Bersani ammette il golpe di Napolitano & Co. contro il Cav: «Fecero fuori me e lui»

giovedì 17 gen­naio 10:12 — di Gabriele Alber­ti

Fa effet­to leg­gere le parole rilas­ci­ate al Gior­nale dall’ex seg­re­tario del Pd Pier Lui­gi Bersani, che”rivisita” gli even­ti che por­tarono in quel 2011 a dis­ar­cionare Berlus­coni dal gov­er­no e intrapren­dere una rovi­nosa polit­i­ca di aus­ter­ità incar­na­ta dall’esecutivo lacrime e sangue di Mario Mon­ti. Regia di Gior­gio Napoli­tano. Bersani in qualche modo con­cede “l’onore delle armi” al suo avver­sario stori­co, Berlus­coni, che all’epoca – fra sor­riset­ti com­pli­ci di Sarkozy e Merkel- era  l’unico ad oppor­si ad un polit­i­ca del rig­ore che oggi “sco­pri­amo” essere sta­ta “esager­a­ta e poco sol­i­dale” dalle parole tar­dive del com­mis­sario europeo Junck­er, soprat­tut­to nei con­fron­ti del­la Gre­cia. Bersani riconosce tut­to questo quan­do affer­ma che ci fu un’ «ubri­a­catu­ra europeista». «Le vit­time dell’austerity? – dice –  Berlus­coni e il sot­to­scrit­to…».

Bersani: «Molti si ubriacarono di retorica europeista»

Rac­con­ta l’ex seg­re­tario del Pd  che fu mes­so di fronte a un ”aut aut”: «Ricor­do anco­ra la direzione in cui posi i diri­gen­ti del par­ti­to di fronte all’opzione gov­er­no Mon­ti o elezioni. Mi trovai di fronte un fuo­co di sbar­ra­men­to di sei inter­ven­ti di espo­nen­ti di pri­mo piano che con­sid­er­a­vano Mon­ti una scelta obbli­ga­ta. Poi c’era Napoli­tano… Da quel momen­to, tutte le set­ti­mane, per un anno, sono sta­to sot­to­pos­to ad un’esame di mon­tismo. E anche se ave­vo qualche dub­bio sull’efficacia del­la polit­i­ca del loden, dove­vo accettare l’impostazione di chi, per far dimen­ti­care il pro­prio pas­sato comu­nista, pen­sa sem­pre che abbiano ragioni gli altri. La ver­ità è che in molti si ubri­ac­arono di retor­i­ca europeista. Trasfor­marono un’idea buona, l’Europa uni­ta, in un’ide­olo­gia…».

Tut­to nascerebbe da qui, è il sen­so del dis­cor­so di Bersani: dalle politiche di aus­ter­i­ty imposte dall’Europa all’Italia  derivarono l’“imposizione” del gov­er­no Mon­ti volu­to dall’allora Capo del­lo Sta­to Gior­gio Napoli­tano, il dis­a­gio, la reces­sione, l’accrescersi di «grilli­ni e sovranisti, figli del­la polit­i­ca di Napoli­tano» e dell’ubriacatura europeista che gra­zie all’ex pres­i­dente del­la Repub­bli­ca divenne un “cre­do” che inguaiò l’economia ital­iana.

Bersani ammette il golpe di Napoli­tano & Co. con­tro il Cav: «Fecero fuori me e lui»

Giordani71

Share / Con­di­vi­di:

I 4 MORTI DI IERI SERA. Un inseguimento mozzafiato di 20 chilometri. Avevano svaligiato decine di case private

ALVIGNANO – Sono state iden­ti­fi­cate le quat­tro vit­time dell’incidente stradale avvenu­to ieri sera lun­go la statale 372 Telesina, nel ter­ri­to­rio del comune di Alvi­g­nano. Si trat­ta di quat­tro per­sone di nazion­al­ità ser­ba, così come il quin­to fer­i­to grave ricov­er­a­to nell’ospedale Rum­mo di Ben­even­to.

I cinque si trova­vano a bor­do di una Sko­da che non si è fer­ma­ta all’alt del­la Polizia e ha com­in­ci­a­to una folle cor­sa a tut­ta veloc­ità lun­go la statale, già nota per l’alto tas­so di inci­den­ti che vi si ver­i­f­i­cano. Dopo un gran numero di manovre speri­co­late e sor­pas­si azzar­dati, l’auto dei fug­gi­tivi è fini­ta fuori stra­da e si è rib­al­ta­ta.

Tut­to quel­lo che è suc­ces­so nei minu­ti suc­ces­sivi, l’abbiamo scrit­to ieri sera in un lun­go live, correda­to dalle foto, giunte in diret­ta dal luo­go di questo aut­en­ti­co dis­as­tro.

L’equipaggio di mal­viven­ti ave­va, con ogni prob­a­bil­ità, con­suma­to gli ennes­i­mi fur­ti nelle abitazioni dei comu­ni del­la Valle Telesina, divenu­ti bersaglio, negli ulti­mi mesi, di centi­nai e centi­na­ia di blitz preda­tori. Ieri, al riguar­do, ne sono sta­ti seg­nalati diver­si. Uno in par­ti­co­lare, a Solopaca, dove è sta­ta svali­gia­ta la casa di un cara­biniere e dove è sta­ta asporta­ta, dal­la cas­saforte è sta­ta pre­sa anche una pis­to­la. non è det­to che si trat­ti del­lo stes­so grup­po, però si sta anche cer­can­do di capire se quel­la refurti­va, trova­ta nel­la Sko­da, con­te­nesse anche l’arma ruba­ta.

Per quan­to riguar­da l’identità, nes­suna gran­dis­si­ma sor­pre­sa: i 4 uomi­ni e la don­na del­la Sko­da proveni­vano da un cam­po rom di Sec­ondigliano, da dove si muovono quo­tid­i­ana­mente, decine di equipag­gi che si dis­tribuis­cono in tut­ta la Regione. una vera e pro­pria indus­tria dei fur­ti in casa e negli appar­ta­men­ti.

Tor­nan­do alla dinam­i­ca speci­fi­ca, con­clusasi con la trage­dia del ter­ri­bile inci­dente, ques­ta si è svilup­pa­ta dal momen­to in cui una volante del com­mis­sari­a­to di Telese Terme, impeg­na­ta pro­prio in uno dei servizi di con­trol­lo del ter­ri­to­rio final­iz­za­ti ad arginare l’ondata di fur­ti. I poliziot­ti han­no nota­to una Sko­da Fabia con tar­ga già seg­nala­ta in prece­den­za alle forze dell’ordine. Gli agen­ti  han­no impos­to l’alt al con­du­cente ma questi non si è fer­ma­to, innes­can­do, così, un insegui­men­to dura­to almeno una venti­na di chilometri, cioè la dis­tan­za che sep­a­ra l’area di azione del com­mis­sari­a­to di polizia di Telese Terme dal luo­go dell’incidente che si tro­va all’interno del perimetro del comune di Alvi­g­nano.

In più occa­sioni la Sko­da ha ten­ta­to di sem­i­nare gli inse­gui­tori con sor­pas­si sull’altra cor­sia di mar­cia, ma è sta­to inutile. Sono sta­ti inter­minabili momen­ti di ter­rore per gli ignari auto­mo­bilisti che di sera si sono visti sbu­care di fac­cia un’auto sul­la cor­sia di mar­cia oppos­ta a quel­la di nor­male per­cor­ren­za, nelle curve più impen­sate e peri­colose. In più occa­sioni l’incidente è sta­to sfio­ra­to per un sof­fio, fino alla dram­mat­i­ca con­clu­sione.

I 4 MORTI DI IERI SERA. Un insegui­men­to moz­zafi­a­to di 20 chilometri. Ave­vano svali­gia­to decine di case pri­vate

Share / Con­di­vi­di:

Lutto a Giugliano per la morte di Antonio, il giovane papà lascia sei figli piccoli

Una ter­ri­bile trage­dia ha col­pi­to, ieri, la comu­nità di Giugliano dove è mor­to il 41enne Anto­nio Fes­ta. La comu­nità nei giorni scor­si si era stret­ta al dolore del­la famiglia di Anto­nio col­pi­to da un mal­ore improvvi­so. Ha lot­ta­to come un leone per lunghe ore ma purtrop­po non ce l’ha fat­ta. Ieri è arriva­ta la ter­ri­bile notizia che ha scon­volto ami­ci e par­en­ti. Anto­nio era molto conosci­u­to e ben­vo­lu­to in cit­tà. A tes­ti­mo­ni­ar­lo decine e decine di post las­ciati su Face­book per il gio­vane papà che las­cia moglie e sei figli pic­col­is­si­mi.
https://internapoli.it/lutto-a-giugliano-per-la-morte-di-antonio-il-giovane-papa-lascia-sei-figli-piccoli/
Giordani71
Share / Con­di­vi­di:

Omicidio a Buddusò, 19enne ucciso in strada nel Sassarese

La vit­ti­ma è sta­ta trova­ta davan­ti alla casa del­la fidan­za­ta

Un gio­vane di Alà dei Sar­di (Sas­sari), Diego Bal­tolu, 19 anni, è sta­to ucciso nel­la notte a Bud­dusò (Sas­sari) con un colpo di pis­to­la. Il gio­vane è sta­to ritrova­to sug­li scali­ni di fronte alla casa del­la fidan­za­ta con un buco nel pet­to. L’ipotesi più prob­a­bile è che sia sta­to fredda­to e che stesse diri­gen­dosi nell’abitazione del­la ragaz­za per cer­care soc­cor­so, ma che non abbia fat­to in tem­po a suonare il cam­pan­el­lo e a chiedere aiu­to. Sul pos­to sono inter­venu­ti i cara­binieri del coman­do provin­ciale di Sas­sari.

(ANSA)

Share / Con­di­vi­di:

Napoli: Giovanni muore a 23 anni, si era recato in ospedale per un forte dolore all’addome

Il giovane Giovanni Petecca è deceduto all’ospedale Cardarelli di Napoli: ignare le cause del decesso

Giuseppe Cubello
Con­trib­u­tor

Una vera e pro­pria trage­dia, l’ennesima in cui a perdere la vita è una gio­vane per­sona, si è ver­i­fi­ca­ta nei giorni scor­si nel­la provin­cia di Napoli, pre­cisa­mente nel comune di Arzano, luo­go del quale era orig­i­nario il ven­titreenne, Gio­van­ni Petec­ca. Il ragaz­zo, infat­ti, è dece­du­to per cause che sono anco­ra in cor­so di accer­ta­men­to pres­so l’ospedale Car­darel­li del­la cit­tà parteno­pea, dopo che era sta­to ricov­er­a­to in quan­to lamen­ta­va dei for­tis­si­mi dolori all’addome. Sec­on­do quan­to riferiscono i media locali, infat­ti, in par­ti­co­lare il sito Internapoli.it, il gio­vane ragaz­zo era sta­to inizial­mente ricov­er­a­to all’interno dell’ospedale Rum­mo di Ben­even­to per poi essere trasfer­i­to d’urgenza a Napoli.

Dolori lancinanti allo stomaco: Giovanni viene ricoverato ma muore dopo essere andato in coma

Stan­do a quan­to si apprende, però, per Gio­van­ni Petec­ca non c’è sta­to pro­prio nul­la da fare e nel­la mat­ti­na­ta di mer­coledì 2 gen­naio si è spen­to dopo essere sta­to in coma per diverse ore.

Non sono anco­ra chiare le cause che lo han­no por­ta­to alla morte e pro­prio per ques­ta ragione, per ved­er­ci più chiaro, è sta­to dis­pos­to l’esame autop­ti­co sul cor­po del ragaz­zo.

A segui­to del­la sua dram­mat­i­ca vicen­da, una comu­nità intera adesso è addo­lorata e pro­fon­da­mente sot­to choc, per­ché nes­suno si aspet­ta­va un epi­l­o­go di questo genere per il ven­titreenne. Gli ami­ci del ragaz­zo, pro­prio nel­la gior­na­ta di mart­edì 1 gen­naio ave­vano lan­ci­a­to un appel­lo alla preghiera. Purtrop­po, però, le richi­este di aiu­to han­no dovu­to fare i con­ti con la morte, vis­to che intorno alle 05:30 Gio­van­ni ha las­ci­a­to per sem­pre la vita ter­re­na.

Molti ami­ci del ragaz­zo, sono rimasti fino alla fine affi­an­co alla sua famiglia e han­no trascor­so diverse ore all’ospedale, speran­do che accadesse il mira­co­lo che invece non c’è sta­to. Adesso, quin­di, nel più grande dei dolori, i suoi gen­i­tori atten­dono l’esito dell’autopsia per capir­ci qual­cosa in più sul­la sua dram­mat­i­ca e pre­matu­ra scom­parsa.

A breve, comunque, si cele­br­eran­no i funer­ali del ragaz­zo, ai quali parteciper­an­no sicu­ra­mente in molti per dar­gli un ulti­mo salu­to e dimostrare, anco­ra una vol­ta, grande vic­i­nan­za ai suoi gen­i­tori. Quel­la di Gio­van­ni, purtrop­po, è soltan­to l’ultima vicen­da in un cui è un gio­vane a perdere la vita. Nei giorni scor­si, infat­ti, sem­pre nel­la provin­cia di Napoli, è scom­parsa la ven­tunenne Rita Nar­di, res­i­dente a Sec­ondigliano, dece­du­ta a causa di un inci­dente stradale che non le ha las­ci­a­to scam­po.

https://it.blastingnews.com/cronaca/2019/01/napoli-giovanni-muore-a-23-anni-si-era-recato-in-ospedale-per-un-forte-dolore-alladdome-002808171.html

Giordani71

Share / Con­di­vi­di:

Ucciso a colpi d’ascia nel Crotonese: motivi passionali

Ucciso a colpi d'ascia nel Crotonese: motivi passionali

Sarebbe sca­tu­ri­to da un movente pas­sion­ale l’omicidio di Gio­van­ni Lucante, di 37 anni, avvenu­to nel­la frazione “Coraz­zo” di Scan­dale, nel cro­tonese. Lucante é sta­to assas­si­na­to a colpi d’ascia. Per l’omicidio i cara­binieri del­la Com­pag­nia di Cro­tone han­no fer­ma­to il tren­tunenne Gio­van­ni Voce, che si é cos­ti­tu­ito sta­mat­ti­na ai mil­i­tari con­ducen­doli nel luo­go in cui si trova­va il cor­po sen­za vita di Lucante. L’assassinio risale alla tar­da ser­a­ta di ieri. La famiglia di Lucante ave­va seg­nala­to il man­ca­to rien­tro a casa del trentaset­tenne, facen­do scattare le indagi­ni che han­no con­sen­ti­to di ricostru­ire le ultime ore di vita del­la vit­ti­ma e por­ta­to alla scop­er­ta dell’omicidio.

https://www.nuovosud.it/88024-altro-sud/ucciso-colpi-dascia-nel-crotonese-motivi-passionali

Share / Con­di­vi­di:

I due ragazzi morti a Catania, uno era una promessa della lotta libera

I due ragazzi morti a Catania, uno era una promessa della lotta libera

Uno era una promes­sa del­la lot­ta lib­era ital­iana, l’altro, 3 anni, più pic­co­lo, ci prova­va. Due cug­i­ni catane­si, uni­ti, nel­la vita, ma anche nel­la morte. Sono le vit­time del­la trage­dia avvenu­ta ieri pomerig­gio pri­ma delle 17 a Cata­nia. Era­no in sel­la ad uno scoot­er quan­do sono sta­ti cen­trati da un’auto. A perdere la vita, San­to Rapis­ar­da, 19 anni, cam­pi­one di lot­ta lib­era e già nazionale azzur­ro — l’altro, Andrea Zap­palà, promet­tente lot­ta­tore, di 16.
L’incidente è avvenu­to all’incrocio tra via Paler­mo e la via Ippoli­to Nie­vo, una strad­i­na che col­le­ga la stes­sa via Paler­mo con la via Car­lo Pisacane, a poca dis­tan­za da cor­so Indipen­den­za. Sec­on­do una pri­ma ricostruzione fat­ta dal­la polizia munic­i­pale, che è inter­venu­ta sul pos­to e c’è rimas­ta fino a tar­da sera per com­piere tut­ti i rilievi del caso, pare che i due ragazzi pro­cedessero a veloci­tà sostenu­ta e non siano rius­ci­ti a frenare quan­do la Lan­cia che li pre­cede­va ha svolta­to a sin­is­tra, dal­la via Paler­mo, per immet­ter­si sul­la via Ippoli­to Nie­vo. L’impatto è sta­to inevitabile. La cor­sa del­lo scoot­er sarebbe poi ter­mi­na­ta con vio­len­za con­tro un muro. Per San­to e Andrea non c’è sta­to nul­la da fare.
Rapis­ar­da è mor­to all’istante, men­tre Andrea durante il trasporto in ospedale.
San­to con i suoi 19 anni, era uno dei più gran­di tal­en­ti del­la lot­ta lib­era ital­iana. Tesser­a­to per la Polisporti­va Ener­gy Club Cata­nia di via Cor­dai, allena­to dal tec­ni­co Clau­dio Alon­zo, ave­va già nel suo pal­mares titoli ital­iani e podi nelle più impor­tan­ti man­i­fes­tazioni nazion­ali di lot­ta e due anni fa ave­va anche vesti­to l’azzurro agli Europei.

https://www.nuovosud.it/87834-cronaca-catania/i-due-ragazzi-morti-catania-uno-era-una-promessa-della-lotta-libera-italiana

Giordani71

Share / Con­di­vi­di:

Cristiano Ronaldo patteggia con il fisco spagnolo: 18mln di multa e 23 mesi di carcere

Ronaldo (getty Images)

Ronal­do (get­ty Images)

Il fuoriclasse portoghese non sconterà la pena non avendo precedenti penali

Una par­ti­ta che sem­br­erebbe avviar­si ver­so il fis­chio finale. La lun­ga sto­ria legale tra il Fis­co Spag­no­lo e Cris­tiano Ronal­do, sec­on­do quan­to ripor­ta­to da As, è fini­ta con un pat­teggia­men­to: l’attaccante oggi alla Juven­tus verserà 18 mil­ioni di euro nelle casse del fis­co e sarà con­dan­na­to a 23 mesi di carcere, una pena che però non scon­terà fisi­ca­mente non essendo mai sta­to prece­den­te­mente con­dan­na­to ed essendo la pena infe­ri­ore ai due anni.

Una vicen­da cer­ta­mente impor­tante, ma non uni­ca. In pas­sato, sono sta­to diver­si i cal­ci­a­tori e più in gen­erale per­son­al­ità del mon­do del cal­cio a trovare un accor­do con il fis­co in segui­to ad accer­ta­men­ti: tra questi anche l’altra star del cal­cio spag­no­lo Mes­si, così come anche Marce­lo, Fal­cao, Di Maria, Mascher­a­no, e Josè Mour­in­ho.

https://www.fantagazzetta.com/news/attualita/17_01_2019/cristiano-ronaldo-patteggia-con-il-fisco-spagnolo-18mln-di-multa-e-23-mesi-di-carcere-361455?fbclid=IwAR2kIxgrZCY4Iu7vpnBdLT4o62fm9o_enELqKG-36bBLfNYfapfAeipvVCo

Share / Con­di­vi­di:

Morta Maritsa, la nonna di Lesbo che allattava i migranti

E’ morta a quasi 90 anni, fu candidata al Nobel della Pace con le altre anziane dell’isola greca. Il suo insegnamento: «Ci comportiamo da esseri umani»

Morta Maritsa, la nonna di Lesbo che allattava i migranti

La ten­era foto in cui tene­va in brac­cio un pic­co­lo migrante appe­na sbar­ca­to, dan­dogli il lat­te con il biberon insieme alle amiche, divenne il sim­bo­lo di una bon­tà spon­tanea, limp­i­da, con­tad­i­na, immune da val­u­tazioni e cal­coli politi­ci. Un’immagine tal­mente evoca­ti­va ed emblem­at­i­ca da valer­le la can­di­datu­ra al pre­mio Nobel per la Pace 2016, asseg­na­to poi al pres­i­dente colom­biano Juan San­tos per l’accordo con le Farcs. Mar­it­sa Mavrapi­dou — una delle tre “nonne” di Les­bo immor­ta­late in quel­lo scat­to del 2015, al cul­mine del­la crisi migra­to­ria del Mediter­ra­neo — si è spen­ta giovedì a 89 anni. Le altre due anziane fotografate sono la cug­i­na Efs­ta­tia, arriva­ta oggi a 95 anni, e Emil­ia Kamvisi, di 88: per mesi fecero avan­ti e indi­etro dall’entroterra alla cos­ta, por­tan­do vesti­ti e pane fat­to in casa ai profughi che appro­da­vano. «Anche noi dis­cen­di­amo da rifu­giati» disse Mar­it­sa in un’intervista, spie­gan­do che la sua famiglia era arriva­ta sull’isola gre­ca dal­la Turchia nel 1922, a segui­to di un trau­mati­co scam­bio di popo­lazione tra i due pae­si.

«Se han­no rischi­a­to di annegare, vuol dire che là non pote­vano restare» la sua imma­co­la­ta e sem­plice visione del prob­le­ma. Come sem­plice è sta­ta la sua vita, in una caset­ta sen­za radio e tv. «Ci com­por­ti­amo da esseri umani» affer­ma­va con una pratic­ità e ver­ità dis­ar­man­ti. Era anal­fa­be­ta, ma la «cul­tura» del bene gliel’aveva for­ni­ta la vita e l’esperienza. Ce l’aveva den­tro quell’umanità, vergine e cristal­li­na, invo­ca­ta da Vit­to­rio Arrigo­ni nel con­flit­to palesti­nese e diven­ta­ta in breve tem­po uno slo­gan, un tor­men­tone, un hash­tag buono per tutte le sta­gioni, un gad­get svuo­ta­to d’ogni sen­so come l’effige del Che su spille e berret­ti. E’ da 300 anni che, sec­on­do Kant, avrem­mo dovu­to appro­pri­ar­ci autono­ma­mente del «dirit­to nat­u­rale», del­la capac­ità d’intendere e vol­ere da soli — sen­za indot­tri­na­men­ti esterni — cos’è buono e gius­to. Quel­la «legge morale» che il filoso­fo ha cita­to pure sul­la sua tom­ba, la sentono den­tro anco­ra in pochi. Mar­it­sa era tra questi.

https://www.corriere.it/esteri/19_gennaio_17/morta-maritsa-nonna-lesbo-che-allattava-migranti-4d55f91a-1a49-11e9-b5e1-e4bd7fd19101.shtml?fbclid=IwAR1tyOtSgQe805BmyxS8UcKWeHYaDxrEVjQ-HFw3CGYAeGVuQmPCE5HWUSc&refresh_ce-cp

Share / Con­di­vi­di: