Matteo Salvini contro la condanna del gioielliere di Nicolosi: “La vergogna della giustizia italiana”

Guido Gianni

La dife­sa è sem­pre legit­ti­ma, per Mat­teo Salvi­ni. Il leader del­la Lega lo ripete da anni, come un mantra, tan­to da aver approva­to una rifor­ma in tal sen­so ai tem­pi del­la par­ente­si di gov­er­no gialloverde. Eppure, allo sta­to delle cose, non sem­pre la dife­sa sem­bra legit­ti­ma. L’esempio arri­va da Cata­nia, dove la Corte d’assise ha con­dan­na­to a 13 anni di reclu­sione Gui­do Gian­ni, 57 anni, gioiel­liere di Nicolosi che in una rap­ina avvenu­ta il 18 feb­braio del 2008 uccise due rap­ina­tori e ne ferì un ter­zo. I ban­di­ti assaltarono il suo negozio, minac­cian­do di uccidere la moglie con una pis­to­la che sarebbe poi risul­ta­ta a salve. Tredi­ci anni di carcere, dunque. Notizia che sus­ci­ta la reazione pro­prio di Salvi­ni, il quale su Twit­ter rilan­cia la vicen­da con un com­men­to duris­si­mo: “Ver­gogna! La ‘gius­tizia’ ital­iana con­dan­na alla galera il com­mer­ciante aggred­i­to, con la moglie minac­cia­ta di morte… Io sto con chi si difende, sem­pre”, rib­adisce il leader del­la Lega.

Di segui­to, il tweet di Mat­teo Salvi­ni:

Mat­teo Salvi­ni

@matteosalvinimi

🔴Ver­gogna!
La “gius­tizia” ital­iana con­dan­na alla galera il com­mer­ciante aggred­i­to, con la moglie minac­cia­ta di morte…
Io sto con chi si difende, sem­pre.

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Dove va il Mediterraneo?

POLITICA /

Si è con­clusa lo scor­so 7 dicem­bre a Roma la tre giorni del Med Dia­logues 2019, l’evento giun­to alla sua quin­ta edi­zione che, annual­mente, riu­nisce i leader dei Pae­si del Mediter­ra­neo. 55 Pae­si, più di 50 tra capi di Sta­to, min­istri e alti rap­p­re­sen­tan­ti, più di mille leader del mon­do del­la polit­i­ca, econo­mia e cul­tura: sono solo alcu­ni dei numeri che rac­con­tano il meet­ing dal tito­lo Beyond tur­moil, a pos­i­tive agen­da. Un momen­to di rif­les­sione e di dial­o­go, di con­fron­to e di scon­tro che ha gen­er­a­to moltepli­ci spun­ti di dis­cus­sione attorno a quel­la “serie di civiltà accat­a­state le une sulle altre” tan­to care a Fer­nand Braudel. L’evento è un appun­ta­men­to fis­so nato dato dal­la col­lab­o­razione tra l’Ispi e il Mae­ci.

I nodi cruciali del dialogo mediterraneo

Se una con­feren­za non può cam­biare il mon­do il dial­o­go può, questo è lo spir­i­to con cui sono sta­ti anal­iz­za­ti nodi cal­di e pre­gi del dial­o­go mediter­ra­neo: il mul­ti­lat­er­al­is­mo, infat­ti, non sta viven­do un momen­to facile per­ché offus­ca­to da una ecces­si­va region­al­iz­zazione che set­to­ri­al­iz­zazione e divide in un mon­do sem­pre più glob­al. Temi cal­di, dunque, come il rap­por­to bur­ras­coso con la Rus­sia, tor­na­ta ad essere inter­locu­tore mediter­ra­neo, le proteste che stan­no ani­man­do nuo­va­mente l’Africa set­ten­tri­onale, il com­p­lesso rap­por­to con gli Usa e con la Nato.

E poi anco­ra: il caos libi­co, la guer­ra in Siria, la neces­sità del dis­im­peg­no nucleare da parte dell’Iran, il dram­ma israe­lo-palesti­nese: tutte ques­tioni intri­cate che minano la sta­bil­ità del Mediter­ra­neo, dell’Europa e, dunque, dell’Italia stes­sa. Uscire dal­la com­pe­tizione, porre in essere una nuo­va col­lab­o­razione nel­la regione Mena: è sta­to questo il tema di una delle ses­sioni più accese alla pre­sen­za di espo­nen­ti prove­ni­en­ti da Maroc­co, Libano, Sta­ti Uni­ti ma soprat­tut­to alla pre­sen­za Ahmed Aboul Gheit, seg­re­tario gen­erale del­la Lega Ara­ba che ha sot­to­lin­eato come il prob­le­ma palesti­nese sia di pri­maria impor­tan­za nel­lo sta­bi­liz­zare l’area, accu­san­do una cer­ta inco­eren­za amer­i­cana nel­la polit­i­ca estera degli ulti­mi anni. Ma la dico­to­mia collaborazione/competizione non riguar­da solo i com­p­lessi rap­por­ti arabo israeliani, ma oggi si estende ai temi delle proteste di piaz­za maghre­bine, ai cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci, all’area del Gol­fo, alla lot­ta all’Isis, ai dram­mi del nucleare e degli sfol­lati. Due momen­ti impor­tan­ti quel­li di dial­o­go con Mevlüt Çavuşoğlu, min­istro degli Esteri tur­co e Adel bin Ahmed Al-Jubeir, min­istro degli Esteri dell’Arabia Sau­di­ta: se il pri­mo ha incen­tra­to la pro­pria nar­razione sul prob­le­ma del ter­ror­is­mo in Turchia e dell’incoerenza in ambito Nato cir­ca le milizie curde, il suo omol­o­go sau­di­ta ha bol­la­to con un per­en­to­rio “enough is enough” l’atteggiamento inter­nazionale dell’Iran.

Pri­mari, soprat­tut­to, i temi eco­nomi­ci appro­fon­di­ti da del­e­gati nazion­ali e stu­diosi come, ad esem­pio, la diver­si­fi­cazione delle economie mediter­ra­nee come via d’uscita dal­la dipen­den­za: più volte cita­to come best prac­tice il caso del Bahrein, il pic­co­lo reg­no arabo che ha pun­ta­to tut­to sul set­tore finan­cial tech affran­can­dosi dal­la mono­coltura del petro­lio. E poi anco­ra, il pan­tano siri­ano e il futuro delle milizie nell’area MENA: per­ché affer­mare di aver scon­fit­to al Qae­da o Isis non sig­nifi­ca aver estin­to questi grup­pi ma sem­plice­mente aver­li spin­ti altrove (si pen­si al caso del Mali). Lap­i­dario il min­istro degli esteri rus­so Sergey V. Lavrov sul caso libi­co: l’errore, sec­on­do Mosca è quel­lo di aver esclu­so i libi­ci stes­si dal­la Con­feren­za di Berli­no, un occa­sione per­sa. Per il futuro, Lavrov ha aus­pi­ca­to un ruo­lo mag­giore dell’Unione Africana che, un tem­po, si era pos­ta come medi­atrice tra Gheddafi e l’opposizione. A corre­do dei tem­pi prin­ci­pali i nodi degli inves­ti­men­ti interni e stranieri, la sicurez­za ener­get­i­ca, l’innovazione tec­no­log­i­ca, la coop­er­azione nel set­tore dei cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci. Un tema car­dine quel­lo del­la sta­bi­liz­zazione post bel­li­ca che riguar­da e riguarderà pae­si come la Siria e l’Iraq dove dopo anni di com­bat­ti­men­to rischia di crear­si un vuo­to peri­coloso che non solo com­pli­ca la ricostruzione ma rende i Pae­si coin­volti nel peace rebuild­ing facili prede degli estrem­is­mi. L’estremismo appun­to, il male dell’area che acquista sem­pre mag­giore appeal su gio­vani e gio­vanis­si­mi nelle aree di degra­do: lo youth fac­tor è sta­to pro­prio uno dei temi cen­trali del­la sec­on­da gior­na­ta del MED. I gio­vani del Mediter­ra­neo sono preparati, coop­er­a­tivi, conoscono le lingue, comu­ni­cano, inven­tano app e fon­dano start up: sono la risor­sa e la sfi­da prin­ci­pale a chi pen­sa che il Mare nos­trum sia una ter­ra invec­chi­a­ta e arretra­ta. Più volte i rap­p­re­sen­tan­ti del­la regione sono sta­ti incalza­ti dalle donne leader invi­tate al meet­ing: anco­ra trop­po poco pre­sen­ti nelle lead­er­ship mediter­ra­nee ma cru­ciali nelle svolte civili e sociali delle Nazioni coin­volte. Si pen­si all’Arabia Sau­di­ta, che solo in questi ulti­mi mesi mostra timi­di ten­ta­tivi di aper­tu­ra, o al caso vir­tu­oso del Bahrein, dove il ruo­lo delle donne è sta­to con­sacra­to nel Con­siglio supre­mo delle donne guida­to dal­la principes­sa Sabi­ka, che prepara le donne bahrei­nite affinché pos­sano svol­gere con com­pe­ten­za ed effi­cien­za ruoli politi­ci. Una voce forte chiara quel­la delle donne del Mediter­ra­neo che si è fat­ta sen­tire forte attra­ver­so le parole di Haifa Al Khaifi, CFO del­la Petro­le­um Devel­op­ment dell’Oman (defini­ta da Forbes una delle donne arabe più influ­en­ti al mon­do) e dell’energica Tawakkol Kar­man, yemeni­ta e Pre­mio Nobel per la Pace per la sua battaglia non vio­len­ta a favore del­la sicurez­za delle donne e del loro dirit­to alla piena parte­ci­pazione nell’opera di costruzione del­la pace. Fres­co di nom­i­na euro­pea il Com­mis­sario Ue Pao­lo Gen­tiloni che nel suo inter­ven­to ha pos­to l’accento sul­la vetustà del dial­o­go mediter­ra­neo in ter­mi­ni di nord/sud e sul­la neces­sità di imple­mentare quel­lo est/ovest con par­ti­co­lare atten­zione ai Bal­cani occi­den­tali e alle sfide che questi ter­ri­tori pon­gono al Mediter­ra­neo e all’Europa.

A chi­ud­ere l’evento il min­istro degli Esteri Lui­gi di Maio e il pre­mier ital­iano Giuseppe Con­te: appun­ta­men­to al pos­si­mo anno con nuove sfide e, si spera, buone nuove di cui dis­cutere.

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Condividi: Commenti: 33 Un 5s alla Lega, altri 30 pronti. E Di Maio ora invoca le toghe

Il sen­a­tore Ugo Gras­si dice addio alla com­pagine pen­tastel­la­ta e pas­sa uffi­cial­mente alla lega. Salvini:“È per­sona per­bene”

Dias­po­ra in casa Movi­men­to 5 Stelle. Oggi il par­ti­to di Beppe Gril­lo e Lui­gi Di Maio ha per­so l’ennesimo pez­zo. Si trat­ta del sen­a­tore Ugo Gras­si, che dopo essere sta­to elet­to a Palaz­zo Madama tra le fila pen­tastel­late, è pas­sato uffi­cial­mente alla Lega, in aper­ta polem­i­ca con il suo ex par­ti­to.

Una scelta, ques­ta di Gras­si, non facile e comunque tan­to sof­fer­ta quan­to ormai inevitabile. L’addio al M5s – e il con­seguente pas­sag­gio al Car­roc­cio – è sta­to spie­ga­to in lun­go e in largo dal diret­to inter­es­sato, che nel­la gior­na­ta di ieri insieme ad altri tre col­leghi e com­pag­ni di par­ti­to (Gian­lui­gi Paragone, Francesco Urraro e Ste­fano Luci­di) non han­no vota­to, in dis­senso con il pro­prio grup­po, la risoluzione del­la mag­gio­ran­za gial­lorossa sul Mes, il con­tro­ver­so e più che dis­cus­so fon­do sal­va Sta­ti.

Gras­si ha scrit­to una let­tera in cui chiarisce il cam­bio di casac­ca: “Il pun­to è che il mio dis­senso non nasce da un mio cam­bi­a­men­to di opin­ioni, ben­sì dal­la deter­mi­nazione dei ver­ti­ci del movi­men­to di guidare il Paese con la granit­i­ca con­vinzione di essere i deposi­tari del vero e di pot­er assumere ogni deci­sione in totale soli­tu­dine”. E argo­men­ta: “Gli effet­ti di questo modo di pro­cedere sono così gravi ed evi­den­ti (a chi vuol vedere) da non dover nep­pure essere esposti. Basti l’esempio del­la ges­tione dell’ex Ilva per dar con­to dell’assenza di una pro­gram­mazione nel­la ges­tione delle crisi…”.

Il sen­a­tore, dunque, par­la anche dei mesi di vita dell’allora gov­er­no gialloverde: “Durante il Con­te Uno ho avu­to modo di com­pren­dere che molti dei miei obi­et­tivi politi­ci era­no con­di­visi dal par­ti­to part­ner di gov­er­no. Stesura di testi uni­ci, forte ridi­men­sion­a­men­to del ruo­lo dell’Anvur e rifor­ma delle regole di reclu­ta­men­to era­no temi su cui ho rin­venu­to una chiara con­ver­gen­za di opin­ioni”. Dunque con­tin­ua: “Salvi­ni pre­mier mi offre, a fronte di un evi­dente fal­li­men­to del­la mia iniziale espe­rien­za, una sec­on­da oppor­tu­nità per rag­giun­gere quegli obi­et­tivi, come inves­ti­men­ti mirati per lo svilup­po del Mez­zo­giorno, rispet­tan­do l’autonomia dif­feren­zi­a­ta”.

La scelta di Gras­si è sta­ta applau­di­ta anche dal leader del­la Lega Mat­teo Salvi­ni, che ha così accolto l’ex grilli­no: “Diamo il ben­venu­to al sen­a­tore Gras­si. Porte aperte per chi, con coeren­za, com­pe­ten­za e seri­età, ha idee pos­i­tive per l’Italia e non è suc­cube del Pd. Su rifor­ma ed effi­cien­za del­la gius­tizia e rilan­cio delle uni­ver­sità ital­iane, col sen­a­tore Gras­si lavor­ere­mo bene”.

Di Maio contro Grassi

In una diret­ta Face­book, il capo politi­co del M5s si è scaglia­to con­tro l’ex com­pag­no di par­ti­to pas­sato uffi­cial­mente al fronte leghista: “Molti cer­cano scuse per cam­biare casac­ca, come Gras­si che dice una cosa non vera. Con­seg­ni­no una bel­la let­tera al Sen­a­to e dicano ‘io voglio cam­biare casac­ca e tradire il manda­to dei cit­ta­di­ni’ , ma se cam­bi idea su un par­ti­to, ti dimet­ti e ti fai votare di nuo­vo”. Infine, Gig­i­no ha affonda­to il colpo: “Dicano chiara­mente che il tema non è il Mes, ma che gli han­no promes­so un seg­gio alle prossime elezioni e alle Region­ali. Il mer­ca­to del­la vac­che è evi­dente, sul Mes si stan­no dicen­do un mare di bugie”. Di Maio invo­ca anche l’intervento del­la mag­i­s­tratu­ra: “Se ci dovessero essere degli estre­mi le autorità giudiziarie pos­sano ver­i­fi­care il tut­to”. Infine tra i penatastel­lati, come ripor­ta l’Adnkronos, è scat­ta­to un vero pe pro­prio allarme dopo le parole del sen­a­tore Ste­fano Luci­di: “So che usci­ran­no 20 o 30 per­sone e che stan­no val­u­tan­do di fare un nuo­vo grup­po ma non cre­do che avran­no la forza per far­lo, quin­di non li aspet­to. Serve una spal­la­ta per far risveg­liare il Movi­men­to. Qual­cosa deve cam­biare in modo estrema­mente rad­i­cale”.

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Messina, torna virale l’avvistamento di una bambina fantasma. Ma la città è piena di queste storie

Il prossi­mo 28 dicem­bre 2019 saran­no trascor­si 111 anni dal ter­re­mo e dal mare­mo­to del 1908 che dev­as­tarono le due cit­tà del­lo Stret­to, Messi­na e Reg­gio Cal­abria. Messi­na è famosa per una leggen­da sec­on­do la quale i mor­ti del ter­re­mo­to tornereb­bero, ogni anno, sot­to for­ma di fan­tas­mi. E, a propos­i­to di fan­tas­mi, è sta­to rilan­ci­a­to un pre­sun­to avvis­ta­men­to avvenu­to 2 anni fa cir­ca

Avvistamento di una bambina fantasma a Messina, dal 2018 sul web gira la notizia dell’avvistamento

Da poche ore la pag­i­na Face­book “Mis­teri nel Web” ha rilan­ci­a­to una notizia rel­a­ti­va all’avvistamento di una bam­bi­na fan­tas­ma. L’avvistamento di cui si par­la sarebbe avvenu­to nel­la cit­tà di Messi­na e, ovvi­a­mente, il web si è divi­so tra chi crede a una sim­i­le notizia e chi gri­da al fotomon­tag­gio real­iz­za­to ad arte. Andan­do a scav­are più atten­ta­mente sul web si sco­pre che Noisiamofuturo.it ave­va pub­bli­ca­to la stes­sa notizia, ma nel feb­braio del 2018 (e, infat­ti, l’avvistamento sarebbe da datare 8 gen­naio 2018, sec­on­do quan­to ripor­ta il sito “mis­teri e pro­fezie”.

Fat­to sta che Messi­na è una cit­tà che con­ser­va la memo­ria di tan­tis­si­mi pre­sun­ti avvis­ta­men­ti di fan­tas­mi, per la mag­gior parte legati al cat­a­strofi­co even­to sis­mi­co che alle ore 05:20:24 del mat­ti­no del 28 dicem­bre 1908 dev­astò le due cit­tà del­lo Stret­to. E tut­to questo a pre­scindere dal­la veridic­ità di ques­ta notizia. Si rac­con­ta che ogni anno, in con­comi­tan­za con l’anniversario del­la trage­dia, i fan­tas­mi di col­oro che han­no per­so la vita torni­no in cit­tà per cer­care i loro cari che sono sta­ti sepolti dalle mac­erie. Sono ani­me la cui morte vio­len­ta e improvvisa ha nega­to loro un tra­pas­so in qualche modo defin­i­ti­vo.

Avvistamento di una bambina fantasma a Messina, la notizia riproposta su Facebook

Mis­teri nel Web” ha rilan­ci­a­to la notizia di questo pre­sun­to avvis­ta­men­to para­nor­male avvenu­to nel­la cit­tà di Messi­na e ha ripor­ta­to la tes­ti­mo­ni­an­za di un ragazz­i­no che, introdot­tosi in un casale, avrebbe vis­su­to ques­ta espe­rien­za dell’incontro con la bim­ba fan­tas­ma.

IL CASO PARANORMALE DELLA BAMBINA FANTASMA DI MESSINA
E’ sta­ta avvis­ta­ta da un grup­po di ragazzi, all’interno di un casale abban­do­na­to

N.B. La foto del­la bam­bi­na fan­tas­ma avvis­ta­ta a Messi­na che ha fat­to il giro del web.

Il pri­mo avvis­ta­men­to doc­u­men­ta­to di un fan­tas­ma è avvenu­to qualche giorno fa, pre­cisa­mente lo scor­so lunedì 8 gen­naio, a Messi­na.

Ebbene sì: le fan­tomatiche crea­ture prove­ni­en­ti dall’oltretomba esistono, ne è la pro­va ques­ta crea­tu­ra spet­trale avvis­ta­ta in un casale abban­do­na­to nel­la cam­pagna messi­nese. L’inquietante bam­bi­na sarebbe sta­ta inizial­mente avvis­ta­ta da un ragazz­i­no di 13 anni, che si era introdot­to nell’edificio per recu­per­are un pal­lone.

E’ sta­ta una espe­rien­za ter­ri­f­i­cante” ha affer­ma­to il ragaz­zo vis­i­bil­mente scos­so; ricor­da di essere sta­to avvi­c­i­na­to dal­la crea­tu­ra appe­na entra­to nel casale. “Non sem­bra­va ostile” ha con­tin­u­a­to il 13enne, “sem­bra­va qua­si in cer­ca di aiu­to, ma ero trop­po spaven­ta­to per sapere chi fos­se e cosa volesse“ (…).”

Abbi­amo spie­ga­to che Messi­na è famosa per le sue leggende sui fan­tas­mi (non di rado avvis­ta­ti anche in provin­cia), quin­di non è asso­lu­ta­mente inusuale che spes­so e volen­tieri si dif­fon­dano notizie di sim­i­le fog­gia. Addirit­tura c’è chi, come Gian­domeni­co Ruta (autore del libro “Messi­na Arcana”), ha pen­sato di rac­con­tare queste espe­rien­ze para­nor­mali met­ten­dole insieme in un libro.

Maria Men­to

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Rifiuti Roma, sgambetto dei 5 Stelle in Regione “La Capitale smaltisca i suoi nel suo territorio”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/12l 27 novem­bre il Con­siglio del­la Pisana ha approva­to un ordine del giorno di Mar­co Cac­cia­tore, pres­i­dente del­la Com­mis­sione rifiu­ti, che chiede di inserire nel prossi­mo piano rifiu­ti l’individuazione “nel ter­ri­to­rio di Roma Cap­i­tale di un ambito a sé stante”, quan­do la Giun­ta dem ave­va pre­vis­to solo un “sub-ambito”. Ovvero Roma dovrebbe fare tut­to all’interno dei pro­pri con­fi­ni. Esat­ta­mente il prin­ci­pio con­tro il quale si sta bat­ten­do la sin­da­ca Rag­gi

L’ormai con­cla­ma­ta spac­catu­ra del M5s nel Lazio mette in crisi Vir­ginia Rag­gi sul fronte del­la ges­tione dell’emer­gen­za rifiu­tiMen­tre ques­ta mat­ti­na in Regione è par­ti­to l’iter che potrebbe portare Nico­la Zin­garet­ti a com­mis­sari­are la sin­da­ca e indi­care lui la nuo­va dis­car­i­ca del­la Cap­i­tale – in sos­ti­tuzione di quel­la di Colle­fer­ro, nel­la Valle del Sac­co, che chi­ud­erà antic­i­pata­mente il 15 gen­naio – si sco­pre che è un ordine del giorno pro­pos­to dal pen­tastel­la­to Mar­co Cac­cia­tore, approva­to dal Con­siglio regionale il 27 novem­bre scor­so, a met­tere anco­ra più in dif­fi­coltà il Campi­doglio.

Il pres­i­dente del­la Com­mis­sione regionale rifiu­ti, orig­i­nario del vici­no comune di Mari­no, ha infat­ti ottenu­to dall’Assise il via lib­era a inserire nel prossi­mo piano rifiu­ti regionale l’individuazione “nel ter­ri­to­rio di Roma Cap­i­tale di un ambito a se stante”, quan­do la Giun­ta dem ave­va pre­vis­to solo un “sub-ambito”. In parole povere, men­tre Zin­garet­ti e il suo asses­sore Mas­si­m­il­iano Vale­ri­ani ave­vano immag­i­na­to per Roma solo una ten­den­za all’autonomia del ciclo dei rifiu­ti che potesse però con­tin­uare ad appog­gia­r­si sul­la provin­cia, con la pro­pos­ta di Cac­cia­tore la cit­tà di Roma dovrebbe fare tut­to all’interno dei pro­pri con­fi­ni. Esat­ta­mente il prin­ci­pio con­tro il quale si sta bat­ten­do Vir­ginia Rag­gi. Anche per­ché l’effetto inat­te­so sarebbe per la Cap­i­tale non potrebbe usufruire nem­meno del­la futu­ra fab­bri­ca di recu­pero mate­ri­ali che la soci­età regionale Lazio Ambi­ente vuole real­iz­zare al pos­to dell’inceneritore di Colle­fer­ro.

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ASCOLTATE E PER IL M5S. E IL P.D. NON CI SONO RISCHI MAH

Paragone:Mentre noi sti­amo per autodis­trug­ger­ci con il Mes,Il giap­pone con un deb­bito pub­bli­co il doppio del nos­tro investe 109 mil­iar­di per rilan­cia­re l’economia.

Paragone:Mentre noi sti­amo per autodis­trug­ger­ci con il Mes,Il giap­pone con un deb­bito pub­bli­co il doppio del nos­tro investe 109 mil­iar­di per rilan­cia­re l’economia.

Slået op af Italia Patria Mia i Tors­dag den 12. decem­ber 2019

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Vita plastic free: 5 cose semplicissime che puoi cominciare a fare da subito

Cred­its: Shut­ter­stock

Quan­to impeg­no ci vuole per fare una vita più eco-sosteni­bile e per diminuire la plas­ti­ca? La buona notizia è che è molto meno fati­coso di quan­to pen­si, se com­in­ci da questi pic­coli gesti di tut­ti i giorni

Come ridurre la plastica in modo semplice

Ridurre la plas­ti­ca uti­liz­za­ta è diven­ta­ta una misura ormai urgente. La ques­tione cli­mat­i­ca, infat­ti, è reale e intro­durre alcune buone abi­tu­di­ni eco nel­la vita di ogni giorno può diventare una goc­cia nell’oceano. Oltre che far­ti risparmi­are denaro e, soprat­tut­to, cam­biare approc­cio gen­erale ai con­su­mi e persi­no alla con­cezione di benessere.

Fin qui la teo­ria, ma poi pas­sare alla prat­i­ca ci sem­bra spes­so fati­coso. Ma è davvero così? La buona notizia è che per ridurre davvero la plas­ti­ca potreb­bero bastare pochi e sem­pli­cis­si­mi gesti tutt’altro che fati­cosi, che puoi com­piere tut­ti i giorni. E adesso te li rac­con­ti­amo.

Inizia dall’acqua

Per evitare di con­sumare plas­ti­ca in modo insen­sato, inizia con il ridurre (fino a elim­i­narle) le bot­tiglie di plas­ti­ca. Ques­ta soluzione por­ta diver­si van­tag­gi: fa bene all’ambiente, ti fa risparmi­are denaro, ti per­me­tte di bere acqua più “sana” per­ché sei sicu­ra non sia rimas­ta in stal­lo nelle bot­tiglie di plas­ti­ca mag­a­ri sot­to il sole. Infine, ti fa fare mol­ta meno fat­i­ca quan­do vai a fare la spe­sa. Non male, gius­to?

L’unica obiezione potrebbe venire da chi ha tim­o­re di bere l’acqua del rubi­net­to per­ché pen­sa sia poco sana, trop­po cal­carea o dal sapore sgrade­v­ole. Innanz­i­tut­to, in lin­ea gen­erale, l’acqua pota­bile che scorre dai rubi­net­ti di casa è acqua super con­trol­la­ta, sogget­ta ad anal­isi rigide e costan­ti e, dunque, sicu­ra. È sem­pre bene, però, infor­mar­si: le anal­isi dell’acqua le tro­vi sul sito del tuo comune.

Se l’acqua ti sem­bra cal­carea, anche al gus­to, basterà far­la scor­rere un po’ e las­cia­r­la “decantare” in una bot­tiglia di vetro in frig­orif­ero.

Altri­men­ti puoi ricor­rere all’installazione di un fil­tro sul rubi­net­to. Sap­pi però che il “bian­co” che vedi nell’acqua non è dan­noso per la tua salute, anzi rin­forza i den­ti e le ossa. E di soli­to non è in quan­tità suf­fi­ciente a provo­care dis­tur­bi ai reni (in per­sone sane, che non sof­frono già di questo prob­le­ma). Un’altra soluzione per miglio­rare il sapore dell’acqua è la caraf­fa fil­trante.

Procu­rati, dunque, una bor­rac­cia e por­ta­la sem­pre con te. In uffi­cio, sui mezzi, in palestra…Assicurati che la bor­rac­cia sia real­iz­za­ta con mate­ri­ale di alta qual­ità (BPA free) e che sia resistente —  se non sai quale sceegliere dài un’occhiata alla nos­tra gui­da all’acquisto sulle bor­rac­ce. Meglio inve­stire un pochi­no di più e avere a dis­po­sizione un acces­so­rio fun­zionale e durev­ole. Per quan­to riguar­da l’acqua di casa, puoi con­ser­var­la in frig­orif­ero per ren­der­la più grade­v­ole, usan­do pratiche bot­tiglie di vetro.

La spesa con la tua borsa

Sem­pli­cis­si­mo e anche eco­nom­i­co: fai la spe­sa por­tan­doti le borse. Esistono mod­el­li di shop­ping bag fat­te appos­ta per restare anche in una tas­ca. Pic­col­is­sime e super leg­gere, ma resisten­ti e pratiche.

Questo éscamo­tage ti per­me­t­terà di non dover chiedere sac­chet­ti di alcun tipo, risparmian­do (hai vis­to quan­to costano i sac­chet­ti al super­me­r­ca­to?). Inoltre, puoi diver­tir­ti sceglien­do fan­tasie e col­o­rie del­la tua shop­ping: i costi sono irrisori e alcune borse in tes­su­to sono così belle che diven­tano persi­no borsette da passeg­gio.

Vai al mercato

Se puoi vai al mer­ca­to più spes­so. La spe­sa tra le ban­car­elle pre­sen­ta diver­si van­tag­gi. Pri­mo tra tut­ti, puoi scegliere prodot­ti fres­chissi­mi e di sta­gione. E girare per mer­cati è diver­tente e rilas­sante. Sape­vi che si trat­ta qua­si di una ter­apia anti­stress? Non di rado, poi, si risparmia rispet­to al repar­to ortofrut­ti­co­lo di un super­me­r­ca­to: i preezzi sono in media sem­pre più bassi.

E tut­to ciò che acquisti può essere ripos­to diret­ta­mente nel­la tua shop­ping bag, sen­za usare sac­chet­ti di plas­ti­ca né imbal­lag­gi vari. Puoi portare con te anche un ces­ti­no di vimi­ni, in pieno stile Jane Birkin…

Prova i prodotti sfusi

Esistono sem­pre più negozi “no waste”, che ven­dono cioè prodot­ti sfusi. Sen­za inutili e cos­tosi imbal­lag­gi. Spes­so, se vici­no a casa non hai un negozio speci­fi­co, puoi trovare interi repar­ti no waste nei super­me­r­cati bio­logi­ci o anche in alcune catene del­la grande dis­tribuzione. Persi­no i super­me­r­cati si stan­no attrez­zan­do!

Cosa com­prare sfu­so? Cere­ali per la colazione, frut­ta sec­ca, riso, far­ro, semi oleosi per le insalate e lo yogurt, biscotti…Questa abi­tu­dine, oltre a far bene all’ambiente, ren­derà anche la tua dieta più sana. Infat­ti, ti accorg­erai che diminuirà il con­sumo di pasti pre­cot­ti e aumenter­an­no i cibi sani in tavola.

Detersivi eco-friendly e cosmetici naturali

Anche per la pulizia del­la casa e del­la per­sona, puoi puntare sul­lo sfu­so: i prodot­ti sono gli stes­si ovvero han­no gli stes­si ingre­di­en­ti di quel­li con­fezionati (anzi, molte volte van­tano un INCI migliore). Ma il risparmio, anche in ter­mi­ni di denaro, è garan­ti­to.

Sem­pre per le stesse ragioni, evi­ta di usare fla­coni su fla­coni di bagnoschi­u­ma e ritor­na alla saponet­ta: dura di più, rispar­mi, non usi plas­ti­ca e ormai in com­mer­cio ne tro­vi di qual­si­asi tipo. Han­no anche quel gus­to rétro che può far­ti sen­tire super coc­co­la­ta.

Allo stes­so modo, pro­va lo sham­poo soli­do e le creme per il cor­po solide. Forse più cos­tosi dei fla­coni ma, sul lun­go ter­mine, più con­ve­ni­en­ti per­ché dura­no a lun­go.

Molto inter­es­sante anche adden­trar­si nel mon­do del­la cosme­si nat­u­rale, che oltre a non inquinare (o comunque inquinare molto meno) pun­ta a un con­sumo eti­co, sfrut­tan­do mate­ri­ali rici­clati, con­teni­tori biodegrad­abili, e anche for­mule molto più “sane”.

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Europa League, Rennes-Lazio. Inzaghi, ‘Teniamo all’Europa, fino alla fine’

Cataldi, ‘Eravamo favoriti, che rimpianto. Speranza c’è sempre’

Una Lazio imbot­ti­ta di ris­erve fa tap­pa a Rennes per l’ultimo turno del­la fase a gironi di Europa League. Dopo la vit­to­ria con il Cluj all’Olimpico, il tec­ni­co bian­co­ce­leste Simone Inza­ghi ave­va det­to di “cred­er­ci di più”, oggi dal Park transalpino cav­al­ca anco­ra l’onda lun­ga del suc­ces­so con la Juve in cam­pi­ona­to dicen­dosi sicuro che fino all’ultimo tut­to può suc­cedere.

Servirà la vit­to­ria del­la Lazio in Fran­cia abbina­ta a quel­la del Celtic con il Cluj. Al di la delle parole del tec­ni­co scozzese Neil Lennon, che las­ciano inten­dere come la sua squadra si pre­sen­ti in pieno “relax” in Roma­nia forte del­la qual­i­fi­cazione da pri­mi del girone già in tas­ca: “Abbi­amo prepara­to bene la par­ti­ta — risponde Inza­ghi in con­feren­za stam­pa — non so cosa ha det­to l’allenatore del Celtic ma noi vogliamo fare bel­la figu­ra qui a Rennes. Giochi­amo con­tro una squadra forte, che è tor­na­ta a cor­rere in cam­pi­ona­to. Le par­tite sono sem­pre aperte e in Europa nes­suno regala niente”.

La Lazio vuole vin­cere a pre­scindere, per allun­gare anco­ra la striscia di suc­ces­si e pre­sen­tar­si con il morale alle stelle nell’ultima trasfer­ta di cam­pi­ona­to del 2019 con­tro il Cagliari. Per alcu­ni uscire dall’Europa League sarebbe per i bian­co­ce­lesti un ‘van­tag­gio’, ma Inza­ghi (almeno a parole) affer­ma di pen­sar­la diver­sa­mente e repli­ca così: “Van­tag­gio non mi piace come paro­la, l’Europa League è un tro­feo a cui teni­amo, due anni fa abbi­amo fat­to un cam­mi­no impor­tante. Siamo in un buon momen­to, sti­amo facen­do bene ma ora ci guarder­an­no di più. Dob­bi­amo essere umili e con­sapevoli di essere for­ti”.

Acer­bi, Luis Alber­to e Immo­bile gli uni­ci tito­lari in cam­po, con l’aggiunta di Laz­zari che “non potrò far rifi­atare per­ché Maru­sic oggi ha avu­to una dis­tor­sione alla cav­iglia ed è dovu­to rimanere a casa”, riv­ela il tec­ni­co laziale. Per il resto, spazio alle sec­onde linee: “Dovre­mo fare una par­ti­ta atten­ta, i ragazzi che gio­cano meno e meritereb­bero più spazio vogliono fare bel­la figu­ra. Berisha entr­erà a gara in cor­so”. A cen­tro­cam­po, le chi­avi del­la regia saran­no affi­date a Catal­di. Anche il romano si dice anco­ra ottimista sul­la qual­i­fi­cazione: “Cer­to, qualche rimpianto c’è. Erava­mo i favoriti del girone ma ci sono sta­ti episo­di che ci han­no sfa­vorito. Pote­va­mo fare meglio”, spie­ga pri­ma di aggiun­gere: “La sper­an­za c’è sem­pre. Noi dovre­mo fare il nos­tro. Sarebbe inop­por­tuno se le cose andassero bene lì(il rifer­i­men­to è a Cluj-Celtic, ndr) e qui no”. (ansa)

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