Ecco perché tanti italiani si auto convincono di avere un’allergia alimentare

allergia alimentare

Un ital­iano su cinque è con­vin­to di avere un’allergia ali­menta­re – di Nadia Vitali – Ma ad essere real­mente aller­gi­co è soltan­to il 4,5% del­la popo­lazione: di chi è la respon­s­abil­ità?

C’è un grosso “equiv­o­co” rel­a­ti­vo alle allergie e alle intoller­anze ali­men­ta­ri sul quale la Fed­er­azione Nazionale degli Ordi­ni dei Medici Chirurghi e degli Odon­toia­tri (FNOM­CeO) ha deciso di inter­venire, sti­lan­do un doc­u­men­to con­di­vi­so con l’obiettivo di fare chiarez­za sul­la mate­ria.

Assieme alle  prin­ci­pali soci­età sci­en­ti­fiche di Aller­golo­gia e Immunolo­gia Clin­i­ca (Siaa­ic, Aaito e Siaip), la FNOM­CeO ha pre­sen­ta­to il doc­u­men­to nell’ambito di un con­veg­no tenu­tosi a Milano.

Allergie per­cepite e allergie reali. Nel vol­gere di pochissi­mi anni ci siamo scop­er­ti un po’ tut­ti (o qua­si) intoller­an­ti: quin­di o abbi­amo a che fare con un fenom­e­no sot­to­pos­to ad un aumen­to espo­nen­ziale o, piut­tosto, la sen­si­bil­ità nei con­fron­ti del prob­le­ma deve aver subito delle alter­azioni, agevolate anche dal­la osses­si­va atten­zione nei con­fron­ti del cibo (che non c’è neanche bisog­no di spie­gare in quali fenomeni di mas­sa si è tradot­ta) tipi­ca del­la nos­tra soci­età.

Il 20% degli italiani sostiene di avere allergia alimentare

Già da diver­si si reg­is­tra una vis­tosa dif­feren­za tra la percezione dell’allergia ali­menta­re da parte del­la popo­lazione e l’incidenza reale del fenom­e­no: sostanzial­mente cir­ca il 20% degli ital­iani sostiene di avere un’allergia ali­menta­re a fronte di una prevalen­za che si aggi­ra attorno al 4,5% nel­la popo­lazione adul­ta e del 10% in quel­la infan­tile.

Il doc­u­men­to nasce così dall’intento di fare chiarez­za e di «scar­dinare un mec­ca­n­is­mo di infor­mazione erra­to che pro­pone fal­si miti», spie­ga Mar­co Cam­i­nati del­la Soci­età ital­iana di Aller­golo­gia, Asmae Immunolo­gia clin­i­ca nell’arti­co­lo dif­fu­so dal­la fed­er­azione.

Cosa è diven­ta­ta oggi l’intolleranza. La con­fu­sione, infat­ti, è pre­sente non soltan­to nel­la popo­lazione gen­erale ma anche nel­la stes­sa classe med­ica, dice Beat­rice Bilò dell’Associazione Aller­golo­gi Immunolo­gi Ter­ri­to­ri­ali e Ospedalieri: una con­fu­sione glob­ale, che va dall’uso impro­prio dei ter­mi­ni all’approccio diag­nos­ti­co scor­ret­to, fino alla ges­tione prat­i­ca super­fi­ciale.

L’allergia ali­menta­re è dovu­ta ad una reazione immuno­log­i­ca medi­a­ta dagli anti­cor­pi di tipo IgE e si man­i­fes­ta con sin­to­mi ben pre­cisi che van­no dalle bolle di orti­caria, dif­fi­coltà res­pi­ra­to­ria, dis­tur­bi gas­tro-intesti­nali, abbas­sa­men­to del­la pres­sione, fino allo shock anafi­lat­ti­co vero e pro­prio con perdi­ta di coscien­za. Le intoller­anze ali­men­ta­ri provo­cano a volte sin­to­mi sim­ili a quel­li delle allergie (di tipo gas­troin­testi­nale), ma non sono dovute ad una reazione del

tema immu­ni­tario, ben­sì a mec­ca­n­is­mi diver­si come ad esem­pio deficit di speci­fi­ci enz­i­mi (intoller­an­za al lat­to­sio). – M. Beat­rice Bilò

Sintomi

Un’abitudine fin trop­po fre­quente, invece, è quel­la che di recente vede includ­ere nel ter­mine “intoller­an­za” i sin­to­mi più dis­parati che un paziente può lamentare, dal vom­i­to ai dolori gas­tri­ci e addom­i­nali, dal­la dif­fi­coltà a dima­grire fino alla vera e pro­pria avver­sione psi­co­log­i­ca nei con­fron­ti del cibo. Insom­ma, l’intolleranza ha vis­to ormai il pro­prio cam­po seman­ti­co esten­der­si a dis­misura, in maniera decisa­mente inap­pro­pri­a­ta.

Diete “fai da te”. Ques­ta man­can­za di accu­ratez­za nel­la diag­nosi e, quin­di, nel trat­ta­men­to può essere un ris­chio, qualo­ra i sin­to­mi siano spia di altri prob­le­mi o nel caso in cui si opti per una dieta “fai da te” che pun­ti all’eliminazione rad­i­cale dell’alimento giu­di­ca­to colpev­ole sul­la base di una ipersen­si­bil­ità auto-diag­nos­ti­ca­ta (un fenom­e­no sem­pre più ricor­rente e che, rel­a­ti­va­mente al caso del glu­tine, è sta­to ben illus­tra­to in questo arti­co­lo di VICE).

La dis­in­for­mazione è a questo propos­i­to molto dan­nosa. L’utilizzo indis­crim­i­na­to di metodiche diag­nos­tiche per le quali non esiste una com­pro­va­ta valid­ità sci­en­tifi­ca, come auto­di­ag­nosi da parte del paziente o anche di medici non esper­ti del set­tore, può portare non solo ad un dan­no eco­nom­i­co cospic­uo per gli stes­si pazi­en­ti ma anche a gravi riper­cus­sioni sul­la loro salute. Ho avu­to bam­bi­ni che, sul­la base dell’esito di alcu­ni test di intoller­an­za, sono sta­ti sot­to­posti a diete ristrette che han­no causato loro sig­ni­fica­tivi deficit nutrizion­ali ed ado­les­cen­ti, soprat­tut­to gio­vani donne, nelle quali l’ipotetica intoller­an­za ali­menta­re con con­seguente dieta ristret­ta ha sla­ten­tiz­za­to dis­tur­bi molto seri del com­por­ta­men­to. A questo può aggiunger­si infine il ris­chio di un ritar­do diag­nos­ti­co di patolo­gie più gravi per­ché erronea­mente con­sid­er­ate “intoller­anze ali­men­ta­ri”.

Il problema dei test

Tra i prin­ci­pali respon­s­abili di ques­ta situ­azione c’è, sen­za dub­bio, una cres­cente offer­ta di metodolo­gie diag­nos­tiche non sci­en­tifi­ca­mente cor­rette, già sot­to­poste a val­u­tazione clin­i­ca attra­ver­so diver­si stu­di che ne han­no ril­e­va­to la non valid­ità.

Negli ulti­mi anni, infat­ti, si è dif­fu­so il ricor­so, da parte di molti pazi­en­ti, a test “alter­na­tivi” che si pro­por­reb­bero di iden­ti­fi­care, attra­ver­so metodiche diverse da quelle sci­en­ti­fiche tradizion­ali, allergie ed “intoller­anze” ali­men­ta­ri; test che – man­co a dir­lo – pos­sono essere anche piut­tosto cos­tosi. Alcu­ni esem­pi: test del capel­lo, test del­la forza mus­co­lare, Vega test, test cito­to­ssi­co, bior­iso­nan­za, pulse test, solo per citare i più dif­fusi.

Le pro­ce­dure in ques­tione era­no già state seg­nalate una deci­na d’anni fa in un doc­u­men­to dell’AAITO come inaf­fid­abili ma evi­den­te­mente questo non ha pos­to un argine al prob­le­ma, tutt’altro. Da qui la neces­sità di inter­venire ulte­ri­or­mente, col­lab­o­ran­do con la FNOM­CeO.

Le allergie ali­men­ta­ri sono real­mente in aumen­to? Al pari delle altre malat­tie aller­giche, anche quelle ali­men­ta­ri sono aumen­tate negli ulti­mi decen­ni, in effet­ti: ma a questo dato si è accom­pa­g­na­ta anche la cresci­ta di una sor­ta di tim­o­re di mas­sa di esserne affet­ti trop­po spes­so infonda­to.

Molte per­sone, sul­la base di infor­mazioni “per sen­ti­to dire” o “lette da inter­net”, attribuis­cono i sin­to­mi più diver­si «ad improb­a­bili allergie ed intoller­anze ali­men­ta­ri e in questo ven­gono talo­ra assec­on­date da medici poco preparati sull’argomento o peg­gio talo­ra in mala fede, dato che imp­ie­gano test diag­nos­ti­ci non val­i­dati, o fre­quente­mente già dichiarata­mente riconosciu­ti inef­fi­caci, e non ulti­mo spes­so cos­tosi» ha spie­ga­to Mau­ro Cal­vani del­la Soci­età Ital­iana di Aller­golo­gia e Immunolo­gia Pedi­atri­ca.

Il doc­u­men­to sarà invi­a­to a tut­ti i medici ital­iani e pub­bli­ciz­za­to attra­ver­so con­veg­ni con lo scopo di sgom­brare defin­i­ti­va­mente il cam­po dall’equivoco il più pos­si­bile. Fonte: fanpage.it 

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Ufficiale: l’obbligo ha fatto diminuire la fiducia nella sicurezza dei vaccini

Il medico e ricer­ca­tore Pao­lo Bellavite ha ripor­ta­to sul suo pro­fi­lo Face­book un post in cui anal­iz­za i nuovi risul­tati dei sondag­gi con­dot­ti per la Com­mis­sione Euro­pea.

Vac­ci­ni: la sor­pre­sa dell’Eurobarometro e il voto europeo. L’Eurobarometro è una serie di sondag­gi di opin­ione pub­bli­ca con­dot­ti rego­lar­mente per con­to del­la Commis­sione Euro­pea. I sondag­gi affrontano ques­tioni d’attualità rel­a­tive all’Unione in tut­ti i suoi Sta­ti mem­bri.

Il dr. Alber­to Donzel­li, del Con­siglio diret­ti­vo e Comi­ta­to sci­en­tifi­co Fon­dazione Allineare San­ità e Salute, ha pre­sen­ta­to dei clam­orosi risul­tati in un con­veg­no tenu­tosi pochi giorni fa. Cito qui alcune sue rif­les­sioni dal­la relazione con un com­men­to finale.

Ques­ta indagine (Spe­cial Euro­barom­e­ter 488 Report – ec.europa.eu) è sta­ta real­iz­za­ta nel mar­zo 2019, con metodolo­gia stan­dard­iz­za­ta (inter­viste dirette a domi­cilio), su un cam­pi­one rap­p­re­sen­ta­ti­vo del­la popo­lazione dei 28 Sta­ti mem­bri.

Alcune domande dell’Eurobarometro

Alla doman­da «SE CERCHI INFORMAZIONI SULLE VACCINAZIONI QUALE DELLE SEGUENTI FONTI CONSULTI?» le risposte indi­cano che in Italia solo il 5% con­sul­ta (anche) i social e il 10% altri siti inter­net (meno che in Europa, dove la media è il 14%). L’indagine non con­fer­ma la con­vinzione che inter­net e i social siano fonti molto impor­tan­ti.

In Italia e in Europa, i san­i­tari (61%) e le Autorità san­i­tarie (21%) sono fonti molto più impor­tan­ti!

Ma ecco la sor­pre­sa: alla doman­da «I VACCINI POSSONO SPESSO PRODURRE EFFETTI AVVERSI GRAVI

La mag­gio­ran­za rel­a­ti­va del­la popo­lazione Euro­pea, ben il 48%, pen­sa sia vero (46%, cioè appe­na meno, in Italia).

In Fran­cia, altro paese occi­den­tale che ha Introdot­to l’obbligo, lo ritiene vero il 60%, e il 54% in UK: in entram­bi i casi è la mag­gio­ran­za asso­lu­ta! Ma ques­ta con­vinzione non deri­va da inter­net, né tan­to meno dai social!

Rispet­to al Rap­por­to EU mag­gio-giug­no 2018, in cui la sfidu­cia nel­la sicurez­za dei vac­ci­ni riguar­da­va solo una pic­co­la mino­ran­za del­la popo­lazione, il crol­lo di fidu­cia nel­la sicurez­za dei vac­ci­ni è sta­to enorme! (trend sim­i­le in Europa).

Donzel­li si chiede: “È FORSE UN RISULTATO DELLA SVOLTA AUTORITARIA, CHE HA AUMENTATO L’ADESIONE (COATTA) DI QUALCHE PUNTO %, MA HA ANCHE GENERATO TUTTA QUESTA DIFFIDENZA?!?”

Inutile che vi dica quel che pen­so, dopo aver scrit­to un intero libro espo­nen­do innu­merevoli ragioni con­tro l’obbligo vac­ci­nale.

Le conseguenze negative dell’obbligo vaccinale

La con­clu­sione che l’obbligo vac­ci­nale sia sta­to una mossa azzar­da­ta e fori­era di neg­a­tive con­seguen­ze è in lin­ea con quan­to scrive­va in un Edi­to­ri­ale la riv­ista Nature (Nature 553, 249–250, 17 gen­naio 2018) in propos­i­to:

Ritrarre l’esitazione del­la soci­età sul­la vac­ci­nazione come una sem­plice battaglia tra grup­pi anti-vac­ci­no e popo­lazioni igno­ran­ti da una parte, e la ragione sci­en­tifi­ca e la salute pub­bli­ca dall’altra – come ha fat­to il gov­er­no francese – pro­muove una polem­i­ca impro­dut­ti­va e ster­ile, e una sem­pli­fi­cazione che oscu­ra ques­tioni com­p­lesse, come le moltepli­ci cause di “esi­tazione dei vac­ci­ni” nelle popo­lazioni, e il ruo­lo fon­da­men­tale di costru­ire la fidu­cia nelle isti­tuzioni san­i­tarie e nelle infor­mazioni dif­fuse da parte del gov­er­no e degli scien­ziati.  

Il fat­to che la cop­er­tu­ra vac­ci­nale in Fran­cia sia attorno all’80% e infe­ri­ore alle attese ha indub­bi­a­mente con­tribuito a una leg­gera recrude­scen­za del mor­bil­lo nel paese, con alcune dozzine o poche centi­na­ia di casi all’anno e in par­ti­co­lare a un’epidemia di diverse migli­a­ia di casi nel 2010 e 2011.

Ma la reazione del gov­er­no francese di ren­dere obbli­ga­tori i vac­ci­ni per l’infanzia è sem­plicis­ti­ca, e rin­nega la mag­giore respon­s­abil­ità dell’amministrazione di lavo­rare pazien­te­mente di pari pas­so con gli oper­a­tori san­i­tari e il pub­bli­co per miglio­rare quel­lo che è già con­sid­er­abile un alto con­sumo di vac­ci­ni.

Diver­si stu­di dimostra­no che sem­pli­ci promemo­ria inviati alle famiglie pos­sono avere un grande impat­to sul­la con­for­mità ai pro­gram­mi vac­ci­nali e la cop­er­tu­ra. Lo stes­so vale per i sis­te­mi infor­ma­tivi nazion­ali di vac­ci­nazione elet­tron­i­ca per mon­i­torare le vac­ci­nazioni, un set­tore in cui res­ta anco­ra molto da fare.”

La miglior soluzione: la libera scelta

Così con­clude­va Nature: “In un paese dove “lib­erté” è uno dei tre pilas­tri del mot­to nazionale, la legge del­la mano pesante potrebbe fare qual­cosa che nes­suno vuole immag­inare: ali­menta­re ulte­ri­or­mente la resisten­za ai vac­ci­ni, anche a quel­li sal­vavi­ta.

Ren­dere obbli­ga­tori i vac­ci­ni dovrebbe essere al mas­si­mo un rip­iego. L’unica polit­i­ca sosteni­bile è che il gov­er­no si adoperi per pre­sentare al pub­bli­co un forte mes­sag­gio sui ben­efi­ci delle vac­ci­nazioni e uti­liz­zare meglio le prove disponi­bili per attuare strate­gie più con­vin­cen­ti, che pos­sano aumentare i tas­si di cop­er­tu­ra, già rispet­ta­bili per la mag­gior parte delle malat­tie, a quei vac­ci­ni che sono in ritar­do.”

Vac­ci­ni SE, Obb­lighi NO. Ricor­diamo­ce­lo anche domeni­ca: cias­cuno può fare qual­cosa anche dal­la cab­i­na elet­torale (e chieden­do a ami­ci e par­en­ti di fare lo stes­so) per spaz­zar via la ingius­ta, inutile e con­tro­pro­du­cente legge 119/Lorenzin dal­la nor­ma­ti­va ital­iana.

Al di là di legit­time dif­feren­ze di opin­ione sui due par­ti­ti che si bec­ca­no come due gal­li nel pol­laio, è suf­fi­ciente non votare i par­ti­ti che tale legge approvarono.

Forse così diamo una mano anche ai cug­i­ni france­si ed evi­ti­amo che con lo spau­rac­chio del mor­billi­no ci caschi­no anche i tedeschi. Fonte: Pao­lo Bellavite

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Riforma delle pensioni: per chi conviene votare alle Europee?

Europee 2019: nei programmi non si parla di pensioni, ma dal risultato di oggi potrebbe comunque dipendere il futuro del sistema previdenziale.  Riforma delle pensioni: per chi conviene votare alle Europee?

Le Europee 2019 potreb­bero avere dei ris­volti anche sul­la futu­ra rifor­ma delle pen­sioni.

Oggi è il giorno in cui si vota per il rin­no­vo del par­la­men­to europeo, con gli ital­iani che devono votare per eleg­gere i pro­pri rap­p­re­sen­tan­ti.

Anche se nei pro­gram­mi delle elezioni europee si par­la poco o nul­la di pen­sioni, è bene sapere che da queste elezioni potrebbe dipen­dere il futuro del­la prossi­ma rifor­ma prev­i­den­ziale.

Questo per­ché fino ad oggi la rap­p­re­sen­tan­za ital­iana nel par­la­men­to europeo è sta­ta forte­mente europeista, vista la numerosa pre­sen­za di eurodep­u­tati del Par­ti­to Demo­c­ra­ti­co e Forza Italia, ma dopo il risul­ta­to delle elezioni di oggi ci potrebbe essere una forte ten­den­za rifor­ma­trice; vedremo suc­ces­si­va­mente quali ris­volti potrebbe avere ciò.

Non bisogna dimen­ti­care poi che le europee 2019 potrebbe avere dei ris­volti politi­ci, con il Gov­er­no Lega-Movi­men­to 5 Stelle che potrebbe anche scioglier­si.

Ovvi­a­mente in questo arti­co­lo non vi andremo a dare indi­cazioni su chi votare alle elezioni; ci lim­iter­e­mo a darvi infor­mazioni su cosa potrebbe cam­biare sul piano pen­sioni, così che potrete decidere lib­era­mente a chi dare il vostro voto.

Quale politica europea per le pensioni?

Come antic­i­pa­to, in cam­pagna elet­torale nes­sun pro­gram­ma speci­fi­copar­la di pen­sioni, tema invece cen­trale alle elezioni politiche del mar­zo 2018. Il moti­vo è sem­plice: non esiste un sis­tema pen­sion­is­ti­co uni­co europeo e non sem­bra­no esser­ci i pre­sup­posti per intro­dur­lo nel medio peri­o­do.

D’altronde nep­pure in Italia esiste un sis­tema pen­sion­is­ti­co uni­co, vis­to che ci sono alcune cat­e­gorie pro­fes­sion­ali per cui vigono regole dif­fer­en­tirispet­to a quelle gen­er­ali.

In Europa ci sono tre pun­ti fer­mi ai quali devono atten­er­si i sin­goli Sta­ti quan­do approvano una rifor­ma delle pen­sioni che mod­i­fi­ca il pro­prio asset­to prev­i­den­ziale:

  • sosteni­bil­ità: capac­ità del sis­tema pen­sion­is­ti­co di pagare le ren­dite;
  • adeguatez­za: capac­ità delle ren­dite pen­sion­is­tiche di assi­cu­rare una vita lib­era dal bisog­no eco­nom­i­co;
  • risparmio prev­i­den­ziale: per assi­cu­rare sia l’adeguatezza che la sosteni­bil­ità.

Per garan­tire sia l’adeguatezza che la sosteni­bil­ità delle pen­sioni di oggi — ma soprat­tut­to di quelle di domani — negli ulti­mi anni tutte le riforme in mate­ria prev­i­den­ziali appli­cate dai Gov­erni nazion­ali han­no vis­to un allunga­men­to dell’età pen­sion­abile, la quale viene lega­ta alle aspet­ta­tive di vita. Così è sta­to per l’Italia con la rifor­ma Fornero del 2011, approva­ta per rien­trare nelle linee gui­da det­tate dall’Europa.

Pensioni: sostenibilità o tendenza riformatrice?

Da quel­la data sono state approvate diverse riforme che han­no reso più flessibile l’uscita dal lavoro, come l’introduzione dell’anticipo pen­sion­is­ti­co (Ape) del Gov­er­no di Cen­trosin­is­tra, o di Quo­ta 100 del Gov­er­no Lega-Movi­men­to 5 Stelle, tut­tavia non è sta­to pos­si­bile, pro­prio per il rispet­to dei sud­det­ti prin­cipi.

Ebbene, se da una parte la con­fer­ma di forze politiche ten­den­zial­mente europeiste andrebbe a raf­forzare ques­ta lin­ea pro­gram­mat­i­ca, che rende sì più dif­fi­cile andare in pen­sione ma assi­cu­ra una sosteni­bil­ità all’intero sis­tema prev­i­den­ziale, dall’altra una vit­to­ria di forze politiche più rifor­ma­tri­ci potrebbe avere delle con­seguen­ze in tal sen­so.

Nel det­taglio, queste vor­reb­bero ridare ai sin­goli Sta­ti più lib­ertà di deci­sione, con la pos­si­bil­ità anche di derog­a­re ai vin­coli di bilan­cio det­tati dall’Unione Euro­pea; in questo modo per chi va in pen­sione oggi ci sareb­bero dei van­tag­gi, vista l’intenzione è di abbas­sare l’età pen­sion­abile, ma c’è chi ritiene che questo potrebbe met­tere a serio ris­chio le pen­sioni di domani vis­to che un aumen­to del­la spe­sa prev­i­den­ziale potrebbe non essere sosteni­bile in futuro.

La scelta quin­di sem­bra essere tra aus­ter­i­ty — ma sosteni­bil­ità — e rifor­ma — ma rischi per il futuro; sta a voi decidere in base a quelle che sono le vostre idee (a tal propos­i­to potete parte­ci­pare al quiz che vi dice qual è il vostro pro­fi­lo ide­ale).

Riforma pensioni: scontro su Quota 100

Basti pen­sare che ci sono forze politiche che in Italia pun­tano il dito con­tro Quo­ta 100, una misura esalta­ta dal Gov­er­no il quale ritiene che in questo modo è sta­ta data la pos­si­bil­ità a molti ital­iani di antic­i­pare l’accesso alla pen­sione.

Se da una parte Lega e Movi­men­to 5 Stelle inten­dono con­tin­uare su ques­ta stra­da rifor­ma­trice, arrivan­do persi­no ad esten­dere a tut­ti i lavo­ra­tori la pos­si­bil­ità di andare in pen­sione indipen­den­te­mente dall’età una vol­ta rag­giun­ti i 41 anni di con­tribu­ti, dall’altra c’è chi ritiene che i provved­i­men­ti adot­tati sono dan­nosi per il Paese vis­to che non sono sosteni­bili nel medio peri­o­do; è il caso ad esem­pio del Par­ti­to Demo­c­ra­ti­co che — come dichiara­to da Cal­en­da qualche set­ti­mana fa — ritiene che “Quo­ta 100 vada can­cel­la­ta imme­di­ata­mente”, vis­to che si trat­ta di un “provved­i­men­to che ha un deb­ito implic­i­to supe­ri­ore ai 30 mil­iar­di di euro che non ci pos­si­amo per­me­t­tere, sen­za con­tare che per­me­tte di man­dare in pen­sione pochissi­ma gente rispet­to a quel che cos­ta”. SIMONE MICOCCI

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Iran, arrestate 30 persone durante una lezione di yoga. «Gli sport misti sono vietati»

Iran, arrestate 30 persone durante una lezione di yoga. «Gli sport misti sono vietati»Le autorità ira­ni­ane han­no arresta­to cir­ca trenta per­sone durante una lezione pri­va­ta di yoga nel­la cit­tà nor­dori­en­tale di Gor­gan, dopo essere state infor­mate da un annun­cio su Insta­gram. Un fun­zionario del dipar­ti­men­to di gius­tizia locale ha det­to che uomi­ni e donne sono sta­ti arresta­ti men­tre prat­i­ca­vano yoga in una casa pri­va­ta. Lo ripor­ta l’Indipen­dent.

Mas­soud Soleimani, vice capo del­la Corte per la riv­o­luzione islam­i­ca del­la cit­tà, ha det­to all’agenzia che gli arresta­ti indos­sa­vano «abiti inap­pro­priati» e si era­no «com­por­tati in modo inap­pro­pri­a­to». Ha aggiun­to che l’istruttore non ave­va una licen­za per la classe e che le forze di sicurez­za ave­vano mon­i­tora­to la casa per un po’ di tem­po pri­ma di effet­tuare gli arresti.  Gli sport misti di genere sono vietati in Iran dalle autorità islamiche. Sebbene la prat­i­ca del­lo yoga non sia uffi­cial­mente proibi­ta in Iran, l’insegnamento a liv­el­lo pro­fes­sion­ale lo è. Gli estrem­isti reli­giosi spes­so crit­i­cano l’influenza cor­rut­trice del­lo yoga. Nonos­tante le restrizioni, un cer­to numero di scuole di yoga nel paese pub­bli­ciz­zano pub­bli­ca­mente i pro­pri servizi online e il pas­satem­po è diven­ta­to sem­pre più popo­lare negli ulti­mi anni.

Sec­on­do l’Iran’s Yoga Asso­ci­a­tion, nel 2014 il paese ave­va cir­ca 200 cen­tri yoga. Soleimani ha det­to che l’istruttore di yoga ave­va pub­bli­ca­to la pub­blic­ità del­la sua lezione su Insta­gram e che sec­on­do quan­to rifer­i­to avrebbe crit­i­ca­to la «man­can­za di sorveg­lian­za delle attiv­ità». Gli arresti arrivano appe­na il giorno dopo che i social media di tre emi­nen­ti musicisti di stra­da ira­ni­ani sono sta­ti appar­ente­mente seques­trati dalle autorità del paese per aver pub­bli­ca­to «con­tenu­ti crim­i­nali».     https://www.leggo.it/esteri/news/iran_arrestate_30_persone_durante_lezione_di_yoga_sport_misti_vietati-4515147.html

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Daniele De Rossi, l’ultima partita con la Roma: la lettera d’amore ai tifosi

L’ultima let­tera. Daniele De Rossi, alla vig­ilia del­la sua ulti­ma par­ti­ta con la maglia del­la Roma, ha scrit­to una let­tera ai tifosi del­la Roma, appe­na pub­bli­ca­ta dal sito del­la soci­età Gial­lorossa. Una let­tera con cui ringrazia tut­ta la Roma che ha conosci­u­to, com­pre­so il pres­i­dente Pal­lot­ta, ogget­to del malu­more di qualche tifoso negli ulti­mi giorni.   So’ felice!
Per­ché sei felice?
C’ho la magli­et­ta del­la Roma
Ma non è che è fal­sa?
Ma no, il numero l’ha cuci­to mia zia…
E se te dico che la indosserai più di sei­cen­to volte?
A me ne basterebbe una di par­ti­ta.

Riguardan­do ques­ta foto, che ormai conoscete tut­ti, mi ren­do con­to di quan­to io sia sta­to for­tu­na­to, una for­tu­na mai data per scon­ta­ta e per la quale non sarò mai abbas­tan­za gra­to.
È sta­to un viag­gio lun­go, inten­so, sem­pre accom­pa­g­na­to dall’amore per ques­ta squadra.

Ques­ta grat­i­tu­dine non voglio las­cia­r­la sospe­sa per aria, per­ché, men­tre scri­vo la paro­la gra­zie, non mi pas­sano per la tes­ta dei con­cetti astrat­ti, ma dei ricor­di e delle sen­sazioni, delle fac­ce e delle voci.

Per­me­t­tete­mi di ringraziare tut­ta la Roma che ho conosci­u­to:

la famiglia Sen­si, il pres­i­dente Pal­lot­ta.

Tutte le donne e gli uomi­ni che han­no lavo­ra­to e lavo­ra­no a Trigo­ria.

Gli allena­tori che mi han­no guida­to, ognuno mi ha inseg­na­to qual­cosa di impor­tante, nes­suno esclu­so.

Gli staff medici che si sono pre­si cura di me; Dami­ano, sen­za il quale le mie pre­sen­ze con ques­ta maglia sareb­bero state sicu­ra­mente meno.

I miei com­pag­ni, la parte più inti­ma del mio lavoro: sono la mia famiglia. La quo­tid­i­an­ità del­lo spoglia­toio di Trigo­ria sarà quel­la che mi mancherà di più.

Bruno, che ha vis­to in me qual­cosa di spe­ciale e mi ha por­ta­to in questo fan­tas­ti­co set­tore gio­vanile. È lì che, una mat­ti­na di agos­to, ho incon­tra­to Simone e Man­cio, che mi sono rimasti accan­to fino­ra e rester­an­no per tut­ta la vita.

Gra­zie a Davide, anche lui accan­to a me per tut­ta la vita.

Gra­zie a Francesco. La fas­cia che ho indos­sato l’ho rice­vu­ta dalle mani di un fratel­lo, di un grande cap­i­tano e del cal­ci­a­tore più stra­or­di­nario al quale io abbia mai vis­to indos­sare ques­ta maglia. Non capi­ta a tut­ti di gio­care 16 anni accan­to al pro­prio ido­lo. Ricon­seg­no ques­ta fas­cia, con rispet­to, ad Alessan­dro. Un altro fratel­lo che sono sicuro ne sia altret­tan­to deg­no.

Gra­zie a papà e mam­ma per aver­mi cresci­u­to trasmet­ten­do­mi due val­ori che sono ogni giorno con me: non fare agli altri ciò che non vor­resti fos­se fat­to a te stes­so e dai una mano a chi è in dif­fi­coltà.

Gra­zie a Ostia, alla sua gente e al suo mare, che mi han­no svez­za­to da bam­bi­no, accom­pa­g­na­to da ado­les­cente e riac­colto da adul­to.

Gra­zie anche a chi mi ha sop­por­ta­to e sup­por­t­a­to tra le mura di casa: sen­za Gaia, Olivia e Noah e soprat­tut­to Sarah sarei la metà dell’uomo che sono oggi.

Gra­zie ai tifosi del­la Roma, i miei tifosi. Mi per­me­t­to oggi di dire miei, per­ché l’amore che mi avete dato mi ha per­me­s­so di con­tin­uare ad essere in cam­po parte di voi. Siete sta­ti la ragione per cui tante volte ho scel­to di nuo­vo ques­ta cit­tà. Domani sarà la sei­cen­tosedices­i­ma vol­ta in cui io con­sid­er­erò ques­ta scelta, la scelta gius­ta.

Il 26 mag­gio di qualche anno fa abbi­amo vis­su­to una gior­na­ta dopo la quale pen­sava­mo di non pot­er tornare a sor­rid­ere. Lo pen­sai anche io, finché non vidi il tat­u­ag­gio di un tifoso con scrit­to “27 mag­gio 2013, eppure il ven­to sof­fia anco­ra”. Non so a chi apparte­nesse questo tat­u­ag­gio, ma so che il ven­to ricom­in­cerà a sof­fi­are anche da questo 27 mag­gio.

Mai come in questi giorni ho sen­ti­to il vostro affet­to: mi ha tra­volto e mi ha riem­pi­to il cuore. Mai come in questi giorni vi ho vis­to così uni­ti per qual­cosa. Ora, il rega­lo più grande che mi potete fare è met­tere da parte la rab­bia e tut­ti uni­ti ricom­in­cia­re a sof­fi­are per spin­gere l’unica cosa che ci sta a cuore, la cosa che viene pri­ma di tut­to e tut­ti, la Roma.

Nes­sun mai vi amerà più di me.

Arrived­er­ci.

https://www.leggo.it/sport/calcio/daniele_de_rossi_lettera_tifosi_ultima_partita_roma-4515294.html
Daniele De Rossi

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Certo, il lavoro lo si crea per decreto legge. Perché il lavoro non manca mai.

Davide Gion­co

L’art. 1 del­la Cos­ti­tuzione dice chiara­mente che “L’Italia è una repub­bli­ca demo­c­ra­t­i­ca fon­da­ta sul lavoro”.

Dopo di che ci ritro­vi­amo in Italia con mil­ioni di dis­oc­cu­pati, con imp­rese che oper­a­no ben al di sot­to del loro poten­ziale, con i nos­tri gio­vani (e non solo) che emi­gra­no all’estero per cer­care oppor­tu­nità di lavoro.
E il tut­to sem­bra con­fer­ma­to dal­la frase lap­i­daria di molti sedi­cen­ti “econ­o­misti”, come l’ex min­istro Elsa Fornero, i quali ripetono in ogni sede lo slo­gan “Il lavoro non si crea per decre­to”.

A me sem­bra, invece, del tut­to evi­dente che il lavoro lo si crea cer­ta­mente per decre­to legge e che se non c’è lavoro è per con­seguen­za di deci­sioni politiche sbagli­ate, non finaiz­zate a creare posti di lavoro. Con­cet­to che ora andi­amo a dimostrare.

Pri­ma di tut­to anal­izzi­amo come fun­ziona il mer­ca­to del lavoro.
Molti pen­sano che “sono le imp­rese pri­vate” a creare lavoro, ma in realtà è una frase che non sig­nifi­ca nul­la. Una impre­sa pri­va­ta crea pos­to di lavoro se c’è qual­cuno, dei cli­en­ti, che doman­da di pro­durre qualche cosa ed è dis­pos­to a pagar­lo.
La pro­duzione di “quel­la cosa” (un gela­to, una cura med­ica, un ponte autostradale, un par­co ben cura­to e pieno di fiori in cui pas­sare il mio saba­to pomerig­gio) con­sen­tirà ai cli­en­ti di godere di un ben­efi­cio, moti­vo per il quale l’hanno richi­es­ta.
Il paga­men­to in denaro, invece, con­sente al pro­dut­tore, ovvero all’impresa con tutte le per­sone che vi lavo­ra­no, di rice­vere in cam­bio un “cer­ti­fi­ca­to di val­ore” di quan­to han­no prodot­to e ven­du­to, il quale potrà essere uti­liz­za­to in futuro per l’acquisto di altri beni e servizi utili, a ben­efi­cio di col­oro che han­no ven­du­to “quel­la cosa”.

Il denaro è, quin­di, uno stru­men­to per lo scam­bio di val­ore. Nes­suna impre­sa pri­va­ta “pro­duce” denaro. Una impre­sa pri­va­ta pro­duce beni e servizi di val­ore che, se ven­du­ti, ovvero se scam­biati con deli cli­en­ti, con­sente all’impresa di remu­ner­are i pro­pri lavo­ra­tori, i quali com­pleter­an­no lo scam­bio di val­ore ceden­do quel denaro ad altri pro­dut­tori di beni e servizi.
Il denaro è uno stru­men­to di sup­por­to agli scam­bi che cir­co­la, pas­san­do di mano in mano e che viene “guadag­na­to” come for­ma di misura del val­ore dei beni servizi che un lavo­ra­tore ha prodot­to e ven­du­to.

La creazione di lavoro, quin­di, è com­pos­ta da 3 con­dizioni fon­da­men­tali:
1) La richi­es­ta di beni e servizi da parte di un cliente
2) La capac­ità di pro­durre i beni o servizi richi­esti
3) La disponi­bil­ità di denaro per effet­tuare il paga­men­to

L’affermazione per cui lo Sta­to non sarebbe in gra­do di creare lavoro per decre­to sig­nifi­ca, quin­di, che lo Sta­to non sarebbe in gra­do di sod­dis­fare le 3 con­dizioni di cui sopra.
Ma questo è evi­den­te­mente fal­so.

1) Lo Sta­to è cer­ta­mente in gra­do di esprimere una richi­es­ta di beni e servizi, diven­tan­do cliente di sogget­ti pri­vati, sin­goli lavo­ra­tori (che potreb­bero essere assun­ti), con­sulen­ti esterni, imp­rese che parte­ci­pano a delle gare d’appalto.
Se inizias­si­mo a scri­vere la lista di tut­to ciò che oggi sarebbe nec­es­sario, utile o sem­plice­mente piacev­ole che lo Sta­to facesse, passerem­mo ore ed ore, per­ché il lavoro da fare non man­ca mai!
A par­tire dalle opere indis­pens­abili di mes­sa in sicurez­za del ter­ri­to­rio e degli edi­fi­ci, pas­san­do per il poten­zi­a­men­to dei servizi pub­bli­ci, fino anche all’abbellimento delle nos­tre cit­tà e del pae­sag­gio.
Chi abbia già vis­i­ta­to la Svizzera, fra i pae­si al mon­do con il più alto tas­so di occu­pazione, avrà nota­to la cura mani­a­cale per i gia­r­di­ni pub­bli­ci, pieni di fiori, di siepi, di prati ver­di, men­tre in Italia nei parchi pub­bli­ci ci tro­vi­amo trop­po spes­so erbac­ce e rifiu­ti.
La Svizzera garan­tisce un lavoro a molte per­sone sem­plice­mente imp­ie­gan­dole nei lavori di gia­r­di­nag­gio. Ed è solo un esem­pio di come lo Sta­to pos­sa creare delle nuove oppor­tu­nità di lavoro per i dis­oc­cu­pati e per le imp­rese. La piena occu­pazione non è con­se­gui­ta per­ché tut­ti sono medici, ingeg­neri e ricer­ca­tori, ma anche con molti impie­gi umili e sem­pli­ci.
Quin­di lo Sta­to può cer­ta­mente, per decre­to legge, creare una doman­da di lavoro suf­fi­ciente ad imp­ie­gare tut­ti i dis­oc­cu­pati.

2) Evi­den­te­mente affinché il cliente veda sod­dis­fat­ta la pro­pria richi­es­ta è nec­es­sario che esista la capac­ità di real­iz­zare quel tipo di lavoro. Questo dipende evi­den­te­mente dal­la for­mazione pro­fes­sion­ale. Se il “popo­lo di lavo­ra­tori poten­ziali” ha una scarsa for­mazione pro­fes­sion­ale, non sarà pos­si­bile creare posti di lavoro qual­i­fi­cati.
Il sis­tema pro­dut­ti­vo è quin­di in gra­do di pro­durre non tut­to ciò che viene richiesto, ma solo ciò che è pro­fes­sion­al­mente in gra­do di real­iz­zare. Tut­tavia l’esistenza di una doman­da sta­bile di beni e servizi sem­pre più qual­i­fi­cati uni­ta ad inves­ti­men­ti nel­la for­mazione pro­fes­sion­ale con­sente grad­ual­mente di aumentare la qual­ità e la quan­tità di beni e servizi prodot­ti.
Quin­di lo Sta­to può cer­ta­mente, per decre­to legge, ind­i­riz­zare il set­tore pri­va­to ed i pro­pri dipen­den­ti in modo che diventi­no capaci di pro­durre quan­to richiesto, per sod­dis­fare la doman­da espres­sa al pun­to 1).

3) Ma veni­amo al pun­to criti­co: il denaro. Se lo Sta­to non dispone di denaro, non può sod­dis­fare la terza con­dizione per la creazione di posti di lavoro.
Elsa Fornero è con­vin­ta che lo Sta­to non può creare denaro per decre­to, in quan­to lo Sta­to non potrebbe spendere più di quan­to incas­sa e, anzi, dovrebbe spendere meno di quan­to incas­sa, per “ridurre il deb­ito”.
Ma ques­ta affer­mazione cor­risponde al fal­so.
Come avviene oggi la creazione di denaro?
Avviene nel seguente modo: un ente di rap­p­re­sen­tante del­lo Sta­to, chiam­a­to ban­ca cen­trale, com­mis­sione ad una tipografia la stam­pa di bigli­et­ti di car­ta col­orati chia­mati ban­conote, il cui cos­to di stam­pa si aggi­ra sui 30 cen­tes­i­mi a bigli­et­to.
Dopo di che, per legge, si dichiara che quei pezzi di car­ta han­no un val­ore legale mon­e­tario pari al numero che ci è stam­pa­to sopra: 5 €, 10 €, 20 €, ecc.
A questo pun­to chi detiene quel “nuo­vo denaro” lo mette in cir­co­lazione, spenden­do­lo. Attual­mente, sem­pre per legge, la mes­sa in cir­co­lazione del denaro avviene tramite l’acquisto di titoli di sta­to, dopo di che il denaro per­viene allo Sta­to che lo spende pagan­do stipen­di di dipen­den­ti e for­ni­ture da parte di imp­rese pri­vate.
Quin­di la creazione di denaro e la sua mes­sa in cir­co­lazione avven­gono “per decre­to legge”. Ovvero: nul­la vieta che via sia una legge che dichiara “denaro” dei pezzi di leg­no o delle cifre scritte su dei com­put­ers, come fan­no le banche. E nul­la vieta che la mes­sa in cir­co­lazione del denaro avven­ga attribuen­do la pro­pri­età del denaro cre­ato non alla ban­ca cen­trale, ma diret­ta­mente al Tesoro del­lo Sta­to. Cosa che stori­ca­mente è già avvenu­ta e con suc­ces­so.
Si trat­ta in tut­ti i casi di dis­po­sizioni giuridiche.
Quin­di è fal­so che “per decre­to legge” lo Sta­to non pos­sa dis­porre di denaro aggiun­ti­vo rispet­to agli incas­si fis­cali, in quan­to il denaro è già di per sè una creazione giuridi­ca, così come lo sono le sue modal­ità di mes­sa in cir­co­lazione.

Essendo lo Sta­to in gra­do, per decre­to legge, di sod­dis­fare le con­dizioni fon­da­men­tali 1) doman­da, 2) capac­ità pro­dut­ti­va, 3) disponi­bil­ità di denaro, si con­clude che lo Sta­to è cer­ta­mente in gra­do, per decre­to legge, di creare oppor­tu­nità di lavoro per cit­ta­di­ni e imp­rese.

Anzi, dici­amo di più.
La creazione di nuovi posti di lavoro, real­iz­za­ta gra­zie a nuove immis­sioni di denaro, fa per­venire più denaro nelle tasche di dipen­den­ti pub­bli­ci ed imp­rese for­ni­tri­ci del­lo Sta­to, i quali a loro vol­ta dis­porran­no di più denaro da spendere, il che sig­ni­ficherà un aumen­to del­la doman­da pri­va­ta di beni e servizi, a cui il sis­tema pro­dut­ti­vo rispon­derà assumen­do nuo­vo per­son­ale ed aumen­tan­do i posti di lavoro.
Il tut­to fino al lim­ite fisi­co del­la con­dizione 2), la capac­ità pro­dut­ti­va.
Il lim­ite del­la capac­ità di pro­durre infat­ti è cos­ti­tu­ito dal pieno impiego di tutte le risorse. Una nazione che arrivi alla piena occu­pazione potrà anco­ra aumentare la pro­duzione miglio­ran­do la qual­i­fi­ca pro­fes­sion­ale dei lavo­ra­tori ed investen­do in nuovi macchi­nari, ma non sarà più pos­si­bile aumen­tar­la medi­ante l’impiego di nuovi lavo­ra­tori, se non facen­do arrivare degli immi­grati.

A questo pun­to Elsa Fornerò ci dirà che “l’economia è com­p­lessa” (ma non ci dice come, ci las­cia nel mis­tero, per­ché noi comu­ni mor­tali non sarem­mo in gra­do di com­pren­dere) e che, mag­a­ri, stam­pan­do denaro si potrebbe creare inflazione.
Ci siamo già occu­pati del­la ques­tione in pas­sato, dimostran­do l’infondatezza di queste tesi.
Ma in questo arti­co­lo vol­e­va­mo dimostrare che lo Sta­to può decre­to legge effet­ti­va­mente creare dei posti di lavoro.
Il fat­to che una cat­ti­va ges­tione del denaro pos­sa in cer­ti casi portare ad un aumen­to dell’inflazione, non dimostra che lo Sta­to non sia in gra­do, per decre­to legge, di garan­tire la piena occu­pazione, ma caso­mai dimostra che le politiche mon­e­tarie devono essere gestite con atten­zione per evitare degli effet­ti col­lat­er­ali, come ad esem­pio ha fat­to Mario Draghi che, pur cre­an­do con la BCE 2’500 mil­iar­di di nuovi euro negli ulti­mi anni, li ha fat­ti qua­si tut­ti andare a gon­fi­are la spec­u­lazione finanziaria inter­nazionale, las­cian­do l’economia reale in depres­sione.

Aven­do dimostra­to che lo Sta­to è cer­ta­mente gra­do, per decre­to legge, di creare posti di lavoro e che è pos­si­bile far­lo sen­za per for­ma gener­are una dev­as­tante iper-inflazione, la con­clu­sione è che la non attuazione dell’art. 1 del­la Cos­ti­tuzione non è dovu­to ad una impos­si­bil­ità det­ta­ta dalle leg­gi del­la fisi­ca o dell’economia, ma solo dal­la deci­sione polit­i­ca, con­sapev­ole o incon­sapev­ole, di ha ammin­is­tra­to ed ammin­is­tra il nos­tro paese.

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ULTIME NOTIZIE/ Ultim’ora di oggi. Tornado a Oklahoma: ci sono morti (26 maggio 2019)

 — Sil­vana Palaz­zo

Ultime notizie, ultim’ora di oggi. Ci sono delle vittime in Oklahoma a seguito di un tornado che si è abbattuto su un motel (26 maggio 2019)    Tornado in Alabama

Tor­na­do in Alaba­ma (Video Youtube, CBS News)

Ci sono delle vit­time negli Sta­ti Uni­ti, ad Okla­homa City, a segui­to di un tor­na­do che si è abbat­tuto su un motel. Come rifer­i­to in questi ulti­mi minu­ti dai prin­ci­pali organi di infor­mazione, l’evento si sarebbe ver­i­fi­ca­to di pre­ciso a El Reno, e ad averne la peg­gio sarebbe sta­to in par­ti­co­lare una strut­tura ricetti­va: i dan­ni sono ingen­ti e vi sareb­bero anche delle vit­time, anche se non sono sta­ti for­nite ulte­ri­ori infor­mazioni uffi­ciali, come scrive il New York Times. Il tor­na­do ha col­pi­to il sob­bor­go di Okla­homa, dove abi­tano cir­ca 17mila per­sone, nel­la tar­da ser­a­ta di ieri, sor­pren­den­do quin­di le per­sone nelle loro abitazioni. Quel­lo di El Reno è sola­mente l’ultima delle numerose seg­nalazioni di tor­na­do che in questi ulti­mi giorni si sono reg­is­trate negli Sta­ti Uni­ti cen­trali. Per l’esattezza sareb­bero più di 170 gli even­ti ver­i­fi­catisi, e fra i più dev­as­tan­ti quel­lo di Gold­en City, in Mis­souri, dove sareb­bero morte almeno 3 per­sone, e altre 20 sono invece state ricov­er­ate in ospedale per­ché ferite. 3.500 le per­sone rimaste sen­za elet­tric­ità nel­la cap­i­tale vis­to che il tor­na­do ha srad­i­ca­to degli alberi facen­do cadere i pali del­la luce. (aggior­na­men­to di Davide Gian­cristo­faro)

Ultime notizie: elezioni europee, Italia al voto

Ultime notizie, Europee e amministrative: al voto dalle 7 alle 23

E’ arriva­to il giorno dell’attesa ver­i­fi­ca elet­torale. Nei pae­si dell’Unione Euro­pea si va al voto per rin­no­vare il par­la­men­to di Brux­elles. Atte­sa in Italia dove l’esito del voto potrebbe cam­biare rad­i­cal­mente gli equi­lib­ri del gov­er­no Lega-Movi­men­to 5 Stelle. Par­ti­to Demo­c­ra­ti­co alla pri­ma ver­i­fi­ca nazionale dopo il crol­lo del­lo scor­so 4 mar­zo nelle politiche.

Ultime notizie, Mercatone Uno: fallimento beffa

Un’amarissima sor­pre­sa per dipen­den­ti, for­n­i­tori e anche cli­en­ti che dove­vano riti­rare mer­ce già paga­ta: i 150 pun­ti ven­di­ta Mer­ca­tone Uno in tut­ta Italia non han­no aper­to, essendo sta­to sanci­to il fal­li­men­to del­la pro­pri­età. Sin­da­cati sul piede di guer­ra: i dipen­den­ti sono sta­ti avver­ti­ti solo la sera pri­ma del fat­to che i cen­tri com­mer­ciali non sareb­bero sta­ti aper­ti, tramite social o sms.

Ultime notizie, quei poveri bambini: violenza brutale

L’Italia scos­sa dagli infan­ti­ci­di. A Milano due giorni fa il caso di un bim­bo pic­chi­a­to a soli due anni a morte dal padre, in zona Giambelli­no. Ora a Novara un nuo­vo caso shock con un pic­co­lo di soli 19 mesi ucciso e mar­to­ri­a­to, come risul­ta dal ritrova­men­to del cor­po, dal­la madre Gaia Rus­so e dal com­pag­no Nicholas Musi. Il procu­ra­tore capo di Novara, che inda­ga sul caso, par­la di vio­len­za inau­di­ta sul pic­co­lo e l’Italia si inter­ro­ga su come dei gen­i­tori pos­sano accanir­si così su bam­bi­ni così pic­coli.

Ultime notizie, tutti in coda in cima all’Everest: follia ad alta quota

Situ­azione para­dos­sale in cima al Monte Ever­est. Ci sono infat­ti oltre 300 sca­la­tori che stan­no sca­lan­do il ver­sante nepalese del­la vet­ta più alta del mon­do, con­tem­po­ranea­mente. Un sovraf­fol­la­men­to che sta com­por­tan­do tem­pi di sca­la­ta molto lunghi e che, a causa di mal­ori e fred­do, han­no già causato la morte di 10 sca­la­tori. Le autorità nepale­si min­i­miz­zano ma stan­no venen­do sol­lecitati a inter­venire per evitare che le code mai viste in cima all’Everest met­tano a repen­taglio altre vite.

Ultime notizie, animali traumatizzati: la riserva per salvarli

Anche gli ani­mali che subis­cono mal­trat­ta­men­ti pos­sono essere trau­ma­tiz­za­ti. E in Gior­da­nia è appe­na sta­ta allesti­ta una ris­er­va che pos­sa aiutare gli ani­mali che pos­sono aver sof­fer­to per trau­mi dovu­ti alla pre­sen­za in zone di guer­ra o che sono fini­ti al cen­tro di com­mer­cio ille­gale, suben­do lo stress di lunghi viag­gi spes­so con­dot­ti in con­dizioni crudeli. Nel­la ris­er­va gli ani­mali sono sot­to­posti a tutte le cure nec­es­sarie, giochi ed anche aro­mat­er­apia per ritrovare equi­lib­rio e seren­ità.

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ISRAELE E PALESTINA/ L’arroganza di Netanyahu ora preoccupa i militari

 — Caleb J. Wulff

Vertici militari israeliani in congedo si oppongono all’annessione della Cisgiordania ventilata da Netanyahu e sostenuta dall’estrema destra     israele palestina cisgiordania 1 lapresse1280

Sol­dati israeliani a un check­point nel­la West Bank (LaPresse)

Men­tre l’attenzione dei media europei è con­cen­tra­ta sulle elezioni per il Par­la­men­to europeo, vale la pena di dare comunque un’occhiata a un even­to attual­mente alla rib­al­ta dei media israeliani: una let­tera invi­a­ta a Ben­jamin Netanyahu sull’irrisolta ques­tione palesti­nese. La let­tera è fir­ma­ta da più di due­cen­to mem­bri di Com­man­ders for Israel’s Secu­ri­ty, un movi­men­to che rag­grup­pa ex gen­er­ali e alti fun­zionari dell’esercito, dei servizi di sicurez­za e del­la polizia. I fir­matari invi­tano Netanyahu a sospendere ogni prog­et­to di annes­sione dei ter­ri­tori attual­mente sot­to la ges­tione dell’Autorità Palesti­nese, che porterebbe alla can­cel­lazione del­la soluzione dei ”due Sta­ti” per sos­ti­tuir­la con un uni­co Sta­to binazionale.

L’iniziativa è sta­ta provo­ca­ta da dichiarazioni di Netanyahu, pri­ma delle recen­ti elezioni, in cui il pre­mier affer­ma­va che non avrebbe accetta­to alcu­na divi­sione di Gerusalemme, né lo sman­tel­la­men­to di nes­sun inse­di­a­men­to in Cis­gior­da­nia, ter­ri­to­rio che sarebbe comunque rimas­to sot­to la sovran­ità israeliana. Una pietra tombale per la cos­ti­tuzione di uno Sta­to palesti­nese, che rap­p­re­sen­ta una con­ces­sione ai par­ti­ti reli­giosi e di estrema destra nec­es­sari per la for­mazione del suo quin­to gov­er­no. Una ques­tione ques­ta che si sta riv­e­lando dif­fi­coltosa e che, sec­on­do alcune voci, potrebbe portare Netanyahu a chiedere nuove elezioni.

La let­tera evi­den­zia i peri­coli insi­ti nel­la posizione del pre­mier e, para­dos­salmente, pro­prio per la sicurez­za di Israele, cioè il moti­vo con il quale Netanyahu gius­ti­fi­ca la sua posizione. L’annessione del­la Cis­gior­da­nia, anche parziale, sen­za un ampio accor­do politi­co con le altre par­ti inter­es­sate porterebbe alla fine di ogni proces­so di pace, cau­san­do reazioni neg­a­tive nei Pae­si del­la regione e a liv­el­lo inter­nazionale. Senza con­tare la pesante reazione dei palesti­ne­si, sia dei Ter­ri­tori che di Gaza, che met­terebbe, appun­to, a repen­taglio la sicurez­za ester­na di Israele. Inoltre, uno Sta­to binazionale, dif­fi­cil­mente gestibile, met­terebbe mag­gior­mente a ris­chio la sicurez­za anche all’interno dei suoi con­fi­ni. Si dovreb­bero poi affrontare non indif­fer­en­ti prob­le­mi eco­nomi­ci e sociali derivan­ti dal­la neces­sità di inte­grare qua­si tre mil­ioni di palesti­ne­si.

La posizione sostenu­ta dal­la destra e dai par­ti­ti ultra­orto­dos­si sig­ni­ficherebbe la fine del­la visione sion­ista “di uno Sta­to demo­c­ra­ti­co, di una sol­i­da mag­gio­ran­za ebraica, un foco­lare nazionale per tut­ti gli ebrei, con dirit­ti pieni e uguali per tut­ti i cit­ta­di­ni di Israele, nel­lo spir­i­to del­la Dichiarazione di Indipen­den­za”. È quan­to si legge sul sito di Com­man­ders for Israel’s Secu­ri­ty, che indi­ca la pos­si­bil­ità di uno Sta­to che non rin­nega la pro­pria iden­tità nazionale e reli­giosa, man­te­nen­do al con­tem­po una piena uguaglian­za di dirit­ti per tut­ti i suoi cit­ta­di­ni. Una chiara dis­so­ci­azione dal­la pro­gres­si­va con­fes­sion­al­iz­zazione del­lo Sta­to che sem­bra aver carat­ter­iz­za­to negli ulti­mi tem­pi la polit­i­ca israeliana.

La reazione di Netanyahu e dei suoi alleati è sta­ta piut­tosto dura, con l’accusa ai fir­matari di vol­er dan­neg­gia­re il Paese medi­ante il loro sosteg­no all’ipotesi dei due Sta­ti. “Bibi” ha anche ricorda­to che i Com­man­ders si era­no opposti, con una prece­dente let­tera, ai suoi ten­ta­tivi di con­vin­cere il Con­gres­so degli Sta­ti Uni­ti, nel 2015, a non approvare il trat­ta­to con l’Iran sul nucleare.

Viene così mes­so in evi­den­za quel­lo che è, forse, il vero nodo del­la ques­tione: l’atteggiamento del­la Casa Bian­ca di Trump, diver­so da quel­lo di Oba­ma, nei con­fron­ti dell’Iran e, di con­seguen­za, nei con­fron­ti di Israele. È dif­fi­cile essere entu­si­asti del­la polit­i­ca estera di Oba­ma, ma è altret­tan­to dif­fi­cile capire quali sono i veri motivi del­la posizione di Trump, tan­to azzar­da­ta da far real­mente temere uno scon­tro arma­to con l’Iran. Ciò che colpisce è che ques­ta ipote­si pare pre­oc­cu­pare soprat­tut­to i mil­i­tari: abbi­amo vis­to la posizione dei vet­erani israeliani, ma estese per­p­lessità sem­bra­no essere pre­sen­ti tra i mil­i­tari statu­niten­si.

Le con­seguen­ze di una guer­ra Usa-Iran sareb­bero par­ti­co­lar­mente esiziali per l’Europa: pos­si­amo aspettar­ci che, accan­to­na­ta la retor­i­ca elet­torale, l’Unione Euro­pea, o almeno il neoelet­to Par­la­men­to, si fac­ciano parte atti­va per evitare ques­ta incombente trage­dia?

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8 giovani su 10 presentano disagi psicologici

Emerge una statistica preoccupante da un sondaggio promosso da Telefono Azzurro e Doxa Kids: su 611 soggetti dai 12 ai 18 anni l’80% presenta rabbia, difficoltà di concentrazione e ansia, ma solo uno su dieci è disposto a parlarne per farsi aiutare     8 giovani su 10 presentano disagi psicologici

La giovinez­za dovrebbe rap­p­re­sentare il momen­to più gioioso e alle­gro del­la vita di una per­sona: pur con tut­ti i suoi prob­le­mi, è pro­prio nell’adolescenza che un gio­vane fa le prime espe­rien­ze, crea lega­mi, stringe gran­di ami­cizie e sco­pre l’amore, spes­so tra i banchi di scuo­la. Eppure sem­br­erebbe che per i ragazzi di oggi la spen­sier­atez­za abbia las­ci­a­to il pos­to a incog­nite che van­no ben al di là del sem­plice, con­sue­to, in qualche modo preved­i­bile peri­o­do di ribel­lione alla figu­ra del padre e del­la madre.

Sec­on­do quan­to riv­e­la­to durante un con­veg­no sul­la psichi­a­tria infan­tile e dell’adolescente, pro­mosso dall’Istituto Supe­ri­ore di San­ità, 8 gio­vani su 10 pre­sen­tano un qualche tipo di dis­a­gio psi­co­logi­co dovu­to ad ansia, rab­bia, dif­fi­coltà di con­cen­trazione o pau­ra di delud­ere le aspet­ta­tive, spes­so pro­prio dei gen­i­tori. Ciò nonos­tante, sem­pre sec­on­do quan­to emer­so dal medes­i­mo sondag­gio pro­mosso da Tele­fono Azzur­ro e Doxa Kids su un cam­pi­one di 611 sogget­ti dai 12 ai 18 anni, solo uno su 10 di questi ado­les­cen­ti si è det­to disponi­bile a par­larne, per far­si aiutare. 

Da ques­ta ritrosia l’idea per risol­vere la ques­tione: uti­liz­zare per una vol­ta in maniera pos­i­ti­va le app, i social media e le chat come stru­men­to per indi­vid­uare e, se pos­si­bile, pre­venire questo tipo di dis­a­gi psichi­ci e com­por­ta­men­tali, che se non diag­nos­ti­cati cor­ret­ta­mente pos­sono sfo­cia­re in vere e pro­prie patolo­gie. Dif­fi­coltà di con­cen­trazione, inson­nia, attac­chi di rab­bia e pan­i­co sareb­bero infat­ti tutt’altro che infre­quen­ti nei nos­tri ado­les­cen­ti: la rispos­ta potrebbe essere pro­prio nei dis­pos­i­tivi elet­tron­i­ci che i mil­lenials, nativi dig­i­tali, uti­liz­zano quo­tid­i­ana­mente.

Pubblicato il: 24-05-2019
Di: Redazione Salute
FONTE : Istituto Superiore Sanità, Telefono Azzurro, Doxa Kids
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