Ci sono due nuove ipotesi sull’origine del Coronavirus

Coronavirus (LaPresse)

SOCIETÀ /

Dal 18 al 27 otto­bre 2019 a Wuhan si è svol­ta la set­ti­ma edi­zione dei Giochi mil­i­tari mon­di­ali (Cism Mil­i­tary World Sum­mer Games 2019). Oltre 10mila atleti prove­ni­en­ti da qua­si 140 Pae­si han­no parte­ci­pa­to all’appuntamento per sfi­dar­si in 27 dif­fer­en­ti sport, il tut­to dis­tribuito in più di 300 even­ti.

Stan­do a quan­to rifer­i­to dal South­ern Week­ly, durante la com­pe­tizione cinque atleti stranieri – dei quali non è sta­ta riv­e­la­ta la nazion­al­ità – sono sta­ti trasportati al City Jiny­in­tan Hos­pi­tal a causa di “malat­tie infet­tive impor­tate e trasmis­si­bili”. Quan­do ques­ta notizia è sta­ta rilan­ci­a­ta sul­la rete cinese, i social locali sono sta­ti invasi da teorie e ipote­si di ogni tipo. Molti han­no addirit­tura col­le­ga­to la rasseg­na iri­da­ta inter­nazionale con la pos­si­bile dif­fu­sione del Covid-19.

Il diret­tore del noso­comio, Zhang Dingyu, ha tut­tavia spie­ga­to che i pazi­en­ti ricoverati “sof­frivano tut­ti di malar­ia“. In ogni caso, non appe­na rice­vu­ta la seg­nalazione, l’ospedale ha imme­di­ata­mente lan­ci­a­to un piano di emer­gen­za per le malat­tie infet­tive, avvian­do, tra l’altro, un trat­ta­men­to di iso­la­men­to per i cinque infet­ti. Il sign­or Zhang ha quin­di rib­a­di­to che la “malat­tia infet­ti­va impor­ta­ta” dagli stranieri era malar­ia. Nul­la a che fare, insom­ma, con il virus che dai pri­mi di dicem­bre ha inizia­to a con­ta­gia­re i pri­mi cit­ta­di­ni di Wuhan, provo­can­do mis­te­riose pol­moni­ti.

C’è un aspet­to, in par­ti­co­lare, che ha tut­tavia spin­to numerosi cit­ta­di­ni a inter­rog­a­r­si su quan­to avvenu­to. Nei giorni dei Giochi, nes­suno sape­va anco­ra cosa fos­se il coro­n­avirus, tan­to meno come diag­nos­ti­car­lo. “Sarà sta­to diag­nos­ti­ca­to erronea­mente?”, si chiede adesso un utente, las­cian­do trapelare un pos­si­bile errore nel­la diag­nosi del­la malar­ia.

La nuova ipotesi degli scienziati cinesi

Nel frat­tem­po, come ha sot­to­lin­eato il South Chi­na Morn­ing Post, alcu­ni scien­ziati cine­si riten­gono che il coro­n­avirus pos­sa non esser­si orig­i­na­to al mer­ca­to itti­co di Hua­nan, nel cuore del­la cit­tà di Wuhan. È vero, in Cina mer­cati del genere ven­dono anche ani­mali sel­vati­ci, molti dei quali (pip­istrel­li e ser­pen­ti) sospet­tati prin­ci­pali nel­la trasmis­sione del virus all’uomo. Eppure un team di ricer­ca­tori ha anal­iz­za­to i dati di 93 cam­pi­oni di Covid-19 prove­ni­en­ti da 12 Pae­si dif­fer­en­ti ha fat­to una scop­er­ta che potrebbe cam­biare le carte in tavola.

I dati genomi­ci dell’agente patogeno sug­geriscono che il virus pos­sa provenire dall’esterno del mer­ca­to e non, come fin qui sostenu­to, dal suo inter­no. Il report con­tente questo stu­dio è con­sulta­bile online dal 21 feb­braio. Stu­di del genere, che aiu­tano a rin­trac­cia­re la fonte dell’epidemia, sono di grande sig­ni­fi­ca­to per trovare la fonte del coro­n­avirus, deter­minare l’ospite inter­me­dio, con­trol­lare l’epidemia e impedirne la dif­fu­sione.

Sin­te­tiz­zan­do, in un pri­mo momen­to molti pazi­en­ti con­ta­giati sono sta­ti ricol­le­gati al mer­ca­to itti­co di Hua­nan, chiu­so dal pri­mo gen­naio. A questo pun­to il luo­go indi­ca­to da tut­ti come ground zero potrebbe soltan­to aver poten­zi­a­to la cir­co­lazione del Covid-19 e non rap­p­re­sentare la fonte del­la sua orig­ine. Si ipo­tiz­za addirit­tura che la trasmis­sione da uomo a uomo pos­sa essere inizia­ta molto pri­ma di gen­naio, addirit­tura nel tar­do novem­bre 2019.

Pericolo sventato

La cit­tà di Wuhan ha paga­to un prez­zo altissi­mo. L’intera mega­lopoli, così come l’intera provin­cia del­lo Hubei, è bloc­ca­ta dal­lo scor­so 23 gen­naio, con i quartieri res­i­den­ziali mes­si in quar­an­te­na, strade vuote e mezzi di trasporto pub­bli­ci sospe­si. Nelle ultime ore le autorità locali ave­vano annun­ci­a­to l’allentamento delle mis­ure di emer­gen­za imposte da Pechi­no per con­tenere la dif­fu­sione dell’epidemia.

Tre ore dopo, ha rifer­i­to il Glob­al Times, è arriva­to un sec­co dietrofront: “Wuhan riti­ra l’annuncio di esen­zione dal bloc­co. È sta­to dif­fu­so pri­ma dell’approvazione finale da parte dell’ufficio di coman­do per il con­trol­lo dell’epidemia”. Che cosa è suc­ces­so? Sec­on­do Chi­na New Ser­vice l’avviso, adesso riti­ra­to, sarebbe sta­to emes­so da un grup­po di lavoro sub­or­di­na­to del coman­do di con­trol­lo delle malat­tie, sen­za l’approvazione dei loro supe­ri­ori.

Ed è per questo moti­vo che il gov­er­no cen­trale avrebbe impos­to la retro­mar­cia. Anche per­ché l’ordine riti­ra­to avrebbe con­sen­ti­to ai non res­i­den­ti – quel­li che non pre­sen­ta­vano sin­to­mi e non ave­vano con­tat­ti con pazi­en­ti infet­ti – di pot­er las­cia­re la cit­tà di Wuhan, in mez­zo a mille rischi.

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Coronavirus, aereo Alitalia alle Mauritius: divieto di sbarco a italiani

Un volo del­la nos­tra com­pag­nia di bandiera sarebbe in stand-by all’aeroporto dell’isola dell’Africa Ori­en­tale: “Ris­chio con­ta­gio da coro­n­avirus”

“Volo Ali­talia per le Mau­ri­tius, non fan­no sbar­care gli ital­iani per ris­chio coro­n­avirus. Ora tavo­lo di crisi alla Far­nesina”.

Così Nico­la Por­ro, gior­nal­ista e con­dut­tore tele­vi­si­vo, dà la notizia di quan­to starebbe acca­den­do all’aeroporto dell’isola al largo del Mada­gas­car, nel cuore dell’Oceano Indi­ano.

La repub­bli­ca insu­lare africana si difende così da pos­si­bili con­ta­gi in arri­vo dall’Italia. “Copri­fuo­co” in Vene­to e in Lom­bar­dia, dove il coro­n­avirus ha fat­to la quar­ta vit­ti­ma – un 84enne di Berg­amo – e dove ha con­ta­gia­to cir­ca 160 per­sone.

Per affrontare l’emer­gen­za, il gov­er­no e i pres­i­den­ti delle due regioni han­no pre­so provved­i­men­ti stra­or­di­nari, come la chiusura di scuole, uni­ver­sità musei, cin­e­ma, pun­ti di aggregazione, palestre, sta­bilen­do inoltre la ser­ra­ta dei pub e delle dis­coteche dopo le 18 di sera. Inoltre, i gov­er­na­tori Zaia e Fontana, insieme alla pro­tezione civile e alle isti­tuzioni, han­no arriva­to due nuovi numeri ver­di per le zone rosse: 800–462340 in Vene­to e 800–894545 in Lom­bar­dia.

Ora, a diverse migli­a­ia chilometri di chilometri di dis­tan­za, il coro­n­avirus spaven­ta anche le Mau­ri­tius, le cui autorità – appun­to come ripor­ta­to dal vice-diret­tore de ilGior­nale – starebbe tenen­do in stand-by gli ital­iani a bor­do di un aereo del­la nos­tra com­pag­nia di bandiera da poco atter­ra­to sull’isola. Al min­is­tero degli Esteri sarebbe già sta­to aper­to il tavo­lo di crisi per sbloc­care la situ­azione: a breve tut­ti gli aggior­na­men­ti.

Le autorità locali, ripor­ta il Cor­riere del­la Sera, avreb­bero pro­pos­to ai tre­cen­to passeg­geri le seguen­ti soluzioni: quar­an­te­na — in due ospedali del Pae­seo o rim­pa­trio in Italia con lo stes­so aereo. L’ultimo aggior­na­men­to rac­con­ta che sareb­bero sta­ti imbar­cati su un volo Ali­talia i 39 lom­bar­di e veneti non accettati dalle Mau­ri­tius. Con loro anche il coman­dante del veliv­o­lo e le host­ess, tut­ti lom­bar­di.

Volo Ali­talia per le Mau­ri­tius non fan­no sbar­care gli ital­iani per ris­chio #coro­narvirusi­talia ora tavo­lo di crisi alla Far­nesina

Nico­la Por­ro

@NicolaPorro

Volo Ali­talia per le Mau­ri­tius non fan­no sbar­care gli ital­iani per ris­chio ora tavo­lo di crisi alla Far­nesina

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Nico­la Por­ro

@NicolaPorro

Aggior­na­men­to imbar­cati su volo Ali­talia i 39 lom­bar­di e veneti non accettati dall’isolotto. Più coman­dante e host­ess lom­bar­di.

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L’Austria “riapre” il confine

Il traf­fi­co fer­roviario tra Aus­tria e Italia è tor­na­to nor­male dopo una sospen­sione del­la dura­ta di quat­tro ore per il tim­o­re che due per­sone — con feb­bre e tosse, a bor­do di un treno da Venezia a Mona­co di Baviera — potessero essere infet­tate dal coro­n­avirus. Il min­is­tero dell’Interno aus­tri­a­co ha rifer­i­to che gli esa­mi sono risul­tati neg­a­tivi, per­me­t­ten­do al con­voglio che era sta­to fer­ma­to al con­fine di ripren­dere il viag­gio. Tut­tavia, a tut­ti i passeg­geri che scen­dono in ter­ri­to­rio aus­tri­a­co è sta­to ordi­na­to di reg­is­trare la pro­pria iden­tità. “In questo caso tutte le autorità han­no agi­to rap­i­da­mente e con la mas­si­ma cautela”, ha sot­to­lin­eato il min­istro degli Interni Karl Neham­mer, cita­to dal­la tele­vi­sione pub­bli­ca aus­tri­a­ca ORF, come ripor­ta­to dall’agenzia stam­pa Agi. L’Austria, che fino­ra non ha reg­is­tra­to alcun caso di coro­n­avirus, si sta anco­ra con­sul­tan­do sui prossi­mi pas­si da com­piere con l’Italia.   QUI NON CONOSCONO IL POLITICAL CORRETY

 

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ZANDA AFFONDA LA ZANNA CONTRO RENZI: “HA SBAGLIATO PIÙ VOLTE ANALISI E CONTINUA A COMPIERE ERRORI CLAMOROSI.

L’ITALIA E’ STANCA DI LEADER INVADENTI” — LA MOZIONE DI SFIDUCIA CONTRO BONAFEDE? UNA MOZIONE PROMOSSA DA UN PARTITO DI GOVERNO CONTRO UN MINISTRO È UNA SFIDUCIA AL GOVERNOIL KING’S MAKERS DI ZINGARETTI, CHE GLI HA DATO IL RUOLO DI TESORIERE PARLA ANCHE DELLE CASSE DEL PARTITOOBERATE DA SPESE E DA DEBITI” E DEL CASO MORO: “PRIMA DELLA SUA UCCISIONE COSSIGA SCRISSE 3 LETTERE. SPARITE” Luca Telese per la Ver­ità    zandaZANDA

Sen­a­tore Zan­da, la «criset­ta» è in cor­so, e il suo teatro prin­ci­pale è un luo­go che lei conosce bene, Palaz­zo Madama.

(Sor­ride). «Una pic­co­la espe­rien­za nei Palazzi me la sono fat­ta: cir­ca mez­zo sec­o­lo.

Eh eh eh…».

Lei è sta­to capogrup­po, strate­ga di battaglie par­la­men­tari. Come si pro­cede?

«I pal­lot­tolieri e le con­te sono con­seguen­za delle scelte, e noi dob­bi­amo pri­ma di tut­to chiarir­ci le idee».

Provi­amo­ci.

«Ad agos­to abbi­amo for­ma­to un gov­er­no di coal­izione. In una mag­gio­ran­za com­posi­ta ogni par­ti­to ha il dirit­to di sostenere le sue idee. Ma queste con­dizioni impon­gono soluzioni con­cor­date. Se si inizia con i dik­tat si entra in un gio­co peri­coloso».

LANDINI ZANDA ZINGARETTILANDINI ZANDA ZINGARETTI 

Italia viva sostiene che sul­la rifor­ma del­la gius­tizia serve lib­ertà di coscien­za.

«Non scherzi­amo! Se pen­sano di imporre ulti­ma­tum del tipo: “O si fa così o rompo”, la mag­gio­ran­za finisce».

Addirit­tura? «Altro esem­pio. Sul “Sin­da­co d’ Italia” non si può accettare una impo­sizione».

E se Ren­zi pros­egue? (Sor­riso). «Allo­ra si pren­da atto che quel­la coal­izione è fini­ta».

Dice sul serio? «Ma ovvio: ser­vono con­trappe­si, fun­zioni di garanzia. Par­liamo anche del­la più del­i­ca­ta architet­tura del­la Repub­bli­ca».

Per lei è una posizione stru­men­tale?

«Non mi inter­es­sa. Cam­biare la Cos­ti­tuzione con un dik­tat è irre­spon­s­abile».

zandaZANDA

Il suo erede al Sen­a­to, Andrea Mar­cuc­ci, dice: «No ai respon­s­abili e alle ingeren­ze in Italia viva». «Una mag­gio­ran­za difende il suo perimetro. Un capogrup­po deve difend­ere la mag­gio­ran­za. E rispettare la lib­ertà di manda­to di fronte a sen­a­tori deg­ni è un obbli­go Cos­ti­tuzionale».

Si può arrivare ad una mozione di sfidu­cia!

«Lo so. Ma non mi fa pau­ra».

MATTEO RENZI DA VESPAMATTEO RENZI DA VESPA

Par­la Lui­gi Zan­da, vec­chia volpe di tre repub­bliche: famiglia lib­erale, figlio di un grand com­mis d’ État. Inizia la sua car­ri­era da por­tav­oce di Francesco Cos­si­ga, si ritro­va al Vim­i­nale durante il seque­stro Moro. È l’ uomo del Giu­bileo ai tem­pi di Francesco Rutel­li. È sta­to capogrup­po del Pd al Sen­a­to, fino alla sua clam­orosa rot­tura con Mat­teo Ren­zi. È uno dei king’ s mak­ers di Nico­la Zin­garet­ti, che gli ha dato un ruo­lo chi­ave: tesoriere. Lo inter­vis­to durante l’ Assem­blea del Pd a Roma.

Dorme la notte, aven­do in mano la cas­sa del Pd? 

«Benis­si­mo».

Riesce a stare dietro a tut­to?

david sassoli luigi zandaDAVID SASSOLI LUIGI ZANDA

«Ho un con­trol­lo ferreo. Di ques­ta assem­blea pos­so dirle anche quan­to costano i tramezzi­ni».

In che sta­to ha trova­to i con­ti?

«Il Pd dopo Ren­zi era ober­a­to da spese cor­ren­ti e deb­iti».

E ora?

«Non inter­pre­to il ruo­lo da con­tabile: ma quan­do avrò fini­to il par­ti­to avrà le risorse per assol­vere la sua mis­sione polit­i­ca. Cosa oggi impos­si­bile».

Ritor­ni­amo al Sen­a­to. Crede alla mozione di sfidu­cia su Alfon­so Bonafede?

«Sarebbe autole­sion­is­mo».

Addirit­tura?

«Non pren­di­amo­ci in giro.

Una mozione di sfidu­cia pro­mossa da un par­ti­to di gov­er­no con­tro un min­istro è una sfidu­cia al gov­er­no».

Cioè una crisi?

«Ma ovvio! Io ricor­do un solo prece­dente: quel­lo del min­istro Fil­ip­po Man­cu­so».

luigi zandaLUIGI ZANDA

Lo seguii da cro­nista: il gov­er­no non cadde.

«Per forza: cadde il min­istro, che ave­va con­tro tut­ti i par­ti­ti e il pres­i­dente del Con­siglio! Qui è il con­trario».

Cioè?

«Un par­ti­to che spara sul suo gov­er­no con un voto per far­lo cadere. Si può?».

E se il gov­er­no si sal­vasse con altri voti?

«Se oltre a oscil­lazioni fisi­o­logiche cam­bi­asse la mag­gio­ran­za bisognerebbe andare davan­ti al capo del­lo Sta­to».

E cer­ti­fi­care la nasci­ta del famoso Con­te ter?

«Se si va da Mattarel­la decide lui che fare. Ecco a cosa serve un arbi­tro».

Con­te deve chiedere la fidu­cia o rea­gire solo a un aggua­to?

«Non gli do sug­ger­i­men­ti. È uno sveg­lio».

Da dove viene Zan­da?

«Mio padre era un lib­erale, un uomo di cen­tro».

Lei è nato in Sardeg­na, cresci­u­to a Roma.

«Ho fat­to il liceo al Tas­so. E mi sono lau­re­ato a Mac­er­a­ta, tesi In dirit­to cos­ti­tuzionale sug­li atti con forza di legge.

Cre­do di un qualche val­ore acca­d­e­mi­co.

»Il suo pri­mo voto?

«Più a sin­is­tra di mio padre: Psdi».

MATTEO RENZIMATTEO RENZI 

Polit­i­ca da gio­vane?

«Can­dida­to per l’ Ugi».

Pri­mo incar­i­co di rilie­vo?

«Con Cos­si­ga nel 1974, por­tav­oce di un min­is­tero. Due anni dopo lo seguo al Vim­i­nale».

Come era lui all’ epoca?

«Uomo strepi­toso. Grande carat­tere, solid­ità di pen­siero, cul­tura enci­clo­pe­di­ca».

La cosa più incred­i­bile che è accadu­ta nei giorni di Moro?

«I suoi capel­li bianchi e la vitilig­ine, arrivati dopo la notizia del ritrova­men­to del cada­v­ere di Moro».

luigi zandaLUIGI ZANDA

Pos­si­bile?

«Sì. Fu uno choc. La vera ragione delle dimis­sioni era che Cos­si­ga si ritro­vò schi­ac­cia­to dal sen­so di col­pa: “Non sono rius­ci­to a pro­tegger­lo”».

Riv­eli una cosa che non sa nes­suno.

«Un giorno il pres­i­dente mi chia­ma e mi dice: “Hai una bel­la cas­saforte nel tuo uffi­cio? Ci devi met­tere den­tro ques­ta!”».

E cos’ era?

«Una let­tera di dimis­sioni scrit­ta a mano con grande pig­no­le­ria».

Pri­ma che accadesse?

«Pri­ma del­la morte di Moro. Una ver­sione ave­va come incip­it l’ idea che fos­se sta­to lib­er­a­to. Un’ altra che fos­se sta­to ucciso. Una terza immag­i­na­va lo sce­nario di uno scon­tro a fuo­co».

E poi? «Tutte si chi­ude­vano con lo stes­so esi­to: le dimis­sioni».

E ora dov’ è la min­u­ta? «Nel dram­ma di via Fani è accadu­to di tut­to, non so dove sia fini­ta. Forse è anco­ra lì, se c’ è quel­la cas­saforte. Avrebbe un val­ore stori­co ines­tima­bile».

E politi­ca­mente?

«Ti spie­ga come ragion­a­va quel­la classe diri­gente. Altro che oggi!».

luigi zandaLUIGI ZANDA

Poi lei si ritro­va a gestire il con­sorzio Venezia nuo­va. Ha las­ci­a­to il seg­no in qual­cosa?

«Il Mose è nato quan­do io pre­siede­vo il con­sorzio. Ho fat­to in tem­po com­mis­sion­are e a far elab­o­rare il prog­et­to di mas­si­ma e me ne sono anda­to via».

E lo difende oggi?

«È il più grande e impo­nente prog­et­to di ingeg­ne­r­ia idrauli­ca mai immag­i­na­to nel­la sto­ria. Forse il più bel­lo».

Lo dice anche oggi?

«Sull’ ese­cuzione non ho respon­s­abil­ità: l’ idea è ambiziosa e geniale».

E a Lot­tomat­i­ca?

«Ho armo­niz­za­to la con­ces­sione alle regole europee. Abbi­amo com­bat­tuto, e qua­si debel­la­to il gio­co clan­des­ti­no».

E all’ Agen­zia del Giu­bileo?

«Cre­do che sia il più impor­tante e com­p­lesso even­to orga­niz­za­ti­vo degli ulti­mi decen­ni che ha avu­to un esi­to pos­i­ti­vo». C’ è Expo.

ROSATO ZANDAROSATO ZANDA

G»ran bel­la impre­sa, cer­to: ma immag­i­na un even­to che dura un anno, in tutte le chiese di Roma, nelle pro­pri­età di un altro Sta­to! Ven­ti mil­ioni di pel­le­gri­ni e nem­meno un prob­le­ma».

Più dif­fi­cile alla Rai? «Eeeee­hh­hh. Dico solo questo: sono entra­to da pal­adi­no del­la tele­vi­sione pub­bli­ca sen­za se e sen­za ma. Sono usci­to che vole­vo pri­va­tiz­zare».

Non ci cre­do. «Solo adesso ho ritrova­to seren­ità e sono a metà stra­da».

È sta­to capogrup­po con Ren­zi e lo ha tra­di­to?

«Non pen­so che lo pos­sa dire. Non c’ è sta­ta ques­tione su cui non gli abbia man­i­fes­ta­to lealtà, ma anche la mia opin­ione. Non lo ave­vo vota­to alle pri­marie e lui lo sape­va: sono sta­to sem­pre sta­to cor­ret­to».

Però poi è pas­sato con Nico­la Zin­garet­ti.

«Dopo tut­ti gli errori che ha fat­to: ma cre­do di aver avu­to un ruo­lo deci­si­vo nel garan­tir­gli la mag­gio­ran­za negli anni del suo gov­er­no, fra due nazareni e una scis­sione».

Quan­do ha rot­to?

lotti e zanda 81cLOTTI E ZANDA 81C

(Sor­riso zan­di­ano). «La lealtà non può com­pren­dere la con­fis­ca del­la lib­ertà di pen­siero».

Mi rac­con­ta un dis­s­apore con Ren­zi?

«Vol­e­va le elezioni a mar­zo del 2017, con­vin­to di stravin­cere». E lei?

«Non sono d’ accor­do con te».  Un altro?

«Ero con­trario alla com­mis­sione sulle banche a ridos­so del voto. Lui l’ ha prete­sa ed è sta­to un mas­sacro».

Luigi ZandaLUIGI ZANDA

Pos­si­bile non ci avesse pen­sato?

«Ren­zi più volte ha sbaglia­to l’ anal­isi polit­i­ca.

»E sul ref­er­en­dum? «È sta­to una grave errore la cam­pagna elet­torale, imposta­ta pop­ulis­ti­ca­mente sul “Tagliamo delle poltrone”».

E poi?

«Subito dopo la scon­fit­ta ha pen­sato che quel 40% fos­sero voti suoi. Per me è sta­to trop­po».

E ora come si sta com­por­tan­do?

«Ha fat­to un altro errore clam­oroso con la scis­sione».

Beh, qui la con­tro­pro­va anco­ra non c’ è.

«Eccome! Pen­sa­va di pren­dere i voti a destra e a sin­is­tra, invece è al palo».

Per­ché?

«L’ Italia è stan­ca di lead­er­ship invaden­ti».

E Zin­garet­ti le va bene?

«Non è cer­ta­mente un tifoso del­la lin­ea dell’ uomo solo al coman­do. È molto inclu­si­vo, un vero uomo di cen­trosin­is­tra. Non è un estrem­ista, non perde mai di vista il posizion­a­men­to politi­co».

Addirit­tura!

«In questo momen­to è prezioso per il Pd».

Non le piace l’ idea di Ren­zi di un gov­er­no isti­tuzionale pre­siedu­to da Mario Draghi e da Mar­ta Cartabia?

(Sospiro. Pausa). «Sug­gerisco di las­cia­r­li in pace».

Esager­a­to.

«So quel che dico. Fran­ca­mente non mer­i­tano di essere tirati den­tro per manovre politiche molto infe­li­ci e assai poco nobili».

Non pen­sa a un altro gov­er­no?

«Solo se cade questo. E in quel caso scom­met­terei sul voto».

Luigi ZandaLUIGI ZANDAaldo moroALDO MORO

È sicuro?

(Sor­riso diag­o­nale). «Cre­do di avere più fiu­to di Mat­teo».

zanda e finocchiaroZANDA E FINOCCHIAROLuigi ZandaLUIGI ZANDAEDOARDO BARALDI - BERSANI E BERLUSCONI - GRILLO - ZANDAEDOARDO BARALDIBERSANI E BERLUSCONIGRILLOZANDA

 

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Coronavirus, possibile svolta in ‘paziente zero’ a Vo’

Coronavirus, possibile svolta in 'paziente zero' a Vo'

Potrebbe esser­ci un col­lega­men­to tra i casi di Coro­n­avirus scop­piati nel bas­so lodi­giano e quel­li in Vene­to. Ques­ta mat­ti­na un agri­coltore 60enne che risiede ad Albet­tone, ha chiam­a­to la far­ma­cia di Vo’ Euga­neo, dove è soli­to fre­quentare alcu­ni locali pub­bli­ci e dove si è reg­is­tra­ta la pri­ma vit­ti­ma del virus, per rac­con­tare che nei giorni scor­si era sta­to in alcu­ni cen­tri del bas­so lodi­giano, tra cui Codog­no, comune con­sid­er­a­to tra quel­li foco­laio del virus in Lom­bar­dia. Ora l’uomo, che man­i­festerebbe sin­to­mi influen­za­li, dopo aver avver­ti­to il sin­da­co di Albet­tone e il 118, è sta­to por­ta­to in osser­vazione in ospedale.

Non sap­pi­amo se si trat­ti del cosid­det­to ‘paziente zero’ di cui anco­ra non si han­no notizie, ma è una pos­si­bile pista da seguire, per questo era gius­to fare una ver­i­fi­ca”, ha det­to all’Adnkronos il sin­da­co di Vo’, Giu­liano Mar­ti­ni.

Intan­to a Vo’ dove da diver­si giorni sono chiusi tut­ti gli eser­cizi com­mer­ciali, eccet­to quel­li di pri­ma neces­sità, come ali­men­ta­ri e far­ma­cie, ques­ta mat­ti­na sono sta­ti qua­si ulti­mati i pri­mi 250 tam­poni alla popo­lazione ese­gui­ti a scopo pre­cauzionale, altret­tan­ti ver­ran­no ese­gui­ti domani.

Sale intan­to a 27 il numero totale dei casi nel­la regione. Si trat­ta di una per­sona anziana di Venezia (cen­tro stori­co) che era già ricov­er­a­ta all’Ospedale Civile e che è sta­ta trova­ta pos­i­ti­va al virus, e di una per­sona del Padovano. Sono per­sone apparte­nen­ti agli stes­si clus­ter già noti (veneziano e padovano). “Abbi­amo 27 con­ta­giati in questo momen­to. Abbi­amo i due clus­ter con­fer­mati, quin­di le due popo­lazioni con­fer­mate di con­ta­giati che sono la popo­lazione del padovano di Vò che sono 20 con­ta­giati e poi gli altri 7 nel veneziano, dei quali ovvi­a­mente 3 in Venezia cit­tà stor­i­ca e gli altri 4 nel­la zona di Mira e Dolo comunque sem­pre nel veneziano”, ha spie­ga­to Luca Zaia, pres­i­dente del­la Regione Veneto.https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2020/02/24/

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AVVISATE SALVINI

MARINE LE PEN: “CONTROLLI ALLE FRONTIERE SE L’EPIDEMIA FINISCE FUORI CONTROLLO IN ITALIA ” — L’ESPONENTE POLITICA DI DESTRA HA ACCUSATO IL GOVERNO FRANCESE DI FARE TROPPO POCO PER CONTENERE IL CORONAVIRUS PERMETTENDO FRA L’ALTRO ANCHE L’ARRIVO DI AEREI DALLA CINA.

Da repubblica.it 

MATTEO SALVINI CON MARINE LE PEN A PARIGIMATTEO SALVINI CON MARINE LE PEN A PARIGI

Oggi o domani potreb­bero essere nec­es­sari con­trol­li alle fron­tiere”, ha det­to nel cor­so del pro­gram­ma Grand Jury di Rtl-Lci-Le Figaro. “Il gov­er­no deve essere in gra­do di preved­er­lo e preferisco che fac­cia di più o trop­po che non abbas­tan­za. Al momen­to non ha fat­to abbas­tan­za vis­to che con­sente i voli dal­la Cina”. Quan­to ai con­trol­li alle fron­tiere, “saran­no nec­es­sari se l’epidemia finisce fuori con­trol­lo in Italia “.

L’esponente polit­i­ca di destra ha accusato il gov­er­no francese di fare trop­po poco per con­tenere il coro­n­avirus, per­me­t­ten­do fra l’altro anche l’arrivo di aerei dal­la Cina.

MATTEO SALVINI E MARINE LE PENMATTEO SALVINI E MARINE LE PEN

In un’intervista al quo­tid­i­ano Le Parisien, il min­istro del­la Salute, Olivi­er Véran, si è det­to “atten­to alla situ­azione in Italia” e ha con­sid­er­a­to “molto prob­a­bile” la pos­si­bil­ità di nuovi casi in Fran­cia, il pri­mo Paese a con­fer­mare un con­ta­gio in Europa e il pri­mo a reg­is­trare un deces­so, un tur­ista cinese ultra­ot­tan­tenne. Per preparar­si ad affrontare l’eventuale epi­demia, la Fran­cia sta aumen­tan­do il “numero di lab­o­ra­tori dotati di test diag­nos­ti­ci per pot­er arrivare a con­durre diverse migli­a­ia di anal­isi al giorno e su tut­to il ter­ri­to­rio, con­tro i 400 di oggi”.

MATTEO SALVINI E MARINE LE PENMATTEO SALVINI E MARINE LE PEN

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TE LA DO IO L’EUROPA: L’AUSTRIA CHIUDE LA FERROVIA DEL BRENNERO PER DUE DONNE (TEDESCHE!)

CON LA FEBBRE SUL TRENO VENEZIA-MONACO DI BAVIERA. SONO RISULTATE NEGATIVE AL COVID-2019, E IL TRENO È ARRIVATO STAMATTINANEL FRATTEMPO LA ROMANIA METTE IN QUARANTENA CHI ARRIVA DA LOMBARDIA E VENETO, LA LE PEN CHIEDE MISURE SIMILI IN FRANCIA (MA MACRON NON PUÒ DARE RAGIONE AI SOVRANISTI

1. CORONAVIRUS: ARRIVATO A MONACO TRENO BLOCCATO AL BRENNERO

 (ANSA) — Il treno bloc­ca­to ieri al Bren­nero per il sospet­to di due casi di coro­n­avirus a bor­do è arriva­to alla stazione cen­trale di Mona­co, dove era diret­to da Venezia. A scatenare l’allarme — in segui­to al quale sono sta­ti bloc­cati due treni Euroc­i­ty al con­fine — due donne tedesche, che ave­vano una forte tosse e i sin­to­mi del­la feb­bre: sot­to­poste al test del coro­n­avirus sono risul­tate però neg­a­tive. L’Austria ha suc­ces­si­va­mente revo­ca­to il bloc­co del­la cir­co­lazione fer­roviaria al con­fine con l’Italia.

TUNNEL BRENNEROTUNNEL BRENNERO 

2. CORONAVIRUS, DUE CASI SOSPETTI SU TRENO: L’AUSTRIA CHIUDE (E POI RIAPRE) LA FERROVIA AL BRENNERO. ROMANIA: QUARANTENA PER CHI ARRIVA DA LOMBARDIA E VENETO

Da www.ilfattoquotidiano.it 

La dif­fu­sione del coro­n­avirus nelle regioni del Nord ha fat­to balzare l’Italia al ter­zo pos­to per numero di con­ta­gi in tut­to il mon­do: a parte la Cina, res­ta dietro solo alla Corea del Sud (602 casi), superan­do il Giap­pone (fer­mo a 135, sec­on­do i dati del­la Johns Hop­kins Uni­ver­si­ty). Il caso Italia allar­ma ora tut­ta Europa e in par­ti­co­lare i Pae­si vici­ni, come Fran­cia e Aus­tria. Un treno prove­niente da Venezia è sta­to bloc­ca­to alla fron­tiera del Bren­nero dalle autorità aus­tri­ache per due casi sospet­ti di coro­n­avirus a bor­do. Vien­na ha deciso di chi­ud­ere il col­lega­men­to fer­roviario con l’Italia attra­ver­so il Bren­nero.

Dopo due ore la lin­ea è sta­ta ripristi­na­ta. In Fran­cia a chiedere con­trol­li alle fron­tiere sono la leader dell’ultradestra Marine Le Pen e il sin­da­co di Men­tone. In ser­a­ta è sta­ta la Roma­nia ad annun­cia­re le prime mis­ure di con­teni­men­to in Europa dispo­nen­do la quar­an­te­na obbli­ga­to­ria per tutte le per­sone in arri­vo dal­la Lom­bar­dia e dal Vene­to o che siano state nelle due regioni ital­iane negli ulti­mi 14 giorni. Il Con­so­la­to Gen­erale degli Sta­ti Uni­ti a Milano ha sospe­so invece gli appun­ta­men­ti e i servizi visti fino al 2 mar­zo.

verona brennero e linee per austriaVERONA BRENNERO E LINEE PER AUSTRIA

L’Eurocity bloc­ca­to al Bren­nero era par­ti­to da Venezia ed era diret­to a Mona­co di Baviera. Sec­on­do quan­to scrivono i media locali, le Fer­rovie del­lo Sta­to han­no infor­ma­to l’Öbb che sul treno c’erano due per­sone con la feb­bre. Si trat­ta di due donne tedesche che sono state fat­te scen­dere a Verona, dove sono già state sot­to­poste alle prime anal­isi. Al momen­to sem­bra esclu­so che pos­sano aver con­trat­to il coro­n­avirus, ma l’Austria ha deciso comunque di non fare entrare l’Eurocity e bloc­car­lo alla fron­tiera. Cir­ca 300 le per­sone ferme in stazione.

In Roma­nia è sta­ta dis­pos­ta la quar­an­te­na obbli­ga­to­ria per tutte le per­sone in arri­vo dal­la Lom­bar­dia e dal Vene­to o che siano sta­ti nelle due regioni ital­iane negli ulti­mi 14 giorni. Lo annun­cia il min­is­tero del­la San­ità in una nota, come ripor­ta l’agenzia rom­e­na Ager­pres. Una don­na rom­e­na è sta­ta ricov­er­a­ta in ospedale a Buzao, per­ché prove­niente dal­la zona in Lom­bar­dia foco­laio del coro­n­avirus. Le effettuer­an­no le anal­isi nel­la mat­ti­na­ta di domani. I passeg­geri all’aeroporto di Bucarest saran­no sot­to­posti ad un ques­tionario e assis­ti­ti da per­son­ale medico. Il diret­tore dell’istituto di malat­tie infet­tive Adri­an Streinu Cer­cel ha spie­ga­to che chi arri­va con un volo civile affron­terà la quar­an­te­na in casa.

coronavirusCORONAVIRUS

Dopo gli oltre 150 con­ta­gi ed i 3 mor­ti reg­is­trati in appe­na 2 giorni, l’Italia è diven­ta­ta insom­ma uno dei prin­ci­pali fron­ti nel­la lot­ta al coro­n­avirus fuori dal­la Cina. L’emergenza ital­iana tro­va ampio spazio nei media stranieri, che in molti casi vi ded­i­cano l’apertura di siti e gior­nali. Oltre con­fine il liv­el­lo di atten­zione si è inevitabil­mente alza­to. A par­tire dal­la Svizzera, dove cir­ca 68mila ital­iani van­no a lavo­rare ogni giorno. “In base alla situ­azione attuale non vi sono lim­i­tazioni all’ingresso“, ha spie­ga­to l’ufficio fed­erale del­la San­ità Pub­bli­ca, che allo stes­so tem­po dichiara di “mon­i­torare atten­ta­mente la situ­azione in Italia”. Ed anche se fino­ra non si reg­is­tra­no con­ta­gi, le autorità elvetiche con­sid­er­a­no la pos­si­bil­ità di una dif­fu­sione anche all’interno del­la con­fed­er­azione.

Pri­ma o poi bisogn­erà con­trol­lare le fron­tiere“, anche con l’Italia “se l’epidemia diven­ta fuori con­trol­lo“, è invece la richi­es­ta di Marine Le Pen al gov­er­no di Pari­gi. In Fran­cia i casi accer­tati sono 12 (e 10 sono guar­i­ti), ma il min­istro del­la San­ità Oliv­er Ver­an ha ammes­so che la situ­azione “è seria e se l’epidemia rag­giunge l’Europa” bisogna essere “pien­amente oper­a­tivi”. Per questo moti­vo quel­lo che suc­cede in Italia è ogget­to di “atten­zione”. Anche il sin­da­co di Men­tone, Jean-Claude Guibal, chiede l’istituzione di un piano san­i­tario di emer­gen­za, una mobil­i­tazione di ospedali e san­i­tari e “il raf­forza­men­to dei con­trol­li san­i­tari alla fron­tiera oltre ai con­trol­li di iden­tità”.

marine le penMARINE LE PEN 

Un’altra stret­ta ver­so l’Italia, invece, è già sta­ta adot­ta­ta da Israele. Le autorità han­no dis­pos­to che chi­unque sia sta­to nel nos­tro Paese, in Aus­tralia, in Cina e altri asi­ati­ci col­pi­ti dal coro­n­avirus nelle ultime due set­ti­mane ed ha avu­to feb­bre sopra i 38 gra­di, tosse, dif­fi­coltà res­pi­ra­to­rie o sin­to­mi analoghi dovrà sot­to­por­si a con­trol­li al rien­tro. Da Brux­elles l’Ue segue l’evolversi del­la situ­azione ed ha promes­so ogni pos­si­bile sosteg­no. Nel frat­tem­po i com­mis­sari per la ges­tione delle crisi e per la salute, Janez Lenar­cic e Stel­la Kyr­i­akides, lavo­ra­no alle mis­ure, anche finanziarie, di con­trasto dell’epidemia.

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L’INCREDIBILE STORIA DELLADRO-EROECHE HA FATTO ARRESTARE IL PEDOFILO

MATT HAHN CONSEGNA LE FOTO CHE INCHIODANO IL MOLESTATORE (“TOGLIETE QUESTO ANIMALE DALLA CIRCOLAZIONE”) ED EVITA L’ERGASTOLO – L’UOMO OGGI NON RUBA PIÙ, SI È SPOSATO E HA TROVATO LAVORO COME ELETTRICISTA, MENTRE IL PEDOFILO DA LUI INCASTRATO È ANCORA IN       CELLA

Michela Fari­na per il Cor­riere del­la Sera 

matt hahnMATT HAHN

Dopo una notte insonne, quel­la mat­ti­na di quindi­ci anni fa Matt Hahn ha fat­to la cosa gius­ta, con­tro il suo inter­esse imme­di­a­to (e sen­za sapere che in realtà si sta­va assi­cu­ran­do il futuro). Ha pre­so la mem­o­ry card ruba­ta, l’ ha mes­sa in un borselli­no rosa (affinché non pas­sasse inosser­va­ta) e l’ ha spedi­ta alla polizia di Los Gatos, con un bigli­et­to anon­i­mo: «Pro­pri­età di Robert Aitken, Wedge­wood Dri­ve: per favore, togli­ete questo ani­male dal­la cir­co­lazione».

Matt ha agi­to d’ impul­so (sen­za offe­sa per gli ani­mali) e per il dis­gus­to, per quel­lo che pos­sono provo­care, anche nel­la tes­ta di un ladro che si muove sul filo dell’ ergas­to­lo, le immag­i­ni di una bam­bi­na di due anni molesta­ta dall’ uomo a cui ha appe­na ruba­to la cas­saforte.

Potrebbe essere un film, una sceneg­giatu­ra alla Elmore Leonard. Una sto­ria di due pic­coli e gran­di «bas­tar­di» ai mar­gi­ni del­la dora­ta Sil­i­con Val­ley. Matt Hahn è un ladro paten­ta­to, con una lun­ga scia di dro­ga e due con­danne alle spalle: per la legge cal­i­for­ni­ana dei tre «strikes», se lo bec­ca­no un’ altra vol­ta rischia di finire den­tro per sem­pre. Sa che, per uno come lui, la cosa migliore è far­si i cavoli pro­pri.

Eppure quel­la dozzi­na di foto non gli dan­no pace. Non può andare dal­la polizia, per­ché dovrebbe spie­gare come le ha trovate: la notte del 28 feb­braio 2005, Matt è entra­to nel­la casa di uno sconosci­u­to uscen­done con poco bot­ti­no: una pis­to­la, doc­u­men­ti con il nome del pro­pri­etario. E la mem­o­ry card, che forse con­tiene qual­cosa di inter­es­sante, utile per un ricat­to. Tor­na a casa, la «pas­sa» al com­put­er.

matt hahnMATT HAHN 

E sco­pra i ver­gog­nosi tro­fei ped­ofili di Robert Rob­bie Aitken, un ven­tiduenne che si riprende men­tre abusa del­la figlia del suo capo (azien­da nel set­tore infor­mati­co) men­tre le fa da babysit­ter (è il suo padri­no di bat­tes­i­mo).

Men­tre il ladro man­da­va il borselli­no alla polizia, il deru­ba­to denun­ci­a­va il fur­to. Ai pri­mi di mar­zo il cer­chio si chi­ude: i detec­tive di Los Gatos man­dano a chia­mare Aitken, gli mostra­no le foto. E lui crol­la. Un mese dopo, è il ladro a cadere nel­la rete dei detec­tive. Viene sor­pre­so a rubare. Gli trovano la refurti­va.

Ter­zo strike , ris­chio ergas­to­lo. Per Matt si mette male. Dod­i­ci nuovi capi d’ imputazione (ma nul­la sul fur­to del­la cas­saforte del ped­ofi­lo). E lui allo­ra si gio­ca forse l’ uni­ca cosa buona (e doc­u­mentabile) che ha fat­to di recente (a parte coin­vol­gere nell’«operazione borselli­no» anche la madre, a cui però ha det­to di aver trova­to la sche­da di memo­ria in un super­me­r­ca­to: «Mam­ma, dai un occhio alla tv se par­lano di un ped­ofi­lo»). Il mal­vivente recidi­vo cala l’ asso con i poliziot­ti: «Sono quel­lo che vi ha fat­to trovare Rob­bie Aitken».

pedofilo palpeggia bimba 5PEDOFILO PALPEGGIA BIMBA

Ma la legge è legge, e non è scon­ta­to intro­durre un ele­men­to di «barat­to» nel­lo schema dei tre strikes . La pri­ma che osa par­larne è Dana Over­street, la mag­is­tra­ta che nel 2006 rap­p­re­sen­ta l’ accusa nel proces­so Aitken (a casa sua sono sta­ti trovati i vesti­ti del­la bam­bi­na, e un centi­naio di foto ille­gali di pedo­pornografia): «Esiste l’ onore tra i ladri — dice la mag­is­tra­ta -.

Per quan­to mi riguar­da, Matt Hahn è un eroe». E un eroe non può andare all’ ergas­to­lo.

Il proces­so al ladro gen­tilu­o­mo non ha avu­to grande segui­to. Un po’ in sor­di­na, Matt è sta­to con­dan­na­to a 14 anni. Ne scon­ta solo sette, nel­lo stes­so carcere in cui è rinchiu­so (in una sezione a parte) Robert Aitken. Matt lo riconosce al di là del vetro, men­tre Aitken non sa nul­la di lui. Il des­ti­no di cias­cuno è lega­to a quel­lo dell’ altro, la dan­nazione e la salvez­za. Matt esce di galera dopo sette anni.

E come ha rac­con­ta­to in questi giorni alla Bbc , cam­bia vita. Anche se ha stu­di­a­to in carcere (i lib­ri glieli por­ta­va la mam­ma del­la bam­bi­na vit­ti­ma di abusi), è rius­ci­to a trovare lavoro come elet­tricista.

pedofilo palpeggia bimba 6PEDOFILO PALPEGGIA BIMBAGli va bene così. Si è sposato, non ruba più. «Nel­la mia nuo­va vita suc­ce­dono cose stra­or­di­nar­ie», ha det­to. Per non par­lare di quel­la vecc

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Il Carnevale è antisemita, sia vietato”, Israele contro i carri di Aalst

Il min­istro degli Esteri di Tel Aviv ne chiede la can­cel­lazione dopo i con­tro­ver­si car­ri del­lo scor­so anno che raf­fig­u­ra­vano ebrei stereoti­pati. Il sin­da­co: “Richi­es­ta spro­porzion­a­ta, non siamo razz­isti”

europa.today.it – Redazione Brux­elles

Lo stori­co carnevale di Aalst, in Bel­gio, che ogni ogni anno si cel­e­bra per tre giorni pri­ma del­la Quares­i­ma e che atti­ra ogni vol­ta fino a 100mila vis­i­ta­tori, dovrebbe essere vieta­to in quan­to anti­semi­ta.

Il tweet del ministro

A chieder­lo è il min­istro degli Esteri israeliano, Israel Katz, che su Twit­ter ha fat­to un appel­lo al Bel­gio affinché “con­dan­ni e vieti” l’evento che definisce “man­i­fes­tazione anti­semi­ta”. Sec­on­do Katz, “il Bel­gio come democrazia occi­den­tale dovrebbe ver­gog­nar­si di con­sen­tire una sim­i­le dimostrazione anti­semi­ta“.

ישראל כ”ץ Israel Katz

@Israel_katz

Bel­gium as a West­ern Democ­ra­cy should be ashamed to allow such a vit­ri­olic anti­se­mit­ic dis­play. I call upon the author­i­ties there to con­demn and ban this hate­ful parade in Aalst.

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469 uten­ti ne stan­no par­lan­do

Le polemiche

Le polemiche con­tro questo carnevale van­no avan­ti dal­lo scor­so anno quan­do sfilò un car­ro con due enor­mi fig­ure di uomi­ni con ampie basette e naso adun­co che indos­sa­vano il tradizionale shtreimel, un cap­pel­lo di pel­lic­cia indos­sato da alcu­ni ebrei orto­dos­si, in pie­di su sac­chi di mon­ete d’oro. Allo­ra la cosa sus­citò grande scal­pore e con­danne a liv­el­lo inter­nazionale che han­no por­ta­to anche alla rin­un­cia, da parte del­la cit­tà, del­la pre­sen­za nel­la lista dei pat­ri­moni cul­tur­ali imma­te­ri­ali dell’umanità dell’Unesco che ave­va dal 2010, antic­i­pan­do in realtà una deci­sione che l’organizzazione sta­va comunque pren­den­do.

No ai carri antisemiti

Oggi Tel Aviv è tor­na­ta alla car­i­ca chieden­do di vietare il carnevale, anche se l’ambasciatore del Paese in Bel­gio, Emmanuel Nahshon, ha smorza­to i toni. “Ciò che chiedi­amo non è asso­lu­ta­mente il divi­eto del carnevale in quan­to tale. Ciò che chiedi­amo è il divi­eto di tut­ti questi car­ri anti­semi­ti che van­no al di là del buon gus­to, che non han­no nul­la a che fare con il sen­so dell’umorismo e che non ono­ra­no una democrazia esem­plare come quel­la del Bel­gio”, ha det­to il diplo­mati­co alla Rtbf.

La difesa del sindaco

Dal can­to suo il sin­da­co del­la cit­tà di è det­to “molto sor­pre­so” dal­la richi­es­ta del min­istro che ha defini­to “spro­porzion­a­ta” e “ingius­ta”. “Sono pas­sati più di 90 anni da quan­do esiste questo carnevale e ora nasce questo prob­le­ma”, ha dichiara­to Christoph D’Haese garan­ten­do: “Aalst non è né una cit­tà razz­ista né una cit­tà anti­semi­ta”.

Fonte: https://europa.today.it/attualita/israele-carnevale-antisemita.html

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Nord chiuso per il coronavirus, Pozzallo porto aperto per i clandestini

Francesco Storace             

È dif­fi­cile capir­lo: il coro­n­avirus è un guaio o no? Gli scapes­trati gov­er­nan­ti ital­iani vogliono aiu­to. E dategli questo aiu­to, ma ci sarà pure il per­me­s­so di chiedere che cosa stan­no com­bi­nan­do. Met­tete­vi nei pan­ni di chi sta ad occhi spalan­cati e orec­chie dritte davan­ti alla tivù. Al nord comu­ni sot­to copri­fuo­co. Al sud sbarchi dall’Africa. A Poz­za­l­lo, Italia.

Il decre­to del gov­er­no Con­te ha sta­bil­i­to che si sbar­ra tut­to in pre­sen­za del mor­bo con gli occhi a man­dor­la. Scor­diamo­ci uffi­ci pub­bli­ci, tur­is­mo, negozi, bar, super­me­r­cati, com­mer­cio, sta­di, chiese, sagre, scuole e musei. E, qua­si per punizione, niente gite sco­las­tiche. Per car­ità, se queste sono le mis­ure, ci met­ti­amo sug­li atten­ti ovvi­a­mente sen­za res­pi­rare e obbe­di­amo.

Centinaia di clandestini sbarcano a Pozzallo

Ma pos­si­amo chiedere come si con­cil­ia tut­to questo con oltre due­cen­to clan­des­ti­ni che sbar­cano a Poz­za­l­lo dal­la soli­ta Ocean Viking? Vis­to che le Ong le conoscete  bene e le coc­co­late, non è che potete chiedere loro – così per corte­sia – di por­tarseli altrove per­ché tut­to questo sa di orri­bile pre­sa per i fondel­li?

La gente dei comu­ni col­pi­ti non può muover­si da casa sua e noi ci pren­di­amo chissà chi? Cer­to, il sin­da­co di Poz­za­l­lo – altro Nobel per la med­i­c­i­na – ci ras­si­cu­ra che non c’è Coro­n­avirus, ave­va i tam­poni  nell’armadietto del comune. Chi ci garan­tisce da chi arri­va in ter­ra nos­tra?

Stare uni­ti”, dice il gov­er­no. Ma cer­to, si sa che non bisogna divider­si, ma evitare imp­rese del genere è un dovere per lo Sta­to se non vuole far crescere anco­ra di più la pau­ra. L’Africa non è più sicu­ra di Codog­no e non vogliamo cor­rere altri rischi. La Ocean Viking è sta­ta ispezion­a­ta per essere boni­fi­ca­ta: è nor­male tut­to questo, con i sol­di nos­tri?

Coro­n­avirus, Con­te si non mi risponde». La repli­ca: «Non finirà a 

Mandateci Orfini, Delrio e la Boldrini

Sen­nò dob­bi­amo pen­sare che l’emergenza riguar­da tut­ti tranne clan­des­ti­ni sen­za nome. Mag­a­ri a Poz­za­l­lo man­date­ci Orfi­ni, Del­rio, la Boldri­ni, li abbrac­ci­no loro i migranti e stare­mo tut­ti più tran­quil­li. Invece sta­vol­ta gli onorevoli se ne stan­no a caset­ta loro.

In giro si dice che Mal­ta ha chiu­so il por­to ai migranti per tim­o­re del virus. Il min­istro degli Esteri ne sa qual­cosa? E quel­la dell’Interno?

Alla fine ci toc­cherà sper­are che non arriv­i­no altri clan­des­ti­ni solo per­ché saran­no loro ad aver pau­ra di infet­tar­si con il coro­n­avirus “ital­iano”. Ormai, ci man­ca solo questo.

L’unica cosa che può las­cia­r­ci tran­quil­li è che il gov­er­na­tore Musume­ci e l’assessore alla san­ità Raz­za seguono pas­so pas­so la vicen­da per evitare che qualche clan­des­ti­no sfug­ga alla quar­an­te­na negli hotspot allesti­ti. Ma guai a cari­care – pro­prio in questo momen­to – un’altra emer­gen­za sul­la Sicil­ia.

Tut­to questo con­trasto – blin­datu­ra lassù, por­ti spalan­cati lag­giù – lo vedi­amo solo noi oppure è reale? Davvero siamo nelle con­dizioni di pros­eguire una polit­i­ca di accoglien­za men­tre la gente ha pau­ra di quel che potrà accadere? Il bel­lo è che dicono che non bisogna cadere nel pan­i­co: lo abbi­amo ascolta­to anche ieri da una per­sona soli­ta­mente luci­da come Luciano Fontana, diret­tore del Cor­riere del­la Sera. Ci chiedi­amo il per­ché di ben quindi­ci pagine del suo quo­tid­i­ano ded­i­cate al coro­n­avirus. Non è allarmis­mo?

E mag­a­ri su Poz­za­l­lo un arti­co­lo nelle pagine interne. No, non ci siamo. Si’, dob­bi­amo stare uni­ti ma spieghi­amo­ci per­ché dob­bi­amo pure applaudire alle piroette di gov­er­no. Pazz­ie.

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