­sione

Il fat­to con­tes­ta­to all’imputato può essere rias­sun­to come ripor­ta­to nel decre­to di citazione a giudizio: Del reato di cui agli artt. 624, 625 n. 2 c.p. per­ché, medi­ante la rot­tura del sig­illo pos­to sul con­ta­tore (di pro­pri­età di T.E. S.p.A) a segui­to del­la chiusura del­la for­ni­tu­ra per morosità, sia pres­so la sede del­la dit­ta “G. srl” del­la quale è legale rap­p­re­sen­tante, sita in F. via delle O. n. 15, si impos­ses­sa­va di 3467 metri cubi di Gas metano, sot­traen­doli, al fine di trarne prof­it­to, alla soci­età E.E. S.p.A con la quale ave­va stip­u­la­to il con­trat­to di for­ni­tu­ra.

Il pro­ced­i­men­to penale prende le mosse da una denun­cia querela sporta da P.F. – in qual­ità di “Respon­s­abile di Unità Oper­a­ti­va Firen­ze 1 di Piaz­za Mat­tei 3 Firen­ze” di T.E. S.p.A. – a segui­to del­la manomis­sione, ad opera di ignoti, del con­ta­tore intes­ta­to a G. srl ubi­ca­to in via delle O. 15 di F..

Esame teste PM:

Il teste L.M. – dipen­dente di T.E. S.p.A – ha dichiara­to di esser­si reca­to in Via delle O. di F. al fine di ver­i­fi­care se il con­ta­tore, chiu­so per morosità, fos­se sta­to ria­per­to.

Giun­to sul pos­to il teste appu­ra­va che il con­ta­tore in ogget­to era pri­vo dei sig­illi e di con­seguen­za ria­per­to.

Tut­tavia, nel cor­so del­la sua depo­sizione, il L. non è sta­to chiaro ed esauri­ente sul­la quan­tità effet­ti­va di gas prel­e­va­ta e se il con­ta­tore fos­se anco­ra, alla data del suo accer­ta­men­to, intes­ta­to all’imputata.

L. si è lim­i­ta­to sola­mente a ver­i­fi­care se il con­ta­tore fos­se o meno pri­vo del sig­illo.

Appu­ra­to quan­to sopra L. las­ci­a­va aper­to il con­ta­tore e seg­nan­do come con­sumo quel­lo cor­rispon­dente alla data di sig­illo del con­ta­tore.

In Dirit­to.

L’istruttoria dibat­ti­men­tale, l’esame del teste, la pro­duzione doc­u­men­tale sono final­iz­za­ti ad accertare il fat­to con­tes­ta­to a D.S.H..

Nel caso per cui si è a proces­so è con­tes­ta­to all’imputata l’artt. 624 e 625 n. 2 del codice penale per esseri, pre­sum­i­bil­mente, appro­pri­a­ta, al fine di trarne prof­it­to, del gas nat­u­rale eroga­to dal­la soci­età “T.E. S.p.a.” dopo che ques­ta ave­va provve­du­to al dis­tac­co del­la for­ni­tu­ra di gas.

In mer­i­to al fur­to di ener­gia elet­tri­ca la Giurispru­den­za ha affer­ma­to: Il fur­to di ener­gia elet­tri­ca rien­tra tra i delit­ti a con­sumazione pro­l­un­ga­ta (o a con­dot­ta frazion­a­ta), per­ché l’evento con­tin­ua a pro­dur­si nel tem­po, sebbene con soluzione di con­ti­nu­ità, sic­ché le plurime cap­tazioni di ener­gia che si susseguono cos­ti­tu­is­cono sin­goli atti di un’unica azione furti­va, pos­tic­i­pan­do la ces­sazione del­la con­sumazione fino all’ultimo pre­lie­vo (Cass. Pen. Sez. 5, Sen­ten­za n. 134 del 27/10/2015).

In tema di fur­to di ener­gia elet­tri­ca, sus­siste l’aggravante del­la vio­len­za sulle cose pre­vista dall’art. 625, com­ma pri­mo, n. 2 cod. pen. anche quan­do l’allacciamento abu­si­vo alla rete di dis­tribuzione ven­ga mate­rial­mente com­pi­u­to da per­sona diver­sa dall’agente, il quale si limi­ta solo a fare uso dell’allaccio altrui (Cass. Pen. Sez. 5, Sen­ten­za n. 32025 del 19/02/2014).

In tema di fur­to, sus­siste l’aggravante del­la vio­len­za sulle cose tutte le volte in cui il sogget­to, per com­met­tere il fat­to, fa uso di ener­gia fisi­ca, provo­can­do la rot­tura, il guas­to, il dan­neg­gia­men­to, la trasfor­mazione del­la cosa altrui o deter­mi­nan­done il muta­men­to nel­la des­ti­nazione; è, inoltre, nec­es­sario, a tal fine, che la vio­len­za sia eserci­ta­ta non già sul­la “res” ogget­to di sot­trazione ma su altre cose il cui dan­neg­gia­men­to o mod­i­fi­cazione si riv­eli stru­men­tale all’ “amo­tio” del­la pri­ma (Cass. Pen. Sez. 5, Sen­ten­za n. 5266 del 17.11.2013).

Nel­la nos­tra fat­tispecie non risul­ta dimostra­to e prova­to il delit­to con­tes­ta­to all’imputata in quan­to non è emer­sa la pro­va cer­ta del­la sot­trazione di gas da parte del­la D.S..

In altri ter­mi­ni non è sta­to accer­ta­to il con­sumo effet­ti­vo atte­so che il L. al momen­to del suo accer­ta­men­to ha seg­na­to la stes­sa numer­azione di quel­la del giorno del­la chiusura del con­ta­tore.

Inoltra, a con­fer­ma, la bol­let­ta che l’utente/imputata ha rice­vu­to a tito­lo di rim­bor­so da parte (agli atti dei fas­ci­co­lo del dibat­ti­men­to).

La D.S.H.T. deve essere man­da­ta assol­ta ex art. 530 com­ma 2 c.p.p. per­ché non si è rag­giun­ta la pro­va del­la sot­trazione effet­ti­va di gas al gestore T.E. S.p.A.

P.Q.M.
TRIBUNALE ORDINARIO DI FIRENZE

I SEZIONE PENALE

In com­po­sizione mono­crat­i­ca

Vis­to l’art. 530 com­ma 2 c.p.p.

ASSOLVE

D.S.H.T. dal reato a lei ascrit­tole per­ché il fat­to non sus­siste.

Così deciso in Firen­ze, il 1 giug­no 2018.

Deposi­ta­ta in Can­cel­le­ria il 8 giug­no 2018.

 

Fur­to di Gas Tri­bunale assolve per man­can­za di pro­va in relazione ai con­su­mi effet­tuati dall’imputato

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Grillo: “Il sistema delle carceri in Italia non funziona più”

“Il sis­tema puni­ti­vo che sti­amo adot­tan­do è anti­co come il mon­do, ma soprat­tut­to non fun­ziona” ha dichiara­to sul suo blog Beppe Gril­lo, in un post dal tito­lo ‘Un mon­do sen­za carceri’ “L’ultimo rap­por­to dell’Associazione Antigone par­la chiaro: dal­la fine del 2015 ad oggi il numero dei detenu­ti in Italia è cresci­u­to davvero tan­to, ben 6.098 in più. Il sovraf­fol­la­men­to è pari al 115,2%. Inoltre molte sezioni di molti carceri non ven­gono uti­liz­zate. Ma il vero prob­le­ma è un altro, sono i recidi­vi. Ad oggi sono un numero incred­i­bile. Su cir­ca 58.000 detenu­ti, solo il 37% non ave­vano mai commes­so altri cri­m­i­ni, per il restante 63% le mura del­lo Sta­to era­no già note, addirit­tura il 13% di loro (più di 7.000 per­sone) ave­vano dalle 5 alle 9 prece­den­ti carcer­azioni. Di tut­ti i detenu­ti, cir­ca il 35% sono in cus­to­dia caute­lare. Cioè qua­si 20.000 per­sone. Aumen­tano anche chi viene arresta­to pre­ven­ti­va­mente ed è anco­ra in atte­sa di una sen­ten­za di pri­mo gra­do. Oggi sono più di 10.000 per­sone. Sono numeri incred­i­bili, allar­man­ti. E’ chiaro che ser­vono mezzi alter­na­tivi. Dob­bi­amo capire che lo sta­to delle nos­tre pri­gioni non solo è il prodot­to del crim­ine, ma del­lo sta­to gen­erale del­la cul­tura di un paese. Dob­bi­amo ten­dere a un mon­do a carceri zero, o almeno, al min­i­mo pos­si­bile. Come il Cana­da che con il wel­fare ha dimostra­to come sia pos­si­bile lim­itare il ricor­so alla deten­zione e ind­i­riz­zare il denaro ver­so lo sta­to sociale invece che ver­so lo sta­to penale. La soluzione penale diven­ta una delle pos­si­bil­ità, non più la sola. La punizione diven­ta una, ma solo una, tra diverse opzioni. La pena non è mai la ripos­ta adegua­ta al crim­ine per la sua soluzione; anzi si limi­ta a fab­bri­car­lo. La pri­gione, il più delle volte, è dan­nosa per gli indi­vidui. La cosa impor­tante nel­la polit­i­ca carcer­aria di un qual­si­asi paese civile sarebbe cer­care mis­ure alter­na­tive al carcere e molto spes­so questo sig­nifi­ca accom­pa­g­narli ver­so uno stan­dard di vita accetta­bile: provare a cer­care un’abitazione, cer­care alter­na­tive nei peri­o­di di dis­oc­cu­pazione, ried­u­care, rein­te­grare, far sì che si pos­sa ricreare una vita. Per davvero”.
https://www.italianotizie.net/2018/07/grillo-il-sistema-delle-carceri-in.html
Placidi71
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Che idea assurda l’Erasmus interno tra Nord e Sud

In quale paese vive (e in quale uni­ver­sità lavo­ra) chi van­ta la «capac­ità impren­di­to­ri­ale» degli isti­tu­ti che sareb­bero sta­ti in gra­do di far fruttare al meglio l’alternanza scuo­la-lavoro? Quan­ti diri­gen­ti sco­las­ti­ci sono davvero rius­ci­ti nell’impresa? L’alternanza scuo­la-lavoro ha sig­ni­fi­ca­to in moltissi­mi casi un fal­li­men­to, l’improbo sradica­men­to di tan­ti ragazzi dal loro habi­tat nat­u­rale (l’aula) ver­so ter­ri­tori avari d’esperienze, quan­do non insen­sati, inservi­bili o del tut­to inospi­tali.
In quale paese vive (e in quale uni­ver­sità lavo­ra) chi è anco­ra rimas­to fer­mo a quelle famiger­ate prove Inval­si che da tem­po, per come con­tin­u­ano a essere pen­sate e strut­turate, non doc­u­men­tano «peri­odica­mente» alcunché (sem­pre che abbiano mai davvero doc­u­men­ta­to qual­cosa) per­ché geo­cul­tural­mente indif­feren­zi­ate? E dove li man­di­amo, per un semes­tre, gli stu­den­ti delle scuole medie infe­ri­ori di Napoli, la cit­tà dove l’autrice del­la let­tera ind­i­riz­za­ta al min­istro Bus­set­ti inseg­na, se si devono spostare a mille chilometri da casa? Non a Gen­o­va o Bologna, e, rima­nen­do un po’ strette anche Milano o Tori­no, dovreb­bero essere por­tati in mas­sa ad Aos­ta o giù di lì. Ho vis­i­ta­to, nell’ultimo anno, decine di scuole ital­iane. Gli stu­den­ti merid­ion­ali sono vivaci, intel­li­gen­ti, reat­tivi come quel­li del Cen­tro e del Nord. Fra un po’, a forza di risposte «cre­ative» dei geni di turno a inter­ven­ti strut­turali man­cati, gli stu­den­ti più svogliati dell’Italia padana li spedi­re­mo nel Mez­zo­giorno per punizione. Come l’Alberto (Clau­dio Bisio) di Ben­venu­ti al Sud, diret­tore di un uffi­cio postale bri­an­zo­lo. Vuole trasferir­si a tut­ti i costi a Milano, e si fin­ge para­plegi­co per rag­giun­gere il suo scopo. L’inganno viene però scop­er­to e così il furbet­to viene manda­to a dirigere il traf­fi­co postale a Castella­bate.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/che-idea-assurda-lerasmus-interno-nord-e-sud-1552964.html
Battaglia71
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Un Enorme Sarcofago Di Granito Nero è Stato Scoperto In Egitto, Ma Nessuno Sa Chi C’è All’interno

L’Egitto è una ter­ra che ci tiene nascosti anco­ra molti seg­reti: al di sot­to del suo­lo si celano reper­ti e tes­ti­mo­ni­anze di epoche antichissime che fan­no luce sul­la sto­ria del pas­sato man mano che ven­gono scop­er­ti. Alcune scop­erte però si dif­feren­ziano da tutte le altre: non capi­ta molto spes­so di trovare qual­cosa di davvero eccezionalema sta­vol­ta è sta­to così.

Gli arche­olo­gi han­no infat­ti recu­per­a­to un enorme sar­cofa­go di gran­i­to nero, nel­la cit­tà di Alessan­dria.

Ciò che distingue davvero il sarcofago da tutti gli altri reperti sono le sue dimensioni.

immag­ine: Egypt­ian Min­istry of Antiq­ui­ties

È lun­go 2,65 metri e largo 1, 65 metri: dimen­sioni eccezion­ali per un sar­cofa­go, tan­to che si trat­ta del più grande mai ritrova­to nei pres­si di Alessan­dria.

Vicino il sarcofago sono state ritrovate anche numerose teste di alabastro.

immag­ine: Egypt­ian Min­istry of Antiq­ui­ties

Sec­on­do gli esper­ti le teste rap­p­re­sen­tano la per­sona che è sep­pel­li­ta nel sar­cofa­go, ma anco­ra non ne si ha la certez­za.

Lo strato di malta tra il coperchio e il corpo del sarcofago è ancora intatto: questo significa che la bara non è mai stata aperta da quando è stata sigillata, ovvero 2000 anni fa.

immag­ine: Egypt­ian Min­istry of Antiq­ui­ties

Ecco un’altra par­ti­co­lar­ità che si aggiunge a ques­ta entu­si­as­mante scop­er­ta: le tombe egiziane, infat­ti, sono state qua­si tutte sac­cheg­giate e dan­neg­giate nel cor­so dei sec­oli, ed è per questo che gli arche­olo­gi non trovano qua­si mai reper­ti intat­ti come è il sar­cofa­go appe­na ritrova­to.

Chi giace all’interno è anco­ra un mis­tero: la rar­ità del­la scop­er­ta è tale che le pro­ce­dure pro­ce­dono molto più lenta­mente del soli­to. Bisogn­erà atten­dere pri­ma di sco­prir­lo. Gli esper­ti, comunque, sono qua­si sicuri che si trat­ta di una figu­ra molto impor­tante.

Il sito per intero è sta­to data­to al peri­o­do ptole­maico, inizia­to nel 323 a.C. con il sovra­no Tolomeo I e con­clu­sosi nel 30 a.C. con Cleopa­tra VII e la con­quista romana.

Ora il sar­cofa­go e gli altri reper­ti sono sta­ti mes­si in sicurez­za e sorveg­liati giorno e notte: atten­di­amo trep­i­dan­ti di sapere notizie su quel­la che appare come l’inizio di una nuo­va avven­tu­ra di Indi­ana Jones!

Sources:

http://www.curioctopus.guru/read/17818/un-enorme-sarcofago-di-granito-nero-e-stato-scoperto-in-egitto-ma-nessuno-sa-chi-c-e-all-interno

Placidi71

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Senza casa dorme su una panchina con il suo cane

E’ la storia di Francesca Perego che, sfrattata dal suo alloggio, da un mese dorme su una panchina di piazza Garibaldi a Nizza Monferrato

Senza casa dopo lo sfratto

Vivere alla gior­na­ta, speran­do nel tem­po clemente che pos­sa per­me­t­tere di pas­sare la notte all’aperto, cor­i­ca­ta su una sco­mo­da panchi­na di pietra. Da oltre un mese ques­ta è la dura realtà per Francesca Perego, 47 anni, dis­oc­cu­pa­ta e sen­za più una casa. Chi si reca all’ospedale di Niz­za Mon­fer­ra­to o alla Casa del­la Salute l’ha già nota­ta da qualche tem­po: magra e dal volto tira­to, la don­na è sem­pre in com­pag­nia di un pit bull ter­ri­er nero, con uno zaino sul­la schiena e negli occhi la dis­per­azione. Per­ché Francesca dal mar­zo scor­so è sta­ta sfrat­ta­ta dall’alloggio di Castel­n­uo­vo Bel­bo che divide­va con il fratel­lo dis­abile (al 100%) e l’anziana madre. Se il fratel­lo ha trova­to un’immediata col­lo­cazione pres­so un ricovero del­la zona, per le due donne le soluzioni non era­no ugual­mente imme­di­ate. Per qualche tem­po madre e figlia si sono arran­giate dor­men­do in macchi­na. Pri­ma nei boschi e nelle cam­pagne di Castel­n­uo­vo e, suc­ces­si­va­mente, nel parcheg­gio del­la stazione di Niz­za. «Poi però mia madre è cadu­ta ed è sta­ta ricov­er­a­ta per pot­er essere oper­a­ta al femore» spie­ga Francesca.

Dorme in strada

Nel frat­tem­po, per non allon­ta­nar­si trop­po dal­la madre e venen­do a man­care anche la macchi­na, la don­na ha com­in­ci­a­to a dormire sulle pan­chine di piaz­za Garibal­di. Nel pomerig­gio, finché è sta­to pos­si­bile, la mam­ma la rag­giunge­va in car­rozzel­la sot­to i pla­tani del­la piaz­za. «Non è sem­plice – spie­ga Francesca, amareg­gia­ta – Sof­fro di osteo­porosi gio­vanile, e dormire in queste con­dizioni è una sof­feren­za. Oltre­tut­to sono una don­na e di notte qui intorno non pas­sano mai fac­ce rac­co­mand­abili. Per for­tu­na che c’è Raul che scor­ag­gia i mal­in­ten­zionati ad avvic­i­nar­si». E nel dir­lo Francesca accarez­za il suo pit bull, dal pelo luci­do e ben nutri­to, che placido le dorme accan­to. «A lui non fac­cio man­care nul­la. Mia madre per­cepisce una pic­co­la pen­sione e con quel­la com­pro le scat­o­lette – aggiunge con un sor­riso – Ma per me è tut­to più com­pli­ca­to. Non pos­so cucinare nul­la per stra­da. Vivo del­la gen­erosità di qualche ami­co e dei pas­san­ti che mi por­tano qual­cosa di cal­do da man­gia­re».

Una vita difficile

Tut­ta la sua vita, ora, è con­tenu­ta in uno zaino dell’Invicta. Poche cose che rac­con­tano di lei, del­la sua vita dif­fi­cile con un fratel­lo mala­to a cui badare e il susseguir­si di lavori pre­cari. «Mi sen­to abban­do­na­ta – accusa – Le isti­tuzioni ci han­no volta­to le spalle. Non voglio cibo né sol­di. Con le pen­sioni di mio fratel­lo e di mia madre ce la farem­mo. Chiedo solo un tet­to dove vivere tut­ti e tre insieme. Ma per per­sone come noi è dif­fi­cile affittare da pri­vati, sen­za molte garanzie».

Le alternative

Per questo Francesca pen­sa all’edilizia popo­lare ma il Comune, dice, non ha volu­to aiu­tar­la. «Non è esat­ta­mente così – risponde in mer­i­to il sin­da­co Simone Nosen­zo – Ai nos­tri uffi­ci non è per­venu­ta nes­suna richi­es­ta uffi­ciale di inser­i­men­to in grad­u­a­to­ria per le case popo­lari a fir­ma del­la sig­no­ra Perego. Oltre­tut­to, lei e la madre risul­tano res­i­den­ti a Castel­n­uo­vo Bel­bo. Purtrop­po al momen­to non c’è disponi­bil­ità di allog­gi. A fronte di una richi­es­ta di 70 famiglie siamo fer­mi al 23esimo pos­to in grad­u­a­to­ria per l’assegnazione. Quan­to all’ipotesi di emer­gen­za abi­ta­ti­va, è oppor­tuno ver­i­fi­care se sus­sis­tano i req­ui­si­ti». Dal CISA-Asti Sud, il con­sorzio per i servizi socio-assis­ten­ziali del sud Asti­giano, il diret­tore Giuseppe Occhiogrosso spie­ga: «Ci sti­amo occu­pan­do dell’intero nucleo famigliare, al fine di trovare una soluzione. Le con­dizioni red­di­tu­ali pre­cludono soluzioni come l’edilizia popo­lare ma esistono altre pos­si­bil­ità – aggiunge il diri­gente -Siamo in un pic­co­lo cen­tro, non è ammis­si­bile che ci siano dei clochard. Siamo dis­posti a fare la nos­tra parte là dove ci viene con­sen­ti­to di far­lo, pri­mo fra tut­ti dal diret­to inter­es­sato». Francesca intan­to dorme all’addiaccio, sot­to le fronde degli alberi. La scor­sa notte, men­tre dormi­va, qual­cuno le ha sfi­la­to il portafoglio. «Sono stan­ca e spaven­ta­ta. Spero davvero che qual­cuno pos­sa aiu­tar­mi ad uscire da ques­ta situ­azione». Con lei arriv­i­amo alla promes­sa, da parte sua, di con­frontar­si nuo­va­mente con i Servizi Sociali per vagliare le soluzioni pos­si­bili.

 

lucia.pignari@gmail.com

http://lanuovaprovincia.it/attualita/clochard-nizza-panchina/
Placidi71
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